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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Futuro Sarri, Abbate: “Lotito aspetta giugno, Palladino smentito. Immobile? Non è mai arrivata un’offerta ufficiale dall’Arabia” (AUDIO)

Alberto Abbate (Il Messaggero) a ‘NMM’ “Futuro Sarri, Lotito aspetta giugno, Palladino smentito. Immobile? Non è mai arrivata un’offerta ufficiale dall’Arabia”

Futuro Sarri Abbate a Radiosei: “Palladino? Sicuramente il futuro della panchina è un argomento di discussione, almeno per noi. E’ vero che Sarri ha aperto la discussione nella conferenza stampa post Bayern, ma ad oggi non è un tema a cui sta pensando Lotito. La società non programma il futuro in questo momento, lo farà a giugno. Io credo che anche Sarri non abbia fretta, potrebbe essere proprio lui a voler andare via. A proposito di quel ‘‘ messo da Raffaele Palladino ad un sondaggio riguardante il suo possibile ingaggio con la Lazio, effettivamente era lui. Lotito non sta minimamente pensando a Palladino, lui stesso ha confermato. Al presidente dava fastidio perfino il risalto dato a quella risposta al sondaggio. Lotito non ha scelto il futuro della Lazio, dovrà sedersi al tavolo con Sarri e lo farà solamente a fine stagione”.

Lulic? E’ stato un sondaggio esplorativo, non gli è stata mai offerta la guida della Primavera. A lui piace stare in campo, fare l’allenatore, ma non ha dato nessuna risposta al DS. Ovviamente non era una proposta ufficiale, ma io la trovo una bellissima iniziativa. A Radu questa estate era stato proposto di fare i summer camp, ma lui ha preferito prendersi un anno sabbatico”.

Immobile? Ovvio che ci sia malessere dopo alcuni commenti in seguito alla gara di martedì. L’Arabia oggi sembra molto lontana, anche la scorsa estate non è mai arrivata un’offerta concreta per lui e per la Lazio. Lui ha un contratto fino al 2026. La situazione è delicata per tutte le parti in causa. Castellanos ha dimostrato di non essere all’altezza di Ciro ed è chiaro che bisognerebbe trovare un sostituto diverso. E’ una situazione difficile da affrontare. In ogni caso, Immobile sta bene a livello fisico dopo il colpo con De Ligt. Sarri ieri ha fatto i complimenti alla squadra per le ultime due prestazioni e ieri a Formello, ha spinto i suoi insistendo sul fatto che giocando così, si può tornare in Europa”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Un dispiacere percepire il malessere di Immobile. Su Radu e Lulic…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Spero che l’emozione e l’orgoglio di aver giocato partite di questo livello in Champions pungoli i giocatori a fare il massimo in questo finale di stagione per provare ad agguantare un posto in Europa. Credo sarà uno stimolo forte per i giocatori quello che è stato fatto in Champions per poterle giocare ancora questo tipo di partite in futuro. Il quarto posto è molto lontano, ma c’è anche la qualificazione per la prossima Europa League. Sono sette anni di fila che la Lazio gioca in Europa e deve continuare a farlo.

Mi è dispiaciuto dover scrivere certe cose su Immobile. Dopo Monaco e anche ieri ho avuto dei contatti con lui e mi è dispiaciuto sentirlo così giù di morale, ho messo anche delle virgolette per far capire la sua amarezza. I sentimenti negativi in alcuni momenti condizionano tutto il resto. I quattro gol di Immobile sono stati fondamentali per arrivare a giocarsi gli ottavi di finale contro il Bayern Monaco, credo che tutti siano consapevoli di questo. Da cronista era doveroso registrare il suo malessere, la sua perplessità per alcuni esagerati commenti che si scontrano con i suoi numeri e tutto quello che ha fatto in questi sette anni. Sarri, dal canto suo, si esprime pubblicamente con le scelte, facendolo giocare.

