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ESCLUSIVE PROGETTO STADIO

Lazio, consegnato il piano economico finanziario per il Flaminio. Il prossimo step… (AUDIO)

Un importante aggiornamento sullo Stadio Flaminio, possibile futura casa biancoceleste. Infatti come riportato da Radiosei, nel corso della trasmissione “Quelli che hanno portato il calcio a Roma‘, la Lazio nella giornata di ieri ha consegnato il piano economico finanziario per il Flaminio. Si tratta di una delle componenti più importanti affinché si possa proseguire nell’iter. È un documento che spiega come verrà finanziato il progetto. Una parte imprescindibile per permettere l’apertura della conferenza dei servizi. Il passo successivo sarà l’ottenimento dell’utilità pubblica, la stessa per cui è in attesa la Roma Nuoto, che ha già terminato la conferenza. Il Campidoglio valuterà quale sarà il progetto meritevole dell’interesse pubblico.

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EUROPA LEAGUE STATISTICHE

Lazio, settebello Europa: record eguagliato

Missione compiuta per la Lazio, la quale grazie al successo di ieri con il Plzen ha messo le cose in chiaro per quanto riguarda la qualificazione ai quarti di Europa League. Il successo contro la formazione rossoblù ceca però vale doppio, visto che secondo quanto riporta Opta, i biancocelesti con la vittoria di ieri raggiungono un importante traguardo. Si tratta del record eguagliato in una singola competizione del torneo ed è di 7 come la stagione 2017/2018 con in panchina Simone Inzaghi

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “A Plzen campo impraticabile, la Uefa intervenga. Assenze pesano, liste sbagliate” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“La Lazio ieri non ha vinto un duello fisico o aereo. Il Viktoria Plzen gioca in quel modo, stile rugby, in modo aggressivo speculando sulle secondo palle, ed il campo lo agevola. La squadra di Baroni ha sofferto, non poteva palleggiare per smorzare quei ritmi, ha tentato di adattarsi ad una situazione alla quale non è abituata. Ed ha fatto bene. La Uefa dovrebbe fare qualcosa, un terreno di gioco come quello di ieri non è ammissibile. Ed è andata anche bene visto che non ci sono stati degli infortuni.

Certi infortuni iniziano a pesare. Ieri con Zaccagni e Castellanos sarebbe stata un’altra partita. Se le liste sono state sbagliate si rimedi almeno in campionato. Belahyane servirebbe in Europa, mentre con un Tavares che non ha sempre una buona tenuta sarebbe necessario avere a disposizione anche Pellegrini. Sono due giocatori che servono e non puoi utilizzare”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, oltre la bagarre. Qualificazione non scontata. Su Marusic, Provedel e Tavares…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Non solo il campo impraticabile che ha favorito il Plzen, Romagnoli ha parlato anche di palloni sgonfi. Evidentemente tutti mezzucci utilizzati dalla squadra ceca. Più che una questione di gamba, credo che la difficoltà della Lazio sia stata una questione mentale. Loro in casa sono affamati e convinti. E’ stata una bagarre, il resto è stata una conseguenza, anche dal punto di vista tecnico. Attenzione, però, la qualificazione non è assolutamente scontata. Sarà complicata e la Lazio deve farsi trovare pronta.

Mancherà Rovella e sappiamo quanto conta, anche se ieri forse ha un po’ sbagliato la partita. Una volta ogni tanto può succedergli. Grande Marusic anche ieri, ha salvato due gol nella tessa azione in un momento di grandissima difficoltà. La Lazio si difendeva bassa ed abbiamo capito che si può anche fare. Bravo anche Provedel nel secondo tempo. Tavares sembrava la controfigura di quello originale. Sembra quasi si sia riposato. Non ricevo segnali positivi sul rientro in lista di Pellegrini in campionato a dispetto di quello che pensavo pochi giorni fa.

Il gol preso ieri non devi mai prenderlo. Non c’è neanche la scusa della rete presa perché giochi in attacco, sono le reti che fanno arrabbiare gli allenatori. Baroni, poi, mi è piaciuto tanto nei cambi. Ha fatto scelte che hanno aiutato la Lazio, non a caso in dieci contro undici la squadra ha sofferto meno che in precedenza. Poi c’è stata anche l’espulsione di Gigot”.

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CURIOSITA'

Lazio, Netflix pensa a una serie sulla storia biancoceleste

“Intanto Netflix sta riflettendo su una serie a più stagioni sulla Lazio, dalla nascita della società sino ad oggi, con focus sui tifosi, interviste agli  idoli del passato come Klose, Di  Canio e Signori, e ai protagonisti attuali”. Così è scritto nell’edizione odierna de “Il Messaggero”. Una notizia inaspettata, ma che farebbe piacere a molti tifosi laziali. Un’altra serie sulla squadra biancoceleste, dopo “Grande e maledetta” prodotta da Sky Sport per celebrare i cinquant’anni dallo scudetto del ’74, potrebbe essere importante per scavare ancora più a fondo nella storia del club capitolino. Una possibilità che interesserebbe molti tifosi laziali e non solo.

