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SCOMMESSE ILLEGALI

Scommesse, sospetti casi di frode sportiva. Fagioli: malavita alla Continassa

L’indagine sulla vicenda del betting parte da lontano, anche se il caso è esploso soltanto negli ultimi dieci giorni. Lo scorso 23 maggio il giocatore della Juventus era già stato interrogato dalla Polizia dopo un incontro sospetto legato all’indagine che stavano portando avanti i pm della Procura della Repubblica di Torino sulle piattaforme illegali di scommesse.

Fabrizio Corona continua a imperversare sulle pagine dei giornali. In un’intervista rilasciata questa mattina al quotidiano Il Giornale, l’ex fotografo è tornato a parlare di Nicolò Fagioli. “Le società non possono non sapere – sottolinea Corona nell’intervista – i serbi, brutta gente, andarono a cercare Fagioli alla Continassa, davanti al ritiro della Juventus, ma non lo beccarono. Anche la Juve ha problemi enormi per questa storia”.

Dopo aver avviato l’indagine, gli inquirenti della Procura della Repubblica di Torino stanno passando al vaglio le piattaforme illegali di scommesse incrociando tutti i dati: il sospetto – fin qui non assistito da prove – è che ci possano essere stati casi di frode sportiva. Lo riporta il Corriere dello Sport

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TIFOSI

Esodo a Reggio Emilia: pronti 3000 laziali per il Sassuolo

Dopo la pausa della Nazionali, caratterizzata dallo scandalo Betting, la Lazio tornerà in campo a Reggio Emilia contro il Sassuolo. Una sfida non semplice contro una squadra che si esalta sfidando le big. Al seguito della squadra ci saranno tremila tifosi biancocelesti: 2500 nelle settore ospiti, altri 500 nelle tribune. Un vero e proprio esodo per spingere la squadra ad ottenere tre punti importanti per la classifica e per dare continuità di risultati dopo le vittorie con Celtic, in Champions League e Atalanta nell’ultimo turno di campionato.

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DAL MONDO

Il sergente italiano in Israele: “Mi manca la Lazio e gli amici”

Un ragazzo con spiccato accento romano arruolato con l’esercito di Israele. Ecco la storia di Mayer Soliani, sergente nato e cresciuto a Roma (da genitori romani), trasferitosi in terra israeliana all’età di 12 anni. Una passione forte, più forte della guerra che sta combattendo: la Lazio. Ha raggiunto la zona del conflitto sabato scorso e dice: “Per me è un onore essere qui a difendere il mio popolo e la mia terra. Questa è la prima missione delicata, così non ci sono da tempo. Ma ho fatte altre missioni. Sabato alle 7.30 mi hanno chiamato, alle 13 ero qua. I miei genitori vivono in Israele. Gli zii, nonni, cugini sono a Roma. Sono impauriti, ma anche fieri di me. La paura è un concetto grande, ma c’è timore. Sappiamo quello che dobbiamo fare e il perché. Siamo preparati”, le sue parole a Rai News. E poi la sua speranza: “A Roma lascio la Lazio, gli amici. Vengo ogni anno a Roma per vedere la Lazio e ho fatto tante trasferte. Se la situazione si calma tra due mesi sarò a Madrid per la partita di Champions League”.

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DICHIARAZIONI

Marusic: “Milinkovic spina dorsale della Lazio, ma ora i nuovi si stanno adattando”

Marusic parla dal ritiro del Montenegro

Adam Marusic, esterno della Lazio e del Montenegro, ha parlato in un’intervista a Sportklub di Sergej Milinkovic-Savic, suo ex compagno che affronterà domani sera nel match valido per qualificarsi al prossimo Europeo: “Non è facile sopperire alla mancanza di Sergej, ha giocato otto anni nella Lazio, è stato la spina dorsale della squadra e uno dei migliori centrocampisti della Serie A. Adesso è passato un po’ di tempo, i nuovi arrivati ​​si sono adattati al gioco sistema e credo che registreremo risultati migliori. Abbiamo perso le prime due partite contro avversari più deboli sulla carta, ma col tempo abbiamo iniziato a giocare meglio. Sono arrivati ​​tanti nuovi giocatori, era necessario che si adattassero al sistema di gioco di mister Sarri“.