L’idea di proporre a Radu il ruolo di club manager è ancora presente, mentre a Lulic è stata fatta una proposta di allenare una delle squadre del settore giovanile. Non c’è stata una risposta da parte sua”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Prandi: “Onorato per la figura fatta in Champions e preoccupato per il futuro. Manca programmazione” (AUDIO)

ANDREA PRANDI (La7) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Non sono tra quelli disperati per la serata di Monaco, è stato bello esserci e sono contento per quei 38′ giocati a testa alta contro giocatori straordinari come Kane. Sono onorato della figura fatta in Champions e preoccupato per il futuro. Non vedo una programmazione precisa, ma la stagione va conclusa con un finale migliore e possibilmente vincente, pensando alla Coppa Italia. Ci sono ancora degli appuntamenti molto importanti, anche in campionato con un calendario che ora ti permette di fare più punti e risalire la classifica. Un Presidente con la P maiuscola che incontra a Monaco ex calciatori come Klose, Radu e Lulic deve subito cogliere l’occasione per progettare un futuro societario con maggiore lazialità. Perché uno come Radu non viene chiamato?

Immobile? E’ vero che non si può andare dietro ai social, ma non si può assistere ad una lapidazione. Le cose vanno viste nella propria totalità, anche nel caso in cui avesse fatto quel gol a Monaco la sostanza non sarebbe cambiata”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, è già tempo di candidati all’eredità di Sarri

Sarri e Lotito si allontano: il futuro è incerto. Rapporto ormai incrinato e visioni differenti: difficile andare avanti insieme”. Questo il titolo del Corriere dello Sport in prima pagina, che di fatto conferma quanto riportato oggi anche da Il Messaggero. Nelle pagine interne del quotidiano sportivo, ci sono anche i possibili candidati al dopo Sarri per la panchina della Lazio. Gilardino e Palladino sono due giovani italiani tenuti molto in considerazione, ma c’è sempre Tudor oltre a 3 ex biancocelesti: Conceicao, Scaloni e Almeyda, attualmente all’Aek Atene.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Sarri alla squadra per un finale diverso: “Torniamo in Europa”

Dopo l’eliminazione dalla Champions per mano del Bayern Monaco, l’obiettivo per la Lazio è quello di tuffarsi di nuovo tra campionato e Coppa Italia. La qualificazione in Champions resta molto complicata, ma sarebbe importante salire comunque sul treno Europa. Nonostante le voci su un possibile addio a fine stagione, Sarri pensa solo al campo. Discorso motivazionale del Comandante alla ripresa degli allenamenti a Formello. Di seguito le sue parole ai calciatori riportate da Il Messaggero. «Ma se avessimo giocato così le altre partite in campionato, non saremmo dove siamo. Ripartiamo dall’ordine e dallo spirito di Monaco, nulla è ancora perso del tutto. Se giochiamo come con Bayern e Milan torniamo in Europa ».

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RASSEGNA STAMPA

Ricaduta Immobile: il web ingrato e quella triste sensazione di ciclo finito. Sui social: “Rialziamoci!”

Ciro Immobile medita l’addio a fine anno. Il centravanti della Lazio, che sullo 0-0 a Monaco ha fallito una clamorosa occasione, è stato preso di mira dai tifosi biancocelesti. “Ho sbagliato un gol facile, mi dispiace, ho colpito male”, il virgolettato del capitano riportato da Repubblica. Ciro non cerca alibi, però trova inaccettabile dopo quanto fatto negli anni la valanga di commenti pesanti (“Sei finito”, il più soft) che lo ha travolto sul web. La riconoscenza, dunque, non è di casa.“La sensazione è che il suo ciclo in biancoceleste sia finito, che a fine stagione sarebbe meglio chiudere il rapporto con la squadra che è diventata del suo cuore. Il disagio di non sentirsi più amato a casa sua è lacerante”, aggiunge il quotidiano, secondo cui le variabili sono ancora molte, tra cui un contratto da 4 milioni a stagione che lega Immobile al club fino al 2026: al momento, però, quella sensazione del ciclo concluso prevale sul resto.

Intanto sui propri social: “”Buongiorno laziali, a volte le cose non vanno come desideriamo ma l’importante è avere la voglia di rialzarsi. Nel calcio si vince e si perde, si fa gol e si sbaglia, ci si arrabbia e si sorride ma stavolta per noi quello che conta è il percorso, e il nostro seppur con qualche rammarico è stato bellissimo. Anche questa è un’esperienza che servirà a noi tutti per essere più forti. Forza Lazio”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Sarri-Lotito: dalle differenze di vedute ad una separazione sempre più possibile

La permanenza di Maurizio Sarri alla Lazio è sempre più in bilico. Dopo l’eliminazione dalla Champions League per mano del Bayern Monaco e l’andamento altalenante e non convincente in campionato, Claudio Lotito e il tecnico bianconceleste sembrano sempre più distanti l’uno dall’altro. È quanto sostiene oggi il Corriere dello Sport.Tra le variabili in gioco non ci sono solo i risultati, ma anche le note differenze di vedute, i risentimenti, le punzecchiature e l’instabilità dello spogliatoio laziale. Sarri è legato alla Lazio fino al 2025 e ci sono 10 milioni di euro lordi in ballo, ma secondo il giornale romano andare avanti insieme appare sempre più difficile: le possibilità di un futuro del toscano sulla panchina biancoceleste sembrano sempre più ridotte.

