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Lazio-Lecce, le pagelle di Rambaudi: bene tutti, Zac il migliore

Le pagelle di Lazio-Lecce di Roberto Rambaudi:

Provedel – 7

Marusic – 7

Gila (87’ Patric) – 7

Romagnoli – 7

Pellegrini ( 75’ Lazzari) – 7

Guendouzi – 7,5

Cataldi (46’ Vecino 7) – 7

Basic – 7,5

Isaksen (82’ Pedro) – 7,5

Dia (87’ Noslin 7) – 7

Zaccagni – 8

All. Sarri – 8

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‘SVB’ – Lazio-Lecce, Rambaudi: “Gara letta bene. Gila interpreta il ruolo alla grande e Dia…” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“La partita mi è piaciuta, a parte il clima che c’era per via dell’assenza dei tifosi. Mi è piaciuta come è stata interpretata la sfida, all’inizio si è giocato molto in maniera statica e posizionale, credo anche per scelta rispetto all’avversario, poi dopo il gol abbiamo visto una squadra con maggiore qualità. Gara seria da parte dei biancocelesti.

Guendouzi? Si vede che i calciatori, se si applicano, le loro doti le fanno vedere. Al di là del gol è arrivato lì davanti diverse volte, bene anche Basic; mi sono piaciuti tutti. Dia ha fatto un lavoro sporco e lo ha fatto bene, aiutando la squadra e rendendosi pericoloso. Gila interpreta il ruolo alla grande. Il Lecce è una squadra fastidiosa da affrontare. Ora, indipendentemente dal risultato, serve dare continuità di prestazione a Milano.

La Lazio, ripeto, è una squadra che ha qualità e valori tecnici. Ieri ho visto dei passi avanti. Un’altra cosa che mi è piaciuta è l’ingresso di Vecino.

In queste partite, se non le chiudi, rischi fino all’ultimo però la Lazio ha creato tanto, ha avuto diverse occasioni; il primo quarto d’ora voglio pensare che da squadra matura abbia aspettato e abbia avuto per questo un possesso sterile, poi si sono mossi bene, con i tempi giusti. Quando hai fatto allungare gli avversari, hai fatto meglio.

Coppa o campionato? Se devo scegliere una sola gara da vincere col Milan direi quella di Serie A: sono un visionario e penso ancora che la Lazio possa arrivare in Champions League”.

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ESCLUSIVA – Cragnotti: “Lontani dalla mia Lazio, ma Lotito capace. Sarri mi piace, il futuro club passa da aggregazione, Flaminio ed investimenti” (AUDIO)

Radiosei incontra l’ex presidente della Lazio Sergio Cragnotti in un a tu per tu con il nostro Augusto Sciscione (video sul profilo IG e Fb di Radiosei):

“Apprezzo moltissimo Sarri per le sue concezioni calcistiche. È un po’ in difficoltà perchè pensava di gestire qualcosa di differente, ma credo che col suo entusiasmo darà qualche soddisfazione ai tifosi”.

“La caratteristica principale era quella di trovare uno psicologo per capire questi giovani per raggiungere questi obiettivi. Alla nostra epoca li abbiamo raggiunti come con Eriksson che infondeva questi valori. Credo che Sarri debba lavorare sugli aspetti psicologici e deve far forza con quello che ha”.

“Credo che Lotito conosce il nostro campionato con alterne vicende. In alcuni anni è andato bene con Europa League e Champions ed altri come questo in cui non sta raggiungendo gli obiettivi. Siamo solo all’inizio, ma la Lazio deve far forza su se stessa per raggiungere gli obiettivi. I tifosi devono essere vicini alla squadra ed alla direzione tecnica ed appoggiare nelle battaglie future”.

“Il Flaminio ha un’importanza enorme. Uno Stadio di calcio al centro di Roma sarebbe il punto di forza di questa società, ma la burocrazia italiana sarà l’ostacolo per raggiungere questo obiettivo. Se aumenterebbe il valore della Lazio? Può certamente rafforzare patrimonialmente la società e credo sia nelle logiche del Presidente Lotito. Giorni fa sono stato a Formello ed ha dimostrato la capacità di farlo con investimenti immobiliari che sostengono il progetto sportivo”.

“Siamo molto molto lontani dalla mia Lazio anche perché non ci sono più gli artisti del pallone. Calcisticamente stiamo soffrendo il nuovo modo di gestire le società di calcio. Ora i giocatori si curano più dal punto di vista fisico che tecnico”.

