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Lazio, Fabiani a ruota libera: “Dimissioni, mercato, contestazione, Romagnoli e Lotito. Ecco la situazione…” (AUDIO)

La seconda parte dell’intervento del direttore sportivo della Lazio, Angelo Fabiani, nel corso della conferenza stampa di presentazione dei nuovi acquisti Maldini, Przyborel e Motta:

“Ho quasi 65 anni, lo faccio per passione e non per un discorso economico. Il presidente mi ha detto di adeguare il contratto, in C prendono più di me, posso dire di farlo per amore e dedizione. E non prendo per in giro nessuno. Basta fare i capopopoli, i tifosi capiscono. Il popolo è vulnerabile, ti lascia quando si accorge che lo stai prendendo in giro. Spero che il messaggio arrivi all’esterno e all’interno. Nessuno sfrutterà la Lazio finché ci sarò qui io”.

La dimensione vera della Lazio – “La costituzione ci consente di manifestare in piazza, massimo rispetto. Per avere delle ambizioni bisogna avere delle basi solide, che non sono sul denaro. Oggi potrei bearmi delle plusvalenze, ma non funziona così. Castellanos l’ho venduto a 30 ma l’ho pagato 15, così come Guendouzi. Ci sono gli ammortamenti e tutto un meccanismo che ci si porta dietro da anni. Non tutte le responsabilità sono su Lotito, se mi devo incazzare con lui lo faccio, ma non mi ha mai imposto nulla. Sta all’onestà di chi lavora agire per il bene superiore, cioè della Lazio. I soldi non ce li siamo messi in tasca, abbiamo ancora delle quote da pagare. Le basi solide per partire da zero queste sono le azioni necessarie. L’Atalanta ha fatto 600 milioni di plusvalenze partendo da zero, il Como grazie a un programma sui giovani si sta togliendo delle soddisfazioni. Questo è quello che ho inteso fare io in accordo con tutti. I periodi passano, la storia va avanti. Per ricostruire ci vuole tempo, anche per privarsi di un giocatore. Abbiamo fatto una plusvalenze reale, ma per cosa? Tutto quello che si sta facendo e per creare delle basi solide durature nel tempo. Con l’avvento di questi fondi non si capisce nulla. La Lazio oggi gode di ottima salute dal punto di vista economico. Non voglio parlare di numeri di altre squadre, mi viene da rabbrividire. Lo scorso anno questi stessi giocatori sono arrivati primi nel girone in Europa o no? L’ultima di campionato competevano per l’Europa o no? Poi perdi con il Lecce e rimani fuori, il bello del calcio è anche questo. Baroni giocava in un certo modo, c’è stata un’interruzione. Torniamo su Sarri, stimato tanto da me e Lotito. È un allenatore importante che ha il suo credo, devi rimescolare un po’ di situazioni. Ci vuole del tempo per dargli giocatori funzionali. Il mercato non è come al supermercato, ci sono delle complessità. C’è chi viene, chi è disposto. C’è tutto un studio, questo è programmare. Dei giocatori li abbiamo bloccati, come Noslin, Tavares, Rovella. Ci sono anche calciatori che stanno qui da anni e che hanno un contratto, quando si dicono le cose bisogna farlo con dati oggettivi. C’è gente che non sa come funziona una società. Il tifoso vuole sognare, ha ragione. Riportiamo tutti su un binario di tranquillità e trasparenza, se volete vi faccio vedere i contratti di Romagnoli firmati. Avevo fatto una forzatura andando anche contro il comunicato, mi prendo io la responsabilità. Se l’operazione non è andata in porto non è colpa di qualcuno, ne risponderanno davanti a un magistrato. Il tempo dei telegrafi e dei fax è finito, bastava una firma. Gli fa onore a Romagnoli, non c’è stata nessuna scazzottata, ci sono sorrisi, si divertono. Questa vicenda fa onore solo a Romagnoli”.

