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ESCLUSIVE

‘QDL’ – Tacchinardi: “Tudor subito con la difesa a 3. Non si deve snaturare” (AUDIO)

Insieme hanno giocato e vinto. Insieme potevano anche allenare. Perché Igor Tudor ha pensato anche ad Alessio Tacchinardi per il ruolo di vice. “Ne avevamo parlato per un’occasione che si era creata in estate – ha raccontato Tacchinardi intervenuto a Quelli della Libertà, in onda tutti i giorni dalle 18.30 alle 20 sui 98.100 di Radiosei -. Poi però per la Lazio lui ha scelto uno staff di croati e penso sia la scelta giusta. Io penso che Igor schiererà la Lazio da subito con la difesa a tre. Lui è arrivato a certi livelli da allenatore con le sue type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idee. Non credo abbia senso adattarsi a quelle di Sarri che, fra l’altro, sono opposte alle sue. Non si deve snaturare, non darebbe un bel segnale se lo facesse. Lui deve essere convinto delle proprie type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idee. Se vuole schierare la Lazio con la difesa a 3 è giusto che lo faccia subito. Anche perché, guardando la classifica, direi che i biancocelesti non stavano andando molto bene, quindi cambiare, a maggior ragione, mi sembra saggio. Con Sarri chi soffriva di più era Immobile, che ama attaccare la profondità. Mi ricorda un po’ la situazione di Ibrahimovic a Barcellona, dove era sempre spalle alla porta e faticava ed ha finito per andarsene. Immobile è un giocatore straordinario, vanno esaltate le sue caratteristiche. Poi Ciro non è più il calciatore di qualche anno fa per questioni anagrafiche ma è un giocatore forte”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, è iniziata la scrematura di Tudor. Poi il mercato: da Simeone a Clauss, ecco chi ha brillato con il croato

Rinvio a giudizio, in senso calcistico, per la parte di Lazio che Tudor terrà sotto esame. L’ha detto lui: «I giocatori si valutano in base a ciò che sanno fare. Ce ne sono di due tipi, chi può fare tutto, chi fatica a fare un certo tipo di calcio. Insieme al club faremo valutazioni in fretta, in estate si vedrà». E’ la traccia da seguire fino a maggio. Tudor valuterà e testerà chi può interpretare il suo calcio “uomo contro uomo”, chi può adattarsi alla difesa a 3, chi al centrocampo a 4, chi nei due della trequarti. Il giudizio sull’attacco è condizionato solo dal futuro di Immobile. Se partirà Ciro si interverrà per affiancare un centravanti a Castellanos. Tudor ha usato più volte la parola “fretta” per la transizione con Sarri, per le strategie future. I due percorsi saranno paralleli. Ci sono già dei ruoli che possono presupporre la necessità di rinforzi. Attacco a parte, si dovrà intervenire a centrocampo se Kamada si svincolerà, sembra ormai scontato. Ci sono rumors che vogliono Atalanta e Napoli sulle sue tracce. La rifondazione non può non interessare le fasce. Lazzari può rilanciarsi giocando di nuovo a tutta fascia. Vale anche per Pellegrini. Marusic era già in bilico con Sarri. Hysaj non è né terzo di sinistra né cursore avanzato. Ma ha un contratto fino al 2025 a oltre 2 milioni con i bonus. Tudor ha detto più volte di pensare solo al presente e ai risultati da centrare. Quando ci sarà da parlare di futuro chissà che non entrino in gioco alcuni uomini allenati con successo a Verona o a Marsiglia.

Simeone-Lazio

Alla Lazio, prima dell’avvento del tecnico croato, era stato proposto Giovanni Simeone. E’ un nome che oggi ancora di più può fare gola ai biancocelesti. La premessa si conosce: deve partire Immobile. Simeone, nel Verona di Tudor, nel 2021-22 segnò 17 gol. Record della sua carriera. Il Cholito ha provato a lasciare Napoli a gennaio, i rumors sulla Lazio non trovarono conferma a Formello anche perché non c’era spazio per un terzo centravanti. Simeone punta a partire in estate, si sente chiuso e la partenza di Osimhen non cambierà gli scenari. L’ostacolo è il prezzo. De Laurentiis l’ha pagato 18 milioni a giugno, pensare che possa venderlo a meno forse è utopia. Lotito e Fabiani puntano a ringiovanire, la carta d’identità di Simeone a luglio indicherà 29 anni. 

