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POLITICA SPORTIVA

Figc, passa l’indice di liquidità allo 0,5. La Lega Serie A vota contro

Nell’atteso Consiglio federale in programma oggi è passata la modifica voluta dalla Figc per ottenere le licenze nazionali vincolandole al famoso indice di liquidità: è stato fissato dunque a 0,5 per la A con due correttivi che riguardano il patrimonio e al parametro ricavi/costo del lavoro allargato e a 0,7 per Lega B e Lega Pro. La Lega Serie A come preventivabile ha votato contro, dopo aver proposto lo 0,4 con dei correttivi, la Lega B si è astenuta. “Non è una questione di contrapposizione – ha commentato il presidente Figc Gabriele Gravina -, il mio unico obiettivo è l’evoluzione del calcio italiano. Non possiamo dire cambiamo il calcio e poi fare di tutto per conservare lo ‘status quo’. Non è accettabile. Bisogna spingere al massimo sull’acceleratore per un percorso di riforme. Questa è la mia posizione politica e quella della maggior parte dei consiglieri federali”.

PARAMETRO VINCOLANTE 

L’indice di liquidità è un valore che mette a rapporto attività e passività correnti e che consente di verificare la capacità di un club di far fronte agli impegni finanziari per la durata di 12 mesi. Finora quando non si raggiungeva la soglia stabilita (durante la pandemia era scesa a 0,6) non si poteva operare sul mercato. Adesso invece sarà fondamentale essere in regola per potersi iscrivere al campionato. Gazzetta.it

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POLITICA SPORTIVA

Plusvalenze, chiesti 12 mesi di inibizione per Agnelli, 16 per Paratici. Per De Laurentiis 11 mesi

Sono pesanti le richieste di inibizione della Procura federale per i dirigenti della Juventus nel processo sulle plusvalenze fittizie iniziato a Roma questa mattina poco dopo le 10.30 davanti al Tribunale federale. Per Paratici, firmatario di 32 contratti con valutazioni giudicate gonfiate, sono stati chiesti 16 mesi e 10 giorni di inibizione, per Cherubini 6 mesi e 20 giorni, per Andrea Agnelli 12 mesi, per Nedved 8 mesi così come Arrivabene e gran parte del Cda bianconero. Per la società chiesta una multa da 800 mila euro. Per quanto riguarda il Napoli, chiesti 11 mesi e 5 giorni per il presidente De Laurentiis, 6 mesi e 10 per la moglie, il figlio Edoardo e la figlia Valentina, per Andrea Chiavelli 9 mesi e 15 giorni. Infine per il club 329 mila euro di ammenda. Restando ai club di A: chiesti 12 mesi per Massimo Ferrero, 8 mesi e 20 giorni a Ienca e 195 mila euro alla Samp; per l’Empoli 11 mesi e 15 giorni al presidente Corsi e 42 mila al club; per quanto riguarda il Genoa per Preziosi 6 mesi e 10 giorni , per Zarbano 10 mesi e 15 giorni più una multa di 320 mila euro.

Possono tirare un sospiro di sollievo i tifosi di Parma e Pisa. Ai due club di Serie B nell’atto di deferimento era contestato anche il comma 2 dell’articolo 31 del Codice di giustizia sportiva, che prevede la possibilità di punti di penalizzazione o addirittura di retrocessione o di esclusione dal campionato. Secondo l’accusa l’aver gonfiato il valore delle plusvalenze sarebbe stato infatti determinante per l’iscrizione al campionato. Ma il procuratore Giuseppe Chiné ha considerato il cambio delle proprietà dei club come un’attenuante e chiesto solo due ammende: di 338 mila per il Parma e di 90 mila per il Pisa (più inibizioni ai dirigenti, tra cui 14 mesi e 5 giorni a Carra). Per quanto riguarda le altre società coinvolte, chiesta un’ammenda da 125 mila euro al Pescara (12 mesi e 20 giorni a Sebastiani), 23 mila alla Pro Vercelli, 8 mila al Novara e 3 mila al Chievo (10 mesi e 5 giorni a Campedelli). Al termine delle sue richieste, intorno alle 12.20, Chinè ha lasciato gli uffici di via Campania. Gazzetta.it

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POLITICA SPORTIVA

Adesso è ufficiale, cambia il financial fair play: e spunta il salary cap

Cambia il financial fair play, arriva una prima forma di salary cap. Il comitato esecutivo dell’Uefa ha approvato a Nyon il nuovo regolamento riguardante le licenze per club e la sostenibilità finanziaria, prima grande riforma alla normativa in materia dalla sua introduzione nel 2010. “L’evoluzione dell’industria del calcio, insieme con gli inevitabili effetti finanziari della pandemia, ha evidenziato la necessità di una riforma completa e di nuove norme sulla sostenibilità finanziaria”, ha sottolineato il presidente dell’Uefa, Aleksander Ceferin.