“Anno zero? Sono punti di vista. È il campo che giudicherà. Ho un grande rapporto con Guendouzi, il giorno dopo è diventato un discepolo di Maria Goretti. Dentro la Lazio si fa buttare fuori, fa come gli pare. Quella non è obiettività. Guendouzi è andato via perché l’ha deciso e voluto lui, io non trattengo nessuno così come Romagnoli. Non ho messo sul mercato Castellanos, lui mi ha detto di andare via. Se poi c’è stata un po’ di abilità di fare qualche milioncino, sono stati reinvestiti. Ci sono state parecchie interruzioni, ma bisogna vedere chi ha spinto l’interruttore. Io avevo puntato su Baroni, aveva due anni di contratto. Mai discusso con lui, prima della partita con il Lecce a bordo piscina mi comunica la sua volontà di andare via. Quello che si dice e che si può dire lascia il tempo che trova. I fatti documentati sono questi. Si deve ripartire, quante volte succederà. A volte ci sono delle esigenze. Sono andato da Sarri a prenderlo. Lui dopo la partita contro l’Udinese, per problematiche famigliari serie, non ce l’ha fatta e ha fatto un passo indietro. Il primo allenatore contattato è stato Sarri, so perfettamente che bisogna costruire una squadra per lui, ma ci vuole pazienza, verrà fatto. Ha un contratto di tre anni, firmati. Se li merita tutti. Bisogna avere pazienza e fiducia. Rompere un giocattolo ci vuole poco, costruirlo di più.

40mila firme sulla petizione – “Saremmo arroganti a chiuderci qui. Petizioni e non petizioni, la costituzione ci garantisce di manifestare in piazza, di dissentire. Bisogna anche avere un grado di capire fino in fondo le cose come stanno. Fare autocritica, dobbiamo essere i primi. Mi verrebbe da dire che se le regole ce lo consentono, di promuovere una sorta di class action con tutti, sederci di fronte a un tavolo e discutere delle problematiche reali per un confronto costruttivo, non distruttivo. Noi abbiamo anche regole stringenti a livello federale, tutto viene strumentalizzato. Forse è arrivato il momento di sederci e discutere di questo malessere non malessere, non tutto può essere ascrivibile a Fabiani. Ognuno di noi si deve prendere un po’ di responsabilità per il bene superiore che è la Lazio in quanto società importante, che ha migliaia di cuori pulsanti. Questo è quello che farò con un po’ più di tempo libero”.

C’è un risultato sportivo negativo che la spingerebbe a dimettersi? “La Serie A l’ho fatta anche a Messina, sono arrivato ottavo e non era il Real Madrid. Comunque il campionato l’ho lasciato perché non avevo più stimoli. Il mio lavoro non lo deve valutare nessuno se non io, devo essere apposto con la mia coscienza. Tolto Milinkovic, Luis Alberto, Immobile e pochi altri, non c’era gran che a livello di patrimonio di giocatori. Se per il lavoro fatto giorno e notte, togliendo tempo alla mia famiglia, Transfermarkt attesta il valore della rosa sui 250-300 milioni, vorrà dire qualcosa? Verrò giudicato per quello, quello mi dirà se la strada è giusta, sul progetto che mi inizia a dare delle basi solide. Qui bisogna dare stabilità e sono abituato a programmare. La mia carriera dice che ho preso società fallite, retrocesse e riportate in alto. Questo è stato sempre il mio credo calcistico. Quando potevo rimanere al Messina in A, potevo divertirmi, prendere soldi. Ma non sono fatto così. Io sono un uomo del popolo, vengo dal nulla. Non mi ha regalato niente nessuno, non ci sono presidenti che mi dicono quello che devo fare. L’appello a tutti voi è di portare tutto sui giusti binari. A volte l’istituto delle scuse potrebbe essere molto importante, se qualcuno lo conosce. Io sì”.

Cosa ha spinto Sarri a dire che alla Lazio sembra sempre l’anno zero? Cosa spinge Baroni ad andare via e passare al Torino? “Con Baroni all’Ancona, tanti anni fa, c’ero io e gli avevo dato una panchina. L’abbiamo incontrato tante volte, avevo pensato di fare un progetto con lui, e non avevo torto, c’era già il Baronismo. Poi si è rotto qualcosa. Non so i motivi per cui è andato via, prima del Lecce mi ha comunicato l’addio. Mi ha chiesto di non dirlo a nessuno perché non l’aveva comunicato ai collaboratori. Quindi io sono ripartito, non l’ho trattenuto. Tutto quello che è negativo non sempre è da assegnare alla società. Ora stiamo ripartendo con Sarri. Serviva uno come Raspadori? Abbiamo preso Maldini. Loftus-Cheek? Io non l’ho fatto saltare, nemmeno Samardzic. Io sono andato dai carabinieri per difendere la Lazio e i suoi tifosi, voi tutti. Non si dica che non siamo andati sui giocatori. Fare mercato ora è diventato impossibile, le cose si riescono a fare solo mantenendo il segreto perché ci sono gruppi che si inseriscono nelle trattative. Ma questo è un altro tema”.