Rongier fedelissimo di Tudor

Un fedelissimo di Tudor è diventato Valentin Rongier, centrocampista jolly, 29 anni. A Marsiglia aveva vissuto male il cambio Sampaoli-Tudor, poi è diventato un punto fermo dell’OM guidato da Igor. Giocava in coppia con Guendouzi nel 3-4-2-1, a volte ha fatto il centrale di destra in difesa. Quando Guendouzi veniva avanzato sulla trequarti rimaneva Rongier come riferimento. E’ sotto contratto fino al 2026, è alto 1,72. E’ stato il giocatore che Tudor ha fatto giocare di più. 

Clauss e gli altri obiettivi Lazio

In difesa aveva valorizzato Leonardo Balerdi, difensore italo-argentino, 25 anni, è alto 1,87. E aveva fatto brillare due terzini, cursori a tutta fascia. Jonathan Clauss, francese, 31 anni, è in scadenza nel 2025 ed è gestito dalla You First, scuderia di Luis Alberto. Giocava a sinistra e a destra. Tudor ha avuto anche Nuno Tavares, ex obiettivo della Lazio in passato, il diesse Tare voleva portarlo a Roma nel 2021, prima che l’Arsenal lo prendesse dal Benfica. Ha 24 anni, all’OM giocava in prestito dagli inglesi, oggi gioca (sempre in prestito) nel Nottingham Forest. E’ in scadenza con i Gunners nel 2025 e può partire a luglio. Non rientra nei piani dell’Arsenal. Sono nomi conosciuti a Tudor, ma non è detto che il mercato consenta di arrivarci. Lotito e Fabiani hanno condotto le operazioni estive senza chiudere gli obiettivi che aveva segnalato Sarri. Chissà se Igor riceverà regali più graditi. Corriere dello Sport

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Giordano: “Tudor si è preso subito le sue responsabilità. Non servono mesi per trasmettere i propri concetti alla squadra” (AUDIO)

BRUNO GIORDANO in collegamento a ‘NMM’

Della conferenza stampa di Tudor mi è piaciuto il fatto che si prende le sue responsabilità sul fatto che non servono mesi, anni o secoli per poter trasmettere i propri concetti alla propria squadra vedendoli poi in campo. Poi è chiaro, più tempo hai a disposizione e meglio è. Mi aspettavo questo, ma ne ero sicuro perché ha giocato a calcio. Non so cosa intendesse quando ha spiegato che alcune cose di Sarri le riprenderà. Forse faceva riferimento ad una marcatura difensiva che non sarà subito totalmente a uomo.

Felipe Anderson esterno nel 3-4-2-1? Ci può stare, ma poi l’altro esterno non credo che possa essere Lazzari, magari uno più difensivo come Marusic. Potrebbe decidere in base anche alle caratteristiche dell’avversario. Questo è il bello, fare delle scelte in base ad alcune variabili che poi in gara ti costringono a degli accorgimenti.

Giocare con marcature a uomo a tutto campo implica la presa di responsabilità da parte dei singoli. E’ lì che c’è il famoso stato di forma, se stai bene giochi, altrimenti resti fuori”

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FORMELLO

FORMELLO – Lazio, inizia la settimana anti-Juve: sempre 3-4-2-1 con Felipe esterno. Rovella e Patric ancora a parte (AUDIO)

FORMELLO – A cinque giorni dall’esordio con la Juventus ed in attesa del rientro dei sei nazionali (tra domani e mercoledì), Igor Tudor questa mattina ha ripreso a lavorare con la squadra dopo il giorno di riposo concesso. L’addestramento sul 3-4-2-1 prosegue senza sosta. Va di fretta il croato, magari sta lavorando su alcune deroghe in riferimento a quello che lui ha definito “stile” di gioco: la fase di adattamento rispetto ai tre anni di Sarri prosegue, difficile pensare che all’improvviso si possa passare senza traumi dalla zona pura all’uno contro uno a tutto campo, dalla sincronia dei reparti ad un’interpretazione che maggiormente responsabilizza il singolo. Certamente, però, non c’è pausa ad una metamorfosi graduale ormai iniziata.

