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DICHIARAZIONI

Lazio-Inter, Patric: “Bravi a restare in piedi, ora vogliamo battere l’Inter per il settimo posto e la finale”

Il difensore della Lazio Patric ha rilasciato un’intervista al match program biancoceleste pubblicato alla vigilia della sfida di campionato contro l’Inter:

Prima della Coppa Italia c’è sempre l’Inter, ma in campionato.

“Vogliamo vincere per continuare a inseguire il 7º posto in classifica, che possiamo raggiungere, e arrivare nel migliore dei modi alla finale di Coppa Italia: un altro successo in campionato ci aiuterebbe ancora di più per la partita di mercoledi”.

Saranno giorni intensi, tra Inter e derby…

“Quattro mesi fa, non avremmo mai pensato di arrivare a questa settimana con cosi tanto in gioco. Siamo stati bravi a rimanere in piedi nei momenti difficili in campionato e Coppa Italia. Siamo molto motivati per vivere e affrontare questi giorni”.

Ti aspettavi una Lazio capace di esaltarsi così tanto nelle difficoltà?

“Negli ultimi mesi, la squadra ha compiuto un salto di qualità notevole sotto questo aspetto. Spero che la stagione possa finire in modo importante per noi”.

Il video della tua fidanzata allo stadio durante i rigori di Atalanta-Lazio è diventato virale.

“Mi ha fatto tanto piacere, anche lei è molto passionale come me. Viviamo gli eventi allo stesso modo. Tifa per me e per la mia Lazio. Non sapevo che in quel momento fosse in mezzo ai tifosi, vedere il video dopo la partita mi ha emozionato e, allo stesso tempo, fatto sorridere perché era scatenata (ride, ndr)”.

Quanto è bello aver giocato con due Club per te speciali come Lazio e Barcellona?

“Questo fa capire che tipo di calciatore sono, uno che pensa prima di tutto al bene della squadra, a vincere, che mette gli interessi dello spogliatoio davanti a tutto. Cerco di dare il 100% in ogni allenamento, mi preparo tutti i giorni per dare il massimo alla Lazio e mi aspetto sempre lo stesso dai miei compagni, cioè vivere il calcio come uno stile di vita. Sono orgoglioso della mia carriera e del percorso fatto finora”.

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STATISTICHE

Lazio-Inter, biancocelesti senza vittoria da tre anni. Ed all’Olimpico i milanesi cercano il tris

Verso Lazio-Inter, dati Opta:

La Lazio non ha vinto alcuna delle ultime sei sfide in Serie A contro l’Inter (2N, 4P), dopo aver vinto la metà di altrettante gare precedenti (3V, 1N, 2P); in particolare, dopo la sconfitta nel match di andata (0-2, 9 novembre 2025), i biancocelesti potrebbero perdere entrambe le sfide stagionali per la prima volta dal 2016/17.

L’Inter va a segno da 13 gare di fila contro la Lazio in Serie A, con esattamente due gol in media a partita (26), e non ha mai registrato una serie realizzativa più lunga contro i capitolini; inoltre, i nerazzurri potrebbero anche ottenere due clean sheet di fila contro i biancocelesti per la prima volta dal 2010 (serie arrivata a quattro).

L’Inter ha vinto entrambe le ultime due trasferte contro la Lazio in Serie A, con un punteggio aggregato di 8-0, e potrebbe vincere tre gare esterne di fila contro i biancocelesti per la seconda volta nella massima serie, dopo il periodo maggio 2017-ottobre 2018.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Agostinelli: “Lazio, Sarri preserverà Noslin per la finale.Vincere domani può avere un peso”. Sulla sorpresa Pedro… (AUDIO)

ANDREA AGOSTINELLI in collegamento a ‘NMM’

“Sono convinto che domani nella prima gara contro l’Inter, Sarri non faccia giocare dall’inizio Noslin. Penso che voglia tutelarlo per la finale, è quello che in questo momento può darti qualcosa di più. Ovviamente Sarri vuole dare continuità alle cinque vittorie conquistate nelle ultime otto giornate, ma è impossibile che strada facendo non faccia anche delle scelte funzionali al 13 maggio. Lo stesso, chiaramente, farà anche Chivu. L’appetito per l’Inter viene mangiando, ma è evidente che in campionato si gioca più la Lazio.