Qual è il suo rapporto con Milinkovic-Savic?
“Quando sono arrivato al club, Sergej mi ha accolto e mi ha aiutato ad adattarmi e di questo sono grato. Abbiamo passato sei anni insieme, dentro e fuori dal campo ogni giorno. Siamo usciti molto e lui significava molto per la squadra. Mi dispiace che sia andato in Arabia, ma ha accettato un’offerta che non poteva rifiutare. Abbiamo giocato l’uno contro l’altro diverse volte in passato, prima nella Nations League nel 2018, e ora nelle qualificazioni per l’Europeo. Spero che nel prossimo duello, dopo il fischio finale, il Montenegro festeggi”.

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RASSEGNA STAMPA

Kamada, Lotito non vuole correre rischi: pronto il rinnovo

Come riportato dal Corriere dello Sport, uno dei temi caldi dei prossimi mesi del calciomercato Lazio sarà ovviamente quello del rinnovo di Daichi Kamada.

Il giapponese, arrivato la scorsa estate a parametro zero, ha firmato un contratto di un solo anno da 3 milioni di euro netti con opzione di rinnovo biennale (quindi fino al 2026) esercitabile tra maggio e giugno. Lotito però, per non correre rischi, è pronto a proporgli il rinnovo a tra dicembre e gennaio per blindarlo definitivamente prima della partenza per la Coppa d’Asia (12 gennaio-10 febbraio). Filtra ottimismo.

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RASSEGNA STAMPA

Zaccagni ancora ai box: Pedro scalpita, Isaksen spera

Esami a Formello e in Nazionale per Mattia Zaccagni ancora acciaccato

Prima gli esami a Formello, poi quelli in Nazionale e il nuovo rientro in casa Lazio. Non è al meglio Mattia Zaccagni. Uscito acciaccato dalla sfida di due domeniche fa con l’Atalanta, l’esterno biancoceleste ha provato a vestire l’azzurro ma alla fine ha dovuto rinunciarvi per infortunio.

Ora la Lazio è attesa da un tour de force e dovrà dosare le energie. Motivo per cui, viste le non perfette condizioni fisiche, il 20 potrebbe riposare a Reggio Emilia. Una chance, come riportato dal Corriere dello Sport, per Pedro e Isaksen. Lo spagnolo finora è sempre subentrato. Ha collezionato 128 minuti in 8 presenze, segnato un gol decisivo al Celtic Park. Scalpita, vuole convincere Sarri a schierarlo titolare con il Sassuolo. Ma la concorrenza non manca. Anche Isaksen, infatti, sta dimostrando pian piano il suo valore. Fece ammattire la compagine capitolina in Europa League e sta iniziando a mostrare le stimmate di quel tipo di giocatore. Qualora Zaccagni dovesse alzare bandiera bianca, Sarri avrà l’imbarazzo della scelta. Esperienza o freschezza, o magari entrambe. Tre giorni dopo, comunque, si rigiocherà, a Rotterdam in casa del Feyenoord. Lo spazio ci sarà per tutti.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Giordano a Immobile: “Al mondo Lazio non puoi rimproverare nulla. Ora equilibrio e trasparenza” (AUDIO)

Bruno Giordano a ‘NMM’ “Al mondo Lazio non puoi rimproverare nulla. Ora equilibrio e trasparenza”

“Al mondo Lazio non puoi rimproverare nulla. Ora equilibrio e trasparenza”. Bruno Giordano a Radiosei: “Attendiamo sviluppi sulla questione Immobile. Spero ci sia chiarezza per lui e per tutto il mondo Lazio, che si ritorni alla normalità. Queste sono cose che possono rientrare, anche se in un momento particolare possono essere destabilizzanti. Dipende da Ciro. Se la deve vedere da solo, ma anche essere onesto nei confronti della società riguardo il da farsi. Se l’intenzione è quella di allontanarsi, che dia il tempo ai vertici di muoversi. L’abbraccio del pubblico ce l’ha sempre avuto, bisogna essere onesti. Qualche fischio è anche normale, il tifoso è umorale e spesso si trasforma allo stadio. La Lazio lo ha sempre coccolato, credo la sua intervista sia sbagliata anche a livello di tempi: durante la sosta, in un momento dove ogni piccola cosa viene ingigantita. Credo abbia detto bene Fabiani: c’è da proseguire questa storia e andare avanti. Anche perché non si può imputare niente al mondo Lazio su Ciro Immobile. Non è onesto pensare di andar via per alcune critiche, soprattutto nei confronti dell’ambiente biancoceleste”.

