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RASSEGNA STAMPA

Lazio, rosa decima per costo ma Sarri ha già fatto l’impresa

I biancocelesti potranno competere con le big che spendono? Il tecnico ci prova ancora.

Il mercato bloccato di certo non agevola il ritorno di Sarri nella Capitale: il tecnico sperava in qualche innesto funzionale per il suo gioco ma dovrà andare avanti, almeno fino a gennaio, con la rosa dello scorso anno.

Come sottolinea il Corriere della Sera, la Lazio è decima per quel che riguarda il costo della rosa per spesa dei cartellini. Il presidente Lotito per i giocatori attualmente a disposizione di Sarri ha speso (o si è impegnato a farlo, considerando le rate ancora da saldare) 168 milioni complessivi. La Juventus ha investito circa quattro volte tanto (656), il Napoli quasi il triplo (490), Milan (375) e Inter (343) più del doppio. Più della Lazio, si legge, hanno speso però pure Atalanta (322), Roma (239), Fiorentina (207), Como (198) e Bologna (169): tutte società che, a differenza del club di Formello, in questa finestra di mercato possono ancora spendere e rinforzarsi.

Non è detto quindi che la Lazio possa effettivamente competere a grandi livelli ma il Comandante, conclude il quotidiano, è già riuscito una volta a far accadere un miracolo: nel 2022-23 quando i biancocelesti arrivarono secondi in A dietro al Napoli, con una rosa che era la settima per valore patrimoniale.

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Lazio, Noslin sul filo: in Turchia cerca la rimonta

Maurizio Sarri si troverà presto a dover decidere come organizzare la sua trequarti e, se su Isaksen è parso sicuro nel Clinic di Castiglione della Pescaia, resta l’incognita dell’ultimo slot disponibile (cambio per gli esterni e falso nueve) ecco che potrebbe entrare in scena Tijjani Noslin, quasi come un “Mertens” dei tempi del Napoli, ma occhio alla possibile concorrenza di Matteo Cancellieri. 

Come riporta il Corriere dello Sport stamane, Noslin potrebbe essere uno dei tagliati da Maurizio Sarri per la prossima stagione e per questo la mini tournée in Turchia assume ancora più importanza. Contro l’Avellino si è procurato il rigore decisivo, ora deve dare continuità di prestazione. Per l’olandese la permanenza è appesa a un filo, dipende tutto da lui.

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Lazio, Sarri studia la lista: cinque calciatori a rischio taglio

Nessun acquisto ma con i rientri dai prestiti c’è da tagliare qualcuno. L’organico per la Serie A, dovrà essere composto da massimo 25 elementi, con 4 prodotti del vivaio biancoceleste, 4 provenienti dalle giovanili italiane, 17 over 23 e illimitati Under 23.

In quest’ultima categoria, la Lazio potrà contare solo sul 2004 Belahyane, mentre di slot del settore giovanile ne verrano riempiti solo due grazie a Cataldi e Furlanetto.

Come sottolinea il Corriere dello Sport, il gruppo di over 23 conta attualmente 19 giocatori, due in più del consentito, ed è proprio qui dovranno essere effettuati dei tagli.

Sarà Sarri a decidere chi escludere dalla rosa per il campionato e, salvo sorprese, Basic, sarà uno dei due sacrificati; l’altro posto, si legge, spetterà a uno tra Gigot, Hysaj, Cancellieri e Noslin. Cinque terzini a disposizione sono troppi per una stagione senza coppe ed è proprio per questo che, nonostante il tecnico lo conosca molto bene, l’albanese rischia l’esclusione. Per Gigot tutto dipenderà dalle garanzie fisiche che Patric riuscirà a dare dopo l’operazione al malleolo.

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Lazio, l’eterno Pedro è il jolly di Sarri: nel mirino il record che appartiene a Klose

Qualità da vendere, carisma da invidiare: Pedro si prepara ad un’altra stagione da protagonista.

