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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Calisti: “Lazio, Sarri senza colpe. Salvo solo Provstgaard, errore grave di Gila” (AUDIO)

ERNESTO CALISTI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

A Como nella Lazio non ha funzionato nulla. Loro sono forti, hanno qualità e sono organizzati, mi aspettavo delle difficoltà ma non così tante. E’ stata una brutta figura, una brutta prestazione, una squadra passiva. Sarri ha poche colpe, non credo che lui chiedesse alla squadra di essere sempre in ritardo sulle linee di passaggio e sull’atteggiamento. C’è qualcosa da cambiare e Sarri lo sa, ora si può solo vincere contro il Verona e tornare a fare punti in casa.

Provstgaard? E’ stato il migliore, sempre puntuale, preciso, pulito nei passaggi e quello più attento. E’ un profilo interessante, credo ci darà una grossa mano. Gila, invece, ha commesso un errore molto grave in occasione della prima rete. Bastava fosse in una posizione iniziale migliore per poter recuperare l’attaccante del Como.

Ho visto un Guendouzi irriconoscibile, una squadra sulle gambe, in grande difficoltà sulla loro pressione. Non si riusciva ad uscire dal basso, poi c’è stato anche il tentativo di andare al lancio lungo di Provedel per le seconde palle. La verità è che a questa squadra manca qualità, anche se credo ci sia anche una componente fisica ora“.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Impossibile minimizzare, blocco mercato sconcertante per tutto il movimento Lazio. Su Pedro…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“In questo finale di estate per la Lazio nessun tormentone di mercato, ci accontentiamo di seguire quelli degli altri. In molti stanno facendo o faranno delle cose, quello che è successo alla Lazio non è possibile da minimizzare. Il blocco del mercato è stata una cosa assurda. Il nostro sconcerto è anche quello degli operatori di mercato. Anche la spiegazione, la famosa ‘svista‘ non è che abbia convinto più di tanto. Chiaro che gli avversari indorano la pillola facendo riferimento alla possibilità di dare continuità alla stessa squadra. Cercano di trovare il positivo per non ammettere che la loro squadra abbia il dovere ad arrivare sopra alla squadra di Sarri. Questa situazione, in realtà, ha penalizzato non solo la prima squadra, anche la Primavera, tutto il movimento. Hai perso un anno, come quando uno studente viene bocciato.

Noi continuare a lodare il nostro fenomeno, Pedro, che però non gioca titolare in virtù del fatto che nel frattempo ha compiuto 38 anni. Questo è indicativo. Davanti non ha Yldiz e Conceiçao, ma Cancellieri ed Isaksen. Con il Verona, onestamente, ribalterei un po’ la situazione e lo utilizzerei titolare nei primi 60′ di gara”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Sarri verso l’Hellas: i giocatori che rischiano la maglia

Serve archiviare la trasferta di Como e trovare soluzioni ad una prova decisamente insufficiente.

Sarri ha concesso un giorno di riposo ai suoi che si ritroveranno oggi a Formello per una doppia seduta di lavoro. Gli animi in casa dei biancoceelsti non sono dei migliori visto il deludente esordio stagionale.

L’allenatore sta studiando delle modifiche per far sì che la trasferta di Como diventi subito un lontano ricordo. Stando a quanto riporta La Gazzetta dello Sport, le novità più importanti però arriveranno eventualmente dopo la sosta: Sarri vuole infatti sfruttare le due settimane di allenamenti senza partite per testare bene tutti i possibili accorgimenti, sia dal punto di vista tattico sia a livello di uomini.

Resta però una realtà che è cambiata negli ultimi giorni e che vede ora tutti i giocatori sotto esame perché, si legge, nessuno è più sicuro del posto.

Tra quelli che rischiano di più ci sono innanzitutto i due elementi sui quali, già a inizio stagione, si nutrivano i maggiori dubbi circa l’adattabilità al calcio di Sarri, ossia Nuno Tavares e Fisayo Dele-Bashiru.

Quest’ultimo già contro il Verona potrebbe finire in panchina: in favore di Dia se Sarri deciderà di passare al 4-2-3-1 oppure per Vecino, restando al 4-3-3, se l’uruguaiano dovesse recuperare dal problema muscolare.