Romagnoli, rinunciare a un trasferimento per qualche mensilità – “Il principio gli fa onore, non se ha rifiutato. Ci sono prove documentate dell’addio di Romagnoli, lui per principio non ha accettato il trasferimento per tre stipendi. Non gliel’ho imposto. Vecino ad esempio è andato via e ha preso fino all’ultimo giorno. Chi stava facendo l’operazione, non noi, ci dice che quello che rinuncia qui lo prende dall’altra parte, speriamo che mi stia sentendo Raiola, da un milione e mezzo di prestito lo porto a un milione, significa che avete parlato con Romagnoli e non gli avete detto nulla, avete sbagliato voi. Quando faccio le cose le faccio sempre con cognizione di causa. Mandas è venuto da me e piangeva, i procuratori gli hanno detto di rinunciare alle mensilità e lui è andato via senza prendere gli ultimi mesi di stipendio. I procuratori hanno rinunciato anche alla commissione. Da qui a dire che è tutta colpa della Lazio… le cose non stanno così. Fatevi dare dei documenti a supporto”.

Romagnoli centrato “Centralissimo, ha capito perché è un ragazzo estremamente intelligente. Ci abbiamo parlato, la delusione in lui traspariva. Lui mi dice: ?Io questa cosa non la sapevo?. Io credo in lui. Si è allenato anche durante i giorni di riposo. Alessio è un professionista serio, poi la formazione non la faccio io.

Sarri anche dopo giugno – “Me lo auguro, altrimenti sarei un folle. Io lo chiamo ‘toscanaccio’, ridiamo insieme, il mister ha la battuta facile, bisogna saperlo decodificare. Io so che lui è attaccato alla società, ai calciatori, ai tifosi. Poi è un brontolone, ma guai se non lo fosse. Significherebbe per lui non avere più stimoli. Giusto che ci solleciti. Lui viene dai campi di strada come me, sa che a volte le operazioni vanno in porto e a volte noi. Lui è una garanzia per tutti i tifosi. Lasciamo perdere le battute. Ho sentito Conte dire: ‘Lo faccio per passione e non per soldi’. Lui è un altro burlone, di una bontà illimitata. A volta non conta ciò che dice, ma ciò che uno pensa. Io sono convinto che lui voglia onorare e dare continuità al progetto che abbiamo detto essere all’anno zero.

Merato – “Non penso che la Lazio si sia indebolita. Penso che abbia preso ottimi elementi; è il 64esimo mercato che faccio, qualche operazione c’è sempre che non va purtroppo in porto. Avevamo individuato un ragazzo dell’Inter (Frattesi, ndr), la Lazio poteva sostenere un prestito con diritto, poi ogni società fa le sue strategie. L’importante è non fare marchette. Qua non si fanno. Si prendono solo giocatori funzionali. Poi lo dirà il campo. Qualsiasi cosa fatta, è stata fatta in buona fede”.

Basic – “Lui e Marusic sono stati convocati dal sottoscritto. Marusic ha accettato e firmato seduta stante, il secondo ha preso un po’ di giorni per valutare le condizioni. Nel frattempo si prendono anche altri impegni, per cui si è andati avanti con altri. Per me non è un problema, al pari di Pedro e Vecino l’anno scorso. Quando sarà il momento vedremo se è nelle condizioni di rinnovare con la Lazio o meno. Quando parlo di esigenze, parlo di una visione totale di numeri. Mi sembra stia giocando con continuità”.

Ha pensato alle dimissioni? – “Stai dicendo che tutto questo disastro l’ha combinato Fabiani? La rosa più vecchia non l’ha creata Fabiani. Quando parli devi pesare le parole. Una volta siamo arrivati settimi e non siamo arrivati in Europa, un’altra volta sì. Alcuni giocatori, come Hysaj, non l’ha portati Fabiani. Fabiani ha preso Gigot. Così passa un messaggio che non è corretto. Se mi devo prendere le mie responsabilità, me le prendo. Dal mio avvento la Lazio è passata da 0 euro a 300 di parco giocatori. Se vai su Transfermarkt vedi cosa ha fatto la Primavera e la Women. Fatevele spiegare bene le cose”.

