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RASSEGNA STAMPA

Tensioni, difetti e Lotito che si interroga sui cambi di Tudor: è sempre la stessa Lazio

(…) La tensione resta elevata, perché la stagione sta finendo nel peggiore dei modi e la società, senza sbandierarlo, pensava alla Champions. La capocciata di Djuric ha polverizzato due punti e frantumato il sogno di riaprire la corsa con Roma e Atalanta. Ora le speranze sono minime. Tudor dovrà blindare almeno l’Europa League. Rimpianti enormi e le stesse difficoltà di prima. Il cambio di guida tecnica non ha pacificato lo spogliatoio e non ha risolto la carestia dell’attacco, aggravando le fragilità difensive. La confusione è aumentata, grandi incertezze legate al futuro. Ieri Lotito era a Formello per seguire la Lazio Women e si interrogava a voce alta sui cambi del tecnico croato. Niente di clamoroso, succede da anni e con qualsiasi allenatore in caso di risultato negativo, ma certo all’interno della società qualche perplessità è nata in ordine al crollo del secondo tempo. Zaccagni è stato protetto. Ha appena rinnovato il contratto, una settimana fa aveva risolto la partita con il Verona, è in corsa per l’Europeo. Stava rischiando il rosso, ha spiegato Tudor, preoccupato dal cartellino facile di Pairetto. La società ha scelto la linea soft, minimizzando la protesta per il cambio. Nessuna punizione, come era successo nei casi di Luis Alberto e Guendouzi. Ora serve la diplomazia.

Lazio, cosa farà Lotito

Chi pensava che Sarri avesse perso lo spogliatoio, non si era reso conto che Tudor rischia di scavalcarlo in fretta. E’ distante per type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idee di calcio e preferenze. Neppure citiamo Ciro e Luis. Guendouzi è scontento, Rovella e Isaksen non giocano più, Romagnoli allergico alla marcatura a uomo, Zaccagni fa il terzino. Kamada è l’unico rivalutato dal croato. Corriere dello Sport

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Gravissimo errore arbitrale: negato un rigore alla Lazio. Il gol del 2 a 2 è una follia” (AUDIO)

La Lazio deve essere in grado di chiudere la partita sull’1 a 0… GIULIO CARDONE in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Possiamo analizzare il match quanto vogliamo, ma la Lazio deve essere in grado di chiudere la partita sull’1 a 0 e non fare quel primo tempo. Poi c’è stato un errore arbitrale gravissimo con un rigore non concesso su Immobile. Vi racconto un retroscena, la Lazio dopo il rigore non dato, ha ottenuto un altro corner e l’arbitro si è avvicinato al giocatore che aveva commesso il fallo non sanzionato e gli ha detto: ‘Stai attento che prima hai rischiato’. Una follia. Era un rigore solare e purtroppo la Lazio in campo non protesta mai.

Al di là della prestazione, è l’ennesima partita condizionata da un errore arbitrale.

Tudor in sede di presentazione della partita ci ha detto che ha lavorato all’80% sulla fase di attacco e al 20% su quella difensiva. Praticamente l’opposto di Sarri. Al momento del cross di Pessina, nessuno è andato ad impedirgli l’azione nonostante si sappia che in mezzo hanno un bravo colpitore di testa. Mi chiedo perché.

Si può parlare giustamente dei cambi e della gestione della partita, ma l’assurdo è che la partita l’avevi vinta. Lasciare da solo un giocatore libero di crossare al 92′ mi è sembrato assurdo”.

Alessio Buzzanca

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SOCIAL

Lazio, Luis Alberto chiarisce: “Nessuna minaccia dai tifosi, solo lo stimolo a dare tutto fino alla fine”

Una vittoria sfumata al traguardo, la delusione per speranze Champions ormai flebili ed il faccia a faccia con i tifosi presenti a Monza con buona parte della squadra. Interpretazioni, illazioni, nervi tesi subito ricondotti nella direzione più costruttiva. La conferma arriva da Luis Alberto che tramite il proprio profilo IG chiarisce sul tema: “Durante il confronto di ieri sera con i tifosi in trasferta a Monza, non ho ricevuto nessuna minaccia. I tifosi ci hanno stimolato spingendoci a dare tutto fino alla fine. Tifosi con cui ho sempre avuto e sempre avrò un ottimo rapporto! Forza Lazio“. Caso chiuso, testa all’Empoli ed alle celebrazioni dedicate alla ‘meravigliosa’ che ha fatto la storia.

