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RASSEGNA STAMPA

Lotito svicola, Sarri pensa al campo: il rinnovo slitta ancora

Da dicembre ad oggi sembra passata una vita. Il rinnovo di Sarri, se davvero non si è mai mosso dalle mani di Lotito, è sempre più avvolto dal mistero. Era stato annunciato dal presidente durante la cena di Natale e Mau s’era detto pronto a firmarlo. E’ rimasto campato in aria. Lotito non ne parla più, svicola. Sarri fa melina, da fine gennaio in poi è stato più diplomatico. Contano i fatti e del rinnovo finora non c’è stata traccia. E’ un chiaro segnale di sospensione della trattativa. Lotito e Sarri si sono visti più volte a Formello, capita spesso alle vigile delle partite. Parlano, ma di cosa? Si confrontano sulla squadra, accennano al futuro senza stringere. «Il futuro è adesso», è una delle frasi che Mau ha ripetuto più volte alla Lazio nelle ultime settimane.

Il futuro di Maurizio Sarri

Il futuro non è ancora stato definito contrattualmente tra società e allenatore. Non lo dicono, ma è scontato pensare che l’argomento è rimandato a data da destinarsi. Forse dopo il derby con la Roma del 20 marzo, chissà se direttamente a fine campionato. La Champions si è allontanata, l’avventura in Eurpa League si è conclusa. La Lazio oggi è settima e gli obiettivi fissati da Mau riguardano «la crescita come qualità di gioco». Oltre i concetti tattico-filosofici pesano i piazzamenti e la conferma dell’Europa League è necessaria anche per i bilanci. Corriere dello Sport

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NEWS

Rifondazione difesa: Acerbi in bilico, Romagnoli più vicino, Casale e Palmieri restano obiettivi

Il Messaggero si sofferma al suo interno sulla Lazio e sull’obiettivo Champions League che il club si è posto. La squadra di Sarri adesso a tratti incanta, la crescita è evidente, ma non tale da produrre vittorie sufficienti per il 4° posto. I problemi sono evidenti ed il primo è la mancanza di cattiveria rispetto alle occasioni create, mentre il secondo è la non irreprensibile retroguardia: adesso anche Acerbi è un caso dopo che è stato fischiato nuovamente all’Olimpico al rientro dopo un mese e mezzo di infortunio. Urgerà una rifondazione con Romagnoli ad un passo e Casale ed Emerson Palmieri sogni nell’elenco consegnato a Lotito.

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FORMELLO

Ripresa a Formello nel pomeriggio: Acerbi verso il ritorno da titolare

La Lazio si è riposata 24 ore, Sarri ha concesso un giorno di relax dopo le fatiche europee e il match contro il Napoli. Nel pomeriggio la ripresa degli allenamenti, si entra nel vivo della preparazione della sfida contro il Cagliari di sabato prossimo. Una seduta al giorno, tranne domani quando è prevista una doppia. Sarri fa i conti con l’assenza di Cataldi, fermo per una lesione muscolare. In regia toccherà ancora a Lucas Leiva.

Il difensore potrebbe tornare titolare, manca in campo dal primo minuto dallo scorso 6 gennaio. Contro il Napoli ha giocato uno spezzone di partita, con il Cagliari spera di tornare al fianco di Luiz Felipe. Sulle fasce possibile conferma per Marusic e Radu, con Lazzari in infermeria per altre due settimane.  Corrieredellosport.it

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Giordano: “Solo due volte ho visto il Napoli schiacciato da un avversario. Grandissima ora di gioco che far ben sperare”

BRUNO GIORDANO in collegamento a ‘NMM‘!

Lazio ha fatto una grandissima partita per un’ora, se dovesse giocare così nelle prossime undici gare ne perderà poche. La prestazione fa davvero ben sperare, va valutata anche in relazione della qualità dell’avversario. Il Napoli è forte, è uscito fuori quando i ritmi sono diventati più bassi, ha avuto più spazi a disposizione che hanno esaltato la qualità di Insigne. Alla lunga sono venute meno le forze e le alternative in panchina che invece il Napoli ha. Spalletti si è permesso il lusso di tenere a riposo Mertens, questo dice tutto. Peccato perchè Pedro aveva messo apposto le cose, ma il calcio è così, è cattivo. La Lazio ha schiacciato il Napoli per un’ora, è mancata un po’ di lucidità. Ho visto soffrire così il Napoli solo con l’Inter ed il Barça. Mi ha colpito molto la prestazione di Milinkovic, è stato continuo, intenso, bravo nel palleggio. Ha fatto davvero una grande gara anche nei momenti più difficili per la squadra”