Per questo anche oggi il croato ha dato seguito al lavoro della scorsa settimana sulla linea a tre di difesa e due trequartisti alle spalle di una punta con Felipe Anderson ancora testato come esterno dei quattro, mentre Luis Alberto si è continuare a muovere sulla trequarti di campo.

Assente Provedel, dopo la brutta distorsione alla caviglia accusata contro l’Udinese, così come Pellegrini, anche lui infortunatosi alla caviglia contro il Frosinone (e comunque squalificato sia in campionato, sia in Coppa Italia). Lavorano ancora a parte, invece, Patric Rovella: si capirà nei prossimi giorni se riusciranno a tornare tra i convocati per la partita con la Juve. 

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Corino: “Quest’anno non ho mai visto una Lazio vogliosa. Tudor verrà giudicato dai risultati” (AUDIO)

LUIGI CORINO in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Al di là della conferenza di Tudor, sarà il campo il giudice del nuovo allenatore. Purtroppo quest’anno abbiamo visto poche volte una squadra pugnace e che si aiuta. Speriamo che adesso cambi qualcosa. Mi è piaciuto alla fine quando ha detto che il suo obiettivo è vincere e non giocare bene.

Nella Lazio si è creata una confusione incredibile già a inizio stagione, tra i rinnovi, gli equivoci tattici e molto altro. Sarri era chiamato a trovare una soluzione che evidentemente non è riuscito a trovare.

Onestamente non ho mai sentito un allenatore dire di non avere una squadra forte. Penso che Tudor abbia semplicemente stimolato il gruppo per dare il massimo e anche per guadagnarsi una conferma per l’anno prossimo. E’ chiaro che ora debba aspettare anche i nazionali per poter provare la vera squadra, perché adesso ne mancano parecchi.

Di calciatori con voglia di arrivare per primi sul pallone, di mangiarsi l’avversario, di dare tutto in campo ne abbiamo visti pochissimi e pochissime volte”.

Alessio Buzzanca

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Ora Lotito chiede concretezza. Tudor è convinto che questa squadra possa fare il suo calcio”

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“L’impressione che ha fatto Tudor in sala stampa nel corso della sua presentazione è stata buona. Non ha risposto a domande sulla tattica, ma per il resto è molto chiaro ciò che ha intenzione di fare. Lavorerà per queste partite, ma anche nell’ottica della prossima stagione. Sui temi tattici ha fatto catenaccio (ride, ndr). Su come giocherà la Lazio ci aspettavamo alcune indicazioni che potessero andare oltre il campo. Il calcio va in quella direzione a livello comunicativo, c’è questa tendenza a cercare l’effetto sorpresa su questi temi. Anche perché è atteso da un calendario da brividi e ci sta che usi tutte le armi che possano permettergli di giocare al meglio le proprie carte.

E’ un po’ di tempo che Lotito chiede al proprio allenatore maggiore pragmatismo e concretezza. L’ha fatto anche con Sarri. L’addestramento dell’ex tecnico della Lazio era sempre volto ad un certo tipo di gioco, poi magari la squadra non ci riusciva. Anche a Tudor ha chiesto di andare molto sui risultati. Evidentemente non vedendo più la squadra sintonizzata su un certo tipo di gioco, ha chiesto qualcosa di diverso. La Lazio di questa stagione è stato un ibrido clamoroso. Sarri ha cercato una via di mezzo tra i suoi principi e quello che riceveva dalla squadra. Il caos che conosciamo è stata la conseguenza. La squadra non si divertiva più, i giocatori devono andare a Formello con uno spirito positivo. Le colpe, poi, vanno sempre divise tra le parti. Il passo indietro che ha fatto Sarri è da applausi a prescindere, gli va dato atto di aver fatto una cosa da uomo.

Penso che Tudor abbia accettato al volo la Lazio perché è convinto che il suo calcio si possa applicare già con questi calciatori. Poi se c’è qualcuno che non riesce a farlo c’è il mercato per correre ai ripari. Mi è piaciuto il suo sottolineare la forza complessiva dell’organico, ne è convinto avendolo studiato da tempo. Ha subito scacciato alibi su se stesso, poi vedremo se riuscirà ad esprimere quel potenziale”.

