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RASSEGNA STAMPA

Lazio, i cinque meno idonei di Tudor e gli investimenti che il club non può bruciare

Secondo quanto riporta l’edizione odierna del Corriere dello Sport, Tudor ha misurato sul campo gli type=’text/javascript’ idonei e i non type=’text/javascript’ idonei al suo calcio. Il campo è stato giudice e riflette molte delle indicazioni che il tecnico ha iniziato a trasferire alla società, saranno completate con la conclusione della stagione. Ci sarà un vertice finale. Il gruppone dei big è tutto confermato, in bilico ci sono alcune delle attuali riserve: Rovella, Cataldi
Isaksen, Hysaj e Pellegrini
. Il tecnico della Lazio ha fatto una prima selezione, sa che non tutto si può cambiare e che gli investimenti fatti in estate da Lotito non possono essere bruciati. Ma di questo si parlerà fra tre partite, nell’incontro utile per vagliare il piano di intervento sul mercato (5-6 acquisti di base).

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FORMELLO

FORMELLO – Non solo Casale, anche Patric suona l’allarme. Abbondanza a centrocampo, dubbio Taty-Ciro

Qui Formello. Secondo giorno di preparazione in vista di Lazio-Empoli a Formello. Tudor ha gli uomini contati dietro, visto che per il secondo giorno di fila non ha preso parte alla seduta Nicolò Casale. Occhio però anche a Patric: anche lo spagnolo oggi non si è visto, ma dovrebbe trattarsi di gestione, a maggior ragione adesso che i centrali sono veramente contati. Romagnoli è l’unica certezza: oggi regolarmente in campo. La soluzione adottata col Monza, ovvero la difesa a 4 con l’abbassamento di Hysaj e Marusic, resta l’opzione più percorribile in vista di domenica.

La presenza di Zaccagni nei 4 di centrocampo è una semi certezza. I dubbi riguardano principalmente i due mediani: Tudor potrebbe confermare la coppia Guendouzi-Kamada per la terza volta di fila (mai successo nella sua gestione) piuttosto che inserire uno fra Vecino e Cataldi. Presto per dirlo, ma almeno qui c’è abbondanza. Felipe Anderson e Luis Alberto praticamente certi del posto, mentre lo stesso non si può dire di Castellanos dopo il gol di Immobile a Monza. sarà ballottaggio serrato, ancora una volta.

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STATISTICHE

Lazio-Empoli, Tudor insegue il poker casalingo: nel mirino Delio Rossi

Domenica la Lazio giocherà alle 12.30 in casa contro l’Empoli. Sarà l’occasione per festeggiare lo scudetto vinto nel 1974, esattamente 50 anni prima. Di seguito numeri e curiosità sulla partita.

● La Lazio ha vinto le ultime due sfide di Serie A contro l’Empoli senza subire gol; già due volte i biancocelesti avevano ottenuto due successi di fila senza reti concesse contro gli azzurri nella competizione, ma non sono mai arrivati a quota tre.
● Tra le squadre contro cui non ha mai perso in casa in Serie A, l’Empoli è quella affrontata più volte dalla Lazio: i biancocelesti hanno infatti ottenuto nove successi e quattro pareggi in 13 sfide interne contro i toscani.
● Dall’arrivo di Igor Tudor la Lazio ha ottenuto quattro successi in sei partite di Serie A (1N, 1P), tanti quanti nelle precedenti 10 (1N, 5P); i biancocelesti hanno mantenuto anche tre volte la porta inviolata nel periodo, tante clean sheets quanti quelli ottenuti nelle precedenti 12.
● La Lazio ha vinto le ultime tre partite casalinghe di Serie A e non ottiene più successi interni consecutivi nella competizione da novembre 2021 (quattro in quel caso). Tudor potrebbe vincere la quarta partita casalinga su quattro alla guida della Lazio, peguagliando i record di Delio Rossi (2005) e Alfredo Monza (1958) come miglior avvio interno di un nuovo tecnico sulla
panchina biancoceleste dal dopoguerra ad oggi.
● L’Empoli ha mancato l’appuntamento con il gol in sette delle ultime nove partite di Serie A e nel periodo, da inizio marzo in
avanti, quella toscana è stata la squadra dei maggiori cinque campionati europei a non aver segnato per più gare.
● L’Empoli ha perso senza segnare tutte le ultime quattro trasferte di Serie A; l’ultima squadra ad arrivare a cinque sconfitte
esterne di fila senza reti nella competizione è stata lo Spezia tra agosto e ottobre 2022 (sei in quel caso).
● L’Empoli ha realizzato solo sei reti su sviluppo di calcio piazzato nella Serie A 2023/24 e nei maggiori cinque campionati
europei hanno fatto peggio solamente Lorient (una) ed Eintracht Francoforte (quattro).
● La Lazio ha perso 18 punti da situazione di vantaggio in questo campionato e considerando le ultime 15 stagioni ha fatto
peggio solamente nel 2022/23 e nel 2018/19 (22 in entrambi i casi) – nello scorso campionato due di questi furono proprio
contro l’Empoli in casa.
● Matías Vecino è arrivato a quota cinque reti in 28 partite in questo campionato e, dovesse segnare ancora, eguaglierebbe
quanto accumulato dal 2019/20 fino al 2022/23 con le maglie di Inter e Lazio (sei gol in 77 presenze in Serie A).
● Tra i difensori con il 100% di minuti giocati dalle proprie squadre nei maggiori cinque tornei europei 23/24, solamente
Maximilian Kilman (36/36 con il Wolverhampton) e William Saliba (36/36 con l’Arsenal) hanno collezionato più gare e più
minuti di Sebastiano Luperto (35/35, 3150 minuti con l’Empoli).

