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Lazio, Taylor: “Obiettivo Coppa Italia, ma il campionato non è finito. Sarri mi chiede…”

“Ovviamente vogliamo arrivare più in alto possibile in classifica, ma il nostro obiettivo principale è la Coppa Italia. La Serie A, però, non è ancora finita e cercheremo di fare il nostro meglio per scalare posizioni”. Così Kenneth Taylor, centrocampista della Lazio, a Sky Sport fissa l’obiettivo dei biancocelesti per questo finale di stagione. Poi, sulla protesta dei tifosi che non saranno presenti all’Olimpico nemmeno contro l’Atalanta, ammette come “lo stadio pieno di tifosi riesce a spingere la squadra, è molto importante per noi e credo che averlo vuoto ci stia influenzando un po’”.

Infine un pensiero sul primo approccio con Sarri e la realtà biancoceleste: “Fa piacere essere tra gli 11 titolari, ci alleniamo per quello. Ogni giocatore professionista vuole essere al top, anche per migliorare se stesso e la squadra, io provo sempre a fare del mio meglio in partita e mostrare cosa so fare durante gli allenamenti, ma alla fine è l’allenatore a decidere chi schierare in campo. Il mister mi chiede di far parte sia della fase offensiva che di quella di costruzione, credo punti anche alla fase difensiva dove posso ancora migliorare molto”, conclude.

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Lazio, Sarri: “Ai ragazzi posso imputare davvero poco, questa è una stagione maledetta. E sull’infortunio di Rovella…”

Il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri ha commentato a Sky la sfida contro il Cagliari:

“Ero nervoso perché non mi sono piaciute parecchie scelte della squadra. Questa è una squadra difficile da affrontare, qui hanno perso Juventus e Roma, non ero quindi nervoso per il risultato che può andare bene.

La partita alla fine è stata combattuta seppur con poche occasioni. Nel finale siamo stati più pericolosi a sinistra, con i due giocatori che sono subentrati e hanno fatto bene gli ultimi 20′.

Noi in trasferta non perdiamo da metà novembre, tra l’altro abbiamo perso con il Milan in maniera farlocca. Io ai ragazzi posso imputare davvero poco, questa è una stagione maledetta per duemila motivi. Siamo venuti qui senza 6 giocatori, a cui si aggiunge Rovella ha rimediato una frattura della clavicola.  E questo non è un momento d’emergenza, è tutta la stagione così.

Maldini fa fatica a attaccare la profondità, Isaksen non è da movimenti senza palla, Zaccagni non è in condizione ottimale. Tutto quello che rincorriamo dall’inizio: giocatori che stanno fuori da un mese e mezzo, devi aspettare per averli in condizione ma devi fargli mettere minuti nelle gambe; è tutto un rincorrersi di queste situazioni”.

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Presentazione Flaminio, Lotito: “Fondamentale per l’accrescimento del club”. Ai tifosi: “Discutiamo e confrontiamoci per una Lazio immortale” (AUDIO)

L’intervento del presidente della Lazio Claudio Lotito durante la presentazione del progetto Flaminio:

“Ringrazio i rappresentanti delle istituzioni, i professionisti che hanno lavorato al progetto, gli organi di informazione e tutti coloro che hanno voluto essere presenti e collegati nelle varie modalità proposte dalla nostra MediaCompany. Desidero rivolgere un sincero ringraziamento al Sindaco di Roma, all’Assessore Onorato e a tutti gli uffici comunali che in questi mesi hanno seguito con attenzione e professionalità questo percorso. È stato un confronto intenso, approfondito, talvolta complesso, come è naturale quando si interviene su un quadrante strategico della città. Li ringrazio per la disponibilità al dialogo, per il lavoro tecnico svolto con senso di responsabilità e – mi permetto di dirlo con un sorriso – per averci sopportato e supportato in ogni fase di questo iter.