 L’idiosincrasia ormai è conclamata nonostante le parole di facciata, servono da apparente copertura, sono soprattutto quelle del presidente: «Nessuno ha mai messo in discussione Sarri». Sarri, a Firenze, era tornato a pungere sul mercato: «Non ho fatto io il mercato, ognuno si prenda le sue responsabilità». A Monaco ha passato la patata bollente a Lotito: «Ciclo finito? Può anche darsi. Sul futuro la considerazione è da fare con la società, non lo so. Ho ancora un anno di contratto per la prossima stagione anche se i contratti lasciano il tempo che trovano». E’ il senso della sua solitudine. Un ciclo nuovo come andrebbe aperto e investendo quanto? Sarri ha ben capito che sul mercato non ha forza e che Lotito e Fabiani continueranno ad esserne i registi.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Giordano “Alla Lazio manca spavalderia, così passa per squadretta. Un ottavo non può essere la partita della vita” (AUDIO)

“Si sta facendo passare la Lazio come una squadretta, quella non può essere la partita della storia. Era una partita importantissima, devi rispettare loro in quanto più forte ma una sconfitta 3-0 non può passare come se si sa fatto il nostro.

Queste situazioni danno fastidio, si fa passare qualcosa sempre come un’impresa quando dovrebbe essere la normalità per la Lazio giocare queste competizioni, anche perchè ci arrivano società come Lipsia o Copenhagen. Abbiamo battuto il Feyenoord e il Celtic, quando si parla di impresa io mi trovo contro. Queste cose sminuiscono il nome e la storia della Lazio, non lo accetto minimamente. Nel calcio non si può accettare una sconfitta 1-0, figurati 3-0. Dobbiamo giudicare le partite per quello che vediamo, i se e i ma poi sono tutti a favore nostro.

Ieri credo che la Lazio potesse fare di più. Anche il Copenhagen se va lì magare ne prende 4-5 ma crea più di noi. Sembrava ci lasciassero loro degli spazi. In Champions devi fare qualcosa, non sei in Serie B. Parti da 1-0, ti devi sentire forte e giocartela. Poi se la si fa passare come un’impresa anche i calciatori la vedono così, si fanno influenzare. Sarri ha detto che all’intervallo poi ha visto una squadra morta. Se stiamo sempre nel guscio e abbiamo paura a dire di andare lì a giocarcela, questa cosa si riflette su ambiente e calciatori.

Se togli Guendouzi e Felipe nel primo tempo non abbiamo fatto: al 16esimo loro stavano a tre tiri in porta. E’ un problema sia di valori che di approccio, parliamo del Bayern che è una delle prime cinque squadre al mondo e nessuno lo mette in discussione. Ma non si faccia passare la Lazio come una squadretta di quartiere, anche il Napoli ha vinto solo una coppa europea. Mentalmente bisogna cambiare, non possiamo avere sempre paura dell’avversario, partiamo sempre come una squadra di quartiere e mi da fastidio.

Bisogna tirare il petto il fuori, andare più spavaldi. Nemmeno la Roma ha fatto grandi competizioni, ma solo noi andiamo timorosi. Deve partire da tutti: presidente, allenatore, giocatori e chi fa comunicazione. Se passi un’ottavo non può essere una data storica, soprattutto contro un Bayern come quello di questa stagione che in difesa aveva mezzo giocatore titolare. Non puoi avere ogni anno una squadra competitiva, ma bisogna avere più considerazione di noi stessi: ogni volta che usciamo dall’Italia sembra che facciamo l’impresa. Ci vuole un po’ di sana spavalderia.”

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APPROFONDIMENTI

Lazio, il mercato lo ha fatto la Champions: ecco il dato sui guadagni in Europa

Sarri l’ha definita la sua Champions preferita da quando allena, superiore anche a quelle affrontate con Napoli e Juventus. Ma chi può sorridere, per la competizione UEFA appena conclusa per i biancocelesti, è anche la società: a conti fatti il percorso europeo della Lazio è valsa un ricco bottino da quasi 70 milioni di euro nelle casse della società.