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SOCIETA'

Lazio-Empoli, tutti gli eventi in programma

La festa biancoceleste allo Stadio Olimpico inizierà prima delle ore 11:00.

Un intero popolo in festa, 50 anni dopo il trionfo firmato da Lenzini e Maestrelli, Wilson e Chinaglia. Nel giorno dell’anniversario di Lazio-Foggia, gli eroi biancocelesti torneranno a calcare il manto erboso dell’Olimpico, proprio lì dove nel 1974 hanno scritto una delle pagine più importanti della nostra storia ultracentenaria.

La giornata di domenica vivrà di un prologo al sabato dalle 11:00 alle 19:30, con l’installazione all’Auditorium dell’ultima tappa della mostra “Meravigliosa”, che sarà visitabile dai tifosi biancocelesti anche il giorno successivo dalle 14:30 alle 17:30.

Domenica 12 maggio avrà nell’annullo commemorativo che celebra i 50 anni del primo Scudetto il primo evento ufficiale. L’evento si svolgerà all’interno della sala stampa dell’Olimpico alle ore 10:45. 

Da quel momento in poi, l’attenzione sarà tutte rivolta al campo di gioco, sul quale torneranno i fautori di quelle epiche gesta. I calciatori, e in alcuni casi i loro eredi, verranno chiamati a ricevere l’applauso delle decine di migliaia di sostenitori che saranno presenti sugli spalti – così come dei calciatori che oggi compongono la rosa biancoceleste -, per poi essere tutti coinvolti in un lungo abbraccio virtuale, effettuando l’intero giro di campo.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Giordano: “Troppi passi falsi. Alla Lazio manca la malizia per fare partite sporche”

Bruno Giordano a ‘NMM’

Bruno Giordano a Radiosei: “Passi falsi? Magari fosse solo Monza. Quando capisci che non è giornata e ti arriva quel regalo sui piedi di Vecino, poi andrebbe giocata un’altra partita. Una di quelle sporche, furbe. Il contrario può capitare quando c’è una gara pulita e molto tecnica, ma non era quello il caso. Non sfruttare quel regalo è un delitto. Secondo me è anche una questione di applicazione, non puoi portarti il nemico in casa, perché prima o poi paghi caro. La Lazio è una squadra fin troppo pulita, non ha giocatori che perdono un po’ di tempo con qualche malizia, anche nei momenti decisivi. E’ una caratteristica, fa parte del pacchetto”.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – 50 anni dal primo scudetto, Maestrelli: “Domenica il battesimo di una nuova generazione di laziali!” (AUDIO)

Massimo Maestrelli, figlio di Tommaso Maestrelli che con la Lazio vinse il primo Scudetto, a Radiosei.

Massimo Maestrelli sarà presente al grande evento di domenica, per commemorare la grande Lazio del ’74 nel cinquantennale dallo Scudetto.

Massimo, possiamo immaginare i tuoi brividi…

“Ho provato grandi emozioni anche la scorsa stagione, quel ‘tranello’ di Roberto Rao che mi ha portato sotto la Curva Sud per tagliare il nastro, fui messo in mezzo (ride, ndr.) Fu un bagno d’amore, culminato con la bandiera di babbo in curva. Pensate che all’inizio Tommaso Maestrelli era preoccupato del suo arrivo a Roma. Penso che neanche il più ottimista dei tifosi poteva pensare ad un epilogo del genere. Sarri si è emozionato a stringere la mano di Gigi Martini, questo la dice lunga sull’impatto che ha avuto quella Lazio anche su chi viveva fuori dal nostro ambiente. Sarri manca, credo che anche a lui dispiaccia non esserci il 12 maggio. Penso che sia ferito, che questa vicenda delle dimissioni lo abbia toccato profondamente”.