A rischiare nell’immediato, conclude il quotidiano, ci sono pure quelli che a Como sono stati i padroni della fascia destra, Lazzari e Cancellieri. Già contro il Verona potrebbero andare in panchina per fare posto a Marusic e a uno tra Pedro e Noslin.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Rambaudi: “Giocare senza Rovella sarebbe un fallimento. Dietro ok, davanti Sarri…” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Non credo Sarri cambi qualcosa, la sua convinzione è quella: giocare con i tre a centrocampo; comunque io ora mi focalizzerei più sull’aspetto mentale, motivazionale.

Quella col Verona deve essere la partita che riaccende un po’ gli animi. Domenica gara molto delicata che devi affrontare bene, devi entrare in campo che già vinci 1-0. Non la puoi fallire, io la temo. Non si può essere quelli di Como: atteggiamento sbagliato, pressing anche, non bene neanche la proposta di calcio. In primis poi va sfatato il tabù-Olimpico.

Ai giocatori, specialmente in certe squadre, non piace rincorrere sempre gli altri e giocare in base all’avversario.

Partiamo dal presupposto che Sarri è un ottimo allenatore; ha una sua idea di calcio e per quanto riguarda la difesa è bravissimo, poi però c’è altro. Questa rosa non è scarsa. Dietro ok, ma qualcosa davanti deve cambiare.

Sarebbe un fallimento giocare senza Rovella; io credo che Cataldi possa fare bene da mezzala, magari ti da anche più palleggio. Ad ogni modo, non è tanto il modulo, quanto l’interpretazione. Al momento vedo troppo nervosismo in campo da parte dei giocatori”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Belahyane e l’addestramento di Sarri: ecco su cosa sta lavorando il tecnico

Maurizio Sarri è metodico, capillare nel lavoro di squadre e con i singoli giocatori. Anche con Belahyane, arrivato nell’ultimo mercato di gennaio, il tecnico toscano sta facendo un lavoro personalizzato, finalizzato a un netto miglioramento delle prestazioni e del posizionamento in campo.

Come riporta Il Messaggero nella sua edizione odierna, le indicazioni di Sarri verso Belahyane sono chiare. Per il tecnico toscano, il classe 2004 tiene troppo palla, temporeggia troppo, è attendista con la palla in mezzo al campo. Mau, invece, vorrebbe giocate veloci, rapide, verticalizzazioni fulminee, meno innamoramento del pallone e più efficacia nel giocarlo.

Sarri vorrebbe un Belahyane alla “Allan”, centrocampista ai tempi del Napoli e che sotto la sui guida diventò perno fondamentale. Divenne una mezzala di livello internazionale, al punto di essere poi adocchiato da club di Premier. Il marocchino dalla sua può offrire qualità tecnica e un’ottima lettura del gioco. Va sgrezzato, fa parte del percorso, ma il traguardo può essere raggiunto con il duro lavoro.

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‘NMM’ – Oddi: “Lazio, ma quale modulo, serve maggiore determinazione. Su Provstgaard e Dele…” (AUDIO)

GIANCARLO ODDI in collegamento a ‘NMM’

“Quella della Lazio a Como è stata una non partita, non c’è stata contesa. La squadra di Fabregas ha dimostrato cose davvero buone, ma dalla squadra di Sarri mi ha aspettavo maggiore capacità di lotta per evitare che venisse surclassata sotto ogni punto di vista. Non c’è stato nulla, neanche una reazione rabbiosa o fallosa. A Come si può perdere, hanno giocatori importanti, ma la Lazio deve quantomeno essere in condizione di essere determinata. Non c’è stata aggressione, solo passività. Semplicemente la Lazio non ha giocato, non ha mai offeso. Questo è grave, siamo la Lazio e come tale dobbiamo giocare. La soluzione non è cambiare modulo tattico, ma giocare con un atteggiamento diverso.

Provstgaard? Non ha fatto chissà che cosa, ma piace. E’ un giovane che può uscire fuori bene, ha prospettiva. Ho difficoltà invece a capire quale possa essere la giusta collocazione tattica di Dele-Bashiru. Ho sempre pensato che per tecnica e fisicità abbia buone doti, ma ancora non riesco a capire il suo reale ruolo. E’ vero che sembra abbia delle mancanze dal punto di vista delle conoscenze calcistiche per esprimere le sue potenzialità.

