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Leiva: “Vittoria meritata, dopo i primi sei mesi ora le giocate vengono in automatico”

Lucas Leiva, centrocampista della Lazio, ai microfoni di DAZN dopo la vittoria contro il Cagliari. “Cento vittorie con la maglia della Lazio è un record importante. Vittoria meritata questa sera, nelle ultime partite erano arrivate le prestazioni ma non i risultati. Dobbiamo continuare su questa strada. La serenità é perché dopo sei mesi le giocate vengono in automatico, questo palleggio, i movimenti, abbiamo lavorato tanto per arrivare a questo punto. E’ un gioco dispendioso, in palleggio dobbiamo essere sempre in movimento però stiamo crescendo come squadra. Quando non prendiamo gol ci dà ancora più fiducia”.

E’ stato difficile passare da Inzaghi a Sarri.
“Abbiamo avuto un po’ di difficoltà perché dopo quattro anni giocando a tre e in un modo diverso, arriva mister Sarri con un’altra proposta ma la squadra è stata disponibile ed a volte abbiamo fatto dei risultati non buonissimi ma la strada è questa. Siamo migliorati tanto, c’è ancora tanto da lavorare”.

Quando ci tiene Sarri alla fase difensiva?
“La prima cosa che chiede sempre, cominciando da Immobile. Se un giocatore non fa bene la parte difensiva alla fine soffriamo tutto, avendo più la palla poi prendiamo meno gol. Ora abbiamo più possesso”.

Quanto credete all’Europa?
“Dobbiamo pensare di partita in partita, nel calcio poi niente è impossibile”.

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Felipe Anderson: “Stiamo dimostrando più maturità, i risultati così arriveranno” (AUDIO)

Le parole di Felipe Anderson, attaccante della Lazio, ai microfoni di DAZN dopo la vittoria contro il Cagliari. “E’ sempre bello segnare, questo 3-0 ci dà fiducia. Da quattro cinque partite abbiamo più solidità, stiamo dimostrando più maturità e i risultati arriveranno. Sta arrivando la solidità difensiva, questa è una caratteristica delle squadre che lottano in alta classifica. Ho sempre stimato Sarri, devo dare tanto per la Lazio”.

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Hernanes e quella capriola da ex: “Non la rifarei”

Anderson Hernanes – ai microfoni di SkySport – ha ripercorso alcune tappe della sua esperienza italiana. Fra queste l’addio alla Lazio e – in seguito – quella capriola da ‘ex’ all’Olimpico, nel gennaio del 2015: “Ho sbagliato, non lo rifarei perché avevo un rapporto magnifico con i tifosi e l’ho rovinato un po’. Mi è dispiaciuto, ero giovane e non ho riflettuto bene”. Non è la prima volta che il ‘Profeta’ si scusa con i tifosi biancocelesti per quel gesto. Tempo fa aveva chiarito ulteriormente le sue motivazioni: “Era dedicata a Lotito”.

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Superlega 2.0, Ceferin: “Dopo la pandemia, usano la guerra. No a competizioni UEFA”

Il progetto Superlega “non è così intelligente”, “non riguarda il calcio” e chi lo propone “dimostra ancora di vivere in un mondo parallelo”. Il presidente dell’UEFA Aleksander Ceferin, intervistato durante il FT Business of Football Summit, torna all’attacco del progetto Superlega.

“Non è calcio, ma parliamone comunque. Sono stanco di questo progetto non calcistico. La prima volta lo hanno lanciato nel mezzo della pandemia, ora durante la guerra: vivono in un mondo parallelo. Mentre noi lavoriamo per salvare giocatori in questa situazione, loro vogliono rilanciare questo progetto. Possono pagare chiunque per dire che è un bel progetto, ma resta una idea senza senso. Tra l’altro, uno dei dirigenti che ora è tornato a spingere per questo progetto mi ha chiamato per scusarsi, però ora comunque tira dritto”, le parole di Ceferin.

