Un colpo al ginocchio e solo un grande spavento, ma nulla più: le condizioni di Ciro Immobile, uscito al termine del primo tempo, non preoccupano. Una piccola distorsione al collaterale e nulla più, ma all’intervallo del derby il dolore c’era e lanciare Castellanos era la cosa migliore. Proprio da lui in attacco si ripartirà contro la Salernitana, mentre Immobile, al più tardi, dovrebbe tornare contro il Genoa al Marassi.
Esami per Romagnoli
Il difensore, l’altro uscito nel derby, ha accusato un risentimento al polpaccio: il muscolo si è indurito, per questo si è preferito non rischiarlo. Serviranno, però, degli esami strumentali per accertare l’assenza di una lesione. Tudor ha anche riabbracciato Lazzari, tornato in gruppo dopo lo stiramento al polpaccio: può partire la concorrenza a Marusic. Provedel ne avrà per una settimana ancora. Corriere dello Sport
Oggi alle 17 si torna a leccarsi le ferite a Formello…
Ieri riposo, oggi alle 17 si torna a leccarsi le ferite a Formello, con un orecchio rivolto alle decisioni del Giudice Sportivo. A fine derby, l’arbitro Guida ha visto e messo a referto il colpetto di Guendouzi (non sanzionato in campo) a Paredes, svenuto poi al suolo esagerando. Il francese rischia comunque almeno una giornata di squalifica per l’atteggiamento antisportivo. La condotta violenta ne prevede tre, ma non sembra questo il caso. Piove comunque sul bagnato per la Lazio che, oltre a Provedel, Lazzari e Zaccagni già ai box, dovrà rinunciare anche a Romagnoli e Immobile venerdì sera (ore 20.45) contro la Salernitana all’Olimpico: per il difensore si teme un altro stiramento al gemello del polpaccio, il bomber oggi farà gli esami per valutare la distorsione del collaterale, rimediata in un contrasto. Entrambi rischiano dalle due alle quattro settimane di stop.Il Messaggero
Una stagione travagliata quella di Casale, fino ad ora. Tanti infortuni ed un rendimenti che ha tradito le belle cose che si erano viste nella scorsa stagione. Quella coppia di ferro con Romagnoli ed il record di clean sheet sembrano un lontano ricordo, almeno fino ad ora. Come riporta l’edizione odierna del Corriere dello Sport, infatti, con l’arrivo di Tudor le quotazioni di Casale potrebbero subire un importante rilancio. Il ragazzo conosce già il tecnico, con cui ha giocato al Verona nella difesa a tre e con cui ha vissuto proprio l’anno della sua esplosione in Serie A
Il tecnico croato ha già provato il suo 3-4-2-1 nei primissimi giorni di lavoro a Formello, senza intenzione di temporeggiare e attuare pratiche conservative. Gerarchie azzerate quindi , come abbiamo già raccontato: d’ora in poi conta il presente, non quanto prodotto in precedenza. Allora sì che la candidatura di Casale ad un posto di prim’ordine nella difesa a tre di Tudor si fa concreta. Nelle type=’text/javascript’ idee del tecnico, i test degli ultimi giorni hanno contribuito a mettere alla prova una difesa a tre con Romagnoli al centro, Gila sul centrodestra e proprio Casale come braccetto sul centrosinistra.
Elogi per il giocatore, dal tecnico, erano già piovuti nei giorni scorsi quando nella sua prima intervista da tecnico della Lazio aveva affermato come Casale fosse “un ragazzo d’oro, un giocatore forte e che sarà sicuramente utile”. Che Tudor nutra fiducia nelle capacità del suo difensore non è un mistero: nella stagione a Verona a fine anno le presenze totali di Casale furono 37 (36 in campionato, una in Coppa Italia). Le possibilità di rilanciarsi e le motivazioni di ritrovare la migliore condizione fisica ci sono. Sta al ragazzo ora trovarle e metterci cuore, anima e fatica.