Fuori dal mondo Lazio c’è un caos incredibile: c’è un motivo per cui si è arrivati a questo? “Ho un ruolo ben preciso. Forse è giunto il momento di abbassare tutti i toni, è arrivato il momento di fare una class action e parlare. Anche con i tifosi. Non si può dire che qui c’è chi ha ragione assoluta e uno che ha torto. A me dispiace che questi ragazzi senza i tifosi ma non voglio entrare in questo meccanismo, ne sto fuori. Mi farò promotore con Lotito. Penso che c’è tutta la volontà di arrivare a una soluzione, non so quale possa essere”.

Consigli a Lotito? “Questa situazione non piace a nessuno, nemmeno a Lotito. Ho chiesto aiuto, cerchiamo di ricompattare, a partire da me. Se c’è un punto d’incontro”.

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Lazio, Fabiani: “Preso Pedraza, accordo con Leite e la verità su Romagnoli”. Poi lo sfogo contro Piscedda, Moggi e Raiola… (AUDIO)

Le parole del direttore sportivo della Lazio, Angelo Fabiani, nel corso della conferenza stampa di presentazione dei nuovi acquisti Maldini, Przyborel e Motta (prima parte):

“Per quanto riguarda il mercato in entrata c’è già l’accordo chiuso con Pedraza per giugno. Diogo Leite è un giocatore che abbiamo seguito, purtroppo c’è stato questo infortunio che lo terrà fuori per 6-7 settimane. C’è un accordo con il suo avvocato, vedremo se poi vorrà legarsi alla Lazio come

E’ giunto il momento di abbassare un po’ tutti i toni e mi riferisco anche al sottoscritto. Si è venuto a creare un clima non bello. Per la verità si respira all’esterno del nostro ambito lavorativo. Non è vero che all’interno di ci siamo discussioni o violenze di vario genere. Come parte tecnica abbiamo fatto un blocco, ci siamo isolati per quello che dobbiamo fare. Ognuno per la propria parte deve riportare tutto su binari sereni. Non nascondo che, probabilmente, ci abbiamo messo anche del nostro.

Romagnoli? Ne ho sentiti di tutti i colori, per difendere la Lazio mi riserverò anche di adire alle vie legali. Ogni singolo tifoso non deve avere la percezione che non si opera per il bene della Lazio. Giorno e notte, non ci sono stato quando un mio nipote si è tolto un rene per superare un brutto male. Il tempo dirà se ho operato al meglio, ma certamente chi verrà dopo di me si ritroverà delle basi solide. Roba che non ho trovato io. Ho dovuto rifondare tutto, dalla femminile al settore giovanile. Non voglio farmi bello perchè ho fatto 50-60 milioni di plusvamenze per giocatori che sono stati pagati la metà. Non sono un tipo che va al guinzaglio del presidente, ho sempre imposto le mie idee. Mi dispiace quando mi vengono a dire che Piscedda ritiene la categoria dei maggiordomi. Lo farei volentieri perchè sono umile, cosa che non è lui. Cosa pensavate che io fossi il servo sciocco dei procuratori? Io sono al servizio della Lazio, prendere o lasciare. Sono disposto caro Massimo o caro Luciano Moggi, di fare un confronto pubblico. Troppo facile parlare senza contraddittorio. A questi cantastorie dico di chiamarmi se vogliono un confronto pubblico. A Moggi dico che un libro non si scrive con le cazzate, ma con la verità. A Massimo dico di non fare il capopopolo, di non imbrogliare la gente. Ringrazio Romagnoli che è stato l’unico ad usare il buon senso. Non ha rifiutato il trasferimento perchè non sapeva, ma perchè ha fatto delle considerazioni. Se l’ha fatto per un’operazione di principio gli fa ancora più onore. Alcuni signori risponderanno davanti ad un magistrato, Raiola compreso, se fossero al conrrente delle condizioni. Questi soggetti, finchè ci sono io, non passeranno. Non avranno vita facile.

Dobbiamo essere tutti coerenti, la Lazio è di tutti, è un patrimonio della città. Al presidente Lotito dico che a causa della sua generosità i suoi collaboratori gli hanno raccontato verità diverse dalla realtà”.

