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DICHIARAZIONI

Lazio, Sarri: “Ora squadra meno pronta. Si può andare avanti insieme, ma mi piacerebbe sognare. ‘Toscanaccio’? Dico quello che penso” – (AUDIO)

La conferenza stampa del tecnico della Lazio, Maurizio Sarri alla vigilia del match con la Juventus:

Io non parlo di mercato, mi concentro solo sulla squadra e sulle partite. Sapete benissimo come la penso, quella di prima era una squadra più pronta e questa è invece una squadra più giovane e deve crescere. Forse solo l’inserimento di Taylor sarà più breve. Futuro? C’è un contratto in essere, se non succedono cose si andrà avanti. Io sono come i tifosi, a me piacerebbe sognare. Questo ora non lo si può fare, e mi dispiace. Ci possono dire che siamo scarsi ma nessuno può dire che non abbiamo affrontato le situazioni. Io non sono una delle persone che hanno l’ossessione della vittoria, ma del sogno sì. Vorrei una squadra che mi facesse sognare, vediamo a fine anno le condizioni. In questo momento l’obiettivo è far crescere i ragazzi che sono arrivati”.

Romagnoli

“Ha avuto cinque giorni di permesso, si sta allenando e lo sta facendo molto bene. O domani o mercoledì va dentro”.

Nuovi acquisti

“Li ho fatti giocare per necessità, o domani o mercoledì Maldini giocherà centravanti. La partita con la Juventus sarà difficilissima, con l’intensità degli ultimi 25 giorni è difficilissima da affrontare. Parliamo di una squadra solida, viene da una sconfitta discutibile e giocare in quello stadio è veramente dura”.

Basic e il rinnovo

“Non partecipando a nessun incontro, non so dire nulla. Sicuramente un giocatore come Basic in una batteria di 4 centrocampisti, ce lo vedo benissimo”.

Sarri su Fabiani

“Avendo la fortuna di non leggere nulla e ascoltare nulla, la vivo con serenità. Le incazzature avvengono per fatti reali, poi nell’ambito lavorativo ci sono anche delle discussioni. Penso siano inevitabili, fare contente sia la parte amministrativa che sportiva è durissima. Ho preso una decisione a inizio anni e vado avanti con quella decisione. Sto cercando soluzioni, alcune si trovano e altre no, la mente mia ora è solo rivolta a quello. La situazione tifosi è pesante perché giocare in un Olimpico con 4mila persone è dura, la speranza è che tornino perché di loro abbiamo bisogno. Sul blocco delle trasferte, poi, è una cosa anticostituzionale: vuol dire che le istituzioni non sanno tenere l’ordine pubblico. Fare dei sogni ora è impossibile, uno si deve adeguare alla realtà. Le battute di Fabiani? Io dico quello che penso, poi posso avere un modo di esprimermi che fa parte della mia toscanità”.

Sarri su Raspadori, Maldini e Przyborek

“Maldini deve fare un percorso, Raspadori invece era molto più abituato a certe situazioni anche di ruolo. Da prima punta Maldini si dovrà ambientare, in ogni caso ha grandi qualità tecniche. Su Przyborek posso dirti che è bravo tecnicamente, ma che possa diventare centrocampista te lo posso dire dopo un percorso lungo. Va completamente costruito come giocatore”.

Sarri su come sta la squadra e Zaccagni

“Nei momenti difficili ci sono sempre dentro delle opportunità. Nei momenti di confusione l’opportunità era di diventare un gruppo più compatto, poi sul piano tecnico e tattico abbiamo perso un po’ di intensità difensiva. Su Zaccagni non lo so, dovrò rifare il controllo, è ancora dolente. Ha avuto un infortunio strano ed era anche abbastanza serio. Bisogna vedere il prossimo controllo”.

Sarri su Tavares e Dele-Bashiru

Dele-Bashiru non sta male ma è chiaro che tra Coppa d’Africa e infortunio è avanzato Basic. Per quanto riguarda Tavares è entrato bene nell’ultima partita e viste le difficoltà una delle prossime due la giocherà”.

Sarri su cosa significa sognare

“Avere una squadra che mi lascia sensazioni importanti, forti. Se questo accade, sogno. Altrimenti no”.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Targia: “Anche senza play e centravanti la Juve può arrivare quarta. Con la Lazio gara da tripla…”

Emilio Targia, scrittore, tifoso juventino e caporedattore di Radio Radicale, è intervenuto oggi pomeriggio ai microfoni di Radiosei per anticipare i temi di Juventus-Lazio.

