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Lazio, Coppa con i tifosi: è un ritorno che va oltre la partita. Pedro invitato sotto la Nord

Notte speciale anche per il meritato tributo a Pedro.

Mercoledì sarà tutta un’altra storia. La finale riporterà la Lazio e il suo popolo dentro lo stesso perimetro. L’Olimpico sarà pieno, completamente diverso, finalmente vivo. La metà laziale, circa 30.000 tifosi, si colorerà interamente di celeste, come richiesto dai gruppi organizzati per preparare una coreografia all’altezza dell’evento. È un ritorno, sottolinea il Corriere dello Sport, che va oltre la partita. Dopo mesi di assenza volontaria, la tifoseria torna sugli spalti per un appuntamento che vale una stagione. Una scelta ponderata, coerente con la linea della protesta ma anche con la promessa fatta alla squadra e all’allenatore. Una spinta che la Lazio cercherà di trasformare in energia, in ritmo, in convinzione. Perché contro l’Inter servirà tutto: qualità, attenzione, ma anche cuore.

Sarà inoltre una notte speciale per il meritato tributo a Pedro (uscito tra i fischi degli interisti sabato sera). Lo spagnolo, si legge, è pronto a salutare a fine stagione, la tifoseria lo ha già invitato a presentarsi sotto la Nord a fine partita, indipendentemente dal risultato.

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Lazio, Romagnoli salta il derby e cerca il riscatto in finale

Serve reagire, tornare dentro la partita, guidare la difesa come ha fatto per tutta la stagione.

Doveva essere la sua settimana da derby, due con l’Inter (da ex capitano del Milan) e quello romano a seguire. Non è iniziata come sperava Romagnoli, non è andata come avrebbe voluto. L’intervento su Bonny gli è costato il rosso sabato. Quello subito contro i nerazzurri, evidenzia il Corriere dello Sport, è l’ottavo rosso per la Lazio in questo campionato. Negli ultimi dieci anni, solo nella stagione 2015-16 i biancocelesti hanno fatto peggio (dieci espulsioni). Un’altra sanzione che peserà particolarmente, perché quel cartellino rosso ha conseguenze dirette. Il centrale salterà il derby contro la Roma (gli sarà inflitta una giornata di squalifica: si tratta di un grave fallo di gioco, non c’è condotta violenta), una partita che per lui vale inevitabilmente qualcosa in più. Una perdita pesante, non solo tecnica ma anche emotiva, per un giocatore che quella sfida la vive da tifoso prima ancora che da professionista.

Dentro questo scenario, comunque, c’è anche una notizia positiva. Il calendario offre immediatamente la possibilità di riscatto contro i nerazzurri. E proprio su mercoledì, conclude il quotidiano, si concentra tutta la sua attenzione, tutta la sua voglia di rivincita. Serve reagire, tornare dentro la partita, guidare la difesa come ha fatto per tutta la stagione. E allora la finale diventa qualcosa di più di una partita. Diventa un passaggio personale, un’opportunità per rimettere le cose a posto, per dimostrare che quello scivolone in campionato è stata solo una parentesi. Romagnoli non si è mai tirato indietro. Non lo farà adesso. La possibilità di rivincita è già scritta nel calendario. Sta a lui trasformarla in una nuova storia.

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Lazio, caccia ai giovani talenti: occhi su Kenji, Dieng si libera

Diversi i profili seguiti dalla talent room di Formello.

Spuntano nomi di attaccanti. Uno, riporta il Corriere dello Sport, arriva dal Brasile, si chiama Kaique Kenji Takamura Correa, brasiliano, origini giapponesi, ala sinistra, classe 2006, 20 anni compiuti, gioca nel Cruzeiro. Freschissimo il suo gol contro il Bahia, è di ieri; è entrato e ha regalato la vittoria ai suoi (1-2). Un sinistro a giro, il segno della sua classe. La Lazio lo sta studiando. Un vice Zaccagni non c’è, sempre che il capitano resti, ci sono voci che lo riguardano da un paio di mesi, in Francia hanno rilanciato l’interesse dell’Olympique Marsiglia. Il riscatto di Maldini è legato all’Europa, raggiungibile con la Coppa Italia. Dia sarà riscattato. Noslin è cresciuto. Gli scenari sono da definire.

Se restasse un posto, si legge, occhio a Bamba Dieng, 26 anni, centravanti senegalese. Si libera il 30 giugno, può prendersi a zero. Quattordici gol in 23 presenze con il Lorient, 9 in Ligue 1, 5 in Coppa di Francia. Si è scatenato da gennaio in poi, le 9 reti sono del nuovo anno. Classe 2000, ha iniziato nel Diambars, club senegalese. Poi il salto all’Olympique Marsiglia e al Lorient. Un centravanti baby è Omar Janneh, classe 2006, attaccante spagnolo-gambiano del Losanna; è arrivato a gennaio dall’Atletico Madrid, 8 gol in 17 gare, è seguito da Borussia Monchengladbach, Udinese e Sporting Lisbona. Profili seguiti dalla talent room di Formello, per ogni finestra di mercato si valutano giovani talenti su cui investire.

