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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Dele il “libro da scrivere”: il nigeriano punta la tournée in Turchia per convincere Sarri

Sarri lo ha definito un “libro da scrivere”, il nigeriano ancora deve convincere.

Sarri studia la rosa, in modo particolare il focus è sui calciatori che non conosce. Soprattutto a centrocampo il mister è chiamato a fare diverse valutazioni: tra coloro “sotto esame” c’è Dele-Bashiru.

Nei test con Avellino e Frosinone non aveva brillato e, sottolinea il Corriere dello Sport, la tournée in Turchia potrebbe riaccenderne le qualità: con la maglia dell’Hatayspor aveva costruito una vetrina fatta di 9 gol e 6 assist, prestazioni dirompenti che avevano attirato l’attenzione del ds Fabiani. Ora ci ritorna da giocatore biancoceleste, ma ancora con tutto da dimostrare.

Il nigeriano ha molto da apprendere: tempi di inserimento, pressing coordinato, gioco a due tocchi, focus continuo sulla partita. Il potenziale, conclude il quotidiano, c’è, lo confermano i numeri del primo anno italiano, chiuso comunque con 5 reti e 3 assist.

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AMICHEVOLI RASSEGNA STAMPA

Missione turca, la Lazio ritrova Mourinho

Spedizione in Turchia, che la fase 2 abbia inizio. La Lazio partirà oggi pomeriggio, domani affronterà il Fenerbahce. Subito Sarri contro Mourinho. Reminiscenze di derby che quasi sempre hanno premiato il Comandante: 6 confronti capitali disputati tra il 2021 e il 2024, i due allenatori sono arrivati insieme sulle rispettive panchine e se ne sono andati a pochi mesi di distanza. Torneranno rivali, seppur in amichevole, un anno e mezzo dopo l’ultimo confronto: 4 se li è messi in tasca il tecnico biancoceleste (tutti di misura), 1 lo Special One (3-0), soltanto uno è terminato in pareggio (0-0). Una sfida nella sfida per accendere la preparazione a Istanbul della Lazio, oggi a Formello di mattina per la ripresa del lavoro. Consumato il lunedì di riposo concesso alla rosa dopo l’amichevole di sabato a Frosinone e lo scarico domenicale.

Una breve sgambata nel centro sportivo, poi nel pomeriggio il viaggio per la Turchia dove la squadra rimarrà fino al 2 agosto, data della seconda gara con il Galatasaray. Una curiosità: proprio contro i giallorossi, il 16 settembre 2021, Sarri guidò a Istanbul la sua prima Lazio europea. Finì 1-0 per un errore marchiano di Strakosha. Il presente prevede cinque giorni in trasferta per proseguire e approfondire i discorsi atletici e tattici. La Lazio si è messa alle spalle le prime due settimane di sedute, hanno imballato le gambe e annebbiato la testa con l’Avellino, battuto solo nel recupero grazie al rigore di Guendouzi. Adesso aumenteranno le sollecitazioni in gara, si comincerà a fare sul serio contro avversarie toste e più avanti dal punto di vista fisico.

Per il Fenerbahce, quello di domani, sarà l’ultimo test prima del via ufficiale. Mou esordirà il 6 agosto in casa del Feyenoord per l’andata del terzo turno di qualificazioni per la Champions League, tre giorni dopo debutterà in campionato in casa con l’Alanyaspor. Aumenterà di colpo il coefficiente di difficoltà delle partite estive della Lazio, di conseguenza Sarri farà salire anche il minutaggio dei suoi potenziali titolari. Nelle prime due uscite contro Primavera e Avellino ha stravolto la formazione schierata all’intervallo per distribuire equamente lo spazio tra tutti i calciatori. Per domani è programmata circa un’ora di gioco per chi verrà schierato dall’inizio. Corriere dello Sport

