Aggiornamenti da Formello. Luca Pellegrini è tornato ad allenarsi, seppur in parte. Considerando le indisponibilità di Romagnoli e Vecino, Sarri dovrà puntare su Patric e Gila in difesa e Cataldi (unico rimasto in regia) a centrocampo. La società intanto ha pubblicato un comunicato aggiornando sulla situazione degli infortunati:
“Mattia Zaccagni prosegue il lavoro individuale di recupero e riatletizzazione dal trauma distorsivo riportato a carico del piede destro. Nicolò Rovella prosegue il trattamento riabilitativo ed il monitoraggio clinico riguardo la pubalgia di cui è affetto. Elseid Hysaj ha riportato un trauma distorsivo a carico della caviglia destra durante l’incontro di mercoledì in Champions League contro il Bayern Monaco. Prosegue il trattamento riabilitativo specifico ed il monitoraggio clinico quotidiano”.
Sempre più problemi all’interno dello spogliatoio del Bayern Monaco, che la Lazio dovrà affrontare nel ritorno degli ottavi di Champions League dopo aver vinto 1-0 l’andata (gol di Ciro Immobile su calcio di rigore. Il tecnico Thomas Tuchel, infatti, dopo la sconfitta della sua squadra con il Bayer Leverkusen nell’ultimo turno di campionato avrebbe puntato il dito contro i propri giocatori. “Non siete forti come pensavo. Mi dovrò adeguare al vostro livello. Non siete al livello al quale vi vorrei vedere”. Pochi giorni dopo un’altra sconfitta, questa volta contro la Lazio. E la panchina comincia a scricchiolare. Il futuro è in bilico, potrebbe infatti incappare nell’esonero prima ancora della gara di ritorno contro i biancocelesti. Resta aggiornato sulle notizie relative alla Lazio sul sito Radiosei.it.
Il racconto di un sogno. E di una leggenda. Ivan Provedel, intervistato da UCL Magazine Show, è tornato a parlare del gol che ha segnato in Champions League contro l’Atletico Madrid nella prima partita della Lazio nella massima competizione europea nell’edizione 2023-24: “Chi fa il portiere non sognerà mai di fare gol – ha spiegato -. In quel caso la partita stava finendo, dalla panchina ce lo stavano facendo notare, e quindi sono salito. Il primo cross era basso e ho detto ‘porca miseria devo tornare indietro’. Poi la palla è tornata a Cataldi che è stato molto lucido a passarla a Luis Alberto. In quel momento ho pensato al fatto che lui solitamente in quelle zone entra e cerca il secondo palo o per un assist o per un gol o per un tiro cross e io mi sono buttato. Quando ho segnato c’è stata tanta confusione, ho iniziato a correre abbiamo iniziato tutti esultare. Ero felice perché vedevo i miei compagni impazziti di gioia per quel che avevamo fatto. Era la prima partita del girone, che segna un po’ la via di quella che sarà la rotta verso la qualificazione o meno. Più che altro ero felice per quello di aver segnato”. Resta aggiornato sulla Lazio collegandoti al sito Radiosei.it.
“Lazio-Bologna non significa tutto, ora bisogna dare continuità” Bruno Giordano in diretta a ‘NMM’
“Con il Bologna non ci si gioca tutto, c’è sempre tempo per recuperare, ma significa tanto. Di energie ne abbiamo speso tanto, ma queste partite ti danno carica e autostima: anche loro hanno giocato mercoledì e hanno fatto una gara importante con la Fiorentina, dobbiamo cercare di portare a casa 3 punti che possono essere molto importanti. Poi se fra Bologna, Torino e Fiorentina fai 7 punti è perfetto, perchè prendi punti alle altre.
Il Bologna è una squadra che sta cavalcando l’onda, sono portati molto ad offendere e hanno qualche alternativa con buoni giocatori, tipo Odgaard. Stanno vivendo un bel momento, il loro punto debole può essere in porta: hanno dei portieri che non sono di livello come gli altri, ma restano una squadra molto forte e carica di entusiasmo. Sartori lo dicono i numeri, conosce l’ambiente, sa fare le squadre e far valere i giocatori: sono tutti ragazzi presi a 8-9 milioni che ora ne valgono 25.