Oggi non presentiamo semplicemente un progetto edilizio. Presentiamo una visione. La rifunzionalizzazione dello Stadio Flaminio non riguarda soltanto la S.S. Lazio. Riguarda Roma, la
sua storia urbanistica e la sua capacità di guardare al futuro con responsabilità. Interveniamo in un contesto di grande valore storico e architettonico, nato con le Olimpiadi del 1960 e inserito nella pianificazione strategica della città. Questo significa una cosa molto chiara: il progetto si colloca nel pieno rispetto delle regole e degli indirizzi urbanistici vigenti. Lo Stadio Flaminio non è un manufatto isolato. È parte di un sistema urbano con una vocazione sportiva e culturale consolidata nel tempo. Il nostro obiettivo è rigenerare un’area oggi segnata da criticità evidenti, restituendole qualità, funzionalità, sostenibilità e tutela della sicurezza dei cittadini. Abbiamo affrontato con serietà il tema della mobilità, consapevoli delle preoccupazioni dei residenti. Il progetto prevede la delocalizzazione dei parcheggi fuori dal quartiere, il potenziamento del trasporto pubblico locale, l’incentivazione della mobilità pedonale e ciclabile e la trasformazione dell’area in un’isola ambientale.

L’obiettivo è ridurre l’impatto del traffico privato e migliorare concretamente la qualità della vita del contesto urbano. Sul piano ambientale, l’intervento comporterà un incremento significativo delle aree verdi e delle alberature, con una cintura verde intorno allo stadio e oltre 57 mila metri quadrati di pavimentazioni innovative in grado di contribuire alla riduzione degli agenti inquinanti, il progetto prevede inoltre specifiche soluzioni tecnologiche finalizzate all’abbattimento significativo dell’impatto acustico, nel totale rispetto delle abitazioni e del contesto urbano circostante. Non stiamo parlando di annunci. Stiamo parlando di studi tecnici, analisi ambientali e simulazioni scientifiche. La Lazio è una società fondata nel 1900. È parte integrante della storia di Roma. Quando assumiamo un impegno di questa portata, lo facciamo con la consapevolezza che ciò che realizziamo oggi incide sulle generazioni future.

Questo progetto rappresenta un passaggio fondamentale per l’accrescimento patrimoniale e infrastrutturale del Club, ma soprattutto costituisce un’opportunità concreta di riqualificazione per uno dei quadranti più significativi della Capitale. Siamo pronti al confronto. Siamo pronti ad ascoltare. Siamo pronti a spiegare ogni aspetto della proposta con trasparenza. Perché un progetto di questa importanza non si impone. Si costruisce con responsabilità, con rispetto delle istituzioni e con visione di lungo periodo.

Permettetemi, infine, una parola rivolta ai nostri tifosi. So che negli ultimi mesi il dibattito è stato acceso. Ascolto ogni opinione, anche quando è critica. Il mio carattere, nel bene e nel male, a volte mi porta a esprimermi con grande franchezza. Può accadere che alcune dichiarazioni vengano interpretate in modo diverso da quello che intendo. Ma ogni scelta che compio è orientata esclusivamente al bene della Lazio e sempre ispirata dal cuore. Quando si parla del futuro della Lazio, le emozioni sono forti. Ed è giusto che sia così: la passione è l’anima di questa società. Ma proprio perché la Lazio è passione, deve essere anche responsabilità. Questo progetto non nasce per dividere. Nasce per costruire qualcosa che resti. Ogni tifoso sogna uno stadio pieno, moderno, identitario. Anch’io lo sogno. Ma il sogno deve camminare sulle gambe della sostenibilità, del rispetto delle regole e dell’equilibrio economico. La Lazio deve crescere senza mettere a rischio ciò che è stato costruito in questi anni: stabilità, solidità, continuità.

Valutate il progetto per quello che è: un intervento che migliora un’area oggi degradata, che porta verde, mobilità sostenibile, qualità urbana e restituisce alla Lazio una casa coerente con la sua storia. Possiamo discutere, confrontarci, anche criticare. Ma non perdiamo di vista l’obiettivo comune: lasciare alla Lazio e alla città tutta qualcosa di solido e duraturo. Durante la prossima sosta della Nazionale presenteremo ‘Lazio 2032 – Il Sogno Responsabile’, una conferenza programmatica che delineerà il percorso strategico del Club.

