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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Oddi: “L’Olimpico deserto fa male. Capisco i tifosi, ma la squadra ne risente” (AUDIO)

GIANCARLO ODDI in collegamento a ‘SVB’

“Lazio a Torino sono due squadre con una storia importante. Mi dispiace per l’esonero di Baroni, mi ero congratulato con lui nella passata stagione quando stava facendo bene con noi poi però purtroppo quando le cosse vanno male ci rimette il tecnico prima di tutti. Il Toro non merita quelle posizioni di classifica, non può competere per la salvezza.

La Lazio sta avendo un calo. Ci eravamo ripresi, ora siamo un po’ in crisi. Questo non è dovuto solo al campo, ma anche a tutte le situazioni che si sono venute a creare. I calciatori risentono di tutto quello che sta accadendo. Vedere l’Olimpico deserto fa male. Capisco i tifosi, ma la squadra ne risente”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Rovella out a lungo con Sarri: tutte le assenze del centrocampista

Sarri e Rovella, mai continuità nel lavoro: il dato.

Non è un rapporto fortunato, quello tra Sarri e Rovella. Come evidenzia il Corriere dello Sport, nella prima stagione in cui i due hanno lavorato insieme (2023/24), nelle 39 partite complessive prima della sue dimissioni, il tecnico ha dovuto fare a meno di lui in 9 occasioni (compreso il doppio confronto agli ottavi di Champions con il Bayern), facendolo giocare in 24 circostanze (nelle 6 restanti è rimasto in panchina).

Ancora peggio, si legge, è andata nell’annata in corso, visto che su 28 match disputati fino a questo momento dalla Lazio, il centrocampista è stato convocato solo 13 volte, venendo impiegato in 9. Significa che – tra infortuni e squalifiche – Mau non ha potuto contare su Rovella in 24 delle 67 partite (il 35%) in cui ha guidato la squadra biancoceleste avendo il centrocampista in rosa. E i numeri sono destinati ad aumentare.

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SOCIETA'

Lazio, titolo in borsa ai massimi dal 2020: il mercato sta già prezzando l’ipotesi cessione?

Effetto Wall Street su un titolo di Piazza Affari. Nei giorni scorsi, tra manager tecnologici e grandi fondi internazionali, sul palco del Nasdaq è salita anche la Lazio. Quando un club quotato si affaccia nel cuore dei mercati globali, il messaggio va oltre la fotografia ufficiale. Il mercato si è mosso in fretta (e quando succede, raramente è per caso).

In Borsa la percezione conta quasi quanto i bilanci. E il calcio italiano, di solito, finisce sui radar internazionali per conti in tensione, plusvalenze o frizioni societarie. Stavolta invece il contesto è diverso. Mostrarsi nella capitale mondiale dei capitali significa entrare in un circuito che parla di investitori, operazioni, scenari industriali. È qui che il mercato inizia a fare due più due.

Da mesi circolano voci su una possibile cessione o su una svolta nell’assetto proprietario. Finora erano rimaste sullo sfondo. La tappa americana le ha rimesse al centro. E quando le indiscrezioni incontrano un palcoscenico internazionale, il mercato tende a muoversi prima delle conferme ufficiali.

In Borsa c’è una dinamica che chi investe conosce bene, “buy the rumor”. Si entra quando arriva l’indiscrezione, non quando il contratto è già firmato. Il mercato non aspetta i comunicati, li anticipa. Appena prende forma l’idea di una cessione o di un riassetto proprietario, il prezzo inizia a muoversi perché sta già scontando quella possibilità.

Nel caso di una società calcistica quotata l’effetto può essere amplificato. Un nuovo azionista significa potenzialmente più capitale, meno pressione finanziaria, una strategia diversa. Anche senza certezze, le aspettative cambiano. Ed è in quel passaggio che il titolo accelera. Le azioni della Lazio hanno messo a segno oltre il 20% in poche sedute, un movimento che non si vedeva da anni.

Chi valuta un ingresso adesso non sta comprando un bilancio, ma una probabilità. Chi entra ora non compra il presente. Compra l’ipotesi che il mercato non abbia ancora finito di correre. In questo caso, però, la domanda non è se la voce sia fondata. È se il mercato abbia già corso troppo o se stia ancora prezzando solo una parte dello scenario. In queste fasi il timing pesa quanto la notizia.