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DICHIARAZIONI

Lotito sicuro: “Tudor l’uomo giusto per responsabilizzare la squadra. Deve giocare chi è più in forma”

Lotito su Tudor, ancora. Dopo aver commentato la vittoria della sezione femminile, il presidente biancoceleste ha parlato della posizione in classifica della prima squadra, attualmente : “Io sono fiducioso, lo dico con tutta onestà. L’ho detto ieri introducendo il mister e ho fatto alcune considerazioni. La scelta che ho fatto è stata una scelta chiaramente non programmata, ma nel momento in cui si è verificata la situazione di emergenza, atteso che l’allenatore se n’era andato dando le dimissioni, ho fatto una scelta ponderata. Ne sono convinto, poi lo vedremo col percorso in campionato e soprattutto anche l’anno prossimo, perché ho preso un allenatore, come ho detto prima, determinato, volitivo, che vuole vincere, con bastone e carota, che serve nel calcio. Lo dico per esperienza, in 20 anni penso che qualcosa nel calcio abbiamo fatto. Io la Lazio l’ho presa nel 2004 e vantava debiti per 550 milioni, ne fatturava 84 e ne perdeva 86,5. Oggi è una realtà sotto gli occhi di tutti dal punto di vista infrastrutturale, abbiamo fatto grandi investimenti. Adesso partiamo coi lavori dell’Academy e diventerà una cosa particolare, perché verrà edificata anche una chiesa, una scuola, parte lo studentato… Insomma, tutta una serie di situazioni. Questo perchè voglio creare una catena organizzativa che parte dalla scuola calcio alla prima squadra. Tutti devono avere le stesse potenzialità organizzative e infrastrutturali. Poi dopo sta a loro valersi e poter esprimere tutte le loro potenzialità“.

Proprio in ragione di queste strutture, deve però aumentare la responsabilità: “La scelta di Tudor non è stata a caso, né dettata dell’emergenza. È stata una scelta da parte mia ponderata, perché ritengo che lui sia la persona giusta dal punto di vista caratteriale, professionale, tecnico e tattico. Secondo me può mettere in condizione la squadra di riacquisire quella certezza nei propri mezzi e soprattutto nelle proprie potenzialità. Perché in alcune partite la squadra si è smarrita, magari con le squadre fortissime abbiamo ottenuto dei grandi risultati e con le squadre meno forti abbiamo perso. Quindi c’è qualcosa che va corretto all’interno e soprattutto vanno responsabilizzati i singoli giocatori, perché la Lazio è un punto d’arrivo, non di partenza, e sicuramente oggi è riconosciuto da tutti. Lo stesso allenatore lo ha detto: non si può rinunciare a una squadra come la Lazio e soprattutto, dopo che ha visto tutta la struttura, ha detto: ‘Io non credevo una cosa di questo genere, nessuno lo sapeva’. Voglio dire, c’è qui una mentalità che vuole che venga trasmessa, partendo dall’organizzazione, e che deve arrivare poi ai risultati sportivi. Purtroppo in campo non ci vado io. Mentre io sto qui e controllo tutti i lavori e anzi sono un po’ l’ideatore di certe cose, sul campo poi ci vanno loro, quindi io l’unica cosa che posso fare è mettere a disposizione dei giocatori che, convintamente, vogliono svolgere questo ruolo all’interno di questo club. Poi purtroppo le partite sono una storia a sé e allora io penso che un allenatore come Tudor possa riportare quella voglia e quell’orgoglio di appartenenza ai giocatori“.

Lotito: “Tudor come me”

Ho intravisto il mio carattere. È una persona innanzitutto vera, cosa molto difficile, perché sono tutti sovrastrutturati, cercano di nascondersi e crearsi gli alibi. Tutti quanti, a partire dai giocatori e anche gli allenatori. Se voi vedete fanno giocare magari le persone che hanno il nome, così possono dire di avere la coscienza a posto anche se in quel momento magari le persone non stanno in condizione di poterlo fare. Questo è un errore, perché è un segnale sbagliato che viene mandato alla squadra. Io l’ho sempre detto a loro: deve giocare chi è più in forma. In relazione all’avversario, perché poi la squadra va modellata pure in rapporto all’avversario. Infatti ieri Tudor l’ha detto in modo chiaro: giocare bene, sì, ma a me interessa vincere. Perché se tu giochi bene e perdi che senso ha? Questo è un gioco dove conta chi vince, sennò dove si va? E io penso che adesso ci sono le condizioni, se la squadra si mette a disposizione, come la femminile e come l’allenatore. Hanno creato un tutt’uno e c’è un clima bellissimo. E infatti un paio di giorni fa ho detto alla squadra di prendere esempio dalla femminile, dal loro atteggiamento”, chiude Lotito su Tudor.

