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Riecco Sergej, miglior straniero (per gol) della storia biancoceleste: “Risposta alle critiche, vittoria enorme”. Poi sul rinnovo… (AUDIO)

Le parole di Sergej Milinkovic-Savic, centrocampista della Lazio, ai microfoni di DAZN dopo il gol con il Monza. “Questi sono tre punti enormi, siamo ancora secondi e abbiamo visto che l’Inter non ha vinto e speriamo che il Milan non vinca. Mi mancava tanto il gol, tante critiche, tante parole negative e sicuramente mi darà una mano enorme. E’ stato un periodo duro per me, provo a dare sempre di più e migliorare e oggi è arrivato un gol su punizione che era da un po’ di tempo che mi allenavo. Andiamo a casa tutti contenti”.

Quanta consapevolezza c’è?
“Il derby ci ha dato tanto, questa di oggi è stata un conferma. Siamo lì, adesso dipende tanto anche da noi e cercheremo di rimanere là”.

Il rinnovo?
“Io mi concentro sul campo, aiuto la squadra per arrivare agli obiettivi. Non voglio parlarne, mi concentro sul campo”.

Sergej-RECORD

ergej Milinkovic-Savic è ancora di più nella storia della Prima Squadra della Capitale. Infatti il serbo, con il gol messo a segno contro il Monza, ha raggiunto quota 65 reti segnate con la maglia biancoceleste, superando Goran Pandev e Miroslav Klose. L’ennesimo traguardo di un calciatore di enorme livello che però questa estate potrebbe lasciare la Lazio.

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Lazio rubacuori, anche Marocchi stregato dal cammino: “Squadra fortissima! Merito di Sarri…”

Il cammino della Lazio è travolgente. Il successo di Monza rafforza i numeri dei biancocelesti. Sempre più seconda in classifica e miglior difesa del campionato. La Lazio sarrista cala il velo e si scopre senza pudore. Il calcio filosofico di Sarri è ormai una realtà a Roma sponda Lazio. Se ne accorgono tutti ormai. Il coro unanime di consensi per il cammino della Lazio è trasversale. L’ultimo in ordine di tempo è Marocchi, che a Sky Sport conferma: “La Lazio è fortissima – spiega l’ex centrocampista juventino – dal punto di vista difensivo è solida. Sarri li ha portati tutti dalla sua parte. Li ha portati a ragionare come vuole lui quando c’è da fare la fase difensiva. La Lazio tra le due mezz’ali e i tre attaccanti ha cinque giocatori dal livello tecnico altissimo. Sono prima e seconda due squadre che giocano con la difesa a quattro”. Numeri, risultati e consensi, che spingono in alto il progetto iniziato due anni fa. Lotito gongola e Sarri gioisce perché la Lazio gli è entrata dentro: “La clausola nel nuovo contratto non c’è più, ho altri due anni ed alla Lazio sto bene. Mi ci sento dentro, mi hanno fatto sentire importante. Se non succede qualcosa di clamoroso io voglio continuare con la Lazio e finire con questa squadra. E’ un club che ti entra dentro”.

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Di Canio: “Sarri migliora tutti, è secondo con una punta. Il Quarticciolo ne ha tre…”

