I tifosi fanno più “ricca” la Lazio la semestrale di bilancio lo certifica. I “ricavi da gare”, infatti, sono stati quantificati 13,476 milioni. La somma è data dai 6,199 milioni garantiti dagli abbonamenti e dai 7,277 milioni ricavati dagli incassi delle partite, intendendo quelle di campionato, di Champions (le tre del girone) e una di Coppa Italia (gli ottavi di finale contro il Genoa). Come riporta il Corriere dello Sport, la cifra incassata fino a dicembre aumenterà ulteriormente a giugno, quando andrà compresa anche la gara d’andata con il Bayern Monaco che, da sola, ha garantito 3 milioni di incasso. Il 31 dicembre 2022 i ricavi da gare erano 6,825 milioni: 2,469 provenienti dagli abbonamenti e 4,356 dalle gare. La metà, praticamente, rispetto al dato dell’anno successivo. I tifosi biancocelesti hanno contribuito al miglioramento del bilancio garantendo fiducia alla squadra indipendentemente dai risultati raggiunti.
Si ricomincia. Dopo l’eliminazione in Champions League la Lazio è tornata in campo. Restano assenti Rovella e Patric, con l’Udinese, lunedì, non ci saranno nemmeno gli squalificati Marusic, Pellegrini e Guendouzi. In difesa le scelte sono di fatto obbligate: al centro ci saranno Romagnoli e Gila, Lazzari e Hysaj come terzini. Luis Alberto nel pomeriggio è stato risparmiato per la partitella di fine sgambata, ma non è in dubbio per lunedì. Resta aggiornato sulla Lazio collegandoti su Radiosei.it.
“Troppo facile infierire. Più difficile se chiedessi a Sarri il perché. Nel processo sportivo e penale non sono stati riscontrati reati da parte mia. Ma quando le cose non vanno, si criticano gli altri lasciando a casa la coscienza. Non ho mai detto che con lui la Juventus sarebbe retrocessa, ho parlato citando una tua dichiarazione nella quale affermava che i bianconeri fossero difficilmente allenabili. La Juve pensava di migliorare con lui, invece è peggiorata. Non mi utilizzasse come parafulmine, la verità è che quando vince è un fenomeno, quando perde è colpa di altri (Lotito). Avevo pronosticato che con gli addii di Milinkovic e Tare avrebbe faticato a confermare il secondo posto dell’anno scorso. Alla Juve davano più ascolto a Ronaldo che non a lui. Non so come vive la situazione Immobile, non so perché Ciro giochi poco. Io lui lo stimo, come stimo Lotito. Le decisioni del tecnico su di lui riguardano Sarri. Né me né mio figlio che è il procuratore del capitano della Lazio. Senza Tare si è perso carisma all’interno dello spogliatoio. E i giocatori aspettano le persone carismatiche”.
In vista della partita di campionato che la Lazio giocherà lunedì contro l’Udinese all’Olimpico. Ecco alcuni numeri e curiosità.
● L’Udinese ha vinto solo una delle ultime 18 sfide di Serie A contro la Lazio (5N, 12P): 3-1 allo stadio Olimpico il 29 novembre 2020, con le reti di Arslan, Pussetto e Forestieri. ● L’Udinese è la squadra contro cui la Lazio ha tenuto la porta inviolata più volte nel corso delle ultime 10 stagioni di Serie A (dal 2014/15): 12 su 19 confronti nel periodo. ● Dopo una serie di cinque successi interni consecutivi senza subire gol, la Lazio non ha vinto nessuna delle ultime tre sfide casalinghe contro l’Udinese in Serie A, pareggiando le due più recenti (1P): i biancocelesti non hanno mai impattato più volte di fila in casa contro i friulani. ● La Lazio ha perso ben quattro delle ultime sei gare di campionato (2V), tra cui le due più recenti (contro Fiorentina e Milan): i biancocelesti non registrano tre sconfitte di fila in Serie A da luglio 2020. ● L’Udinese ha vinto solo una delle ultime nove gare di campionato, a fronte di quattro pareggi e quattro sconfitte – tuttavia, l’unico successo in questo parziale è arrivato proprio in trasferta, 1-0 lo scorso 12 febbraio contro la Juventus. ● La Lazio ha perso almeno 11 delle prime 27 gare in una stagione di Serie A per la prima volta dal 2009/10, torneo in cui trovò la sconfitta anche nel 28° appuntamento del torneo e che chiuse al termine in 12ª posizione. ● L’Udinese è la squadra che ha portato a buon fine meno passaggi in questa Serie A: 6858, oltre 4500 in meno rispetto alla Lazio (11369); nonostante questo, dal punto di vista offensivo i friulani hanno tentato ben 48 conclusioni in più rispetto ai biancocelesti nel torneo in corso (rispettivamente 338 contro 290). ● La Lazio è la squadra che nel 2024 ha tentato il minor numero di tiri totali in Serie A (79); dal punto di vista difensivo invece è la squadra attualmente nella metà alta della classifica che ha subito più conclusioni nel nuovo anno solare (132). ● Florian Thauvin è stato coinvolto in tre reti nelle sue ultime otto presenze in Serie A (due reti e un assist), servendo un passaggio vincente proprio nella più recente, contro la Salernitana; il giocatore dell’Udinese può servire un assist in due gare consecutive nei cinque grandi campionati europei per la prima volta da ottobre 2020, con la maglia del Marsiglia. ● Ciro Immobile ha segnato 11 gol e servito tre assist contro l’Udinese in Serie A: l’attaccante della Lazio è stato coinvolto in almeno 15 reti già contro due avversarie nella competizione (17 contro il Genoa e 16 contro la Sampdoria) e potrebbe diventare così il terzo a prendere a parte a così tanti gol contro almeno tre squadre distinte da quando Opta raccoglie questo tipo di dato (dal 2004/05), dopo Antonio Di Natale (addirittura contro sei avversarie) e Francesco Totti (tre).
