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RASSEGNA STAMPA

Lazio, offerto Daniel Maldini: il club ci pensa

Spunta un nuovo nome che fa parte della categoria dei giovani di talento tanto cara a Fabiani in vista della politica di svecchiamento della Lazio. Ne parla questa mattina Il Messaggero: è stato offerto Daniel Maldini, che nei sei mesi di prestito passati al Monza (dopo Empoli) si è messo in mostra con 4 gol e 1 assist in 11 presenze stregando Palladino: «Ha un cognome pesante, ma ha un grandissimo talento». Per il Milan il classe 2001 in scadenza nel 2025 può cercarsi una nuova sistemazione. Piace a Fiorentina e Torino, e pure la Lazio lo considera un investimento interessante al di sotto degli 8 milioni

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SERIE A

UFFICIALE – Pioli e il Milan, separazione consensuale

Era nell’aria da giorni se non settimane e mancava solo il crisma dell’ufficialità che è arrivato: Pioli non sarà l’allenatore del Milan la prossima stagione.

Ecco il comunicato del club rossonero: “AC Milan e Stefano Pioli comunicano che nella prossima stagione non proseguiranno insieme, intendendo interrompere il rapporto professionale che li lega da ottobre 2019. Il Milan ringrazia con affetto Stefano Pioli, e tutto il suo staff, per aver guidato la Prima Squadra in questi cinque anni, ottenendo uno Scudetto che resterà indimenticabile e per aver riportato il Milan stabilmente nelle più importanti competizioni europee. Stefano con la sua professionalità e la sua umanità ha saputo valorizzare la rosa e ha incarnato fin dal primo giorno i valori fondamentali del Club.

Stefano Pioli ringrazia il Milan per l’opportunità di far parte della Storia di questo glorioso Club e esprime profonda gratitudine nei confronti di proprietà, dirigenti, squadra, staff e tutto il personale di Milanello e di Casa Milan per il supporto e la grande professionalità. Il tecnico rivolge un pensiero speciale ai tanti tifosi che hanno sostenuto il Milan in questi anni, dimostrando un attaccamento incondizionato”.

Non è dato ancora di sapere la formula con cui le due parti si separano, ma è evidente che non si tratti di esonero, ma di accordo di rescissione.

Alessio Buzzanca

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SETTORE GIOVANILE

Fase Finale Primavera, data e orario di Lazio-Milan

La Lega Serie A ha reso noto che la gara Lazio-Milan, valida per il Primo Turno della Fase Finale di Primavera 1 TIM, si disputerà sabato 25 maggio alle ore 18:30 presso il Rocco B. Commisso” Viola Park” di Bagno a Ripoli (FI). 

La squadra di Sanderra avrà due risultati su tre: in caso di pareggio infatti, passerebbero i biancocelesti grazie al miglior piazzamento in campionato. Chi vincerà, sfiderà in semifinale la Roma.

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DICHIARAZIONI

Sarri: “2-3 anni e smetto, poi voglio aiutare il mio territorio. Sacchi ha cambiato il calcio e quel ‘no’ di Berlusconi…”

Maurizio Sarri torna a parlare. Le parole del tecnico toscano, riportate dalla gazzetta dello Sport, sul suo futuro, il rapporto col proprio territorio e un aneddoto particolare: “Il mio futuro? Ora vado a pranzo con i’ mi’babbo. Fra 2-3 anni smetto e mi occuperò di aiutare il mio territorio e le persone che se lo meritano per quello che hanno fatto negli anni”.

“Sono ancorato a Figline, sono cresciuto in piazza. Poi ho giocato nelle giovanili del Figline e cinque anni in prima squadra. Devo rendere grazie a chi mi ha cresciuto, gli allenatori e tutti coloro che hanno fatto parte della mia carriera. Così come nei giorni scorsi mi sono fermato a un allenamento degli Under 12 locali e ho visto il calcio vero. Sono tornato a casa con un senso di contentezza”.