I significati profondi, un passaggio generazionale

“Domenica rappresenta una nuova generazione di laziali. Tutti i genitori che porteranno i figli, a cui permetteranno di conoscere una storia incredibile e meravigliosa. Ancora non conosco i dettagli su quello che succederà, il programma. Sono sicuro che sarà un evento indimenticabile grazie a tute le iniziative. Lenzini fu forte ad imporsi, perché quando papà arrivò alla Lazio c’erano molti dubbi, anche da parte di Chinaglia. Tommaso aveva un profilo basso, mentre mister Lorenzo era di alto profilo. Lenzini si impuntò ed ebbe ragione. Era un uomo coraggioso. Quel giro di campo rimane inciso nella nostra storia. Spero di vedere tana gente domenica, persone che possano mettere da parte per qualche ora tutti i fastidi di questa stagione. Poi, sul campo, ancora confido in un finale diverso”.

Dario Cadeddu

08/05/2024

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DICHIARAZIONI

Patric a 360°: “La mia lazialità nata nella difficoltà. La depressione mi ha reso più forte”

Patric a 360°. Il centrale spagnolo ha parlato ai microfoni di Lazio Style dopo aver celebrato le 200 presenze con la maglia della Lazio.

Torniamo al 2018, quando eri stato escluso dalla lista Uefa per l’Europa League. Se in quel momento ti avessero detto che avresti raggiunto quota 200 presenze con la Lazio e questo status nella squadra, ci avresti creduto?

“Non ti dico di no. Io sono una persona che nelle difficoltà si è sentita molto forte. Tutto quello che mi è successo, anche in negativo, è giusto che sia accaduto. Quando sono arrivato non ero pronto. Ero un bambino, non solo nel calcio, anche nella vita. Sono una persona molto sensibile. A volte quando si parla dei calciatori si fa riferimento solo a quello che si fa in campo, ma in realtà sono persone, ognuna con una personalità che cambia il proprio modo di stare in campo. Quando si gioca a calcio ci sono molti aspetti da considerare. In quel momento io non ero pronto e penso che l’aspetto che non mi ha fatto mai essere escluso è che ho sempre lavorato, ascoltando e imparando. Andavo sempre a duemila, sapevo di avere le qualità, ma anche che dovevo maturare sotto molti aspetti. Ci ho sempre creduto!”.

Qual è la partita perfetta di queste 200 che hai giocato?

“Non ne ho una in particolare, vivo ogni emozione al massimo. Sono fatto così, quindi non quale scegliere. Mi piace vivere le partite. Poi è normale che a livello di importanza giocare la Champions è il sogno di tutti i grandi giocatori e le grandi società. Vivere una notte come quella contro il Bayern Monaco in un Olimpico pieno è speciale. Poi lo sono anche tutte le partite in casa, meno quelle in trasferta. Le vivo tutte come se fossero l’ultima”. 

Sei arrivato a Roma nel 2015, c’era già nei tuoi pensieri quello di rimanere per tutto questo tempo? La Lazio te l’ha consigliata qualcuno prima di arrivare?

“Io conoscevo già la Lazio perché è una squadra storica, poi il calcio italiano mi è sempre piaciuto e sapevo di poter imparare tanto. Non pensavo di restare così tanti anni, ma credo che per crescere e maturare non potevo stare in un posto migliore. Forse restando in Spagna la mia carriera non sarebbe stata così buona. Venire in un posto dove non parlavo la lingua, dove mi sono chiuso con i miei genitori, dove pensavo solo a giocare a calcio ha fatto parte della mia crescita. Ho avuto modo di vivere la mentalità italiana, molto più duro rispetto alla Spagna, dove di solito sono più leggeri con i giovani. Penso che stare qui mi ha fatto bene per crescere e diventare un calciatore a certi livelli. Sono orgoglioso di essere qui, mi trovo molto bene”. 

L’unica cosa rimasta di Patric nel 2015 è il tatuaggio sull’avambraccio…

“Ero un bambino. Mi piaceva divertirmi, cambiare, fare tutto. Fa parte dell’essere giovani, poi bisogna maturare. Si trova la migliore versione di un calciatore quando questo migliora anche fuori dal campo. Io sono sta bravo perché sono voluto crescere a tutti i costi, lottare anche per tanti mesi o anni al buio senza che nessuno lo vedesse, io ero l’unico a crederci e per questo devo ringraziare anche me stesso. Ho trovato una maturità diversa”.