Sarri ha migliorato tutti. Luis Alberto che corre e pressa, taglia e cuce, ha ritrovato il sorriso ed è imprescindibile per questa squadra. La Lazio – ha detto Paolo Di Canio durante il Club su Sky Sport – gioca ed è la seconda miglior difesa d’Europa e la prima in italia. Ha ottenuto questo con Luis Alberto e Milinkovic a centrocampo che sono un po’ compassati e non sono intenditori, ma funzionano i meccanismi. Sarri ha ottenuto tutto questo senza un terzino sinistro mancino e senza una punta di riserva. Lo dico scherzosamente – Di Canio – il Bar Corallo del mio quartiere al Quarticciolo ha tre punte: una titolare e due di riserva. La Lazio non ha una punta di riserva che sia di stazza per variante sul tema alla Muriqi o alla Caicedo o un piccoletto alla Raspadori. Si inventa Felipe Anderson falso nove, un giocatore che prima di tornare alla Lazio era sparito. Al Porto aveva giocato tre partite in un anno e mezzo. Sarri fa funzionare il tutto a questo punto della stagione e con un crescendo rispetto all’anno scorso. Noi dobbiamo dire che Sarri è l’allenatore italiano che allena e migliora i giocatori. Non sappiamo come finirà la stagione, ma mi dà l’idea che Sarri in un anno e mezzo abbia ricreato alla Lazio un mini Napoli di qualche anno fa. Maestrelli? Era un padre, Sarri dialoga con i suoi da professionista. Era una cosa diversa, ma erano altri tempi “.

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Sarri: “Punti importanti i una lunga corsa. Segnali di maturità. Milinkovic determinante” (AUDIO)

Occasione sfruttata, la Lazio è in fuga per la Champions. Monza battuto 2-0 con i gol di Pedro e Milinkovic-Savic, è il miglior modo per volare a +5 sull’Inter e consolidare il secondo posto. A Dazn, nel post partita, Maurizio Sarri ha parlato della sfida e dei prossimi impegni: “Il Monza prima o poi ti fa soffrire nell’arco della partita, ti toglie il pallino del gioco. Abbiamo trovato una buona squadra, non mi è piaciuta la gestione finale. Prendere un contropiede al 45′ non è il massimo della vita. Oggi prendiamo tre punti importanti in una corsa che è molto lunga. Ci sono 30 punti in palio. Noi abbiamo recuperato tanti punti nelle ultime stagioni, possono farlo anche le altre squadre”.

Le parole di Sarri dopo il Monza, grande occasione

“Milinkovic oggi ha fatto un percorso inverso rispetto alla squadra. Primo tempo così e così, il secondo ottimo. Lo vedo in crescita, se continua così è determinante nel finale di stagione. La solidità difensiva è un passo che ci permette di stare in alto in classifica. Ad inizio stagione c’erano segnali positivi, ora ancora meglio. Cataldi ha fatto 65’ ottimi, ha giocato su grandi livelli. Da venerdì uso la parola maturità: fare tesoro degli errori, capire il momento. La squadra dava segnali positivi. Lo scorso anno ci sono stati grandi problemi dopo i match europei. Anche se quello guadagnato in campionato lo abbiamo perso in Europa. Speriamo che questo passo di maturità vada sino in fondo. Il percorso è in divenire, sono contento di quello che vedo. Domani ci alleniamo e pensiamo alla Juve: annulliamo tutti i risultati e pensiamo alla prossima”.

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Anderson: “Ora tutto dipende da noi e complimenti a Sergej per il record…”

Nel post gara di Monza-Lazio, il centrocampista biancoceleste Felipe Anderson ha parlato ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 Sky:

“Vittoria importante, abbiamo dato continuità dopo il derby. Non era facile portarla a casa, su un campo molto complicato. Siamo secondi, ora tutto dipende da noi. Dobbiamo pensare partita dopo partita, a partire dalla prossima contro la Juventus. Tutti i punti saranno fondamentali da qui alla fine.

Milinkovic? Complimenti a lui per essere diventato il calciatore straniero più prolifico nella storia della Lazio, cercheremo di aiutarlo a centrare altri record. Sergej è un grandissimo calciatore. Il Monza aveva una qualità di gioco importante, sapevamo che sarebbe stato importante sfruttare al meglio ogni spazio e ripartenza.

Sbloccare per primi la gara sicuramente è stato fondamentale. Dobbiamo avere sempre questa intelligenza nel saper leggere le partite, stiamo crescendo come squadra e gruppo”.