Polveriera Lazio. Ufficialmente in ritiro punitivo da ieri pomeriggio alle 15 senza allenatore e con uno scarno allenamento, tenuto in palestra con lo staff tecnico, che rimarrà in carica almeno sino a sabato (se non fino a giugno), ma ieri alle 23.30 ha lasciato almeno per la notte Formello. Già, perché le dimissioni di Sarri hanno sconvolto la società e ogni programma prestabilito. Fabiani ha comunicato la decisione del tecnico ai giocatori, che – almeno di facciata, con una delegazione di sei senatori – hanno provato a trattenerlo: «Mister, siamo al tuo fianco». Basta recite da oratorio, come quelle successive a cena nel confronto/chiarimento fiume in sala stampa per tre ore con Lotito: accuse reciproche per l’accaduto, toni alti di Hysaj e Luis Alberto, poi ancora bagarre sul ritiro. Già interessava meno la scelta irremovibile di Sarri, il meno responsabile di questa stagione horror. Quattro-cinque elementi della “vecchia guardia” hanno mollato, Fabiani ha ereditato questa situazione dal predecessore Tare e vuole convincere Lotito a un restyling assoluto a giugno, a costo di regalare qualche cartellino o parametro zero. Lunedì notte era già successo di tutto dopo il ko, c’è stato un battibecco furioso, Romagnoli ha risposto così all’annuncio del ritiro da parte del patron nello spogliatoio: «Io non ci vado. Mandami pure via. Non mi hai dato mille cose che mi avevi promesso». In ogni scontro, tornano sempre in ballo i rinnovi rimandati o l’adeguamento. A Lotito non è mai andato giù quello richiesto ad Auronzo (dopo un anno di infortuni) da Immobile, nervosissimo con Martusciello per il cambio con Castellanos: «Siamo sotto 2-1. Non capisco». Nel tunnel, a fine gara, Ciro avrebbe pure avuto una colluttazione (non vista dagli 007 della Procura) con Samardzic per un pestone ricevuto. Ne sarebbe scaturito un parapiglia e un pugno al sopracciglio al pacere Mandas, nello spogliatoio poi con la borsa del ghiaccio. Il Messaggero
Non solo le lacrime di Guendouzi negli spogliatoi dopo il triplice fischio di Di Bello al termine di Lazio-Milan, tante le parole volate negli attimi finali della partita che sono state colte dalle telecamere dell’Olimpico. Furiosi Romagnoli e Luis Alberto su tutti, con Il Mago che avrebbe sbottato con un “l’intervista fatela a Di Bello”. Il difensore, particolarmente agitato a fine incontro, avrebbe invece continuato a ripetere “è una vergogna, è una vergogna” mentre si dirigeva verso gli spogliatoi.
Episodio clou invece a gara in corso tra Sarri e Pioli: Pellegrini contro Pulisic, la palla non va fuori e Di Bello fischia punizione in favore dei rossoneri. Si accende una piccola mischia in mezzo al campo, poi pare che gli uomini di Pioli vogliano restituire palla dopo averla precedentemente scippata. Sarri, però, non ci sta e inveisce contro la panchina rossonera: “Non ci ridate la palla che mi incazzo”.
Alessio Romagnoli ai microfoni di Sky Sport prima del fischio d’inizio: “Siamo consapevoli che questa è una partita fondamentale. Dobbiamo pensare partita per partita, la Champions ormai è passata. Ci dispiace per la sfida col Bologna perché era fondamentale. Oggi serve dare il massimo per uscire con i tre punti. Il Torino è una squadra ostica da incontrare, sono forti fisicamente e hanno qualità, sarà difficile. Tutte le partite d’ora in poi sono decisive, soprattutto per la nostra posizione”.