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DICHIARAZIONI

Tudor in conferenza: “Molto deluso, ho chiaro cosa devo fare. Zaccagni? Espulsione nell’aria…” (AUDIO)

La conferenza stampa di Igor Tudor dopo il pareggio di Monza:

Tudor, a fine partita c’è stato un quarto d’ora di confronto tra tifosi e squadra. Cosa è emerso?

“Non so cosa è successo, non posso commentare. Quando saprò cosa è successo allora commenterò. Posso commentare solo i fatti.

La sostituzione di Zaccagni?

Aveva un giallo e mezzo, era nervoso. Poteva essere espulso e non sarebbe stato uno scandalo. Ha scelto di non espellerlo ma era nell’aria.

Casale?

Devo fare un’analisi profonda, questa è stata la prestazione che mi è piaciuta meno. Il Monza è una squadra tosta, prendiamoci il punto perché non meritavamo la vittoria e ci prepariamo per il rush finale”.

Perché non avete difeso meglio dopo il 2-1?

“Nel calcio può succedere di tutto. Una finale di Champions League è stata ribaltata in tre minuti. Questo è il calcio, mi interessa la prestazione. Il campionato non si decide in una gara, ne mancano solo tre”.

Felipe Anderson perché non è stato sostituito?

“Tanti giocatori sottotono, ho fatto cambi ma ho tolto i meno peggio. Varie ragioni, ma devo analizzare bene. Dovevamo fare meglio.

Arbitraggio?

“Abbiamo subito tanti gialli, ma non posso giudicare ora. Abbiamo faticato in fase difensiva e in fase di possesso. Sono molto deluso ma ho chiaro su cosa devo fare”.

Si aspettava questo percorso di Palladino con il Monza?

“Il Monza sta bene in campo e ha giocatori di buon livello. Palladino è un ragazzo intelligente, ha una base per fare un buon percorso di allenatore”.

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DICHIARAZIONI

Marusic: “Non bene anche per merito del Monza, ora diamo tutto fino alla fine” Confronto con i tifosi: “Sono con noi”

Adam Marusic è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel per commentare la prestazione della Lazio contro il Monza: “Non abbiamo fatto un grande partita, anche per merito del Monza. Hanno avuto tante occasioni, noi ne abbiamo sprecata qualcuna. Dobbiamo analizzare bene dove abbiamo sbagliato, mancano tre partite, dobbiamo migliorare. Dobbiamo dare tutto, le prossime saranno sfide importanti e difficili, dovremmo stare concentrati e dare tutto, vogliamo fare grandi risultati. Il confronto con i tifosi? Siamo tutti delusi, però possiamo ripartire insieme, io li ringrazio perché sono venuti in tanti come sempre. Perché sono rimasto più dietro? Per bravura del Monza non sonno riuscito a salire e sono stato più difensivo. Loro hanno avuto spesso il pallone. Il gol del Monza? Dovevamo essere più lucidi, loro hanno fatto un grande gol, è un peccato e c’è tanta delusione. Ora guardiamo avanti, il calcio è così, nessuno si ricorda di ieri, noi guardiamo avanti”. 

Poi ai microfoni di Danz: “Con i tifosi abbiamo parlato, volevano che ci fossero tutti i giocatori sotto la curva anche chi era già rientrato. Hanno parlato e ci hanno detto che sono con noi fino alla fine, è tutto normale. Sono qui da tanti anni, vogliamo lottare per i posti Champions. Abbiamo avuto novità e cambiamenti quest’anno. Sarri è andato via, Tudor ha cambiato tante cose. Serve pazienza. Mancano tre partite e dobbiamo dare tutto e vedere dove abbiamo sbagliato. Dobbiamo crederci tutti e fare i conti alla fine”.