“Sarri avrà visto una squadra col morale a terra dopo Monaco, se non hanno smaltito questa delusione ha fatto bene a richiamare la squadra al dovere, dato che ci sono tante partite da giocare. Poi tra il dire e il fare… però se è qualcosa che l’allenatore ha visto è giusto che li riprenda all’impegno verso i tifosi. Con l’Udinese mi aspetto delle scelte razionali, non è il momento di fare esperimenti: quelli li fai quando va bene e c’è entusiasmo. Ora c’è bisogno di certezze, che non sono tante. Devi arrivare sereno a questa partita, l’Udinese è una buona squadra anche se non lo sta dimostrando.
Credo che davanti Sarri abbia una scelta da fare, soprattutto vedendo il comportamento dei calciatori in settimana. Abbiamo visto che le gerarchie, tranne alcuni, hanno mantenuto un certo standard. Non è da escludere che si possa andare sulla novità o mentenere Immobile. Abbiamo visto che il problema non è del giocatore ma di una squadra che non riesce a ritrovarsi in 2-3 partite di seguito.
Non conoscendo Immobile e le dinamiche è difficile sbilanciarsi: restare o meno dipende anche dai programmi della prossima stagione. E’ chiaro che all’interno della squadra servono sempre dei punti di riferimento, poi dipende da come vuoi rilanciare la squadra. Dipende anche dal giocatore, se ha richieste o meno, ha un ingaggio importante che si possono permettere solo alcuni paesi.
L’importante è che da ora in poi fino a fine stagione tutti diano il 110%, poi a stagione finita con onestà ognuno pensa al suo bene e quello della squadra. Ora è un’evoluzione continua: fai gol sei il beniamino, sennò niente. E’ una valvola impazzita, mi auguro la squadra possa ritrovare serenità. Io non posso bocciare l’acquisto di Castellanos, anche con Zirkzee sarebbe stato lo stesso. Immobile è un mostro sacro come status, così gli altri non possono realizzarsi in tutte le sue qualità: non puoi dimostrare il tuo valore in 10 minuti. Credo che sarà una cosa fra loro due, se Castellanos gioca più spesso può fare bene anche senza magari arrivare a 10 gol.
Gli si deve dare la possibilità di giocare con continuità, poi chiaro che non è Immobile. Nel nostro campionato non vedo tutti questi fenomeni superiori a lui, ha buone qualità ma per dimostrarle deve giocare, giocare e giocare. Con le occasioni da gol di 3-4 anni fa forse avrebbe segnato di più. Giocare con una squadra che costruisce poche azioni diventa complicato. Credo che non sia un problema di caratteristiche, è un problema di aver giocato poco in una stagione problematica.
Dovesse andare via Immobile cercherei un attaccante con caratteristiche più da area di rigore, poi si vedrà se sarà con Sarri o senza Sarri. Non è che se va via Immobile finisce il calcio. Poi dipende da che tipo di calcio vuoi fare Castellanos è uno che ti fa giocare bene ma in area di rigore non fa bene, a quel punto devi fare un acquisto. Ci sono da fare delle scelte, poi sta al presidente e al direttore. Non mi sembra che gli altri allenatori facciano il mercato, io non sono d’accordo che debba essere Sarri a fare il mercato.