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INFERMERIA

PAIDEIA – Esami per Cataldi: probabili lesione. Sarri resta con il solo Leiva

Visite mediche in clinica Paideia per Danilo Cataldi intorno all’ora di pranzo. Il centrocampista della Lazio si era fermato all’indomani del match di coppa contro il Porto, in cui aveva segnato, in pieno recupero, il gol del 2-2 finale. Poi non si era visto in campo per la rifinitura pre Napoli e niente panchina. È alle prese con un problema muscolare, le sue condizioni sono da valutare. Sarri dovrà puntare ancora una volta su Lucas Leiva, schierato titolare all’Olimpico contro i ragazzi di Spalletti. Con l’uscita del brasiliano nel secondo tempo, il ruolo di regista è toccato a Luis Alberto. Corrieredellosport.it

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Pieretti (Il Tempo): “Quando il livello di alza, i difetti congeniti li paghi. La panchina fa la differenza”

SIMONE PIERETTI (Il Tempo) in collegamento a ‘NMM‘!

“Prestazione positiva, ma la Lazio raccoglie ancora una volta solo applausi. Confermati i soliti difetti congeniti, innati, di una difesa che per distrazione pone la squadra in situazioni di inferiorità in termini di risultato. Ogni qual volta affronti avversari di livello paghi a dismisura. C’è rammarico, nei minuti finali la Lazio avrebbe dovuto gestire il risultato e forse la squadra non l’ha capito fino in fondo. La Lazio ha perso punti pesantissimi nel tempo, avrebbe dovuto raccogliere almeno 4 punti in più per finali sbagliati. La Lazio continua a crescere, a dimostrare il proprio valore negli undici, poi quando cala di tono paga l’impossibilità di tenere botta con i cambi. Contro queste squadre la differenza la fa la panchina“.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Capodaglio: “Momento in cui non ti perdonano nessun errore. Hysaj la delusione della stagione”

FRANCO CAPODAGLIO in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Sono ancora molto arrabbiato per la sconfitta di ieri, difficile da accettare quando vedi una squadra che sta crescendo davvero e che spreca l’impossibile nel primo tempo. C’è rabbia anche per la dinamica con la quale è maturata la sconfitta. E’ un momento in cui non ti perdonano nessun errore, che puntualmente viene commesso sempre dagli stessi. C’è mancanza di freddezza sotto porta, cerco di guardare il lato positivo. La squadra sta facendo bene dal punto di vista del gioco e confido in un finale di stagione importante, anche grazie ad un calendario meno fitto di impegni. Hysaj? La delusione più grossa della stagione”

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APPROFONDIMENTI

Lazio, i cambi spostano gli equilibri: Sarri ne ha pochi

Dopo l’uscita dalle coppe, la Lazio cade in casa con il Napoli. A nulla serve il gol capolavoro di Pedro, la squadra di Sarri deve arrendersi alla magia di Fabian Ruiz.

Per La Gazzetta dello Sport il tecnico biancoceleste merita 6 in pagella

“La Lazio per lunghi tratti gioca alla pari se non meglio del Napoli. E soprattutto gioca alla Sarri. Nella ripresa però riaffiorano le problematiche difensive. Ha pochi cambi, azzecca quello di Pedro, non gli altri”.

Mezzo voto in più nelle pagelle del Corriere dello Sport:

“Fa la partita per un bel po’, costruisce secondo i propri desideri, poi sente la Lazio sgonfiarsi e può solo aspettarla. Il tempo di rifiatare e ricomincia. E’ una gara che il Napoli gli strappa dalle mani e farà fatica a farsene una ragione, dopo quella prima ora”.

Voto 6 anche su Tuttosport:

“La Lazio parte bene, aggressiva, con gran ritmo. Punito oltremodo dal gol di Ruiz nel finale”.

Tuttomercatoweb.com

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone (La Repubblica): “Porto e Napoli, due mazzate tremende. Ma lo spogliatoio è certo della strada tracciata”

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE...’!

“In queste quattro gare, la Lazio ha giocato un buon calcio, ci ha fatto divertire dal punto di vista estetico ma è rimasta senza punti. Il bel gioco deve produrre risultati, dal punto di vista dell’efficacia e delle concretezza si deve crescere. Con una squadra come il Napoli non puoi permetterti di non capitalizzare quando puoi, perché poi ti punisce con delle prodezze balistiche come quelle di Fabian Ruiz. Ha ragione Sarri, lì non puoi andare in tre sulla linea laterale. E’ stata una grande ingenuità, quella palla non deve mai uscire da lì. Per il resto su Osimhen sono stati bravissimi Patric e Luiz Felipe, l’hanno tenuto davvero bene. Lo spogliatoio moralmente è a pezzi. La delusione di ieri si va a sommare a quella con il Porto. Sono state due mazzate tremende. Il gioco di Sarri è divertente per chi lo fa, ma a livello mentale è abbastanza dispendioso. La certezza è che si è capito che la strada è tracciata, non ci sono più dubbi sulla bontà del progetto tecnico”