“Continuo a pensare che David in casa Juve possa essere buono solo per la panchina. Credo che McKennie da centravanti farebbe meglio, almeno sa tirare in porta, Kostic p addirittura in Primavera. Con l’Atalanta hai costruito 20 palle gol ed è passata l’Atalanta”.

“Spalletti ha cambiato la Juventus. Lui dopo il disastro in nazionale voleva urlare come fosse una cosa diversa da quella vista in azzurra. Lui ha dato consapevolezza e garra, abbandonando l’orizzontalità di Tudor. Alla Juve mancano un play e un centravanti, se vuoi arrivare quarto forse, ma oltre…”.

“Domani gara aperta, la Lazio vive un momento di appannamento, ma con i biancocelesti è sempre da tripla. C’è molta rabbia per le gare buttate con Cagliari e Atalanta, abbiamo sprecato l’impossibile. Credo che la Juve possa arrivare quarta, a danno di qualcuno e questo potrebbe fare piacere ai laziali…”.

“La protesta? Non credeo che Lotito ceda alla piazza e questa contestazione certo non aiuta i giocatori. Fase in prospettiva di cambiamenti urgenti, la Lazio non può accontentarsi di Europa League far campionati anonimi”.

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PRIMAVERA

Lazio Primavera, Serra serve il poker di successi: Milan ko e playoff a due punti

Prosegue la striscia positiva della Lazio Primavera. Dopo i tre successi consecutivi, oggi i biancocelesti nel 24° turno di campionato contro il Milan hanno calato il poker. Ancora una volta, mattatore allo Sportitalia Village di Verano Brianza è stato Serra. La punta infatti ha siglato la rete decisiva al primo giro di lancette.

La gara ha visto momenti di nervosismo. Al 34′ un’entrata di Farcomeni su Lontani ha portato ad una rissa che l’arbitro Teghille ha deciso di “stabilizzare” con il cartellino rosso per i due protagonisti. Al 73′ il milanista Colombo ha colpito Bordoni a palla lontana, scorrettezza grave che il direttore di gara ha punito con un’altra espulsione.

Con questa vittoria, i ragazzi di Punzi salgono a 34 punti, ottavi in classifica a -2 dal Verona, gialloblù sesti nell’ultima posizione utile per i playoff. Sabato 14 febbraio, ore 15, al Fersini arriva il Cagliari, sardi al momento terzultimi a 22 punti.

MILAN-LAZIO 0-1

Marcatore: 1` Serra

MILAN: Bouyer, Nolli (78` Petrone), Cullotta, Colombo, Tartaglia (83` Zaramella), Cisse (46` Dotta), Mancioppi (46` Pandolfi), Perera, Scotti, Domnitei (74` Vechiu), Lontani

A disp.: Catalano, Del Forno, Grassini, Perina, Mazzeo, Angelicchio.

All.: Giovanni Renna


LAZIO (3-5-2): Pannozzo; Ciucci (46` Calvani), Pernaselci, Bordoni; Ferrari, Battisti (67` Santagostino), Farcomeni, Gelli (83` Milillo), Cuzzarella; Serra (90’+1′ Montano), Sana Fernandes (67` Sulejmani).

A disp.: Bosi, Marinaj, Trifelli, Canali, Iorio, Cangemi

All.: Francesco Punzi

Arbitro: Vittorio Emanuele Teghille (sez. Collegno)

Assistenti: Morea – Bettani

NOTE. Ammoniti: 5` Cuzzarella (L), 55` Tartaglia (M), 61` Nolli (M), 81` Bordoni (L). Espulsi: 34` Farcomeni (L), 34` Lontani (M), 73` Colombo (M).

Recupero: 4` pt; 3` st


Primavera 1 | 24ª giornata

Sabato 7 febbraio 2026, ore 13:00

Sportitalia Village, Verano Brianza (M)

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NEWS

Giornate d’oro per Yildiz: in campo con la Lazio e rinnovo da urlo in arrivo

Le prossime 48 ore potrebbe rappresentare un ulteriore salto di qualità nella carriera di Kenan Yildiz. Il talento turco, 21 anni il prossimo 4 maggio, potrebbe rinnovare e adeguare, pesantemente, il suo contratto con la Juventus in scadenza 2029.