“Ciclo finito per Immobile? Bisognerebbe stare nella testa sua per capire se è sempre lo stesso o se sta cambiando qualcosa. Bisogna viverle certe cose. Da fuori non mi pare cambiato proprio nulla nei suoi confronti, Lotito nel parla come un figlio. Non c’erano i sentori per un’intervista così. Rimanere per Nazionale e Champions? Mezzo autogol, magari potresti dire di esser rimasto per la Lazio e il suo ambiente. Bisogna avere grande equilibrio, anche se non sempre ci si riesce”.

Da Giordano a Immobile: “Consiglio a Ciro di viverla in maniera molto più serena, tutti hanno il massimo rispetto per lui. E poi essere lucido ed equilibrato, oltre che onesto con sé stesso e con l’ambiente che gli vuole bene”.

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NEWS

Laziostory – Lazio-Inter: la vendetta sul figliol prodigo

16 ottobre 2021. Ottava giornata di campionato, all’Olimpico c’è Lazio-Inter. Biancocelesti reduci dallo schianto di Bologna che ha – di fatto – spento l’euforia del derby vinto. 11 punti in classifica raccolti e una pausa per le nazionali di mezzo. Dall’altra parte i nerazzurri si presentano a Roma da imbattuti, con 17 punti in classifica. C’è una partita nella partita però, ed è quella che giocano dalle panchine i due tecnici. Il ritorno all’olimpico di Simone Inzaghi è i tema principale del match, il suo addio in estate non è stato ancora digerito, la sua scelta ha diviso profondamente la tifoseria dopo 5 anni di idillio quasi perfetto. “Torno a casa, dai miei tifosi” dice nella conferenza pre partita e in effetti, l’accoglienza è speciale. Cori, striscioni e un passaggio sotto la curva nord. Simone torna per un breve lasso di tempo fra la sua gente, ma poi, torna avversario sul campo. Sarri dal canto suo è alle prese con il solito andamento altalenante della squadra e con qualche malumore all’interno del gruppo. C’è un equilibrio da costruire, meccanismi da automatizzare sul campo.

Il il big match dell’ottava giornata, il tecnico biancoceleste schiera Reina; Marusic, Luiz Felipe, Patric, Hysaj; Milinkovic, Leiva, Basic; F. Anderson, Immobile e Pedro. Restano in panchina Luis Alberto, Lazzari e un acciaccato Zaccagni. Inzaghi deve fare a meno di Sanchez e lascia Lautaro in panchina. Davanti ad Handanovic Bastoni, de Virj, Skriniar; Darmian, Barella, Brozovic, Gagliardini e Di Marco a centrocampo con Perisic dietro ad Dzeko. Pronti via, i nerazzurri dimostrano di avere un’identità più solida e definita della Lazio: i continui cambi di campo mettono tremendamente in difficoltà il pacchetto arretrato di Sarri che capitola al 12′: Barella sfugge ad Hysaj che lo atterra in area di rigore. Dal dischetto va Perisic: 1-0 Inter. Gara subito in salita, ma i biancocelesti danno sempre la sensazione di poter essere pericolosi. Spesso confusionaria e maldestra, la squadra di Sarri riesce ad impensierire Handanovic soprattutto con Basic, su una buona discesa a destra di un ispirato Felipe Anderson. Le squadra vanno al riposo con il vantaggio nerazzurro, ma la ripresa, stravolgerà completamente il copione della partita. E’ Immobile a pareggiarla, probabilmente nel momento meno convincente della Lazio. Da calcio d’angolo arriva il Mani di Bastoni: Irrati non ha dubbi e indica il dischetto. Esattamente come Perisic nel primo tempo, Ciro non sbaglia e pareggia i conti:


Ora è l’Inter a riprendere in mano la partita, assumendosi dei chiari rischi in contropiede. Ed è così che si arriva a dieci dalla fine, al momento chiave del match. La Lazio riparte con Felipe Anderson nonostante Dimarco resti a terra. Non trattandosi di un colpo alla testa, Irrati non interviene e lascia correre. L’olimpico spinge per mandare in campo aperto il brasiliano: cross per Immobile, ciro controlla e tira. Handanovic respinge corto e proprio Felipe Anderson si ritrova la palla giusta per portare in vantaggio la Lazio.