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Pedro: “Vittoria e gioco, ora ogni gara come fosse una finale”

Nel post gara di Monza-Lazio, l’attaccante biancoceleste Pedro ha parlato ai microfoni di Lazio Style:

“La vittoria di oggi è stata imortante, sapevamo che era difficile. Era una grande opportunità per allungare in classifica. Abbiamo fatto il nostro gioco, creando molte occasioni. Mancano ancora tante partite ma dobbiamo continuare su questa strada se vogliamo raggiungere obiettivi importanti.

Dobbiamo giocare ogni partita come se fosse una finale, abbiamo molta fiducia e personalità con la palla, stiamo giocando bene e non vogliamo fermarci. Adesso testa alla prossima contro la Juventus. Ho segnato di più in trasferta, sono contento e spero di tornare a farlo anche all’Olimpico.

La Juventus è una grande squadra, molto solida dietro. Noi però siamo migliorati rispetto all’ultima volta in cui l’abbiamo affrontata, lavoreremo bene durante la settimana per fare una grande partita”.

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Esclusione Zaccagni, Mancini: “Tutti parlano senza sapere, ci sono motivazioni valide” E su Immobile…

L’esclusione di Zaccagni e Zaniolo, un tema caldo, specialmente in questa sosta per le Nazionali. Il CT Roberto Mancini ha rilasciato delle battute a Sky Sport, in merito alla mancata convocazione di Zaccagni. L’esterno sinistro della Lazio è fra i giocatori più in forma e decisivi del nostro campionato, la sua mancata convocazione ha fatto molto discutere. A precisa domanda riguardo la sua esclusione (e quella di Zaniolo, ora al Galatasaray) Roberto Mancini ha risposto: “Ci sono motivazioni più che valide, tutti parlano senza sapere nulla e non è questo il luogo in cui farlo. La porta della Nazionale è aperta a tutti, sono stati chiamati giocatori che mancavano da tempo. Ma chi non è stato chiamato è per motivazioni più che valide“. Una risposta eloquente certo, ma che non chiarisce la dinamica. L’esclusione di Zaccagni fa parte delle ‘cose di spogliatoio’, cose che il tecnico vuole tenere sotto chiave.

Nella seconda parte, il CT si è espresso sul tema oriundi: “Se noi li trovassimo in Italia saremmo più felici, ma come a noi sono stati portati via giocatori che avevano fatto tutte le giovanili… Purtroppo è così in questo momento: tra le prime sette di Serie A solo la Lazio ha un centravanti italiano, ovvero Immobile. Poi ognuno può dire quello che vuole, ma per quel che mi riguarda lascia il tempo che trova. Se troviamo giocatori validi li valutiamo, li studiamo e poi prendiamo delle decisioni. Poi riuscissimo a trovarli in Italia meglio. Retegui è un ragazzo giovane, ha bisogno di tempo e se verrà a giocare in Europa o addirittura in Italia come leggo sarà un vantaggio, tutto qui”.

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Antisemitismo negli stadi, Lotito: “Chiudere la Curva favorisce chi non rispetta la regole”

Le parole del Presidente della Lazio Claudio Lotito sul tema antisemitismo negli stadi

Antisemitismo negli stadi: durante uno speciale approfondimento curato da Sky su questo tema, è intervenuto il patron della Lazio. Queste le sue parole: “Noi dobbiamo intervenire per evitare che si realizzino determinati episodi e poi, nel momento in cui si verificano, avere la possibilità di poterli reprimere e isolare questa gente che non deve diventare un punto di riferimento. Per questo chiudere la Curva in questo caso- quello della Lazio – significherebbe creare un punto di riferimento e favorire le persone che non rispettano le regole“.

Non è certo la prima volta che la società prende posizione sul tema antisemitismo negli stadi. La Lazio infatti, si è sempre dimostrata estremamente collaborativa con le forze dell’ordine con l’intento di ‘reprimere e isolare’, citando testualmente Lotito, questo fenomeno. La prossima gara interna della Lazio sarà contro la Juventus. Entro il 4 aprile si attende la decisione sull’eventuale chiusura della Curva Nord.