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TIFOSI

Lazio, in cinquantamila alla prima di Tudor

Per l’esordio di Tudor è molto vicina quota 50mila spettatori: una somma data dagli abbonamenti (30.333), a cui vanno tolte le tessere degli Aquilotti (circa 3.500) e aggiunti i biglietti acquistati (oltre 20mila, nel totale sono contati i biglietti destinati ai tifosi bianconeri). Tre sfide contro la Juve in poco più di tre settimane, in mezzo c’è il derby con la Roma anticipato a sabato 6 aprile (ore 18). Sarà un test per capire se la Lazio riuscirà a rilanciarsi in campionato e a centrare la qualificazione alla finalissima di Coppa Italia, da disputare a Roma in campo “neutro”. Il passaggio del turno nella competizione regalerebbe la possibilità di chiudere la stagione sistemando un trofeo in bacheca. Juve, Juve, Roma e poi ancora Juve una quindicina di giorni dopo: la combinazione da spavento non incute timore ai laziali. 

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DICHIARAZIONI

Presentazione Tudor: “Squadra motivata, abituata al lavoro. Non esistono giocatori a fine-ciclo, solo forti e meno forti. Si gioca per vincere, priorità a questi due mesi” (AUDIO)

Occhi puntati sulla presentazione del neo-tecnico biancoceleste, sala stampa gremita per assistere alle dichiarazioni di presentazione di Igor Tudor. Tanti i temi trattati dall’allenatore ex Hellas, Udinese e OM. Queste le sue parole.

“Ho trovato una squadra fatta di bravi ragazzi, disposti a lavorare, c’è una cultura già fatta quindi onore all’allenatore precedente. E’ bello arrivare e trovare già una buona cultura del lavoro. I ragazzi sanno che si può fare meglio, ma vedere che c’è voglia di fare è un buon inizio. Poi ogni allenatore porta qualcosa di suo, devo essere bravo a portare il cambiamento giusto inserendo le mie cose piano piano.”

Che Lazio sarà tatticamente?
“La Lazio è importante, pochi al mondo rifiuterebbero questo incarico. Qui l’allenatore è importante, qua si può davvero parlare di progetto: ci sono tutte le cose giuste per fare un ottimo lavoro. Sulla tattica devo ancora fare valutazioni, un allenatore prende sempre giocatori utili al suo modo di giocare, c’è gente che fa tante cose e chi invece fatica. Saremo attenti a fare valutazioni nei prossimi mesi e aggiustare in estate, ma prima bisogna fare bene questi due mesi: ci sono tanti punti e la coppa. Si gioca sempre per il risultato.”

Rivalutazione di Kamada?
“Non confondiamo stile di gioco e moduli. Un allenatore porta un tipo diverso di gioco, non posso ancora parlare dei singoli. Sono molto attento e scelto sulla base di quello che vedo nell’allenamento. C’è una bella scritta nella palestra, che mi rappresenta. Decido sulla base di quello che vedo in allenamento”

Si considera un Sergente di Ferro?
“Si deve essere tutto, Sergente di Ferro non mi piace. Un po’ di carota e un po’ di bastone. In quattro giorni qui abbiamo fatto 7 allenamenti e non ho dovuto mai alzare la voce, i ragazzi hanno voglia di fare. Qui fare l’allenatore è più facile, poi chiaro che a volte bisogna stimolare e stare sul pezzo con i giocatori. Ho detto ai giocatori che possono chiedermi tutto, tranne soldi”

