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DICHIARAZIONI

Il mezzo secolo di Nesta: “Pazzia Zeman, la festa Scudetto e il futuro sulla panchina della Lazio…”

In occasione del suo 50esimo compleanno, Alessandro Nesta ha rilasciato una lunga intervista ai taccuini del Corriere della Sera, durante la quale ha ripercorso la sua carriera, dal rischio di finire alla Roma allo scudetto del 2000 vinto con l’Aquila sopra il patto, passando anche dall’importanza di Zeman nell’individuazione del suo ruolo e concedendosi, in chiusura anche una battuta sulla possibilità di vederlo un giorno sulla panchina della Lazio. Potrà mai accadere? Ecco le sue risposte.

Sull’esordio alla Lazio

“Zeman ha avuto la follia di spostarmi di ruolo. All’inizio nelle giovanili facevo la mezzala, ero bravino. Poi in Primavera ero terzino destro finché il mister mi disse che dovevo fare il difensore centrale. Lì per lì pensai “questo è matto”. Invece mi ha cambiato la vita”.

Sullo scudetto

“Pazzesco. Era il maggio del 2000, ero squalificato e perciò avevo visto la partita in tribuna. Dopo il 3-0 alla Reggina mi ero messo in macchina un po’ per scaramanzia e un po’ perché a Perugia dove giocava la Juve la partita era stata sospesa per pioggia. Quando alla radio sentii del gol di Calori, tornai all’Olimpico e fu una festa clamorosa“.

Sul sogno di allenare la Lazio

“Ma è matta? La mia qualità della vita precipiterebbe. Ho cominciato a girare per il centro storico di Roma quando ho smesso di giocare”

Sull’addio alla Lazio e l’arrivo al Milan

“L’arrivo al Milan? Stavo male veramente. Da tre anni mi dovevano vendere per questioni di bilancio e quella mattina, quando mi ero allenato a Formello, avevo pensato ‘vai, anche quest’anno è andata’. E invece a fine sessione mi avvisarono che mi avevano ceduto. Il meglio però avvenne la sera. Con Adriano Galliani ero andato come ospite a Pressing. Alla prima pausa pubblicitaria venni ripreso: ‘Sorridi, perché i giocatori al Milan sono solo felici’”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Oddi: “Lazio, senza Sarri sarebbe sarebbe stata una stagione in picchiata. Tavares una scommessa vinta…” (AUDIO)

GIANCARLO ODDI in collegamento a ‘NMM’

“Sicuramente non è stata una stagione con vicende che hanno aiutato la Lazio squadra. L’ultima gara con il Milan è stata vinta ti permette di vedere le prossime tappe con maggior fiducia. Ci sono state delle piccole cose che possono diventare grandi nel tempo, compreso la capicità di alcuni giocatori di farsi valere in posizioni di campo non solite. L’Europa dal campionato resta lontana, mi aspetto molto dalla semifinale di Coppa, ma la squadra è chiamata a non mollare il campionato.

Se la Lazio non avesse preso Sarri, la stagione sarebbe andata in picchiata. Lui, nonostante tutto, è stato il tecnico giusto e l’ha dimostrato nelle difficoltà e nell’adattamento. Ora sto rivedendo il Tavares eccezionale che conoscevamo. Lo vedo molto migliorato anche dal punto di vista difensivo e questo lo rende tra i migliori esterni bassi del nostro campionato. Può essere considerata una scommessa vinta da Sarri? Si, le sue difficoltà difensive erano esagerate”.

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ARBITRI

Bologna-Lazio, arbitra Feliciani: i precedenti

Bologna-Lazio ora conosce il suo arbitro: si tratta del signor Ermanno Feliciani, della sezione di Teramo. Al fianco del fischietto abruzzese ci saranno i signori Berti e Laudato in qualità di Assistenti e il signor Zanotti come IV Uomo. A V.A.R. e A.V.A.R. rispettivamente i signori Di Paolo e Giua.

  • Arbitro: sig. Feliciani (sez. Teramo)
  • Assistenti: signori Berti-Laudato
  • IV Uomo: sig. Zanotti
  • V.A.R.: sig. Di Paolo
  • A.V.A.R.: sig. Giua.

I precedenti tra la Lazio e l’arbitro Feliciani

Sono solo due i precedenti tra la Lazio e l’arbitro Ermanno Feliciani, entrambi risalenti alla stagione 2023/2024. Il bilancio complessivo è favorevole ai biancocelesti, che portarono a casa i tre punti in ambedue le sfide.

