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RASSEGNA STAMPA

Gioia azzurra Rovella, ora il poker decisivo con la Lazio

Baroni lo sa, e non è un caso se, ogni volta che ha potuto, gli ha dato in mano la regia. Quando Rovella gira, la Lazio va. Quando si inceppa, tutto il sistema si appanna. In Nazionale Spalletti lo ha impiegato solo nel primo match con la Germania, lasciandolo a riposo nel secondo. Una fortuna per chi, come lui, aveva bisogno di ritrovarsi, di tirare il fiato, di lavorare su sé stesso. Si è goduto la chiamata azzurra, ma ora può riprendersi il centrocampo della Lazio, seguendo un piano di fatto già stilato. Il primo banco di prova sarà Torino, lunedì sera, nel posticipo. Poi l’Atalanta, un avversario che corre e pressa, una sfida che chiederà intelligenza e ritmo. A seguire, la pausa forzata nell’andata per squalifica con il Bodø/Glimt e poi il derby, la partita per eccellenza nella Capitale, quella che all’andata ha sofferto particolarmente a livello emotivo. Infine, il ritorno con i norvegesi all’Olimpico, quando la qualificazione alle semifinali europee si giocherà probabilmente sui dettagli, sull’equilibrio, sulla testa. Un personale poker di partite che rappresenta un crocevia della stagione, scontri diretti decisivi per la corsa Champions in campionato e per il cammino in Europa League. Per affrontarli serve un centrocampo lucido, brillante. Serve Rovella. 

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Gregucci, Italia, settori giovanili e preparazione: “La tecnica troppo spesso in secondo piano” E su Isaksen… (AUDIO)

ANGELO ADAMO GREGUCCI A ‘NMM’

Italia-Germania

“I tedeschi, nonostante siano in una fase di ricostruzione, confermano di essere fisicamente superiori e di essere più avanti con il lavoro. Dai settori giovanili tedeschi, ma anche spagnoli e non solo, si evince che il lavoro fatto ‘dal basso’ sia migliore del nostro. Non parlo solo dei giocatori, ma anche di chi li prepara, di chi li migliora, di chi li cresce. Poi, ovviamente, ci sono club che hanno più coraggio nello schierarli, nel farli sbagliare fino al raggiungimento della loro definizione di carriera. L’Italia dal canto suo, ieri non mi è dispiaciuta“.

L’obiettivo e la priorità per crescere un giovane calciatore

“Concettualmente, quando si addestra un giocatore, non bisogna privarlo della libertà d’espressione calcistica. Mi spiego: posticipare la formazione tattica rispetto a quella tecnica. Giocare a due tocchi? Mai, perché la tecnica deve essere la prima cosa da allenare, la prima caratteristica da sviluppare in un ragazzo che inizia la trafila in un club. Per il nostro paese, a livello calcistico, urge una miglioria nei settori giovanili. Occorre migliorare gli insegnanti per far sì che ci siano migliori giocatori nel prossimo futuro. Qualcosa si sta muovendo, basti vedere i progressi della nostra Nazionale Under 17″.

“Lazio? Al netto di alcune interviste fuori tempo, credo che la situazione si possa risolvere con la coesione e la condivisione. Condivisione di un progetto, di un’idea. Sui singoli: voglio sottolineare che anche ieri, con la Danimarca, Isaksen ha giocato una grande partita. Si sta imponendo anche sul palcoscenico internazionale. Deve migliorare nella freddezza, nella finalizzazione, ma la strada per ‘arrivare’ ormai l’ha imboccata”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘SVB’ – Rambaudi: “Isaksen ha fatto uno step importante, Rovella titolarità meritata con l’Italia. E sul ruolo di Zac in Nazionale…” – (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Isaksen ha fatto lo switch, ha acquisito consapevolezza. Da qualche tempo ormai gioca bene, è cresciuto in maniera importante. Prima faceva il compitino e non bastava, doveva iniziare a responsabilizzarsi e ora lo sta facendo.

Guendouzi sta patendo un po’ il momento, ma tornerà al meglio da queste gare con la Nazionale.

Rovella nel campionato italiano è il centrocampista che ha dimostrato più qualità e più continuità. Titolarità meritata anche con l’Italia. Lui e Guendouzi sono quelli che fanno fare il salto di qualità alla Lazio. Rovella nello specifico è cresciuto molto, interpreta il ruolo in maniera eccezionale.

Zaccagni può giocare come seconda punta al posto di Raspadori in questo sistema. E’ sicuramente meglio di Raspadori: dentro l’area lui è bravo poi diventa un giocatore normale, quindi serve qualcuno con fisicità ed esplosività e Zac può fare quel ruolo partendo da sinistra.