L’Europa fa bene all’Italia, soprattutto nell’ottica della prossima stagione. I risultati di questa settimana, con la sola eliminazione dei biancocelesti contro la corazzata Bayern, confermano la prima posizione nel ranking UEFA delle squadre italiane. Da vedere, chiaro, come evolverà il quadro in attesa del resto degli ottavi di Champions che la prossima settimana vedranno impegnate Napoli e Inter. Per ora la situazione appare comunque ampiamente positiva: il vantaggio sulla Germania, seconda, si è allargato e ora il tricolore domina il ranking con un vantaggio di circa 1.500 punti.
Il ranking UEFA per nazioni aggiornato
Nella sola stagione 24/24 l’Italia continua a dominare il Ranking UEFA per Federazione, mantenendo un corposo vantaggio grazie alla serie di successi maturati dalle squadre italiane fra Europa League e Conference.
1. Italia – 16.571 punti 2. Germania – 15.500 punti 3. Inghilterra – 14.625 punti 4. Francia – 14.416 punti 5. Spagna – 13.437 punti
Questo il quadro nella top 5, cui fa seguito la posizione di Repubblica Ceca (13.000 punti), Belgio (12.400) e Turchia (11.500). Molto più lontane invece Portogallo (10.166) e Olanda (10.000).
Dovesse persistere questo trend fino alla fine della stagione europea, l’Italia si troverebbe accreditati 5 pass per la prossima Champions. Le conseguenze, però, non riguarderebbero solo le prime cinque classificate, ma anche tutto il trenino di inseguitrici che al momento animano la corsa all’Europa, fra cui anche – ovviamente – la Lazio.
Chi andrebbe in Europa con le 5 squadre in Champions?
Per effetto della promozione della quinta squadra in Champions, e fermo restando il numero di partecipanti alle altre competizioni UEFA cadette, si assisterebbe ad una scalata verso il basso che darebbe modo anche all’ottava classificata di partecipare alle coppe europee. Attualmente, con 4 squadre in Champions, la quinta e la sesta classificata vanno in Europa League mentre la settima accede alla Conference.
Con la quinta squadra partecipante alla Champions, la scalata andrebbe verso il basso: la sesta e la settima classificata andrebbero in Europa League mentre sarebbe l’ottava ad arrivare in Conference League. La quota Europa si ridurrebbe, rendendo più semplice un’eventuale qualificazione. La situazione può essere un vantaggio da non sottovalutare anche in casa Lazio, che in un momento non semplice in campionato potrebbe essere una boccata d’aria fresca per ridare stimolo all’ambiente.
Lotito-Sarri, Alberto Abbate (Il Messaggero) a ‘NMM’ “La nota del club ha due facce, occhio al Napoli. Rinnovi Zac e Felipe? Nessun appuntamento”
Lotito-Sarri, Alberto Abbate a Radiosei: “La nota del club è volta a mantener solida la posizione di Sarri, a rinforzarla. La Lazio ha fiducia in lui, questa nota dice che la Lazio ha voglia di rispettare il contratto e se lui ha voglia di andar via, eventualmente, deve essere proprio il tecnico a chiudere col club senza buona uscite di sorta. Questa la mia lettura, ovviamente. E’ una nota che ha una duplice funzionalità, dare forza alla posizione di Sarri e mandare un segnale in vista di giugno. Poi bisognerà vedere quali saranno i risultati. L’errore di fare una stagione con un allenatore in scadenza è stato già fatto in passato”.
“La Fiorentina non si è fatta risentire con Sarri, che gradirebbe la destinazione. Occhio alla pista di un possibile ritorno al Napoli. Mi risulta ci sia stato un contatto fra il tecnico de De Laurentiis. Se Sarri si dovesse accasare altrove, potrebbe essere una soluzione vantaggiosa per entrambe le parti. In ogni caso, il bilancio definitivo verrà fatto a giugno”.
“Rinnovo Zaccagni? A Monaco sono venuti tanti agenti a vedere la partita, ma non è stata avviata alcuna trattativa. Anche la sorella di Felipe era presente, ma nessuna novità, quindi figuriamoci Zaccagni che già viene dopo il brasiliano in ordine di appuntamenti. Non si può far finta di non vedere il brutto rendimenti di entrambi sotto il punto di vista realizzativo, al netto di alcuni infortuni. Futuro Sarri? Da mesi penso che non si andrà avanti insieme la prossima stagione”.
Lazio-Milan può essere terminata sul rettangolo di gioco, ma fuori dal campo la partita non è mai finita, soprattutto in seno al rigore non concesso. Continuano infatti le discussioni intorno all’operato di Di Bello e degli altri direttori di gara che hanno reso più complicata la giornata per la classe arbitrale, come nel caso di Inter-Genoa (Ayroldi) e Torino-Fiorentina (Marchetti). Fatti che arrivano dopo le dichiarazioni recenti di Gravina, dove il presidente federale si è schierato a favore della classe arbitrale.