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INFERMERIA RASSEGNA STAMPA

Lazio, punto infermeria: Isaksen ancora a casa, lesione confermata per Patric

Per la Lazio ora doppio esame ravvicinato per valutare lo stato attuale del gruppo, ancora alle prese con qualche acciacco di troppo. Isaksen deve negativizzarsi dalla mononucleosi. Patric ha riportato una lesione tra primo e secondo grado alla coscia destra, questo il responso degli accertamenti svolti ieri, e potrebbe rimanere ai box per un mesetto. Era appena rientrato dal lungo protocollo per l’operazione alla caviglia. La convocazione di Gigot per la tournée turca, fermo negli ultimi giorni per il mal di schiena, verrà invece valutata oggi. Di certo nella lista tornerà Dia, colpito duro alla caviglia contro la Primavera. Il senegalese metterà pressione a Castellanos, ancora a secco dopo i primi 180 minuti estivi. Corriere dello Sport

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Agostinelli: “Lazio, se non hai chi inventa è difficile. Dele da compitino, Provstgaard può essere la rivelazione” (AUDIO)

ANDREA AGOSTINELLI in collegamento a ‘NMM’

“Anche se parliamo di amichevoli estive ed i carichi si fanno sentire, dalla Lazio si inizia a rivedere il gioco manovrato di Sarri. Con la squadra avversaria che fa fatica a rendersi pericolosa, ma anche una maggiore difficoltà ad arrivare in porta. La differenza con la squadra di Baroni è questa, volendo essere molto sintetici. C’è da dire che alcuni giocatori, ora, sono meno sciolti e liberi perché sono più orientati a fare i movimenti giusti. La differenza in questa stagione la può fare solo il miglioramento di alcuni singoli.

Provstgaard non mi dispiace. E’ un ragazzo interessante, con un certo tipo di allenatore può anche diventare una rivelazione. Un tecnico sta lì per far scalare la vetta a giocatori che partono in pianura. In lui vedo una grande attenzione ad imparare. Non vedo grandi pregi o grandi difetti, ma tanta applicazione nel migliorarsi. Con Sarri, che fa tanto bene la fase difensiva, con la sua voglia di imparare, può diventare anche la sorpresa della stagione.

Dele-Bashiru? Non serve se fa il compitino, è quello che per tipologia di caratteristiche deve fare la differenza in fase offensiva. E’ quando affronti squadre che si difendono e ti danno pochi spazi che emerge il problema. Servono gli inserimenti come quelli di Vecino. In partite che non riesci a sbloccare, se non hai giocatori che inventano o imbucano nello spazio, è dura. Questa è la mia preoccupazione. In questi casi, poi, sei costretto a riversare tutta la fantasia della squadra sugli esterni”.

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CALCIOMERCATO

Lazio, Insigne più lontano: le parole dell’agente e gli scenari

Un matrimonio complesso che potrebbe non iniziare mai. Lorenzo Insigne è una suggestione per la Lazio in un momento difficile con il mercato bloccato. L’ex Napoli, svincolatosi da Toronto a giugno, ha avuto contatti con Sarri e vorrebbe tornare a lavorare con il Comandante, ma non è disposto ad aspettare fino a novembre come minimo. “Stiamo lavorando, da qui a poco ci sarà un annuncio e tra le ipotesi c’è anche un ritorno in Serie A. Valutiamo tutta l’Europa, ma ci sono interessamenti anche da club di serie A” dice l’agente di Insigne Andrea D’Amico che ha la volontà forte di rimettere in gioco lo stesso Insigne tra Italia ed estero. Le proposte non mancano e per questo la Lazio deve provare ad accelerare. Il problema non è economico, il problema deriva dal blocco del mercato e dal sogno nazionale che Insigme continua a cullare.”Tornare in Italia sarebbe un sogno e una prospettiva, ma credo che potrebbe essere una risorsa per la squadra che lo prenderà oltre che per l’Italia anche perché Gattuso lo conosce benissimo” continua D’Amico.

“Sarri non ha mai nascosto il suo gradimento il problema della Lazio è legato ai calciatori in scadenza di contratto per cui quando risolveranno questa cosa se ne potrà parlare, ma penso che si arriverà a una soluzione molto prima” è lo stesso agente di Insigne a spiegare come il tempo sia tiranno per la Lazio in questo momento. Quando si risolverà il problema Insigne avrà trovato una nuova squadra, a meno che la Lazio non gli possa garantire da subito la possibilità di allenarsi a Formello. Ad oggi questa condizione non è praticabile, Insigne non può allenarsi nel centro sportivo biancoceleste e per questo la Lazio rischia di perdere l’ex Napoli, che ha proposte in Italia da Parma e Fiorentina. Tuttomercatoweb.com

