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Felipe Anderson e il pestone di Alex Sandro: che taglio al piede!

Ha stretto i denti, poi ha dovuto mollare. Felipe Anderson ha subito un pestone da Alex Sandro nel primo tempo, che lo ha costretto a uscire nella seconda frazione di gioco. Al suo posto è entrato Vecino. Sul profilo Instagram dell’agenzia che gestisce il brasiliano sono state pubblicate le foto della ferita all’alluce che non gli ha permesso di terminare la partita. L’immagine che vedete e che abbiamo scelto, è la meno cruenta tra quelle pubblicate. La speranza per tutti i tifosi e per Igor Tudor è che non sia nulla di grave.

Alessio Buzzanca

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Coppa Italia, oggi l’altra semifinale

Dopo la dolorosa e immeritata eliminazione della Lazio dalla Coppa Italia, questa sera andrà in scena la seconda semifinale di ritorno. Alle ore 21, infatti, si affronteranno Atalanta e Fiorentina al Gewiss Stadium per stabilire la prossima finalista di questa stagione. All’andata finì 1 a 0 per la Viola, grazie alla rete di Rolando Mandragora. Chi vince otterrà il pass per la gara dell’Olimpico del 15 maggio e per la Final Four della Supercoppa Italiana della prossima stagione.

Alessio Buzzanca

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La notte del Taty non basta: Milik gela l’Olimpico e porta la Juventus in finale

Non basta la serata di grazia di Castellanos per accedere alla finale di Coppa Italia. Passa la Juventus, con il gol beffa di Milik appena entrato. Una serata amara per una Lazio orgogliosa e tenace, che passa nel primo quarto d’ora grazie al colpo di testa di Castellanos su assist di Luis Alberto. La stessa asse potrebbe propiziare il raddoppio prima dell’intervallo, ma l’argentino si fa ipnotizzare da Perin. La doppietta è solo rimandata, proprio ad inizio ripresa, quando ancora lo spagnolo arma il destro del Taty che stavolta non sbaglia. La Juve però non sta a guardare e costruisce azioni pericolose. Miracolosi Mandas e Marusic in due occasioni, ma nulla possono sul tiro cross di Weah che pesca Milik. E’ il gol che gela l’Olimpico e permette ai bianconeri di accedere alla finale di Coppa Italia. Lazio fuori a testa alta e con il rimpianto di non aver limitato i danni nella gara d’andata.

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LIVE – Lazio-Juventus 2-1 (12′, 48′ Castellanos; 83′ Milik)

Lazio-Juventus, semifinale di ritorno di Coppa Italia. Si parte dal 2-0 dell’Allianz e quindi, con la necessità per la Lazio di fare almeno due gol per portare la gara ai supplementari. Il trofeo, vinto 7 volte dalla Lazio, manca dal 2019, quando i biancocelesti affrontarono l’Atalanta in finale. Occhio ai diffidati: in casa Lazio Castellanos e Guendouzi rischiano di saltare la finale. Le scelte di Tudor e Allegri.

LAZIO (3-4-2-1): Mandas; Casale, Romagnoli, Gila; Hysaj, Guendouzi, Cataldi, Marusic; Felipe Anderson, Luis Alberto; Castellanos. A disp.: Sepe, Renzetti, Patric, Vecino, Pellegrini, Pedro, Rovella, Immobile, Gonzalez. All.: Tudor. 

JUVENTUS (3-5-2): Perin; Alex Sandro, Bremer, Danilo; Cambiaso, McKennie, Locatelli, Rabiot, Kostic; Chiesa, Vlahovic. A disp.: Szczesny, Pinsoglio, Rugani, Djaló, Miretti, Weah, Alcaraz, Nicolussi Caviglia, Yildiz, Milik, Iling Jr. All.: Allegri.

PRIMO TEMPO

Inizio a ritmi blandi, nessuno vuole forzare la giocata. Alla Lazio il possesso, mentre la Juventus chiude tutti gli spazi dietro. 12′ la Lazio passa: stacco di testa perfetto di Castellanos che firma il vantaggio biancoceleste direttamente da corner. Un gol che apre la gara: i ritmi si alzano e gli spazi cominciano ad aprirsi. 22′ Grande intervento di Mandas su Vlahovic, di piede. 34′ il primo giallo è per Locatelli, intervento duro su Castellanos. La Juve prova a prendere il controllo della gara, la Lazio attende senza forzare il pressing. 43′ imbeccata perfetta di Luis Alberto, ma Castellanos si fa ipnotizzare a tu per tu con Perin. Grande occasione gettata via.