“Arrigo Sacchi è uno dei pochi che ha cambiato il calcio. C’è un prima Sacchi e un dopo Sacchi nell’ultimo secolo. Se non fosse arrivato per me il no da parte di Berlusconi al Milan, non avrei mai allenato quel grande Napoli”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio-Milan, il retroscena sul rigore non dato

Lazio-Milan può essere terminata sul rettangolo di gioco, ma fuori dal campo la partita non è mai finita, soprattutto in seno al rigore non concesso. Continuano infatti le discussioni intorno all’operato di Di Bello e degli altri direttori di gara che hanno reso più complicata la giornata per la classe arbitrale, come nel caso di Inter-Genoa (Ayroldi) e Torino-Fiorentina (Marchetti). Fatti che arrivano dopo le dichiarazioni recenti di Gravina, dove il presidente federale si è schierato a favore della classe arbitrale.

Come riporta il CdS nella sua edizione web, giovedì scorso si è tenuto in videoconferenza il classico raduno che coinvolge direttori di gara e assistenti. Il raduno è sempre un momento utile per fare il punto sull’operato degli uomini del designatore Rocchi. Nell’ultimo incontro il capo degli arbitri ha colto l’occasione per analizzare criticamente proprio gli episodi chiave dell’ultima giornata. A far discutere, fra tutti, proprio il presunto contatto da rigore fra Maignan-Castellanos nel primo tempo di Lazio-Milan che il direttore di gara non ha reputato sufficiente per fischiare la massima punizione. Da ciò che emergerebbe, in conferenza non tutti erano d’accordo con la decisione di Di Bello, e lo stesso designatore ha ribadito la sua posizione. Secondo Rocchi, infatti, se Di Bello avesse concesso il rigore non ci sarebbe stato alcun errore.

In occasione del raduno arbitrale in video-call, Rocchi ha avuto anche tempo e modo di puntualizzare la sua posizione anche sui due rossi diretti estratti a gara in corso. Entrambi erano, a suo dire, tutti evitabilissimi.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, ricorso per Guendouzi: poche chance che venga ridotta la squalifica

Il danno, dopo la beffa di Lazio-Milan. Come prevedibile, quattro giorni dopo arriva la stangata. Si salva solo Marusic nelle decisioni del giudice sportivo, Gerardo Mastrandrea. Una sola giornata al montenegrino, più un’ ammenda di cinquemila euro  «per avere, al 49′ del secondo tempo, rivolto un’espressione gravemente irrispettosa nei confronti del direttore di gara”. In pratica, nel referto di Di Bello c’è solo un «vaffa» e nessuna «espressione irriguardosa o un’ingiuria», che avrebbe da regolamento comportato una seconda giornata. Invece, il fischietto di Brindisi conferma la «condotta violenta», che costa due turni di stop a Guendouzi «per avere, al 51′ del secondo tempo, in reazione ad un fallo subito, colpito un calciatore avversario con due manate al petto e alla schiena». La Lazio farà ricorso per provare ad accorciare lo stop del francese, sapendo di non avere però quasi nessuna chance di vittoria. Da regolamento sono tre le giornate, è già stato fatto uno sconto l’attenuante è l’evento «in azione di gioco» – sulla squalifica. Se verrà accolto il reclamo, Guendouzi tornerà col Frosinone, altrimenti direttamente contro la Juventus, il 30 marzo, dopo la sosta.

