Ai microfoni di Notizie.com, Lotito è tornato a parlare di Simone Inzaghi, in procinto di tornare a Roma per la sfida di domenica sera contro la Lazio: “Mi hanno fatto molto piacere le parole di Simone, quando parlano bene del nostro club come non posso essere contento, anche se allo stesso tempo questa società a lui ha dato tanto, tantissimo. Certo che gli voglio bene, so allo stesso tempo quanto lui sia ancora legato alla Lazio, non è che le cose si possono dimenticare così. Simone è un bravo ragazzo e io non non ho mai augurato il male a nessuno, figuriamoci a Simone che per me è stato come un figlio, poi il lavoro è un’altra cosa. L’affetto nei confronti di Simone Inzaghi è lo stesso, dal punto di vista personale non ci sono problemi, se ci sarà la possibilità di saluteremo, ma è già successo altre volte. Non è un problema. Qualche giorno fa mi hanno chiesto se fossi contento del fatto che Inzaghi è primo con l’Inter, ma a me non interessa, io guardo solo la Lazio, mi interessa e sono attento solo a quello, di tutto il resto poco importa, guardo il campo e speriamo di fare delle buone cose. Lazio-’Inter? Vediamo, di sicuro faremo la nostra partita e cercheremo di fare le cose fatte bene, ma su questo sono ottimista…”
Lazio più combattiva… IVAN PROVEDEL IN MIXED ZONE DOPO IL MATCH CON L’ATLETICO MADRID
Ci aspettavamo una Lazio più combattiva…
“Siamo stati combattivi, il difetto è stato subire gol a inizio primo tempo, ma poi siamo stati in gara, e a inizio secondo tempo. Quel gol ha tagliato un po’ le gambe. La squadra è stata combattiva. Purtroppo non siamo stati bravi negli episodi e questi ci hanno condannato, altrimenti l’andamento sarebbe stato differente”.
Come stanno i giocatori offensivi? Li vedi sereni?
“Sereni è un parolone, io non vorrei mai subire gol e l’attaccante vorrebbe sempre farne. Purtroppo non sta avvenendo. Però stanno lavorando alla grande e penso manchi poco. Con gli attaccanti funziona che basta una scintilla per sbloccarsi, stiamo lavorando nella giusta direzione”.
Le parole di Sarri, che ha parlato di un miracolo da parte della Lazio, come arrivano nello spogliatoio?
“Sinceramente per quanto mi riguarda non guardo interviste, dichiarazioni. Il mister esprime un suo sentimento, che fa parte anche di noi. Penso ci sia qualche critica di troppo nei nostri confronti, ma va bene così. Se ci sono alte aspettative vuol dire che la valutazione è alta, sta a noi rispettarle, i risultati si devono vedere alla fine non strada facendo”.
Partita contro l’Inter?
“Per me il fatto che una gara possa indirizzare un’intera stagione… non la vedo come una grande cosa. Significherebbe rimanere sempre appesi all’episodio. Noi invece dobbiamo avere una crescita interiore, di squadra, che deve andare al di là dei risultati. Le prestazioni stanno migliorando, subiamo sempre meno, dobbiamo solo pensare a lavorare e fare del nostro meglio. Domenica è una grande occasione per tirar su la testa”.
Hysaj polemico?
“Non ho mai visto un calciatore uscire dal campo contento dopo aver perso una partita. Quindi sinceramente non l’ho notato, non c’è nessun problema”.
Maurizio Sarri, allenatore della Lazio, ha parlato in conferenza stampa dopo la sconfitta sul campo dell’Atletico Madrid negli ultimi 90 minuti della fase a gironi di Champions League: “Non sono delle verità assoluta, ma un’indicazione sarà. L’anno scorso le italiane sono arrivate in fondo, sembrava un’inversione di tendenza, ma ho sempre detto che i sorteggi hanno influito. Il lungo periodo dà indicazioni più attendibili, in Liga ora il livello mi sembra abbastanza alto”.
La Lazio ha sbagliato gli approcci ai due tempi e fallito diversi gol. “Io sono d’accordo sull’approccio ai due tempi. In tutti e due gli spezzoni, nei primi 10 minuti, loro avevano una cattiveria diversa. Nella fase centrale del primo tempo abbiamo trovato situazioni per far male. Leggevo i dati, le occasioni sono 4 contro 4, le chance le abbiamo create. Se poi questo non concretizzarle dipende dalla cattiveria mentale diversa, non lo so, può darsi. Loro sono di alto livello tecnico e di cilindrata mentale. Sono cattivi, scaltri, rimangono a terra se serve. Hanno una grande mentalità. A questi livelli ci manca un po’ di cilindrata.