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Derby e tennis, che caos: la Lega vuole la Champions a pranzo, la questura punta su lunedì

Gli appelli al buon senso rischiano di fare ancora una volta a cazzotti – a proposito di ordine pubblico – con le esigenze commerciali. Solo che stavolta, oltre alle necessità predominanti delle emittenti televisive, che nel calcio di oggi pagando la banda e vorrebbero ovviamente scegliere la musica, ci sono quelle relative alla regolarità di un campionato che rispetto alla classifica arriva agli ultimi 180 minuti nell’incertezza più totale al netto della vetta già conquistata dall’Inter. Così il derby della Capitale, quello che il calendario ha posizionato nel weekend in cui va in scena, proprio nello stesso complesso sportivo, un evento mondiale come gli Internazionali di Tennis, rischia di trascinare con sé altre quattro partite: di sicuro Juve-Fiorentina, Como-Parma e Genoa-Milan, i match delle altre squadre ancora in corsa per la Champions, più Pisa-Napoli se Conte non battessa stasera il Bologna. Domani è il giorno degli anticipi e dei posticipi e la Lega ha cerchiato in rosso l’orario delle 12.30 di domenica 17 maggio per garantire la contemporaneità

E per fortuna, penserà qualcuno, che il successo di ieri sera dell’Atalanta a San Siro ha reso il 7° posto ormai irraggiungibile per l’Udinese. Se la Dea non avesse vinto, allo stesso orario di Lazio-Roma si sarebbero dovute disputare persino le tre sfide salvezza, quella della Cremonese proprio contro i friulani e poi, di conseguenza, Cagliari-Torino e Sassuolo-Lecce, più ovviamente Atalanta-Bologna. L’eventuale show di Sinner avrebbe insomma costretto Via Rosellini a fissare tra le 8 e le 9 partite nello stesso orario, tutte tranne Inter-Verona. Come ai vecchi tempi, tutto il calcio minuto per minuto: un’operazione nostalgia dettata dalla modernità. Ora invece le sfide in contemporanea potranno essere tre o quattro a seconda del risultato del Napoli.

Ma è davvero possibile evitare il caos al Foro Italico con due eventi così impattanti a distanza di poche ore? «Premesso che noi siamo attrezzati per gestire qualsiasi cosa, mi sembrerebbe di buon senso non far giocare nello stesso giorno degli Internazionali e un evento altrettanto importante come il derby», ha detto ieri il Questore, Roberto Massucci, a margine della ‘Race for the Cure’ al Circo Massimo. Chi gestisce l’ordine pubblico nella città più complessa d’Italia avrebbe decisamente preferito far slittare il derby di 24 ore portandolo al lunedì, possibilmente nel pomeriggio, visto che gli scontri tra tifoserie del recente passato fanno escludere la possibilità che la gara si disputi in notturna. A cavalcare l’idea del derby a inizio settimana, nei giorni scorsi, era stato anche l’assessore allo sport della città eterna, Onorato. «Avrebbe senso evitare un sovraccarico», aveva aggiunto pure il ministro Abodi. Le emittenti, però, in un giorno feriale e in un orario lavorativo (le 18.30) perderebbero una grossa fetta di pubblico, senza dimenticare la possibilità che gli stadi restino semi-vuoti. Secondo la Serie A, sarebbe un pasticcio nel pasticcio. Così la Lega punta sul male minore: tutti in campo a mezzogiorno e mezza. A meno che il Questore di Roma non imponga la soluzione alternativa con un provvedimento. Ma sarebbe come ammettere il timore di non riuscire a gestire le cose. Per tale ragione, questa resta l’ipotesi meno concreta. Corriere dello Sport

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Collovati: “Inter affamata, ma la Lazio non sarà quella di sabato. Tecnico che può fare la differenza? Sarri, ecco perché…” (AUDIO)

FULVIO COLLOVATI in collegamento a ‘SVB’

“La finale di Coppa Italia? Inutile dire che se dovessi dare un giudizio attuale, dopo la sconfitta di sabato della Lazio e per come sta giocando l’Inter, darei per favoriti i nerazzurri. L’Inter è affamata, vuole vincere un altro trofeo. Però ogni gara è a sé e la mia carriera mi ha insegnato che nessun avversario va sottovalutato. Se pensano di trovare la Lazio di sabato, sbagliano.

