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‘SVB’ – Sorteggi Mondiali, Rambaudi: “Le avversarie si equivalgono, il pericolo è l’Italia stessa. E su Rovella…” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Svezia, Irlanda del Nord, Romania e Macedonia del Nord? L’importante è come arrivi tu. Le avversarie, più o meno, si equivalgono e sulla carta dovremmo avere qualcosa in più

Kean è importante, Esposito più di manovra ma è un copia e incolla di Retegui, Tonali deve esserci per forza, è quello che ci dà qualità, dietro va cercato un trio che dia continuità di rendimento, che pensi a non prendere gol ma che non si chiuda in area di rigore. Calafiori, se giochi a tre, per me deve essere uno dei titolari.

Io ho paura della prima, anche perché c’è un precedente importante: sono tanti anni che non andiamo ai Mondiali.

Pinamonti? Buon giocatore, ma gli altri azzurri al momento li vedo superiori.

Rovella se recupera e sta bene farà parte dei convocati di marzo di Gattuso”.

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‘SVB’ – Oddi: “Lazio, col Lecce non possiamo più sbagliare. Pedro e Guendouzi…” (AUDIO)

GIANCARLO ODDI in collegamento a ‘SVB’

“Mi aspetto una Lazio vincente e convincente. A Lecce sono stato bene, bella cittadina e bella gente. In questo momento siamo più forti come squadra e non possiamo più sbagliare. Con la prestazione di solito i punti arrivano. La Lazio deve fare una prova importante.

Fino a qui siamo anc he stati un po’ sfortunati, visti gli infortuni ma rispetto all’inizio di stagione ora sono più fiducioso. Gli infortuni li hanno tutte le squadre ovviamente, ma a noi sono capitati insieme e ci hanno tolto titolari, in una rosa non così lunga.

Guendouzi e Pedro? Non dipende dal tecnico il loro rendimento”.

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‘SVB’ – Rambaudi: “Lazio, il Lecce può metterti in difficoltà con le ripartenze. Dopo la sosta…” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Eusebio (Di Francesco, ndr) lo conosco, so come lavora. Poi è vero che vedendo i risultati ci possiamo chiedere come faccia a ritornare sempre in A, ma per me è bravo. A Frosinone, nella parte finale di stagione, ha anche avuto tante defezioni. Lì e a Venezia è retrocesso ma, col materiale che aveva, ha fatto buone cose, stando anche a come giocava la sua squadra.

Lecce? 4-3-3 con gente di gamba, che ruba palla, che gioca nelle transizioni. Dipende poi se davanti ci sarà Stulic o Camarda, gli esterni sono veloci. Berisha è abbastanza estroso. Bene anche Ramadani. Parliamo di una squadra che può metterti in difficoltà nelle ripartenze.

Dopo la sosta, giocando fuori casa, le piccole credo abbiano sempre un po’ di più da guadagnarci. La Lazio deve indirizzarla subito, non deve entrare prendendo l’impegno sotto gamba”.

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‘9 GENNAIO’ – Marino: “Lazio, gruppo in campo e contatto con i tifosi i segreti nei momenti delicati”. Poi sulla crisi del calcio italiano… (AUDIO)

Verso Lazio-Lecce, il doppio ex RAIMONDO MARINO in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

“Nei momenti delicati il gruppo è fondamentale, io nella Lazio ne vissuti molti. Ai miei tempi eravamo un blocco unico in campo ed in allenamento, c’era grande motivazione nel restitutire ai tifosi tutto quello che meritavamo, una ricompensa ai loro sacrifici. Ora non c’è più il contatto con i tifosi, ora è difficile vedere un calciatore soffermarsi con bambini e tifosi più grandi. Il contatto con il pubblico è una cosa fondamentale.

La Lazio di oggi la seguo. Come faccio a non seguirla. I tifosi vogliono vincere, non sono interessati al gioco o al possesso palla. Stimo molto Sarri, non è una critica a lui.

Il Lecce ha capito che frutta di più un gioca verticale. Fare il possesso palla nella propria metà campo non cambia nulla.

La crisi del calcio italiano passa dal divertimento che i più giovani devono avere in campo e dalle basse retribuzioni che percepiscono gli allenatori delle scuole calcio. Questo non permettere loro di lavorare esclusivamente per la formazione dei ragazzi. Ci sono ragazzi di dieci anni che hanno già il procuratore, genitori che ingeriscono nelle dinamiche delle squadre e nell’attività dei giovani atleti. I genitori devono solo pretendere che i loro figli in campo si divertano. I presidenti devono spendere nel settore giovanile e prendere tecnici che facciano crescere i giovani”.