Al di là della gara di Como, la rosa della Lazio può arrivare da metà classifica in su. Poi se tutto va bene può anche arrivare in Europa. Ora, credo che Sarri debba più lavorare sulla testa squadra che ha fatto impressione per come ha perso”.

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‘QUELLI CHE…’ – Bezzi: “Catastrofismi inutili per una Lazio che non può fare più di questo. Sarri ha avvilito la squadra…” (AUDIO)

GIANNI BEZZI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“A Como ho visto una Lazio deludente, ma non vorrei cadere in un catastrofismo totale. La prima di campionato può comportare una sconfitta a Como, dove ha giocato una squadra con il problema di Rovella ed altre assenze. Il centrocampista ha fatto una cosa da padre che si può capire, ma ha comunque comportato un problema alla squadra. Mi aspettavo di più da Nuno Tavares, ma inizio a pensare che questo giocatore abbia un’intelligenza calcistica relativa. Dele-Bashiru ha pochissima qualità, ha fatto quello che mi aspettavo. Le migliori cose sono arrivare nella ripresa, quando c’è stata maggiore verticalità, un po’ alla Baroni. Mi ha deluso anche un po’ Sarri nelle dichiarazioni. Dicendo certe cose non dai una scossa, ma avvilisci il gruppo.

Una sconfitta contro il Como di può stare in un primo turno in cui hanno steccato anche Milan e Bologna. Quello che vorrei dire è che la Lazio è questa. Visto il blocco del mercato ed un gruppo non migliorabile, senza coppe bisogna vivere alla giornata. I problemi della società restano, quindi cosa attenderci di più. Al massimo questa squadra può raggiungere il sesto posto. Bisogna rimboccarsi le maniche e non fare catastrofismo per una squadra che più di questo non può fare“.

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Lazio, Sarri riflette: gioco, modulo e atteggiamento sotto accusa

Il meglio del peggio di una Lazio al contrario: «Non abbiamo fatto nulla rispetto a quello che avremmo voluto fare», l’afflizione più grande per Sarri. Aveva chiesto di muovere velocemente il pallone, di tormentare il Como tra le linee attaccandole, disturbandole. Aveva ordinato aggressività. Ha visto mollezza, movimenti caotici, errori tecnici e nelle scelte, passività. «Siamo piatti», si tormentava in campo domenica. Tutto il lavoro fatto in settimana è sparito, un vecchio difetto della Lazio. E non ha accettato l’atteggiamento. Dentro gli occhi di Mau starà ancora scorrendo quella processione di sguardi persi, vuoti, dei suoi giocatori. La Lazio di Como è stata sconcertante, ma il tecnico non può perdere il controllo e ancora di più non può perdere lo spogliatoio: «L’unica cosa che non posso fare quest’anno è mettere in imbarazzo i miei giocatori o criticarli. Siamo questi e rimaniamo questi». Deve riuscire a motivare la squadra, a migliorarla, a convincerla che può superarsi. Sarri dopo Como ha confessato che «c’è da fare una valutazione, ma non da perdere la testa».

Domenica al rientro da Como l’umore era pessimo per tutti, bocche cucite. Sarri non ha parlato ai suoi ieri mattina a Formello, ha scelto la strategia morbida. E’ solito riflettere, rivedere la partita e analizzarla a freddo. Oggi la squadra riposerà, si ritroverà domani per la doppia seduta. La lezione video potrebbe essere l’occasione per tornare sul flop di Como. Di sedute di autoanalisi ne ha organizzate tantissime in passato, si ritrova a doverne rifare. Sarri deve ricominciare da capo o quasi, ma le risorse deve trovarle all’interno. Ci sono limiti che sono difficili da superare. La mancanza di una mezzala sinistra di qualità è un dato di fatto incontrovertibile e immutabile. La catena di destra è debole da un anno. Marusic e Isaksen con Baroni hanno mascherato le magagne a fatica, a momenti. Lazzari e Cancellieri, a Como, sono stati annientati. Quando manca Romagnoli la difesa va in difficoltà per quanto Provstgaard stia dando segnali, ma ha 22 anni. Tavares difensivamente è inadeguato contro avversari di valore. Zaccagni da tempo salta l’uomo con difficoltà. Taty e Dia vengono serviti poco e male, il che accentua le difficoltà che hanno sotto porta.  