Per loro i tifosi sono consumatori, per noi i tifosi sono tifosi. La cosa interessante, inoltre, è che criticano Uefa ed Eca, ma uno di loro era presidente dell’Eca (il riferimento è ad Andrea Agnelli, ndr) e una settimana prima del lancio della Superlega lodava il sistema presente. Possono giocare le loro competizioni, nessuno glielo vieta. Ma se vorranno giocare le loro competizioni, non potranno giocare le nostre”.

La nuova Champions è in stile Superlega? No, è qualcosa di completamente diverso. Ci sono cose ancora da chiarire, per questo la decisione finale non c’è ancora. Chiunque compari le due cose non è serio. Oggi abbiamo 32 squadre in Champions, ne avremo 36 ma dobbiamo ancora capire come aggiungere quattro posti. Ci saranno più posti per medie e piccole leghe. E non confronterei la situazione Superlega con quella con la Fifa, con la Fifa discutiamo ogni giorni. Il mondiale biennalòe è un progetto che nessuno vuole. Ne abbiamo discusso con Infantino e stiamo discutendo per altre opzioni, ma sono sicuro che troveremo soluzione”.

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Si scrive Immobile, si legge Lazio. L’ag: “Resterà fino al termine della carriera”

In casa Lazio c’è un futuro tutto da scrivere. 11 partite al termine della stagione, poi un calciomercato che – verosimilmente – sarà una sorta di rivoluzione. Punti fermi? Pochi, ma fra questi, il più importante di tutti: Ciro Immobile. Alessandro Moggi (l’agente del bomber) ha svelato la scelta di vita del suo assistito, ai microfoni di Radio Marte: Resterà alla Lazio fino al termine della sua carriera. Il club ha fatto un gesto importantissimo legandosi a Ciro fino al 2026. Parliamo del più forte centravanti in Italia degli ultimi anni, numericamente ha fatto benissimo e ha vinto anche la Scarpa d’Oro”.

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Sarri: “Ingenuità grossa ha rovinato una gara giocata più che alla pari. Tre mesi fa con il Napoli era ingiocabile…” (AUDIO)

Le parole di Maurizio Sarri, tecnico della Lazio, ai microfoni di DAZN dopo la sconfitta dell’Olimpico contro il Napoli. “E’ stata una partita, abbiamo fatto il primo tempo tutto noi. L’abbiamo ripresa, poi un’ingenuità ci è costata la partita triplicando un giocatore in fascia e ci siamo fatti trovare messi male dietro. Tre mesi fa il Napoli per noi era ingiocabile, oggi invece abbiamo giocato più che alla pari tirando più in porta. Stasera abbiamo preso dei rischi, abbiamo messo Luis Alberto centrale ma era un rischio calcolato. Ingenuità grossa quella del gol a cinquanta secondi dalla fine, ci rimane questo forte rammarico”.

I numeri peggiori nei dribbling subito, si è dato una spiegazione?
“Dribbling subiti in ogni zona del campo, non parliamo solo di difensori. Un po’ per caratteristiche individuale di questi ragazzi”.

Che piega sta prendendo la vostra stagione?
“L’obiettivo è quello di fare il meglio possibile, di ricominciare a leggere meglio le situazioni così da trasformare le prestazioni in risultati”.

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Zaccagni: “La sfortuna porta rammarico, ma è la strada giusta. Serve solo più cattiveria sotto porta”

L’attaccante biancoceleste, Mattia Zaccagni, è intervenuto nel post partita di Lazio-Napoli ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky: 

“Potevamo essere più cattivi nel primo tempo, dovevamo trovare subito il gol. Nel primo tempo abbiamo dominato contro un Napoli che non ha fatto praticamente nulla. C’è il rammarico di non essere riusciti a tenerci il punto conquistato. Ora pensiamo al Cagliari. Quando incontri la sfortuna c’è sempre un po’ di rammarico, noi continuiamo su questa strada. Stiamo giocando un buon calcio, stiamo bene e i risultati arriveranno basta restare calmi. Il nostro obiettivo deve essere soltanto Cagliari per portare a casa i tre punti che sono fondamentali. 

Giocare per la Nazionale è il sogno di tutti. Io penso a fare bene con la Lazio poi quello che verrà lo accoglierò nel migliore dei modi e si vedrà. 

