Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, è la stagione peggiore tra errori e sfortuna. Basic ancora out, ballottaggio Tavares-Pellegrini” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Provedel ha avuto un problema i primi di febbraio con la Juventus, poi si è sempre allenato, tant’è che è stato anche uno degli eroi di Bologna. La spalla gli faceva male ma non al punto di fermarsi, poi la situazione è peggiorata e la risonanza ha decretato la necessità dell’operazione. Sarà pronto per la prossima stagione. Questo si aggiunge ad un’annata che forse è la peggiore in assoluto, considerando tutto, tra errori della società e sfortuna.

Motta lo consociamo poco, è all’esordio assoluto in Serie A. Ha collezionato solo quest’anno 20 presenze in B. L’altezza è dalla sua, deve sicuramente migliorare in tante cose, come ha detto lui durante la conferenza di presentazione. Ha ammesso lui stesso, per esempio, che deve crescere con i piedi.

Stasera devi capire i momenti della gara, è una sfida che non si può perdere. Il vantaggio è che affronto una squadra che gioca come te, moduli speculari quindi. Dovrai essere compatto, se a loro lasci le ripartenze, con gli attaccanti che hanno, diventa dura.

Basic aveva dato disponibilità per oggi, ma non ci sarà stasera. Noslin? Può essere pericoloso e dare il suo meglio a gara in corso, dall’inizio fa più fatica e i fatti dimostrano proprio questo pensiero di Sarri. Immagino che la formazione sia la stessa vista in Coppa, eccezion fatta per Provedel.

Quindi la formazione dovrebbe essere: Motta; Marusic, Gila, Romagnoli, Tavares; Dele-Bashiru, Cataldi, Taylor; Isaksen, Maldini, Zaccagni. Il ballottaggio Tavares-Pellegrini lo tengo sempre aperto”.

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Lazio, Taylor costruisce il gioco ma non solo: è il più pericoloso al tiro. Tutti i numeri dell’olandese

Subito titolare, non a caso: i numeri del centrocampista biancoceleste.

Arrivato dall’Ajax a gennaio, Kenneth Taylor è diventato rapidamente una pedina centrale nello scacchiere di Sarri. Il suo impatto è stato immediato, in poche settimane è riuscito a ritagliarsi un ruolo da titolare stabile, dimostrando personalità e adattamento rapido ai meccanismi della Serie A. Dal suo arrivo alla Lazio, riporta il Corriere dello Sport, soltanto Marusic è stato impiegato per più minuti tra i giocatori di movimento. Il montenegrino è arrivato a quota 807, mentre Taylor segue a 694. Un dato che certifica quanto Sarri si fidi di lui e quanto il centrocampista olandese sia diventato indispensabile nel giro di poche partite.


La sua presenza si sente soprattutto nella costruzione: è il giocatore, si legge, che ha effettuato più passaggi nella metà campo avversaria da quando è arrivato: 203 tentativi, di cui 174 riusciti. Un volume di gioco importante, che lo rende uno dei principali riferimenti nella gestione del possesso e nello sviluppo delle azioni offensive. Ma il contributo dell’ex Ajax non si limita alla fase di costruzione. È anche uno dei giocatori più attivi negli ultimi metri. Dal suo arrivo è il biancoceleste con più tiri nello specchio, quattro, ed è tra quelli che hanno concluso di più verso la porta avversaria: dieci tentativi, gli stessi di Isaksen. Nel medesimo lasso di tempo il danese lo supera nei dribbling tentati: 22 contro i 13 dell’olandese. Un altro segnale della sua capacità di rompere gli equilibri e di portare palla in zone pericolose. La sua capacità di creare occasioni per i compagni è altrettanto significativa. Taylor infatti, conclude il quotidiano, è il giocatore della Lazio che ha mandato più volte al tiro i compagni in Serie A nel periodo considerato: 7 passaggi chiave che testimoniano la sua visione di gioco. Il centrocampista olandese ha portato anche intensità nella fase difensiva. Con 14 contrasti effettuati è il giocatore della Lazio che ne ha completati di più dal suo arrivo.

Non solo: è anche quello che ha ingaggiato il maggior numero di duelli, ben 70. Un dato che racconta la sua aggressività e la sua disponibilità al sacrificio. Insomma, Taylor unisce qualità tecnica e quantità, la sua capacità di accompagnare l’azione offensiva senza perdere equilibrio lo ha reso un elemento fondamentale in entrambe le fasi.

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Lazio, si scalda Zaccagni: il Sassuolo è la sua vittima preferita

Il capitano si prepara a trascinare i suoi in vista dell’impegno casalingo contro i neroverdi.

Centoventisei giorni senza segnare in campionato. Ritardo ingiustificato all’appuntamento con il gol, quello di Zaccagni, al netto degli infortuni e di un paio di giornate di squalifica. Capitano in astinenza, vuole interromperla oggi, più di quattro mesi dopo l’ultimo timbro. Resta ancora il 2-0 siglato al Cagliari all’Olimpico nei minuti di recupero, addirittura il 3 novembre. Il Sassuolo davanti per chiudere il periodo all’asciutto: l’occasione, riporta il Corriere dello Sport, è ghiotta, di fronte c’è la squadra contro cui ha segnato il maggior numero di reti in carriera (5, di cui 3 con la Lazio e 2 con la maglia del Verona). Potevano essere già 6, non fosse stato per il miracolo di Muric nella gara d’andata: Zac aveva schiacciato il colpo di testa quasi a porta vuota, il portiere neroverde si era esaltato con una delle più belle parate dell’attuale Serie A.


