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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Rovella e il permesso di Sarri: i due viaggi lampo in poche ore

Nella notte tra sabato e domenica Rovella è diventato per la prima volta papà ed è rientrato da Como per l’occasione.

Due viaggi nel giro di poche ore, così tra sabato e domenica Rovella ha vissuto la vigilia di Como-Lazio. Il centrocampista biancoceleste è tornato nella Capitale per la nascita della sua primogenita, Venere.

Come riporta il Corriere dello Sport, Nicolò ha ottenuto il permesso di Sarri per partire. Con un aereo privato ha raggiunto Roma, il rientro in squadra è avvenuto solo domenica a pranzo, sempre con un charter.

Il tecnico toscano, dopo la notte insonne vissuta dal centrocampista, ha optato per Cataldi titolare, con Rovella che è entrato nel finale. Ora Nicolò si candida per la sfida di domenica col Verona.

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STATISTICHE

Lazio, Taty a secco: un’astinenza lunga quattro mesi

Il Taty Castellanos è a secco da 125 giorni. Il centravanti argentino della Lazio non riesce più a segnare un gol ufficiale da diverso tempo e anche la sfortuna, come nel caso di Como, gioca la sua parte. Fuga, aggancio e prima occasione da gol concretizzata con il piazzato in diagonale a battere Butez. Ansia da gol scacciata fino alla revisione beffarda della Var. Pochi centimetri, una spalla oltre l’ultimo difensore per rinviare la liberazione.

Come riporta Il Tempo nella sua edizione odierna, Castellanos non segna un gol ufficiale con la maglia della Lazio da 125 giorni. Era aprile, per la precisione il 23, e i biancocelesti giocavano a Marassi contro il Genoa. Da lì in poi un digiuno che dura fino a questo momento.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, rebus Dele-Bashiru: con l’Hellas Sarri vuole la svolta

Fisayo Dele-Bashiru piace moltissimo a Sarri. Parliamo di un incursore che ha nelle corde anche il vizio del gol, ma questo non basta. Il tecnico toscano ci punta, si ha scommesso fin dall’inizio, ma deve rivitalizzarlo quanto prima. La partita contro il Como è stata disastrosa, ora serve un netto cambio di passo.

Come riporta il Corriere dello Sport nella sua edizione odierna, quello di Dele-Bashiru resta un vero e proprio rebus per Maurizio Sarri. Il nigeriano non ingrana, contro il Como è sembrato un fantasma in campo e non ha inciso mai, in nessuna situazione. Il tecnico toscano ci sta puntando dall’inizio del precampionato, crede in lui e nelle sue potenzialità, ma serve una svolta.

Nell’atteggiamento in campo, nelle prestazioni da offrire, nella coerenza in campo e nei movimenti, nelle scelte da fare. Sarri vuole risposte da Dele, vuole che venga ripagata la fiducia che gli sta continuando a dare. Contro il Verona avrà la chance del riscatto, non deve sprecarla.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, silenzio e musi lunghi a Formello: confronto Sarri-squadra rimandato a domani

Il Messaggero si concentra sulla debacle della Lazio alla prima giornata di campionato contro il Como. Dopo la sconfitta silenzio e musi lunghi a Formello, si legge sul quotidiano. Nessun confronto la mattina dopo tra l’allenatore, la dirigenza e la squadra. Discorsi rimandati a domani, a sangue ancora più freddo. Nel post partita Sarri si è già sfogato dicendo che la sua squadra non aveva fatto nulla di quanto preparato. 

Uno sfogo mirato a spronare i suoi uomini e a richiamarne l’orgoglio in vista della seconda uscita ufficiale, quella di domenica sera contro il Verona all’Olimpico. Il tecnico si è preso un giorno e mezzo di riflessioni prima di affrontare a tu per tu la squadra domani a Formello: Sarri pensa che i giocatori abbiano avuto paura e chiederà il riscatto proprio contro l’Hellas prima di cercare altre soluzioni.

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ESCLUSIVE

‘9 GENNAIO’ – Camolese: “Lazio, a Como una battuta d’arresto. In attesa del mercato c’è la rosa giusta per Sarri” (AUDIO)

GIANCARLO CAMOLESE (ex calciatore Lazio ed attuale Vicepres. AIC) in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

“Il Como ha fatto una grande gara dopo aver fatto un grande mercato, con giocatori di grande qualità. Dalla Lazio ci si poteva aspettare qualcosa di più, ma all’inizio del campionato una battuta d’arresto ci può stare. Questo vale per tutti.