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APPROFONDIMENTI

Isaksen, esplosione alla Caicedo. Il grande merito della Lazio…

Un rigore procurato a San Siro e una perla per espugnare Plzen, il tutto fatto all’ultimo minuto di gioco. I quattro giorni vissuti da Gustav Isaksen certificano l’esplosione dell’esterno danese e riportano i tifosi biancocelesti indietro di oltre cinque anni. La zona Caicedo è stata una delle chiavi della Lazio di Simone Inzaghi capace di giocarsi lo scudetto con la Juve di Sarri prima della sospensione per il Covid. Da Caicedo a Isaksen il passo è stato lungo, ma adesso il danese si candida seriamente a uomo decisivo nei finali di partita. Dei cinque gol segnati in stagione, quattro sono arrivati negli ultimi 15 minuti di gioco, due addirittura nel recupero. Se a questi si aggiunge il rigore procurato domenica a San Siro, ecco che Isaksen sta prendendo sempre più il ruolo di match winner nei finali di gara.

A prescindere dalla perla di Isaksen, la Lazio alla Doosan Arena ha sofferto eccome. Condizionata da un campo disastroso (“non so come si possa concedere l’agibilità a un terreno del genere” ha detto Romagnoli nel post), la squadra di Baroni non ha trovato le sue solite trame di gioco. L’aggressività della squadra ceca ha fatto il resto, con il Viktoria capace di schiacciare la Lazio nella propria metà campo soprattutto nella ripresa. I biancocelesti hanno barcollato, sofferto e tremato, si sono ritrovati in dieci per l’espulsione di Rovella e nel recupero addirittura in nove per il rosso a Gigot. Il grande merito della Lazio è quello di non aver mai rinunciato, di avere ormai metabolizzato quella sfrontatezza che vuole Baroni. E che chiede dal giorno 1 di ritiro a Isaksen, ormai esploso in questo 2025 e pronto a raccogliere l’eredità di Caicedo. Tuttomercatoweb

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘SVB’ – Rambaudi: “Piccolo esame di maturità superato. Romagnoli leader, a Provedel critiche gratuite. E su Isaksen e Tavares…” – (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Vittoria importantissima e pesante contro una squadra che ti fa giocare male. Il campo non mi sembrava perfetto. Partita brutta ma bella, la squadra si è adeguata ad un calcio diverso dimostrando voglia. Anche in 9 contro 11 è andata in avanti per vincerla.

Romagnoli è il leader lì dietro, si adopera per gli altri. Provedel? Critiche gratuite; il campo poi non aiutava ieri.

Isaksen? Ha fatto una gara diversa dal solito, ma come tutti. Non è stata una partita tecnicamente ed esteticamente bella, ma è stata seria, efficace. E’ stato un piccolo esame di maturità superato, senza fare il solito calcio. Obiettivo raggiunto adattandosi all’avversario. Isaksen è diventato un giocatore decisivo.

Tavares deve cercare di migliorare in alcune cose. Lui ancora ogni tanto si lascia andare, non è sul pezzo. Magari due mesi fa questa gara non l’avresti vinta. Marusic è il giocatore più europeo che avevamo, ora anche gli altri stanno crescendo.

Dia? E’ un ragazzo maturo, ha capito quello che gli chiede l’allenatore e come superare i momenti della gara in cui non è protagonista. Lui, come tanti altri della squadra, è bravo perché è funzionale allo spartito e quindi rende tanto”.

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STATISTICHE

Da Signori ad Isaksen, Lazio corsara in nove dopo oltre 30 anni

Da Signori a Isaksen, la Lazio in nove uomini sa vincere. I biancocelesti vincono l’andata degli ottavi di finale di Europa League contro il Viktoria Plzeň alla Doosan Aréna, al termine di una partita folle, con due espulsioni e il gol vittoria di Isaksen arrivato al 98′ minuto. Tuttavia, non è la prima volta in cui a Roma si è vista un’impresa simile. Infatti già in un’altra occasione i Capitolini sono stati capaci di portare a casa una vittoria sotto di due uomini. Il precedente risale al 1993, con la Lazio allora allenata da Dino Zoff che ospitava il Piacenza, in un clima di aperta contestazione per i risultati altalenanti raccolti fino a quel momento. In quell’occasione gli aquilotti persero per espulsione Cravero e Luzardi, entrambi per falli di reazione. Un rigore di Signori al 90′ diede l’insperata vittoria e i due punti. Lazialità.it

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DICHIARAZIONI

Lazio, Baroni in conferenza: “Gara sporca, siamo stati bravi. Terreno? Impresentabile. E sul fallo a Guendouzi…” (AUDIO)

Le parole in conferenza stampa del tecnico biancoceleste Marco Baroni dopo la vittoria in casa del Viktoria Plzen:

“Sensazioni al gol di Isaksen? Lo sapevamo, la squadra l’avevo preparata sul tipo di partita che occorreva fare su questo campo in cui è difficile giocare il pallone, l’avversario verticalizza e gioca sulla seconda palla. Siamo stati bravi, gara delicata e un po’ più sporca. Devo fare i complimenti ai ragazzi ma non mi stupisce questo, la squadra sta facendo un salto mentale, di condizione e anche di capacità di calarsi. Ci siamo difesi anche con ordine specialmente con la doppia inferiorità, il gol è il premio della squadra che ha saputo soffrire ed è rimasta in campo fino alla fine.

