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Lazio, Dele acciaccato: dopo due mesi torna Basic titolare

“Il calvario di Basic è terminato, pronosticato titolare nella Lazio di Firenze. Il croato si muoverà da mezzala destra completando il terzetto con Cataldi e Taylor”. Così recita l’edizione odierna de “Il Corriere dello Sport” con l’articolo dal titolo “Riecco Basic, Dele-Bashiru acciaccato”. Ormai l’infortunio all’adduttore è alle spalle, e con un Dele-Bashiru non al meglio, a causa di un affaticamento muscolare, stasera il numero 26 si riprenderà dopo due mesi il posto da titolare, con l’obiettivo di tornare al 100% della forma e aiutare a far rifiatare il centrocampo di Sarri da qui a fine stagione

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Lazio, Marusic salta la Dea. Salgono a 42 gli infortuni da luglio

Ennesimo stop in casa Lazio, da inizio stagione l’infermeria non accenna a svuotarsi.

Un calvario dal ritiro estivo: Marusic salterà le trasferte di Firenze, Napoli e Bergamo a causa di uno stiramento di primo grado. Gli infortuni da luglio, evidenzia Il Messaggero, salgono a quota 42. Il terzino era sul podio dei più impiegati di una stagione nera davanti a Provedel e Gila. Al Franchi daranno tutti forfait. Non recupera, si legge, neanche Maldini, rimasto a Roma. Tra i più sfortunati dell’annata i recidivi Rovella e Patric (appena quattro gare dal 1’ in A), Gigot non si è mai visto. Chirurgici i problemi ai flessori, sistematici gli stop da sovraccarico, si aggiungono malattie (la mononucleosi di Isaksen), coppa d’Africa (Dele-Bashiru e Dia) e recuperi più lunghi del previsto (Basic). L’unica pedina sempre a disposizione (35 su 35) è Provstgaard.

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Lazio, Lazzari insieme a Tavares: alla riscoperta dei terzini d’assalto

L’infermeria piena impone a Sarri scelte obbligate: le ultime ion vista della gara di stasera.

Trentuno formazioni diverse su trentadue partite. Maurizio Sarri, sottolinea Il Messaggero, manderà in campo stasera a Firenze l’ennesimo undici rimaneggiato. E non è una scelta, ma un obbligo dettato dall’emergenza che assilla i biancocelesti dall’inizio dell’anno e che non dà tregua. Non ci sarà Maldini davanti – infiammazione al tendine rotuleo, probabilmente si rivedrà a Bergamo – non ci sarà Dele-Bashiru dal primo minuto (smaltito l’affaticamento, partirà dalla panchina), non ci sarà Marusic (lesione di primo grado, dovrebbe saltare pure l’Atalanta) e nemmeno Gila (gestione) oltre a Rovella e Provedel che di fatto hanno chiuso in anticipo la stagione. Insomma, una Lazio come al solito incerottata.

Se dietro la coppia centrale sarà formata da Romagnoli e Provstgaard, Lazzari tornerà titolare dopo due mesi e mezzo (a Lecce l’ultima volta, prima dell’infortunio, otto gare saltate e il rientro nella ripresa col Parma). Il ballottaggio a sinistra, si legge, verrà sciolto solamente oggi: Nuno Tavares dovrebbe giocare per l’undicesima volta di fila titolare perché Pellegrini non sta benissimo. Il terzino è ancora alle prese con qualche problema al tendine rotuleo che gli sta dando molto fastidio. In mezzo al campo dal primo minuto dopo oltre 2 mesi (era l’8 febbraio) spazio a Basic che ha recuperato dai problemi fisici (ed evidentemente anche da quelli “contrattuali” che lo hanno fermato in questo tempo). Insieme a lui Cataldi (Patric c’è ma senza nessun centrale difensivo in panchina non può partire dal primo minuto e in un ruolo non suo) e
Taylor, l’uomo in più di questa squadra da gennaio a questa parte, quello a cui sono affidate anche le possibilità di segnare, visto che davanti non sembra esserci chissà quale feeling col gol. Magari potremmo essere smentiti da Dia, dall’inizio per la seconda volta negli ultimi quattro mesi, che occuperà la casella centrale dell’attacco (Ratkov dopo quattro panchina di fila potrebbe rivedere il campo nella ripresa), con i soliti dubbi su chi dovrà completare la prima linea. Partiamo da destra: Isaksen è apparso stanco contro i ducali (e deluso dalla mancata qualificazione al Mondiale della sua Danimarca) e di conseguenza si potrebbe aprire lo spazio per l’inserimento di Cancellieri. A sinistra invece parte leggermente favorito Noslin anche se l’olandese ha sempre impattato alla grande quando è stato chiamato in causa a gara in corso. In poche parole Pedro potrebbe essere riproposto dall’inizio. C’è anche Zaccagni, ma la sua convocazione è da leggere per stare vicino alla squadra. Non si vogliono correre rischi inutili per il capitano, a Napoli il vero provino.