SECONDO TEMPO

Patric il primo cambio per Tudor. Lo spagnolo prende il posto di Gila. Al 48′ arriva la doppietta di Castellanos, che si riprende l’errore fatto prima dell’intervallo. Grande imbucata di Luis Alberto. 55′ salvataggio miracoloso di Marusic su Vlahovic. 60′ secondo cambio di Tudor, fuori Felipe e dentro Vecino. 80′ fuori Cataldi e Castellanos, dentro Rovella e Immobile. 83′ Milik appena entrato, trova il tap-in sul tiro cross di Weah. La Juve accorcia e torna avanti nell’aggregato. 84′ Pedro per Guendouzi.

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Lazio-Juventus, formazioni ufficiali: Guendouzi-Cataldi al centro, confermato Luis. Hysaj a destra

Lazio-Juventus, le formazioni ufficiali della semifinale di ritorno di Coppa Italia.

Lazio (3-4-2-1): Mandas; Casale, Romagnoli, Gila; Hysaj, Guendouzi, Cataldi, Marusic; Felipe Anderson, Luis Alberto; Castellanos. A disp.: Sepe, Renzetti, Patric, Vecino, Pellegrini, Pedro, Rovella, Immobile, Gonzalez. All.: Tudor. 

Juventus (3-5-2): Perin; Alex Sandro, Bremer, Danilo; Cambiaso, McKennie, Locatelli, Rabiot, Kostic; Chiesa, Vlahovic. A disp.: Szczesny, Pinsoglio, Rugani, Djaló, Miretti, Weah, Alcaraz, Nicolussi Caviglia, Yildiz, Milik, Iling Jr. All.: Allegri.

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Lazio-Juventus, i convocati di Tudor: out Kamada e Lazzari

Il tecnico biancoceleste Igor Tudor ha diramato la lista dei convocati in vista della sfida di oggi contro la Juventus (ore 21:00) allo Stadio Olimpico di Roma.

Portieri: Mandas, Renzetti, Sepe;
Difensori: Casale, Gila, Hysaj, Marusic, Patric, Pellegrini, Romagnoli;
Centrocampisti: Cataldi, Guendouzi, Luis Alberto, Rovella, Vecino;
Attaccanti: Castellanos, Felipe Anderson, Gonzalez, Immobile, Isaksen, Pedro.

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Lazio-Juventus, probabili formazioni

Le probabili formazioni di Lazio-Juventus, gara di ritorno delle semifinali della Coppa Italia

LAZIO (3-4-2-1): Mandas; Casale, Romagnoli, Gila; Hysaj, Cataldi, Guendouzi, Marusic; Felipe Anderson, Luis Alberto; Castellanos. All.: Tudor

JUVENTUS (3-5-2): Perin; Rugani, Bremer, Danilo; Cambiaso, McKennie, Locatelli, Rabiot, Kostic; Yildiz, Vlahovic. All.: Allegri

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Lazio-Juve, Tudor: “Credere con tutte le forze fino alla fine di poter fare la gara perfetta. Immobile e Guendouzi convocati, ho parlato con Taty…” (AUDIO)

Alla vigilia della semifinale di ritorno contro la Juventus, il tecnico della Lazio Igor Tudor, presenta la gara in conferenza stampa:

“Cosa chiede alla squadra e ai tifosi per centrare l’impresa?”

“Una gara importante perché si gioca per entrare in finale, contro una squadra forte e con un risultato che non è facile. Va provato fino alla fine con tutte le forze di passare, bisogna credere e fare una partita perfetta. Non sbagliare niente e andare con tutte le forze, questo è un obiettivo nostro e vediamo cosa succede”.

“Quanto manca per vedere la Lazio di Tudor?”

“È sempre difficile parlare di percentuale, abbiamo sempre fatto buone partite da quando sono arrivato io. Non mi accontento mai, cerco sempre di crescere e di migliorare, come detto dopo il Genoa magari si può fare un passo indietro per farne due avanti. Stiamo però crescendo, vedo grande partecipazione e il piacere nei giocatori di ritrovarsi in questo calcio. Siamo sulla strada giusta”.

“La partita con la Juve in campionato può essere un modello da seguire?”

