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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Oddi: “Società in grande difficoltà. Ecco la gara che ha rovinato tutto” (AUDIO)

GIANCARLO ODDI in collegamento a ‘SVB’

“Possibilità che torni Sarri? I ritorni sono sempre da valutare bene. Quello che è certo è che in questo momento siamo in difficoltà.

Gattuso? Come allenatore non lo conosco. La Croazia non è l’Italia.

Penso che la società biancoleste sia in difficoltà, dobbiamo sperare che l’allenatore che sceglieranno ci darà delle garanzie. Mi spiace per Baroni, nella prima parte di stagione mi aveva illuso, mi aveva impressionato in positivo.

Non mi interessa il nome del nuovo tecnico, mi interessa che arrivi un allenatore bravo. Lavorare a Roma non è facile, lo sappiamo.

Lazio-Lecce? In quella gara si sono visti tanti problemi che si sono uniti. Io penso che il mercato che abbiamo fatto in inverno non è servito a niente, quei 2-3 calciatori presi non li abbiamo visti giocare. Questa è una cosa importante. Come si può prendere dei rinforzi e non vederli mai in campo?

La partita col Parma ha rovinato tutto. Dopo quello che è successo mi verrebbe da dire che è stato un caso fare il girone di andata che si è fatto. Chiaro che qualche campanello c’è stato, vedi la partita con l’Inter a Roma o quella a Bologna”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, da Scaloni a Gattuso: le alternative a Sarri

Mau in pole nelle idee della Lazio, per il club l’uomo giusto per rilanciare i giovani poco utilizzati o svalorizzati. Non è più la Lazio di Ciro, Luis e Sergej del primo Sarri. Per quanto siano insorti, sono stati le colonne della prima stagione (chiusa al quinto posto) e dell’anno Champions (chiuso al secondo, con la seconda miglior difesa dietro al Napoli campione). C’erano state le frenate dell’Inter (terza), del Milan (quarto), la discontinuità dell’Atalanta (quinta) e il crollo della Juve (settima). Ma i meriti restano. Sarri se si convincerà, nel frattempo continua il castingLotito e Fabiani si sono riuniti lunedì sera e il diesse attendeva di rivedere il presidente ieri. Lotito era atteso nelle Marche per partecipare ad un evento, è rimasto in Senato. Si sono aggiornati in serata, quando è partita la chiamata a Sarri. Fabiani era rientrato a Formello alle 19, stanno vagliando i nomi sul mercato, sono pochi: fredda la pista Thiago Motta, anche quella che può portare a ConceiçaoScaloni è una vecchia suggestione, ma dovrebbe lasciare l’Argentina. Lotito già ai tempi di Inzaghi pensava a Gattuso, sotto contratto con l’Hajduk. Klose spera nella chiamata. La panchina della Lazio è diventata una folle centrifuga. Corriere dello Sport

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, l’involuzione dei calciatori arrivati la scorsa estate costa cara: ecco cosa chiede il club al nuovo tecnico

La Lazio deve ripartire dalle certezza ma al momento a Formello ce ne sono poche. Diverse valutazioni infatti si stanno facendo sul tecnico, ma anche su alcuni calciatori, big compresi.

Il prossimo allenatore della Lazio, riporta il Corriere dello Sport, avrà il compito di rivitalizzare e valorizzare un intero mercato. Tutti gli ultimi arrivati, eccezion fatta per Gigot, hanno più o meno seguito la stessa curva decrescente a livello di aspettative e di rendimento.

Se a fine 2024 tutti i calciatori arrivati in estate sembravano in rampa di lancio e pronti a garantire potenziali plusvalenze future, oggi la situazione è completamente diversa.

In avvio di stagione, sottolinea il quotidiano, Dia aveva dimostrato di sapersi integrare alla perfezione con Castellanos agendo da seconda punta/trequartista (6 gol e 2 passaggi vincenti), Tavares sfornava assist come se non ci fosse un domani (8 nelle prime 8 partite giocate in Serie A), Dele-Bashiru faceva emozionare l’Olimpico in Europa League e in campionato e anche Noslin e Tchaouna, seppur in modo minore, avevano comunque fornito segnali positivi.

In generale, si legge, da agosto a dicembre 2024, il contributo degli acquisti parlava complessivamente di 17 gol e 14 assist. Da gennaio a maggio, invece, il rendimento della Lazio ha subito una pesante involuzione e, di conseguenza, anche quello dei 5 acquisti estivi. Tutti e 5 messi insieme hanno collezionato 6 reti e 3 passaggi vincenti.