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Lazio, Firenze e Napoli: trasferte speciali per Sarri con l’Atalanta nel mirino e la solita emergenza

Stasera a Firenze e poi sabato a Napoli: Maurizio Sarri, legatissimo a queste città, è atteso da due sfide speciali consecutive, entrambe importanti per preparare la partita dell’anno, quella di Coppa Italia a Bergamo con l’Atalanta. Oggi è diviso tra i suoi amori, l’allenatore biancoceleste: Firenze – è cresciuto a Figline, a poco più di trenta chilometri dal capoluogo toscano – e la Lazio, che l’ha conquistato. 

I tifosi delle due squadre se lo contendono: quelli biancocelesti lo hanno eletto a beniamino (anche per le frecciate a Lotito), quelli viola lo avrebbero voluto lo scorso anno (la telefonata arrivò troppo tardi, aveva già firmato con la Lazio) e ancora insistono per averlo sulla panchina nella prossima stagione. Il ds della Fiorentina, Fabio Paratici, con Sarri ha vinto uno scudetto alla Juve: il rapporto fu turbolento ma il Comandante – se lascerà la Lazio – resta tra i candidati per l’eventuale successione di Vanoli. Dall’altra parte, in caso di divorzio con Lotito, Firenze sarebbe la prima scelta per Sarri. 

Discorsi prematuri, adesso i viola hanno bisogno di punti per la salvezza e i biancocelesti vogliono provare a tornare in Europa attraverso la Coppa Italia. Stasera, ancora una volta, Sarri dovrà rinunciare a tanti giocatori, tra i quali MaldiniGila Marusic: i primi due con l’Atalanta ci saranno (rientro previsto già a Napoli), il montenegrino proverà un recupero al momento improbabile perché la prognosi parla di tre settimane di stop. 

Come terzino destro giocherà Lazzari, che contro il Parma ha dimostrato una buona condizione nonostante sia stato poco utilizzato di recente. Il resto della difesa, davanti a Motta, sarà completato da Romagnoli e Provstgaard al centro, con Tavares a sinistra. Pellegrini, che in settimana non è riuscito ad allenarsi con continuità per un problema alla tibia, andrà in panchina.

A centrocampo, regia affidata a Cataldi, ex della partita (lo scorso anno era in prestito alla Fiorentina), le mezzali saranno Taylor e Basic, che torna titolare dopo due mesi. 

Dele-Bashiru gestisce un affaticamento all’adduttore, solo panchina per lui. Tutto nuovo il tridente offensivo: senza Maldini, Sarri stavolta punta su Dia, vero nove anche se ha segnato solo due gol in stagione. A sinistra Noslin favorito su Pedro, mentre dall’altra parte Cancellieriha buone chance di partire dall’inizio al posto di Isaksen. Nel finale si dovrebbe rivedere Zaccagni, tornato disponibile in largo anticipo rispetto alle previsioni. 

La squadra ha la testa a Bergamo, ma proverà comunque a centrare la seconda vittoria consecutiva in trasferta: appena quattro successi e 10 gol fuori casa, l’obiettivo è migliorare in extremis questi numeri tristi. La Repubblica

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Lazio, Pedro conto aperto con la Fiorentina: i numeri dello spagnolo con la Viola

Un campione senza tempo che punta a chiudere al meglio la sua stagione in biancoceleste.

Quando Pedro vede viola, spesso lascia il segno. La Fiorentina per lui, riporta il Corriere dello Sport, è un avversario particolare, una sorta di musa ispiratrice. I numeri lo confermano: contro i viola ha segnato tre gol in Serie A, lo stesso bottino record realizzato contro Genoa, Inter, Monza e Udinese.

L’ultimo episodio è ancora fresco. Il 7 gennaio scorso, nella gara d’andata, è stato proprio lui a firmare il definitivo 2-2, prendendosi la responsabilità di trasformare il rigore nel finale, dopo essere entrato in campo a gara in corso. Non è un caso. Lo spagnolo, conclude il quotidiano, ha costruito gran parte delle sue reti da subentrato, diventando una delle armi più affidabili della Lazio nei secondi tempi. Oggi contro la Fiorentina è in ballottaggio con Noslin, ma il discorso non cambia. I precedenti raccontano di un feeling particolare, fatto di gol pesanti e giocate decisive.