Cosa ha fatto la differenza? “Sono scontento del rendimento di qualcuno – risponde Sarri in conferenza stampa – ma è la normalità. Venire in questo stadio e creare 4 palle gol non me lo aspettavo neanche. A ogni nostro errore l’Atletico ha segnato, noi non ci siamo riusciti. A livello numerico la partita non propone una grande differenza. Forse dipende dalla qualità offensiva, ma rispetto agli anni scorsi concedono qualcosa di più”.
La Lazio ci ha messo del suo? A gennaio chiederà giocatori a Lotito? “Li avevo chiesti anche a giugno, sono problemi societari, vediamo quello che decidono. Di nostro ci abbiamo messo gli impatti ai due tempi, hanno deciso il risultato”.
L’ha sorpresa il modo di giocare dell’Atletico? “Come avrebbe giocato l’Atletico più o meno lo sapevamo. Un 5-3-2 in fase di impostazione che si sarebbe trasformato quasi in una difesa a 4, con Molina più basso rispetto a Lino. A livello di pressione siamo venuti un po’ meno nella ripresa, era più difficile dare seguito alla prima pressione. Il nostro piano partita era diverso, volevamo tenere la gara in equilibrio, rimanere compatti, senza accettare la partita a campo aperto. Poi prenderci i rischi negli ultimi 20 minuti, siamo andati sotto ed è cambiato tutto”.
Pedro è intervenuto ai microfoni di LSC nel post partita per commentare a caldo la sconfitta nell’ultima partita di ChampionsLeague contro l’AtleticoMadrid. “Abbiamo iniziato male col gol nei primi minuti, ma dopo abbiamo creato qualche occasione, ma qui è sempre difficile e alla fine hanno vinto meritatamente, volevamo fare una bella vittoria ma alla fine è così, abbiamo raggiunto comunque l’obiettivo. Penso che abbiamo giocato bene questa Champions e combattuto fino alla fine abbiamo meritato di andare avanti ma come seconda ora prendiamo una squadra molto forte. Vorrei affrontare il Barcellona anche se è molto forte.”
Luis Alberto ai microfoni di SkySport: “Abbiamo preso gol troppo presto, poi abbiamo creato alcune occasioni. Sta mancando il gol, poi sul secondo loro la gara ha preso una piega ben precisa. Arriviamo abbastanza nei pressi dell’area, ma non riusciamo a trovare la porta. In questa stagione abbiamo buttato tanti punti perché non riusciamo a chiuderle. Avversarie ottavi? La Champions è difficile. Conosco bene l’allenatore della Real Sociedad, giocano molto bene, se pensiamo che sia la più facile sbagliamo”.
Maurizio Sarri ai microfoni di SkySport al termine del match: “Sono un po’ arrabbiato perché abbiamo vanificato tante palle gol e abbiamo pagato caro i nostri errori. C’era un divario di cattiveria e determinazione che abbiamo pagato. Stadio difficile, avversari forti. Abbiamo fatto il massimo nel girone, a questo punto spero di trovare il Barcellona. E’ un avversario che mi manca in carriera. Giocare spensierati? Forse oggi anche troppo spensierati. Abbiamo dimostrato anche negli scorsi anni che facciamo fatica a gestire più competizioni. Quest’anno siamo meno determinati in campionato che in Champions, è la dimostrazione di una caratura mentale non ancora ad alti livelli”.