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, Sarri ottimizzatore. Modulo con trequartista se Dele non svolta. E se Insigne…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“A Frosinone contro l’Avellino ho visto una Lazio più vicina a quella dell’ultimo Sarri piuttosto che di quella più efficace del secondo anno. In particolare dal punto di vista della produzione offensiva. Si fraseggia molto, anche se ho visto una buona prima mezzora dal punto di vista del ritmo. Queste gare servono per mettere a punto delle cose, non poteva essere un esame probante per la difesa, anche se da Provstgaard arrivano buone sensazioni. E’ solido, è chiaro per lui è una fase importante anche perché Patric è alle prese con un nuovo problema, questa volta muscolare. Ora la preoccupazione maggiore per Sarri è in vista dell’esordio a Como. In difesa, senza Patric e Romagnoli (squalificato, ndr), ha la necessità di avere un centrale dominante che guidi la linea insieme a Gila. Vediamo che segnali arrivano nei prossimi giorni da Patric, con queste poche garanzie fisiche è difficile pensare di liberarsi tramite il mercato di Gigot.

Cataldi a metà campo è quello che garantisce maggiore ordine. Per caratteristiche è un po’ come il Jorginho del Napoli. Se dovessi immaginare già adesso il trio di centrocampo per Como, punterei su di lui, Guendouzi e Rovella come mezzala alla Allan.

Quello di oggi è un Sarri meno rigido rispetto alla versione precedente. Anche lui ha confessato che sta pensando ad alternative tattiche. Se non dovesse avere indicazioni positive da diversi giocatori, Dele-Bashiru e gli esterni in particolare, è pronto a cambiare anche il sistema di gioco per ottimizzare le risorse che ha, andando verso un modulo con il trequartista. Pensando a gennaio, con il possibile arrivo di Insigne, per esempio, si potrebbe virare su un 4-3-2-1 con Zaccagni ed Insigne o Pedro dietro uno tra Dia e Castellanos. Sull’ex capitano del Napoli, l’agente ha fatto sapere che a breve ci possa essere un annuncio per il suo assistito. Nel caso della Lazio, dovrebbe aspettate diversi mesi per il tesseramento a patto di potersi, nel frattempo, allenarsi con la squadra”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, la lista di Sarri: i problemi di Patric congelano Gigot, Cancellieri avanti a Noslin ma serve anche incassare…

Il tecnico prende tempo e cerca di capire chi “scartare” dalla lista.

Due tagli da fare in lista. Se è vero che il nome di Basic appare scontato, è anche vero che Sarri vuole prendersi del tempo per fare le giuste valutazioni.

Fra i prodotti del vivaio ci sono solo Cataldi e Furlanetto, i quattro italiani sono a scelta fra Provedel, Romagnoli, Lazzari, Pellegrini Rovella, Zaccagni e Cancellieri, ma dunque tre di loro rientrano fra gli over 22 facendo salire il numero a 19, con due elementi di troppo.

Come riporta Il Messaggero, l’addio di Gigot è congelato sino a quando non si avranno maggiori risposte sulla tenuta di Patric dopo l’intervento (oggi esami alla coscia per capire l’entità del nuovo stiramento). Oltre i cinque centrali (Romagnoli, Gila e Provstgaard, gli altri), ci sono cinque terzini (Hysaj, Lazzari, Maru-sic, Pellegrini e Nuno Tavares) e cinque esterni, uno in eccesso in ogni ruolo.

Al momento, si legge, Sarri considera Cancellieri più pronto di Noslin (utilizzato pero anche prima punta al posto di Dia), ma forse la cessione di Matteo (a 8-10 milioni) rimane un obbligo, se il Comandante vuole “liberare” qualche rinforzo, almeno con sei mesi di ritardo.

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Lazio, Sarri valuta la rosa: al momento bloccata la cessione di Basic. Fabiani pensa alle buonuscite per gli esuberi

Dopo il blocco del mercato Sarri è attento a tutto e vuole valutare ogni singolo giocatore.