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Lazio, Maldini si presenta: “Qui per la mia svolta e per fare la punta”. Fabiani: “L’oggetto dei miei desideri” (AUDIO)

La conferenza stampa di presentazione del nuovo attaccante della Lazio Daniel Maldini.

Fabiani: L’oggetto dei miei desideri, più che mio, del mio collaboratore Bianchi. Lo seguivamo da Monza. Michele Franco mi ha parlato bene di lui: ha doti straordinarie, è un ragazzo serissimo Mi ha detto: ‘Quando Daniel capirà quanto è forte, non ce ne sarà per nessuno’. Mi auguro che qui maturerà la convinzione di essere un top per togliersi tante soddisfazioni. Ha straordinarie qualità. Può giocare da esterno, da falso 9 e con Sarri troverà un allenatore che metterà in risalto le sue caratteristiche. Tanti altri tecnici con cui ha giocato non si addicevano alle sue caratteristiche. Daniel è un giocatore di calcio vero, ha una tecnica straordinaria“.

Maldini – Il primo pensiero è super positivo. Mi sono subito trovato bene, a casa. I compagni sono stati subito come una seconda famiglia, conoscevo già qualcuno. Non vedo l’ora di allenarmi, giocare, e farvi vedere quello che posso fare“.

Ruolo – Ho parlato subito con Sarri, mi ha espresso le sue idee. Al momento il mio ruolo è questo, sono contento. Cosa abbastanza nuova per me ma sono contento di aiutare la squadra“.

Salto di qualità – Non credo manchi convinzione, magari è una questione legata a chi crede in te fino in fondo. Spero solo di riuscire a fare vedere cosa posso fare. La continuità è importante per un giocatore e spero di trovarla“.

Ambiente giusto per esplodere –Penso sia il momento giusto e anche la piazza giusta. Come detto: le sensazioni sono positive“.

Obiettivo personale – Non è ho uno personale, penso alla squadra. Poi gol e assit arriveranno“.

Pressione – Credo ci sia in ogni ruolo. Ovvio che l’attaccante scende in campo per fare gol, ma se poi trova gli assist per i compagni va bene lo stesso“.

Obiettivo squadra – “Ne abbiamo parlato ma pensiamo partita dopo partita. Ora giocheremo tanto in pochi giorni, guardiamo alla prossima e non tanto oltre“.

Rovella – Mi ha sempre parlato in maniera fantastica della Lazio, si è innamorato subito e me l’ha trasmessa questa sensazione. Appena arrivi capisci, la storia, i tifosi e tutto. Ovviamente vorremmo che i nostri tifosi fossero con noi sempre“.

L’arrivo –La Lazio mi ha voluto subito, mi ha cercato ad inziio mercato“.

I consigli in famiglia – I soliti di un papà ad un figlio. Non c’è niente di straordinario. Ovviamente anche lui mi dici il suo pensiero, poi decido io. Sono abituato alla questione del cognome e sono sereno“.

Il mese di gennaio –Questione lunga ma l’importante è che io sia arrivato. In queste settimane Rovella mi ha sempre spinto a venire, mi detto cose positive della società“.

Futuro –Sinceramente il mio obiettivo personale è pensare a ora, fare bene, trovare continuità e poi vedremo. Voglio essere il più pronto e competitivo possibile“.

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Lazio, Przyborek si presenta: “Pronto per questa sfida. Ruolo? Conta giocare”. Fabiani: “Con Sarri migliorerà ancora” (AUDIO)

La conferenza stampa di presentazione del nuovo centrocampista della Lazio Adrian Przyborek.

Fabiani:Ragazzo giovane, che seguivamo da tempo. Ha straordinarie qualità tecniche, é chiaro che può migliorare ancora tantissimo. Rientra tra i primi 50 2007 al mondo. Ha tantissimi margini di miglioramento ma già quello che ci ha fatto vedere è importante. Sono convinto che con Sarri cescerà notevolmete e sono certo di parlerà di lui come un calciatore di straordinaria importanza“.

Przyborek:La mia prima impressione è positiva, sono molto entusiasta di inizare questo viaggio in un club così importante. Non vedo l’ora di iniziare“.

Questa è una sfida e sarebbe stata una sfida a qualsiasi età. Giocare in questo campionato è sempre impegnativo, soprattutto con un club così importante, ma ho sempre sognato questo. Non ho parlato con altri giocatori prima di arrivare, mi sono semplicemente confrontato con la mia famiglia.

