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‘NMM’ – Giordano: “Immobile, pagine di storia indelebili. Ora un grande colpo per la squadra e la piazza” (AUDIO)

Bruno Giordano a Radiosei, il giorno dopo l’addio di Ciro Immobile alla Lazio.

Ciro Immobile dice addio alla Lazio. E’ la fine di un’era?

Immobile ha scritto delle pagine indelebili della storia della Lazio. Il calcio moderno ci ha abituato a questo però. Succede in tante squadre, purtroppo. Penso a Mertens o Del Piero, l’importante è che non ci siano screzi e code polemiche. Che venga ricordato per quel grande campione che è stato e che gli sia riconosciuto ciò che ha fatto per questa maglia. Le storie finiscono, non si può giocare in eterno. Forse è mancata un po’ di chiarezza da parte di tutti in questa vicenda. Quando arrivano questi momento è importante essere chiari, questo a vantaggio di tutti. Un giocatore di questa portata va salutato nel modo più bello, credo verrà ricordato sempre, per sempre”.

Il rischio di ripartire senza riferimenti di spessore

“Come in passato, serve tempo per ricostruire uno zoccolo duro. Quando resti troppo a lungo, possono venire a mancare alcuni stimoli. E’ normale che, come un domino, tutti i protagonisti di un ciclo possano andarsene a stretto giro. Per chi resta invece, mi auguro che Romagnoli possa tornare quello di due anni fa e che in generale, non si ripropongano i problemi di inizio stagione scorsa. Ora hanno responsabilità più grandi. Sul mercato sarebbe importante fare adesso un colpo forte. Per la rosa, ma anche per la piazza cui mancano riferimenti esattamente come alla squadra. Sarebbe bello e importante mettere a segno un grande colpo. Un segnale, un impulso”.

Dario Cadeddu

12/07/2024

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‘QUELLI CHE…’ – Lazio-Flaminio, Onorato: “L’impressione è positiva, progetto da completare. Vedremo se Lotito a ottobre…” (AUDIO)

ALESSANDRO ONORATO (Assessore sport Comune Roma) IN COLLEGAMENTO A ‘QUELLI CHE…’

“Se si andrà avanti col progetto Flaminio-Lazio? Questo dipenderà molto dal Presidente Lotito che si è presentato con tecnici importanti e con un rappresentante della famiglia Nervi. E’ stato un incontro interlocutorio in vista dei passaggi che hanno detto che faranno a ottobre. Hanno le idee chiare e vedremo nei prossimi mesi cosa accadrà. L’impressione è positiva. Il Comune ovviamente valuterà i passi concreti che possano riportare il Flaminio ad antico splendore. L’importante è rispettare le norme e non approfittare di situazioni o della pressione dei tifosi. Questo vale per tutti. Vogliamo chiarire che a Roma gli stadi si possono fare, purché Roma e Lazio li vogliano fare.

Ad oggi il progetto della Lazio non è ancora completato. La Lazio non ha fatto alcuna richiesta e comunque sarà un progetto che si sosterrà unicamente con le casse della Lazio. Il pubblico non metterà un euro. E Lotito questo lo ha molto chiaro.

L’incontro del presidente Lotito con l’Amministrazione è stato di grande garbo istituzionale, di fair play. In questa città c’è un’impiantistica sportiva ferma al massimo agli anni 60 se non prima, vecchia e che deve essere aggiornata. Se un imprenditore presenta un progetto, questa amministrazione è pronta ad ascoltarlo.

Ovvio che del progetto Lazio sul Flaminio andrà valutato l’impatto ambientale, il piano parcheggi, la fattibilità. Se i privati non faranno qualcosa col Flaminio, vorrà dire che ci penserà il Comune. Ribadisco, il presidente Lotito ha detto che a ottobre presenterà un piano di fattibilità per l’impianto. Il nipote di Nervi è stato super propositivo nell’incontro e questa è una cosa positiva”.

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Alessio Buzzanca

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Delio Rossi a Radiosei: “Nuovi acquisti non scaldano. Greenwood di un livello superiore”

Delio Rossi intervistato dalla redazione di Radiosei

Delio Rossi a Radiosei: “Penso che i nuovi acquisti siano funzionali alla Lazio, poi dipenderà da come vorrà giocare l’allenatore.

L’importante è che siano graditi al tecnico. Sicuramente non sono giocatori che scaldano la piazza. Il campo sarà il giudice come sempre

Le uscite di Felipe Anderson e Luis Alberto rappresentano uscite importanti. Bisognerà rinnovare e bisognerà farlo con giocatori che possano rivestire le gesta di coloro che sono andati via.

Non va messa pressione comunque a questi giocatori, probabilmente anche quelli che sono usciti, arrivati alla Lazio non erano così forti.