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Fiorentina-Lazio, un solo pari nelle ultime 15 gare di Firenze. Con Sarri il successo più largo

Negli ultimi 15 precedenti di Serie A, solo un pareggio in casa dei fiorentini.

La Lazio ha vinto 9 volte al Franchi dalla stagione 2010-2011, un trend che però, sottolinea il Corriere dello Sport, è stato invertito nei due recenti confronti di campionato. La Fiorentina, nel 2023-2024 e nel 2024-2025, ha battuto i biancocelesti per 2-1 in rimonta: due anni fa con Kayode e Bonaventura (gol del vantaggio di Luis Alberto), poi a settembre 2024 con la doppietta su rigore di Gudmundsson (aveva sbloccato di testa Gila).

Nel periodo in considerazione, fatta eccezione per lo 0-1 del 2 marzo 2014 (Cana), ogni volta che la Lazio ha vinto in casa dei viola ha segnato, si legge, almeno due reti. Il 3-4 del 2017-2018 la sfida con più marcature. Il successo più largo lo 0-4 del campionato 2022-2023, sempre con Sarri in panchina.

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Lazio, altra botta: anche Marusic Ko, a rischio per Bergamo. A Firenze attacco nuovo

La botta pesantissima della settimana è arrivata puntuale: allo stop di Maldini s’è aggiunto lo stop di Marusic. Tutti e due fuori a Firenze. Daniel sarà ricontrollato per Napoli, ha un’infiammazione al tendine rotuleo. Era stato gestito già prima del Parma. Adam è a rischio addirittura per Bergamo, colpa di un problema muscolare. Si teme uno stiramento. La nuvola fantozziana di sfiga continua a sorvolare Formello. Molti sono stati stop traumatici o dovuti a vecchie problematiche o cicatrici, ma ce ne sono stati anche di muscolari. La realtà è che tutto continua a girare storto, la sensazione è che qualcosa non abbia funzionato nella gestione quotidiana o nei recuperi. Il vero problema di quest’anno è che i problemi sono sempre stati gli stessi, a tutti i livelli. Sarri ha ogni alibi possibile e immaginabile: è rimasto spesso con la squadra spolpata e ha dovuto forzare i rientri. S’è sempre dovuto inventare qualcuno o qualcosa. Un consuntivo finale sarà fatto a fine anno, manca poco. Oggi bisogna tenere botta per Firenze, Napoli e Bergamo, il trittico di partite che attende la Lazio.

Maldini out, dentro Dia. Marusic fuori, dentro Lazzari. Sono le prime mosse per domani. Mau ha recuperato Dele-Bashiru, va deciso se risparmiarlo in favore di Basic o confermarlo mezzala destra. In questo caso il croato farebbe staffetta in corsa. È pronto dopo due mesi vissuti cercando una spiegazione ai fastidi che lo tormentavano: una lesione scoperta a posteriori. Sarri, per necessità e volontà, sta pensando ad un tridente diverso con Isaksen, Dia e Noslin. L’olandese è in pole su Pedro. Già prima dello stop di Maldini, nelle prove, era stato dato più spazio a Dia e Noslin. Il primo era entrato bene a Bologna, il secondo è andato in gol col Parma. Sarri pensava di variare qualcosa per ritrovare pericolosità. I dubbi sembrano dissolti, colpa dell’emergenza. Ricapitolando: Motta in porta. Poi Lazzari, Romagnoli, Provstgaard e Tavares in difesa. Basic o Dele, Cataldi e Taylor a centrocampo. Isaksen, Dia e Noslin davanti. Questa è la 31ª Lazio diversa in 32 giornate, quella pronosticabile per domani. In panchina pronti Patric, da centrale o regista. Hysaj e Pellegrini, gli unici terzini disponibili. Poi Dele o Basic, Belahyane e Przyborek (ancora in attesa dell’esordio). In avanti Cancellieri, Pedro e Ratkov. C’è ancora un allenamento, è la rifinitura di oggi. Servirà per le conferme, sperando fili tutto liscio. Tra gli accertamenti la convocazione di Zaccagni. Il capitano vuole andare in panchina a Firenze per giocare qualche minuto a Napoli e presentarsi titolare a Bergamo. Era dato fuori a marzo, è riuscito ad anticipare i tempi anche stavolta. Un cammino un po’ diverso spetta a Gila, pronosticabile direttamente in Coppa da titolare. Corriere dello Sport

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Lazio, solo l’Inter ha ottenuto più clean sheet esterni

Sicurezza dietro da mantenere: i numeri dei biancocelesti in trasferta.

Solo l’Inter ha collezionato più clean sheet esterni della Lazio (nove contro otto) nei cinque campionati top d’Europa. Solo una volta, riporta il Corriere dello Sport, i biancocelesti, nell’era dei tre punti, ne hanno collezionati di più: 13 nel 2022-23 (otto anche nel 1994-95 e nel 1999-00). Restano 7 partite totali e quattro trasferte (Firenze, Napoli, Cremona e Roma perché il ritorno del derby sarà in casa giallorossa). A Sarri, conclude il quotidiano, in campionato, non resta altro che provare a ad avvicinarsi questo primato. Poi è la Coppa Italia l’unica strada per onorare una stagione infausta e un popolo ferito.

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Lazio, contro la Fiorentina per ottenere il quinto risultato utile consecutivo

L’obiettivo ora è restare imbattuti per cinque gare di fila di Serie A.

Il momento, almeno dal punto di vista dei risultati, è positivo. Ora serve conferma. La Lazio, sottolinea il Corriere dello Sport, arriva alla sfida contro la Fiorentina con una striscia aperta di quattro risultati utili consecutivi: tre vittorie contro Sassuolo, Milan e Bologna, seguite dal pareggio contro il Parma. Un percorso che ha ridato fiducia e slancio, ma che chiede un ulteriore passo per trasformarsi in continuità vera. L’obiettivo adesso è restare imbattuti per cinque gare consecutive di Serie A, un traguardo che manca da inizio stagione.

Tra settembre e novembre, infatti, la squadra di Sarri aveva costruito una serie di sei partite senza sconfitte, con tre vittorie e tre pareggi. Da allora, però, la continuità si è interrotta più volte, alternando buoni risultati a frenate improvvise.

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Lazio, assenze e dubbi: Sarri verso la 31esima formazione diversa in 32 gare

Il tecnico potrebbe essere costretto a cambiare ancora l’11 titolare.

Mai la stessa Lazio, eccezion fatta per una volta tra il Cagliari (3 novembre) e l’Inter (9 novembre). Qui Sarri, evidenzia il Corriere dello Sport, è riuscito a proporre la stessa squadra: Provedel, Lazzari, Gila, Romagnoli, Marusic, Guendouzi, Cataldi, Basic, Isaksen, Dia e Zaccagni. Per il resto ha dovuto mettere mano alla squadra, ha dovuto ritoccarla, aggiustarla, inventarla. E lo stesso dovrà fare a Firenze. Rispetto a Lazio-Parma c’è Dele-Bashiru affaticato, ieri fermo. In preallarme c’è Basic, in fase di ricarica dopo un lungo stop. Si è fermato anche Maldini, da verificare. In più va sciolto il ballottaggio Pedro-Noslin. Sono i ruoli che potrebbero variare rispetto al calco di sabato. In porta c’era e ci sarà Motta. In difesa sono confermati Marusic, Romagnoli, Provstgaard e
Tavares. Cataldi e Taylor a centrocampo. Isaksen rischia di essere l’unico confermato davanti.

Se Sarri dovrà cambiare anche solo una pedina, si legge, a Firenze presenterà la 31ª Lazio in 32 partite. Un bel record. E non sono mai state rotazioni volute, scientifiche. Direte, chi non ha o non ha avuto infortuni? Vero, ma nessuno come Sarri non ha avuto mercato o quando l’ha avuto è stato di smantellamento prima che di potenziamento. I cambi numericamente sono compresi da un minimo di 1 ad un massimo di 6 (contro Genoa e Sassuolo al ritorno).

Mau, conclude il quotidiano, i rinforzi se li è trovati in casa aggiungendo Basic, raccattato tra i fuori lista. Utilizzando Hysaj in allenamento e in panchina per tappare buchi. Inventando Marusic centrale o Patric regista. Ancora oggi deve rinunciare a Provedel, Gila, Rovella e Zaccagni (forse solo convocabile per la panchina a Firenze) più Gigot (comunque uno in meno) salvo forfait di Dele e Maldini. Il conto degli assenti è salito fino a 7 nei momenti peggiori. In tutto questo Sarri ha dovuto rinunciare al suo verbo, ha creato una Lazio di necessità.