La Lazio ha una rosa importante, il Bologna è una squadra che cambia pochi titolari. Motta è uno che fa la formazione in base a ciò che vede durante la settimana. Ora c’è il campionato, le stagioni non si fanno solo in una partita, bisogna dare continuità e devi cercare di entrare nelle prime quattro.
Luis Alberto secondo me ha caratteristiche da play, poi mi adeguo a come sta andando la partita. Non ci sono giocatori che si possono adattare, manca Romagnoli che alle brutte lo metti davanti alla difesa e poteva essere una buona occasione. Loro corrono tanto, la metteranno sul ritmo che è la loro arma principale. E’ una partita dove li devi aggredire, hanno dei portieri che sbagliano molto con i piedi, con il Bologna lo puoi fare andando molto sull’anticipo e rischiare in qualche situazione. Poi all’interno della partita ci sono dei momenti, devi capire quando spingere e quando fermarti.”
ROME, ITALY - MAY 26: Senad Lulic of SS Lazio celebrates after scoring the opening goal during the TIM cup final match between AS Roma v SS Lazio at Stadio Olimpico on May 26, 2013 in Rome, Italy. (Photo by Paolo Bruno/Getty Images)
Roma è una città bellissima, SENAD LULIC in diretta a ‘QUELLI CHE…’
“Ora vivo in Svizzera e per me è tornare a casa. Io sono cresciuto qua ed è molto più tranquillo. Roma è una città bellissima, ma era un po’ più complicato coi bambini. Ci abbiamo pensato a rimanere nella Capitale, ma poi abbiamo deciso di rimanere qua.
La vittoria della Lazio contro il Bayern? Ci speravo, ma di certo non me l’aspettavo. Per la gara di ritorno abbiamo un vantaggio, ma non possiamo pensare sarà facile. Quelle sono squadre particolari…
Non vedo tutte le partite della Lazio, ma la vedo spesso. Poi quando ci sono quella di richiamo, mi attacco al televisore. Come quella di mercoledì: vedere lo stadio così pieno è bellissimo e mi fa venire voglia di scendere in campo e tornare a giocare.
Seguo Parolo in tv e parla molto bene così come parlava quando eravamo compagni di squadra. Nello spogliatoio lo ascoltavamo molto anche per cose legate ai contratti. Era tagliato per quelle cose.
Ho visto anche Klose in tv e va meglio quando deve spiegare le partite in tedesco, però sta migliorando anche lui in italiano.
Radu? Non dico che è sparito, ma quasi. Siamo caratterialmente simili in questo: siamo abbastanza schivi, non ci piacciono tv e giornali. So che va sempre allo stadio e infatti va in Tevere in mezzo ai tifosi. E’ un laziale vero.
Al di là della finale di Coppa Italia con la Roma, ci sono tante partite che mi rimangono in testa, belle e brutte. Rimpianti e gioie.
Il calcio italiano di club negli ultimi anni è in evidente crescita, infatti il ranking sta migliorando molto.
Pioli e Inzaghi così in alto? Me li aspettavo. Certamente Pioli ha più esperienza perché è più anziano, ma anche Inzaghi si capiva che avrebbe avuto un futuro importante. E’ uno che da allenatore spende tutte le energie durante la partita, è un allenatore moderno. Sa quando deve scherzare e quando deve essere duro coi giocatori. Sa come gestire il gruppo e nel calcio di oggi è fondamentale”.
Mattia Zaccagni (S.S. Lazio) on the ground during AC Milan vs SS Lazio, Italian football Serie A match in Milan, Italy, September 12 2021
Il Prof. Riccardo Bianchini in diretta a ‘NMM’ sulla situazione dell’infortunio di Zaccagni
“Non è un bel momento, in questa fase una disponibilità ampia sarebbe stata l’ideale. C’è un prolungamento dei tempi di attesa, soprattutto per quanto riguarda Zaccagni, magari perchè non era come avevano detto all’inizio e quella forzatura ha accentuato la problematica. A questo punto, se i tempi sono questi, la diagnosi non poteva essere quella. Il piede, specie in quella zona, è abbastanza delicato perchè insieme all’osso ci sono sotto delle ossicine particolari mobili, tenute in tensione da tendini, spesso il problema è l’infiammazione di queste ossa.