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CALCIOMERCATO

Lazio-Baroni, accordo d’addio: salta il terzo tecnico in 15 mesi

Si è presa ancora qualche ora di tempo la Lazio prima di comunicare una decisione che ormai è stata presa. Le strade tra i biancocelesti e Marco Baroni si divideranno e sarà una separazione consensuale visto che anche il tecnico è pronto a una nuova esperienza. Sull’ex tecnico di Verona e Lecce è forte il Torino, che presto saluterà Vanoli e Cairo è pronto a ripartire proprio da Baroni, offrendogli un contratto triennale. Per questo la Lazio non andrà con l’esonero, si troverà un accordo per risolvere il contratto in essere fino al 2026 così da poter dare il via libera al nuovo corso. Ieri sono state ore frenetiche a Formello, con il direttore sportivo Angelo Fabiani e il club manager Alberto Bianchi al lavoro e il presidente Lotito che è stato in continuo contatto per dare il via a quello che sarà il progetto 2.0 della Lazio dopo il tentativo (fallito) con Baroni.

Un fallimento non tanto per Baroni in sé, alla fine il suo lo ha anche fatto ottenendo quattro punti in più rispetto allo scorso anno con una squadra con meno esperienza, meno personalità, meno qualità e con un monte ingaggi decisamente inferiore. Ha pareggiato il piazzamento dello scorso anno, la sfortuna ha voluto che lo scorso anno il settimo posto valeva l’Europa League, quest’anno ti esclude dalle coppe. Sfortuna che però la Lazio si è cercata, come dimostra la sola vittoria casalinga nel girone di ritorno e gli undici punti raccolti nelle 12 partite interne giocate da dicembre in poi. Troppo poco se vuoi lottare per obiettivi importanti. Finisce così con il terzo cambio di allenatore in 15 mesi, con una separazione consensuale dopo due dimissioni e il miglior modo per cancellare tutto, secondo la società, è ritornare proprio a 15 mesi fa. Fabiani infatti spinge per il ritorno a Formello di Maurizio Sarri.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio-Sarri, ritorno kolossal. La chiamata di Lotito: “Ora puoi fare il tuo calcio”. Ma c’è anche la Dea…

Il grande ritorno, sarebbe da kolossal. La Lazio e Sarri tra sogno e realtà. Un amore da sogno finito a marzo 2024, un sogno d’amore che può ricominciare. Difficile da immaginare fino a ieri, più credibile che mai oggi. Di Fabiani l’idea, condivisa con Lotito. Congedato o quasi Baroni, il diesse ha sondato il Comandante. E ieri sera Lotito lo ha chiamato. Per adesso è titubante, ma anche tentennante. Sarri è rimasto legato alla Lazio, andò via per un’incredibile congiunzione di fattori contrari: le sconnessioni di gioco e spirito della squadra dopo il secondo posto da record, dopo un mercato carente e divergente. C’era lo spogliatoio bollente, i senatori ribelli remavano contro, vicende familiari dolorose avevano colpito Mau dentro. Pesi insostenibili che lo spinsero a dimettersi il 12 marzo 2024, reduce dal ko interno con l’Udinese. Sarri è libero, ma da mesi il suo nome vortica nel mercato degli allenatori. Prima il Milan, poi la Roma, anche Bologna Fiorentina, fino all’AtalantaGasperini è vicino ai giallorossi e la Dea può pensare al Comandante. Il diesse D’Amico lo teneva in corsa per portarlo al Milan, poi è stato scelto Tare. C’è un legame forte con Sarri, una reciproca stima. Mau vuole aspettare di capire cosa succederà a Bergamo, con un occhio segue le vicende del Bologna, ma Italiano è già blindato sulla parola, si aspettano le firme. Vuole riflettere e decidere bene. Lotito e Fabiani non molleranno la presa, proveranno a convincerlo a tornare confermando lo stipendio da 4 milioni netti, con i bonus, percepito l’ultimo anno. Si è aperto un casting clamoroso, mai il presidente aveva pensato ad un cavallo di ritorno. Nonostante ripetute punzecchiature non s’era lasciato da nemico con il Comandante e questo lo ha convinto a proporgli il ritorno.  