Una stagione incredibile per lui quella che si è conclusa da poco: Pedro, classe ’87, si prepara ad un’altra stagione da protagonosta con Maurizio Sarri, tecnico che conosce bene e con cui ha gi lavorato in più di un’occasione in passato.

L’ultima stagione del fuoriclasse che ha vinto 25 trofei, riporta il Corriere della Sera, è stata incredibile: 10 gol in campionato, 14 in totale, miglior marcatore insieme a Castellanos. Ma giocando un migliaio di minuti in meno del Taty.

Toccando numeri, si legge, che non gli riuscivano da 11 anni (15 reti in Liga, 19 complessive col Barça nel 2013-14) e una media-gol, uno ogni 149’, solo un filo peggiore del record della sua carriera, uno ogni 143’ in blaugrana nel 2009-10, quand’era un ragazzo di 22 anni e segnò 23 volte nella prima vera stagione con lo squadrone di Guardiola.

Lo spagnolo, conclude il quotidiano, ha messo nel mirino un record assoluto: perché nessun 38enne ha mai segnato nei 125 anni di storia della Lazio. Il record è di Klose, 37 anni e 11 mesi quando – invocato sul dischetto da tutto l’Olimpico – segnò un (inutile) rigore alla Fiorentina nell’ultima partita della sua carriera, il 15 maggio 2016. Pedro può “batterlo” già dalla prima partita ufficiale, il 24 agosto a Como, uno stadio dove ha segnato nell’unico confronto diretto.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, ballottaggio in regia tra Rovella e Cataldi: i dubbi di Sarri

Sembrava in vantaggio Rovella o le gerarchie sono da riscrivere: la situazione.

Rovella è stato senza dubbio uno dei protagonisti della passata stagione e anche Sarri non ha mai nascosto la stima per il calciatore. Il ritorno di Cataldi non sembrava intaccare le gerarchie ma il tecnico toscano studia molto bene entrambi i registi.

Come riporta La Repubblica, si è capito che tra Rovella e Cataldi è un duello vero, mentre sembrava scontato il posto da titolare per l’azzurro ex Juve: «Chi merita di più, gioca», il concetto del tecnico. Che stima molto Rovella ma lo considera meno ordinato di Cataldi: quindi, in un centrocampo con Dele-Bashiru e Guendouzi, il centrocampista romano fungerebbe da equilibratore; con il francese e Vecino, invece, toccherebbe al più dinamico Rovella.

Anche per sfruttare meglio le doti di quest’ultimo, si legge, Sarri sta pensando al 4-2-3-1 con Nicolò e Guendouzi davanti alla difesa come con Baroni. Al momento però è solo un’alternativa al 4-3-3, modulo che vedremo anche stasera a Frosinone.

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RITIRO ESTIVO

Lazio, stasera l’Avellino prima dei test europei: Nuno e Dele osservati speciali

Prima uscita davanti ai tifosi biancocelesti per la Lazio 2.0 di Maurizio Sarri. Dopo il primo test a Formello a porte chiuse contro la Primavera, la squadra esce dal ritiro-bunker e ritrova il proprio pubblico due mesi dopo l’ultima uscita all’Olimpico. “L’ideale sarebbe avere un bagno di folla e un contatto diretto con i tifosi 3-4 volte in questo periodo” dice lo stesso Sarri riferendosi al ritiro, mai aperto al pubblico neanche per una seduta di allenamento per scelta della società. Il pubblico ritrova la Lazio e lo fa nella sfida che si giocherà questa sera a Frosinone contro l’Avellino neopromossa in Serie B. Tante le curiosità, dal capire come sta la squadra dopo due settimane di ritiro ad alcuni dubbi sui singoli, citati anche dallo stesso Sarri nella presentazione fiume di giovedì negli studi televisivi di Formello. 