GLI ALTRI

Una sola giornata e quindi un turno di stop per Pellegrini a causa della «doppia ammonizione per comportamento scorretto nei confronti di un avversario (Pulisic, nello specifico, ndi)». Salterà l’Udinese anche Maurizio Sarri, diffidato e squalificato per i veementi reclami contro Di Bello. Confermate le ammonizioni per Immobile e Romagnoli «per proteste nei confronti degli ufficiali di gara» nel parapiglia al triplice fischio. A questi si aggiunge Hysaj «per comportamento scorretto nei confronti di un avversario». Quest’epilogo era scritto nel referto. Altre parole sarebbero state un’ammissione di colpa da parte di Di Bello sul suo operato. Eppure il designatore Rocchi aveva giurato di averlo sentito pentito. Nel frattempo, mentre l’arbitro Ayroldi è stato fermato per un turno dopo la direzione negativa in Inter-Genoa, il presidente Figc Gravina ha fissato per giovedì a Roma un incontro con gli arbitri di serie A e il designatore Rocchi. Il Messaggero

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GIUDICE SPORTIVO

Lazio-Milan, giudice sportivo: due giornate a Guendouzi, una a Sarri, Marusic e Pellegrini

Dopo le gare della ventisettesima giornata di Serie A, il giudice sportivo ha diramato il consueto comunicato con tutti gli squalificati. Stangata per Mateo Guendouzi, centrocampista della Lazio espulso a detta di tanti ingiustamente nel finale di gara della sfida contro il Milan. Due turni di stop per il biancoceleste “per avere, al 51° del secondo tempo, in reazione ad un fallo subito, colpito con due manate al petto e alla schiena un calciatore avversario“.

Una giornata di squalifica invece per altri tredici giocatori

Si tratta di Adam Marusic e Luca Pellegrini della Lazio, Festy Ebosele e Walace dell’Udinese, Samuele Ricci del Torino, Lucas Beltran della Fiorentina, Rafael Leao e Alessandro Florenzi del Milan, Pawel Dawidowicz dell’Hellas Verona, Emil Holm dell’Atalanta, Rasmus Kristensen della Roma, Johan Vasquez del Genoa e Dusan Vlahovic della Juventus.Salterà il prossimo turno anche Maurizio Sarri, era diffidato e è stato ammonito.

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RASSEGNA STAMPA

Lotito a Monaco per “sentirsi di livello internazionale”, ma ancora sul piede di guerra: “Con il Milan un danno da risarcire”

Il patron della Lazio Lotito parla di Lazio-Milan…

Contro tutti e tutto, anche contro la scaramanzia. Il patron della Lazio Lotito vola con la squadra a Monaco. Si può raggiungere l’apice della sua presidenza e della storia. Dal 2015 il patron aveva rinunciato a seguire la Lazio in trasferta. Scelta che venne maturata dopo una sconfitta a Cesena e una vittoria in sua assenza al Friuli causa influenza. Per colpe dei giocatori, di Sarri e della società, ma anche per direzioni arbitrali discutibili, non ultima quella di Lazio-Milan: «Avete letto la lettera con cui si è dimesso quell’arbitro in serie B? Allora io non sono pazzo. Il rigore su Castellanos era netto, Maignan lo aveva buttato per terra. E noi ora avremo un danno (le squalifiche di Pelle-grini, Marusic e Guendouzi, ndi),oltre la beffa in classifica». Di Bello sarà  a riposo “forzato” per un mese in campionato, era precedente la designazione europea da quarto uomo con la terna italiana in Real-Lipsia. Non c’è nessun accanimento: «Io non sono andato contro nessuno, non ho fatto nemmeno un discorso sugli arbitri, ma un ragionamento complessivo su un sistema sbagliato. lo sono un senatore della Repubblica e ho l’obbligo di vigilare sul comportamento delle persone e sul rispetto e l’applicazione delle regole. La norma sportiva non ha l’immunità. Questo devono capirlo tutti. Io sono sottoposto al giudizio sportivo purché non si vada nel penale», chiosa Lotito.

RISARCIMENTO

Confermando fra le righe la volontà di rivolgersi alla magistratura con una denuncia contro ignoti per verificare un’eventuale macchinazione dall’alto. E non solo: «Ci stanno sentenze infinite della Cassazione. La giustizia sportiva non contempla il risarcimento del danno rilevantissimo». Il presidente vorrebbe chiedere addirittura un rimborso del tesoretto perso nel caso in cui la Lazio non dovesse qualificarsi, per i torti, alla prossima Champions. 