Quando abbiamo fatto gol e abbiamo rimesso in piedi la gara secondo me dovevamo tentare di ribaltare ancora la partita, poi abbiamo subito un bellissimo gol e secondo me non eravamo neanche messi male in campo. Poi è andata così e guardiamo avanti. Abbiamo fatto un primo tempo di9 alta intensità poi nel secondo tempo siamo calati un po’ visto anche l’impegno in Europa League, ma noi stiamo bene e siamo sulla strada giusta. Sabato affronteremo una squadra che sta bene, ma noi dobbiamo andare li per vincere”. 

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Lazio-Napoli, Sarri: “Non dobbiamo concedere spazi come all’andata. Pedro? Periodo travagliato”

Maurizio Sarri ai microfoni di DAZN prima del fischio d’inizio di Lazio-Napoli: “Non dobbiamo concedere quello che abbiamo concesso all’andata, sono una squadra forte con grandi qualità di palleggio e concedere spazi sarebbe pericolosissimo. Pedro viene da un periodo travagliato, ha un problema ad un tendine e preferisco partire con Felipe Anderson”.

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Reina e quel Napoli sarriano: “Giocavamo a memoria, che divertimento!”

Sarà una partita speciale per Pepe Reina quella di domenica contro il Napoli: per il portiere spagnolo della Lazio, infatti, sono 151 le presenze in campionato con la maglia degli azzurri, in quattro anni inframezzati da una parantesi al Bayern Monaco. Dal 2015 al 2018, inoltre, l’allenatore dei partenopei era proprio Maurizio Sarri, ora tecnico dei biancocelesti: “L’esperienza a Napoli con Sarri? Ci divertivamo, in campo giocavamo con automatismi chiari, a memoria. Inoltre avevamo un gruppo umano che andava al di là della tattica. Eravamo uniti e umili, lavoravamo tutti nella stessa direzione”. Una fiducia, quella di Sarri, che ha portato l’estremo difensore spagnolo ad essere il quarto giocatore più impiegato di sempre dal tecnico toscano“Il mister crede fortemente da sempre alle proprie idee, ha una filosofia di calcio ben marcata, è un insegnante di questo tipo di gioco”. Sul match dell’Olimpico contro la sua ex squadra: “Sarà molto difficile, affronteremo una squadra con una rosa profonda, candidata alla vittoria dello scudetto. Mi aspetto una gara molto dura, come dimostra anche il risultato dell’andata”

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Lazio-Napoli, Spalletti: “Sarri ha fatto giocare il Napoli come nessuno. Lotta scudetto? Giostra bella e crudele”

“Contro il Barcellona non siamo stati all’altezza di noi stessi, è questo che deve darci fastidio, ancor di più di non essere stati all’altezza del Barcellona. Noi abbiamo mostrato già un’identità di gioco che ci ha dato soddisfazioni. Quando non gestiamo bene palla rischiamo le brutte figure.

C’è una bella lotta in vetta alla classifica, può diventare una giostra bella e crudele per uomini e anime forti. Ci sono molte squadre che possono rientrare nella lotta alla Champions, diverse possibilità di apertura per lo scudetto. I calciatori daranno tutto e per come li ho visti stamattina riconosceranno il momento.

Abbiamo già superato momenti di difficoltà. Per farlo dobbiamo essere noi stessi, siamo sempre quelli lì. Abbiamo perso energie, bisogna dirlo, però nella squadra ho ancora tante fonti misteriose che possono darci diverse soluzioni. Giocheremo con fiducia sapendo che domani avremo una chance da giocarci.