Sono due i concetti chiave di Sarri. Il primo è legato alle valutazioni che farà. Il secondo riporta alla frase pronunciata in conferenza: «Vediamo prima la realtà di questa squadra e poi decidiamo come giocare». Il riferimento può essere tecnico, legato alla modalità di gioco, meno palleggio e più profondità? La Lazio ha creato pericoli solo nel secondo tempo, quando ha trovato un paio di verticalizzazioni. Il gol di Taty era arrivato su lancione di Gila, sorprendendo la difesa alta di Fabregas. La frase di Mau può anche intendere una riflessione sul modulo, ma non per il Verona, in caso dopo la sosta. A fine luglio aveva pensato al 4-3-1-2. Ma con questo assetto Zaccagni dovrebbe giocare trequartista, l’alternativa è Pedro a 38 anni. Isaksen, ancora fermo, non avrebbe posto. Nel finale di Como Mau ha impostato il 4-2-3-1, erano entrati Pedro e Dia. Lo spagnolo a destra, Dia dietro Taty, Zaccagni a sinistra. Era il modulo di Baroni. Corriere dello Sport

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“QUELLI CHE…” – Mattei: “Lazio da ottavo-decimo posto. Sarri? Ecco perché è stato preso…” – (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“La prima cosa che mi viene in mente se penso a Eriksson è che è stato ‘un signore della panchina’; è stato tale sia dentro che fuori dal campo; potevi anche incalzarlo ma non perdeva mai la calma e la sua signorilità.

La Lazio è in mano ad una persona ancorata ad un calcio anni ’60-’70. Il calcio va avanti, quello è superato. Nella Lazio sta avvenendo una remissione tecnica ed economica evidente, si sta perdendo potere d’acquisto. Servirebbe alzare le entrate, ma questo non è mai capitato. Qui la politica è ‘tagliare le spese’, ma a forza di tagli questa è la situazione.

Ripeto, per me la Lazio potrà arrivare tra l’ottavo e il decimo posto. La Lazio se la batterà con Fiorentina e Bologna, una fa la Conference e una l’Europa League ciò significa che nella passata stagione hanno fatto meglio.

Sarri preso per tamponare le falle che si stavano creando”.

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‘QUELLI CHE…’ – Cardone sul valore della Lazio: “Aspetto tornino i titolari, non credo sia da ottavo-decimo posto” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Io credo che la Lazio non abbia capito l’importanza della partita di Como, proprio nell’ottica della situazione che sta vivendo il club tutto. Ora ci aspetta una settimana, l’ultima di mercato, con le altre che si muoveranno sullo stesso e con la Lazio che dovrà preparare una gara già delicata con il Verona. Tutte le leghe europee avevano trovato un accordo per chiudere il mercato a metà agosto. poi la Liga si è opposta ed ora stiamo vivendo queste prime due gare con la sessione aperta.

Prima di definire il reale valore di classifica della Lazio rispetto alle altre, vorrei vedere la squadra con i titolari che sono mancati a Como. Non credo che la rosa della Lazio valga l’ottavo-decimo posto. Mi sembra troppo, credo che siamo completamente devastati dalla sconfitta di domenica. Io ho negli occhi una rosa che per metà stagione scorsa ha fatto benissimo. Sembra sia una squadra che abbia dei valori, poi se inizi male ci sono scorie importanti. La Lazio che è arrivata seconda non aveva il potenziale sulla carta per quella posizione. Cancellieri è la terza riserva della fascia destra, per fare un esempio. A questo punto mi chiedo perché è stato preso Sarri, se le cose stanno così. Io dico solo che voglio vedere la squadra al completo prima di farmi un’idea precisa, non dimenticando che questa squadra non dovrà giocare le coppe. Quella di Como è la vera Lazio? Io non lo so onestamente. Non credo che Dele-Bashiru sarà il titolare nel momento in cui tornerà Vecino. Così come non credo che Marusic non sia il titolare in luogo di Lazzari. Poi si può anche giocare in modo diverso, magari con tre centrocampisti e la coppia Dia-Castellanos. Penso che complessivamente sia da sesto-settimo posto. Poi se si arrivasse ottavi chiaramente non sarei sorpreso”.