Non è detto che il sistema Uefa sia poi tanto differente da quello italiano. Ceferin è vicino al presidente della Figc Gravina, la designazione dello sloveno Vincic non è un buon presagio. Il numero uno biancoceleste non vuole nemmeno rompersi la testa in anticipo: «Speriamo di fare un’impresa come all’andata col Bayern Monaco. Ogni gara ha una storia a sé. Il ritorno è più difficile perché siamo in casa loro, ma voglio vedere la stessa ferocia e lo spirito di gruppo. I tifosi faranno sentire la loro voce e il peso di essersi fatti i chilometri per venire qui. Ho fatto di tutto per aumentare il numero di biglietti, ma non ci sono riuscito. Chiedo al nostro popolo di credere al progetto. In politica sappiamo che non ci sono risultati scontati. E anche nel calcio funziona nello stesso modo, sperando che tutto fili liscio». Lotito stavolta deve trasformarsi in amuleto.

Il Messaggero

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Tensione parossistica Lotito-Gravina. Ci sia buon senso nelle squalifiche. Il presidente ha valutato anche richiesta ripetizione…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Ho sentito il designatore Gianluca Rocchi ieri in tv abbastanza in difficoltà. Ha raccontato delle scuse telefoniche da parte di Di Bello che è stato fermato per un mese. Il danno è stato fatto, poi è complicato parlare di quella gara dal punto di vista tecnico-tattico. Sullo sfondo c’è la chiara battaglia politica di Lotito al presidente federale Gravina. Durante la pandemia è scattato un corto-circuito tra le parti. Un altro punto di rottura è stata la vicenda Salernitana. L’inizio di questa specie di faida iniziata tre anni e mezzo fa, nel maggio 2020. La tensione tra i due è di una tensione parossistica.

Tra l’altro, tornado sul match, Rocchi era molto arrabbiato per le due espulsioni di Marusic e Guendouzi. Il montenegrino si è limitato a dire “che c…o fischi”, ora c’è anche il rischio delle due giornate di squalifica, sconcertante. Visto che ci sono dei precedenti di squalifiche ridotte dopo un errore, mi auguro che questo accada anche domani. Voglio aspettarmi che questo avvenga, sono state fatte cose troppo assurde, che ora prevalga il buon senso.

La prima cosa che Lotito con i suoi legali ha valutato è se ci fossero le condizioni per la ripetizione della partita. I presupposti non ci sono”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Di Bello, perdita del controllo o accanimento. Ma perché quel post se davvero è mortificato?” (AUDIO)

STAFANO MATTEI (RAI) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Il problema è che ci sono stati tanti arbitraggi strani e sfortunati nella stagione della Lazio, ma quanto accaduto venerdì sera con il Milan ha un sapore diverso. Ho c’è stata la perdita di controllo della partita o un accanimento. Nel momento in cui Rocchi fa sapere che Di Bello fosse mortificato, non mi aspetto che lo stesso arbitro, poi, si esprima in questo modo sui social sfidando di fatto la Lazio ed i suoi tifosi. Chiaro, poi, che sullo sfondo c’è la battaglia politica di Lotito che vuole tirare fuori l’AIA dalle componenti federali.

Io non ricordo precedenti di un direttore di gara che dopo una pessima prestazione commenti attraverso i propri social. Se un arbitro è davvero mortificato poteva chiedere scusa e chiudere così il discorso. Ieri vedevo Napoli-Juventus, ad ogni contatto sulla testa dei calciatori l’arbitro ha interrotto puntualmente il gioco. C’è stato un evidente richiamo da parte di Rocchi ai direttori di gara dopo quanto avvenuto all’Olimpico in occasione dell’espulsione di Pellegrini”.

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