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Gobbi: “Emozione sciarpata in Lazio-Milan, possibile che Lotito non capisca?”. Poi l’idea per i piccoli tifosi… (AUDIO)

L’attore GIORGIO GOBBI in studio a ‘QUELLI CHE…’

“Io e Guido abbiamo avuto un’idea per coinvolgere i bambini. Questa società è talmente antica e bella che i più piccoli meritano di essere coinvolti. La sciarpata contro il Milan ha dato emozioni a me che sono adulto ed ho visto bambini con gli occhi spalancati. Così è nata l’idea di raccogliere i racconti sulla Lazio dei bimbi dai 6 ai 12 anni; ci sarà un concorso, dei premi. Lanciamo questa idea, raccogliamo materiale, letterine o audio. Il nostro sogno sarebbe quello di organizzare la giornata finale, quella della premiazione, in un luogo iconico. Bisogna recuperare la parte genuina e gioiosa che solo i bambini hanno.

Io contro il Milan ho avuto una sensazione così bella vedendo la sciarpata che mi sono detto ‘Possibile che Lotito non capisca che il tifoso è un patrimonio inestimabile’? Sia per valori che dal punto di vista economico”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Solo la Lazio vive questa realtà: qui c’è un presidente contro i tifosi” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“C’è un’altra presidenza che dice certe cose contro squadra, allenatore e, soprattutto, tifosi? Abbiamo sentito dire ‘Qui comando io’, oppure ‘Era una società di reietti prima che arrivassi io’. Questi atteggiamenti non sono accettabili.

C’è un altro presidente che dice certe cose e, soprattutto, che va contro i tifosi? Credo che Lotito sia l’unico presidente ad andare contro i tifosi, che devono pagare per lo stadio e non avere voce in capitolo. Discutibili sono i modi. Solo la Lazio vive questa realtà: c’è un presidente contro i tifosi.

Diversi calciatori vogliono andare via perché mancano ambizioni, prospettive, voglia di essere competitivi. Quando il presidente Lotito dice che alcuni giocatori sono voluti andare via è un’aggravante, non una giustificazione”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, ben 37 infortuni stagionali. Zac altri controlli la prossima settimana, Pedro fino ad ora in pole per sostituirlo” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Siamo arrivati a 37 infortuni. Per Zaccagni ci vorrà un mesetto, ora è da mettere in dubbio per la semifinale. Il verdetto più attendibile sarà tra una settimana, quando ci saranno ulteriori controlli.

Quest’anno Zaccagni ha saltato 7 gare, di cui una di Coppa Italia, e Sarri senza di lui in 5 di queste ha messo Pedro dall’inizio; mi ricordavo un’alternanza maggiore invece quasi sempre lo spagnolo dal 1′, poi una volta Cancellieri e una Noslin.

La crisi del campionato italiano e quella della Nazionale sono colleate ma questa è più grave. Zaccagni sarebbe stato nei piani di Gattuso, come dodicesimo e anche per avere la possibilità di cambiare modulo. In vista delle qualificazioni vedremo pure come andrà il recupero di Tonali”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, test Romagnoli: segnali positivi con massima prudenza

In vista di Bologna, valutazioni in corso sull’impiego del difensore.

Romagnoli vede il rientro e punta il Bologna, anche se la decisione definitiva verrà presa solo nelle prossime 48 ore. Stando a quanto riporta il Corriere dello Sport, il difensore della Lazio ha svolto ieri un nuovo test sul campo: le risposte sono state positive, ma lo staff medico e tecnico valuteranno con attenzione i rischi da qui a sabato.

Il difensore, si legge, ha aumentato i carichi di lavoro e il test di ieri ha dato riscontri incoraggianti, alimentando la speranza di rivederlo tra i convocati già per la prossima gara. Resta comunque un nodo legato alla gestione del rischio: la Lazio non vuole correre pericoli inutili, soprattutto in un momento della stagione in cui ogni scelta può fare la differenza. Romagnoli, dal canto suo, spinge per tornare.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, ora le prestazioni di Tavares convincono: valutazioni in corso sul futuro

Il portoghese sta convincendo: la sua cessione non è più scontata.

Il futuro di Tavares è un dilemma. Il portoghese, dato per partente certo fino a poche settimane fa, stando a quanto riporta il Corriere dello Sport, ha cambiato il proprio destino con una serie di prestazioni che hanno riaperto il dibattito. L’arrivo già programmato di Pedraza a parametro zero per la prossima stagione, poi, sembrava la conferma di una separazione inevitabile ma, dopo i rumors di gennaio (era finito nel mirino del Como, ma soprattutto su di lui c’erano piste estere tra Arabia Saudita e Turchia) il terzino ha cambiato volto.

Oggi è un esterno più completo, più consapevole, più utile al sistema di Sarri. Il lavoro quotidiano con il tecnico ha iniziato a dare frutti evidenti. Tavares continua a essere impredibile quando attacca, ma ha imparato a scegliere i tempi, a dosare le energie, a non scoprirsi inutilmente. La sua spinta resta un’arma, ma ora è inserita dentro un contesto più equilibrato, con maggiore attenzione alla fase difensiva.