Il n.1 dell’Uefa è entrato così nel dettaglio

“Questi norme, che entreranno in vigore nel prossimo giugno per andare a pieno regime in tre anni, ci aiuteranno a proteggere e preparare il calcio a qualsiasi potenziale shock, incoraggiando al contempo a fare investimenti razionali e a costruire un futuro più sostenibile per l’intero comparto. L’obiettivo si potrà raggiungere attraverso tre pilastri: solvibilità, stabilità e controllo dei costi. La prima assicurerà una tutela migliore dei creditori, attraverso controlli trimestrali e minor tolleranza verso i morosi. I nuovi requisiti sui ricavi sono un’evoluzione degli attuali requisiti di pareggio di bilancio, e porteranno una maggiore capacità alle finanze dei club”.

SALARY CAP

Ancora Ceferin: “La più grande innovazione è la norma che regolarizza i costi di gestione della squadra, al fine di portare un migliore controllo delle spese in relazione ai salari dei giocatori e ai costi per i trasferimenti. La normativa limita la spesa per gli stipendi, per i trasferimenti e per le commissioni degli agenti al 70% delle entrate del club. Le valutazioni saranno eseguite su base tempestiva e le violazioni comporteranno sanzioni finanziarie predefinite e misure sportive”. Il 70% entrerà a regime nel 2025, con una progressione: 90% per il 2023-24, 80% per il 2024-25 e 70% per il 2025-26.

gazzetta.it

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DICHIARAZIONI POLITICA SPORTIVA SERIE A

La prima conferenza del nuovo presidente della Lega di A Casini: “Una task force per riformare il calcio”

“Priorità? Le seconde squadre sono un tema importante”

“Avevamo diversi punti all’ordine del giorno. Innanzitutto ho ringraziato l’Atalanta per il lavoro nell’identificazione di chi si era reso responsabile dei cori da sanzionare, ci impegniamo sempre per combattere il razzismo che fa male al calcio. Le società poi stanno attuando il nuovo protocollo FIGC. Il presidente Gravina ha chiesto la costituzione di una task force che vedrà le componenti federali attivarsi per la riforma del calcio italiano e non solo sulla Nazionale: abbiamo avviato una discussione, in tal senso, e sono emersi alcuni punti, quali il lavoro e la proposta di riforma sul settore giovanile e sulle seconde squadre e c’è l’aspettativa che questa proposta venga perfezionata. Ovvio che per lavorare su questo verrà costituito un gruppo di lavoro permanente interno alla Lega e che andrà oltre la Nazionale. Il problema è dell’intero sistema calcio, sui giovani che arrivano nelle prime squadre attraverso la formazione. Noi siamo disponibili comunque a mettere i calciatori a novembre a disposizione del CT Roberto Mancini, anche senza mondiale. Si è discusso per questo delle finestre FIFA da rivedere con le altre leghe per ciò che riguarda il loro posizionamento nel corso della stagione. Tema questo da trattare con attenzione. Stiamo poi per fare un documento che ha a che fare con il funzionamento della Lega stessa. A breve inizierà il mio tour in visita delle venti società e parleremo anche di sostenibilità e sanità del nostro calcio. In Parlamento sono tuttora in discussione gli slittamenti delle imposte di tutte le società sportive. La pandemia, in tal senso, si fa ancora molto sentire, perciò serve un sistema finanziariamente ancora più sostenibile. Statuto? Sono in costante contatto con la FIGC, l’obiettivo è arrivare al Consiglio Federale del 20 aprile con il discorso chiuso. Conflitto in Ucraina? Imagine cantata prima di Juventus-Inter ha raggiunto il suo obiettivo, ma è stata bloccata in Russia. Stiamo discutendo sulla linea da tenere nelle partite trasmesse sul territorio russo dove è stata anche oscurata Milan-Cagliari. Parlando direttamente con l’Ucraina, non è semplice capire quale potrebbe essere la scelta migliore. Hanno bloccato diverse gare, la Lega ha deciso di monitorare la situazione, per adesso si è convenuto che la trasmissione è strumentale per la pace anche attraverso le iniziative e le donazioni dirette”

Quando nascerà e secondo quali criteri il gruppo di lavoro?