Greenwood ha uno spessore differente rispetto a chi è arrivato. Secondo me servirebbe un grande attaccante.

Se Immobile non ritorna ameno all’80% di quello che è stato la Lazio potrebbe avere un problema in attacco.”

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‘NMM’ – Leonardi: “La Lazio sta ricostruendo, ma con Greenwod farebbe il salto. Serve un terzino sinistro e un centrale, Baroni dovrà dare un’anima al gruppo” (AUDIO)

Pietro Leonardi a ‘NMM’

Pietro Leonardi a Radiosei: “L’Italia? Nel 2011 dissi che c’era urgente necessità di fare una riforma dei campionati. Nel nostro campionato siamo oltre il 65% di stranieri, in Spagna stanno circa al 30% e spesso c’è un vantaggio economico a farli giocare a discapito degli italiani. Servono situazioni alternative, valorizzare anche i campionati minori. Poi, nel discorso specifico, possono esserci merito e responsabilità dei tecnici, ma è sempre la punta dell’iceberg”.

“Non stando dentro è difficile capire bene il piano della Lazio. Prima di tutto bisognerà capire con quale modulo vorrà giocare Baroni. Vedendo i primi acquisti, penso che stiano puntando su un concetto di 4-3-3. Non vedo Noslin e Tchaouna particolarmente idonei per giocare da esterni nel 4-2-3-1. Possono entrambi fare gli attaccanti centrali, ma le logiche del 4-2-3-1 richiedono grande copertura di campo per entrambi gli esterni. Credo che alla Lazio manchi ancora un terzino sinistro, una falla storica. Poi, secondo me, se fosse veramente 4-3-3 servirebbe qualcosa di diverso anche a centrocampo. Quel giocatore che ti da strappi e cambio di passo, con abilità nel fare entrambe le fasi. Forse potrebbe essere Dele-Bashiru, che però non conosco. Per finire, penso occorra anche un difensore centrale potente e veloce che possa dare il giusto ricambio a quelli già in rosa”.

Greenwood? E’ l’unico vero talento, fra i giocatori preso e accostati. Se la Lazio dovesse prenderlo, alzerebbe significativamente il tasso qualitativo della rosa intera. Greenwood ha valori diversi, certificati anche dai numeri. Poi, nulla toglie che il Noslin della situazione possa rivelarsi una sorpresa, ma lui e Tchaouna partono come giovani di prospettiva che devono ancora dimostrare. Greenwood sarebbe una soluzione inaspettata, ma non ci farei troppo conto. E’ difficile prenderlo”.

Baroni? Ha dimostrato di portare a casa gli obiettivi, anche se questi erano salvezze. E’ un’occasione importante per lui. Mi da l’impressione di essere una persona seria, ma arriva in una situazione particolare. Deve tirare fuori gli attributi, l’orgoglio. Dovrà tirare fuori tutto quello che ha. Il popolo laziale si distingue, esprime il proprio giudizio anche manifestando in modo civile. Le pressioni sono forti, ma se lui riuscisse a imprimere nella squadra quella fame e quella voglia di non mollare un centimetro, di guadagnerà la stima del pubblico”.

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‘QUELLI CHE…’ – Montesano e la sua Lazio: “Vi racconto le emozioni più grandi…” – AUDIO

Enrico Montesano è intervenuto stamattina ai microfoni di “Quelli che hanno portato il calcio a Roma” per raccontare la sua Lazio e mezzo secolo di cinema e teatro. 

“Viviamo un momento particolare (riferito al Covid e alle guerre in corso, ndr), ora ci siamo sbloccati ma dovremmo uscirne con più consapevolezza. Grazie ai cellulari fortunatamente hai in mano una cineteca per rivivere tutto, penso anche a chi studia. Noi dovevamo muoverci tra enciclopedie e altro. Penso alla mitica lettera di Totò e del grande Walter Chiari”.

“Quando la gente mi incontra mi chiede “ma sei tu, quanti anni hai?” e io puntualmente me ne levo una decina. Mi chiedono di “Febbre da Cavallo”, un capolavoro di Steno, figlio dell’amalgama di un grande gruppo di lavoro, penso ad Adolfo Celi e Mario Carotenuto. Giravamo a Tor di Valle ma Steno si era un po’ stancato e ci diceva ‘oggi andiamo a Tor di Palle”.

Montesano: “Febbre da Cavallo? Steno era il nostro Maestrelli”

“Steno era il nostro Maestrelli e tutto il cast era la Lazio. Cochi e Renato mi fanno venire in mente Chinaglia e Re Cecconi. I 50 anni dallo scudetto del 1974? Parliamo di personaggi leggendari, ognuno con un carattere forte e un’adolescenza difficile. Si formarono in un mondo diversissimo da oggi. Oggi il mercato mi fa ridere, noi li comprammo dal Foggia e dall’Internapoli”.