Mi sento pronto. L’approccio è stato positivo. Sicuramente non sarà facile, ma voglio prendere di petto la sfida e lavorare bene. Ho parlato col mister e so cosa ci si aspetta da me. Non posso che lavorare duro per cogliere le opportunità che avrò“.

Posizione in campo –Mi definirei molto flessibile, posso giocare laterale o al centro ma l’importante è giocare, iniziare a fare sul serio. Essere qui, in una delle squadre più forti al mondo, è per me una sfida e sono pronto ad accoglierla“.

Sono qui da poco ma voglio rimanere. Nuovo club, nuova cultura, nuovi amici. proprio per questo voglio restare. Non ho un obiettivo personale: so che più il livello della squadra è alto, più è meglio anche per me. Sono contento degli ottimi giocatori che ci sono e dell’ottimo club in cui sono arrivato“.

A volte io stesso mi sento un 25enne, anche giocando mi sentivo di avere questa maturità. E ora ho la possibilità di migliorare ancora“.

Da piccolo ho sempre guardato tutti i campionati e ho sempre detto che prima o poi sarei voluto arrivare in Serie A. Ora che ho raggiunto il mio sogno non vedo l’ora di iniziare“.

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Lazio, Motta si presenta: “Un sogno e punto di partenza”. Fabiani: “La concorrenza era spietata” (AUDIO)

La conferenza stampa di presentazione del nuovo portiere della Lazio Edoardo Motta.

Fabiani: “Ragazzo che seguivamo e che si è contraddistinto anche per la presenza nella nazionale Under 21. Un acquisto sulla falsa riga di quanto fatto con Mandas. Riponiamo in lui fiducia, siamo contenti di averlo portato qui. C’era una concorrenza spietata”.

Motta: “Per me è un sogno che si realizza esser in un club così importante. Impressioni? Subito buone. Questo è un punto di partenza, in B ho giocato 6 mesi, non ho esperienza; qui mi sono trovato bene subito con compagni, staff e società, che vorrei ringraziare per la fiducia“.

Sulle su qualità – Devo migliorare, fisicamente e tecnicamente. In basse alle richieste dell’allenatore si devono compiere delle scelte, quindi anche con i piedi. Un mio punto di forza possono essere le posizioni, mi reputo abbastanza affidabile. Per il resto atnto da migliorare e da apprendere, cosa che voglio fare ogni giorno, anche guardando i compagni“.

Primo impatto – Ho capito quali sono le richieste e ho provato ad adattarmi subito anche per quanto riguarda la costruzione. Provedel mi ha giù aiutato tantissimo, non posso far altro che rubare qualsiasi piccolezza imparata in allenamento“.

Grande tradizione di portieri alla Lazio – Non c’è timore. Ognuno fa il suo corso. Sicuramente è uno stimolo arrivare dove c’è una grande tradizione. Io cerco di fare sempre il mio quando vengo chiamato in causa“.

Vice-Provedel – Si può imparare sia giocando che stando alle spalle di un giocatore con esperienza. Io a Reggio Emilia ho imparato tanto da Bardi che in quel momento era inamovibile“.

La chiamata della Lazio – Non me l’aspettavo. Ero pronto a pemsare alla gara col Frosinone poi è arrivata questa grande opportunità e non abbiamo detto di no“.

Nesta ex allenatore –Non ho parlato però ne approfitto per ringraziarlo con tutto il cuore perché quando so o arrivato a Reggio, con il suo staff, è stato il primo a credere in me e se sono qui è soprattutto merito suo“.

La scelta –Sicuramente la Lazio è uno dei club più importanti. Il direttore e il suo staff hanno fiducia in me e li ringrazio ancora. Io proverà a ripagare questa fiducia”.

La prospettiva di diventare il titolare in futuro –Se sono qui immagino che ci sarà prospettiva ma non spingo, aspetto il mio momento per sfruttarlo al meglio“.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Lazio, con la protesta i tifosi provano a cambiare la situazione. Questo poco consenso potrebbe far riflettere in politica…” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Oggi mi aspetto un rappresentante della società alla conferenza di presentazione dei nuovi arrivati. Se Lotito sarà presente domani con Sarri? Saremo alla vigilia di una gara importante, credo si debba parlare solo di campo. La comunicazione è una cosa importante: va studiata, non improvvisata.