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‘QUELLI CHE…’ – Paratore (madre Meloni): “Vi racconto come nasce la mia lazialità. Che scontri con Giorgia su Lazio e Roma!” (AUDIO)

ANNA PARATORE, madre di Giorgia Meloni, in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Come è giusto che sia, resto defilata dalla vita professionale di mia figlia Giorgia, ma quando c’è da parlare di Lazio ci sono sempre. Sento sempre Radiosei, ci sono alcuni periodi in cui è davvero una dipendenza. La vita del laziale è anche piena di tormenti (ride, ndr).

La mia lazialità nasce da mio padre. Lui, in realtà, da buon siciliano avrebbe voluto tanti figli maschi. La sorte ha voluto che avesse una sola figlia femmina. Quindi sono stata cresciuta un po’ come fossi un maschietto con tanto sport in primo piano. Dalla boxe al calcio, passando per la fede della Lazio. Lui era inizialmente un tifoso del Messina, ma venendo a Roma diventò un laziale feroce. Mi ha trascinato nella sua passione fin da piccola. Il mio idolo era Pino Wilson, ero innamorata di lui. Quando ero piccola non potevamo permettersi l’abbonamento. Quando si poteva andavo allo stadio con papà, poi in seguito ci sono andata per conto mio. Ho fatto anche qualche trasferta con la tifoseria organizzata. Poco prima dell’epoca Cragnotti ho iniziato anche a sottocrivere la tessera. Da quel momento in poi ci sono sempre stata.

Le mie due figlie, Giorgia ed Arianna, sono state sempre sveglie, ma non troppe. A parte quando innescarono in incendio casalingo che mi costrinsero a chiamare i pompieri (ride, ndr). Con Giorgia non ho mai avuto modo di parlare con i professori, talmente buono era il suo profitto. Lei da piccola era molto taciturna, poco comunicativa, quando iniziò la sua carriera politica pensavo l’avessero clonata. Non la riconoscevo più, finì già a sedici anni nella trasmissione di Vespa in tv. Rimasi molto sorpresa, alla fine è uscita fuori questa belva (ride, ndr).

La fede calcistica di Giorgia? La scuola mi ha rovinato le figlie (ride, ndr). Non sapevo che l’istituto in cui le ho mandate fosse un covo di romanisti. Lei è stata sempre romanista, anche se in modo molto blando. Abbiamo avuto degli scontri terribili, a volte per la Lazio e la Roma le ho mandate a dormire dalle proprie amiche. Una volta, causa sfottò derby, tirai loro una secchiata di acqua gelata”.

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‘SVB’ – Rambaudi: “La Lazio al momento è una macchina che non ha credibilità, serve resettare” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“In casa Lazio parliamo di infortuni di lunga data e che hanno colpito diversi giocatori. Capitano a tutte le squadre, ma quello che è successo qui non è sfortuna, vanno ricercati i motivi. Si è in grado di farlo in questo marasma generale? Al momento questa società è una macchina che non ha credibilità. Per questo dico che è arrivato il momento di resettare. Se i giocatori non hanno fiducia nello staff medico c’è un problema.

Lecce? La Lazio deve ragionare partita dopo partita, il mare è agitato e va portata la nave in porto. Sarà una gara difficile ma ormai lo sono tutte, soprattutto nel campionato italiano, in cui il livello è medio ma equilibrato.

Dopo la sosta è sempre tutto imprevedibile. Stacchi, poi non ci sono i nazionali in allenamento; le due settimane di sosta le vedi noiose”.

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‘NMM’ – Gregucci: “Lazio-Rovella? Serve un po’ di ordine nell’area comunicazione. Tutelare il giocatore…” (AUDIO)

ANGELO ADAMO GREGUCCI in collegamento a ‘NMM’

“Questione Rovella-Lazio? Al di là di tutto, un po’ di ordine sul tema comunicazione il club deve farlo. Non si può dichiarare, smentire e dire altro. Il comparto medico e tecnico avranno avuto una linea da seguire e gli interessi che vanno fatti devo essere di tutti. Soprattutto in questo momento delicato, anche nell’area comunicazione è importante ci sia chiarezz ed una linea univoca. Troppe voci in piazza fanno solo casino. Anche perchè tutelare Rovella vuol dire tutelare se stessi, la Lazio tutta ed il proprio patrimonio.

La pubalgia è una brutta bestia. E’ normale provare una via più conservativa prima di ricorrere all’estrema ratio dell’intervento. Speriamo possa tornare il prima possibile, è un elemento importante. La sua pubalgia è sicuramente cronica ed è probabile che abbia peggiorato il suo quadro di tanto. Ne parlo per esperienza personale. Spero si risolva bene, il ragazzo è è givoane ed ha tutto la carriera avanti. Le garanzie non sono assolute, anche dopo l’operazione è una situazione che va sempre motirotata e gestita.