Lazio ai massimi dal 2020, cosa sta davvero prezzando il mercato

Il ritorno in area 1,46 euro, con un progresso superiore al 22% da inizio anno e un +5,5% concentrato in una sola seduta, è più di un rimbalzo tecnico. Per anni la Lazio è rimasta incastrata in un range stretto, con scambi intermittenti e interesse limitato fuori dalle fasi di mercato più speculative. Il superamento dei livelli che non si vedevano dal 2020 ha riattivato un’area grafica che molti operatori consideravano neutra, quasi dimenticata.

Grafico azioni SS Lazio

Il primo elemento da osservare non è tanto la percentuale di rialzo, quanto la qualità dei movimenti. Quando un titolo sottile rompe resistenze pluriennali, spesso attira capitali che lavorano sulla dinamica, non sulla notizia. In altre parole, una parte della corsa può essere alimentata da logiche tecniche e non solo fondamentali. Questo rende il trend più veloce, ma anche più esposto a prese di profitto improvvise.

C’è poi un aspetto meno discusso. Se davvero il mercato sta prezzando un’ipotesi di riassetto, il valore implicito che oggi si riflette nel prezzo è ancora lontano da quello che una vera operazione straordinaria potrebbe generare in termini di premio. Storicamente, nelle società calcistiche europee, i passaggi di proprietà hanno spesso incorporato valutazioni superiori alle capitalizzazioni precedenti, ma non sempre il premio si è tradotto in un beneficio diretto per chi era entrato sull’onda del rumor. La differenza la fa il timing e la struttura dell’eventuale operazione.

Chi guarda il titolo ora deve quindi ragionare su due piani. Da un lato la forza relativa e la rottura di livelli tecnici che cambiano la narrativa di breve periodo. Dall’altro la sostenibilità di quel prezzo in assenza di un evento concreto. Se davvero dovesse arrivare una svolta nell’assetto proprietario, il titolo potrebbe trovare nuova benzina e spingersi oltre i livelli attuali, perché il mercato dovrebbe aggiornare le valutazioni su basi più concrete. Al contrario, se le indiscrezioni si sgonfiassero e non emergessero sviluppi tangibili, parte della corsa recente rischierebbe di rientrare. E quando un titolo sale in fretta, spesso sa anche correggere con la stessa rapidità.

Adesso si tratta di capire se il rally sia solo all’inizio o se la fase più interessante sia già stata incorporata nel prezzo. Money.it

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Lazio e Torino con presidenti vecchi stampo, superati dal calcio” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Sarà solo un caso se due presidenti vecchio stampo, sono così contestati? In più aggiungiamo una classifica non piacevole, né per le ambizioni della Lazio, né per il Torino. Parliamo di due presidenti vecchio stampo, superati dal calcio. Tuttavia Cairo, almeno, non attacca i suoi tifosi.

La Lazio è tra il Sassuolo e l’Udinese, al decimo posto. Ma il problema non è la posizione estemporanea, è la dimensione che resterà per anni se non cambierà qualcosa. Chiaro che se sei decimo poco parla la stampa di te. Questo cosa comporta? Comporta il fatto che gli sponsor non si avvicinano ad una squadra di cui non si parla. Aggiungiamo a questo la volontà di alcuni giocatori di andare via, vedi Castellanos e Guendouzi. E gli altri perché dovrebbero scegliere la Lazio? Visto che naviga nell’assoluto anonimato”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Pignataro accostato alla Lazio anche in autunno ma non c’era niente di concreto neanche nei mesi scorsi” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Parlando del fondo del Qatar e di Pignataro ieri ho detto che avevamo lavorato su questa situazione in autunno, aggiungendo che c’era stato qualcosa. Poi non ho capito perché qualcuno ha capito che c’era stata un’offerta e io non ne ho parlato. Ribadisco che non c’è stata nessuna offerta, con quel ‘qualcosa c’è stato’ mi riferivo al fatto che nel nostro ambiente il nome di Pignataro era stato già accostato in quei mesi e lavorandoci, già allora, avevo detto che non c’era nulla. Non aveva e non ha, ad oggi, Pignataro intenzione di investire nel calcio.