Appurato che dal mercato non arriverà nessuno, Sarri non vuole neanche privarsi di alcuni calciatori che potrebbero rivelarsi funzionali. L’allenatore infatti studia tutti i giocatori prima di fare i tagli in lista.

Adesso, come riporta Il Messaggero, il tecnico ha stoppato persino l’uscita di Basic, a segno da esterno nel primo test con la Primavera e fra i 31 convocati del ritiro, ma teoricamente come Fares e Kamenovic sull’uscio di Formello.

Per quest’ultimi, il ds Fabiani sta provando a convincere Lotito a riconoscere delle buonuscite, che metterebbero una pietra tombale sul loro contratto. Mau, si legge, vuole decidere in extremis i due nomi da troncare sulla lista dei 25 per il campionato.

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Lazio, la sfida di Sarri: “Andiamo oltre i nostri limiti”

Niente alibi, niente distrazioni. Almeno internamente, il mercato bloccato non è da vedersi come una zavorra, ma come un’opportunità. Un’occasione per conoscersi meglio, per stringersi, per crescere davvero. Ma soprattutto, per mettersi in gioco. È questo il messaggio che Maurizio Sarri ha ribadito al gruppo, sia prima che dopo l’amichevole di Frosinone contro l’Avellino, vinta 1-0 al 92’ con un rigore trasformato da Guendouzi. Quello al Benito Stirpe è stato il test che ha simbolicamente chiuso il ritiro a Formello, un periodo in cui il Comandante ha ribadito più volte al gruppo lo stesso mantra: «Dobbiamo sfidare noi stessi. Le difficoltà si possono affrontare in modo negativo, con gli alibi, oppure in modo positivo, facendo gruppo». 

Lui, neanche a dirlo, ha scelto la seconda via. E ha chiesto ai suoi di fare lo stesso. Il blocco del mercato, frutto delle ormai note vicende legate all’indice di liquidità e all’impossibilità di intervenire in entrata, ha costretto la Lazio a rivedere piani e strategie. Ma per quanto possa essere un fattore che evidentemente sta incidendo su tutto, non può e non deve rappresentare un freno all’ambizione individuale e collettiva. Non serve prefissarsi obiettivi di classifica, sarebbe forse controproducente. Certo, l’idea è quella di migliorare i due settimi posti conquistati nelle ultime stagioni. E per riuscirci occorre che dia molto di più chi già c’era, senza contare su risorse esterne. «Se non potremo migliorarci attraverso il mercato – ha spiegato il tecnico – allora lo faremo con l’allenamento». Una sorta di dichiarazione di guerra alla rassegnazione, al vittimismo. Una chiamata collettiva alla responsabilità, rivolta a ogni singolo giocatore. Sarri vuole una Lazio concentrata solo su sé stessa, capace di isolarsi dal rumore del mondo esterno e guardarsi dentro. Ogni elemento della rosa dovrà affrontare una sfida personale. Contro sé stesso, perché ad oggi è l’unico duello che conta davvero: superare i propri limiti, scrollarsi di dosso la mediocrità, tornare a somigliare a una squadra che ha l’Europa nel DNA. Corriere dello Sport

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, mal di gol attaccanti: Sarri studia la soluzione

La Lazio segna poco, e lo scorso campionato lo ha già provato. I biancocelesti fanno fatica a segnare, in area di rigore gli attaccanti producono poco e i gol sono quelli che sono. Per questo Maurizio Sarri è a lavoro per invertire la tendenza e aumentare la capacità realizzativa dei suoi attaccanti.

Come riporta Il Messaggero stamattina, la Lazio segna poco. Si tratta di un mal di gol che va avanti da tempo, e non si riesce a sbloccare. Il Comandante sta cercando d’inventarsi un antidoto per sopperire all’assenza di un Mago e adattarsi alle caratteristiche di un organico poco in linea col suo calcio. 

I biancocelesti devono tornare a occupare l’area per fare gol. Se non si segna, non si vincono le partita. Sembra un assioma molto semplice e scontato, ma nel calcio diventa tutto. Castellanos non sarà mai un cecchino e il ritorno di Dia non potrà risolvere tutti i problemi offensivi della Lazio. Ma per questa ragione, in questa situazione ancor di più, rinunciare a uno dei due sarebbe impossibile. In attesa, poi, del mercato di gennaio.