“Sono fondamentali e dipende dalla capacità dei direttori tecnici. Bisogna trovare dei giocatori che poi possono donare nel futuro attraverso la compravendita dei valori nel bilancio. Sono valori che si vedono di meno perchè i giocatori medi hanno dei costi esorbitanti e crea dei risultati negativi per ottenere le plusvalenze”.

“Mi è sembrato un uomo capace di portare avanti un progetto in grado di far star più tranquilli i tifosi. Certamente il risultato calcistico è influenzato da tanti fattori che un presidente non può prevedere”.

“Mando un grande abbraccio ed un grazie per il loro amore e per la loro riconoscenza per un vecchio presidente che ha abbandonato la società da 25 anni. Evidentemente ha dato dei grandi risultati ed un nome che ha fatto volare la Lazio in tutti i continenti”.

“lo credo che la Lazio non è stata la causa di quello che ho subito nel crack Cirio. La Lazio aveva una sua vita autonoma e ricordo quanti aumenti di capitale sono stati fatti all’epoca poi seguiti con grande passione da tutti i tifosi perchè era la base per costruire qualcosa di più importante e la gente veniva ad aiutare la Lazio”.

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‘NMM’ – Bargellini: “Fagioli alla Lazio? La Fiorentina non ci ha mai pensato. Su Mandas…” – (AUDIO)

Il giornalista di tuttomercatoweb.com, Luca Bargellini, è intervenuto ai microfoni di ‘Non Mollare Mai’ per parlare della prossima sessione invernale di trattative della Lazio, con un focus sul nome di Nicolò Fagioli della Fiorentina.

“Fagioli alla Lazio nella prossima sessione di gennaio? Al momento non ci sono certezze assolute in casa Fiorentina, considerando che è ultima in classifica. In casa Viola l’emergenza è tale che ci si concentra sul presente. In sostanza di Fagioli non si è mai parlato. Vanoli sta lavorando sul gruppo, sia dentro sia fuori dal campo. Ora sul mercato è tutto congelato, non si fa alcun tipo di ragionamento. Sicuramente la Viola a gennaio sarà cambiata visto che è stata costruita male”.

“La Fiorentina in estate aveva investito tanto, creando anche entusiasmo? Sono stati investiti in tutto 90 milioni, la palma d’oro pèer i peggior investimenti. Io credo che siano stati soldi spesi male, penso ai 20 milioni per Piccoli, vice di Kean. Forse pensavano di vendere Kean e non ci sono riusciti. Poi la Fiorentina aveva già acquistato Dzeko”.

“Ora la piazza caldo, Pioli è stato un errore imprevisto. L’ex tecnico del Milan non ha inciso su gioco, personalità e nell’ambiente. Ad incidere, probabilmente, il fatto che Pioli avesse cambiato, dopo 20 anni, tuto lo staff tecnico che lo accompagnava da sempre”.

L’esperto: “Difficile vendere la Fiorentina, ecco perché”

“La Fiorentina in vendita? Le voci credo siano finite solo nel primo triennio dell’era Commisso, poi sono tornate. E’ un rapporto complesso tra la città e il presidente che a Firenze non si vede da mesi. Va detto che Commisso ha una situazione personale delicata a livello di salute. Il paradosso è che il problema sembra rappresentato dal gioiello strutturale del Viola Park. Centro che ha un costo importante, chi si è approcciato a valutare l’acquisto della società ha considerato la spesa per questa struttura troppo alta in rapporto al bacino e ai ricavi del club gigliato”.

“Fiorentina su Mandas? I gigliati puntano su Martinelli del 2006, ma con Pioli non ha mai visto il campo, neanche in Conference. Bisogna valutare questa situazione, considerando che davanti c’è De Gea”.

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‘NMM’ – Poli: “Difficile sanare lo strappo Lotito-tifosi. Sul futuro di Sarri…” – (AUDIO)

L’ex giocatore della Lazio, Fabio Poli, nel giorno del suo compleanno, è intervenuto ai microfoni di Non Mollare Mai per parlare della stagione della Lazio e dello strappo Lotito-tifosi.

“i Laziali non hanno mai smesso di amarti per il tuo gol? E’ così. Sono fortunato e orgoglioso ma credo che fosse un merito di tutti coloro che hanno partecipato all’impresa dei -9. Insieme a tecnico e società facemmo un miracolo”.