L’Inter ha un suo gioco lineare, che sfocia sugli esterni. Hanno tanto giocatori rappresentativi a centrocampo ma poi il gioco si sviluppa sugli esterni, che diventano le ali di una volta. La Lazio dovrà essere brava quindi ad arginarli, poi comunque ricordiamo che davanti ci sono Lautaro e Thuram. Hanno una rosa completa, la migliore d’Italia. La Lazio deve essere te brava a livello difensivo, poi l’Iner si concede qualche errore dietro.

Se c’è un tecnico che può fare la differenza è Sarri e non è un paragone sulla bravura perché Chivu ha dimostrato di essere bravo. Lui però ha quella rosa e l’imbarazzo della scelta, la Lazio deve trovare il meglio di sé dopo sabato, deve recuperare energie fisiche e mentali e in questo può aiutare solo un tecnico esperto come Sarri; la rosa è quella, la Lazio non ha attaccanti in doppia cifra, ha recuperato solo ora Rovella. Dall’altra parte c’è esperienza decennale.

L’Inter è favorita ma le finali sono finali. Vuole fare il doublete ma non è così scontato”.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Rambaudi: “Lazio, ora si deve resettare. La corsia Tavares, Taylor e Zac è un fattore” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Se non si affronta la gara con il coraggio giusto, con l’atteggiamento giusto, viene fuori questo. Perché poi i numeri parlano: la Lazio segna poco. Ricordiamoci comunque che mancava Zaccagni, che per questa squadra è fondamentale.

L’Inter ti faceva palleggiare, tu facevi anche un palleggio buono poi però tornavi indietro. Questa era stata una costante della squadra, poi era migliorata da questo punto di vista. Ad ogni modo, si sentiva che mancava la corsia mancina: Tavares, Taylor e Zaccagni sono un fattore, da lì arrivano le occasioni. In mezzo, Patric è quello che dà normalità e sicurezza anche ai compagni, nonostante magari ci siano calciatori anche con maggiore qualità in quel ruolo, quello che fa lo spagnolo è ciò che serve.

Ora occorre resettare. L’atteggiamento di sabato magari è dovuto anche al pensiero della finale. Mercoledì potrà essere un’altra partita. Devi fare la partita, cercando di farli giocare male”.

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“Il bunker del presidente”, nel mirino di Report la proprietà di Lotito

«Il bunker del presidente». Nel mirino di Report finisce la proprietà del senatore di Forza Italia e presidente della Lazio Claudio Lotito a Roma, in via di Porta Latina, tra le residenze di ambasciatori e diplomatici.

Secondo un’inchiesta della trasmissione di RaiTre condotta da Sifrido Ranucci, in onda questa sera, Lotito avrebbe realizzato la sua proprietà nelle mura aureliane, patrimonio Unesco, «dopo aver abbattuto una casetta e una piccola chiesa senza alcun tipo di autorizzazione». Insomma, Report denuncia una serie di «abusi edilizi» che il presidente della Lazio sarebbe «riuscito a sanare» e racconta di «un’indagine aperta per abuso edilizio dopo la denuncia della polizia di Roma Capitale archiviata» nel 2023. L’archiviazione risulterebbe limitata ai presunti abusi sulla casetta centrale abbattuta e ricostruita.

Secondo quanto ricostruito dalla trasmissione, Lotito avrebbe acquistato «una parte dell’area, composta da villa e piscina, nel 1997, per cinque miliardi di vecchie lire. Poi, nel 2000, la seconda parte composta da due villette e una cappella per il culto. Con una rigida prescrizione messa nell’atto di vendita: la maggior parte dell’area su cui insiste il complesso immobiliare è vincolata nel rispetto delle mura aureliane».

Vincolo che non sarebbe stato rispettato. E i lavori sopra il bunker sarebbero ripresi tra marzo e giugno 2025. I giornalisti di Report poi hanno documentato «un enorme fabbricato sotterraneo abusivo composto da salotto, sala delle carte, cinema e discoteca». Un bunker, sottolinea Report, «di cui non c’è traccia nelle carte catastali».

Al centro della trasmissione anche il percorso amministrativo intrapreso dalla Lazio per essere quotata sulla borsa di New York e l’idea di restaurare lo stadio Flaminio nella Capitale.Secondo la denuncia di Report, inoltre, ad incidere sui bilanci della Lazio sarebbero altre società del gruppo Lotito.

