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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Lazio, stallo per gennaio: perché il club non può dare garanzie a Sarri

(…) La società non sa ancora se potrà operare a saldo zero o liberamente. Nella prima ipotesi serviranno uscite per ogni entrata, alle stesse cifre. Nella seconda mercato aperto, è l’opzione che costringerebbe Lotito a spendere di più col rischio di appesantire le casse. Non può permetterselo visto che al 30 settembre 2026 la soglia ricavi-spese sarà entro il 70%. Lotito punta a fare trading con i giocatori in rosa, può sacrificarne un paio, non può smantellare. Sarri ascolterebbe offerte per Castellanos e Tavares. La società pensa di vendere Mandas, sempre più chiuso, pronto a partire per giocare, e forse Isaksen. Lo stallo, ad oggi, è su chi sceglierebbe gli eventuali sostituti. Si torna alla necessità dell’incontro: vanno riesaminati rapporti, idee, obiettivi. Sarri ha chiarito di lavorare per un solo obiettivo quest’anno, ossia creare un gruppo di 6-7 giocatori per il futuro. E a giugno valuterà «se c’è un progetto tecnico», parole sue. Lotito e Fabiani non si vedono dodicesimi, ma lo sono. Lo riporta il Corriere dello Sport

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Lazio, Mattei: “La notizia del contratto di Sarri? Uscita per mettere in cattiva luce il tecnico” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“L’indiscrezione del terzo anno di Sarri che non è più un’opzione, com’è uscita? Faccio questa domanda perché la mia idea è che, siccome sappiamo che Sarri ha dalla sua parte i tifosi, chi sta subendo ha fatto uscire la notizia per far vedere alla plebe, i tifosi, che il tribuno, Sarri, non si è tirato indietro perché prenderà soldi. Notizia uscita per mettere in cattiva luce il tecnico.

Siccome i tifosi sono schierati con Sarri, si vuole provare a dimostrare che Sarri non è così ‘casto e puro’, si sta provando a scaricare le responsabilità.

Marcato? Il problema qui sono i vari Belahyane, Noslin, Dele-Bashiru; sono quei giocatori che qualcuno ha comprato e che vorrebbe vedere in campo ma che non giocavano con Baroni e non stanno giocando con Sarri”.

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CALCIOMERCATO

Lazio, per il centrocampo torna di moda Ilic: è ai margini del progetto Torino

Non si sa ancora che tipo di calciomercato potrà fare la Lazio a gennaio, sta di fatto che qualcosa a Sarri bisognerà dare. Tra i pochi nomi che stanno circolando, uno degli ultimi sul taccuino di Fabiani – e dello stesso tecnico – sarebbe quello di Ivan Ilic del Torino. Lo riporta questa mattina Il Messaggero, sottolineando che il 24enne centrocampista serbo è ormai ai margini del progetto tecnico di Marco Baroni.

Già in passato, Sarri aveva proposto il suo nome per aggiungere al proprio centrocampo un profilo di buona qualità e con margini di crescita. I tanti infortuni, poi, hanno bloccato l’ascesa dell’ex Hellas Verona: ora, complici anche alcune incompresioni con l’ex tecnico biancoceleste, Ilic è chiuso dai vari Casadei, Aslani, Gineitis ed Anjorin. Una traccia da seguire in ottica gennaio.

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Lazio, critiche e mercato: serve chiarimento tra Sarri e società. Il retroscena: contratto esteso fino al 2028

Retroscena, accordo tra Sarri e la Lazio a luglio per prolungare il suo contratto fino al 2028, annullando l’opzione. Ora, però, serve un chiarimento con il presidente Lotito, un confronto diretto con la società su alcuni punti.

E’ il Corriere dello Sport questa mattina a raccontare di un prolungamento di contratto fino al 2028 avvenuto a luglio. Un retroscena significativo considerate soprattutto le ultime dichiarazioni rilasciate dal tecnico toscano dopo la sfida con l’Atalanta a Bergamo. I punti di divergenza e contrasto sono stati molti, dalla notizia del mercato bloccato, all’acquisto di Insigne fino all’esclusione di Dele-Bashiru.

Il tecnico ha firmato due contratti. Uno a giugno, un biennale con opzione per il 2028, e uno a luglio – dopo il caso scoppiato – un triennale secco. Non è cambiato l’ingaggio, sempre 2,5 milioni di euro a stagione più bonus. E’ caduta soltanto l’opzione. Si tratta di una sorta di riparazione che il club ha voluto fare dopo il pesante torto subito da parte del tecnico toscano.

La Lazio, nelle figure del presidente Lotito e del Ds Fabiani – crede ancora che la rosa a disposizione di mister Sarri sia competitiva e possa fare bene. Per queste ragioni, sempre secondo quanto riferito dal quotidiano romano, i due dirigenti biancocelesti sarebbero rimasti seccati da quanto dichiarato dal mister nel weekend prima di Atalanta-Lazio, e anche dopo.