Maurizio Sarri in conferenza stampa alla vigilia del match di Champions League: “Le partite vanno aggredite. Se non lo fai, le subisci. Vedendo gli allenamenti mi sembrano stimolati, giocare in questo stadio è sempre stimolante. Difficile e stimolante. Spero che i ragazzi abbiano la testa sulla partita e non su altre valutazioni stupide. Il primo posto conta tanto. Spero sia cambiato poco, se non l’errore fatto in 30 secondi a Verona. Avevo la sensazione che avessimo fatto una partita di livello, ho visto i numeri ed è così, sono numeri superiori alla sfida con il Sassuolo. Spero che la squadra ripeti quanto fatto nelle ultime gare. Avere fiducia in Pedro è facile, anche se uno non lo conosce basta leggere il curriculum. Uno dei più vincenti al mondo, ora ha 36 anni e non può garantirci tutte le partite o 90 minuti, ma ha colpi fenomenali. Si allena con lo spirito di un 18enne, è un onore e un piacere allenarlo. Non ho ancora deciso la formazione, sennò domani che faccio tutto il giorno? L’unico sicuro è Gila, poi vediamo. Lì in difesa non abbiamo altre scelte. Sicuramente non farò tante valutazioni sulla prossima gara. Questa sfida ha la sua valenza, è difficile da preparare perché le due squadre sono già qualificate, ma quanto c’è in ballo è gratificante. Le scelte saranno fatte in questo senso, non per l’Inter. Morata? Non è vero che non è andato d’accordo con me. Un giocatore straordinario, grandi qualità tecniche e fisiche, uno dei centravanti più adatti. In quel periodo era nervoso, nn stava più bene a Londra, ne abbiamo parlato anche l’ultima volta che ci siamo visti.
Abbiamo ritrovato un minimo di solidità come l’anno scorso. Nella parte iniziale l’avevamo persa, questo ci ha aiutato nelle ultime partite. A livello difensivo dobbiamo ritrovarci. Luis per noi è importantissimo, è stato fuori pochissime partite, una per squalifica, uno perché acciaccato e quindi ha riposato. Uno per noi molto importante.
Noi abbiamo fatto un miracolo ad andare agli ottavi. Il paragone con l’Atletico non regge, è di una categoria diversa rispetto a noi. Ce la giochiamo lo stesso. L’ambiente laziale è devastante, non a livello di club dove si sta benissimo. Ma com’è contornato, vengono create delle aspettative che sono inarrivabili anche per chi le innesta. Ciò crea frustrazione. Non in me, io ho una certa età e sorvolo, quelli di 20-25 anni fanno più fatica. C’è insoddisfazione perenne, la sponda opposta fanno fuochi d’artificio. Per noi non è naturale andare negli ottavi, negli anni 2000 due volte è successo. Non è un caso essere qui, si è fatto benissimo. L’ambiente ha bisogno di calmarsi, non di incendiarsi. Un ambiente che ha bisogno di diventare logico, quindi più ottimista. Sennò è difficile, se ti aspetti cose astruse. Diventa tutto fuori logo. Il nostro pubblico risponde quasi sempre.
Alla vigilia del match, mi interessa arrivare primo, non interrompere la striscia dell’Atletico. I numeri sono la dimostrazione di quanto questa squadra sia forte, soprattutto in questo stadio. Che era dura lo sapevamo, con questi dati forse è ancora più complicato. Un ambiente che mi piace molto, dovessi scegliere una squadra da allenare sceglierei l’Atletico. Non per togliere il posto a Simeone, anche perché tra poco smetto. Se mi avessero chiesto qualche anno. A livello di palleggio stimo facendo meglio, più velocità di trasmissione di palla. Abbiamo molti dati simili, nell’ultima gara abbiamo fatto un’indice di protezione in area che non avevo mai visto in nessuna squadra. In alcuni aspetti siamo calati, il numero di palloni giocati nell’area avversaria, 40,2, ma creiamo un’occasione in meno a partita e una percentuale incredibilmente inferiore. Queste sono le problematiche da risolvere. Lo sanno tutti perché siamo arrivati secondi, perché 3 squadre italiane erano in corsa in Champions e hanno lasciato una marea di punti per strada. Non avevamo un organico da secondo posto, prima o poi questo lo paghi. Il Celtic non penso sia meglio di noi dal punto di vista tecnico, sul Feyenoord ho dei dubbi. Nel Feyenoord ci sono cinque giocatori che penso entro 2-3 anni giocheranno in Premier League”.