“Oggi il tifoso è molto distaccato. Quando giocavi a tu la Lazio era in B ma non si avvertiva questa distanza: come lo spieghi? Il calcio è cambiato, così come l’approccio con tifosi e giocatori. Ci sono tanti interessi. Noi vivemmo una situazione spaventosa. Oggi non riesco a capire chi non comprende l’importanza dei tifosi, senza i tifosi il calcio non esisterebbe”.

“Ci sono personaggi che fanno danni. Il conflitto Lotito-tifosi è risanabile? Non lo so. C’è chi pensa solo al proprio interesse. Non conosco personalmente Lotito, non capisco cosa abbia nella testa rispetto alla testa- Ha sì risanato ma ha fatto danni come il blocco del mercato. Per la costanza e la qualità di Lotito credo si faccia fatica. E’ una sorta di comandante tosto”.

“La squadra di Sarri ora sul campo sta rispondendo bene. Il tecnico viene dalla gavetta, sa cosa vuol dire partire da zero. Quando sei alla Lazio, solo a chi è stato riconosciuto qualcosa di importante può agire come ha fatto Sarri, accettando una situazione così complessa. Non so se sapesse tutto (iul riferimento è al blocco del mercato, ndr). Come uomo sta dimostrando di essere un grande. Che cosa accadrà a giugno? Mi auguro rimanga, ha sempre fatto un buon calcio, forse ad esclusione della stagione con la Juventus. Se la Lazio non cambia è giusto che lui vada vai”.

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“QUELLI CHE…” – Mirra: “Col Lecce gara difficile, ma la Lazio deve puntare all’Europa. Fabbian per Guendouzi? Virerei altrove, ecco perché…” – (AUDIO)

VINCENZO MIRRA in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Con il Lecce la Lazio deve togliersi dalla mente il confronto con i salentini degli scorsi mesi. La gara sarà difficile, dopo le sfide in crescendo c’è stato lo stop con l’Inter dove gli avversari si sono confermati più forti ma questo non deve destabilizzare: la Lazio deve pensare a fare il suo campionato, puntando all’Europa.

Contro le medie-piccole devi portare a casa il risultato, in un verso o nell’altro serve la vittoria per lanciarsi poi alle prossime partite che saranno ancora più impegnative. Portando a casa il risultato pieno vai avanti verso il tuo obiettivo che resta l’Europa.

Fabbian si sa inserire più di Guendouzi, ma la Lazio se esce uno del calibro del francese deve prendere qualcosa di importante con quelle cifre. La Lazio non ha fatto mercato ma questo spero porti la società a non farsi trovare preparata a gennaio. Fabbian ok, ma io andrei su altro; come caratteristiche ci sta, nell’aspetto tecnico-tattico può far bene ma la società ha avuto il tempo per pensare a qualcosa che possa far meglio, spendendo meno.

Una squadra che lo scorso anno per buona parte della stagione ha fatto bene, ha dei valori e Sarri deve fare la differenza, quindi sono fiducioso per l’Europa; poi è chiaro dipende anche da cos succederà a gennaio. La Lazio potenzialmente ha i numeri per entrare in Europa”.

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‘NMM’ – Gregucci: “Lazio, lo scopo è restare agganciati all’Europa fino a gennaio. Poi servirebbe il mercato o un aumento di capitale…” (AUDIO)

ANGELO ADAMO GREGUCCI in collegamento a ‘NMM’

“La gara con il Lecce evoca il pensiero di quanto avvenuto nella scorsa stagione e l’esclusione dall’Europa. Ci abbiamo lasciato le penne. La Lazio troverà una squadra che cercherà di giocare, ma dal punto di vista tecnico è peggiorato rispetto alla passata stagione. Ha giocatori veloci in avanti, in qualche modo cercheranno di giocare. La Lazio deve vincere per restare in linea di galleggiamento e per stare attenti alla zona in cui ci sono squadre che sulla cara si fanno preferire ai biancocelesti. Gara che va vinta, insomma.