Credo che la Lazio ha una rosa di ottimo livello, poi è chiaro che quando sarà possibile sul mercato dovranno esserci degli aggiustamenti. Sarri avrebbe potuto dire la sua in tal senso, ma intanto credo che troverà un modo per far giocare bene la squadra. Penso che in rosa ci siano i giocatori per il suo calcio.

Roma è una città che amplifica molto, ma ci sono professionisti che sono in grado di reggere la pressione. A breve ci sarà un’altra gara con la possibilità di rifarsi davanti il proprio pubblico. Per le prime posizioni ci sono diverse variabili, ma non credo che la rosa sia discutibile.

E’ finito un ciclo importante, non sempre poi le cose vengono immediatamente. C’è la necessità di far crescere gli ultimi arrivati, dal punto di vista tecnico qualcosa si potrà correggere ma il tecnico è importante”.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Agostinelli: “Lazio globalmente inferiore al Como, ma a livello agonistico la squadra deve…” (AUDIO)

ANDREA AGOSTINELLI in collegamento a ‘NMM’

“Premesso che all’atto pratico il Como è una squadra molto tecnica, tra le migliori in tal senso del nostro campionato, devo dire che mi aspettavo una differenza tale. Anche se la Lazio, globalmente può essere inferiore, non può esserci uno scarto tale. La gara è come se non fosse stata giocata, la squadra di Sarri non l’ha proprio giocata e loro hanno fatto molto bene. La responsabilità è di giocatori e tecnico. Il fatto scatenante è l’assenza di quella voglia e determinazione che deve esserci contro una squadra tecnica come quella di Fabregas.

Sarri conosceva bene il Como, sapeva delle loro qualità, ma l’atteggiamento della propria squadra è stato davvero remissivo. Bisogna giocare bene e non c’è stato nessun giocatore della Lazio che l’ha fatto rispettando il proprio livello. Ovviamente è meglio la botta forte subito, ti fa subito capire il livello degli avversari e gli ingredienti che non possono mai mancare. Dal punto di vista agonistico serve di più.

Sapevamo che il Como fosse più avanti a livello di qualità, si può dire che ha vinto la squadra più forte e questo fa capire molto del momento storico della Lazio. La mia paura, ora, è che il blocco del mercato possa rappresentare un alibi per i giocatori. Devono tirare fuori un po’ più di carattere”.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Lazio, Gregucci: “Deluso da tutti, Sarri compreso. Ecco perché…” (AUDIO)

Angelo Gregucci in collegamento a ‘NMM’

“Sulla Lazio avevo certezze che sono immediatamente svanite. Pensavo che una squadra con un certo tipo di maturità non andasse a picco così. Mi aspettavo più esperienza, solidità e letture. Sarri non si aspettava tanta differenza tecnica, questo mi preoccupa. L’evoluzione del Como l’avevamo già intuita tempo fa, ma sul calcio che propone Fabregas la difesa così posizionale non porta frutti, anzi. Responsabilità di Sarri? Sì, alcune ne ha per il tipo di partita che abbiamo visto. L’interpretazione e la lettura delle linee di passaggio non sono state corrette. Poi ci sono stati anche gli errori dei singoli, da Nuno Tavares allo stesso Gila. Ieri ho visto il Como dominare in tutti i concetti di gioco, da quello mentale a quello tecnico fino a quello tattico”.

“Sono rimasto deluso anche dalla personalità dei giocatori della Lazio, soprattutto a fronte dei ‘ragazzini’ del Como. Gli altri avevano faccia tosta e spensieratezza, le nostre di facce erano spesso sconfortanti. Così come tutto il linguaggio del corpo. Non si è fatto valere il mestiere, l’esperienza. Siamo stati presi a schiaffi da una manica di ragazzini?”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, segnali allarmanti. Altro che vantaggio, il blocco del mercato un disastro storico…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Sono molto deluso dalla Lazio, a Como mi aspettavo tutta un’altra prestazione. La squadra di Fabregas ha dominato sotto tutti gli aspetti. Sarri era molto amareggiato, i segnali dell’esordio sono allarmanti. La situazione mi sembra abbastanza complessa, la reazione della squadra di fronte alla qualità del Como è stata molto pigra e timorosa. Non si può non essere preoccupati dopo questa prima giornata, anche se poi c’è stato il solito colpo di sfortuna visto il gol annullato a Castellanos per pochi centimetri. Siamo molto più concentrati sui segnali della squadra, tutto agita, dalla prestazione alla dichiarazioni del tecnico. Va detto che alcuni giocatori mancavano, l’assenza di Rovella è stata pesante, ma anche al Como mancavano alcuni elementi importanti.

