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SERIE A

Fiorentina-Lazio, probabili formazioni

Fiorentina-Lazio, match valido per la 32ª giornata di Serie A 2025/26, si giocherà allo stadio Franchi di Firenze, lunedì 13 aprile alle ore 20:45. La Fiorentina è la squadra contro cui la Lazio ha sia vinto il maggior numero di partite nella sua storia in Serie A – 59 su 153 sfide totali, completano il quadro 44 pareggi e 50 successi viola – sia segnato più reti (213).

Probabili formazioni

FIORENTINA (4-3-3): De Gea, Dodò, Pongracic, Ranieri, Gosens; Brescianini, Mandragora, Ndour; Harrison, Piccoli, Fazzini. All. Vanoli.

Squalificati: Fagioli, Gudmundsson

Indisponibili: Fortini, Lamptey, Kean, Parisi

LAZIO (4-3-3): Motta; Lazzari, Romagnoli, Provstgaard, Nuno Tavares; Basic, Cataldi, Taylor; Isaksen, Dia, Noslin. All. Sarri.

Squalificati: nessuno

Indisponibili: Gigot, Gila, Provedel, Rovella, Zaccagni, Maldini, Marusic

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SERIE A

Fiorentina-Lazio, i convocati di Sarri: out in sei

A poche ore da Fiorentina-Lazio, gara valida per la 32esima giornata di Serie A, il tecnico biancoceleste ha diramato la lista dei convocati:

portieri: Furlanetto, Motta, Giacomone;

difensori: Pellegrini, Patric, Romagnoli, Tavares, Hysaj, Provstgaard, Lazzari;

centrocampisti: Dele-Bashiru, Belahyane, Taylor, Basic; Przyborek, Cataldi; 

attaccanti: Pedro, Zaccagni, Noslin, Isaksen, Dia, Ratkov, Cancellieri.

Out Provedel, Marusic, Gigot, Gila, Rovella e Maldini.

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Lazio, Sarri si affida a Dia. Contro la Viola la sua unica tripletta in A

Maldini out e il tecnico sceglie il senegalese dal 1′.

In campionato Dia non segna dal 31 agosto, gol al Verona in casa. Fuori non ha mai segnato. Dal ritorno dalla Coppa d’Africa ha giocato titolare contro il Lecce il 24 gennaio, poi non più. Né in campionato né in Coppa. Solo comparsate, evidenzia il Corriere dello Sport, fino a metà febbraio, due panchine, un’apparizione di due minuti contro l’Atalanta e la panchina di Cagliari. Da lì 9 minuti col Torino, 25 col Sassuolo, 23 col Milan, 28 contro il Bologna e 25 col Parma. Non è andata meglio in Coppa Italia: 29 minuti col Bologna e 14 con l’Atalanta all’andata.

Era il 4 marzo scorso, la data dell’ultimo gol di Dia. In campionato ha subito il contraccolpo, la sua corsa era inquieta, gli assalti confusi tranne a Bologna. Quando è entrato ha cambiato il finale spalancando la porta a Taylor per il raddoppio. Aveva ritrovato la forza di graffiare. Non s’è ripetuto con il Parma, deve riuscirci a Firenze stando in preallarme almeno per Napoli. Il vero Dia, visto con Baroni, molto meno con Sarri, era un leone. A giugno scatterà il suo acquisto, il riscatto è obbligatorio dopo due anni di prestito, costerà 11,3 milioni. A gennaio è stato in ballo sul mercato con Noslin, c’era qualche opzione in Premier.


Ogni centravanti della Lazio quest’anno, conclude il quotidiano, ha vissuto momenti di crisi, si è sentito perso, s’è trovato a misurare la propria vita nella Lazio, le rivalità o è finito sul mercato. Alla regola non è sfuggito Dia. I numeri ne hanno risentito. La percentuale realizzativa è crollata al 9,1% (un solo gol in A), l’anno scorso era del 23% (9 gol). La media dei tiri totali è dell’1 per cento (l’anno scorso 1,6), i tiri in porta (0,55% contro 0,78), i tocchi in area (2,5% contro 2,9%). C’è urgente bisogno del suo aiuto, siamo al momento delle sentenze. In campionato, contro Fiorentina e Napoli, non si può crollare, pena la discesa in classifica. In Coppa c’è la partita del giudizio. Dia ha la chance che aspettava, se la giocherà oggi. Alla Fiorentina ha segnato l’unica tripletta in A, giocava con la Salernitana, era il 3 maggio 2023 (Salernitana-Fiorentina 3-3). Quell’anno aveva segnato anche a Firenze (2-1 per i viola); è la squadra che ha colpito di più con il Verona (4 gol). Ma non ha mai vinto (un pareggio e 4 ko).