In quell’occasione illustreremo, insieme alla società di consulenza Deloitte e all’Università Luiss, un piano industriale a cinque anni fondato su sostenibilità economica, crescita patrimoniale e competitività sportiva. Lo stadio è un tassello, ma la visione è più ampia. La scelta del 2032 non è casuale. È un orizzonte temporale coerente con le traiettorie europee dello sport e con le prospettive legate ai Campionati Europei. La S.S. Lazio ha già formalizzato una manifestazione di interesse affinché lo Stadio Flaminio possa essere valutato tra le possibili sedi ospitanti. Non è una promessa, né una forzatura. È un atto di responsabilità e di visione: mettere Roma e il Flaminio nelle condizioni di poter partecipare a un grande evento internazionale, qualora i requisiti tecnici e istituzionali lo consentano.

Siamo consapevoli che il percorso di assegnazione delle sedi sarà competitivo e che nella nostra città sono previste più candidature. Proprio per questo vogliamo affrontare il tema con metodo, trasparenza e programmazione.

‘Lazio 2032’ sarà un momento di confronto aperto con le istituzioni, con i nostri partner e con i tifosi, per costruire un dialogo serio e costruttivo sul futuro del Club e sul ruolo che intendiamo svolgere per la città. Il Flaminio nacque per le Olimpiadi del 1960. Oggi può ambire, con equilibrio e serietà, a tornare nel circuito dei grandi eventi europei. Non vogliamo limitarci a gestire il presente. Vogliamo costruire il futuro. Lo stadio è parte di questo disegno. Non è un punto di arrivo, ma uno strumento per crescere in modo stabile e responsabile. La Lazio è di chi la ama. E chi la ama ha il dovere di pensare al suo futuro. Noi stiamo lavorando per questo, per renderla immortale“.

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Presentazione Flaminio, arch. Nervi: “Il progetto si basa sul metodo adottato da mio nonno. Tutti i dettagli” (AUDIO)

L’intervento dell’architetto Pierluigi Nervi durante la presentazione del progetto Flaminio:

“Desidero ringraziare inoltre l’ing. Alessandro Lanzetta per aver creduto nella prima ipotesi progettuale ed averla sottoposta al presidente Lotito quando gli fu mostrata circa quattro anni fa, nel corso del nostro primo incontro qui a Formello. Un ringraziamento particolare va al Comune di Roma per l’attenzione e l’interesse riservati al progetto ed alle indicazioni di approfondimento fino ad oggi ricevute. Un ultimo doveroso ringraziamento all’architetto Marco Casamonti che ha fatto suo il progetto e grazie alla propria esperienza e sensibilità ne ha reso possibile lo sviluppo e l’esecutività, spero fino alla realizzazione.

Premesso che nel corso degli anni, per gli impianti dedicati al calcio internazionale, sono state create ed imposte nuove regole, tali da rendere necessarie modifiche e conseguenti ristrutturazioni circa gli adeguamenti da adottare, si è reso opportuno ipotizzare gli adeguamenti e gli interventi obbligati per un impianto nato per ospitare incontri internazionali.

Il progetto si basa unicamente sul metodo adottato da mio nonno, l’ing. Pier Luigi Nervi, ad esempio nella proposta da lui sottoscritta e pubblicata all’epoca da numerose riviste del settore, per lo stadio Comunale di Firenze, da lui progettato e costruito alla fine degli anni venti. In pratica, senza eccessive fantasie o esagerazioni, replicava la struttura di base, realizzando dei telai analoghi agli esistenti della stessa forma e caratteristiche, posti al di sopra degli stessi, dopo averne rinforzato l’armatura ed aumentato la dimensione (foto 1-2).

Per lo stadio Flaminio è stato adottato lo stesso metodo; riprendendo alcuni schizzi dei progettisti (arch. Antonio Nervi e ing. Pier Luigi Nervi) sono stati ipotizzati dei telai strutturali in acciaio, analoghi per forma agli attuali, posti all’esterno degli originari, in modo di non gravare in alcun modo sulla struttura esistente, che resta libera e non alterata, priva di qualsiasi connessione con la nuova. Questi telai sono posti ad un intervallo doppio rispetto agli attuali (m 12,00 invece di m 6,00); in questo modo la nuova struttura rende del tutto visibile dall’esterno quella esistente garantendone trasparenza e percezione.