Come riporta il CdS nella sua edizione web, giovedì scorso si è tenuto in videoconferenza il classico raduno che coinvolge direttori di gara e assistenti. Il raduno è sempre un momento utile per fare il punto sull’operato degli uomini del designatore Rocchi. Nell’ultimo incontro il capo degli arbitri ha colto l’occasione per analizzare criticamente proprio gli episodi chiave dell’ultima giornata. A far discutere, fra tutti, proprio il presunto contatto da rigore fra Maignan-Castellanos nel primo tempo di Lazio-Milan che il direttore di gara non ha reputato sufficiente per fischiare la massima punizione. Da ciò che emergerebbe, in conferenza non tutti erano d’accordo con la decisione di Di Bello, e lo stesso designatore ha ribadito la sua posizione. Secondo Rocchi, infatti, se Di Bello avesse concesso il rigore non ci sarebbe stato alcun errore.
In occasione del raduno arbitrale in video-call, Rocchi ha avuto anche tempo e modo di puntualizzare la sua posizione anche sui due rossi diretti estratti a gara in corso. Entrambi erano, a suo dire, tutti evitabilissimi.
GIULIO CARDONE in collegamento a ‘QUELLI CHE…’! “Conferma Sarri…”
“La nota ufficiale di ieri della Lazio a conferma di Sarri, mettendoci nei panni del club, ci sta. Il momento è delicato, i numeri dicono che la Lazio ha perso 4 volte nelle ultime 6 gare e gli scenari di separazioni sono fisiologici. La Lazio, in tal senso, ha fatto il suo, chiudendo il discorso, togliendo alibi, confermando la fiducia all’allenatore nella prospettiva di una finale di stagione importante. Le parole di Sarri dopo il Bayern Monaco non mi sembrano così particolari. Non mi ha colpito quando ha sottolineato che nel calcio i contratti hanno un peso relativo. Se Lotito avesse intenzione di cambiare non credo che si debba aspettare il finale di stagione per contattare altri tecnici. Fare sondaggi è giustissimo farli, ma di quello stiamo parlando. Questo contratto fino al 2025 rende tutto molto complesso, ma la Lazio ha avuto tre anni per valutare pregi e difetti di Sarri. Non credo che tutto possa o debba cambiare nel caso in cui si vincesse la Coppa Italia. Non sottovalutiamo che Sarri si è affidato a due agenti molto influenti nel mercato internazionale. E’ possibile anche che a fine stagione sia lui a liberarsi dal contratto facendo un’altra scelta. Il comunicato era necessario, ma non credo sia totalmente di facciata. Penso che voglia ancora inseguire i propri obiettivi con questo allenatore, poi è chiaro che nel frattempo si fanno dei sondaggi per altri tecnici.
Commento alla semestrale di bilancio al dicembre 2023? Va studiata bene, per Maximiano è scattato l’obbligo di riscatto dell’Almeria alla prima presenza in Liga. Smentito, dunque, il riscatto vincolato alla salvezza del club spagnolo. Alla fine è stata una formula di cessione definitiva e la Lazio può già considerarlo un introito a bilancio di circa 8 milioni di euro. Ci sono giocatori come Guendouzi, Rovella e Pellegini i cui riscatti dovranno essere onorati in due anni”.
“Visto il Bayern Monaco resta un po’ di delusione per l’eliminazione. Non era al massimo della propria condizione, ma va considerata la forza della squadra tedesca, con quei giocatori era difficile pensare potessero fare peggio di quanto stava accadendo. Bisogna guardare avanti. C’è il campionato, bisogna arrivare il più in alto possibile, poi c’è la semifinale di Coppa Italia con la Juventus. Il punto è che la Lazio arriva sempre a determinate partite, in certi momenti, sempre nella solita condizione non ottimale. Ci giriamo intorno, ma tutti gli anni è la stessa storia. Si arriva a gennaio mezzi e mezzi dal punto di vista delle defezioni e della condizione generale. Impossibile non pensare che a gennaio potesse essere fatto qualcosa per aiutare la squadra. Arriviamo sempre all’80%, al 100% non si arriva mai.
Ci sono giocatori che non hanno dato il giusto contributo. Penso a Pedro che si è spento. Sarri punta moltissimo sugli esterni e se pensiamo al loro rendimento si capiscono tante cose. Felipe fa un lavoro straordinario di equilibrio, ma è stato poco determinante. Zaccagni è stato a mezzo servizio, Isaksen va aspettato. I risultati sono quelli che conosciamo e poi qualcuno massacra Sarri. Non lo capisco”.