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DICHIARAZIONI

Capello: “Sarri sta facendo bene, Mourinho no”

In un’intervista alla Gazzetta, Fabio Capello si è espresso sui due allenatori delle romane: “Mi sembra normale che dopo aver vinto un trofeo internazionale come la Conference, la gente si aspettasse qualcosa di più. Lottare anche contro Lazio e Atalanta le pare strano? No, perché la squadra di Sarri sta facendo bene e quella di Gasperini ormai ha un marchio di fabbrica collaudato. Dipende tutto dalla qualità. Se a un direttore d’orchestra fai guidare una banda, suonerà musica da banda e non quella dei Berliner.

Alessio Buzzanca

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APPROFONDIMENTI

AS Roma: 219 mln di euro di perdite. E’ record!

Il peggior risultato di sempre. Con 219,3 milioni di euro di perdite nell’esercizio 2021/22, l’AS Roma colleziona l’ennesimo record. Con questa ultima performance i giallorossi inanellano il tredicesimo rosso di bilancio consecutivo e arrivano a raggiungere 1 MILIARDO di perdite cumulate dal 2009 a oggi. Sul bilancio pesa il Covid (che però pesa su tutta la Serie A che ha fatto performance decisamente migliori) e ben 182 milioni di euro di costi del personale di cui oltre 30 milioni sono per non-calciatori. Forse è questa la voce più incomprensibile e che meriterebbe attenzione da parte della stampa distratta.

La Roma non è più in Borsa a seguito del recente delisting, pertanto sono scomparsi gli obblighi di comunicazioni sociali che sono propri delle società quotate.

Alessio Buzzanca

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ESCLUSIVE NEWS

‘SVB’ – Lazio, idea Sanabria. Giordano: “Per me sarebbe…” (AUDIO)

Girandola di mercato o effetto domino. L’infortunio di Pietro Pellegri spinge il Torino a premere sull’acceleratore per arrivare a Eldor Shomurodov. Secondo quanto riferisce ‘Sky Sport‘, l’ex attaccante del Genoa è in uscita dalla Roma ed è il primo obiettivo del club granata che al momento ha bloccato la partenza di Sanabrianel mirino della Lazio. L’effetto domino dunque, potrebbe innescare la partenza della punta granata in direzione Lazio. Sanabria è un vecchio pallino di Igli Tare, che tra gennaio e giugno potrebbe tornare di moda. L’attaccante che ha realizzato 2 gol in 10 presenze è nella lista della dirigenza biancoceleste, che lo vorrebbe come vice Ciro Immobile. Da bomber a bomber intanto, l’approvazione tecnica all’eventuale operazione di mercato nella Lazio arriva da Bruno Giordano: “Si tratta di un giocatore completo. E’ bravo di testa, è strutturato, sarebbe un’ottimo innesto per la Lazio – spiega Giordano ai microfoni di Radiosei nella trasmissione SeiVolteBuongiorno Segna poco? Quello è un fattore troppo legato alla squadra e al contesto in cui è costretto ad esprimersi per poterlo giudicare. Anche Immobile con il Torino non segnerebbe 30 gol. Sicuramente il giocatore a me piace”. Parole di elogio che non passano inosservate, specie quando a pronunciarle è uno dei più talentuosi e storici attaccanti biancocelesti.

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DICHIARAZIONI

Moggi senza freni: “La Juve ruba? No, Lazio e Roma…”

Luciano Moggi, in qualità di piccolo azionista del club bianconero, è tornato a parlare all’assmblea degli azionisti. L’ex direttore generale, radiato per lo scandalo di Calciopoli del 2006, è stato accolto dagli applausi e non si è fatto mancare un passaggio sugli Scudetti di Lazio e Roma: “È un epiteto dato alla Juventus ‘Vince perché ruba’, ma non è vero. La Juventus ha vinto sempre sul campo e non ha mai rubato niente a nessuno. Anzi hanno rubato a noi a Perugia con il campo allagato anche l’anno dopo contro la Roma quando il presidente cambiò le regole in corso per far giocare Nakata a Torino che decise la partita con un gol”. 

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NEWS

Mihajlovic, camera ardente in Campidoglio

Il ricordo di Sinisa Mihajlovic nella Capitale è forte: in queste ore tantissimi i messaggi di affetto e di condoglianze sono stati rivolti la famiglia dell’ex calciatore di Lazio e Roma. Il Comune capitolino – visto il legame tra la città e l’ex giocatore serbo – ha allestito la camera ardente in Campidoglio che sarà aperta dalle 10 alle 18 nella giornata di domenica.