Importanza del fine stagione?
“Penso che tutto sia importante, oggi, domani, le gare. Credo nel presente e nel lavoro, non sarà facile trasmettere tanto in poco tempo ma non significa che non si debba vedere anche poco. Ci sono gare forti, belle, come piacciono a me. Credo nel progresso, nel sacrificio, poi però bisogna insistere su queste cose. Poi sono i giocatori che decidono, loro fanno vincere le gare: è una squadra che ha un po’ di tutto, si può fare bene”

Contratto?
“Tre anni, cinque, uno solo: per me non importa. Se si lavora bene e c’è fiducia va bene. Io vivo di presente e lavoro, se faccio bene continuiamo sennò vado avanti”

Rapporto con Guendouzi?
“Con Mattèo ho un buon rapporto, è uno che vuole giocare e vincere sempre. Se ci sono 100 gare vuole farle tutte e 100. Ma non si possono giocare tutte. Ci sono cose di spogliatoio, ma sono contento di ritrovarlo, faremo bene insieme”

Prima grande esperienza in Serie A?
“Bisogna prepararsi al meglio e fare bene le prossime due gare. In tutte le gare sono sempre al 100%, poi i ragazzi in questi casi sono sempre motivati. Ma in questi casi io provo a spronarli di più con le squadre piccole. Ora vediamo di partire come si deve, sono molto felice”

Importanza di recuperare Immobile?
“Di Ciro non devo parlare io, ha fatto la storia qui. Poi magari succede qualcosa e sembra male. C’è un grande amore dei Laziali verso Ciro, se esce qualcosa si fa subito notizia. E’ un ragazzo buono, di cuore, ci tiene tanto. Ci ho parlato e lo vedo voglioso di dare il contributo, ci tiene tanto essendo il capitano di questo gruppo”

Partecipazione in attacco?
“Questo è un dettaglio tattico, ora ha poca importanza. Di solito mi piace il calcio offensivo, ma serve equilibrio. Vedendo il tipo di giocatori che abbiamo dobbiamo vedere cosa ci possiamo permettere, non abbiamo fatto tata preparazione quindi bisogna vedere tante cose. Generalmente intendevo che quando andiamo in attacco, bisogna andare davvero. E’ un lavoro da fare nel tempo”

Caratteristiche dei centrocampisti?
“Deve avere tutto, andare avanti, indietro, giocare, intercettare, intelligenza tattica e fare entrambe le fasi”

Lazio fatica a ribaltare il risultato?
“Ci sono sempre tanti fattori, del passato non mi permetto di commentare. Maurizio è un allenatore che stimo tanto e volevo anche mandargli un saluto, è uno che ha fatto la storia con quel calcio a Napoli. Non mi permetto di commentarlo”

Giocare con due attaccanti?
“Sì, può succedere”

Parlato di obiettivi con il presidente?
“L’obiettivo è di fare il massimo, nelle altre cose c’è un rapporto di collaborazione interno al club”

Stile di gioco fino a fine stagione?
“Ho già risposto, non voglio parlare di come giocherò. E’ una cosa che va discussa sul campo e nello spogliatoio.”

Eredità?
“C’è un buon lavoro, voglio lasciare qualcosa di quel calcio e lasciare altro di mio. Ma ci vorrà tempo e va discusso nello spogliatorio”

Caratteristiche in attacco?
“L’allenatore si adatta al materiale che ha, poi capita che giocatori diversi lo stesso esercizio lo fanno diversamente. Puoi provare le stesse cose, ma non sono mai uguali. E’ fondamentale adattarsi, poi senza mai rinunciare al suo. Quanto fare di uno e quanto dell’altro sta all’allenatore”

Punto sulla difesa?
“Ci sono difensori bravi, poi non mi piace parlare tanto di come metterli. L’importante è che siano forti, a qualcuno può servire più tempo, ma se sono giocatori forti si può fare tutto. Ho un gruppo interessante, ora sta tornando Patric, ma c’è Gila, Casale, Romagnoli, Lazzari, Marusic…”

Immagine all’estero della Lazio?
“Non mi permetto di commentare il calcio che faceva la Lazio prima del mio arrivo. Il calcio italiano è sempre visto come molto tattico, siamo sempre visti come più furbi. All’estero c’è più ritmo, quello inglese è un campionato a parte, ma vedo sempre il calcio che va in direzione di fisicità, velocità, ritmo. Senza mai rinunciare alla struttura della squadra. Il calcio inglese in 5 secondi vai da una parte all’altra, in Italia magari è più basso, ma sono tutti preparati bene e non è facile fare punti”