L’intervento è chiaro che modificherà i flussi e la mobilità nella zona, almeno in occasione degli eventi e manifestazioni nel nuovo impianto. Così come sarà necessaria una nuova educazione per tutti coloro ce si recheranno allo stadio, che potrà ospitarli con nuove adeguate caratteristiche.

Infine è opportuno sottolineare che verranno ripristinati tutti gli ambienti originari quali le palestre, la piscina etc. Uno studio attento della mobilità e delle infrastrutture relative è stato fatto dall’ing. D’Olimpio”.

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Lazio, conferenza Sarri: “I tifosi vogliono essere competitivi. Noi lottiamo e diventiamo squadra”

Maurizio Sarri in conferenza stampa al termine della sconfitta con l’Atalanta:

“Sono contento della prestazione, ho visto la squadra creare e giocare, anche concedere poco. Non si può uscire con delusione da questa partita, né dal punto di vista tecnico né sull’aspetto mentale. Abbiamo giocato fino al 95esimo con grande convinzione. Gli episodi decretano la partita, poteva starci il rigore per noi a inizio secondo tempo in maniera casuale come quello loro del primo tempo. La deviazione di Kolasinac non può essere casuale, calcia di piatto quindi è una giocata. Non abbiamo avuto episodi a favore, ma sono contento della mentalità di questa squadra.”

Sarri su Tavares e Noslin

“A livello di scelte sono due giocatori che qualche volta le sbagliano, hanno delle grandi doti ma fanno delle scelte discutibili che ci costano qualcosa. Probabilmente è il motivo per cui sono qui, Nuno se avesse più razionalità avrebbe grandi doti. Ha perso una palla nella metà campo avversaria, non l’ha persa nella nostra area e può succedere. A livello personale quando porta palla dentro al campo non mi piace molto, specialmente quando affronti squadre che giocano così uomo su uomo.”

Sarri e l’appello ai tifosi

“Penso che a nome di tutta la squadra, un appello lo abbia fatto già Marusic, a noi farebbe un piacere immenso il ritorno della gente. Lo considero un atto d’amore, se la gente venisse allo stadio solo per abitudine non prenderebbe queste decisioni. Non mi sembra che il nostro popolo sia così esigente da dire di vincere a ogni costo, ma vogliono essere competitivi. Senza amore non avrebbero fatto questa scelta, se poi tornano sono il più contento. Io ho grande rispetto per le decisioni delle persone, se sono arrivati a questa decisione io la rispetto. Poi se decidono di tornare sono il più contento del mondo.”

Sarri sulla classifica

“La squadra lotterà tutta la stagione se avrà questa mentalità. In questo finale di stagione vedremo se la mentalità di questa squadra ci potrà garantire qualcosa per il futuro. Non lo so, penso che la Lazio che si sta vedendo nell’ultimo mese sia qualcosa di più di una squadra di metà classifica e lo ha dimostrato in questa settimana facendo partite serie con la Juve a Torino, a Bologna e anche oggi. Se reggi tre partite in sei giorni significa che il gruppo sta diventando squadra.”

Sarri sulle condizioni di Gila

“Come sta non lo so sinceramente. Ha un dolore al ginocchio e dice di non aver preso colpi. Bisognerà fare degli esami strumentali e capire da cosa nasce questo dolore, al momento non lo so.”

Sarri su Ratkov esterno

“Io il giocatore non lo conoscevo, lo ripeto. Vedendolo in allenamento non mi sembra che possa fare l’esterno, ma è una conoscenza proveniente da questi allenamenti quindi è ancora superficiale.”

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Lazio, Provstgaard: “Voglio diventare titolare. Dobbiamo farci trovare pronti per la Coppa Italia”

Le dichiarazioni di Provstgaard in Mixed Zone dopo Lazio-Atalanta:

L’alternanza di risultati

È il nostro problema in questo momento. Stiamo provando ad avere maggiore continuità, ma è un po’ difficile.

La gestione del pallone in fase offensiva

Dobbiamo rivedere la partita e capire cosa avremmo potuto far meglio. Dobbiamo far meglio nel loro centrocampo, possiamo fare di più con la palla.

Se il suo obiettivo è diventare titolare

Questo è il mio obiettivo, il mister deciderà quando sarà il mio momento. Sono felice dell’opportunità che mi ha dato l’allenatore di giocare 90 minuti contro l’Atalanta. Sto crescendo e sono soddisfatto della mia crescita.