Il Comandante -scrive Il Messaggero – sa che le sue battute hanno infastidito la società, ma lo considera un modo per scuoterla e, contemporaneamente, tenere uniti squadra e popolo in questo frangente così delicato. Il problema è che Lotito non ama essere messo in cattiva luce di fronte ai tifosi, né con le spalle al muro. Fabiani invece era convinto che, a differenza di Baroni, Sarri potesse riuscire a valorizzare il suo mercato. Invece questo non sta accadendo.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Flaminio, Cardone: “I legali del Campidoglio stanno valutando la richiesta di Lotito” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Il Campidoglio ha chiesto spiegazioni ai propri legali per capire se la richiesta di Lotito può essere assecondata (vuole procedere con il diritto di superficie e non con una semplice concessione dell’area dell’impianto, ndr). Penso che ci possa essere un parare favorevole. Di base la notizia è che Gualtieri ha chiesto un parere per poi dare un responso al presidente della Lazio. Con questa richiesta il Flaminio diventerebbe del club. Chiaramente questa richiesta poteva essere presentata prima, anche perché quando si tratta di patrimonializzare gli immobili Lotito ne fa un vanto.

Sarri? Firma ad inizio giugno il contratto e scopre tre settimane dopo del blocco del mercato. Nelle discussioni successive, quando comunque già il tecnico aveva deciso di restare, è stato depositato il nuovo contratto che è diventato un triennale secco, fino quindi al 2028.

Il confronto ieri non c’è stato, siamo ad ottobre e non è urgente ma la cosa che conta è che ci sia un disgelo tra le parti: è interesse di Sarri riflettere intanto sui calciatori da cedere e di Fabiani pensare a dove intervenire. Ricordiamoci poi che non c’è ancora il verdetto su come potrà operare la Lazio, per me a saldo zero. Ad ogni modo queste dinamiche già c’erano con il ds precedente, ma il rapporto di Sarri con Lotito, anche a livello umano, è buono. La trasparenza è fondamentale, soprattutto ora”.

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Lazio, Guendouzi contro Tudor la 100ª in biancoceleste

Il francese domenica taglierà il traguardo delle 100 presenze con la Lazio.

In un momento difficile la Lazio si è dovuta privare anche di lui che al derby, dopo il triplice fischio, ha rimediato due giornate di squalifica: ora Guendouzi è tornato ed è pronto a tagliare un traguardo importante con la maglia biancoceleste.

Domenica il francese, riporta Il Messaggero, farà 100 presenze con la Lazio, che a novembre diverrà la squadra più vestita superando l’OM (103). Lo farà contro uno scricchiolante Tudor, dopo gli screzi al Marsiglia e frizioni mai sopite nel bimestre del croato a Formello. Per fatalità, le scorie tra i due furono dissimulate proprio grazie all’assist del subentrato Guendouzi per l’1-0 di Marusic alla Juve al 93’ nel giorno dell’esordio in biancoceleste del tecnico, con le telecamere pronte a immortalare il bacio dell’allenatore al mediano, fotografia di un disgelo solo apparente. L’occasione di dare una spallata a una panchina in bilico può ora fungere da scossa. Servirà ripartire dai dati positivi: al netto del vistoso calo, nelle 5 partite giocate l’ex Arsenal è rimasto al centro dell’azione e ha sempre chiuso da primatista per palloni giocati in verticale. La condizione fisica lo assiste: a Bergamo ha macinato 12 km, dietro al solo Cataldi (13,1) tra i 29 interpreti di movimento. Andare di corsa non basterà a cancellare l’avvio incolore. La Lazio ha un tremendo bisogno del suo smalto per risollevare un centrocampo fin qui senza padroni.

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Infortuni Lazio, è rebus rientri: dai casi Lazzari e Dele a Castellanos e Cancellieri

Verso la Juve ancora con assenze importanti: la situazione in casa biancoceleste.

L’emergenza piano piano ha colpito ogni reparto della Lazio. L’ultimo a fermarsi è stato Cancellieri, che ha alzato bandiera bianca al 2o’ della sfida in casa dell’Atalanta domenica scorsa.

Poco chiare ad oggi le indicazioni circa i recuperi di alcuni calciatori. Come evidenzia Il Messaggero, si era partiti con Lazzari e Vecino: le prime comunicazioni ufficiali li davano affaticati, salvo scoprire poi da Sarri che entrambi erano alle prese con una lesione di primo grado. È andata peggio a Dele-Bashiru: con il primo grado annunciato, in teoria il nigeriano doveva essere a disposizione il 19 ottobre a Bergamo. In tanti si chiedevano perché Sarri lo avesse fatto fuori dalla lista Serie A e lui aveva parlato di un lungo infortunio. E infatti dal ko nel derby è passato più di un mese senza rivederlo in campo.