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TIFOSI

Lazio, confronto con i tifosi dopo il pari a Monza: cosa è successo

Al termine di Monza-Lazio 2-2 i giocatori biancocelesti si sono portati sotto il settore ospiti dell’U-Power Stadium per un confronto con i tifosi. ImmobileMarusic e Luis Alberto in prima fila, con tutti i compagni di squadra alle loro spalle, hanno ascoltato le rimostranze dei supporter, evidentemente insoddisfatti per il risultato. Anche Guendouzi e Romagnoli non si sono sottratti a un dialogo che è diventato particolarmente concitato dopo le prime battute. È volata qualche parola grossa e non tutti i giocatori l’hanno presa bene. Immobile ha così dovuto fare da paciere. Il faccia a faccia si è concluso con toni decisamente più distesi: strette di mano, maglie e pantaloncini lanciati sugli spalti

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APPROFONDIMENTI

Lazio, Tudor cerca i gol di Immobile per il finale: l’ultimo tre mesi fa a Cagliari

Dopo Luis Alberto, riecco Immobile. Non c’è allenatore che tenga e riesca a farli fuori, come forse avrebbero immaginato a Formello, lavorando per accelerare la svolta e un nuovo ciclo. Altro che gerarchie azzerate. Tudor, come Sarri, fatica a lasciare Ciro in panchina. Ecco la novità. Torna il capitano della Lazio questa sera a Monza e ci può stare il jolly per sparigliare. Dentro una stagione maledetta, ti puoi anche ritrovare alle ultime curve per lanciare l’allungo in dirittura. Igor ci prova. Ha bisogno di tutti per alimentare il sogno di una rincorsa Champions e alla Lazio, come ha dimostrato la partita con il Verona, continuano a mancare i gol. Certo, servirebbe il vero Ciro, ma basterebbe poco per riaccenderlo. Un pallone in rete e cambierebbe il suo mondo, ritroverebbe lo scatto e il sorriso. Si tratta dell’ennesimo, forse ultimo, tentativo. Ha debellato l’infortunio al ginocchio, è rimasto a guardare le ultime due partite (Juve in Coppa Italia e Verona) dalla panchina. Ora ritenta. Hai visto mai che riesca a sbloccarsi?

L’ultimo gol di Immobile risale al 10 febbraio, trasferta di Cagliari. Sembrava un nuovo inizio. Forse la prova più bella del suo campionato. Era ruggente e ispirato in profondità dai lanci di Cataldi. Quattro giorni dopo avrebbe trascinato la Lazio in Champions, stendendo su rigore il Bayern Monaco. Un assist per Isaksen e una buona prestazione con il Bologna alla terza di seguito in una settimana, poi il buio. Si è spento come una candela, sopraffatto dalla fatica, dalle tensioni, dal livore dei social. Infine sono arrivati il trauma al ginocchio sinistro e la sostituzione nell’intervallo del derby. Undici presenze di fila senza segnare, di cui 9 in campionato, ma soltanto 6 da titolare (escluse Coppe). Ciro ha segnato poco quest’anno in Serie A (6 gol compresi i 4 su rigore), giocando dal primo minuto in appena 19 partite su 28. La condizione fisica non lo ha assistito. Corriere dello Sport

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SERIE A

Monza-Lazio, probabili formazioni

Monza-Lazio, probabili formazioni

MONZA (4-2-3-1): Di Gregorio; Birindelli, Caldirola, Pablo Marì, Kyriakopoulos; Bondo, Akpa Akpro; Colpani, Pessina, Zerbin; Djuric. All.: Palladino

LAZIO (3-4-2-1): Mandas; Patric, Romagnoli, Hysaj; Marusic, Guendouzi, Kamada, Zaccagni; Felipe Anderson, Luis Alberto; Immobile. All.: Tudor

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FORMELLO

FORMELLO – “Nessuno è titolare”, la legge di Tudor colpisce il Taty: riecco Immobile dall’inizio. Hysaj scalza Casale

FORMELLO – “Dopo 2-3 partite si può perdere il posto e questa è una cosa brutta, ma anche bella del calcio. Nessuno è titolare”, diceva Igor Tudor in sala stampa prima della rifinitura anti-Monza. La domanda era riferita al dualismo Castellanos-Immobile e ripensandoci la sua risposta può sembrare quasi un’anticipazione di quanto da lì a poca sarebbe accaduto: Ciro titolare, provato con il gruppo che domani dovrebbe sfidare la squadra di Palladino. Il concetto di titolarità è labile per il croato che dopo quattro gare di fila concesse all’argentino ora sta seriamente pensando al rilancio del suo capitano.