Se fino a qualche settimana fa, conclude il quotidiano, la cessione appariva come una scelta logica, oggi la situazione è molto più sfumata. Tavares sta ritrovando valore tecnico e, di conseguenza, anche valore di mercato. Una crescita che potrebbe spingere il club a rivedere strategie e tempistiche. Cederlo a giugno significherebbe rinunciare a un giocatore in piena risalita, proprio nel momento in cui sta assimilando i principi di Sarri e diventando funzionale al sistema. Tenerlo, invece, aprirebbe scenari diversi: una possibile convivenza con Pedraza o una valorizzazione ulteriore in vista di una cessione futura a condizioni più vantaggiose. Il dilemma resta aperto. E non riguarda solo il mercato, ma anche la costruzione della Lazio del prossimo anno. Perché Tavares, da possibile esubero, è tornato a essere una risorsa. Se continuerà su questi livelli, non sarà più solo un’opportunità di mercato, ma un tassello su cui costruire.

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Lazio, Lotito-Sarri: il futuro non dipende dalla Coppa Italia. Tifosi e “anno uno”, il tecnico chiede il cambio di rotta

(…) Lotito non fa calcoli, la reazione della squadra dopo il flop di Torino e le due vittorie con Sassuolo e Milan lo spingono ad avere fiducia. Insieme all’impresa di Coppa ha chiesto una risalita in classifica dopo lo scivolamento che aveva portato la Lazio fin giù all’undicesimo posto. Forse qualcosa è cambiata davvero, lo ha ammesso anche Sarri: «C ’è più carattere». Il cammino in campionato e in Coppa condizionerà parte del futuro tra Lotito e Sarri, appeso comunque ad altri punti sostanziali (dal progetto al mercato fino alle condizioni ambientali). Mau ha chiesto un mutamento di rotta: riportare i tifosi all’Olimpico e dar vita «ad un anno uno». Ma di recente ha confessato il timore che si vada incontro ad un altro «anno zero». L’Olimpico rischia di tornare spettrale e di rimanere tale fino alla fine della stagione. La contestazione infuria ancora di più, Lotito è stato accusato dai tifosi di essere illiberale e censorio dopo il caso della scenografia bloccata in Tevere. La Coppa Italia non scalda più di tanto, per adesso. Lo stesso Sarri prima dell’andata con l’Atalanta ha sentenziato che «l’esito della Coppa non cambia il futuro». Per molti sarebbe un palliativo, un euforizzante a tempo, senza un vero progetto di rilancio e un dialogo costruttivo con i tifosi l’effetto svanirebbe in tempi brevi. Per Lotito l’esatto contrario, la vittoria di chi non si sente mai vinto. Corriere dello Sport

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Lazio, Lotito punta sul rilancio: raddoppiato il bonus Coppa Italia

Lascia o raddoppia? Raddoppia, la presidenza e la puntata dei premi alla squadra. La posta in gioco è altissima e il Lotito più assediato di sempre non molla, non è tipo da gettarsi sulla sua spada. Prova a rilanciarsi ancora una volta aggrappandosi alla Coppa Italia come a un salvagente. È l’unico rimasto quest’anno. Il salvagente possono lanciarglielo solo i giocatori e sui giocatori punta avendo quasi tutto l’Olimpico contro. Il presidente è tornato al centro delle manovre di Formello nelle scorse settimane. «Ora ci penso io», uno dei suoi slogan più famosi, proclamati nei momenti topici, lo stanno udendo in tanti. Di recente ha parlato allo spogliatoio chiedendo uno scatto d’orgoglio, provando a rassicurare tutti sul futuro, riconoscendo un premio maggiore per l’eventuale vittoria della Coppa. Il primo era stato fissato in 2 milioni lordi, da aggiungere ai premi individuali già previsti nei contratti singoli. Il premio è stato accresciuto almeno del doppio. Un incentivo in più per tentare l’impresa. Lotito ci crede e non da ora. A inizio febbraio, dopo il mercato, aveva parlato allo spogliatoio e in quell’occasione aveva incitato tutti ad avere fede nel cammino in Coppa. La Lazio era in panne. Lotito si presentò al Dall’Ara nella notte dei quarti, esultò al rigore di Taylor, il lasciapassare per la doppia semifinale. Il presidente nel viaggio di ritorno in charter ricordò ai giocatori quel discorso fatto poche settimane prima. 

La Coppa sarebbe vitale per la qualificazione europea, in ogni caso la finale può avere un valore a prescindere: può valere la partecipazione alla finale di Supercoppa. La Lazio vi accederebbe nel caso di partita con l’Inter (da vincitrice dello scudetto) con qualsiasi risultato. La Coppa Italia, dopo la semifinale d’andata con l’Atalanta, finita 2-2, con Como e Inter in corsa, resta una roulette. Lotito non fa calcoli, la reazione della squadra dopo il flop di Torino e le due vittorie con Sassuolo e Milan lo spingono ad avere fiducia. Insieme all’impresa di Coppa ha chiesto una risalita in classifica dopo lo scivolamento che aveva portato la Lazio fin giù all’undicesimo posto. Forse qualcosa è cambiata davvero, lo ha ammesso anche Sarri: «C ’è più carattere». Corriere dello Sport