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Lazio, Firenze e Napoli: trasferte speciali per Sarri con l’Atalanta nel mirino e la solita emergenza

Stasera a Firenze e poi sabato a Napoli: Maurizio Sarri, legatissimo a queste città, è atteso da due sfide speciali consecutive, entrambe importanti per preparare la partita dell’anno, quella di Coppa Italia a Bergamo con l’Atalanta. Oggi è diviso tra i suoi amori, l’allenatore biancoceleste: Firenze – è cresciuto a Figline, a poco più di trenta chilometri dal capoluogo toscano – e la Lazio, che l’ha conquistato. 

I tifosi delle due squadre se lo contendono: quelli biancocelesti lo hanno eletto a beniamino (anche per le frecciate a Lotito), quelli viola lo avrebbero voluto lo scorso anno (la telefonata arrivò troppo tardi, aveva già firmato con la Lazio) e ancora insistono per averlo sulla panchina nella prossima stagione. Il ds della Fiorentina, Fabio Paratici, con Sarri ha vinto uno scudetto alla Juve: il rapporto fu turbolento ma il Comandante – se lascerà la Lazio – resta tra i candidati per l’eventuale successione di Vanoli. Dall’altra parte, in caso di divorzio con Lotito, Firenze sarebbe la prima scelta per Sarri. 

Discorsi prematuri, adesso i viola hanno bisogno di punti per la salvezza e i biancocelesti vogliono provare a tornare in Europa attraverso la Coppa Italia. Stasera, ancora una volta, Sarri dovrà rinunciare a tanti giocatori, tra i quali MaldiniGila Marusic: i primi due con l’Atalanta ci saranno (rientro previsto già a Napoli), il montenegrino proverà un recupero al momento improbabile perché la prognosi parla di tre settimane di stop. 

Come terzino destro giocherà Lazzari, che contro il Parma ha dimostrato una buona condizione nonostante sia stato poco utilizzato di recente. Il resto della difesa, davanti a Motta, sarà completato da Romagnoli e Provstgaard al centro, con Tavares a sinistra. Pellegrini, che in settimana non è riuscito ad allenarsi con continuità per un problema alla tibia, andrà in panchina.

A centrocampo, regia affidata a Cataldi, ex della partita (lo scorso anno era in prestito alla Fiorentina), le mezzali saranno Taylor e Basic, che torna titolare dopo due mesi. 

Dele-Bashiru gestisce un affaticamento all’adduttore, solo panchina per lui. Tutto nuovo il tridente offensivo: senza Maldini, Sarri stavolta punta su Dia, vero nove anche se ha segnato solo due gol in stagione. A sinistra Noslin favorito su Pedro, mentre dall’altra parte Cancellieriha buone chance di partire dall’inizio al posto di Isaksen. Nel finale si dovrebbe rivedere Zaccagni, tornato disponibile in largo anticipo rispetto alle previsioni. 

La squadra ha la testa a Bergamo, ma proverà comunque a centrare la seconda vittoria consecutiva in trasferta: appena quattro successi e 10 gol fuori casa, l’obiettivo è migliorare in extremis questi numeri tristi. La Repubblica

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Fiorentina-Lazio, un solo pari nelle ultime 15 gare di Firenze. Con Sarri il successo più largo

Negli ultimi 15 precedenti di Serie A, solo un pareggio in casa dei fiorentini.

La Lazio ha vinto 9 volte al Franchi dalla stagione 2010-2011, un trend che però, sottolinea il Corriere dello Sport, è stato invertito nei due recenti confronti di campionato. La Fiorentina, nel 2023-2024 e nel 2024-2025, ha battuto i biancocelesti per 2-1 in rimonta: due anni fa con Kayode e Bonaventura (gol del vantaggio di Luis Alberto), poi a settembre 2024 con la doppietta su rigore di Gudmundsson (aveva sbloccato di testa Gila).

Nel periodo in considerazione, fatta eccezione per lo 0-1 del 2 marzo 2014 (Cana), ogni volta che la Lazio ha vinto in casa dei viola ha segnato, si legge, almeno due reti. Il 3-4 del 2017-2018 la sfida con più marcature. Il successo più largo lo 0-4 del campionato 2022-2023, sempre con Sarri in panchina.

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Lazio, assenze e dubbi: Sarri verso la 31esima formazione diversa in 32 gare

Il tecnico potrebbe essere costretto a cambiare ancora l’11 titolare.