Otto gol e 5 assist in 22 match di serie A in stagione, accompagnati da 1 gol e 3 assist in 8 sfide di Champions, Yildiz di fatto è la bussola del rendimento della Juventus. Le sue movenze, il suo interno destro a girare riaccende nei tifosi sabaudi il ricordo di Alessandro Del Piero.

Assente contro l’Atalanta in campo, Yildz nonostante l’affaticamento all’adduttore domani sera dovrebbe essere della contesa con la Lazio. Ma la novità principale, come rivelato da Sportitalia, riguarda il rinnovo del contratto del turco. Ll’ad bianconero, Damien Comolli, ad esito di lunghi colloqui con lo staff del giocatore e la famiglia dovrebbe ufficializzare il nuovo vincolo: contratto fino al 2030, stipendio che passa da 1,7 milioni a 6 milioni già nella stagione corrente. Compenso che dal 1° luglio salirà a 7 milioni più bonus.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Petizione, Marconi: “Duemila adesioni al giorno, successo straordinario. Sulle firme false…” – (AUDIO)

Federico Marconi, autore insieme con Alberto Ciapparoni (entrambi giornalisti e tifosi della Lazio, ndr) della lettera-petizione per chiedere a Lotito di “fare un passo indietro”, è intervenuto oggi ai microfoni di Radiosei per parlare della contestazione e delle mosse future in merito alla sua iniziativa.

“Siamo vicini a quota 39.000 firme, 13.000 a settimane, 2000 al giorno. Un risultato straordinario. Con Alberto siamo stati attenti nel redigere la lettera anche perché Lotito, diciamo così, “ha la denuncia facile”. Siamo due persone pacate. Abbiamo provato a scriverla pensando alla stile Lazio, visto che in società questo stile manca”.

“Verifiche sulle firme nella petizione? Noi in primis abbiamo utilizzato change.org perché è utilizzato da oltre 570.000.000 di persone in tutto il mondo. Dopo il video della Lazio che ha cercato di screditarci, noi siamo rimasti colpiti. Da tifoso e abbonato mi sono sentito colpito e conosco mezzi di comunicazione per screditare l’avversario. Mi sarei aspettato il silenzio. Noi abbiamo scritto a change, comunicando l’accaduto”.

“La risposta è stata lunga e precisa ma abbiamo deciso di non rendere nota la risposta, anche perché la polemica si è sgonfiata. Se si ripetesse un altro video simile, non avremmo problemi a pubblicare la risposta del team italiano di change.org”.

“CI hanno risposto che le firme non verificate dopo un certo periodo di tempo vengono eliminate. Con la petizione volevamo solo la possibilità ai laziali di manifestare il proprio disagio. Mi pare che il malessere sia più che diffuso”.

“Prossimi step? Non diamo date visti i nostri impegni professionali. Volevamo creare un movimento di opinione e mi pare ci stiamo riuscendo. Uscirà fuori qualcosa a inizio settimana”.

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Mirra: “Fare bene con la Juve per arrivare al meglio a Bologna. Maldini? Mi aspetto il salto definitivo”- (AUDIO)

VINCENZO MIRRA in studio durante ‘QUELLI CHE…’

“Ormai è sotto gli occhi di tutti la frattura tra la società e il mister. Tutto ciò che si dice dopo, non è nulla di che. La società sta cambiando radicalmente tutto, ora resta da capire se Sarri sarà l’allenatore del futuro. Per me il tecnico vuole aspettare per capire se i nuovi, escluso Maldini che conosce, potranno essere la base per costruire il futuro; serviranno quindi un paio di mesi per conoscere cosa farà l’allenatore.

La gara contro la Juventus, per i punti, non credo serva molto. Ho sempre pensato, aspettando gennaio, che la Lazio potesse rientrare nelle posizioni utili per l’Europa ma ad oggi credo che l’unica strada sia puntare sulla Coppa Italia. Chiaro che non puoi andare a Torino a fare la bella statuina ma io penserai a fare una bella partita, concentrandomi poi su quella con il Bologna che l’unica che ti può salvare.

Il risultato e la prestazione di domani potrebbero poi incidere mercoledì, chiaro quindi che Sarri metterà la formazione possibile ma gestirà con parsimonia i cambi. Questo permetterà di vedere in opera anche i nuovi. La gara di Bologna è quella che può darmi un accesso in Europa, ma a Torino non si può far male per evitare scorie al Dall’Ara.