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APPROFONDIMENTI

Lazio-Flaminio, piccoli passi in avanti

Il futuro dello stadio Flaminio e della Lazio tiene banco ormai da mesi. L’assessore allo Sport, Alessandro Onorato, ha da giorni chiarito la data limite entro e non oltre la quale la Lazio stessa dovrà presentare un progetto concreto. Piccoli passi avanti, seppur non ufficiali, sono stati fatti. Come riporta il Corriere dello Sport, entro la prossima settimana dovrebbe esserci un nuovo incontro tra le parti per cercare di limare ulteriormente le distanze. Sta prendendo ancora tempo la Lazio prima di presentare ufficialmente il suo progetto per la riqualificazione del Flaminio.

Non vuole fare un salto nel buio il presidente Lotito e vuole essere prima certo che le sue richieste possano essere realmente prese in considerazione. Il piano del patron è estremamente chiaro e altresì ambizioso: creare un valore aggiunto per la città e al contempo per la Lazio stessa. Chiaro il piano, altrettanto le richieste: la copertura dello stadio e l’ampliamento della capienza da 18 a 45 mila posti (il Comune informalmente aveva dato l’ok fino a 38mila) così da poterlo utilizzare per eventuali finali Fifa o Uefa. A questo Lotito vorrebbe anche l’affidamento di zone circostanti la struttura, utili per la mobilità o accesso allo stadio. Il tempo c’è ma comincia a stringere, l’ultimatum del Comune è chiaro, ma entrambe le parti vogliono arrivare a un punto di incontro. Non è detto che l’eventuale incontro possa orientare il tutto verso una una stretta di mano

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CURIOSITA'

Russell, il Gladiatore tifoso della Lazio: “Non smetterò di venire qui a Roma mai…”

Ama Roma e tifa la LazioRussell Crowe, Il Gladiatore dal cuore biancoceleste è tornato a far parlare di sé e della sula liaison con la capitale e con la Lazio. Dallo scatto con la maglia biancoceleste ai video che hanno fatto immediatamente il giro del web. Ora l’attore intervistato dal sito FanPage, ha rilasciato altre dichiarazioni che sanno di ennesima dichiarazione d’amore. “Cosa mi colpisce di Roma? Il modo in cui la gente mi tratta quando vengo qui a Roma mi confonde ogni volta: le persone sono così gentili e generose e hanno anche un grande senso dell’umorismo, è tutto bellissimo. Mi sento un po’ come lo zio di tutti, un vero privilegio. Vedermi consegnare un titolo solo per fare qualcosa che sento così naturale mi porta a non capire bene il motivo di questo riconoscimento, ma va bene così. Non smetterò mai di dire alla gente che devono assolutamente venire qui a Roma per vivere la città e per fortuna io stesso continuerò a visitarla”.

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RASSEGNA STAMPA

Malagò intercettato spara sul sistema calcio: “Preziosi pregiudicato vero. Lotito? Il capo”

Sosta del campionato come momento di riflessione e progettazione. Sosta del campionato che a volte fa pensare e da modo di approfondire, ma che in altre lascia spazio alle inchieste e non poco di rado al chiacchiericcio, pronto a sfociare quasi nel gossip. E’ questo il senso dell’attenzione che dalle pagine di Repubblica, edizione Nazionale forniscono stamattina sul tema dell’assegnazione dei diritti Tv. Quel gusto quasi voyeuristico di leggere fra le righe dell’intercettazione di un’inchiesta. Si tratta degli atti depositati dalla procura di Milano con la richiesta di archiviazione, presentata al gip nel marzo scorso e non ancora accolta. Il telefono intercettato è quello del Presidente del Coni, Giovanni Malagò. Le chiamate trascritte in generale sono quelle con il broker Massimo Bochicchio (morto in un poco chiaro incidente stradale alla vigilia del processo, ndr), mentre quelle che attirano l’attenzione del mondo calcio sono quelle che Malagò intrattiene con dirigenti televisivi. I presidenti di serie A? “Dei delinquenti veri”. La Lega Calcio? “Come ha detto Greco (ex procuratore capo di Milano), è un’organizzazione di diritto privato… Perché altrimenti li arrestavano tutti, perché li avevano trovati colpevoli di corruzione sei anni fa con noi…”. Preziosi? “Un vero pregiudicato”. Lotito? Il Capo. “Ei i nostri amici , Juventus e Roma, sono colpevoli quanto lui. Perché alla fine lo hanno assecondato e sono diventati complici delle sue avventure…” 2 giugno 2020: voce e parole di Giovanni Malagò con Andrea Zappia, manager di Sky che, già in quel tempo non aveva più alcun incarico operativo in Italia. Spifferi ascoltati, che alimentano i veleni, ma che non pesano agli atti. Spifferi svelati in questi attimi di solitudine calcistica.