Gli ultimi dati riportati da Calcio e Finanza, infatti, riportano come la società abbia incassato – grazie ai premi della competizione – 59,71 milioni di euro. Di questi 15,64 milioni vengono dal bonus di partecipazione, 15,9 dal ranking storico, 8,5 dai Market Pool. Altri incassi arrivano poi dai risultati sportivi: 9,33 milioni arrivano dai risultati sportivi ottenuti, 0,74 dalla quota pareggi ripartita fra le qualificate agli ottavi e 9,6 milioni arrivano – infine – proprio dall’accesso alla final-16 europea.

Ma non finisce qui: a questo bottino già ricco di suo vanno infatti aggiunti gli incassi risultanti al botteghino. Il supporto biancoceleste non è mai mancato, nè in casa nè fuori, ed il risultato si vede anche nel dato relativo al guadagno da stadio. Nel loro percorso europeo, sono circa 10 i milioni ottenuti dalla vendita dei biglietti, dei quali circa 3 solo nella sfida d’andata degli ottavi. Con ciò, il totale generale che la società di Lotito si aggiudica dal percorso in Champions League arriva poco sotto i 70 milioni di euro.

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DICHIARAZIONI

Guendouzi: “Se scendo in campo è per vincere, non per il compitino. Con Sarri mi muovo in automatico. Qualificazione Champions? Sarà difficile”

Alla vigilia della gara di ieri sera contro il Bayern Monaco, Mattéo Guendouzi è stato protagonista di una lunga intervista con The Athletic, rivista anglofona specializzata nel mondo del pallone. Tanti i temi trattati con il centrocampista 24enne, fra tutti la sua mentalità in campo e l’impeto che riesce a mettere nelle gare con i biancocelesti. L’ex OM, che in Inghilterra ha vestito la maglia dei Gunners dell’Arsenal sotto la direzione di Emery, resta un profilo attenzionato oltremanica dove conta diversi estimatori. Queste le sue parole:

“Sono sempre stato ‘vulcanico’, fin da quando avevo sette-otto anni. Quando perdo una partita, urlo sempre. E’ la mia mentalità: quando scendo in campo voglio vincere. Sono fortunato in questo: gioco e ho giocato in grandi club, e qui per vincere ti serve questa mentalità. Fa parte della mia mentalità, voglio sempre vincere e non pareggiare o perdere. E’ per questo che a volte in partita ho delle reazioni sopra le righe. Sono sempre concentrato sulla partita e penso solo alla vittoria e ad aiutare la squadra. Con l’età imparerò anche a diventare calmo, ma voglio mantenere questa mentalità: voler vincere sempre. E’ la cosa più importante per me. “

Il rapporto con Maurizio Sarri

Fra le righe dell’intervista, il numero 8 dei capitolini ha avuto anche modo di trattare il suo rapporto con Maurizio Sarri, con il quale Guendouzi sembra aver trovato chimica e intesa risultando essere – a conti fatti – il tassello imprescindibile dello schema tattico dell’allenatore toscano.

“Con Sarri ho trascorso solo sei mesi, ma sembrano passati anni per quello che ho imparato con lui in allenamento. Tatticamente so cosa fare in campo, mi viene automatico. E’ un allenatore straordinario, è molto bello lavorare con lui. Contro di lui ho perso una finale di Europa League quando io ero all’Arsenal e lui allenava il Chelsea. In Italia è importante la tattica, e lui è stato fondamentale per imparare questo lato del calcio. Ogni campionato è diverso, in Italia è più difficile segnare rispetto alla Premier o alla Ligue 1 perchè le squadre sono molto più organizzate, ecco perchè qualificarsi alla prossima Champions sarà difficile

La Lazio spera, sia che il suo ‘motorino’ possa continuare a macinare palloni e chilometri sulla mediana, sia che una qualificazione – se non all’a Champios, all’Europa League, possa essere ancora alla portata. Nulla è impossibile, e in un ambiente che ora più che mai ha bisogno di una scossa di energia, il dinamismo e l’indole vulcanica di Guendouzi possono essere – ancora di più – un mattoncino chiave per riaccendere e far ripartire quel ciclo che ieri Sarri in conferenza stampa dava per chiuso.