Vecino come vice Cataldi? Ci può stare, anche se in quel ruolo perdi un po’ i suoi inserimenti”

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‘QUELLI CHE…’ – Operazione Rovella, dott. Capua: “Non va colpevolizzato, giusto provare la terapia conservativa. Sul ritorno…” (AUDIO)

Il Dott. PINO CAPUA in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Quando si parla di un problema di salute, qualsiasi essi sia, si entra nella sfera personale: ognuno ha i suoi pensieri rispetto ai percorsi da seguire per guarire. Per i calciatori la pubalgia è una vera e propria rogna, può esserci e sparire, dipende da piccole dinamiche posturali, da una serie di piccoli meccanismi. Un ragazzo giovane, centrato come Rovella, ha avuto diversi incontri con specialisti, ne ha parlato anche con me: ognuno gli ha detto la sua ed è possibile che sia entrato in confusione.

Asssolvo il giocatore e, più in generale, non è colpa di nessuno: il tentativo della terapia conservativa è corretto. Lo avevo incontrato tempo fa allo stadio e mi disse che si sarebbe fatto operare, poi non è accaduto. Non dobbiamo fare critiche o dare giudizi in questi casi. Purtroppo si è perso del tempo, è vero. L’intervento è semplice, mi auguro possa guarire e rientrare presto.

Ormai nel calcio moderno lo staff medico del club è importante ma relativamente: i giocatori sono delle industrie e si fanno curare dove vogliono.

Tempistiche? Dopo l’intervento occorre un primo momento per far chiudere la sutura, parliamo di 10-15 giorni, poi può riprendere piano piano ad allenarsi. Per il rientro in campo occorrono un paio di mesi”.

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‘SVB’ – Rambaudi: “L’operazione di Rovella? Riassume il momento di confusione della Lazio. E su Dele-Bashiru…” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“L’Italia bene nel primo tempo ma questa squadra non ha identità, o meglio, ne ha più di una: i primi 45′ sono merito degli azzurri o demerito degli avversari? Qual è la qualità migliore dell’Italia? Difficile da capire. Il secondo tempo è stato vergognoso. Ieri la sconfitta ci poteva stare ma è il percorso che va analizzato: come hai maturato certe vittorie, come non sei riuscito a maturare un’altra differenza reti. Forse la sconfitta è utile per farsi un bagno di umiltà in vista degli spareggi.

Rovella? Difficile dare giudizi ora, è chiaro che tutti adesso diciamo che sarebbe stato meglio intraprendere subito la strada dell’operazione. Che sia una grave perdita è ovvio. Se lo staff medico gli ha consigliato l’intervento, c’è stato un problema di credibilità. Questa situazione riassume un po’ tutto: quando c’è tanta confusione, indecisione, vengono fuori queste problematiche.

Una società forte che vuole migliorarsi, ha un progetto tecnico, una strategia, così c’è scarsa credibilità.

Dove colloco Dele-Bashiru nella Lazio delle ultime settimane? Fuori. Magari l’inserimento può esserci, ma deve essere lento. In questo momento non posso andare dietro alle cose che non avevano convinto”.

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‘NMM’ – Teodori: “Cambi nel club Lazio? Solo una speranza. Se non aumenti i ricavi…” – (AUDIO)

Il responsabile news di RDS, Gianluca Teodori, è intervenuto oggi pomeriggio ai microfoni di Radiosei nella trasmissione ‘Non Mollare Mai” parlando dello stallo in casa Lazio, con i ricavi in discesa.

“Diciamo che la speranza è l’ultima a morire, sperando che prima poi questo stallo possa finire. Sensazioni su qualcosa che cambi la storia? Ripeto, parliamo di speranze. E’ tutto indecifrabile. Leggiamo di comunicati per cos eche non servono, qualcuno ne ha contato 71. Magari nel silenzio qualcuno sta lavorando anche se tutto dovrebbe svolgersi in poco tempo, cambiando le tante cose che non vanno”.

“Penso anche al mercato. Se non fai un mercato importante a gennaio potresti avere altre conseguenze sulla sessione estiva. Lo sponsor doveva arrivare a novembre. Sul Flaminio, oltre a plastici e disegni, il Campidoglio sta aspettando”.

“La Lazio deve assolutamente aumentare i ricavi. Ho sentito parlare di Nasdaq, ma una società con la situazione attuale della Lazio che sbarca a fare in quel mercato? Non ho aspettative. Le vie più semplici, aumenti ci capitale o farsi affiancare da un socio, vedi Atalanta, non vengono percorse. Aspettiamo e vediamo, parliamo di speranza. La Lazio non aumenta i ricavi, è questo il nodo che poi ricade sul valore tecnico della squadra”.