Faro poi sulla campagna elettorale 2022 del senatore in Molise. A quanto ricostruito da Report, un’agenzia di viaggi che collabora da anni con la Lazio e il gruppo di Lotito avrebbe pagato «a settembre l’albergo di Campobasso al presidente e ai suoi collaboratori per oltre seimila euro». Spese, sottolinea la trasmissione, che avrebbero «dovuto essere dichiarate sia dalla sia società sia dal mandatario elettorale». La Stampa.it

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DICHIARAZIONI NEWS

Lazio, Sarri: “Approccio bruttissimo, più colpa nostra che merito loro. Sulla finale…”

Maurizio Sarri ai microfoni di DAZN: “Abbiamo fatto un approccio alla gara molle, eravamo passivi in fase difensiva e offensiva. Approccio alla gara bruttissimo, considerando poi la reazione nel secondo tempo penso che sia un aspetto più mentale che fisico”.

Non deve restare niente della gara di oggi. L’Inter non ha fatto niente di eccezionale, ha fatto una gara normalissima e mi pare che non abbiamo neanche spinto al massimo. Non possiamo avere un approccio così contro una squadra più forte di noi, dobbiamo essere cattivi, attaccare gli spazi in fase offensiva, lo abbiamo fatto in inferiorità numerica e infatti ci siamo presentati davanti al portiere in tre-quattro occasioni. La gara di oggi è più colpa nostra che merito degli avversari che pure sono più forti di noi”.

Settimo posto? Noi sapevamo di avere poche possibilità di agganciare l’Atalanta ma qualcuna c’era, poi se mi chiedi se ci credevamo da quello che ho visto in campo ti dico di no”.

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NEWS

Lazio-Inter 0-3, il tabellino: Romagnoli espulso, salta il derby

LAZIO-INTER 0-3

Marcatori: 6` Lautaro Martinez, 39` Sucic, 76` Mkhitaryan

LAZIO (4-3-3): Motta; Marusic (76` Lazzari), Gila (55` Provstgaard), Romagnoli, Pellegrini; Basic, Rovella (55` Patric), Dele-Bashiru; Cancellieri (55` Isaksen), Noslin, Pedro (62` Dia).

A disp.: Furlanetto, Giacomone, Gigot, Tavares, Ratkov, Belahyane, Hysaj, Taylor, Maldini, Przyborek.

All.: Maurizio Sarri

INTER (3-5-2): Martinez; Bisseck, Acerbi, Bastoni (63` Luis Henrique); Doiuf, Susic (79′ Mosconi), Barella (46` Frattesi), Mkhitaryan, Carlo Augusto; Thuram (46` Bonny), Lautaro Martinez (63` Dumfries).

A disp.: Sommer, Di Gennaro, de Vrji, Zielinski, Luis Henrique, Akanji, Dimarco, Darmian, Cocchi.

All.: Cristian Chivu

Arbitro: Rosario Abisso (sez. Palermo)

Assistenti: Fontani-Biffi

IV Ufficiale: Sacchi J.L.

V.A.R.: Meraviglia

A.V.A.R.: Massa 

NOTE. Ammoniti: 48` Pellegrini (L), 74` Noslin (L)

Espulsi: 59` Romagnoli (L)

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AVVERSARIO

Lazio-Inter, i convocati di Chivu: out Calhanoglu ed Esposito

In casa Inter, dopo la vittoria dello Scudetto, c’è ancora una Coppa Italia da conquistare, obiettivo che terrà vivo il fuoco all’interno della squadra nerazzurra per un doblete che farebbe chiudere la stagione in maniera importante. Quella contro la Lazio, di fatto, sarà una doppia sfida che vedrà il primo atto in campionato e poi la finale di Coppa Italia.

Stando a quanto riportato da Sky Sport proprio in questi minuti, Hakan Calhanoglu e Pio Esposito non saranno tra i convocati della sfida contro i biancocelesti allenati da Maurizio Sarri. Il turco non ha ancora recuperato a pieno per un risentimento muscolare alla gamba sinistra. Per lui anche la presenza per la finale di Coppa Italia è a rischio. 

Anche per l’attaccante nerazzurro, poi, ci sono difficoltà: ancora problemi alla spalla per Pio che, dunque, non sarà presente per la sfida di campionato contro la Lazio. Due brutte notizie per Chivu in vista del doppio scontro con i biancocelesti. 

Ora per Chivu servirà studiare la formazione migliore considerando le assenze dei due calciatori. Possibile che l’allenatore dei nerazzurri dia spazio ad una formazione marchiata dal turnover anche in vista della sfida di Coppa Italia che ovviamente metterà in palio un trofeo, secondo obiettivo stagionale per l’Inter. 

In avanti potrebbe trovare spazio Bonny insieme a Lautaro, mentre a centrocampo Sucic si candida seriamente per una maglia da titolare. Le prossime ore, però, saranno decisive per avere informazioni concrete e novità riguardo la formazione dell’Inter.