Non è mai stato fatto mezzo comunicato, sottolinea il quotidiano, su Castellanos, dopo gli esami del 14 ottobre scorso. Si tratta ovviamente di una lesione di secondo grado al retto femorale della coscia destra, che costringerà l’argentino a rimanere fuori almeno un mese e mezzo, se non di più. Rischia la stessa infausta sorte Cancellieri, su cui ieri recitava il bollettino medico: «Ha riportato una lesione miotendinea di media entità a carico degli hamstring della coscia sinistra». In pratica, lo stiramento al bicipite femorale sarebbe ben oltre il primo grado, quasi un secondo, con interessamento anche del tendine, tale da temere di rivederlo a dicembre. Oltretutto ciò che sta mandando in confusione Sarri, lo staff e i giocatori è spesso una differenza di vedute interne sui ko fra il responsabile Rodia e il dottor Leo.

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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Lazio, da Bela a Dele: i bocciati di Sarri in vista di gennaio

Maurizio Sarri nelle prossime settimane farà il primo bilancio – anche in virtù della sessione invernale di mercato – della rosa attuale. Come scritto dal Corriere dello Sport, molti calciatori sono in bilico. Da Noslin passando per Dele Bashiru per finire a Belahyane. Tutti calciatori che fin qui non hanno convinto il tecnico toscano che potrebbero partire a gennaio.

Sarri è rimasto contento, fin qui, solo di Provstgaard. Il danese è un calciatore che ha convinto lo staff tecnico. Il mister toscano è pronto a lavorare su di lui per farlo crescere e per portarlo nel giro di pochi anni ad essere il difensore titolare della Lazio.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Lazio-Juve, Rambaudi: “Arriverà a Roma una squadra arrabbiata, con qualità ma anche limiti. Senza Bremer…” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Buona prestazione della Juventus ieri, soprattutto visto il momento; ha avuto delle occasione per sbloccare la partita, è una squadra viva, che ha delle qualità. Ha dato un segnale. Affronteremo una squadra arrabbiata, con qualità ma anche grandi limiti dietro; senza Bremer perdono molto e il vero problema secondo me è il centrocampo. Lì manca qualità, qualcuno che dà i tempi, qualcuno con la leadership da Juve. Da Sarri in poi non hanno più avuto un calciatore così.

Vlahovic? A Firenze aveva fame, voglia di farsi vedere; Italiano valorizzava le sue qualità. Lui deve giocare davanti, non è un calciatore di manovra. Io me lo prenderei sempre un giocatore così. Mi sembra che il Vlahovic di quest’anno abbia voglia di fare bene.

Tudor? Ogni partita per lui ormai è decisiva, sei alla Juve e devi sbagliare il meno possibile. Disordine organizzato in campo? Nella fase offensiva a me piace che i calciatori vadano ad occupare altre zone, tutti devono saper riconoscere lo spazio libero. Il calcio è questo. Nel calcio il tempo e lo spazio sono l’abc. Nella fase difensiva ci deve essere un’organizzazione ben precisa”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘9 GENNAIO’ – Infortuni Lazio, Bianchini: “Troppi in poche partite. Parole di Sarri rivolte a questioni cliniche ereditate. Isaksen non regge il confronto fisico”

L’osteopata RICCARDO BIANCHINI in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

Cancellieri, ennesimo infortunio muscolare dopo 20′ di Atalanta-Lazio? Lesione di medio grado significa almeno un mese di stop. Ha struttura da corazziere e questo rende necessaria una maggiore attenzione. Sicuramente un campo eccessivamente duro non è funzionale per la muscolatura, ma nelle dichiarazioni di Sarri ho colto un messaggio rivolto al proseguimento di problematiche cliniche ereditate dalla scorsa stagione. E’ vero che ci sono gruppi muscolari interessati in modo differente che implica l’assenza di un unico fattore da prendere in esame. La verità è che c’è qualcosa che non va. Sono troppi gli infortuni e sono poche le partite che la Lazio sta giocando. Qualcosa va rivisto o qualcosa che non ha funzionato c’è stato. Alcune volte non è detto che i carichi possano essere gestiti tutti allo stesso modo, si tratta anche di test fatti a priori sulle capacità adattatitive e lo stato di forma degli atleti. Nel momento in cui tu lo stress lo somministri in un contesto con problemi di risposta, stimoli uno scompenso. Una riflessione va fatta, non si possono avere tutti questi infortuni.

Visto quello che era stato riportato, non mi aspettavo che Zaccagni e Marusic rientrasse già a Bergamo. Entrambi li ho visti molto bene. E’ stata una piacevole sorpresa che ci fa ben sperare per un’ulteriore crescita di condizione con la Juventus.

Vecino è tornato, sarà un importante valore aggiunto. Isaksen l’ho visto male. La sensazione è che non regga fisicamente il confronto fisico. Era già evidente con il Torino quando perse subito il duello fisico dal quale scaturì la rete avversaria. Fisicamente non regge il passo, nel ripiegare e nell’aggredire. Mi sembra anche esile. In questo momento sembra non regga l’impatto della serie A”.