I cinque migliori attaccanti italiani di sempre? Riva, Rossi, Signori, Baggio e Del Piero.

Sarri ottimo addestratore della fase difensiva, mi piacerebbe vederlo più pericoloso. Quel possesso palla fine a se stesso non mi diverte. Però rimane un ottimo allenatore, io preferisco il Sarri di Napoli”.

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NAZIONALI

Italia, Spalletti su Zaccagni e Rovella: “Ha il sangue agli occhi”

C’è un po’ di Lazio nella Nazionale Italiana che affronterà la Germania nei quarti di finale della Nations League. Alla vigilia della sfida contro i tedeschi, in programma giovedì 20 marzo alle 20.45 allo Stadio San Siro di Milano, ha parlato il commissario tecnico dell’Italia Luciano Spalletti. Il mister, dalla sala stampa del centro sportivo di Coverciano, tra i vari argomenti di discussione, ha parlato anche di Mattia Zaccagni e Nicolò Rovella. I due pilastri della Lazio di Marco Baroni vivono due situazioni differenti, l’esterno potrebbe saltare la gara di domani, il mediano invece si gioca una maglia da titolare con Samuele Ricci del Torino. A ridosso del match Spalletti scioglierà i dubbi sull’eventuale utilizzo dei due biancocelesti. “Zaccagni? Potrebbe saltare la partita di andata, c’è questo rischio. Rovella è un mediano, è uno che quando vede l’avversario partire gli viene il sangue agli occhi. Se giocherà non ve lo dico, aspetto l’allenamento per scegliere”.

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NAZIONALI

Verso Italia-Germania, Zac a riposo e Rovella si candida per una maglia da titolare: la probabile formazione

Sono due i biancocelesti impegnati con l’Italia di Spalletti: capitan Zaccagni e Rovella. In vista dei quarti di andata di Nations League, da giocare domani contro la Germania, il ct continua a provare il 3-5-1-1, con qualche ballottaggio da sciogliere in queste ore.

Da valutare, riporta Sky, il recupero di Zaccagni e Cambiaso che, a due giorni dal match di San Siro, non si sono allenati coi compagni.

Questa la probabile formazione dell’Italia:

Donnarumma; Di Lorenzo, Buongiorno, Bastoni; Politano, Barella, Rovella, Tonali, Udogie; Raspadori; Retegui.

Ballottaggi apertissimi in difesa tra Calafiori e Buongiorno, a centrocampo tra Rovella e Ricci e davanti tra Retegui e Kean.

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RASSEGNA STAMPA

Tutti i segreti di Rovella: dalla terza squadra di Milano a Lazio e Italia

Il centro sportivo Kennedy si trova in via Alessio Olivieri, poco più di due chilometri in linea d’aria con lo stadio di San Siro, quartiere Baggio e non c’è alcun collegamento, esclusa l’omonimia, con Roberto e Dino, un pezzo della storia azzurra. La famiglia di Nicolò Rovella abita a poche centinaia di metri, circa dieci minuti a piedi, quartiere Pagano, dietro Parco Sempione. Ecco perché l’Alcione, quest’anno per la prima volta in Serie C e con una storia lunghissima di successi nel settore giovanile, rivendica con orgoglio il titolo di terzo club del Comune di Milano residente in città, anche se per l’indisponibilità di uno stadio deve andare a giocare le partite interne della prima squadra a Sesto San Giovanni.

Portano la maglia “orange” che fa tanto Olanda, ma sono nati nel 1952, ben prima che esplodesse la Nazionale di Michels e Johan Crujff. Il centrocampista della Lazio ha qualcosa di olandese nella corsa e nel dinamismo inesauribile. E da qui, da un campo in sintetico dove giocava con gli amici, è decollata la sua carriera di calciatore, esploso nell’ultimo anno a Formello con Sarri e Baroni dopo l’esordio con il Genoa di Thiago Motta, il prestito a Monza e la cessione decisa dalla Juve solo per motivi di bilancio, perché era già uno dei migliori mediani della Serie A. Spalletti lo ha fatto esordire a novembre in Belgio e se n’è invaghito al punto di metterlo in concorrenza con Ricci, l’altro regista azzurro. C’è un’altra coincidenza, basta guardare il logo dell’Alcione: la parte destra rappresenta un’ala dell’omonimo animale in volo, Nicolò non si immerge come il martin pescatore e cattura palloni. Corriere dello Sport

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘SVB’ – Rambaudi: “L’ambiente Lazio deve tornare sereno. E su Zac e Rovella in Nazionale…” – (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Il ritorno di Tavares dalla Nazionale? E’ andato tutto come doveva andare, altrimenti avremmo parlato di scorrettezza.

Castellanos? Vediamo l’entità dell’infortunio, se non ha rimediato uno stiramento magari c’è possibilità di rivederlo già contro il Torino. Dobbiamo aspettare.