La protesta che continua? Decisione giusta. Qualcuno ha detto che non si può andare avanti così, che magari non ci sarà la stessa partecipazione ma questo lo vedremo. Se in questi 22 anni il tifoso è andato regolarmente allo stadio e non mai cambiato nulla, giustamente ora prova a modificare la strategia. Se nulla cambia andando allo stadio, vediamo così. Avere così pochi consensi, per un senatore della Repubblica, non credo sia irrilevante: potrebbe far riflettere qualcuno del partito questa situazione”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, ora senza tifosi, Zac e con squadra disorientata. E Sarri…”(AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Il coefficiente di difficoltà resta alto perché giochi in casa del Bologna e i loro numeri non possono essere questi. Vivono un momento negativo, pur giocando con la formazione-tipo, eccezion fatta per Lukumi. Poi se dovessi passare, forse è meglio incontrare l’Atalanta che la Juventus; la Dea ha perso un giocatore importantissimo come Lookman, Raspadori è bravo ma non è la stessa cosa. Noi però dobbiamo considerare che andremo al Dall’Ara senza Zaccagni, il giocatore più forte della rosa. Inoltre non ci saranno i tifosi, visto il divieto di trasferta.

I calciatori sono disorientati da questa situazione. Ce l’ha detto anche il mister che non c’è serenità.

Oggi in conferenza Lotito non dovrebbe esserci, chissà magari se ci sarà un colpo di scena domani quando parlerà Sarri alla vigilia di Juventus-Lazio”.

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Lazio, difesa da ricostruire: l’unica certezza è Marusic, in estate sarà rivoluzione

A fine campionato diverse valutazioni dovranno essere fatte sul reparto arretrato: la situazione.

Al termine della stagione ci saranno da capire le scelte da fare in difesa. Il punto di forza di Sarri è il tallone d’Achille estivo della Lazio: il reparto andrà rifatto daccapo o quasi. Centrali e terzini, a parte Marusic appena rinnovato, sono tutti, riporta il Corriere dello Sport, in bilico per questioni tecniche o legate alla scadenza. Insomma, i progressi che saranno ottenuti da qui a fine campionato verranno azzerati dalle dinamiche di mercato che per cause di forza maggiore coinvolgeranno tutti gli interpreti.


L’addio di Romagnoli, si legge, è soltanto rinviato. Gila, l’altro partner di livello della coppia, è destinato a salutare a giugno. Come Romagnoli scadenza fissata nel 2027. La Lazio proverà a monetizzare il più possibile la sua cessione, la cifra non corrisponderà comunque al valore dello spagnolo vista la posizione contrattuale e la percentuale del 50% da riconoscere e versare nelle casse del Real Madrid per l’accordo chiuso nel 2022 al momento del trasferimento a Roma. Due titolari su due destinati a salutare a meno di permanenze “forzate” fino all’addio a parametro zero. Provstgaard, acquistato dal Vejle a gennaio 2025, è l’unico tra i centrali a non essere in discussione.


Patric, conclude il quotidiano, si avvicina agli 11 anni in biancoceleste, è appena rientrato dall’ennesimo stop muscolare. Sarri lo apprezza, era stato uno dei fedelissimi nel suo primo triennio alla Lazio, i problemi fisici però non gli stanno più permettendo di trovare continuità in campo, nemmeno durante gli allenamenti. Gigot è stato reinserito in lista dopo l’operazione alla caviglia e il lungo protocollo riabilitativo. Ha lavorato giusto una settimana con Sarri, ogni ragionamento verrà riaggiornato anche a seconda di quello che sarà il destino del tecnico stesso. A Hysaj sono rimasti 5
mesi di contratto, poi si svincolerà dopo 5 stagioni di Lazio. Tolto Marusic (ha prolungato fino al 2028, con opzione per il 2029), va ridiscusso il futuro di tutte le altre pedine. Tavares ha perso posto e spazio, a gennaio è stato corteggiato dal Besiktas, aspettava una chiamata dall’Arabia Saudita. Lazzari si è fermato di nuovo per una lesione al polpaccio, gli infortuni lo stanno frenando ogni volta che sembra riguadagnare fiducia dalla panchina. E poi Pellegrini, rimasto uno di quelli con lo stipendio più alto: stessi agenti di Romagnoli, in estate verranno valutate proposte sul suo conto, nemmeno lui è sicuro di restare.