Corriere dello Sport

Poche parole per provare a convincerlo: “Ho ripulito lo spogliatoio dopo il tuo addio, ora puoi fare il tuo calcio”, come riportato da Il Messaggero. Il presidente della Lazio ha iniziato a pressare il tecnico per un suo clamoroso ritorno, l’addio di Baroni ormai è scritto. È già pronta l’offerta: proposto un biennale (con opzione fino al 2028) a tre milioni, esclusi però gli ingaggi del suo vecchio staff tecnico a cui andrebbero aggiunti 1-2 elementi, come scrive il quotidiano. Il Comandante aspetta ancora ad accettare definitivamente, in ballo ci sono le panchine di Atalanta e Bologna. Ma il patron vuole avere un sostituto pronto. E Mau si è detto disponibile a ripartire dai giovani con un nuovo ciclo dopo le dimissioni date a marzo 2024.Non si esclude il ritorno. Il Messaggero

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Rambaudi: “Lazio, serve una strategia, una logica. Prossimo allenatore? Direi Conceicao, ecco perché…” – (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Non trovo la logica: inizi un progetto, togli 4-5 calciatori importanti, non aiuti il tecnico e ora perché si cambia l’allenatore? Si ricomincia con ‘scommettiamo, vediamo’. La soluzione? Vorrei che ci fosse una logica, una strategia futuristica e non solo momentanea. Non solo un mini ciclo.

Sarri? È per dare lo zuccherino all’ambiente. Significa prendere un allenatore che può essere buono per la piazza, però poi il discorso non cambia. Lui a livello di comunicazione è forte ed è un maestro per la frase difensiva.

Non mi piace la strategia della società, un risultato non può macchiare l’annata. Tutti si devono prendere le loro responsabilità: la società cosa ha fatto per migliorare il buon lavoro che stavano facendo allenatore e calciatori? Niente. Poi magari si saranno parlati con il tecnico ed erano tutti d’accordo, questo non posso saperlo. Ma sono abbastanza deluso ed arrabbiato, oltre che per come è finita la stagione, per come si stanno mettendo ora le cose.

Per me c’è bisogno di Conceicao. Io prenderei lui. È normale che anche lui deve avere il materiale umano adeguato a disposizione. Il Sergio pre Milan mi piaceva molto, quello visto a Milano era in una situazione difficile, ha mandato messaggi sbagliati ai calciatori”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Mellone: “Lazio-Lecce offensivo per i tifosi. Mercato? Ampiamente insufficiente” (AUDIO)

Angelo Mellone in collegamento a ‘NMM’

“Il piazzamento finale è quello che abbiamo pronosticato ad inzio stagione. La Lazio, rispetto allo scorso anno, ha fatto punti in più, solo che nella passata stagione si è arrivati in Europa. La questione ora è tutta incentrata sui risultati raggiunti.

È vero che la Lazio ha subito torti arbitrali, sono almeno tre gli episodi condizionanti e sarebbero bastati 4-5 punti in più per avere un collegamento diverso oggi e fare altri commenti.

Scegliendo una partita simbolo degli errori degli arbitri, direi Inter-Roma. Togliamo quindi gli episodi contro la Lazio, bastava quella gara per far scendere in campo diversamente i biancocelesti contro il Lecce.

Il campionato dice che la Lazio è arrivata settima e, fortunatamente, fuori dalla Conference, che secondo me è una competizione che fa solo perdere tempo. Abbiamo visto una Lazio che in Coppa Italia è uscita in un incontro in cui si poteva uscire visto l’avversario, una Lazio che poi si è suicidata in Europa League e anche una Lazio che ha collezionato l’ultimo successo in casa col Monza, quindi cosa rimane? L’idea di una squadra e di un allenatore che nella prima parte del campionato hanno fatto bene, al di sopra delle proprie possibilità, poi ad un certo punto sono tornati nella loro dimensione e si sono quindi, inevitabilmente, ridimensionati.

Io penso alle campagne acquisti: Provstgaard, Belahyane e Ibrahimovic non sono pervenuti o quasi. Tchaouna lo accompagno all’aeroporto, Noslin boh, Dele-Bashiru non ha convinto. Dia 5 e mezzo, Tavares 9 nella prima parte di stagione, quella prima degli infortuni. Castrovilli non pervenuto. Alla fine la Lazio è andata avanti, finché ha potuto, con i calciatori degli anni precedenti. Salvo Dia e Provstgaard in prospettiva futura.