“Criteri multipli come la segnalazione di diverse società che vogliono prenderne parte. Chiaro che la questione delle seconde squadre è reale, solo la Juve si è mossa in tal senso. Una squadra come il Sassuolo che ha diversi italiani porta esperienza. Insomma, chi può portare esperienze e case history, attenzione maggiore alle problematiche, sarà preso in considerazione”

“Inutile litigare”

Come sta lavorando la Federcalcio in questo senso?

“Se il calcio italiano vuole ripartire non può prescindere dalla voglia comune di conseguire obiettivi. Noi ci mettiamo tutto l’impegno possibile, litigando non si può fare nulla”

Qual è per lei il problema più imminente da affrontare?

“E’ emerso il tema delle seconde squadre, un problema urgente. E’ una priorità le cui soluzioni vanno trovate insieme. C’è una aspettativa che le proposte vengano considerate in modo adeguato. I giovani in Italia ci sono, poi però si crea il gap per impiego e utilizzo come dovrebbero essere utilizzati. I numeri sono impietosi. Poi si deve investire sui centri, sulla formazione per rendere il percorso all’altezza. Le altre leghe si sono mosse quando noi eravamo fermi, quindi ora bisogna sedersi al tavolo con la Lega Pro e consentire a un numero più ampio possibile di club di strutturarsi, anche per ciò che riguarda il calcio femminile”

Cosa ne pensa della modifica sul decreto crescita?

“Ho chiesto a tutti i club di presentare una posizione. Il decreto non è nato per il calcio, questo va sottolineato. La possibilità di avere un forte beneficio per portare gli stranieri è stato certamente colto, ma se favorisce eccessivamente una contrattualizzazione degli stranieri e basta, non va bene. Servono aggiustamenti e modifiche, l’ho chiesto espressamente ai presidenti che adesso presenteranno dei correttivi. L’eliminazione totale avrebbe ovviamente un effetto negativo. Il problema non è l’uso, ma l’abuso”

“I fondi? Sono utili, ma il modello non è chiaro”

Secondo lei la task force risolverà i soliti problemi di governance della Lega?

“Ingeneroso parlare di ingovernabilità, credo bisognerebbe cambiare il modo di guardare alla Serie A. I problemi oggettivi ci sono, la Lega riproduce le cose più belle dei venti club, ma anche le contraddizioni che il Paese Italia può esprimere, con le dialettiche Nord e Sud che si scontrano, i budget. Poi ci sono le proprietà straniere, ma tutti si stanno impegnando nel trovare le priorità e nel concentrarsi tutti su queste. Fondi? Possono essere utili, ma possono creare divisioni perché il modello non è chiaro”

Ci sono novità sulla media company della Lega? – “Il bilancio dell’anno scorso proietta già la media company per il futuro, sono stati fatti investimenti a Lissone, ma è prematuro oggi fare valutazioni su questo. La Serie A deve volersi bene, chiedersi dove vuole andare, poi se la soluzione è il fondo o più fondi ben venga”

Se Liga e Bundesliga dovessero decidere di interrompere le trasmissioni in Russia, voi in quel caso che farete?

“Prossima assemblea ne parleremo, non abbiamo deciso di stoppare, ma continueremo per il dichiarato fine di promuovere la pace. Poi ci sono questioni difficili da risolvere e ne stiamo parlando”

Che tasso di difficoltà ha trovato nella gestione della Lega?

“Tutti i nuovi lavori hanno un tasso di difficoltà più o meno elevato, si sottovaluta quello che esiste in alcune istituzioni. Qui c’è un lavoro da fare sull’intero sistema, bisogna impegnarsi in maniera massiva”

Sulla questione stadi avete avuto modo di discutere?

“E’ un tema sempre presente, conosciamo lo stato generale degli impianti, si parla molto di condivisione e di social e poi magari allo stadio il telefono non riesce a produrre come dovrebbe senza le giuste apparecchiature. Se tutti non capiamo che il problema è nazionale e non di una singola squadra, non si può mai risolvere. Ci sono però società virtuose, abbiamo quattro impianti di proprietà”

“I playoff? Sono interessanti”

Cosa pensate del possibile inserimento dei playoff in Serie A?