La tua prima esperienza all’estero è stata al Villarreal, com’è stata?

“Io nasco a Murcia, un piccolo paese dove non esistono calciatori, e vengo da una famiglia molto umile. Tutto gli agi delle grandi città sono lontani, lì si vive in campagna e in modo naturale. Quando arrivò l’offerta del Villarreal avevo dodici anni e dirlo ai miei genitori non fu facile visto che non capivano molto di calcio. Di recente ne parlavo con mia madre e lei mi ha detto che io arrivai a minacciarli dicendogli che non li avrei mai perdonati se non mi avessero mandato. Oggi mi rendo conto del sacrificio che hanno fatto, non era facile mandare un ragazzo così piccolo, mia madre è stata male un anno”. 

La mia famiglia?

“Siamo molto legati, siamo pochi e stiamo spesso insieme. Ho anche una sorella con cui mi sento sempre”. 

Come spiegheresti la Lazio? Ti senti di incarnare la lazialità?


“Lo avevo sentito tanto nei primi anni. Anche se non giocavo, anche se venivo criticato, capivo la situazione e l’ambiente Lazio mi entrava dentro. È come una famiglia. In certi momenti ti emozioni da solo senza pensarlo, significa che c’è qualcosa che ti è entrato dentro. La Lazio la porterò con me sempre, è la mia squadra del cuore. Ha qualcosa di speciale. Chi passa tanti anni qua si rende conto che non ne puoi fare a meno. Te la ricorderai per sempre. Ti entrano dentro i tifosi e la maglia. La gente muore per andare allo stadio a vedere la Lazio che vince. Sono valori che abbiamo da sempre e che ti fanno amare la maglia”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Abbate: “Tudor, chiarimento con Zac e Luis. Senza Casale è emergenza difesa” (AUDIO)

Alberto Abbate (Il Messaggero) a ‘NMM’

Alberto Abbate a Radiosei: “Se finisse adesso la stagione, per me sarebbe da 6,5. Se fosse arrivata in Champions sarebbe stata una stagione straordinaria. Non posso dimenticarmi però alcune sconfitte e l’addio di Sarri. Per questo non riesco a dire che la stagione sia ‘buona’. Più che confronto fra le parti, c’è stato un monologo di Tudor con la squadra, le solite cose, ‘ripartire insieme’, tasti che conosciamo. C’è stato un chiarimento con Zaccagni e Luis Alberto. Ora tutto sull’Empoli. Gila punta le ultime due, si è fermato anche Casale. Difesa obbligata con Hysaj che dovrebbe scalare, o al massimo Marusic. Preoccupano anche le diffide. Per Casale c’è un problema che si porta dietro da un paio di settimane. Mandas sta facendo benissimo, anche se il titolare è Provedel. Vediamo come si comporta Tudor ora che il friulano è tornato, il ballottaggio esiste”.

Ancora non si sta programmando nulla per il prossimo mercato. La Lazio sta aspettando le ultime giornate per tirare le somme. Tudor sulla panchina della Lazio la prossima stagione? Non ci sono elementi che possano far pensare il contrario. La scelta è stata fatta in fretta e furia, alcune cose non erano state preventivate, come alcuni giocatori che sembrano fuori dal progetto. Ora non si torna indietro, comunque”.

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NEWS

Marco Reus in Italia? L’agente: “Non giocherà più in Germania”

Marco Reus in Italia non è più utopia. Potrebbe essere uno dei grandi colpi dei club di Serie A nella prossima finestra estiva. Il tedesco ha infatti deciso di lasciare il Borussia Dortmund al termine della stagione. La sua ultima partita in giallonero sarà la finale di Champions League a Wembley il prossimo 1 giugno. “Non giocherà più in Bundesliga – ha spiegato il suo procuratore Dirk Hebel a dotsport.it –. Questo è certo. In Germania lui appartiene solo a un club, il Dortmund. Il resto ce lo dirà il tempo. Lui è un giocatore eccezionale, ha una grande personalità. In campo e fuori. Ama il calcio. Nell’ultima partita ha segnato un gol bellissimo e servito due assist. Ma prima che si parli del futuro, vuole terminare la stagione con il Dortmund. Anche perché, specie in Champions, ci si gioca davvero, davvero tanto”.

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ARBITRI

Orsato, triplice fischio e lacrime: ultima in Champions per lui

Orsato e la commozione dopo i tre fischi che hanno decretato la fine di PSG-Borussia Dortmund, con i tedeschi sbarcati in finale di Champions. Si è conclusa così la carriera internazionale di Daniele Orsato. L’arbitro di Schio si è concesso un istante di pura commozione in cui non è riuscito a trattenere le lacrime.