Il Campionato

Il campionato è importantissimo, anche se stiamo perdendo più partite. Dobbiamo essere pronti per la partita di Coppa Italia contro l’Atalanta, e se vogliamo farci trovare pronti bisogna allenarsi ogni giorno con grande opportunità. Le opportunità arriveranno solamente per chi lavora.

I tifosi

È difficile giocare quando non ci sono i tifosi. Loro ci danno qualcosa in più. Però la situazione è questa, quindi dobbiamo lavorare e far bene anche senza di loro.

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Lazio, Marusic aggancia Milinkovic: “Sconfitti da dettagli. Abbiamo bisogno dei tifosi”

Al termine di Lazio – Atalanta, Adam Marusic è intervenuto ai microfoni di DAZN per commentare la gara. Il terzino biancoceleste, che proprio in questa occasione ha raggiunto un traguardo significativo con la maglia biancoceleste, ha condiviso le sue sensazioni dopo il match, segnato dalla delusione per il risultato finale ma anche dalla soddisfazione personale per l’obiettivo raggiunto.

Le parole di Marusic a DAZN

341 presenze come Milinkovic? Un numero importante per me, Sergej è come un fratello per me. Sono contento.Se gli scriverò? Si sicuramente, ci sentiamo spesso. Per la partita erano piccoli dettagli che hanno fatto la differenza, siamo stati dentro ma non siamo riusciti a fare gol e penso che ora manca solo questa cosa”.

Poi, proseguendo ha lanciato un appello ai tifoi: “Per noi sono molto importanti e vedere lo stadio vuoto anche stasera pesa troppo per noi giocatori. Voglio dire a nome mio e di tutta la squadra che abbiamo bisogno di loro, speriamo tornino. Tutta la squadra ha bisogno di loro”.

Marusic a Lazio Style Channel

Una partita difficile ma siamo stati dentro tutto il tempo creando tante occasioni senza far gol, questo ci manca, dobbiamo essere più cattivi sotto porta. Record di presenze? Per me è importante, ho sempre dato tutto, alla fine superare immobile leggenda e Sergej è una cosa importante, spero di poter farne anche altre. Ho firmato per altri due anni, sono sicuro che con i nuovi alla fine possiamo avere una squadra molto competitiva per il prossimo anno. Sono tutti giovani e saranno troppo importanti per noi, per questa squadra”.

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Lazio, Sarri: “Risultato bugiardo, mancato culo. I tifosi? Capisco, ma mancano. E su Maldini e Tavares…”

Il tecnico della Lazio Maurizio Sarri ha commentato a Dazn la sfida dell’Olimpico contro l’Atalanta:

“È mancato un pizzico di culo. Nel secondo tempo hanno tirato in porta una volta e nel secondo due, l’Atalanta è in un momento così. Noi abbiamo fatto anche una buona partita, abbiamo avuto occasioni. La nostra squadra, fino a un mese fa, 18 tiri in porta contro l’Atalanta non li avrebbe mai fatti. Un altro aspetto di cui sono contento è che i ragazzi hanno tirato fino al 95’ senza mai mollare. Una buona gara, un risultato che io considero bugiardo. Queste partite non devono darci retropensieri negativi.

Maldini? Ha grande qualità. Quando è coinvolto dal punto di vista materiale e mentale può far grandi cose. Quando fa l’attaccante centrale gli manca ancora l’attacco dell’area, però ha grande qualità.

Stadio? Sicuramente se c’erano i soliti 45mila la gara poteva prendere un’altra piega, però hanno deciso così e avranno le loro buone ragioni. So solo che a noi mancano.

Squadra più disordinata? Era prevedibile. Abbiamo giocato con Noslin, poi gli ultimi 30 minuti cambiando modulo. Era una squadra meno equilibrata del solito.

Tavares?Nell’ultimo periodo si è allenato molto bene, diversamente rispetto a prima. Deve limitare certe cose. Quelle sgroppate palle al piede per vie centrali possono essere pericolose per gli avversari ma anche per noi. Perdendo palla a 70 metri dalla sua posizione fa fatica a riprenderla. È ancora da razionalizzare, ma mi sembra che fisicamente e mentalmente stia meglio rispetto a un paio di mesi fa”.