Non è l’unica novità della vigilia. L’altra riguarda la difesa ed in particolare il centro-sinistra: c’è da tenere sotto osservazione Colpani ed evidentemente Tudor non ritiene Casale particolarmente adatto (o in condizione) visto che oggi in quella zona ha testato Hysaj. Variante sul tema consigliata dalla seconda assenza di fila di Mario Gila (lesione muscolare) che spera di rientrare per le ultime due gare della stagione. Per il resto tutto viaggia verso la conferma, compresa la titolarità tra i pali di Mandas. Provedel è totalmente ristabilito clinicamente, ma non ancora abbastanza brillante per riprendersi la maglia.

PROBABILE FORMAZIONE (3-4-2-1): Mandas; Patric, Romagnoli, Hysaj; Marusic, Guendouzi, Kamada, Zaccagni; Felipe Anderson, Luis Alberto; Castellanos.

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FORMELLO

Tudor: “Andiamo forte fino alla fine. Obiettivi? D’accordo con Sarri, manca obiettività sul giudizio della rosa. A Rovella manca solo qualche chilo, su Taty-Ciro…” (AUDIO)

Alla vigilia della trasferta di Monza, il tecnico della Lazio Igor Tudor presenta il match in conferenza stampa:

Che Lazio vuole vedere domani a Monza?
“Sarà una partita difficile come tutte in Serie A. Meno partite rimangono e più sono importanti, ognuno lotta per i suoi obiettivi e noi dovremo preparare la partita al massimo per fare il nostro meglio”.

Zaccagni è recuperato a tempo pieno?
“Zaccagni ha fatto mezz’ora nell’ultima gara, vedremo oggi come preparare la sfida di domani. È un giocatore importante, viene da un periodo problematico con gli ultimi infortuni, mancano poche gare e dobbiamo essere bravi a capire come utilizzarlo se dall’inizio o dalla panchina”.

Come ti regolerai con il rientro di Provedel?
“Provedel non è recuperato, ha fatto 2-3 allenamenti con noi e uno che sta fuori due mesi è un grande dubbio anche solo portarlo in panchina, non per fare concorrenza per giocare”.

Si può sognare la Champions o l’obiettivo è l’Europa League?
“Non so dove possiamo arrivare, noi possiamo fare un pronostico solo sulle nostre prestazioni. Questo è il nostro unico obiettivo, fare grandi prestazioni a cominciare da sabato. Poi i punti e i calcoli sono importanti, però come ho ribadito tante volte facciamo il nostro meglio poi calcoleremo i numeri alla fine. Fino all’ultima giornata non si saprà”.

Domani conta solo vincere? Come sta gestendo la staffetta Immobile-Castellanos?
“Unico risultato per noi la vittoria è una tua opinione, sulla staffetta Immobile-Castellanos vedremo oggi, sono tutti e due possibili titolari anche se questa parola conta fino a un certo punto. Penso che è una crudeltà del calcio che bisogna sempre riconfermarsi, dopo 2-3 partite si può perdere il posto e questa è una cosa brutta, ma anche bella del calcio. La Lazio è arrivata seconda l’anno scorso ma in pochi se lo ricordano, questo vale anche per i giocatori”.

Questa rosa poteva avere una classifica più importante?
“Quello che ho capito in questi 45 giorni qui a Roma è che c’è una grande passione e una grande appartenenza di chi ama questo club, penso però che essendo obiettivo ed essendo arrivato da poco c’è poca obiettività quando si fa comparazione delle rose. In Serie A ci sono 20 squadre e bisogna essere obiettivi nell’analisi della qualità della rosa, al 70/80% la qualità della rosa incide, il resto lo fa l’allenatore e la società. La qualità della rosa è fondamentale, io vedo che nel mondo Lazio manca obiettività nel capire la valutazione giusta quando si parla delle rose. Vedendo anche le prime conferenze di Sarri, lui provava a far capire questa cosa alla gente. Però quando c’è tanto amore, c’è meno obiettività. Un allenatore e un club devono essere sempre obiettivi e giusti, quando si carica qualcosa che non è collegato con l’obiettività non si fa una cosa giusta. Se mi viene chiesto di vincere i 100 metri ma so di essere tra gli ultimi non si fa una cosa giusta, poi è giusto caricare l’ambiente e creare delle aspettative superiori per avere quella spinta in più. Bisogna però mantenere l’obiettività, altrimenti non si fa il bene del club. Ieri ho visto un ragazzo di 27/28 anni, un tifoso della Lazio che mi ha chiesto lo scudetto. Abbiamo parlato di questo tema, lui la vive con cuore ed è giusto così, ma poi ci vuole anche obiettività”.