“Quando mi fecero allenare al Maestrelli fu un’emozione fortissima. Io laziale dal 1954, prendevamo le botte e ci facevano il funerale. Io mi allenavo con gli arbitri e facevo capolino sull’altro campo dove giocava la Lazio. Entrai nei mitici spogliatoi, la sora Gina e gli scarpini lucidati col cuoio. Ho ereditato una maglietta di D’Amico col numero 11 in plastica cucito. Penso anche alla gara a Napoli, mister Eugenio Fascetti mi volle con loro prima del match col Campobasso negli spareggi per non retrocedere in serie C. Maestrelli scherzava e mi diceva che mi avrebbe schierato a destra al posto di Garlaschelli”.

  

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‘NMM’ – Giordano: “Greenwood? Fra lui e Stengs differenza notevole. Serve un terzino sinistro…” (AUDIO)

Bruno Giordano a ‘NMM’

Bruno Giordano a Radiosei: “Non conosco Dele-Bashiru. Greenwood? Credo che se si apre un’asta, non so dove possa arrivare la Lazio. Già la società si è spinta fino a una certa cifra, aggiungendo anche una percentuale sulla futura rivendita. Quando tratti con i grandi club contano i soldi, l’offerta. Non so, ripeto, se la Lazio ha la forza di rilanciare ancora. Magari puoi arrivare fino ai 23 milioni, ma non credo altro ecco. Se invece dell’inglese dovesse arrivare Stengs, ci sarebbe una differenza notevole. Penso che fra le priorità debba esserci il terzino sinistro”.

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‘QUELLI CHE…’ – Caicedo: “Non è più la mia Lazio cattiva e vincente. A Immobile dico di tirare fuori il veleno!” (AUDIO)

FELIPE CAICEDO in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Cerco di seguire sempre la Lazio, in questo momento mi sto godendo a Dubai la mia bimba e mia moglie. La Lazio mi è rimasta tanto dentro, ho tanti amici ancora lì, un bel rapporto con i tifosi, mi sento sempre di dare una pinta in più alla gente laziale ed ai ragazzi che giocano per questa maglia.

I risultati ottenuti con Sarri sono stati importanti, poi il tecnico purtroppo se ne è andato. Il bilancio generale dell’ultima stagione è stato negativo, non l’ho riconosciuta, ha perso identità, ha perso qualità offensiva. Sento ancora i miei ex compagni di squadra, ma ora è un’altra storia. Da quando sono andato via io sono rimasti in pochi, Patric ed Immobile e pochi altri. Non è più la mia Lazio, quella cattiva, quella che ci piaceva, che giocava per vincere. Negli ultimi anni.

Non mi sorprendo di quello che Inzaghi sta facendo all’Inter, è bravo, competente, ha uno staff importante. Ogni tanto con lui discutevo, mi faceva sempre entrare nel secondo tempo (ride, ndr). Litigavamo ma dieci minuti dopo ci abbracciavamo. Lui fa la differenza in quel senso, capisce i momenti. Mi trattava come uno importante, mi faceva sentire una pedina essenziale per la squadra.

Cosa vorrei dire ad Immobile? Lui sa che deve tirare fuori quel veleno che ha dentro. Era e resterà sempre un bomber, deve solo essere tranquillo e tirare fuori tutto il meglio che ha dentro. Ha fatto la storia della Lazio, deve essere consapevole che la Lazio ha ancora bisogno di lui. I veri tifosi sono al suo fianco, nessun dubbio.

Il mio gol più importante è stato quello di Cagliari. Ha significato tanto, eravamo in corsa per lo scudetto, stavamo perdendo, è la rete che mi ha dato più gioia. Fu molto bello anche quello alla Juventus. E’ stato un bel capolavoro anche di Correa.

Quando alla cena di Natale parlai apertamente di scudetto era perché davvero ci credevo. Eravamo lì, in fiducia, tutti nello spogliatoio ci credevano, io ho avuto il coraggio di dirlo. Purtroppo c’è stato il Covid che ci ha fermato”.

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‘NMM’ – Caravello (Ag. FIGC): “Greenwood-Lazio, volontà del giocatore determinante. Ecco perché Artistico…” (AUDIO)

DANILO CARAVELLO (Agente Fifa) in collegamento a ‘NMM’!

Danilo Caravello a  Radiosei“Artistico è un figlio d’arte. Prima punta strutturata, classe 2002, pronto per potersi confrontare in serie b.

Preso a zero può essere un’opportunità rispetto ad una futura plusvalenza. Attaccanti così se ne vedono pochi in giro, per caratteristiche.