Lazio, Tavares e Dele-Bashiru i più attenzionati a Frosinone

“Nuno non è tatticamente come pensavo, l’esperienza da giovane al Benfica gli ha lasciato qualcosa di importante”. Si è detto molto, forse troppo, sull’inadattabilità di Nuno Tavares al calcio di Maurizio Sarri e forse servivano le parole dello stesso tecnico toscano a smentire questi presunti problemi tattici. Il portoghese sarà monitorato anche durante queste amichevoli, ma la sensazione è che Tavares possa essere già pronto a entrare nel sistema difensivo di Sarri al meglio. Chi avrà bisogno forse di più tempo per integrarsi nel calcio del tecnico toscano è Dele-Bashiru. “Dele è un ragazzo di grande forza, se impara qualche movimento ci può dare una grande mano”. Movimenti che saranno osservati da vicino questa sera a Frosinone, anche per capire a un mese dall’esordio col Como su chi potrà contare Maurizio Sarri fin dalla prima giornata. Tuttomercatoweb.com

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APPROFONDIMENTI

Lazio, prima l’identità poi le alternative al 4-3-3: i moduli pensati da Sarri e l’incastro con Insigne

Una tentazione da rimandare, ma neanche tra così tanto tempo. Il 4-3-3 resta la strada tracciata da perseguire per riportare la Lazio ad alti livelli, ma col mercato bloccato Sarri non nasconde che ci sarà da aspettarsi qualche novità tattica nel corso della stagione, in barba alle voci che lo considerano un integralista. Un’idea solo abbozzata durante i primi 11 giorni di ritiro, ma che si rivedrà più avanti come svelato dal tecnico: «Questa settimana dovevamo lavorare su qualche modulo alternativo, ma abbiamo deciso di posticipare per non mandare in difficoltà qualche giocatore. Lo faremo quando ci saranno più certezze sul lavoro iniziale».

Vietato appesantire i primi apprendimenti tattici, soprattutto per chi lo ha appena conosciuto come Nuno Tavares e Dele-Bashiru, molto attenti e partecipativi finora. Si riparte quindi da un 4-3-3 modificabile in corsa, soprattutto se dovesse arrivare un pupillo come Insigne: «Lorenzo mi ha dato tantissimo, ma da quello che mi dice il presidente ora certe possibilità non ci sono». I contatti proseguono con l’ex Napoli. Sarri prenderebbe in considerazione anche il 4-2-3-1, il 4-3-1-2 o il 4-3-2-1 per inserirlo, ma al contempo non può distrarsi da quello che ha a disposizione, che verrà valutato da qui a gennaio per capire come muoversi nel mercato di gennaio. I reparti considerati sguarniti, come rivelato da Mau a Castiglione della Pescaia, erano difesa (i terzini) e centrocampo, ma il campo potrebbe cambiare le opinioni del tecnico. Il Messaggero

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FORMELLO RITIRO ESTIVO

FORMELLO, DAY 12 – Mattina: ultimo giorno di ritiro e vigilia Avellino. Out Isaksen, Dia e Gigot (FT/VD)

FORMELLO, DAY12 – Mattina: clip e photogallery della penultima sessione di lavoro del ritiro. Vigilia di Lazio-Avellino ancora senza Dia (scongiurata ricaduta alla caviglia) ed Isaksen (attesa negativizzazione dalla mononucleosi). Ampio lavoro tattico sul 4-3-3.

Prove tattiche per centrocampisti e attaccanti, che ora passano al lavoro in palestra. Entrano in campo i difensori per svolgere la fase tattica. Assente solo Gigot.

BIANCHI: Marusic, Patric, Provstgaard, Pellegrini. 

VERDI: Lazzari/Hysaj, Gila/Ruggeri, Romagnoli, Nuno Tavares.