Qualche difficoltà in questo periodo ne abbiamo avuta, senza tirarne di nuovo dentro troppe. Staccata la spina? Assolutamente no, sono io il generatore di questa squadra e non ho staccato la spina. È una scelta mia aver affrontato il Barcellona a viso aperto, ho chiesto di andarli a prendere alti sul calcio di rinvio, ci è mancato qualche comportamento dentro questa scelta che abbiamo fatto. Potrebbe essere l’identità di gioco che ormai abbiamo e se scendiamo sotto una certa soglia di qualità di possesso palla, rischiamo che ci tuonino addosso. Lo schema su calcio d’angolo gliel’ho chiesto io di batterlo. Poi la gestione tattica del secondo gol gliel’ho detto io di stare alti per non concedergli campo. Abbiamo perso delle energie e ora siamo di fronte una partita che può dare tanto e la soluzione è giocare da squadra forte, da Napoli. Restare a testa alta, entrare in campo guardando in faccia l’avversario facendogli capire che siamo disposti a giocare la partita. La differenza di Barcellona-Napoli e Napoli-Barcellona sta in quei due gol. L’ho rivista bene e ci trovo casuale che loro hanno sbagliato 3-4 palle importanti molto più facili del gol di de Jong. Stanchezza finale per loro? Avevano uomini freschi. Se commetti degli errori, come fatto, si mette in discussione l’atteggiamento che però non trova riscontro in una preparazione corretta della partita. Quel calcio d’angolo è difficile che diventi così. Ne ho visti giocare altri alla mia squadra da quando sono qui. Come detto, sono il responsabile di quella scelta. I giocatori seguono quanto dico al momento.

Non conosco le cause che hanno portato a questa situazione così drammatica. Ma nessun motivo può essere valido per costringere delle persone a diventare profughi per il mondo e rischiare di essere schiacciati dalle bombe. Soprattutto quella che è la cosa che crea disagio sono i bambini che lasciano le loro camerette e si trovano a dormire sotto i ponti e in giro per il mondo. Questo fa pensare che non ci sia mai un motivo per fare la guerra. La vita delle persone va tutelata per prima.

Osimhen sta molto meglio delle partite precedenti. Lobotka lo portiamo però è lo stesso discorso fatto qualche giorno fa per chi rientra. Difficile parta dall’inizio, ma vedremo domani. Oggi ha lavorato con la squadra e un po’ di personalizzato. È convocato e lo valuteremo in base alla sua reazione perché i massaggiatori quando lavorano sanno come risponde il muscolo. Lozano stamattina mi ha detto che sente la spalla più forte. Sente migliorare la situazione e ritiene sia stata la scelta giusta non operare. Anguissa ha bisogno di questa settimana, dopodiché gli esami per capire se avrà recuperato”.

Voi potete cambiare verdetti ogni partita, la mia è una valutazione più profonda, sulla base del percorso fatto. Sono convinto che i miei possano meritare ancora la mia fiducia e che possano conservare tutta la loro autostima possibile su quelle che sono le qualità e capacità. Chiaro che poi bisogna assolutamente, in questi casi, non smettere di lottare, avere la volontà lottatrice anche se ho un momento in cui non sto benissimo. Dobbiamo restare agganciati alla possibilità di dare una felicità ai nostri tifosi. Siamo ad un bivio, se essere dimenticati o rimanere nella testa dei tifosi del Napoli come degli eroi.

Affrontare Sarri ha un peso particolare se si vuole restare sul fatto che lui abbia fatto giocare il Napoli come mai nessuno è riuscito. Per quelli che c’erano il ricordo torna in superficie. Però poi è un avversario, è una squadra che gioca un buon calcio e come già successo il Napoli può andare a confrontarsi mettendola in difficoltà, come tutte le squadre. La soluzione è sempre la stessa, riuscire ad essere il Napoli, quella squadra che non rinuncia mai perché in queste partite qui se uno pensa a nascondersi viene subito stanato.

Non abbiamo ancora centrato niente. Restare agganciati alla posizione di vincere lo scudetto o in questo caso guardarsi alle spalle – perché non è centrato niente – se non riesci a lottare per quella roba lì c’è da guardarsi alle spalle. È sempre la stessa strategia, vincere più partite possibili, andare in campo per i tre punti. Per un motivo o un altro il pensiero è mettere le qualità che ci fanno comodo per i tre punti. Non c’è appagamento, non ci può essere. Sarebbe una roba bruttissima alla quale alludere. Se se ne accorge De Laurentiis entra dentro e ribalta tutto.

Alessio Buzzanca