Onestamente non credo che il match di campionato possa dare a Sarri delle indicazioni sull’Inter nell’ottica della coppa. Nella testa del tecnico già c’è quello che deve fare per la finale. Ovvio che, il risultato di domani, può avere il suo peso nelle preparazione della partita successivamente. In positivo, a livello psicologico, se vinci può farti bene. Più questa squadra colleziona risultati positivi e più forte si sente.

Sorpresa Pedro per la finale visto la sua caratura ed esperienza? No, assolutamente no da titolare. Magari ad un quarto d’ora dalla fine. La finale la Lazio la giocherà con Pedro inizialmente dalla panchina, anche perchè a fare le corse sulla fascia non ce lo vedo più”.

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SERIE A

Lazio-Inter, probabili formazioni

A poco meno di una settimana dalla finale di Coppa Italia Lazio e Inter sono pronte ad affrontarsi in campionato, per quella che sembra a tutti gli effetti una prova generale della sfida del 13 maggio. I biancocelesti scenderanno per questo motivo in campo con una formazioni rimaneggiata, sia per preservare fisicamente chi scenderà in campo nel secondo atto, sia per non rischiare di schierare i diffidati Tavares, Taylor e Pedro, che, con un’ammonizione, salterebbero il derby della settimana successiva. Sarri sembra perciò orientato a scegliere, davanti a Motta tra i pali, una linea a quattro formata da LazzariProvstgaardRomagnoli Pellegrini. A centrocampo Patric in mediana, con Basic Dele-Bashiru come mezzeali. In attacco Cancellieri sembra in vantaggio su Isaksen nel ballottaggio, con Maldini Zaccagni, quest’ultimo favorito su Noslin per il ruolo di esterno sinistro.

LE PROBABILI FORMAZIONI

LAZIO (4-3-3) – Motta; Lazzari, Provstgaard, Romagnoli, Pellegrini; Dele-Bashiru, Patric, Basic; Cancellieri, Maldini, Zaccagni. All.: Maurizio Sarri.

INTER (3-5-2) – Sommer; Bisseck, Akanji, Bastoni; Dumfries, Frattesi, Zielinski, Mkhitaryan, Carlos Augusto; Thuram, Bonny. All.: Cristian Chivu.

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COPPA ITALIA

Lazio-Inter, verso la Finale: il programma della vigilia tra rifinitura, conferenze e visita al Qurinale

La finale di coppa Italia tra Lazio e Inter si avvicina sempre di più. Prima di questo appuntamento importante che decreterà l’assegnazione dell’ultimo trofeo nazionale a disposizione, le due squadre si affronteranno in Serie A, domani allo Stadio Olimpico di Roma alle 18:00, un po’ come accaduto a Milan e Bologna lo scorso anno, affrontatesi prima a San Siro e poi nella gara secca dello Stadio Olimpico.

Tra impegni di campo e non, il programma sarà quello consueto della finale. Martedì pomeriggio alle 18,15 presso lo Stadio Olimpico di Roma si faranno le conferenze stampa, con la Lazio che effettuerà in mattinata alle 10,45 la rifinitura a Formello.

Non sarà però l’unico impegno di martedì quello con la stampa per biancocelesti e nerazzurri. Come riporta la Gazzetta dello Sport, le due compagini saranno ricevute, come di consueto, al Quirinale.

Dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, verrà ricevuta anche una delegazione della Lega Serie A, che parteciperà insieme alle squadre all’evento alla vigilia del match. Manca poco, i preparativi sono quasi ultimati (mancano da conoscere l’artista che canterà l’inno nazionale prima della sfida e l’arbitro che dirigerà il match), Lazio e Inter domani saranno impegnate nelle prove generali, poi la mente sarà solamente alla finale di coppa Italia.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Caicedo: “Con l’Inter sarà dura, ma un trionfo segnerebbe la svolta. Bravo Sarri, non solo con il gruppo. Tifosi? fantastici”

L’ex Lazio Felipe Caicedo ha rilasciato una lunga intervista al Corriere della Sera, in cui ha parlato anche dell’imminente finale di Coppa Italia:

“Devo ammettere che le due stagioni sono molto simili (questa e quella del 2028-2019, ndr). All’epoca eravamo in difficoltà, ma quella vittoria riuscì a cancellare tutto. La Coppa Italia è sempre un grande traguardo”.

La stagione della Lazio: “Non può essere positiva. La classifica non è buona, ma il percorso in coppa è ottimo. La squadra ha fatto fuori Milan, Bologna e Atalanta: non era semplice. Vincere questa competizione sarebbe fondamentale. Il trionfo rappresenterebbe una svolta. Me lo auguro con tutto il cuore”.

Sarri: “Il suo lavoro è davvero molto, molto buono. La squadra ha ormai automatismi evidenti. Questo soprattutto a livello difensivo. La retroguardia è collaudata, la linea si muove sempre molto bene. La sua mano si vede, anche perché fin da inizio anno aveva detto che avrebbe dato importanza alla fase difensiva e i miglioramenti si vedono. Ma non ha migliorato solo il collettivo. Secondo me sono migliorati anche i singoli. L’esempio più evidente è Nuno Tavares, che ora difende veramente bene. Poi Taylor si è inserito molto bene e in maniera rapida. Infine Basic: rispetto a inizio anno è cresciuto tanto”.

Lazio-Inter: “Alla Lazio servirà la partita perfetta. Loro sono molto forti, probabilmente sono favoriti, ma è pur sempre una finale e quindi tutto può succedere. L’importante è che la Lazio riesca a fare una gara per la quale alla fine non abbia nulla da rimproverarsi”.


La protesta dei tifosi: “Non posso giudicare perché pur seguendo la Lazio vivo lontano. Non conosco nel dettaglio le motivazioni che hanno portato a questa protesta. Posso però dire che i tifosi sono importanti per la squadra e che tutti i giocatori vorrebbero sempre vedere lo stadio pieno. Spero che tutto torni alla normalità il prima possibile perché il pubblico laziale è fantastico. Atmosfera incredibile contro il Milan, la carica trasmessa ai giocatori si è rivelata fondamentale. Questo tipo di ambiente, contro l’Inter, potrebbe davvero essere determinante. Lo stadio pieno fa la differenza. Il pubblico trasmette alla squadra l’energia nei momenti più difficili e dà la spinta decisiva nei momenti più delicati”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Pedro prepara l’addio in grande stile: dopo il derby festa con la squadra

Pedro si prepara a vivere le ultime settimane da calciatore della Lazio. Lo spagnolo, 38 anni a luglio e contratto in scadenza a giugno, ha ormai confermato la scelta dell’addio. Il futuro sarà svelato più avanti, ma intanto il club biancoceleste sta organizzando il modo migliore per salutare uno dei protagonisti più amati degli ultimi anni.

L’idea è quella di una doppia passerella. La prima dopo il derby, quando Pedro festeggerà con la squadra nella settimana che precederà la partita contro il Pisa. La seconda arriverà proprio nell’ultima gara di campionato all’Olimpico, dove la Lazio renderà omaggio allo spagnolo davanti ai propri tifosi.

Secondo quanto raccontato dal Corriere dello Sport, Pedro avrebbe già scelto la location per una cena con i compagni. Un momento privato, pensato per condividere il saluto con il gruppo e chiudere nel modo più emozionante la sua esperienza romana.