Proprio nel match contro i bianconeri, il tecnico Maurizio Sarri riceverà un premio. Sarri infatti ha vinto il premio come miglior allenatore della Serie A per il mese di marzo. Il  premio viene assegnato da una giuria composta da Direttori di testate giornalistiche sportive che hanno valutato i singoli allenatori, in base a criteri tecnico sportivi e di qualità di gioco espresso dalle loro squadre e di fair play tenuto durante le gare. I 7 punti totalizzati in tre gare, contro Napoli, Bologna e Roma, sono valsi il riconoscimento per il tecnico toscano.

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Italia, Zoff: “Le solite esagerazioni, Retegui non può scalzare Immobile”

Dino Zoff, storica bandiera del calcio azzurro, ha parlato nel corso di “Radio Anch’io lo sport” su Rai Radio1 della Nazionale azzurra dopo la sconfitta contro l’Inghilterra e la vittoria contro Malta: “Io credo che sia un bilancio normale. La partita di ieri non è che può determinare grandi considerazioni. Il valore non si può andare a vedere in queste partite. Le difficoltà di reperire giocatori, visti i tanti stranieri in campionato, c’è. Quella di ieri non si può certo definire una ripartenza”.

È preoccupato per il percorso delle qualificazioni all’Europeo?
“La pesantezza di non essere ai mondiali è stata tragica, ma io non mi spaventerei adesso. Siamo abituati agli estremi, ma queste partite non determinano svolte o retrocessioni”.

Retegui sarà il futuro dell’attacco azzurro?
“Non ci sono tante punte ma non è che arriva uno e può scalzare Immobile che ha fatto 50 gol all’anno da diversi anni. Sono le consuete esagerazioni del nostro calcio”.

Qual è il problema della Nazionale?
“Ci sono pochi giocatori italiani. Io faccio sempre gli esempi: è brutto parlare dei miei tempi, ma in Friuli quando giocavo io avevamo 12 giocatori in Serie A e almeno un paio in Nazionale. Al giorno d’oggi con tutti i preparatori che girano, chi è bravo trova subito una squadra degna della sua qualità. Ci sono meno italiani che giocano, è questo il problema. Non è un problema di non farli giocare in Serie A, è proprio il problema che non ci sono o ce ne sono pochi”.

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Umiltà Gila: “Imparo molto, sono contento per ogni minuto che mi guadagno”

Direttamente dal ritiro della Spagna U21, arrivano le parole di Mario Gila con umiltà.

Con umiltà, Gila – difensore biancoceleste – ha parlato ai microfoni di Ok Diario: “Alla Lazio mi sto adattando bene. Sono molto felice. E’ stato un po’ difficile trovare minutaggio, ma conosco la qualità della squadra e so di cosa è capace. Sto imparando molto, soprattutto in fase difensiva e a sapere come si sta in una squadra di alto livello. Sono molto contento per tutto quello che faccio, per ogni minuto che mi regala il mister e per tutti quelli che mi sto guadagnando. Stiamo lavorando bene e siamo secondi in classifica. Stiamo facendo bene in campionato e – prosegue umiltà Gila – speriamo che il prossimo anno ci andremo in Champions per fare quel piccolo salto di qualità”. 

“Tornare al Real Madrid? È un sogno che è nella mia testa. Come ho detto, però, adesso sono alla Lazio e voglio dare il 100%. Debuttare in prima squadra è stato un sogno che si è avverato. L’esordio al Bernabeu era un giorno che sognavo da bambino”.

Mario Gila ha partecipato a 12 gare della Lazio in questa stagione, con 765′ complessivi. 4 presenze in Serie A, 5 in Europa League e 3 in Conference League.