FORMELLO – Ultimo allenamento del ritiro senza Sarri: il motivo

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, altra occasione persa da Lotito. Nessuna certezza per gennaio. Sarri bello sui tifosi ed interessante su Tavares e varianti tattiche” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Da parte del presidente della Lazio, la conferenza stampa di ieri, è stata l’ennesima occasione persa per fare un passo verso i tifosi. Nei toni e nel merito delle questioni affrontate, ogni uscita pubblica da parte sua diventa controproducente. Genera sconforto, le cose che si ripetono all’infinito sempre uguali non possono non provocare questo sentimento. Per fortuna che c’è stato Sarri che ha dato tanti spunti. Le risposte di Lotito sono quelle di sempre, l’assunzione di responsabilità non c’è stata, è stato solo tempo sottratto al vero protagonista di ieri. Tra l’altro, il tecnico è stato molto simpatico nel pregare i giornalisti nel fare domande a Lotito che potessero portare a risposte secche.

Di Sarri mi hanno colpito molte cose. Mi è piaciuto l’appello fatto alla gente, a tutto ciò che può trasformare un’estate negativa in qualcosa di positivo. Bello quando ha subito riconosciuto la motivazione dei 26 mila abbonati, il loro atto di fede che si somma alla rabbia per gli eventi ed il blocco di mercato. Quando, invece, mette in concorrenza Rovella e Cataldi mi preoccupa un po’. Così come l’ultima battuta sul capitano. A domanda ha risposto che sulla fascia di Zaccagni deciderà il gruppo. Pensavo che almeno questo tema fosse stato superato in un’estate già complicata.

Per quanto riguarda il mercato di gennaio, certezze da Lotito non sono state date. Inoltre, lo stesso Sarri ha detto che per il momento la lista dei desideri è stata cancellata dalla propria testa.

Importante da parte del tecnico anche la sottolineatura su Tavares. Ha fatto capire che tatticamente l’ha trovato più avanti rispetto a quanto pensasse prima di allenarlo. Significativo, poi, il fatto che Sarri abbia aperto anche alla possibilità di varianti tattiche rispetto al 4-3-3. In questo momento la priorità è quella di non confondere la squadra, di dare un’identità, ma nel corso del ritiro ha lavorato anche sul 4-3-1-2 e sul 4-2-3-1. Alternative che potrebbero anche essere legate all’arrivo di Insigne“.

LEGGI ANCHE: Lazio, Sarri: “Affrontiamo la difficoltà senza alibi. Fregato ma non me la sono sentita di lasciare. Obiettivo? Creare una base per 2-3 innesti futuri”. Poi sui singoli… (AD/VD/FT)

Lazio, la chiarezza di Sarri nel soliloquio di Lotito: motivazione, visione e lazialità

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DICHIARAZIONI

Lazio, Lotito: “Sarri, il blocco del mercato e i ricavi. Non abbiamo bisogno di soldi. Scuse ai tifosi? No e non vendo perché…” (VD/AD)

Le parole del presidente della Lazio Claudio Lotito durante la presentazione del tecnico Maurizio Sarri

Il ritorno di Sarri

“La prima parte non si è mai interrotta, sono state situazioni contingenti che hanno comportato l’avvicendamento in quel momento. Motivi anche familiari. Il mister aveva fatto una scelta che abbiamo accettato, non era stata una nostra valutazione, ma per una situazione che abbiamo compreso. Ora proseguiamo insieme per mantenere un percorso intrapreso che non era stato ultimato. Una scelta di cuore, affetto, considerazione e stima per un uomo che ha dato tanto al calcio e alla Lazio, e che può ancora dare tanto. Può insegnare ai nostri calciatori a sfruttare le loro potenzialità”.

I tifosi

“Dipenderà da noi non deluderli, la società sta mettendo in campo tutto ciò che è possibile. Non voglio fare polemiche dal punto di vista normativo, accettiamo le situazioni che si sono determinate anche se non le condividiamo. Necessità fa virtù, non fare mercato per la gente comune è uno svantaggio, ma può diventare qualcosa di positivo se il gruppo decide di dimostrare al massimo le proprie potenzialità. Il gruppo ha in Sarri un maestro che può tirare fuori il massimo. Nella scorsa stagione non è successo visto il risultato finale, spero che i calciatori colgano l’occasione come un momento di coesione. Mi sembra dai primi giorni di allenamento c’è grande disponibilità da parte dei ragazzi. Ora starà a loro dimostare quanto valgoino”. 