Manuel Lazzari in conferenza stampa alla vigilia del match di Champions League: “È un grande allenatore. Prima ero un quinto di centrocampo, ora sono cambiato completamente. Questo lo devo al mister, ora come squadra facciamo tanto possesso palla. Dal suo arrivo ha cambiato tante cose. Dobbiamo ringraziarlo per il secondo posto dello scorso anno e per il passaggio dei gironi di quest’anno. Griezmann? Abbiamo studiato bene l’Atletico. Lui è un fenomeno, gioca ovunque, però non dobbiamo concentrarci solo su di lui. Hanno tanti giocatori che possono risolvere la partita da soli. Dobbiamo cercare di rimanere in partita il più possibile. Sicuramente come ha detto il mister rispetto all’anno scorso mancano le occasioni, i tiri in porta e la finalizzazione. Dobbiamo lavorarci di più, soprattutto sulla catena di destra abbiamo perso un giocatore fondamenta come Milinkovic. Guendouzi si sta inserendo piano piano, il feeling aumenta di partita in partita. Manca solo una cosa, chiudere le partite. Anche a Verona, aver pareggiato quella partita, se ci penso sembra una cosa incredibile. Loro hanno pareggiato senza aver tirato in porta. Avevamo creato altre 5 o 6 occasioni per chiuderla. Secondo me manca solo questo. A livello di palleggio e velocità di gioco siamo meglio dell’anno scorso. Sono tre anni che lavoro con il mister, siamo andati un po’ a periodi. Cambiare ruolo ci vuole tanto lavoro, non è stato assolutamente facile. Quest’anno mi sento molto meglio, più a mio agio. Ora penso molto più a difendere prima che attaccare, mi concentro più sulla fase difensiva. In allenamento vado sempre a mille all’ora. Arrivo dieci volte sul fondo e azzecco due cross, ma non è facile dopo centro metri di campo arrivare ludici per fare assist”.
“È normale che spero di giocare, così come ogni giocatore. Accetto la scelta del mister, non ha nessuna importanza. L’importante è che la Lazio giochi una buona partita e che se la giochi fino all’ultimo minuto. Tanta gente è focalizzata sul secondo posto dell’anno scorso. Quindi si guarda al posizionamento di quest’anno e si guarda a oggi che siamo un po’ indietro. Ma è ancora tutto aperto, siamo a soli quattro punti dal quarto posto. Non è tutto da buttare, andiamo avanti a testa alta e pensiamo solo alla partita di domani. Sarebbe una spinta davvero grande, qui vincono davvero in pochi. Sappiamo che è una partita davvero complicata, stiamo parlando di una squadra molto forte tecnicamente e fisicamente. Ma se siamo arrivati qui è perché siamo forti anche noi”.
LA CONFERENZA STAMPA DI MAURIZIO SARRI DOPO IL PAREGGIO A VERONA:
Pareggio amaro, Lazio incapace di chiudere le partite? “Oggi posso essere amareggiato per il risultato ma la squadra ha fatto una buona prestazione, questa era una squadra difficile, le tante palle lunghe potevano creare una gara sporca. Il palleggio è stato di buona qualità forse anche più del solito. Abbiamo subìto un goal casuale su un giocatore che voleva crossare”.
Arbitro andato oltre il protocollo nel goal annullato? “Siamo al limite, se fosse stato il difensore a mettere la mano sarebbe stato rigore? Non credo, per me il goal era regolare. Questo è il figlio di Ayroldi? Era meglio il babbo…”.
Giocatori hanno protestato anche per un fallo di Duda prima dell’espulsione? “Non l’ho rivisto sinceramente ma i ragazzi hanno detto che doveva essere espulso quindici minuti prima”.
Dal Feyenoord la Lazio ha cambiato qualcosa in pressione, ha giovato? “Gli uomini si stanno utilizzando tutti, Isaksen stava giocando ma oggi si è fermato per infortunio, oggi ha giocato Zaccagni che al rientro dall’infortunio ha fatto piuttosto bene. Davanti poi si stanno alternando altre due ragazzi. Oggi ho rivisto più vivo anche Felipe Anderson dopo qualche black-out di troppo durante le partite”.
Mattia Zaccagni ai microfoni di Lazio Style al termine del match: “Secondo me abbiamo fatto una buonissima partita, abbiamo creato tanto. Certe occasioni non le abbiamo sfruttate al meglio, dovevamo essere più furbi in alcuni contesti. Queste partite vanno vinte. Purtroppo il calcio è così, non è la prima volta che ci succede. Se anche un cross ci fa male, non dobbiamo far fare nemmeno quello. Oggi mi sentivo abbastanza bene, anche se ancora non sono al 100%. Sono comunque contento della mia prestazione”.