Il legame con la Lazio è stato forte sin dall’inizio. Arrivato nel 2021, Pedro ha saputo ritagliarsi un ruolo importante dentro e fuori dal campo, diventando un riferimento per esperienza, qualità e mentalità.

I numeri di Pedro con la Lazio

Con la maglia biancoceleste Pedro ha collezionato 205 presenze e segnato 38 gol, lasciando un’impronta evidente nel percorso della squadra. In questa stagione ha trovato meno spazio, ma il suo peso nello spogliatoio è rimasto centrale.

La possibilità di restare in società, almeno per il momento, sembra rinviata. Pedro vuole capire se potrà continuare ancora a giocare, prima di decidere quale strada prendere dopo il ritiro. La Lazio, intanto, prepara il saluto: un doppio evento per rendere omaggio a un campione che ha attraversato il calcio europeo lasciando il segno.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio-Inter, squadre diverse ma stessa solidità difensiva: il confronto tra le due filosofie

Il dato complessivo sui gol subiti conferma l’equilibrio: 31 per l’Inter, 34 per la Lazio.

Squadre, campionati e ambizioni sono molto differenti, ma c’è comunque un punto in comune tra Lazio e Inter. Sì, perché la doppia sfida nel giro di 4 giorni, sottolinea il Corriere dello Sport, sarà soprattutto un confronto tra due sistemi difensivi solidi, strutturati, diversi ma ugualmente efficaci. Due modi di proteggere la porta, due filosofie opposte che si incrociano nel momento più delicato della stagione.

L’Inter campione d’Italia, si legge, è la squadra che ha subito meno tiri in Serie A, appena 313. Un numero che racconta il controllo, la capacità di difendere lontano dalla propria area, di limitare al minimo i pericoli. La Lazio, al contrario, ha concesso molto di più (468 conclusioni subite, solo 5 squadre nel torneo hanno fatto peggio), ma questo non significa fragilità. Anzi, evidenzia un altro tipo di resistenza, più reattiva che preventiva. I biancocelesti hanno costruito la propria solidità sulla capacità di reggere l’urto, di concedere ma mai in modo pulito, di soffrire e restare in piedi. Non è un caso che abbia collezionato 15 clean sheets, contro i
17 dell’Inter.
Quella biancoceleste è una difesa che magari concede, ma che spesso resiste.


Le differenze e le analogie emergono anche nei dettagli. L’Inter è quasi impeccabile nel gioco aereo: appena tre gol subiti di testa, il minimo in campionato (al pari di Juventus e Roma). La Lazio ne ha concessi sei, un dato comunque contenuto. Dove i ragazzi di Sarri eccellono è nella gestione delle transizioni, visto che sono l’unica squadra del campionato a non aver ancora subito gol in contropiede. Quella di Chivu, invece, ha incassato sei reti in queste situazioni, segno di una struttura più offensiva, a volte più esposta quando perde palla: una possibile chiave tattica per i velocisti di Mau.
Anche sulle palle inattive il confronto è equilibrato. I nerazzurri hanno subito nove gol da sviluppi di calcio piazzato, la Lazio dieci.


Il dato complessivo sui gol subiti, conclude il quotidiano, conferma l’equilibrio: 31 per l’Inter, 34 per la Lazio. Tre reti di differenza che raccontano quanto siano vicine le due difese, nonostante le sette posizioni di distanza in classifica. Anche la distribuzione dei gol nel corso della partita offre spunti interessanti. La Lazio tende a concedere qualcosa in più nella ripresa (19 gol contro i 15 del primo tempo), mentre l’Inter mantiene un andamento più lineare. Ma il dato più significativo riguarda il finale: i nerazzurri hanno subito ben 11 gol negli ultimi 15 minuti, quasi il doppio dei 6 incassati dalla Lazio (specialista invece nel segnare in extremis).