L’alluce è la parte propulsiva del piede, quindi quando spingi senti dolore. Noi sappiamo solo quello che ci dicono, ma non è normale che la società emette un comunicato con una diagnosi e poi i tempi di recupero sono spropositati. Il fatto di non dirlo peggiora la situazione, in questo contesto poi iniziamo a fare voli pindarici. Quando si ha un problema fra caviglia e piede, come nel caso dell’infortunio di Zaccagni, il sistema dell’articolazione va in tilt, spesso ci sono poi dei sistemi diversi di adattamento dove magari appoggi il piede in maniera diversa e che portano poi a lesioni nel lungo andare.
Dal punto di vista atletico ho avuto delle buonissime sensazioni. Nei primi 25 minuti la Lazio sembrava in balia dell’avversario, probabilmente per timore del Bayern: lì la differenza l’ha fatta il supporto dell’Olimpico. Poi con un po’ di autostima, la Lazio è venuta fuori fisicamente in maniera importante. Quello che mi ha lasciato la buona sensazione è che questa prova abbia sancito a livello di autostima la percezione che la squadra ha di sè a livello fisico.”
Che a Monaco i biancocelesti troveranno l’inferno, per parafrasare le parole di Maurizio Sarri nella conferenza stampa post-Champions, era certo. Ma le parole del presidente dei Bavaresi, Heiner, fanno intendere uno scenario – se possibile – ancora più infuocato. In una recente intervista al Munchner Merkur il patron dei tedeschi ha fatto il punto suoi suoi e lanciato la sfida alla Lazio in attesa del ritorno all’Allianz Arena:
“Ho parlato con i giocatori sul volo di ritorno, l’obiettivo è quello di tornare a vincere il più rapidamente possibile. Tuchel e il suo staff lavorano bene e sono molto impegnati. Certo, in questo momento mancano i risultati, ma ora ci serve una scintilla per ribaltare questa situazione. Abbiamo ancora tutte le possibilità, anche dopo la sconfitta per 1-0 in casa della Lazio, non ci arrendiamo: tutto può ancora succedere.”
Il dado è tratto, i bavaresi sono intenzionati a far pesare il blasone internazionale in una sfida che vedrà tutta la tensione sulle loro spalle. Non sarà facile, nessuno ha mai pensato lo fosse. E forse sì, forse a Monaco di Baviera aspetta davvero l’inferno. Starà a Sarri, nelle vesti di un novello Virgilio, trascinare i suoi oltre le insidie dei tedeschi e provare a regalare un’impresa inattesa al popolo biancoceleste.
Turno di coppe europee che – al momento – sorride alle italiane, soprattutto alla Lazio. In attesa degli impegni di Atalanta, Inter e Napoli, i club italiani si portano a casa un ottimo bottino di punti. In questa particolare classifica le squadre di Serie A fanno un grande balzo in avanti: la vittoria sul Bayern fa infatti volare la Lazio in classifica, che passa dal 35esimo al 30esimo posto nel Ranking UEFA guadagnando 2 punti e supera diverse squadre, anche di blasone, come Sporting Lisbona, PSV e Tottenham. Bene anche il Milan, che con la vittoria ai danni del Rennes guadagna due punti e sale al 34esimo posto, superando Sporting, Copenhagen e Basilea. Il pari non cambia nulla alla Roma, che resta al decimo posto in graduatoria con 91 punti.
L’importanza del ranking per club si riflette principalmente su un parametro: il coefficiente UEFA. Questo dato, preso su base decennale, è fondamentale nell’attuale sistema di organizzazione dei tornei internazionali, per due motivi principali. Il primo punto è quello dei guadagni ottenuti dalle competizioni europee: in base alla propria posizione nel ranking, la UEFA assegna un bonus aggiuntivo di 1,1 milioni dalla 32esima a salire. Il secondo fattore è il posizionamento nei gironi delle coppe: un ranking maggiore significa una fascia di sorteggio più alta e, di conseguenza, la possibilità di pescare un girone potenzialmente più semplice.