Impatto con l’ambiente in vista derby?
“Bello, sono in centro. Ho lavorato tanto e non sono uscito, ma mi sento molto bene. La società mi ha dato tutto a disposizione e non vedo l’ora inizino le partite”

Lazio nel destino?
“Quando ero giocatore potevo venire in prestito, poi si è fermata. E’ una squadra che ho sempre visto come un avversario tosto, ma non me lo aspettavo di venire ad allenare”

Filosofia di gioco?
“Nel calcio vedremo, poi un allenatore provate sempre ad etichettarlo sulle cose più interessanti. Oggi non bisogna trascurare nulla, va dato tutto ad una squadra. Quando parlo di divertimento… a me piace vincere non che si divertano. Quando guardo una partita in TV se non mi piace cambio canale, chi segue il calcio vuole vedere vincere ma se non gli piace è un problema. Io ci credo che non bisogna rinunciare, non si vince per caso. Poi se sei inferiore qualitativamente e ti serve fare catenaccio per vincere, lo fai”

Cosa ha acquisito nell’esperienza all’estero?
“Ho smesso di giocare presto, mi sono messo subito ad allenare. Ho un bagagliaio fondamentale, se hai esperienza diventa tutto più facile. Poi qui in Italia la cultura del lavoro è il massimo, qui so come si lavora e so cosa va bene e cosa no”

Clima derby?
“Le partite per me sono tutte uguali, poi chiaro che quelle come il Derby pesano. Sono felice di assaporarlo, ma prima ci sono altre gare da giocare”

Luis Alberto come trequartista?
“L’importante è che siano forti. Luis è un giocatore forte, penso che può giocare in qualsiasi ruolo, anche davanti alla difesa se vogliamo essere super offensivi. E’ un giocatore forte, sta qua da tanti anni quindi significa che è forte. Ha fatto un bell’allenamento, ha voglia. ‘Fine ciclo’ è un termine che non esiste, esistono giocatori forti e giocatori meno forti. Non mi appartiene questo termine”

Lazio squadra più ‘vecchia’?
“Più dell’età sono importanti le caratteristiche. Uno a 30 anni può essere una bestia e uno di 23 può non correre. Sono le caratteristiche a fare le differenza. Bisogna vedere chi è e chi non è, come succede ovunque. Poi è normale che ci siano giocatori più adatti e altri meno”

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FORMELLO

FORMELLO – E’ sempre 3-4-2-1, Tudor prova Felipe a tutta fascia, Rovella e Patric rivedono il campo

Nell’unica seduta di allenamento prevista oggi, post presentazione ufficiale, Igor Tudor continua a punatare sul 3-4-2-1. L’assenza dei nazionali non frena in tecnico dall’insistere sui suoi dogmi tattici. Prima parte dedicata all’attivazione atletica e aerobica, poi tanta tattica con scenari provati in partitella 7 contro 7. Chiude l’allenamento una partita a campo completo tra Prima Squadra, riserve e alcuni elementi della Primavera. Da segnalare come continui, in attacco, l’alternanza di ruoli tra Castellanos (che ha iniziato la partitella con la Primavera) e Immobile con il tecnico che non vuole precludersi nessuna possibilità.

Tudor a Formello – Occhio alle indicazioni tattiche dal campo: dietro alla punta Tudor ha provato Luis Alberto e Pedro come trequartisti, con Felipe Anderson schierato nuovamente sulla fascia sinistra come quarto di centrocampo. Ancora tutto precario in attesa del ritorno dei nazionali, un quadro completo si potrà infatti avere solo con la rosa completa.

Lato infortuni, restano assenti dai campi Provedel e Pellegrini, alle prese con i rispettivi problemi alla caviglia. Ancora a parte Rovella e Patric, con il secondo che potrebbe aggregarsi al resto dei compagni già da lunedì. Per entrambi una corsetta intorno al campo, con il difensore che torna ad indossare scarpini tacchettati. Domani giornata di riposo, la prima nella gestione Tudor: il rientro in campo è fissato per lunedì.