Obiettivi cambiati senza mercato?

“Penso che noi non ci siamo mai prefissati obiettivi in partenza. Abbiamo allestito una squadra che può competere e lo abbiamo dimostrato nella prima parte, anche in Europa. Poi abbiamo buttato chance contro squadre abbordabili in casa, forse era scomparso lo spirito battagliero. Ieri un giocatore importante mi ha fatto sorridere, io mi faccio la foto a patto che venga il mister con me. Viene già considerato per l’autorevolezza, come elemento trainante per un valore aggiunto. La nostra scelta, indipendentemente dal mercato che non pensavamo fosse bloccato, nasce dal pensare che fosse Sarri il più idoneo. Ma anche sul percorso interrotto prematuramente senza una scelta voluta dalle due parti. Ricorderete: dicemmo “apriamo un ciclo che ci porterà a crescere man mano”. Il ciclo si è interrotto, ora lo abbiamo riscoperto con la difficoltà del blocco del mercato. Ma la rosa dal punto di vista numerico è abbondante, dovremo tagliare quando il mister sceglierà chi continuerà qui. Alcuni di loro poi sono stati poco valorizzati, il mister ha la capacità empatica di farli migliorare. Il campo sarà il nostro giudice. Noi da società mettiamo a disposizione tutto ciò che possiamo. Abbiamo scelto di non fare il ritiro fuori perché il centro sportivo ha tutto per formare al meglio la squadra. Ce l’hanno riconosciuto anche i giocatori e il mister, senza essere sballottati a destra e sinistra. Se i giocatori si mettono a disposizione e recepiscono le sue indicazioni, vedremo che risultati otterremo. Sono convinto che il valore aggiunto è il mister, che è un fuoriclasse. Come tale lavorerà. Ci sono giocatori normali, buoni giocatori, ottimi giocatori e campioni. Non dico campioni, ma tutti insieme possono fare grandi cose”.

Sul blocco del mercato

“Lotito era consapevole 8 anni fa a istituire un indice di liquidità quando saltò il Parma a campionato in corso, per far sì che non saltassero a campionato in corso. Monitora i costi e ricavi a breve, nei 12 mesi. L’indice all’epoca era 0,2 o 0,3. Oggi è 0,8 per le aziende in crisi. La fotografia della scoietà viene fatta al 31 marzo, immaginate cosa può accadere. Il 31 marzo uno ha una fotografia, poi al 30 giugno può essere un altra. Io lo chiamo indice di stupidità. Si verifica questo: una persona rigorosa, attenta, se fa investimenti patrimoniali, arricchisce la società, realizza cose con la cassa della società. Se uno fa così, la Lazio è l’unico contribunete in Italia che negli uiltimi 20 anni ha pagato la rata del Fisco con 6 mesi di anticipo. Scadeva il primo aprile, pagavamo a novembre. Sempre adempiuto a ogni cosa. La Lazio parte con la rata di 6 milioni del Fisco pregressa creata da altri, poi paga 15 milioni all’anno per la legge che ha salvato lo sport con il Covid e spende circa 6 milioni per la squadra femminile, che non tutti anno. Vuol dire partire con -27 milioni. Nonostante ciò non abbiamo mai ritardato un pagamento, stiamo facendo degli investimenti. Non ha un mutuo, non ha un leasing, non ha un bond. Io potrei fare tutto ciò andando in banca, facendo un bel mutuo, e gravo la società di debiti. Squadre hanno 500-600-700 milioni di debiti e hanno l’indice a posto. L’hanno spostato dal breve al lungo termine. Se io lo sposto da 12 a 13 mesi non viene monitorato dall’indice. Vero, è nato tutto da una svista, l’attuale management che ho trovato e che ho lasciato perché comunque stimo, ha scaricato i costi entro il 31 marzo sul presupposto che l’indice di liquidità sarebbe stato abolito dal 1° luglio. In Europa la Lazio non ha problemi, è solidissima. Bastava sposare 3,6 milioni di costi ad aprile per non avere questo problema. Mi hanno detto la norma è stata abolita, ma vale sempre la vecchia norma. Uno vende e ricompra. Quando abbiamo visto questa cosa abbiamo avvisato il mister del problema, non ci sono né inganni, né atteggiamenti diversi. Tutto questo è fuori da ogni logica. Alcune sanzione comminate dalla Fifa sono state impugnate e annullate perché considerate troppo restrittive dal Tirbunale dello Sport. La Lazio ha 300 milioni di patrimonio immobiliare e altri 300 di giocatori, nonostante ciò siamo stati puniti. Una cosa che non fa onore al calcio italiano. Ora ci sarà una nuova Covisoc, ma non è colpa loro perché prende atto delle norme fatte dalla Federazione. Siamo in silenzio, faremo di tutto sulla base delle necessità che matureranno dopo il girone d’andata, non ci tireremo indietro. Abbiamo speso centinaia di milioni di giocatori, abbiamo avuto tante offerte per i giocatori, non li abbiamo ceduti né a gennaio scorso, né adesso. Il tecnico valuterà chi è idoneo. In alcuni ruoli ci sono doppioni, quindi vedremo”.