Un suo pensiero su Palladino?
“Lo conosco da bambino, lui era un primavera quando io ero alla Juventus e lo conosco. È sempre stato un ragazzo sveglio e curioso che si interessava a tutto, ha iniziato da poco questa carriera che è bella e affascinante. Sta facendo bene il suo percorso, domani mi aspetto una gara super difficile, loro sono ben organizzati con ottime qualità in fase offensiva. Dovremo fare una gara seria e sul pezzo”.

Dal suo punto di vista che valore ha questa rosa?
“Non mi esprimo su quello, qualsiasi cosa dico creerebbe polemica. So dove va collocata la rosa della Lazio, per me è molto chiaro. L’obiettivo è sempre quello di fare meglio rispetto alla posizione dove si dovrebbe stare. Chiaramente la Lazio non era da secondo posto lo scorso anno, poi l’obiettivo personale di ogni allenatore è sempre quello di tirare fuori il massimo dalla rosa. Poi ci sono le altre squadre che magari fanno meno bene, ci sono sempre quelle dinamiche in un campionato. Se ogni squadra fa quello che deve 99,9% della classifica si sa a inizio anno. La bellezza del calcio invece è l’imprevedibilità che può fregare la gente e va oltre l’obiettività”.

Quanto le darebbe fastidio se Atalanta-Fiorentina venisse recuperata a fine campionato?
“Giocare a fine campionato non è una cosa né giusta, né regolare. Nel calcio italiano c’è tanto da migliorare su queste cose, io capisco che il calendario è complicato ma bisogna migliorare sulla regolarità di queste partite e nei modi di organizzare questi recuperi”.

Cosa vuole vedere in più rispetto alla scorsa partita?
“Ogni partita è una battaglia a sé, tu lavori sempre uguale sulle cose che vuoi migliorare e che vuoi aggiungere. È bella la solidità difensiva, abbiamo lavorato molto più sull’attacco, quasi un 80% sull’attacco e un 20% sulla difesa. Eppure la cosa che stiamo facendo meglio è proprio questa fase difensiva, dove serve cuore e voglia di non subire gol. Ci sono state partite difficili come quella col Verona, saranno solo partite difficili da qui alla fine”.

Zaccagni può crescere in fase realizzativa?
“È un giocatore che ha fatto tanti gol anche negli anni scorsi, poi è chiaro che se giochi vicino alla porta puoi essere più decisivo. Nell’ambito della gestione di una rosa devi far giocare i migliori, mantenendo il giusto equilibrio anche se il nostro obiettivo è essere offensivi e fare gol. Zaccagni ha qualità importanti, chi salta l’uomo manca in questo calcio e avere giocatori con queste qualità è importante”.

Come sta Rovella? Può giocare titolare da qui a fine campionato?
“Rove ha fatto un campionato interessante vedendo le partite in cui non c’ero io, ha avuto poi un infortunio importante con la pubalgia che lo ha rallentato. È un giocatore che mi piace perché capisce di calcio, è intelligente. Ha bisogno di mettere su qualche chilo, ci stiamo lavorando. Lui è volenteroso, vuole capire e gli ho fatto un discorso perché ci sono giocatori che stanno facendo bene e quando succede è difficile cambiare. Bisogna avere pazienza e sfruttare l’occasione”.

Cosa manca per trovare più continuità in zona gol?
“Non so cosa manca, mi metto a lavorare e credo siano anche annate che nascono così. Noi ci siamo messi a lavorare, abbiamo anche fatto qualche gol in queste sette gare, poi quello che conta sempre è creare opportunità, questo è il fattore più importante per un allenatore. Si lavora per permettere alla squadra di creare occasioni da gol, penso siamo sulla strada giusta, manca poco. C’è gente che ha gol nel DNA, sono convinto che in queste quattro gare tutti i giocatori offensivi daranno una mano”.