E’ – come detto – il punto di non ritorno. L’Inter perde la testa, in campo si vedono scene pietose, atteggiamenti intimidatori nei confronti del brasiliano con lo stesso Dimarco – finito a terra in precedenza – che miracolosamente scatta in piedi ed è il primo a protestare col direttore di gara. L’inerzia del match – adesso – è tutta a favore dei biancocelesti. La tensione è palpabile e la squadra di Sarri ha praterie da sfruttare in contropiede. C’è spazio anche per l’altro ex di giornata: Joaquin Correa. L’argentino si prende i fischi dell’Olimpico, ma non incide sul match. Incide invece Milinkovic, che trova la deviazione aerea sulla punizione di Luis Alberto – subentrato nel secondo tempo – per il gol che chiude la partita, oltre il novantesimo.


Quello di Lazio-Inter sarà un post partita bollente, in cui Inzaghi – ad onor del vero – si dimostra molto onesto intellettualmente, evitando di calcare la mano sull’episodio del 2-1 laziale. C’è un regolamento, che questo venga dunque rispettato. Per la Lazio tre punti d’oro e la prima vittoria contro una vera big del campionato. Le parole dei protagonisti al termine dell’incontro.

Dario Cadeddu

16/10/2023

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Abbate: “Immobile ha mostrato la sua fragilità. Arabia? Nessuna strategia per portarsi avanti col lavoro” (AUDIO)

Alberto Abbate (Il Messaggero) a ‘NMM’ “Immobile ha mostrato la sua fragilità. Arabia? Nessuna strategia per portarsi avanti col lavoro”

“Immobile ha mostrato la sua fragilità. Arabia? Nessuna strategia per portarsi avanti col lavoro”. Alberto Abbate a Radiosei: “Non mi aspettavo questa reazione da parte di molti, di tradimento al contrario. Io ho visto una persona molto provata e nessuna strategia per portarsi avanti col lavoro. Era sincero, le parole erano dettate dalla frustrazione del momento. Ci tengo a dire che in tutto quello che avete letto non c’è mai stato neanche un cambio di virgola. Nessuna parola cambiata. Non avevo type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idea di quello che avrebbe detto. E’ stata un’intervista senza filtri. Immobile ha detto delle cose forti, poteva ritrattarle ma non lo ha fatto. Ha riletto e confermato l’intervista. Aveva gli occhi lucidi e un forte sentimento di tristezza. Non capisco come un tifoso non riesca ad immedesimarsi nelle altre persone: quelle frasi sono di un uomo che sta male emotivamente”.

“Lui ribadisce due volte nell’intervista di esserci commosso per l’affetto che i tifosi gli hanno dimostrato allo stadio. E’ la prima volta dal 2016 che manifesta questi sentimenti, credo vada sottolineato”.

“Provedel dovrebbe farcela per il Sassuolo, Zaccagni in dubbio perché deve curare ancora la caviglia. Se Immobile sta bene di testa e fisicamente, me lo aspetto già sabato con i neroverdi”.

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APPROFONDIMENTI

Addio Decreto Crescita, niente più sgravi fiscali per i club: cosa cambierà

Secondo quanto riportato annunciato da Palazzo Chigi, a seguito del Consiglio dei Ministri che si è tenuto ieri sera, nella Manovra finanziaria per il 2024 il Governo ha varato una stretta sugli sconti fiscali per i lavoratori che arrivano dall’estero, escludendo soprattutto gli sportivi da queste facilitazioni.

In sostanza, il Decreto Crescita sarà abolito a partire dal 1° gennaio 2024 e sarà retroattivo, cioè varrà anche per gli acquisti fatti la scorsa estate dai club calcistici. Di conseguenza l’impatto economico sulle società, in particolare le big, sarà rilevante e questa novità obbligherà i club a cambiare le loro strategie.