“Lazio-Bologna è da dentro o fuori. Romagnoli? Un po’ come Pino Wilson” Giancarlo Oddi in diretta a ‘NMM’
“Del Bologna mi piace tanto l’allenatore, mi sembra una persona a modo. Ha una squadra buona, ma che non penso sia all’altezza della Lazio. Dai biancocelesti mi aspetto una partita importante, anche se il Bologna ha 2-3 giocatori davvero forti. Ora la Lazio dalla sua ha il risultato fatto contro il Bayern, che è sempre il Bayern. Ora ha la consapevolezza di essere all’altezza di certe squadre, anche giocando contro il Bologna che è una delle favorite in classifica. Nel calcio può succedere tutto, ma la Lazio deve fare una prestazione importante, che deve vincere se vuole arrivare nelle prime quattro posizioni.
Lazio-Bologna è quasi una gara da dentro o fuori, il Bologna se passa indenne ha più fiducia e voglia di arrivare. Stanno già facendo un ottimo campionato grazie ad un bravo allenatore. Essendo un ex del Bologna posso dire che la società è sempre stata seria, ma penso la Lazio possa vincere perchè è più forte.
A questi livelli bisogna sempre avere una rosa ampia, poi se in 3 si fanno male la rosa si riduce. La Lazio è una squadra di Serie A che l’anno scorso è arrivata seconda, può giocarsela con tutti e tirare fuori il risultato, poi se la prestazione è vergognosa come a Riyad non vinci con nessuno. Cataldi ha la possibilità di giocare 3 partite di fila, io sono convinto possa giocare e anche bene. Quando si giocano 3 partite a settimana tutti hanno i problemi, anche gli altri.
In difesa, premesso che Romagnoli è un ottimo difensore, devo dire che in questo momento venendo a mancare potrebbe esserci qualche problemino. Insieme a Patric fa una buona coppia, uguale insieme a Gila. E’ un giocatore complementare con tutti, sotto questo punto di vista è un po’ come Pino Wilson. Patric invece si è fatto male in un posto dove non puoi fare niente, sono convinto che potrebbe giocare con Gila se sta bene e sostituire Romagnoli. Sul fronte Casale sono preoccupato: ha fatto un buon campionato e ora ha dei problemi e non riesco a capire cosa è successo. Lo scorso anno era fra i migliori del campionato, ora non so davvero cosa è successo in realtà. Nella mia Lazio Wilson era il comandante della difesa, e così è Romagnoli oggi”
Il ko di Bergamo e i regolamenti di conti (calcistici) all’interno dello spogliatoio non hanno bloccato l’operazione “rinnovi” caldeggiata dal diesse Fabiani. Da dicembre spingeva affinché il presidente risolvesse i casi sospesi. L’offerta per Zaccagni era datata luglio, quella per Felipe giù di lì. Provedel attendeva un riconoscimento. Patric un adeguamento. Romagnoli il premio promesso al momento della firma. Da settembre in poi non si era mosso più nulla. Fabiani era riuscito a risolvere la pratica di Patric a fine dicembre, adeguamento concesso.
Mercoledì si è avuta notizia dell’avvicinamento con Provedel, l’accordo economico è ad un passo, si sta discutendo il prolungamento del contratto fino al 2028 (il contratto in essere scade nel 2027). Ci sarà un incontro nel giro di due settimane. Restano in agenda Romagnoli, per il quale i primi contatti non sarebbero andati a buon fine, e Zaccagni. Quest’ultimo è in scadenza nel 2025, con il manager Giuffredi s’era ricucito lo strappo di settembre, se n’è creato un altro. La diplomazia è stata riavviata e la chiamata dovrebbe avvenire entro marzo. La soluzione del contratto di Provedel potrebbe anticipare i tempi. Lo riporta il Corriere dello Sport
A poco più di 24 ore dal fischio di inizio per Atalanta-Lazio, ultimi dubbi da sciogliere per Sarri, fra cui il ballottaggio Immobile – Castellanos. Il nodo in attacco sembrerebbe in queste ore essere il più delicato nella testa dell’allenatore toscano. Immobile torna da una squalifica e sembrerebbe avere voglia di addentare il campo, dall’altro lato però un Taty che, nelle poche occasioni avute, contro il Napoli si è riscoperto pezzo importante della scacchiera biancoceleste. Il nodo verrà sciolto definitivamente nelle ultime ore, ma per ora Atalanta – Lazio vede Immobile in leggerissimo vantaggio per una maglia dal primo minuto rispetto a Castellanos.