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Lazio, rebus Tavares. Gila convocato, dubbio Cataldi

Tra campo e gestione, ogni scelta potrà fare la differenza.

Dopo il giorno di riposo concesso mercoledì, ieri a Formello è scattata ufficialmente la preparazione al primo incrocio con l’Inter, l’inizio di un mini-ciclo intensivo e decisivo che porterà i biancocelesti ad affrontare due volte i nerazzurri e poi la Roma nel giro di pochi giorni. Tra i temi principali, riporta il Corriere dello Sport, c’è la situazione di Nuno Tavares. Il portoghese arriva da una prestazione devastante contro la Cremonese, ma resta un elemento da dosare. In carriera ha spesso sofferto gli impegni ravvicinati, motivo per cui Sarri sta valutando l’ipotesi di preservarlo nella sfida di campionato per averlo al massimo nella finale di Coppa Italia. A spingere ulteriormente verso questa opzione c’è pure la questione disciplinare. Tavares è diffidato e, in caso di ammonizione contro l’Inter, salterebbe il derby con la Roma. Una situazione condivisa anche da Taylor e Pedro, altri due elementi chiave a rischio squalifica. Anche questo fattore potrebbe incidere sulle scelte dell’allenatore.

Sarri dovrà trovare il giusto equilibrio tra competitività immediata e prospettiva, cercando di arrivare alla finale con i titolari nelle migliori condizioni possibili. Dall’infermeria, si legge, arrivano segnali positivi da Gila, che sarà regolarmente convocato per la sfida contro l’Inter, anche se il suo impiego verrà valutato nelle prossime ore. Più incerta la situazione di Cataldi, ancora alle prese con alcuni fastidi muscolari e in dubbio per la gara.

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Lazio, Taylor insostituibile ma ora potrebbe riposare: Dele si candida per una maglia dal 1′

Sarri non l’ha fatto mai riposare, gli ha solo evitato un po’ di minutaggio cambiandolo in corsa.

Non è stato solo il suo arrivo, ma ha contribuito alla svolta. Il gioco e il destino si sono messi a girare nei versi giusti. Sarri piano piano ha trovato la quadra, Taylor aveva i segni particolari adatti per rinforzare il centrocampo orfano di Guendouzi. Non un mediano ringhiante, una mezzala con i tempi di gioco giusti per Mau, con la forza del tiro, brava a sentire la porta; è successo qualcosa quando Taylor si è inserito nella Lazio. Nella squadra da strappo costruita in corsa da Sarri s’è rivelato adatto da fionda e sasso. Bravo nelle avanzate per triangoli, bravo a sacrificarsi in fase di non possesso, bravo a garantire soluzioni. Da gennaio a oggi, sottolinea il Corriere dello Sport, l’olandese è diventato insostituibile. Sarri non l’ha fatto mai riposare, gli ha solo evitato un po’ di minutaggio cambiandolo in corsa.

Siamo arrivati al bivio: tre partite in una settimana, finale e derby compresi. In più la diffida in campionato. Mai come stavolta Sarri pensa di dare un turno a Taylor. Salterebbe l’Inter domani evitando di correre il rischio di un giallo, lo escluderebbe dal derby. Un turno domani per arrivare fresco alla finale. In questo caso, si legge, rientrerebbe in gioco Dele-Bashiru, con Basic a sinistra; è un’ipotesi in ballo da qualche partita, finora mai realizzata. Taylor dall’11 gennaio ha giocato 16 partite su 16 in campionato, 10 da 90’. Più tre partite su tre in Coppa Italia, una da 90 (il Bologna), una da 83 (l’Atalanta all’andata), una da 120 (l’Atalanta al ritorno). Di partite ne mancano 4 con la Coppa. Sarri ha sempre riflettuto sulla necessità di
fermarlo, non l’ha mai fatto. Finale e derby sono due ottimi
motivi per prendere questa decisione.