Mai la stessa Lazio, eccezion fatta per una volta tra il Cagliari (3 novembre) e l’Inter (9 novembre). Qui Sarri, evidenzia il Corriere dello Sport, è riuscito a proporre la stessa squadra: Provedel, Lazzari, Gila, Romagnoli, Marusic, Guendouzi, Cataldi, Basic, Isaksen, Dia e Zaccagni. Per il resto ha dovuto mettere mano alla squadra, ha dovuto ritoccarla, aggiustarla, inventarla. E lo stesso dovrà fare a Firenze. Rispetto a Lazio-Parma c’è Dele-Bashiru affaticato, ieri fermo. In preallarme c’è Basic, in fase di ricarica dopo un lungo stop. Si è fermato anche Maldini, da verificare. In più va sciolto il ballottaggio Pedro-Noslin. Sono i ruoli che potrebbero variare rispetto al calco di sabato. In porta c’era e ci sarà Motta. In difesa sono confermati Marusic, Romagnoli, Provstgaard e
Tavares. Cataldi e Taylor a centrocampo. Isaksen rischia di essere l’unico confermato davanti.

Se Sarri dovrà cambiare anche solo una pedina, si legge, a Firenze presenterà la 31ª Lazio in 32 partite. Un bel record. E non sono mai state rotazioni volute, scientifiche. Direte, chi non ha o non ha avuto infortuni? Vero, ma nessuno come Sarri non ha avuto mercato o quando l’ha avuto è stato di smantellamento prima che di potenziamento. I cambi numericamente sono compresi da un minimo di 1 ad un massimo di 6 (contro Genoa e Sassuolo al ritorno).

Mau, conclude il quotidiano, i rinforzi se li è trovati in casa aggiungendo Basic, raccattato tra i fuori lista. Utilizzando Hysaj in allenamento e in panchina per tappare buchi. Inventando Marusic centrale o Patric regista. Ancora oggi deve rinunciare a Provedel, Gila, Rovella e Zaccagni (forse solo convocabile per la panchina a Firenze) più Gigot (comunque uno in meno) salvo forfait di Dele e Maldini. Il conto degli assenti è salito fino a 7 nei momenti peggiori. In tutto questo Sarri ha dovuto rinunciare al suo verbo, ha creato una Lazio di necessità.

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Lazio, stop Maldini, pronto Dia. E Sarri riflette sulla rivoluzione in attacco…

Pochi gol e possibili defezioni: il tecnico pensa ad un nuovo attacco.

Le 32 reti in 31 partite per il sesto peggior attacco della Serie A, i freddi numeri non mentono e sono un pugno nello stomaco per Sarri che ha fatto dell’estetica offensiva (non solo della granitica difesa) il proprio manifesto calcistico. La trasferta di Firenze è alle porte, ma è lo spettro di un mal di gol ormai cronico a togliere il sonno al tecnico. Stando a quanto riporta il Messaggero, Isaksen, Maldini e Pedro sono a rischio esclusione per lunedì sera al Franchi, nessuno ha più il posto assicurato. Sarri pretende più imprevedibilità, gas, maggiori spunti nell’uno contro uno. Nella ripresa di sabato Cancellieri, Dia e Noslin hanno garantito profondità e dinamismo, forse meritano un premio. Le gerarchie, fin qui abbastanza definite, possono riazzerarsi, ma Mau vuole rifletterci sino all’ultimo. Intanto tiene tutti strategicamente sul filo: nelle prossime due esterne (c’è anche il big match a Napoli sabato prossimo) serve rialzare la tensione per portarla all’apice nell’appuntamento clou del 22 aprile, il ritorno della semifinale di Coppa Italia a Bergamo.


La tentazione più forte, si legge, porta il nome di Noslin: appena quattro presenze da titolare in questa stagione, eppure è lui l’uomo con la media realizzativa più alta dell’intera Lazio. Sarri medita di regalargli un’altra chance dall’inizio, anche se finora Tj è la sua arma (4 gol) da subentrato. Discorso in parte simile per Dia, che già a Bologna aveva mostrato segnali incoraggianti di rinascita a gara in corso. La sua capacità di attaccare la profondità e di dare soluzioni diverse fa tremare Maldini, che finora ha goduto di un credito quasi infinito dal suo sbarco (dieci volte su undici dal 1′ e ieri fermo ai box a Formello), nonostante un bottino decisamente magro (un gol). Anche sugli esterni il momento è delicato, non solo perché Zaccagni è finito ko (ieri si è allenato in gruppo, eccezion fatta per la partitella) e i 38 anni di Pedro si sentono e si vedono. Pure Isaksen ora sembra la controfigura di se stesso, forse spento dalla delusione mondiale con la sua Danimarca, eliminata nei playoff. Cancellieri, al contrario, sputa fuoco dopo una sola partita da titolare nelle ultime undici, e le tre reti contro Genoa e Torino, ferme ormai a ottobre scorso: sulla corsia destra o sinistra, vuole bruciare ogni ballottaggio in vista del posticipo toscano.