Sugli esterni, ad accompagnare la punta non sembrano esserci dubbi: con Zaccagni ancora fuori le scelte di Sarri ricadono ancora su Felipe Anderson e Isaksen. Flebili, invece, le possibilità di vedere spazio dall’inizio per Pedro, in calo di forma negli ultimi impegni e probabilmente visto dal tecnico come una scelta non ottimale per Bergamo. A centrocampo Rovella dovrebbe stringere i denti e trovare una maglia da titolare affiancato Guendouzi. Da valutare però ancora la situazione legata al ballottaggio fra Luis Alberto e Vecino, con le quotazioni del secondo in rialzo. Dietro, la linea difensiva dovrebbe essere formata da Marusic e Lazzari, che vince il ballottaggio con Pellegrini sulle fasce. Coppia di centrali invece impostata sul duo Gila-Romagnoli.
Tanta attenzione in difesa, attacco piatto: il punto sul gioco della Lazio
Dello 0-0 contro il Napoli, la Lazio di Maurizio Sarri si porta a casa dati e indicazioni utili. Insomma, si può tirare una prima somma complessiva di questa stagione. La gara dell’Olimpico contro i ragazzi di Mazzarri ha dimostrato ancora una volta il grande spirito di sacrificio e l’attenzione in difesa di un reparto arretrato della Lazio che non ha concesso, a Politano e compagni, neanche un tiro nello specchio nell’arco dei novanta minuti. E non è una prestazione isolata. Nelle ultime 5 partite, Superacoppa esclusa, i biancocelesti hanno subito solo 2 reti (contro Frosinone e Udinese) concedendo il tiro in porta agli avversari solo in 9 occasioni. Se il dato si estende a inizio dicembre, in 12 incontri il reparto arretrato biancoceleste è stato bucato appena 7 volte.
Il blocco difensivo che ha visto, a rotazione, impiegati Romagnoli, Gila e Patric ha funzionato bene. Sarri sta ritrovando le proprie geometrie difensive ed un’organizzazione tattica nella propria metà campo che era stata chiave nella passata stagione. A riprova dell’andamento più che positivo nella difesa della Lazio, il ruolo di quarta difesa del campionato con 20 gol subiti, alle spalle solo di Inter (10), Juventus (13) e Torino (19).
Dall’attacco solo 13 reti, Immobile top scorer con 4 centri
Risulta. invece, più problematica la situazione del reparto avanzato. I biancocelesti hanno appena l’undicesimo attacco del campionato, avendo segnato 24 reti nel corso di queste prime 21 partite disputate in Serie A. L’attacco di Sarri fino ad ora ha faticato a mettersi in modo ed i numeri degli attaccanti fino ad ora stanno lasciando a desiderare. Gli attaccanti biancocelesti hanno segnato appena 13 reti, con Immobile ancora capocannoniere di squadra con all’attivo 4 gol; solo 2 invece per Felipe Anderson e Taty. Troppa poca, insomma, la produzione offensiva dimostrata fino ad ora. Certo, è un dato sul quale influiscono anche i 10 fra pali e traverse colpiti, che in più di un’occasione avrebbero fatto comodo al risultato. Non sia, però, una giustificazione per la scarsa incisività sotto porta dimostrata fino ad ora. Soprattutto da fuori area, infatti, fino ad ora non sono arrivati grandi risultati: outside-the-box gli uomini di Sarri fanno segnare appena 2 gol su 91 tentativi provati questa stagione.