Il Ranking UEFA per Club aggiornato, la posizione della Lazio
Manchester City 143pt
Bayern Monaco 136pt
Real Madrid 125 pt
Paris SG 110pt
Liverpool 107pt
Inter 99pt
Lipsia 96pt
Chelsea 96pt
Manchester United 92pt
Roma 91pt (+1pt)
16. Juventus 80pt 17. Napoli 79pt 22. Atalanta 68pt 30. Lazio 54pt (+2pt) 34. Milan 53pt (+2pt) 59. Fiorentina 31pt
Alberto Abbate (Il Messaggero) a ‘NMM’: il punto su Zaccagni e l’emergenza per Lazio-Bologna
Alberto Abbate a Radiosei: “La Lazio è in attesa di capire se il Bayern metterà a disposizione altre scorte di biglietti, quelli messi in vendita stamattina sono stati polverizzati. Zaccagni? Continua ad essere indisponibile e a sentire dolore quando mette gli scarpini. Ci confermano la diagnosi: distorsione dell’alluce. Non ci sono smentite da parte del giocatore, che salterà Bologna, Torino e forse Fiorentina. Lotito e Fabiani erano stati rassicurati prima del Cagliari, ma – prosegue Abbate – appena Zaccagni ha rimesso gli scarpini il problema si è ripresentato. E’ difficile da spiegare questa situazione, anche i medici hanno la stessa difficoltà”.
“Bisogna capire se Pedro verrà messo in campo o se verrà schierato settimana prossima contro il Torino. Continuo a pensare che verrà schierato lo stesso tridente di mercoledì. Alternativa a Cataldi? Questo va capito, paradossalmente più Luis Alberto che Guendouzi, conoscendo il pensiero di Sarri sul francese. Sempre che Cataldi non regga altri 90′. Non credo che Rovella recupererà per la panchina. Per lui questi problemi non sono una novità, è arrivato a Roma questa estate già con la pubalgia. Attendiamo per Pellegrini e Hysaj invece”.
“Zaccagni-Juventus non mi risulta. Capitolo rinnovi: Lotito spera che Felipe ceda ai 3,5 milioni spalmati fino al 2028. Nessuna novità su Romagnoli, si aspetta questo trittico di partite fondamentali”.
Battere il Bayern Monaco 1-0 nell’andata degli ottavi di finale di Champions League è stato senza dubbio uno dei momenti più alti per la Lazio targata Claudio Lotito. Il presidente biancoceleste ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport, in cui ha parlato anche del futuro del club da più punti di vista.
Dopo il match col Bayern, Maurizio Sarri ha auspicato un ulteriore piccolo salto di qualità affinché le cose possano andare ancora meglio. “Sono d’accordo. Ma il salto di qualità non lo deve fare solo la società, lo devono fare tutti, anche i giocatori e lo staff tecnico”.
A proposito di giocatori. A che punto è la questione dei rinnovi contrattuali? In particolare di Anderson che è in scadenza? “Il dialogo continua, il club è stato chiaro con tutti. Confidiamo ci si possa venire incontro. E vale anche per Felipe”.
Intanto lei e i suoi collaboratori siete al lavoro pure su altri fronti. “Sì, stiamo ampliando il centro sportivo di Formello. Abbiamo acquisito nuovi terreni, adesso c’è lo spazio per costruire altri campi di allenamento, ma anche un hotel e una piscina. Sarà uno dei migliori training center d’Europa. Avremo la possibilità di ospitare pure la Lazio women e tutte le squadre del settore giovanile”.
I tifosi vogliono il Flaminio come casa della Lazio. È un sogno che può diventare realtà? “È un progetto al quale stiamo lavorando. Non è semplice perché ci sono tanti vincoli da superare, tante questioni da risolvere, dalla copertura dell’impianto alla sua capienza. A chi ama la Lazio non posso promettere che il Flaminio sarà il nuovo stadio, ma posso assicurare che faremo il possibile perché lo diventi”.