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RASSEGNA STAMPA

Sarri c’è, Lotito lanci un segnale

La Lazio? Possiamo definirla la grande incompiuta di questo campionato, soprattutto dopo un’ora di grande calcio contro il Napoli: conquista il campo, metro dopo metro, lo chiude nella propria area a sbaglia almeno tre gol, prima con Luis Alberto, poi con Immobile e ancora con Felipe Anderson. Palleggia che è una meraviglia, ritrova all’improvviso tutte le qualità di cui è in possesso da anni e aggiunge la capacità di aggredire che le ha regalato Sarri: ma non riesce a entrare nella partita fino in fondo, non riesce a dominarla e a conquistarla, proprio come era accaduto qualche giorno fa contro il Porto, sempre al termine di una gara dove aveva messo in ginocchio l’avversaria prima di cedere inevitabilmente il passo. Le manca sempre qualcosa, o davanti o dietro, sono dettagli ma sempre decisivi. E così emergono i difetti dei singoli, quando la mente si annebbia e le gambe non tengono: così Patric, che resta sempre Patric anche se ha difeso alla grande contro Osimhen per un’ora, regala al Napoli il pallone dell’1-0 di Insigne, autore di uno dei suoi tiri capolavoro; così Hysaj, che resta sempre Hysaj, riconsegna agli azzurri l’ultimo pallone della contesa senza la capacità tecnica di gestirlo per aspettare il fischio finale e festeggiare almeno il punto che avrebbe consentito alla Lazio di restare a galla e di sognare qualche cosa di bello. La squadra, invece, ha perso all’ultimo secondo, costretta in casa sua ad assistere al sogno scudetto del Napoli, così come era caduta a Milano nei quarti di Coppa e giovedì nei playoff di Europa League, perché il pareggio rappresentava il timbro sull’eliminazione.

È il momento dell’amarezza, perché la Lazio sente di non aver meritato questa sconfitta, soprattutto dopo il fantastico gol di Pedro, il settimo in campionato della sua carriera biancoceleste. Ci sono molteplici rimpianti, quelli legati ai gol sbagliati in avvio e quelli legati al carattere con cui ha recuperato il pareggio mentre stava per crollare sotto i colpi di Insigne, di Fabian Ruiz, di Osimhen. Ma è anche il momento, questo, in cui il presidente Lotito deve decidere che cosa fare del club e, soprattutto, di Sarri, a cui aveva annunciato il rinnovo di altri due anni nel corso della cena di Natale, il 14 dicembre scorso. Lo voleva fortificare, quella sera, davanti a giocatori ribelli e ancora poco convinti del progetto, ma poi si è fermato, come sempre, combattuto talmente tanto su quale strada scegliere da tornare indietro, nascosto nei suoi silenzi. Mau voleva un difensore centrale a gennaio e anche un vice Immobile e non è stato accontentato, anzi, se fosse mai stato possibile, il presidente è riuscito con i suoi collaboratori a impoverire la rosa biancoceleste. Un segnale di rottura, quello? Una doppia incomprensione dopo un mercato estivo più che mai positivo?

Lotito risponda, almeno a Sarri, su cosa accadrà tra qualche settimana: avanti con lui, oppure no? È questo il momento, lo ripetiamo, di costruire il futuro biancoceleste: mancano solo undici partite alla fine di una stagione tormentata e per adesso deludente, eppure la Lazio, dopo mesi di studio e di applicazione, sembra finalmente aver intuito, a differenza della società, che cosa desidera Mau. Che ha bisogno di una rosa competitiva e di alternative all’altezza, in grado di compensare la stanchezza fisica e mentale dei giocatori che sono indispensabili ma non d’acciaio: sono necessarie idee e servono nuovi investimenti, oltre che la consegna del famoso contratto sventolato a dicembre e mai consegnato al tecnico toscano. In definitiva: o a Sarri ci credi e lo segui o Sarri lo devi mollare. Lotito, per una volta, scelga un percorso, possibilmente chiaro e competitivo, perché forse il motivo per cui molti giocatori se ne stanno andando a parametro zero – alcuni importanti come Strakosha Luiz Felipe – è proprio questo: non tutti hanno voglia di vivere alla giornata, senza programmi e senza ambizioni. Alberto Dalla Palma – Corriere dello Sport