Gol nel finale? Se non sbaglio oggi, anche se nei numeri bisogna essere più attenti, è il 18° nell’ultimo quarto d’ora ed è testimonianza della capacità mentale di questa squadra che resta sempre in partita. Stasera siamo entrati in quattro in area, sono contento per il gol di Isaksen che ha fatto una partita di grande attenzione ma non mi stupisce. È in forte crescita. Ci voleva grandissima reattività, loro lo erano di più ma noi veniamo da una gara dove abbiamo speso l’inverosimile. Ci teniamo questo risultato che è importantissimo.

Vittoria più importante della mia carriera? Viene dopo una grande sofferenza, dedizione e attenzione. La squadra voleva vincere la partita e lo ha fatto anche quando non era facile con la doppia inferiorità. Ancora di più viene fuori il carattere, la voglia e la partecipazione che sono apprezzati da tutti e soprattutto dai nostri tifosi.

Quando fai una partita a cui non sei abituato è difficile e occorreva una reattività. Non che la squadra non abbia corso, non siamo abituati a farla la corsa all’indietro. Il terreno ora, voglio avere rispetto, non è presentabile per una competizione così ed è chiaro che questi fattori li abbiamo patiti nella qualità.

Rosso a Rovella e Gigot? Quando le partite si fanno così ci può stare di perdere lucidità, ci sono state delle provocazioni e degli scontri. Per me era più da espulsione su Guendouzi. Era un entrata da dietro. Non devo avvenire ma è comprensibile.

Il campo? Ho elencato alcuni fattori che secondo me hanno inciso sulla capacità di poter produrre del gioco, ho visto delle partire qua di squadre importanti che ci hanno battuto i denti. Gigot e Romagnoli hanno difeso tanti palloni. È stato un fattore determinante, noi abbiamo approcciato bene ma quando loro hanno iniziato a calciare e a fare una partita un po’ sporca l’abbiamo patita. Dai ragazzi più esperti, quando ho presentato la partita, sentivo dire ‘Attenzione che su questi campi abbiamo fatto brutte figure perché devi avere la capacità di calarti in una partita che non è nelle tue corde’.

La partita di Milano ci ha prosciugato tanto dal punto di vista delle energie fisiche e mentali, però bisogna vedere le partite di questa squadra qua. Se sono qui loro è perché hanno fatto gare in cui sono andati in difficoltà tutti, perché sono partite che non sei abituato a fare”.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Vecino: “Ci andava bene anche il pari, poi vittoria da pazzi. E sul futuro…”

Dopo la vittoria in mixed zone Vecino ha così commentato la sfida di Europa LEague:

“Vittoria da pazzi? Diciamo di sì (ride, ndr). Con due giocatori in meno, è stata una partita molto difficile, tanti duelli, campo complicato. Ci prendiamo la vittoria e guardiamo avanti.

Visti gli ultimi minuti ci andava bene anche il pareggio, poi ci siamo trovati lì davanti, Gus si è inventato questa giocata e va bene così; è un giocatore che ci sta dando tanto nelle ultime partite, è in grande fiducia. Ci prendiamo i tre punti, ma ci andava bene anche il pareggio per come stava finendo, visto che eravamo due in meno.

Ruolo? E’ stata lunga ma l’importante è stato rientrare ed essere a disposizione. Più minuti metto nelle gambe e meglio è, poi vedrà il mister dove crede che posso dare una mano. L’importante era tornare disponibile visto che sono stato tanto tempo fuori.

Abbiamo tanti impegni difficili in pochi giorni, io vengo da un lungo riposo quindi sto bene mentalmente e voglio giocare il più possibile ma capisco che per i ragazzi che stanno giocando tutte le partite non è facile ricaricarsi in pochi giorni. Le vittorie come oggi però aiutano e poi giocheremo in casa e questo dà sempre una carica in più.

Noi stiamo bene e lo facciamo vedere ad ogni partita. E’ chiaro che ora arriva il momento della verità ma non guardiamo troppo avanti, dobbiamo chiudere il passaggio giovedì prossimo e poi in campionato continuiamo a pedalare perché ci sono sono tante squadre in pochi punti; abbiamo due gare difficili prima della sosta con Udinese e Bologna ma continuiamo così.

Se resto? Sono tornato dopo tanto, devo dimostrare di stare bene e di poter dare il mio contributo poi vedremo. Sto bene qua, vediamo che vuole fare anche la Lazio ma non è importante adesso, ora conta dare il mio contributo alla squadra e poi i vedrà”.