In questo campionato c’è un appiattimento di valori verso il basso e questo è un assist per quelle che vogliono diventare nobili in fatto di programmazione, vedi Como e Bologna. La Lazio è in una posizione ambigua. Al completo può dire la propria e con un mercato di gennaio giusto può provare a giocarsela. Restare lì aggrappati ti consegnerebbe un’occasione di rientrare. Lo scenario è sempre di contestazione, se il club vuole guardare in maniera ambiziosa e vuole tornare in Europa deve sfruttare quella finestra per aggiungere 2-3 elementi di qualità. E se il mercato è a saldo zero? Servirebbe un aumento di capitale, per conciliare programmazione tecnica ad esigenze di conti”.

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‘SVB’ – Rambaudi: “Lazio, col Lecce serve una gara seria a partire dall’approccio. Guendouzi? Se partisse…” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Nel caso in cui partisse Guendouzi a gennaio a me piacerebbe Ndour della Fiorentina, può essere mezzala e costruttore. A me piaceva, per il costo, il campionato che ha fatto e per la voglia di affermarsi, Sohm; adesso non credo faccia più al caso della Lazio. Per quello che vuole l’allenatore, per le caratteristiche, direi Pisilli farebbe al caso della Lazio: è il classico giocatore di Sarri. Mi piacerebbe che la Lazio facesse questo con il suo settore giovanile e allo stesso tempo mi arrabbio perché non ci sono giocatori di questo tipo che arrivano dalle giovanili biancocelesti.

Fagioli mi piace ma non è proprio quello che vuole Sarri, è più una sorta di Cataldi. Forse più Miretti farebbe al caso del tecnico, è più una mezzala alla Guendouzi.

La Lazio deve andare sul calciatore di una grande che non gioca e che vuole rimettersi in mostra; il Frattesi di turno farebbe al caso dei biancocelesti, anche se non è un’operazione possibile.

Con il Lecce mi aspetto una gara difficile, la Lazio deve fare una partita seria a partire dall’inizio, dall’atteggiamento. Devi fare il tuo, ma qual è il tuo calcio? Quale sarà l’interpretazione? Per me la maturità e la crescita di questa squadra consistono nel giocare più partite nella stessa gara con continuità.

Domenica non devi dargli campo e perdere palle gratuite a centrocampo. Devi cercare di tirarli fuori, anche con il possesso magari”.

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‘LDS’ – Ferrari: “Cresciuto con la Lazio di Chinaglia e Cragnotti. Volevo fare un documentario su Di Canio…” – (AUDIO)

L’attore Fabio Ferrari è intervenuto stasera ai microfoni di Radiosei, parlando della sua passione per la Lazio e della sua lunghissima carriera.

“La passione per la Lazio mi ha dato delle gioie straordinarie come per l’eopca di Chinaglia e di Cragnotti. Ora mi sono un po’ allontanato perché il calcio attuale mi annoia. Io vivevo la Lazio con molta ansia, per la Lazio ho il fegato a pezzi. Ora a una certa età ho deciso di soffrire di meno…”.

“Con Di Canio a Formello nell’estate 2004 il giorno della sua presentazione? Sì, ero in campo con il megafono. In realtà ero andato a Formello perché volevo realizzare un documentario su di lui, ero certo che al derby avrebbe segnato. Andò così, purtroppo il mio progetto non venne realizzato per precedenti impegni di Di Canio”.

“Il personaggio di Chicco lazzaretti ha sì segnato la mia carriera, ma non l’ho mai rinnegato. Il successo dei ragazzi della III C fu talmente enorme… Sul set io, laziale, interpretavo un romanista. Di contrasto, Fabrizio Bracconeri, romanista assoluto, nella serie era laziale”.

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‘NMM’ – Agostinelli: “Dopo Tavares? Occhio a Parisi. Ecco perchè a Sarri piace Martin…” (AUDIO)

ANDREA AGOSTINELLI in collegamento a ‘NMM’

“Aron Martin è un buon giocatore, l’ha dimostrato. Penso che la Lazio, abbia anche Parisi della Fiorentina come evenutale obiettivo per prendere il posto di Tavares. Lo spagnolo ha esordito molti anni fa, ha maturato esperienza e maturità, ha giocato in squadre come l’Espanyol ed il Magonza, ha una buonissima tecnica, è agile, con le debite proporzioni è un profilo di terzino alla Jordi Alba. Ha predisposizione all’assist, ma è uno di quelli che piace a Sarri perchè sa fare entrambe le fasi. Ha 28 anni, non è giovane ovviamente”.

Ascolta l’intervento integrale del mister: