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Cragnotti: “Ora Lotito ha iniziato a pensare in grande”

Sergio Cragnotti, ex presidente della Lazio, ha rilasciato un’intervista a Il Messaggero, nella quale ha parlato anche di attualità: “Faccio i complimenti a Lotito, finalmente ha iniziato a pensare in grande e non solo al bilancio. Lo dimostra il mercato”.

E a chi gli fa notare che la Curva Nord, alla prima apparizione all’Olimpico, non l’ha fischiato risponde così: “L’ambiente deve tornare unito, questo è un bene. Si vede che il presidente ora vuole assolutamente emergere e iniziare a lottare per qualcosa di più ambizioso. Anche se poi il mercato non dipende solo dall’esborso, ma dal valore che i giocatori esprimono in campo”.

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Lazio-Inter a quota 50mila: Tevere in esaurimento

Sarri per la sfida contro l’Inter di Simone Inzaghi, si affida alla già testata linea difensiva composta da Lazzari, Patric, Romagnoli e Marusic, in porta dovrebbe esserci ancora Provedel. Sarà il primo vero big match per entrambe le squadre. Intanto per la sfida di venerdì all’Olimpico di Roma, è vicina la soglia dei 50 mila presenti. Grande risposta di pubblico da parte dei tifosi della Lazio, che hanno mandato esaurito il settore Nord. Ristretta la disponibilità in Tribuna Tevere, mentre c’è ancora posto in Curva Maestrelli. Quella contro l’Inter sarà l’occasione anche per definire il trasferimento di Acerbi in nerazzurro, le parti infatti hanno promesso di risentirsi dopo il match, poi verrà fatta una scelta. Dopodiché toccherà alla società decidere se regalare o meno a Sarri il terzino sinitro con Reguilon e Valeri nel mirino.

Il Tempo

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Reguilon, pressing Sarri ed inserimento Juve

Lotito sta ragionando sull’operazione Reguilon, lo spagnolo di proprietà del Tottenham, ma fuori dai progetti di Conte, sarebbe la ciliegina sulla torta per il mercato della LazioSarri sta facendo forte pressing sul presidente per avere quest’ultimo regalo, un terzino mancino di ruolo che da tanto manca nella rosa biancoceleste. Paratici ha aperto a condizioni ancor più favorevoli di qualche settimana fa, quando si erano allacciati i primi discorsi, ad oggi l’operazione potrebbe concretizzarsi sulla base di un prestito con diritto di riscatto e ingaggio largamente pagato dagli Spurs. Sarri sarebbe anche disposto ad aspettarlo, dato che il mancino classe ’96 dovrà recuperare da un infortunio muscolare, ma dovrebbe essere a disposizione tra 15-20 giorni. Lo spagnolo punta ad una convocazione per il Mondiale in Qatar e ha bisogno di giocare. Tra le alternative non figura il nome di Ghoulam, per esclusione le possibili operazioni potrebbero essere Abdul Rahman Baba del Chelsea, Tierney dell’Arsenal o Nkounkou dell’Everton, ma la Lazio non ha mai mostrato interesse per nessuno di questi. Per lo spagnolo non manca di certo la concorrenza, il 25enne piace ad una squadra francese e al Nottingham Forest, ieri si è inserita anche al Juventus. Corriere dello Sport

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Inzaghi un anno dopo, così Sarri l’ha cancellato…

Eppure, a pensarci bene, è passato solo poco più di anno da quel pomeriggio di maggio del 2021, in cuiSimone Inzaghi decise che il suo tempo alla Lazioera finito. La rivoluzione non è ancora completata, ma è a buon punto: della Lazio che fu dell’allenatore che venerdì si presenterà per la seconda volta all’Olimpico da avversario (e la prima, per i biancocelesti, è stata un trionfo) sono rimasti pochi calciatori e ancora meno concetti di gioco. Maurizio Sarri ha dovuto ereditare il lavoro non di una stagione, ma di cinque, e le difficoltà di adattamento all’inizio sono state evidenti: giocatori abituati a un modulo (il 3-5-2, o 5-3-2 in fase difensiva) e catapultati in una nuova realtà, schemi provati e riprovati, metodi di allenamento differenti. Le prime versioni della Lazio di Sarri tanto somigliavano a quella del suo predecessore, ma soprattutto questo calciomercato, che è ancora aperto e che potrebbe regalare un terzino sinistro, è stato il primo in cui Sarri ha davvero potuto fare la lista della spesa e creare la squadra a sua immagine e somiglianza.

In tre sessioni, sono arrivati 16 nuovi calciatoriseinella prima estate sarriana (HysajFelipe AndersonBasicRomeroPedro e Zaccagni), due lo scorso inverno (Cabral più Kamenovic, tesserato ma già a Formello), ben otto nelle ultime settimane. Dueportieri (Maximiano e Provedel), tre difensori(RomagnoliCasale e Gila), due centrocampisti(Marcos Antonio e Vecino) e un attaccante (Cancellieri).

Simone Inzaghi, alla guida dell’Intervenerdì seraritroverà una Lazio stravolta rispetto a quella che ha lasciato: sono rimasti i big, da Immobile a Milinkovic-Savic e Luis Alberto, ma i compiti chiesti da Sarri soprattutto allo spagnolo sono differenti dal passato, anche perché in mezzo al campo non c’è più Lucas Leiva ma si alternano due registi con caratteristiche molto di- verse come Cataldi (che Inzaghi conobbe prima di tutti, avendolo avuto anche in Primavera) e soprattutto Marcos Antonio. Se Marusic, diventato il quarto difensore a sinistra, con Inzaghi era il quinto (in alternanza a Lulic) ma in situazione di emergenza si era trovato a fare anche il terzo centraleManuel Lazzari è stato il giocatore che più di tutti ha risentito almeno inizialmente della rivoluzione, ammettendo anche pubblicamente che giocare a cinque fosse un altro calcio rispetto a farlo a quattro. Inzaghi e Lazzari si abbracceranno, l’Olimpico farà lo stesso con il suo ex condottiero, come un anno fa: perché una vita insieme non si dimentica. Laziopress/ CorriereDellaSera

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Ilic-Luis Alberto, sul filo qualcosa potrebbe ancora cambiare

In questa direzione bisogna leggere l’attesa per Ivan Ilic, 21 anni, centrocampista del Verona. Per Sarri sarebbe stato la pedina ideale per dare solidità ed equilibrio al reparto. Lotito lo aveva bloccato alla fine di giugno. Arriverebbe (o arriverà) soltanto nel caso, remoto, in cui partisse Luis Alberto, lasciato in panchina anche a Torino. Occhio al Siviglia. Il ds Monchi ha sempre negato l’interesse per il Mago, ma
nei giorni scorsi si è rotto il messicano Jesus Corona. Vedremo se il club andaluso in volata proverà a rifarsi sotto per il numero 10 della Lazio. E capiremo se il Verona, dopo le cessioni più recenti di Simeone e Barak, venderà anche Ilic,anticipato sull’autostrada verso Formello da Cancellieri e Casale. Sul serbo ci sono il Milan, il Torino. Corriere dello Sport

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Reguilon, c’è anche il Nottingham

Manca ancora qualche giorno alla chiusura della sessione di mercato: stando a quanto riporta il Corriere dello Sport, in casa Lazio l’arrivo di un terzino sinistro non è da escludere anche se il patron Lotito vuole chiudere una cessione; la partenza di Hysaj è bloccata, ma potrebbe bastare quella di Acerbi che è ancora in bilico. La società capitolina ha sondato Reguilon, esterno in uscita dal Tottenham, ma lo spagnolo è stato chiesto anche dal Nottingham Forest. Sul mercato c’è ancora Marcos Alonso, è stato vicino al Barcellona ma il Chelseaha chiesto 15 milioni  per il cartellino e  i blaugrana hanno fatto un passo indietro: per partire in prestito dovrebbe rinnovare almeno fino al 2024; è un’ipotesi ghiotta e concretizzabile, ma remota.

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Patric-Romagnoli, esame LuLa. Sarri con il tabù big

Il reparto arretrato ora è più solido. Aspetto mai banale per il “Sarrismo”, votato sì all’attacco, ma sempre ben accorto nelle retrovie. Diversi segnali c’erano stati già durante le amichevoli, ma ora l’idea emersa durante il pre- campionato sta diventando una certezza. A guidare la linea c’è la nuova coppia titolare Patric-Romagnoli. Lo spagnolo partendo dal fondo delle gerarchie si è guadagnato la piena fiducia di Sarri. «Mi ha fatto tornare la gioia di giocare a calcio. Mi ha capito a livello mentale», ha detto del Comandante, principale sostenitore del suo rinnovo fino al 2027. Ilnumero 4 ormai è un leader e al suo fianco ne ha trovato un altro. Avendo coronato il sogno di indossare la maglia della Lazio, ora Romagnolivuole tornare protagonista con la squadra del suo cuore. Reduce da uno scudetto col Milan e da una fastidiosa pubalgia, il classe ’95 è partito col piglio giusto stregando subito il suo nuovo tecnico: «È intelligente tatticamente e ha delle letture che sopperiscono al pizzico di velocità che gli manca. Tecnicamente invece è molto dotato. Credo che possa diventare un punto di riferimento per questa difesa». Ci vorrà ancora del tempo, ma intanto la strada imboccata è quella giusta. Tra amichevoli e partite ufficiali la nuova coppia difensiva è crollata solo una volta e nemmeno su azione, visto che a colpire è stato Arnautovic su rigore. Bologna e Torino non avranno di certo degli attacchi implacabili, ma al Comandante è piaciuto l’inizio di stagione, già migliore di quello passato visti i due gol subiti contro Empoli e Spezia in apertura. Quel che di certo non ha gradito sono le 58 volte in cui è stata raccolta la palla nella porta, dato che andrà senz’altro migliorato in questo 2022/23. Presto però per godersi qualche passo in avanti poiché all’orizzonte c’è una montagna da scalare. 

Venerdì all’Olimpico arriveranno Lukaku e Lautaro Martinez a testare i progressi dei centrali della Lazio e non sarà la prima volta per entrambi contro la “LuLa”. Nel 2020/21, Patric giocò sempre titolare contro i due attaccanti nerazzurri che tra andata e ritorno segnarono due gol ciascuno. Brutti ricordi anche per Romagnoli, ko in due casi su tre tra Serie A e Coppa Italia nel derby di Milano e in un’occasione sovrastato dalla velocità del bomber belga.

IL PROBLEMA CON LE GRANDI – Indizi che fanno intuire le difficoltà della prossima sfida, ma non sarà solo un discorso difensivo. Essendo il primo scontro ad alta quota, la media punti della passata stagione contro le “sette sorelle” (0,75) comporterà un nuovo obiettivo: sfatare il tabù big. Almeno Sarri – ieri a colloquio con Valeri nell’incontro tra gruppo squadra e arbitri – potrà riabbracciare Pedro dal 1’. Il fedelissimo spagnolo si riprenderà il posto che gli spetta probabilmente a scapito di Zaccagni, ieri gestito assieme a Immobile e Romagnoli. Il Messaggero

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La scalata di Patric e quel “no” di Sarri alla sua cessione a gennaio

Trasformare i fischi in applausi. Riuscire a portare i tifosi dalla propria parte. La crescita di Patric è evidente. Nella nuova coppia composta con Romagnoli è lui il dominante quando c’è da costruire il gioco, il primo anche nelle statistiche. Palloni intercettati, respinti, deviati. In estate il reparto ha subito una rivoluzione, ma lo spagnolo inizia il campionato ancora da titolare. Le presenze totali sono state 24, di cui ben 19 nell’undici iniziale la scorsa stagione. Se continua di questo passo, anche in questa annata si toglierà diverse soddisfazioni. Sarri lo scorso gennaio si era opposto fermamente a una sua possibile partenza.Il Tempo

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Lazio, ora la sostanza poi la qualità

Lo 0-0 a Torino è un risultato che sta stretto alla LazioSarri non riesce a imporsi completamente sui granata nemmeno questa volta, ma le occasioni ci sono state. Il mister ancora una volta ha preferito l’equilibrio in mezzo al campo. Per questo è stato scelto Vecino dal 1′, l’ex Inter non ha brillato, ma come ha ricordato il mister, era da diverso tempo che non giocava titolare: dal 13 marzo scorso, proprio contro il Torino. Ad oggi per Sarri viene prima la sostanza sulla linea mediana anziché la qualità, tutto ciò a discapito di Luis Alberto, già alla seconda panchina consecutiva, ma anche l’anno scorso accadde questo, poi lo spagnolo si ritagliò il suo spazio. Lotito ha promesso al Mago di non chiudere la porta per una sua eventuale cessione anche a pochi giorni dalla chiusura del mercato e il patron ha accolto la sua richiesta. 20-22 milioni di euro è il prezzo dello spagnolo fissato dalla Lazio. Il Messaggero

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Flaminio, la mossa di Lotito: i dettagli

Secondto ‘La Repubblica’, il patron Lotito ha scritto al Comune di Roma per richiedere tutta la documentazione dello stadio Flaminio. La nota ufficiale è stata presentata ieri a Patrizia Delvecchio – dirigente del dipartimento Sport – e la risposta è attesa entro la fine di questo mese. La Lazio avrà quindi il compito di presentare una prima bozza di un proprio progetto.