Ringiovanimento Lazio con giovani italiani, che per mentalità e tattica più affini al mondo biancoceleste. Certo, sarebbe bello vedere giovani che possano essere competitivi fin da subito.

La responsabilità è di tutti coloro che fanno parte del sistema calcio. Clamoroso che ci siano solo poche seconde squadre in Italia. In Europa ci sono da molti anni.

Bisogna ricominciare dai settori giovanili dove si insegna calcio. Dopodiché bisogna anche saper assimilare giocatori con criterio.

Investiamo male. Dovremo investire con maggiore qualità su infrastrutture e impianti. Non ci sono più attaccanti italiani di livello.

Questi risultati negativi non ci appartengono.

Un acquisto come Lopez per la Lazio ci può stare ma non può essere una consuetudine. A vent’anni non si è più giovani: dovrebbero essere titolari già da un paio d’anni.

Calafiori senza l’infortunio di Acerbi e Scalvini non sarebbe neppure stato convocato all’Europeo.

Greenwood? Trattativa così importante non è mai semplice. Lo UTD ha dichiarato a più risorse che il giocatore per quello che ha fatto non può rimanere.

Per me la differenza può farla la volontà dell’agente e del giocatore. Queste sono trattative che solitamente si chiude in poco tempo.

Il club inglese comunque non ha intenzione di svendere il giocatore.

Mi sembra che la Lazio abbia, a differenza degli anni scorsi, vi siano obiettivi precisi ed idee chiare.

Dele- Bashiru? Giocatore giusto per il progetto biancoceleste, per un progetto giovane, fatto da calciatori anche forti fisicamente.

Mezz’ala offensiva, un giocatore alla Milinkovic Savic. Calciatori che cercano di creare all’interno dell’area di rigore avversaria.

L’importante nel calcio di oggi è non andare sotto ritmo.

Nomi proposti alla Lazio? Quando il mercato è aperto può succedere di tutto”.

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Stop a Samardzic e Gudmundsson: la Lazio si defila e continua a lavorare su Greenwood e Stengs. I dettagli

Come detto in anteprima ai microfoni Radiosei durante la trasmissione Sei volte buongiorno, la Lazio non ha intenzione di procedere oltre con le trattative legate a Samardzic e Gudmundsson. Per il calciatore serbo la trattativa è stata portata avanti sino al punto di rendersi conto delle enormi difficoltà nel prendere accordi con il padre-padrone del calciatore che lo scorso anno fece saltare la trattativa con l’Inter a visite mediche concluse.

L’islandese – che è stato offerto alla Lazio – è parte in causa in una brutta vicenda processuale che lo vede accusato di violenza sessuale. Dopo l’archiviazione del caso, ora la Procura di Reykjavik ha riaperto la vicenda, rinviando a giudizio il calciatore che rischia da 1 a 16 anni di reclusione. Il processo si celebrerà a settembre e questa cosa mette un freno definitivo all’approdo in biancoceleste del calciatore.

Rimane assolutamente aperta la pista Greenwood e si continua col forcing nei confronti del Manchester. Resta sullo sfondo Stengs, vecchio pallino di Fabiani.

Alessio Buzzanca

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‘NMM’ – Matteo D’Amico: “Papà va ricordato con il sorriso. Dopo un anno ancora tanto affetto” (AUDIO)

Ad un anno di distanza dalla scomparsa di Vincenzo D’Amico, MATTEO D’AMICO in collegamento a ‘NMM

Matteo D’Amico a Radiosei: “Giornata sicuramente lunga e piena di emozioni. Vedo ancora tanto affetto dopo un anno.

Dopo la messa delle 19, verrà scoperta una targa ricordo nel giardino delle case popolari di Latina a cui papà era legatissimo, dove ha iniziato a giocare da piccolo con i suoi amici.

Lui era molto legato alla sua Latina pur essendo arrivato a Roma a 14 anni.

Povertà di talento oggi in Italia a causa di un fenomeno iniziato con Sacchi prima e Guardiola poi: “allenatorismo“.

Abbiamo messo in secondo piano i giocatori, i fantasisti rispetto agli allenatori. Gli allenatori cercano di emergere a discapito dei giocatori. Ora non c’è più un giocatore che salta l’uomo. Il problema non è Guardiola ad esempio, ma chi lo emula.

Prima avevamo una scuola italiana che si basava su una difesa granita, giocando un calcio identitario rispetto alle nostre caratteristiche. Noi ora stiamo cercando di inseguire altri modelli che non ci appartengono.

Papà lo diceva sempre che ai suoi tempi il livello, ad esempio nella sua zona di campo, era altissimo. Lui tecnicamente ha diviso”.

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