La gara col Torino è importante per tanti motivi: devi rialzarti dopo un brutto ko e poi c’è la sosta e il ritorno in campo non è mai facile o scontato.

Rovella e Zaccagni titolari con l’Italia? Se Spalletti gioca col 4-3-3 direi di sì, altrimenti Zac sarà difficile vederlo.

Il mercato di gennaio è dura farlo. Ok prendere i prospetti per il futuro, guardare oltre, ma serve anche capire cosa serve ora, al momento. A gennaio alla Lazio non occorrevano i profili che sono arrivati; Belahyane forse è l’unico che se entra nei meccanismi può dare una mano. La Lazio aveva bisogno di un giocatore pesante davanti.

La forza della Lazio di Baroni è stato il coraggio, il calcio propositivo, l’attaccante in più. Ora l’ambiente deve essere sereno, non si devono addossare colpe; si deve tornare a fare ciò che prima funzionava, per concludere al meglio il campionato”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Mellone: “Peggio il ko di Bologna che quello con l’Inter. Dia involuzione preoccupante. E su Rovella…” (AUDIO)

ANGELO MELLONE (Dir. Day Time Rai) in collegamento a ‘NMM’

“A Bologna gara brutta, senza appellarsi a sfortuna e arbitro. Ko peggio di quello rimediato con l’Inter, perché nella prima occasione avevamo pensato tutti fosse un incidente di percorso.

Per la prima volta ho visto Rovella fuori fase; se anche un giocatore come lui si aggira in campo senza collezionare 5-6 palloni degli di nota c’è un problema.

Il Bologna sembrava la Lazio di inizio stagione. Ora dobbiamo sperare sull’Europa League, io la formazione migliore la schiererei in Europa. Anche perché in Europa al massimo ci aspettano 5 partite.

Tra l’andata e il ritorno con il Bodo e il derby, non è la mia preoccupazione principale la stracittadina

Lazzari in queste condizioni non è in grado di giocare. Ha fatto un campionato e mezzo buono con Sarri ma ora non va. Capisco anche io che a Bologna non puoi scattare sulla fascia e lasciare solo Isaksen. Dia ha avuto un’involuzione preoccupante, così come Noslin, e sono gare che giochiamo senza il centravanti.

Se firmo per il sesto posto? Sì, ma vorrei l’Europa League”.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Liverani: “Lazio, serve un piano B. E su Rovella e Guendouzi…” (AUDIO)

Fabio Liverani in collegamento a ‘NMM’

“Purtroppo i dubbi che avevamo in queste ultime settimane, quelli che riguardano la stanchezza, sono emersi. La Lazio ha trovato una squadra che oggi va come andava la stessa Lazio ad ottobre e novembre; se non hai un piano B può accadere ciò che è successo ieri.

La forza della Lazio è sempre stata quella di andare a 200 all’ora, in verticale: questo non va dimenticato ma in certe gare, se capisco che non riesco ad andare come voglio e ad essere produttivo, devo trovare una soluzione. Il piano B? Se non sono in giornata cerco di tenere le linee più strette e più basse.

Se a Ndoye, Castro, Orsolini, in una giornata top, dai anche spazio, si esaltano.

Guendouzi e Rovella che sono stati straordinari per 6-7 mesi, adesso si vede che sono un pochino in debito. Non è semplice avere sempre quel ritmo. Dovrebbero essere aiutati da due esterni e dal trequartista, ma non con maglie così larghe.

La Lazio ha la forza mentale e fisica di andare a prendere gli avversari e vincere tutti i duelli? Al momento vedo che la squadra arriva in ritardo”.

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EUROPA LEAGUE RASSEGNA STAMPA

Lazio, tegola Rovella in Europa: due giornate di squalifica

Brutta notizia in casa Lazio: come anticipato dal Corriere dello Sport dovrebbero essere due le giornate di squalifica per Nicolò Rovella. Il centrocampista ex Monza e Juventus era stato espulso per un intervento pericoloso a gamba alta ai danni di Sulc nell’ottavo di finale d’andata di Europa League contro il ViktoriaPlzeň. L’entrata del centrocampista classe 2001 è stata valutata dalla Uefa come fallo antisportivo grave. Oltre al ritorno di questa sera contro i cechi, Rovella dovrà rimanere fuori anche nell’eventuale gara d’andata dei quarti di finale. In caso di mancata qualificazione, salterebbe la prima sfida europea della prossima stagione. Per la Lazio sarà inoltre impossibile fare ricorso al Tas di Losanna, il quale non ha competenze per le squalifiche inferiori alle tre giornate. Si salva invece Gigot, espulso anche lui a Plzeň, ma per una sola giornata.