“Può essere interessante, porta valore e chi guarda l’NBA lo sa. Non ne abbiamo ancora approfondito i dettagli”

Cosa pensa di fare nei primi cento giorni di lavoro per dare una sterzata al movimento calcio italiano?

“Non amo fare proclami, c’è da raccogliere le priorità e mettersi al lavoro. Il calcio fa parte delle nostre vite, è stato interessante relazionarsi con le imprenditorialità e le istituzioni. Ho capito perché il mio profilo può essere utile alla Lega. Lo stage di novembre è un primo passo. Non ci sono mai state battaglie su questo, la Serie A ritiene che sia giusto mantenere quella disponibilità anche senza la partecipazione al Mondiale”

Alessio Buzzanca

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Stadi, dal primo Aprile si torna al 100% della capienza

Dal primo aprile torna al 100% la presenza dei tifosi negli stadi di calcio italiani, con un incremento quindi rispetto alla capienza finora ferma al 75%. E’ una delle decisione emerse nel corso della cabina di regia tra il premier Mario Draghi e i capi delegazione delle forze di maggioranza sulle riaperture, con una roadmap attesa oggi in Cdm’. Lo riporta l’Adnkronos, il ritorno alla ‘normalità’ almeno per il calcio, è davvero vicino.

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DAL MONDO POLITICA SPORTIVA

Il Tas respinge la Russia

Da Losanna la conferma: club russi fuori da Uefa

Il Tas – Tribunale arbitrale dello sport – ha respinto il ricorso della Federcalcio russa avverso le sanzioni della Uefa che ha sospeso tutti i club russi dalle competizioni a seguito dell’invasione dell’Ucraina. “La decisione impugnata rimane in vigore – si legge nella nota – e tutte le squadre e i club russi continuano ad essere sospesi fino a quando non si deciderà nel merito”. Per quanto riguarda le sanzioni Fifa contro la nazionale di calcio russa, il Tas fa sapere che una decisione arriverà “entro la settimana”.

Alessio Buzzanca

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POLITICA SPORTIVA

Lega di A: manovre pericolose con vista sul commissariamento

Venerdì 11 marzo potrebbe essere il D-Day per il nuovo presidente della Lega di A, ma all’orizzonte si addensano nubi di tempesta. Non il solito bailamme sulla scelta del papabile (che c’è eccome), ma grossi problemi di ordine giuridico che pesano sulle spalle dei due nomi sui quali nelle ultime ore sembrano essersi polarizzati e coagulati gli interessi dei 20 potenti di A.

Parliamo di Lorenzo Casini e Andrea Abodi. Al di là delle competenze in materia di pallone evidentemente sbilanciate a favore di Abodi grazie ai 7 ottimi anni di presidenza di Lega di B, per entrambi ci sono problemi di eleggibilità.

Problemi ovviamente da valutare e non aprioristicamente ostativi, ma decisamente rilevanti.

L’art. 53, comma 16-ter introdotto nel Decreto Legislativo n. 165/01 ad opera della legge n. 190 del 2012 (c.d. legge anticorruzione) introduce il concetto di pantouflage nell’ordinamento italiano. In buona sostanza i dipendenti che negli ultimi tre anni di servizio hanno esercitato poteri autoritativi o negoziali per conto delle pubbliche amministrazioni, non possono svolgere nei tre anni successivi alla cessazione del rapporto di pubblico impiego, attività lavorativa o professionale presso i soggetti privati destinatari dell’attività della pubblica amministrazione svolta attraverso i medesimi poteri.

Andrea Abodi è presidente dell’Istituto di credito sportivo, banca di diritto pubblico di proprietà all’80% del MEF.

Lorenzo Casini è capo di gabinetto al MIBACT. Entrambi dunque lavorano per la pubblica amministrazione con incarichi di primo piano.

Se per il primo il pantouflage sarebbe evidente perché l’Ics serve proprio a finanziare società sportive come quelle di serie A, che infatti ne hanno già beneficiato, per il secondo la situazione è leggermente più sfumata, seppur critica. Critica comunque, perché è vero che tra MIBACT e serie A non c’è rapporto diretto automatico, ma ci sono molti ambiti nei quali i soggetti privati (le squadre di A) potrebbero essere destinatari positivi delle attività del MIBACT stesso.

La situazione è piuttosto ingarbugliata anche perché la norma appena analizzata presenta profili ancora dibattuti. Ad esempio essa non esplicita quale sia l’ente col potere di irrogare la sanzione in caso di violazione.