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Lazio, Romagnoli a disposizione: ora Sarri valuta l’impiego tra Juventus e Bologna

Maurizio Sarri valuta con attenzione le mosse da compiere in vista della sfida di domenica contro la Juventus, dovendo fare i conti soprattutto con le difficoltà nel reparto difensivo. Le principali criticità riguardano le corsie laterali: Pellegrini non sarà della partita per squalifica, mentre Lazzari è fermo a causa di uno stiramento muscolare. Entrambi salteranno la gara contro la Juventus, aprendo così le porte al rientro da titolare di Nuno Tavares, che non gioca dal primo minuto da oltre un mese, dall’ultima apparizione contro il Bologna.

Sull’altra fascia, come riportato da Il Messaggero, toccherà a Marusic stringere i denti e garantire continuità, con Hysaj come unica alternativa disponibile a gara in corso. Il terzino albanese, rientrato nella lista dopo il mercato invernale, sarà una risorsa utilizzabile fino al termine della stagione, offrendo a Sarri una soluzione in più in un momento di emergenza.

I maggiori interrogativi, però, restano al centro della difesa. Mario Gila sembra destinato a partire dal primo minuto senza particolari incertezze, mentre il nodo riguarda il suo partner di reparto. Contro il Genoa è stato impiegato Provstgaard, anche perché Romagnoli non si era allenato regolarmente durante la settimana, complice una situazione di mercato che lo aveva visto vicino alla partenza prima del naufragio della trattativa con l’Al Sadd. Ora, però, il difensore è tornato pienamente a disposizione e si è rimesso al lavoro con il gruppo: Sarri sta seriamente considerando l’ipotesi di rilanciarlo dal primo minuto.

Una scelta che rappresenterebbe un segnale importante anche in vista dei prossimi impegni. Come evidenziato dal quotidiano, le valutazioni del tecnico tengono conto anche della sfida di Coppa Italia contro il Bologna, in programma l’11 febbraio e considerata una priorità a Formello. In questo quadro, non sono escluse rotazioni mirate, soprattutto in difesa. A rendere più semplice la gestione delle scelte potrebbe arrivare il recupero di Patric, tornato ad allenarsi e ormai vicino al rientro tra i disponibili.

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Lazio, mercato, Romagnoli, cessioni e contestazione: parola alla società

Sono in programma per le 11.30 di oggi, venerdì 6 febbraio, le conferenze stampa di presentazione dei 3 nuovi arrivi che si sono aggregati alla Lazio negli ultimi giorni di calciomercato: MottaMaldini e Przyborek. L’occasione darà modo di ascoltare nuovamente la società, che immaginiamo sarà rappresentata dal presidente Lotito e dal direttore sportivo Fabiani, che è silenziosa dallo scorso 16 gennaio, quando furono presentati Ratkov e Taylor.

C’è curiosità attorno a quel che potrà dire la società al termine di un gennaio ben poco fruttuoso, dove si è ottenuta una sola vittoria in 6 gare e si è chiuso un mercato che lascia tantissimi interrogativi, date le cessioni illustri e l’arrivo di tanti punti interrogativi. Perché tra i 5 nuovi arrivati l’unico che ha davvero convinto è il centrocampista olandesek Taylor, mentre gli altri sono sicuramente calciatori talentuosi, ma dei quali non si sa che impatto avranno sul campionato e se ne saranno all’altezza, data la giovane età.

Sullo sfondo di tutto questo, c’è una contestazione dei tifosi che avanza a oltranza con lo zoccolo duro dei supporters che resteranno fuori dall’Olimpico anche in occasione di Lazio-Atalanta, in programma per San Valentino.

Si dovrà poi parlare di Alessio Romagnoli e del suo trasferimento saltato in una circostanza che ha scontentato tutti: sia il calciatore, che voleva il Qatar e il ricco contratto dell’Al-Saad, sia la società, che ha rinunciato a una ghiotta plusvalenza e all’opportunità di dismettere un ingaggio oneroso. Forse l’unico contento è Maurizio Sarri, che è riuscito a tenere la sua ancora difensiva, ma dovrà recuperarla sul piano psicologico, che potrebbe essere rimasto intaccato dalla vicenda.

A proposito di questo, nella giornata di sabato 7 febbraio, alla vigilia di Juventus-Lazio, il tecnico tornerà a parlare in conferenza stampa, cosa che non fa da 3 mesi. Anche in quel caso, se ne sentiranno delle belle.