Una comunicazione diversa avrebbe sicuramente aiutato la Lazio ed il suo ambiente. Questo non è un discorso valido oggi, ci si doveva pensare prima”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, la società chiede un cambio di passo. Squadra con Sarri ma non mancano i mugugni nello spogliatoio

Classifica da migliorare e futuro del tecnico: la situazione.

Mentre Castellanos dall’Inghilterra esalta il gioco di Marco Baroni che lo ha valorizzato nella passata stagione, restano dentro lo spogliatoio, riporta Il Messaggero, altri mugugni per un gioco troppo dispendioso e poco adatto alle caratteristiche di questo organico. La squadra è ancora stretta al fianco di Sarri, ma chiede al tecnico meno ripiegamenti e palleggio. Sembra di tornare a marzo 2024, quando poi il Comandante fece un passo indietro.

Stavolta, si legge, non c’è nessuna chance che Sarri si dimetta, dovrebbe essere la società a licenziarlo. Eppure Mau aveva fatto meglio di adesso nel suo terzo anno, aveva 6 punti e 6 gol in più (peggio dei 2 attuali nel 2010-21). Da 16 anni non venivano collezionati così pochi punti (34) dopo le prime 26 turni, è la quarta peggior stagione sotto la gestione Lotito.

La società, conclude il quotidiano, chiede un cambio di passo anche in campionato. Serve un miglior posizionamento del decimo posto, per i maggior ricavi a bilancio, ma anche per non compromettere la prossima preparazione estiva con la prima fase di Coppa Italia, che si giocherebbe tra il 15 e il 18 agosto, a dieci giorni dalla prima giornata del campionato. Succede a chi non finisce fra le prime otto, è successo al Milan l’anno scorso. La Lazio non finisce nella parte destra della classifica dal 2009/10, al dodicesimo posto con Ballardini (e poi Reja subentrato) come nel 2007/08. Il peggior piazzamento dal 2004 in poi (penalizzazioni a parte) è il 13° posto conquistato nel primo anno dell’era Lotito. Va bene il ridimensionamento, ma non si può tornare 22 anni indietro.

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Lazio, prelazione chiusa per la semifinale di Coppa Italia: il dato dei biglietti acquistati

Confermati meno di 2mila abbonati all’Olimpico con Lazio-Atalanta di Coppa Italia.

Si è conclusa ufficialmente con poco meno di 2.000 biglietti la prevendita per la seminale di Coppa Italia con l’Atalanta in programma mercoledì 4 marzo all’Olimpico. Era la fase, evidenzia il Corriere dello Sport, riservata esclusivamente ai 29.918 abbonati, quella di vendita libera partirà invece dalle 10 di venerdì 27 febbraio, quando saranno messi in vendita i posti liberi e quelli non confermati a prezzi maggiorati. Questo vuol dire che 28.000 abbonati che avevano diritto a ottenere un posto allo stadio a prezzi vantaggiosi hanno comunque deciso di restare fuori.

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Lazio, a fine stagione sarà rivoluzione in difesa. Da chiarire la vicenda-Diogo Leite

Uno sguardo all’estate, con ben tre difensori in scadenza.

Gila, Romagnoli e Patric in scadenza nel 2027. Tre centrali su quattro. L’unico blindato, sottolinea il Corriere dello Sport, è Provstgaard. Poi c’è Gigot, da agosto sul mercato. La Lazio aveva in pugno Diogo Leite, centrale portoghese, 27 anni, in scadenza con l’Union Berlino. «Con Diogo Leite abbiamo parlato, purtroppo ha avuto un infortunio che lo terrà fuori 6-7 settimane, ma c’è un accordo di massima col suo agente. A stretto giro vedremo se vorrà legarsi alla Lazio così come voleva fare prima di questo infortunio», le parole di Fabiani nella conferenza di fine mercato.

La replica del team legale di Diogo Leite aveva spiazzato tutti: «Non esiste, né è mai esistito, alcun accordo verbale, accordo scritto, pre accordo, impegno o intesa di alcun tipo tra Diogo Leite e la S.S. Lazio, né direttamente né indirettamente», le parole riportate da A Bola.