Per me Maldini ha grandi qualità tecniche, l’errore è stato portarlo troppo presto in A. Per me starebbe bene vicino ad un’altra punta ma fino ad ora non lo abbiamo visto con continuità quindi capiremo adesso cosa può succedere. Da lui mi aspetto il salto definitivo”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Basic tra rinnovo e saluti: finale di stagione per scrivere il futuro

Prima fuori rosa, poi titolare inamovibile e ora un futuro da scrivere: le ultime sul croato.

Basic si gioca tutto adesso. I prossimi mesi, evidenzia il Corriere dello Sport, saranno decisivi per il futuro del centrocampista croato e per il suo rapporto con la Lazio. Il rinnovo, che solo qualche settimana fa sembrava cosa fatta, oggi è improvvisamente finito in stand-by. Non per una retromarcia del giocatore, anzi. Era stato lo stesso Toma a chiarire la situazione dopo la vittoria contro il Genoa: «Rinnovo? Io ho accettato l’off erta della Lazio, dopo non è successo nulla. Solo questo posso dire». Una frase che raccontava già molto.


L’accordo, si legge, era pronto: prolungamento fino al 2030, ingaggio da circa 2 milioni a stagione. Un segnale di fiducia che Sarri aveva fortemente sponsorizzato, convinto che blindare Basic fosse anche un modo per responsabilizzarlo e proteggerlo in una fase delicata della stagione. Poi qualcosa si è inceppato. Il croato nel momento in cui ha ricevuto la proposta si è preso legittimamente del tempo per valutare, la società ha preso atto e ha cambiato linea, decidendo
di congelare tutto e rimandare ogni discorso a fi ne campionato: «Lui e Marusic – ha spiegato ieri il ds Fabiani – sono stati convocati dal sottoscritto. Adam ha accettato e fi rmato seduta stante il rinnovo, il secondo ha preso un po’ di giorni per valutare le condizioni. Nel frattempo si prendono anche altri impegni, per cui si è andati avanti con altri. Per me non è un problema arrivare a fine stagione a parlarne come accaduto per Pedro o Vecino la scorsa stagione. Quando sarà il momento, in base alle esigenze tecniche, vedremo se sarà nelle condizioni di rinnovare con la Lazio o meno. Quando parlo di esigenze, parlo di una visione totale di numeri. E adesso mi sembra stia giocando con continuità». Tradotto: Basic dovrà guadagnarsi il rinnovo prestazione dopo prestazione.


Tutto è quindi di nuovo in gioco perché, conclude il quotidiano, da questo momento il giocatore è libero di firmare a parametro zero con chiunque. Le sirene non mancano. In Spagna si è mosso il Betis, in Francia e in Germania diversi club hanno chiesto informazioni. Tutti scenari che Toma conosce bene, così come conosce l’importanza di questi mesi. Sarri, dal canto suo, continua a puntare su di lui, convinto che possa essere una pedina centrale nel nuovo equilibrio del centrocampo.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Romagnoli torna al centro della difesa: Provstgaard in preallarme ma verso la panchina

Il difensore si riprenderà il suo posto dopo le ultime, movimentate, ore di mercato.

Romagnoli torna al centro della difesa e al centro della Lazio, dopo esserne stato fuori con un piede e mezzo, con i soli lacci a tenerlo legato a Formello. Come riporta il Corriere dello Sport, Sarri l’ha ritrovato per le sedute quotidiane, non ci rinuncerà domani sera: Alessio in coppia con Gila, salvo sorprese non ci saranno rinvii o gare di “penitenza” da scontare. Subito titolare, una volta rimasto non avrebbero senso le auto-esclusioni. Non sarà di certo Sarri a estromettere dal big match il difensore, tornato in gruppo da un paio di giorni e coinvolto nelle prove tattiche che hanno caratterizzato la preparazione al confronto con la Juventus.

Romagnoli si riprenderà il posto che pensava di aver lasciato con la presenza di Lecce e che effettivamente aveva mollato all’Olimpico con il Genoa. Sarà, conclude il quotidiano, un bel test mentale anche per lui, deve dimostrare di essere in grado di cancellare le scorie del caso che ha tenuto banco durante il mercato di gennaio. Provstgaard è rimasto in preallarme per tutta la settimana, dovrebbe riaccomodarsi in panchina.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Fabiani, le dimissioni e l’attacco a Tare: “Stai dicendo che tutto questo disastro l’ho combinato io?” (AUDIO)

Passaggio significativo della conferenza stampa del direttore sportivo Angelo Fabiani è quello riferito alle proprie responsabilità sul momento della Lazio:

“La Serie A l’ho fatta anche a Messina, sono arrivato ottavo e non era il Real Madrid. Comunque il campionato l’ho lasciato perché non avevo più stimoli. Il mio lavoro non lo deve valutare nessuno se non io, devo essere apposto con la mia coscienza. Tolto Milinkovic, Luis Alberto, Immobile e pochi altri, non c’era gran che a livello di patrimonio di giocatori. Se per il lavoro fatto giorno e notte, togliendo tempo alla mia famiglia, Transfermarkt attesta il valore della rosa sui 250-300 milioni, vorrà dire qualcosa? Verrò giudicato per quello, quello mi dirà se la strada è giusta, sul progetto che mi inizia a dare delle basi solide. Qui bisogna dare stabilità e sono abituato a programmare. La mia carriera dice che ho preso società fallite, retrocesse e riportate in alto. Questo è stato sempre il mio credo calcistico. Quando potevo rimanere al Messina in A, potevo divertirmi, prendere soldi. Ma non sono fatto così. Io sono un uomo del popolo, vengo dal nulla. Non mi ha regalato niente nessuno, non ci sono presidenti che mi dicono quello che devo fare. L’appello a tutti voi è di portare tutto sui giusti binari. A volte l’istituto delle scuse potrebbe essere molto importante, se qualcuno lo conosce. Io sì.

“Stai dicendo che tutto questo disastro l’ha combinato Fabiani? La rosa più vecchia non l’ha creata Fabiani. Quando parli devi pesare le parole. Una volta siamo arrivati settimi e non siamo arrivati in Europa, un’altra volta sì. Alcuni giocatori, come Hysaj, non l’ha portati Fabiani. Fabiani ha preso Gigot. Così passa un messaggio che non è corretto. Se mi devo prendere le mie responsabilità, me le prendo. Dal mio avvento la Lazio è passata da 0 euro a 300 di parco giocatori. Se vai su Transfermarkt vedi cosa ha fatto la Primavera e la Women. Fatevele spiegare bene le cose”.

“Non penso che la Lazio si sia indebolita. Penso che abbia preso ottimi elementi; è il 64esimo mercato che faccio, qualche operazione c’è sempre che non va purtroppo in porto. Avevamo individuato un ragazzo dell’Inter (Frattesi, ndr), la Lazio poteva sostenere un prestito con diritto, poi ogni società fa le sue strategie. L’importante è non fare marchette. Qua non si fanno. Si prendono solo giocatori funzionali. Poi lo dirà il campo. Qualsiasi cosa fatta, è stata fatta in buona fede”.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Fabiani sul futuro di Sarri: “Mi auguro resti, con pazienza verrà costruita una squadra per lui” (AUDIO)

Il direttore sportivo, Angelo Fabiani, sul futuro di Maurizio Sarri a margine della presentazione di Maldini, Motta e Przyborek: “Con lui anche dopo giugno? Me lo auguro, altrimenti sarei un folle. Io lo chiamo ‘toscanaccio’, ridiamo insieme, il mister ha la battuta facile, bisogna saperlo decodificare. Io so che lui è attaccato alla società, ai calciatori, ai tifosi. Poi è un brontolone, ma guai se non lo fosse. Significherebbe per lui non avere più stimoli. Giusto che ci solleciti. Lui viene dai campi di strada come me, sa che a volte le operazioni vanno in porto e a volte noi. Lui è una garanzia per tutti i tifosi. Lasciamo perdere le battute. Ho sentito Conte dire: ‘Lo faccio per passione e non per soldi’. Lui è un altro burlone, di una bontà illimitata. A volte non conta ciò che dice, ma ciò che uno pensa. Io sono convinto che lui voglia onorare e dare continuità al progetto che abbiamo detto essere all’anno zero.

Quello che si dice e che si può dire lascia il tempo che trova. I fatti documentati sono questi. Si deve ripartire, quante volte succederà. A volte ci sono delle esigenze. Sono andato da Sarri a prenderlo. Lui dopo la partita contro l’Udinese, per problematiche famigliari serie, non ce l’ha fatta e ha fatto un passo indietro. Il primo allenatore contattato è stato Sarri, so perfettamente che bisogna costruire una squadra per lui, ma ci vuole pazienza, verrà fatto. Ha un contratto di tre anni, firmati. Se li merita tutti. Bisogna avere pazienza e fiducia. Rompere un giocattolo ci vuole poco, costruirlo di più”.

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