Vero tutto, veri i torti, Inter-Roma, ma è oggettivo e certificato che la Lazio ha incamerato, in due sessioni, un mercato ampiamente insufficiente. In una stagione in cui la Juve ha giocato sottotono, il Milan si è suicidato e il Bologna non ha più giocato in campionato, si poteva fare meglio. Il primo tempo di Lazio-Lecce è offensivo verso la tifoseria”.

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CALCIOMERCATO

Valzer delle panchine, da Gasperini a Tudor: tutto quello che può incidere sulle valutazioni di Sarri

In attesa di capire quale sarà il futuro di Baroni, anche le altre big di Serie A cercano di sistemare la guida tecnica.

In queste ore si parla in maniera insistente del possibile ritorno di Maurizio Sarri alla Lazio. Tutto è da capire meglio: intanto in settimana il club biancoceleste incontrerà Marco Baroni e insieme capiranno quale sarà la strada migliore da intraprendere. Ad oggi sembrerebbe che l’allenatore ed il club siano stiano per arrivare ai saluti, ma tutto potrà accadere. Decisivo quindi sarà il colloquio dei prossimi giorni.

Tuttavia Fabiani sta già lavorando a diversi scenari. Per ora si parla del possibile ritorno di Sarri, così come si accostano alla Lazio profili di diversi altri allenatori.

Quello che è certo è che diverse big potranno subire dei cambi in panchina: dal Napoli che quasi sicuramente ripartirà senza Conte, all’Inter che dopo la finale di Champions capirà meglio la posizione di Inzaghi, passando per l’Atalanta che potrebbe cambiare tecnico, per la Juventus che con quasi totale certezza saluterà Tudor, e senza dimenticare poi che ci sarà da capire se Italiano resterà a Bologna o verrà tentato dal Milan, così come ci sarà da vedere se Palladino resterà a Firenze.

Stando a quanto riporta l’esperto di mercato Alfredo Pedullà, il valzer degli allenatori vede coinvolta anche la Lazio: “In caso di addio di Gasperini, l’Atalanta valuterà anche il nome di Maurizio Sarri che, per questo motivo, in queste ore non prende decisioni e aspetta anche la scelta del Milan dopo i contatti con la Lazio. Tudor era già stato sondato dall’Atalanta”.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – D. Rossi: “Lazio-Baroni, ecco quale potrebbe essere il motivo della separazione. Sarri o un emergente…” (AUDIO)

Delio Rossi in collegamento a ‘NMM’

“Io credevo che Baroni e la Lazio potessero continuare insieme. Non ho capito se va via lui o se è la società lo sostituisce. E poi bisogna capire il motivo. Ad ogni modo, la mia valutazione è che si parte sempre dal progetto iniziale, cioè dalle regole d’ingaggio: nel momento in cui firmo sento cosa dice la società; una volta definite le regole di ingaggio tutti devono remare nella stessa direzione per raggiungere gli obiettivi preposti. Ora la mia sensazione è che non si sono rispettate le regole di ingaggio oppure si è figli dell’estemporaneità, se prima di Lazio-Lecce si parlava della conferma del tecnico e al triplice fischio no.

La società ha tutti i giorni sotto gli occhi il lavoro dell’allenatore, quindi le valutazioni si fanno costantemente non per il punto che non è arrivato domenica. Se si fosse arrivati in Champions, si sarebbe tenuto un tecnico di cui non si è convinti? E poteva succedere anche di arrivare in Champions, fino all’ultima giornata.

La mia sensazione è che l’unico vero uomo di cacio è il direttore sportivo e se vado a vedere bene potrebbe avere delle rimostranze nei confronti del tecnico perché ha valorizzato la rosa dello scorso anno, bocciando in pratica il mercato. Detto questo, se la situazione è così, difficile anche che vada in tv a dire che è soddisfatto del lavoro di Baroni a pochi minuti da Lazio-Lecce.

Non bisogna valutare con l’emotività, il lavoro del tecnico va valutato a 360° gradi. L’epilogo è stato brutto ma da un fatto negativo ne può venire fuori uno positivo. Il rapporto qualità prezzo non valeva la candela, secondo me la Conference non avrebbe portato benefici.

Sarri, dal punto di vista tecnico, sarebbe la persona giusta, soprattutto perché avrà l’intera settimana per lavorare, incide, conosce ambiente e presidente. Tuttavia, visti i problemi del passato, difficilmente potrebbe accettare una proposta se non rinforzano questa rosa. Per Thiago Motta stesso discorso. Farioli magari è un allenatore giovane che accetterebbe le idee attuali della Lazio, oppure Gattuso, persona serie e combattente”.