Provstgaard è stato, forse, il migliore, ma Romagnoli è un pilastro della squadra. La fascia destra, da quando è stato ceduto Felipe Anderson, continua ad essere il punto debole della squadra. Tutta la catena, Lazzari non può più essere considerato un titolare.

Altro che vantaggio, il mercato bloccato è un disastro totale che resterà nella storia della Lazio. Il Como ha un progetto eccezionale, ieri hanno rifiutato 70 milioni di euro per Nico Paz. Ha respinto corteggiamenti di Inter e Roma per Fabregas, è un altro mondo. Il contrario esatto della Lazio. Come ha detto bene Sarri in conferenza stampa vince chi ha soldi ed investe.

Anche i giocatori si sono resi conto che quella di ieri non può essere una prestazione da Lazio. Chiaro che dirlo dopo è un’altra cosa, anche loro hanno le proprie responsabilità”.

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APPROFONDIMENTI

Lazio, il gap tecnico con il Como lo specchio di tante contraddizioni: Sarri è avvisato

“Troppo brutti per essere veri”. Si può riassumere così il commento della prima Lazio stagionale, con Maurizio Sarri che non si dice preoccupato ma sottolinea quanto la prova di ieri non possa essere la cartina di tornasole del valore della rosa biancoceleste. Al Sinigaglia è emerso un gap tecnico preoccupante tra le due squadre, ma chi si sorprende sbaglia perché basta vedere le caratteristiche delle due rose per capirne la diversa struttura. La Lazio un anno fa ha scelto di costruire un gruppo capace di giocare un calcio dinamico, fisico e di uno contro uno sulle indicazioni di Marco Baroni. L’aver affidato questo gruppo a un valorizzatore del possesso palla e della tecnica come Maurizio Sarri non può non portare a certe difficoltà. Fabregas si è costruito la rosa a sua immagine e somiglianza e quanto visto ieri certifica la candidatura del Como a seria pretendente per un posto in Europa.

“La Lazio deve puntare alla Champions” oppure “la Lazio non può non centrare l’Europa”. In un anno zero come questo la Lazio non può e non deve fare nulla. La Lazio dovrà capire che stagione vivrà, un’annata complicata per mille motivi. Il cambio dell’allenatore che però non è stato assecondato da un mercato che lo potesse accompagnare. Un progetto giovani che vede la Lazio come rosa più vecchia di tutta la Serie A. Una rivoluzione con gli stessi uomini dello scorso anno. Una serie di contraddizioni che non possono portare a nulla di buono. Ecco perché tutto il mondo Lazio, dalla società all’ambiente, deve capire che questa stagione servirà a gettare le basi per il futuro. Dovrà essere bravo Sarri a trovare il giusto equilibrio tra risultati e proposta di gioco, idee e concretezza, così da non buttare all’aria una stagione. Servirà fare punti e farlo con l’idea di gioco che accompagnerà la Lazio nel futuro. Un futuro che non potrà essere come quello disegnato dall’esordio del Sinigaglia. Tuttomercatoweb.com

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

“QUELLI CHE…” – Mattei: “Tornati agli anni ’60, questa è una Lazietta. Lotito e Fabiani dovrebbero spiegare…” – (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Vorrei guardare la luna e non il dito, quanto accaduto è ieri è il dito ma il problema è la luna (Fabiani e Lotito, ndr).

La società dovrebbe spiegarci che mercato ha fatto negli ultimi tre anni, con acquisti poco adatti a questa piazza. Tra l’altro Fabiani dovrebbe spiegarci anche se il blocco del mercato è solo in entrata o pure in uscita visto che ha salutato solo Tchaouna.

Giorni fa con una nota Lotito ha ringraziato gli abbonati, e gli ricordo che i tifosi sono anche quelli che non vanno allo stadio, ma un mese fa il presidente stesso aveva detto di non dover chiedere scusa a nessuno per il blocco del mercato.

La Lazio sta tornando agli anni ’60, sta tornando ad essere una Lazietta. Ieri c’era una squadra ambiziosa che giocava contro la Lazietta. Processo di ridimensionamento inevitabile e irreversibile.

Ieri, con tutto il rispetto, erano titolari Cancellieri e Cataldi; in più Lazzari e Dele-Bashiru. Castellanos in due anni ha fatto 14 gol, la “vecchia Rolls Royce” Immobile ha salvato spesso l’inadempienze della società con i gol. La Lazio è povera tecnicamente e a gennaio siete così sicuri che potrà fare mercato? La Lazio arriverà tra il nono e il decimo posto, è quella la sua dimensione.

Sarri è molto preoccupato, non dicono una resa. Le sue dichiarazioni fanno capire che la situazione è molto delicata. Lui si aspettava la pioggia e non il temporale”.