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Sarri-Fiorentina, ritorno al futuro: priorità Lazio, ma questa volta chiederà garanzie scritte. Gattuso e Grossi i primi nomi…

Passato, presente e futuro s’intrecciano. Chissà se lunedì sera Sarri ripenserà a come sarebbe andata, se avesse preso la via più vicina a Castelfranco: «In estate mi è arrivata la telefonata di un dirigente della Fiorentina (Pradé, ndr), ma due ore dopo che avevo già accettato la Lazio». Maurizio non è tornato indietro «per amore dei tifosi biancocelesti», nemmeno dopo aver scoperto in ritardo il blocco del mercato estivo, ma se dovesse arrivare un’altra chiamata a fine stagione potrebbe essere diverso. A giugno scorso Lotito e Fabiani gli avevano promesso che avrebbero rimediato allo stop Covisoc con gli acquisti d’inverno su indicazione del tecnico. Così non è stato, eccezion fatta per Taylor.

A gennaio il Comandante ha ribadito di «voler accettare tutto sino a fine stagione», poi si siederà «a un tavolo con la società per fare un punto». A differenza del 2024, Mau non ha alcuna intenzione di dimettersi perché «come giustamente ha detto Fabiani, ho un contratto sino al 2028 (da 2,5 milioni a stagione più bonus, ndr), ma se questo era l’anno zero, il prossimo dev’essere l’uno». Sarri sta bene alla Lazio, ama i tifosi, ma si è già scottato fin troppo sul mercato: stavolta non alcuna intenzione di credere solo alle parole, senza avere garanzie concrete in mano.

Priorità alla Lazio, ma c’è già un piano per giugno. Se Lotito gli ribadirà la fiducia senza esonerarlo, Sarri vorrà sapere subito che tipo di mercato potrà fare la società (libero o, più probabile, a saldo zero), il budget che sarà investito (non importa quanto, ma va stabilito nel dettaglio), e pretenderà che tutto venga ratificato in una scrittura privata con fideiussioni legate agli acquisti e non solo. In pratica, Mau vorrebbe legare la sua permanenza al rispetto delle condizioni stabilite, pena la risoluzione del contratto in essere e il pagamento del restante biennio. Sarebbe una svolta epocale, se Lotito accettasse le clausole poste dal tecnico, a tutela del suo lavoro e dei tifosi della Lazio.

Se il Comandante dovesse andar via, Lotito e Fabiani dovrebbero tornare a guardarsi intorno: non hanno mai dimenticato Gattuso, piace Grosso. Passato, presente e futuro s’intrecciano di nuovo. Il Messaggero

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STATISTICHE

Fiorentina-Lazio: viola vittima preferita, ma il trend è cambiato. Solo dispiaceri negli ultimi 2 anni e mezzo

Dati Opta verso Fiorentina-Lazio

La Fiorentina è la squadra contro cui la Lazio ha sia vinto il maggior numero di partite nella sua storia in Serie A – 59 su 153 sfide totali, completano il quadro 44 pareggi e 50 successi viola – sia segnato più reti (213).

Nelle ultime quattro sfide in Serie A tra Fiorentina e Lazio, ben tre vittorie viola e il pareggio 2-2 nel match d’andata di questo campionato: i toscani potrebbero rimanere imbattuti per cinque match di fila contro i biancocelesti in Serie A per la prima volta dal periodo tra il 1980 e il 1989 (sei in quel caso).

La Fiorentina ha vinto – entrambe col punteggio di 2-1 – le ultime due sfide casalinghe contro la Lazio in Serie A e non ottiene tre successi interni di fila contro i biancocelesti nella competizione dal periodo tra il dicembre 2006 e il febbraio 2009, quando in panchina c’era Cesare Prandelli.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Oddi: “Lazio, lavoro di Sarri positivo a prescendire dalla Coppa Italia. Ora è giusto che pretenda garanzie per il futuro” (AUDIO)

GIANCARLO ODDI in collegamento a ‘NMM’

“Il giudizio sull’operato di Sarri determinato dal percorso in Coppa Italia? No, ad oggi io dico che il lavoro che fatto è stato buono. Se poi dovesse vincere la Coppa Italia sarebbe un valore aggiunto. Ha salvato la faccia del presidente in estate quando è emersa la notizia del blocco di mercato. A fine campionato, poi, si confronterà con la società per capire se ci sono i precupposti per condividere i prossimi programmi. Anzi, doveva essere stato già fatto.

Dopo tutto ciò che è avvenuto in questa stagione, mi sembra giusto che lui possa decidere di legare la propria permanenza alla garanzia che quanto deciso con la società possa essere poi mantenuto durante il mercato. E’ normale che non voglia rivivere tutto quello che già c’è stato. E’ rimasto scottato, giusto ora pensare di potersi tutelare”.