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RASSEGNA STAMPA

Da Mago a scolaretto, Luis Alberto ad intermittenza

Meno Mago, più scolaretto, poi di nuovo Luis Alberto. Può perdere il pelo, ma non quel brutto vizio. C’eravamo lasciati domenica al 71’, nel derby un minuto sempre magico. Nell’ultimo, invece, col soldato abbattuto: lo spagnolo si accascia per terra e tutti tremano. Il fantasista mima il gesto di un crac, si contorce sul campo. Sarri teme addirittura che si sia rotto il crociato, ordina il cambio immediato, senza accorgersi che poco dopo il numero 10 sta chiedendo di aspettare un attimo, è lontano. Entra Basic, il Mago s’infuria e, zoppicando verso la panchina, urla di tutto: «Avevo già avviato la sostituzione con il quarto uomo – ha spiegato poi il tecnico – e non ci potevamo permettere di rimanere 3-4 minuti in inferiorità numerica in quel frangente così delicato». Nessuna polemica dopo il trionfo, anche se Sarri non tollera più da un anno questi atteggiamenti – plateali e non solo – di Luis Alberto. Li trova una mancanza di rispetto verso di lui e il resto del gruppo, un esempio sbagliato. 

APPLAUSI PER L’IMPEGNO

Il suo ginocchio è a posto e stavolta lo spagnolo è perdonato. Sia perché resta in panchina ad incitare tutta la Lazio e, alla fine, festeggia a squarciagola sotto la Nord. Sia perché finalmente nel primo tempo onora il compito impartito. Luis Alberto centrocampista box to box, come richiedeva Sarri in uno schema ben studiato alla vigilia, e riuscito il giorno dopo. Stavolta nessuno invocava i suoi giochi di prestigio, ma il sacrificio. Contavano di più l’impegno in copertura a centrocampo, la corsa e la lotta col veleno. È anche merito suo, se la Lazio ha percorso 122 chilometri nel derby, un dato disumano. Applausi a Luis Alberto diligente e ordinato, al servizio del credo di Sarri e della Lazio. Fosse stato sempre così, forse Vecino non gli avrebbe soffiato il posto, magari non si sarebbe mai arrivati a questo gelo. Anche se in realtà già in estate il Mago sembrava in bilico con il malcelato desiderio dell’allenatore di sostituirlo e abbracciare Ilic a Formello. Chissà se il Mago può ancora riprendersi la Lazio. Rischia di avere appena una settimana di tempo, dopo aver sciupato l’ultimo mese fra un male e un altro. Una volta rimasto, Sarri aveva deciso di riabilitarlo in un nuovo ruolo: in avvio di campionato il Mago subentrava e faceva gol, poi questo show part-time ha iniziato a stargli stretto: 9 volte titolare su 19, 5 in campionato, 819’ in campo, si è depresso. Da settimane la mezzala lamentava dolori all’anca (rifiutando però qualunque controllo) ed era mogio in allenamento. Chissà se la gioia del derby riuscirà a risollevarlo di nuovo. 

RESTA IN VENDITA

Alla vigilia del Monza si ripropone il dubbio: Luis Alberto sì o no? Ora che torna Milinkovic, il testa a testa con Vecino diventa più serio. A premiare lo spagnolo potrebbe però essere il doppio incontro ravvicinato. A livello tattico, Sarri potrebbe schierarlo domani nel turno infrasettimanale e poi farlo partire da fuori a Torino. C’è il solito ballottaggio con Basic, ma stavolta dipende anche da quello fra Cataldi e Marcos Antonio. Nel derby Maurizio ha deciso all’ultimo di schierare il Mago perché non poteva permettersi di demotivare uno dei big rimasti con la quarta panchina in 5 match fra Coppa e campionato, ma il pensiero del tecnico non è cambiato. C’è un retroscena in ritiro: sabato sera, Sarri ha chiesto ancora a Lotito la cessione di Luis Alberto a gennaio. Soprattutto perché, con l’indice di liquidità di nuovo bloccato, può essere l’unico modo per fare mercato e puntellare la rosa nei ruoli in cui c’è più bisogno. Il presidente non vuole però né svendere né “regalare” Luis Alberto, anche se l’allenatore invoca sempre uno fra Parisi e Valeri come terzino e sogna Rafa Silva in attacco. Guarda caso due pedine che sarebbero già servite in questo turno di mezzo.  Il Messaggero

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DICHIARAZIONI

Derby, Mourinho ci ripensa: “Se avessi vinto come l’ha vinto Sarri…”

José Mourinho, in conferenza stampa, presenta il prossimo match della Roma contro il Sassuolo. Non manca il passaggio sul derby: “In casa ci sono tre partite nelle quali non abbiamo segnato: Napoli, Atalanta e Lazio. Posso anche piangere io? Gli altri lo fanno sempre. Abbiamo giocato tre partite senza il nostro giocatore più creativo e con più mobilità nel campo. Un giocatore che apre un blocco compatto e l’Atalanta lo ha fatto così. Non parliamo della Lazio, che se avessi vinto io una gara così come l’ha vinta Sarri mi avrebbero ucciso“.