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Lazio-Sarri, suggestione ritorno: Fabiani spinge, ha già sondato lo spogliatoio. Ma Lotito…

Dal sogno Champions all’inferno in un attimo: Caporetto in casa contro il Lecce e addio all’Europa dopo otto stagioni di seguito. Il finale da incubo rischia di non lasciare scampo a un altro triste epilogo fuori dal campo. Scende il gelo fra Baroni e la Lazio: «La società sa se mi deve esonerare oppure no. Dovremo vederci e decidere il futuro», le ultime parole del tecnico, sondato dalla Fiorentina (ma ora Palladino è in Conference al suo posto) e altrettanto incerto sulla sua volontà di restare a Formello. Domani e giovedì ci sarebbero due slot liberi da impegni per fissare l’incontro, ma non è escluso possa slittare alla prossima settimana per prendere tempo. Infatti, da ieri Lotito e Fabiani giurano in coro: «Stiamo metabolizzando lo choc di una debacle, che ha dilaniato una stagione più o meno positiva. Le riflessioni sono in corso». Tradotto: sono già alla ricerca di un eventuale sostituto. Chiamatele pure prove di divorzio da Baroni, perché prima va valutato cosa offre il mercato. È questo il vero nodo, mica i miseri 1,3 milioni d’ingaggio rimanenti sino al 2026, il contratto per un solo altro anno. Dopo due settimi posti consecutivi (senza Coppe, l’ultimo è un fallimento), la Lazio non può permettersi altre scommesse con allenatori emergenti come Vieira, Klose, Almeyda, Vanoli, Farioli o Gilardino. Italiano piace tanto, ma sembra destinato a rimanere a Bologna, se non dovesse raggiungere Tare a Milanello.

A proposito: nella lista di gradimento c’è l’ex Sergio Conceição, ma soprattutto Thiago Motta, in cerca di rilancio dopo i flop sulle panchine di Milan e Juventus. Lotito pensa in grande, addirittura all’amico Allegri, vicino al Napoli e pura utopia considerate le ambizioni e lo stipendio. In realtà, basterebbe che il patron dimenticasse gli ultimi attriti sul mercato dopo il secondo posto, mettesse da parte l’orgoglio e andasse a Castelfranco a richiamare Sarri per placare la rabbia di un popolo ripiombato nella contestazione e nello sconforto. Il progetto del Comandante si era bruscamente interrotto, ma ora anche lui andrebbe convinto a risposarlo, soprattutto prima che arrivino offerte più allettanti da altre piazze, già sullo sfondo. Lotito non ama i cavalli di ritorno, sa che dovrebbe offrire a Maurizio garanzie, ma Fabiani spinge da mesi per questa soluzione, a tal punto da aver già sondato in gran segreto anche gli umori dello spogliatoio.

Un clamoroso e romantico ritorno di Sarri potrebbe infatti essere propedeutico alla permanenza di tanti big (vedi Romagnoli e Guendouzi) già con le valigie in mano e a un mercato, che seguirà ancora la linea dello svecchiamento, a maggior ragione senza nemmeno i minimi introiti della Conference a bilancio. Mau aveva detto di essere pronto a lanciare i giovani in un nuovo ciclo, prima di essere costretto alle dimissioni a marzo 2024. Fabiani è convinto che il Comandante avrebbe valorizzato questo organico e potrebbe farlo – a maggior ragione senza Coppe – il prossimo anno. Senza assumersi chissà quali responsabilità sugli ultimi acquisti, infatti, la società non è da tempo soddisfatta di Baroni per la gestione della rosa, la stessa che sino a gennaio aveva invece vinto in lungo e in largo, dominato in Europa prima di perdersi fra troppi gol presi, sconfitte e pareggi amari all’Olimpico. Secondo il club non c’entrano i giocatori (sempre gli stessi, spremuti), ma la guida che non ha saputo gestire il successo, ha smesso di incidere e ha perso il controllo del gruppo. La debacle contro il Lecce all’ultima giornata è stata solo la ciliegina sul disastro, come espressamente enunciato in un comunicato: «Chiediamo scusa ai tifosi per questo finale di stagione che ha compromesso, irrimediabilmente, quanto di buono era stato costruito». Lotito però non vuole prendere ancora decisioni affrettate, preferisce avere un quadro più chiaro prima di vedere Baroni e mettere un punto. Se la Lazio non avrà nulla di meglio in pugno, occhio all’improvviso dietrofront. Il Messaggero