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Lazio, Provedel: “Da Bologna l’entusiasmo per l’Atalanta. Sarri affamato, io sto bene qui”

Quella di Bologna, per la Lazio, è una “vittoria che ci permette di sopperire alla stanchezza dell’impegno ravvicinato e regala entusiasmo perché venivamo da un periodo in cui faticavamo a ottenere dei risultati positivi”; ma adesso è tempo di pensare all’Atalanta “squadra fortissima che sta attraversando un periodo di grande forma. Sarà una gara difficile ma non avrà niente a che vedere con la Coppa Italia. Cercheremo di prepararla nel miglior modo possibile per provare a vincere”. Così Ivan Provedel, portiere della Lazio, dice la sua ai canali del club biancoceleste sulla sfida alla squadra di Palladino.

L’estremo difensore laziale si sofferma anche sul ruolo di Sarri sottolineando come “è sempre stato molto determinato e affamato. Forse non aver allenato per un po’ di tempo gli ha dato ancora più voglia di prima: riesce a trasmetterci la sua passione e noi cerchiamo di fare lo stesso”, mentre su Carnesecchi ammette: “per me è uno dei portieri più forti, l’ho sempre ammirato per come interpreta il ruolo. È anche un bravo ragazzo, proverò a rubargli qualcosa. Rigori? Ho sempre lavorato per cercare di pararli, anche se per un periodo non ci sono riuscito. A Bologna ne ho respinto uno ma il merito è stato dei miei compagni che hanno segnato i loro rigori, calciandoli perfettamente. Altrimenti sarebbe stato tutto inutile. Cosa mi ha detto Chiffi? Mi ha semplicemente ricordato di mantenere entrambi i piedi sulla linea”.

Infine un pensiero al futuro: “Ogni giorno per me si riparte da zero. Mi alleno per dare il meglio, spero di poter migliorare ancora per dimostrare di meritare la Lazio. Sono contento di essere qui, non guardo troppo lontano e penso solo a dare il massimo”, conclude. 

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Lazio, conferenza Sarri: “Valori sportivi e morali. Pochi problemi con i rigoristi. Maldini deve…” (AUDIO)

La conferenza del tecnico della Lazio, Maurizio Sarri, dopo i quarti di finale di Coppa Italia contro il Bologna:

“La prima mezzora l’abbiamo fatta in sofferenza, nella ripresa siamo scesi in campo meglio. Stranamente siamo andati in difficoltà con la palla scoperta su lanci lunghi del portiere, eravamo troppo bassi anche in costruzione. Abbiamo avuto un po’ di problemi, poi nel secondo tempo abbiamo fatto meglio e faccio i complimenti ai miei ragazzi perché sono andati sul dischetto con freddezza e lucidità.”

Sarri sui rigoristi

“Taylor era uno dei 5, Marusic in allenamento non sbaglia mai, Cataldi era dentro a prescindere, Nuno in allenamento ieri li ha tirati benissimo. Non ho avuto molti problemi nella scelta.”

Sarri sui nuovi arrivati

“Al momento non posso fare più di tanto, ci sono giocatori che sono arrivati 15 giorni fa. Chiaro che l’inserimento dei nuovi è difficile. Il gol preso oggi non lo avremmo preso con i giocatori abituati a quel tipo di posizioni. però mi sta dando gusto che le difficoltà che stiamo vivendo in questa stagione ha creato un gruppo tosto. Abbiamo avuto anche la fortuna che i nuovi arrivati si sono inseriti piuttosto velocemente e questo è un aspetto che mi dà gusto. Dal punto di vista dei valori sportivi e morali è un gruppo da apprezzare.”

“In questa partita Maldini centravanti andava bene, poi in stagione ci sarà bisogno di un Maldini più d’area di rigore. Lui è tecnico e veloce, ma gli manca l’attacco dell’area di rigore e lottare sui palloni sporchi. In partite come stasera mi sta benissimo così, in altre partite vorrei incattivirlo sportivamente. In questo punto della carriera ha tirato fuori il 50% del potenziale che ha. Ci abbiamo provato in diversi, ora spetta a me farlo crescere.”