Chiedere scusa ai tifosi?

No, per un semplice motivo. Io non ho fatto nulla per non potenziare la società. Sono anni che sto potenziando la squadra. L’indice di stpidia, non conta nulla, ma conta l’indice di solidità. La Lazio non può fallire. Se mi blocchi il mercato, mi crei un danno. Questa restrizione crea un danno, se avessero mantenuto l’indice con “io vendo 100 e compro 100″ avrebbero salvaguardato l’integrità della società. Oggi non posso comprare neanche uno per la Primavera. Vediamo l’indebitamento delle altre società? Che ha fatto la Federazione per tutelare l’integrità e la regolarità del campionato? Voi partite sempre dai nomi, mi dovete spiegare perché allora la Lazio ha vinto contro le più forti e perso contro quelle che stavano retrocedendo… Squadre sono partite per vincere tutto e non hanno vinto niente, non è un discorso solo di nomi, ma di creare un’alchimia nello spogliatoio per far esprimere al meglio le potenzialità delle rose”.

Offerte per la Lazio?

“Totalmente falso. Vi annuncio: la Lazio è una società quotata in borsa, è reato. Sono notizie totalmente false e destituite di fondamento. Solo fantasie di qualche soggetto che ha interesse a strumentalizzare e a creare problemi alla società, soprattutto al sottoscritto. Non consentirò a nessuno di utilizzare mezzi improri per creare problemi alla società. Nel momento in cui si mettono in atto azioni contro di me, ognuno se ne assume le proprie responsabilità”.

Flaminio?

Se dipendesse dalla mia volontà, ci sarebbe il 100%. Abbiamo messo in campo tutto quello che dovevamo, stiamo lavorando in silenzio, come sono abituato. Facciamo le cose pratiche, fatti e non parole. Non parlo, lavoro, con uno staff di altissimo livello. Stiamo mettendo tutta la documentazione necessaria e siamo sicuri di essere nella parte del giusto. L’investimento della Lazio è di oltre 140 milioni per il territorio, e non per lo stadio. Il progetto del Flaminio serve per riqualificare tutta la zona di Roma, non solo la struttura. Abbiamo dato delle soluzioni tecniche e tante persone qualificate al nostro fianco. L’amministrazione sta dimostrando grande disponibilità perché ha visto la serietà. Poi ci sono strumentalizzazioni da bar che vengono dette. C’è un iter che va seguito con professionalità sapendo di fare le cose giuste e in modo trasparente, qui nessuno è agevolato. Lo stadio Flaminio è nato come uno stadio di calcio, non è una piscina. Nessuno favorisce nessuno. Deve finire la campagna denigratoria e strumentale, si vuole evitare, magari anche da qualche tifoso laziale, che la Lazio possa tornare a casa propria. È un investimento da 480 milioni, penso di star facendo un’iniziativa di interesse collettivo. Stiamo facendo tutto per far sì che questo accada. È meglio prevenire che curare, stiamo facendo piano piano i nostri passi”.