Davanti a questo scenario, chi si frega le mani in attesa del giorno del giudizio è il presidente della Figc Gravina.

Nel caso in cui dovesse essere impugnata e sospesa l’elezione di uno dei due nomi proprio per le incompatibilità succitate, o se dovesse ritirarsi dalla corsa Abodi e non essere eletto Casini proprio per gli stessi timori, il commissariamento da parte della Figc sarebbe quasi automatico, con Gravina stesso nella veste di commissario.

Qualcuno ha voglia di scommettere un centesimo?

Alessio Buzzanca

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DICHIARAZIONI POLITICA SPORTIVA

Gravina all’attacco della Superlega

“Superlega inutile e dannosa”

Il presidente della Figc Gravina ha tuonato a Rai Gr Parlamento contro il progetto di Superlega: “Tutto il mondo del calcio a livello nazionale e internazionale sta soffrendo. Sotto il profilo economico-finanziario abbiamo problemi serissimi e qualcuno pensa che la Superlega sia la soluzione, invece è la risposta peggiore.

Il problema reale del calcio non è la mancanza di risorse finanziarie, ma l’utilizzo delle stesse. Bisogna andare oltre un format superato, valorizzare il brand, cercare nuovi progetti e invece si sceglie la strada più breve, andando a caccia di nuove risorse che potrebbero addirittura segnare il fallimento del calcio, perché in realtà vanno messi sotto controllo i costi di gestione.

Faccio un appello al buon senso, alla capacità di questi imprenditori di accantonare questa idea fallimentare, inutile e dannosa, concentrandosi invece per dare un contributo al calcio sotto altri profili”.

Alessio Buzzanca

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POLITICA SPORTIVA

Lega Serie A, oggi nuova assemblea: Lotito in pressing per Casini, Juve decisiva

Prosegue l’attesa per l’elezione del nuovo presidente di Lega Serie A, dopo le dimissioni di Paolo Dal Pino. Rispetto ai quattro candidati finora ipotizzati, si è defilato Carlo Bonomi, che ha spiegato di giudicare inopportuna la possibilità di lasciare il ruolo di numero uno di Confindustria in un momento così delicato dal punto di vista geopolitico. Degli altri tre, scrive la Repubblica, l’unico che a oggi abbia concrete possibilità di essere eletto è Lorenzo Casini, 46enne capo di gabinetto del Mibact, mentre calano le chance di Mauro Masi e Lorenzo Bini Smaghi.

Lotito in pressing. Casini, braccio destro di Franceschini che però nel calcio non ha un vero e proprio pedigree, è sponsorizzato da Claudio Lotito. Il presidente della Lazio, scrive il quotidiano, può contare sul sostegno di otto club: oltre ai biancocelesti, si tratta di Napoli, Fiorentina, Verona, Atalanta, Udinese, Empoli e Sampdoria. Per essere eletti servono undici preferenze, quello che potrebbe spostare tutto è il voto della Juventus. Se i bianconeri dovessero appoggiare Casini, Lotito potrebbe chiedere uno scrutinio già nell’assemblea di oggi, partendo da dieci voti e a caccia dell’undicesimo, che a quel punto potrebbe arrivare da Inter e Milan, sullo strascico della Juve, che fin qui non si è esposta. Sull’altro fronte, le società a guida americana più Torino, Cagliari, Sassuolo e Salernitana, che preferirebbero invece un nome nuovo, più vicino alla politica romana e quindi alla Federcalcio. Mancano dodici giorni al 15 marzo, deadline dei 45 giorni entro cui scadrà il termine fissato da Gravina. Corriere dello Sport

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POLITICA SPORTIVA SERIE A

De Siervo (AD Lega A) conferma: “La serie A andrà negli Usa durante il Mondiale”

La serie A va negli USA

L’amministratore delegato della Lega Serie A Luigi De Siervo ha confermato alla Reuters che il progetto di portare le squadre di Serie A negli Stati Uniti durante il prossimo Mondiale in Qatar diventerà realtà.

Supertorneo durante il Mondiale in Qatar

Si disputerà dunque un torneo coi calciatori non convocati dalle rispettive nazionali per aumentare la visibilità del nostro campionato.

De Siervo: “Vogliamo mantenere i nostri giocatori in forma mentre ci promuoviamo in un mercato che consideriamo strategico. Gli impegni sarebbero stati programmati per evitare qualsiasi sovrapposizione con il calendario dei Mondiali“.

Alessio Buzzanca