“Abbiamo fatto due partite contro di loro, ogni partita è diversa dall’altra. Cambiano gli interpreti, i dettagli sono quelli ma poi tante situazioni possono cambiare la partita. Bisogna credere, è il bello del calcio. Spero sarà una partita lunga, ho visto i ragazzi molto motivati e ci credono. Abbiamo fatto poco, dovevamo recuperare dopo il Genoa. Oggi facciamo rifinitura e scegliamo chi schierare”.

“Cosa manca a Castellanos? Immobile e Guendouzi come stanno?”

“Immobile si è allenato ieri, sta bene ed è convocato. Guendouzi ha fatto due allenamenti e ci sarà anche lui. Con Taty ho fatto una bella chiacchierata, a volte ci tiene anche troppo. Ha qualità importanti e sente di poter fare ancora di più, io cerco di tirare fuori il meglio da ogni giocatore. Per me con la Salernitana ha fatto un’ottima partita, poi come ogni attaccante quando non segna pensa al gol. Deve pensare invece a come gioca e a come arriva a creare le occasioni da gol”.

“Luis Alberto può giocare con continuità? Felipe Anderson può giocare stabilmente in attacco?”

“Anderson ha sempre giocato nel suo ruolo, può giocare sia da trequartista che sulla fascia. Ha sempre fatto ruolo d’attacco, ora gioca più centralmente prima ha giocato sulla fascia. Luis Alberto ha giocato tanto, anzi ha giocato quasi sempre”.

“Per fare l’impresa basta il suo carattere? Lazzari ce la fa a recuperare?”

Manuel è in dubbio, vediamo se riuscirà a recuperare. Le parole del presidente sono belle, piacciono a ogni allenatore. Poi quando si parla di un’impronta dell’allenatore bisogna considerare tutte le cose, il lavoro dell’allenatore è complicato e si basa su tante cose, non solo sul carattere, ma anche sullo stile di gioco e sulla mentalità. Bisogna fare analisi profonde, nella mia carriera ho visto tante etichette e tante esagerazioni, penso invece che bisogna analizzare più attentamente ogni allenatore. Per l’impresa serve tutto, serve fluidità ma aggressività, serve compattezza e saper difendere anche bassi. Non dobbiamo regalare niente e tenere per 90 minuti, anche magari nei supplementari. Su queste cose ci si lavora tutti i giorni, non si lavora solo col carattere. Se scegliamo giocatori solo per carattere non si vince, si vince con la qualità dei giocatori. L’allenatore è importante, ma poi serve la qualità. Se non hai Felipe che dà quella palla, se non hai Daichi che fa quella giocata e Vecino con quel velo non vinci le partite”.

“Cosa sta chiedendo alla difesa?”

“È una cosa che abbiamo analizzato, stiamo subendo qualche gol per degli errori difensivi. Qua c’erano tanti input sulla zona, ora lavoriamo tanto sul duello e andando tanto in avanti perdi la lucidità nel tornare indietro e coprire meglio. È difficile ottenere tutto, magari su alcune cose ottieni risposte migliori, più lavori su un aspetto più sei bravo, però magari perdi qualcosa su altro. Dobbiamo lavorare per avere quella solidità e per stare sul pezzo anche quando si difende bassi, quella cosa che la Juve fa in maniera ottima. Loro sono bravi in quello”.

“Come si trova il coraggio per tirare in porta?”

“Si lavora sul coraggio di entrare in area con tanti giocatori, poi si lavora su alcune situazioni, ma questo è legato alle caratteristiche dei giocatori. Con la Salernitana ho visto quattro gol e ne potevamo fare altri, ho visto cose interessanti. A Genova è più complicato, ma su questo ci lavoriamo tutti i giorni, su dettagli che in realtà alla fine non sono dettagli”.

“Isaksen può essere un incursore della Lazio di Tudor del futuro?”

“Caratteristiche dei giocatori sono importanti, quando si fanno le rose a noi allenatori piace vedere le statistiche e vedere quanti gol fanno più o meno i giocatori. È chiaro che poi lo stile di gioco è importanti, i numeri possono salire se hai uno stile di gioco offensivo. Isaksen mi piace, è un ragazzo perbene che ha delle doti importanti, l’ho fatto giocare, poi magari qualcuno ha fatto meglio ma è lì e aspetta il suo momento. C’è ancora da crescere a livello di peso e personalità, la Serie A è un campionato difficile e bisogna crescere, lui è molto attento e si applica bene in allenamento, è una dote che mi piace. Decidono sempre i giocatori, è impossibile che un allenatore faccia giocare un giocatore più scarso di un altro”.

Cosa avete imparato dai precedenti contro la Juve?

“Non posso rispondere, ci sono state delle cose in cui sono stati più bravi e ne abbiamo parlato, ma di questo ne discutiamo nello spogliatoio”.

Come si prepara una partita del genere?

“Penso che ia giocatori piace fare questo tipo di gara, per me è più semplice da preparare. Aumenta l’attenzione sul non dover sbagliare niente”. 

Kamada?

“Di Kamada ne abbiamo parlato tanto. Ci sono giocatori che giocano più con allenatori e meno con altri. Lui è un ragazzo completo, ha doti di ottimo livello”. 

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La dura legge dello Stadium: la Lazio dura un tempo, Chiesa e Vlahovic avvicinano la Juve alla finale. All’Olimpico serve l’impresa

Non basta un primo tempo in linea con la prestazione di sabato, per espugnare lo Stadium. La legge dell’impianto torinese colpisce ancora: La Juventus inclina fortemente la qualificazione in suo favore vincendo 2-0. Decisivi Chiesa e Vlahovic, in un secondo tempo in cui la Lazio non da mai la sensazione di essere pericolosa abbastanza da impensierire Perin. Nessun tiro nello specchio della porta per i biancocelesti, Luis Alberto ci va vicino con un colpo di testa che impatta sulla traversa. E se come sabato l’attacco all’area – nel primo tempo – è fatto bene, manca sempre la rifinitura e la qualità nell’ultima giocata. C’è da lavorare anche dietro: il gol di Chiesa nasce da una pressione sbagliata e da un’amnesia di Casale che non fa un capolavoro neanche sul serbo sul secondo gol. Tudor sarà in pensiero soprattutto per Zaccagni, costretto ad abbandonare la gara dopo soli 10’ per una distorsione alla caviglia. Sabato il derby e il 23 aprile il ritorno. Serve una vera e oraria impresa all’Olimpico per staccare il pass finale di Coppa Italia.

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Coppa Italia, Juventus-Lazio 2-0 (49′ Chiesa, 63′ Vlahovic)

Juventus-Lazio, semifinale d’andata di Coppa Italia. A Torino Allegri cerca di rialzare la testa nel periodo più buio della sua gestione, reduce dal ko proprio contro i biancocelesti di sabato scorso. Tudor, alla seconda panchina laziale, è a caccia del colpaccio per indirizzare la doppia sfida, di nuovo contro il suo passato. I due tecnici cambiano 5 giocatori a testa. Per Tudor dentro Patric al posto di Casale, la coppia Guendouzi-Vecino per Kamada-Cataldi; Luis Alberto per Pedro (squalificato come Pellegrini) e davanti Immobile per Castellanos. L’argentino, insieme a Guendouzi, è diffidato e in caso di giallo salterebbe la gara di ritorno.

PRIMO TEMPO

13′ Zaccagni deve lasciare il campo dopo un duro colpo alla caviglia, al suo posto Isaksen. Nello stesso minuto, Massa – dopo OFR – toglie un rigore alla Juventus per fuorigioco di Cambiaso nello sviluppo dell’azione. 20′ prima iniziativa: Felipe trova Isaksen, sinistro deviato in corner. Gatti, ammonito e diffidato, salterà il ritornoo. Luis Alberto scheggia la traversa con un colpo di testa che diventa un lob per Perin. Rabiot scalda i guantoni di Mandas allo scadere.

SECONDO TEMPO

La ripresa si apre col secondo cambio di Tudor: dentro Casale per Patric. Lo spagnolo non al meglio dopo un mese di stop. Al 49′ passa la Juve con Chiesa. Imbucata di Cambiaso, saltano le marcature e Chiesa si ritrova solo davanti a Mandas. La Lazio accusa il colpo e al 63′ Vlahovic firma il raddoppio con un sinistro preciso. Casale ancora incerto in marcatura. Grandi difficoltà della Lazio nel costruire adesso, la Juventus si prende il campo. Gatti sfiora il tris di testa. 72′ fuori Luis Alberto e Immobile, dentro Kamada e Castellanos. L’ultimo cambio per Tudor, al minuto 80 esce Gila per Hysaj.