Player trading: vendere giocatori all’apice rispetto al passato?

“Domanda è intelligente. Se vendevamo i giocatori all’apice, i tifosi sarebbero stati scontenti. È un cane che si morde la coda. Sicuramente l’esperienza maturata sarà considerata nelle future valutazioni. Noi dobbiamo allestire una squadra sui nomi, non sui soldi. Non è solo un problema di denaro, ma di organizzazione dal punto di vista tecnico, si potrebbero prendere giocatori a poco ma molto forti. Non è questo il tema, ma l’effettivo riscontro delle qualità tecniche dei giocatori. Per accontentare all’epoca il mister Inzaghi non ho venduto Milinkovic a una cifra importantissima, elevatissima, proprio per l’impegno preso. Fu per altro per una serie di coincidenze, il mercato in entrata era chiuso all’1 agosto, avevamo pochi giorni per sostituirlo. Tare mi aveva detto che in pochi giorni non sarebbe riuscito a sostituirlo. Io ho sempre onorato gli impegni che ho assunto, e non volevo privare i tifosi di un idolo. Dal punto di vista economico, avete ragione. Ma questa è una scelta per la piazza e per l’allenatore, che magari forma il giocatore e poi gli viene sottratto. La società così avrà un vantaggio, ma anche i tifosi devono avere i propri beniamini”.

Aumentare i ricavi della Lazio? Lo Sponsor?

Stiamo lavorando in questo senso, abbiamo dato priorità ad allestire certe strutture per la pubblicità e per gli sponsor. Abbiamo creato radio, tv, app che possono consentire a noi sul mercato di avere nuovi sponsor. In passato abbiamo avuto Binance che ha pagato puntuale con cifre importanti. Non metto un marchio sulla maglia per 1/2 milioni, svilisco il valore del mercato. La Lazio secondo voi era giusto che partecipasse alla Conference league? Non era una competizione a cui aspiravamo, deve averne diverse. Ci è saltata l’Europa League e ci è entrata la Roma che ci stava sotto 15 punti. Alla Lazio è successo qualcosa: ci siamo spenti? Ai posteri l’ardua sentenza”.

Tornare sul mercato

La Lazio sta lavorando per correggere l’impianto tecnico-agonistico della squadra. Se ci chiedono tutti i nostri giocatori, significa che la squadra non è male. Parlavano male di Tchaouna, e l’abbiamo venduto a 15 milioni. Abbiamo ritenuto non vendere i nostri calciatori nonostante le tante richieste per tanti motivi, sia per rispetto per l’allenatore e sia perché la Lazio non ha bisogno di cassa. Abbiamo impostato un ragionamento di crescita di un certo tipo. Se poi dei calciatori verranno considerati non idonei, saranno ceduti e sostituiti con alcuni più funzionali. Abbiamo il mercato invernale in cui ci troveremo a parlare di altro. La Lazio lavorerà per operare a gennaio”.

Ancora su Sarri

“Ho grande stima di Sarri dal punto di vista umano, trasmette valori di lealtà. Lavoro perché la Lazio faccia il suo meglio, con l’Academy e lo stadio potrà avere certezza del futuro e un ruolo più importante, senza instabilità. Tante squadre hanno problemi. I laziali devono stare tranquilli, non devono chiedere aiuto a nessuno. Tutti vogliono tutto, io voglio creare le condizioni perché questo club mantenga i suoi profili e resti solido. Per questo mi batterò sempre, spero di raggiungere anche i risultati sportivi, fin qui ci siamo difesi. Ora dobbiamo fare il grande salto”.