E poi: «Va inoltre sottolineato che la S.S. Lazio è un club storico di riconosciuto prestigio nel panorama europeo, per il quale il giocatore nutre la massima stima e considerazione professionale. È vero infatti che, durante l’ultima sessione di calciomercato, sono stati avviati contatti al fine di analizzare un possibile trasferimento. Tuttavia, come è di pubblico dominio, tali contatti non sono culminati in un accordo tra tutte le parti coinvolte, motivo per cui non sono stati conclusi. Il giocatore rimane pienamente vincolato e impegnato a rispettare i suoi attuali obblighi contrattuali nei confronti dell’FC Union Berlino».


Diogo Leite, conclude il quotidiano, resta un mistero da svelare. A giugno la difesa andrà rivoluzionata. Serviranno centrali e terzini. Marusic è l’unico certo di restare. Lazzari, Tavares e Pellegrini saranno in bilico.

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Lazio, Romagnoli e Gila le certezze di Sarri dal futuro incerto

Oggi guidano la difesa biancoceleste, a fine stagione le strade potrebbero separarsi.

Gila e Romagnoli sono tra i pochi uomini che potrebbero garantire un domani di valore e sono sempre in scadenza nel 2027. Romagnoli, riporta il Corriere dello Sport, conta sempre di partire a giugno, forte della promessa dell’Al-Sadd. Anche l’addio di Gila sembra inevitabile. Non ha ricevuto offerte di rinnovo dalla Lazio, forse perché la società ritiene scontato il no dello spagnolo. Guadagna poco più di un milione, è sotto la soglia minima stando al suo calibro. Fatto sta che dai contatti dei mesi scorsi non si è più entrati nel vivo. Le voci su Inter e Milan girano e rigirano da tempo. La Lazio, in caso di cessione, deve riconoscere il 50% della vendita al Real Madrid. Perdendolo a zero non dovrebbe nulla, ma rinuncerebbe ad un incasso. Tra quattro mesi la società sarà chiamata a intervenire. C’è il rischio di perderli entrambi e di dover ricostruire la difesa.

Gila e Romagnoli, conclude il quotidiano, sono tra i pochi uomini che tengono a galla Sarri, per ora e non si sa per quanto. Gran coppia quando sono in palla. Da clean sheet. Mau spera di averli a Torino e quindi pronti per l’Atalanta. Dipende dallo spagnolo, fermo per un’infiammazione al tendine rotuleo del ginocchio sinistro. Sarà ricontrollato oggi, si valuteranno le sue condizioni. Lui conta di esserci domenica, di ricarburare per la Coppa Italia.

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Lazio, Rovella ieri l’operazione: i tempi di recupero del centrocampista

Intervento svolto, ora la speranza di tornare a disposizione in tempi brevi.

Nicolò Rovella si è sottoposto a intervento chirurgico per ridurre e stabilizzare la frattura scomposta della clavicola destra. La Lazio ha comunicato ufficialmente l’esito dell’operazione: «Il calciatore Nicolò Rovella è stato sottoposto a intervento chirurgico di osteosintesi della frattura della clavicola destra riportata nel corso della gara disputata a Cagliari. L’intervento è perfettamente riuscito. Il calciatore inizierà nei prossimi giorni il programma riabilitativo specifico, sotto il costante monitoraggio dello staff medico biancoceleste».


La scelta dell’operazione, riporta il Corriere dello Sport, è stata rapida, per accelerare i tempi e programmare da subito il percorso di recupero. Rovella aveva già alle spalle il lungo stop per la pubalgia, gestita inizialmente con terapia conservativa e poi risolta con un intervento. Tre mesi fuori, il rientro graduale, i minuti accumulati a gara in corso e infine la nuova chance dal primo minuto tra Coppa Italia e campionato. Proprio quando stava ritrovando condizione e fiducia, il destino lo ha fermato di nuovo.

Ora si apre una fase diversa. Il protocollo riabilitativo, conclude il quotidiano, partirà nei prossimi giorni, con un percorso personalizzato e controlli costanti. I tempi di recupero per una frattura alla clavicola operata possono variare, ma si parla indicativamente di 2-3 mesi. Significa che il resto della stagione resta fortemente a rischio.