Zaccagni, conclude il quotidiano, completerà a sinistra il tridente-riferimento di Sarri. Maldini ancora falso nove, Isaksen in pole per il posto sulla fascia destra. A disposizione tutte le altre opzioni offensive: Cancellieri, Ratkov, Dia, Noslin e Pedro, mercoledì recuperato dalla distorsione alla caviglia rimediata a Bologna in Coppa Italia. Sarri, fatta eccezione per il portiere (Motta all’esordio per l’infortunato Provedel), dovrebbe confermare per intero la formazione schierata contro l’Atalanta.

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Lazio, da Maldini a Dia, da Noslin a Ratkov: mezza squadra si gioca anche il futuro

Un finale di stagione per capire anche le mosse estive di casa Lazio.

Tra i nuovi arrivati, ci sono molti giocatori che dovranno guadagnarsi ancora la riconferma dimostrando di essere all’altezza delle ambizioni biancocelesti. Il problema, sottolinea Il Messaggero, è capire chi deciderà: Sarri, che nonostante un contratto di altri due anni non è certo di restare in un ambiente di lavoro dove non sembra essere stimato, oppure un altro candidato alla panchina da scegliere in caso di divorzio? Insomma, un doppio sprint da qui a fine maggio: della Lazio in campionato e in Coppa Italia e dei giocatori che desiderano andare avanti senza cambiare aria. Desiderio, per esempio, che hanno già espresso al club Romagnoli, per il quale forse è stato un colpo di fortuna non andare in Qatar, dove le attività sportive sono state sospese per la Guerra nel Golfo, e Gila, a scadenza nel 2027 e pronto ad accettare la corte del ds milanista Tare, che lo aveva già portato a Formello scovandolo nella seconda squadra del Real Madrid.


Tra gli acquisti di gennaio, il solo Taylor, si legge, prelevato dall’Ajax, ha già la certezza di partecipare all’Anno Uno, così definito da Sarri nell’ultima conferenza stampa ufficiale. Non si hanno notizie e giudizi su Przyborek, il giovane polacco a cui Mau non ha concesso un solo minuto in maglia biancoceleste ma considerato dal club un talento puro, mentre ci sono già grandi dubbi su Ratkov, il centravanti con cui il presidente Lotito e il ds Fabiani hanno sostituito Castellanos, ceduto al West Ham. Due partite da titolare per il giovane serbo, ex Salisburgo, e pochi indicazioni sulle sue reali qualità. Di sicuro è un centravanti di “peso” e non un piccolo giocoliere alla Raspadori, come desiderava l’allenatore della Lazio: pagato 13 milioni di euro, potrebbe anche essere riciclato sul mercato nel caso di permanenza di Sarri.

Diverso invece, conclude il quotidiano, è il caso di Daniel Maldini, finalmente un assist con l’Atalanta in Coppa Italia ma ancora nessun gol. Il tecnico sta insistendo nel proporlo come centravanti di manovra ma i risultati ancora non si vedono. Il giocatore è arrivato da Bergamo in prestito e può essere riscattato a una cifra che si aggira intorno ai 14 milioni: cosa farà Lotito di fronte a numeri che oggi non confortano chi considera Maldini un attaccante fenomenale? Decisione allo sprint, anche per lui, in attesa di vedere questo finale di stagione. Più o meno come accadrà con altri due attaccanti: si tratta di Noslin e di Dia, il cui riscatto obbligatorio costerà a giugno quasi 13 milioni di euro da versare al vecchio club di Lotito, la Salernitana. Il presidente ha confidato di avere offerte da 18 milioni: se fosse vero, plusvalenza sicura. L’ex Verona, invece, potrebbe essere confermato per la sua grande capacità di entrare a partita in corso, sia da esterno che da centravanti. Molto, per tutti loro, dipenderà anche da che tipo di mercato potrà fare la Lazio: libero o a saldo zero? Decisiva la prossima trimestrale.

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Lazio, esordio Motta. Domani operazione per Provedel

Spazio al secondo, Ivan domani subirà l’intervento alla spalla.

Esordio per il giovane Motta, difenderà lui i pali della Lazio da qui a fine stagione. Generazione Z, classe 2005, non si rispecchia, evidenzia il Corriere dello Sport, nei falsi miti, in quelli veri, tutti laziali. Motta ha 21 anni e quando gli chiedono chi sogna di conoscere risponde «direi Dino Zoff ». I ringraziamenti li rivolge a Nesta: «Il primo a credere in me nella Reggiana, se sono alla Lazio è anche merito suo». Emergente, ma con una faccia di bronzo. Motta è un ragazzino imperturbabile, si è visto subito nella conferenza di presentazione. L’hanno notato anche a Formello in allenamento; è freddo, un gran lavoratore. Non può essere collaudato, è il rischio da correre. Sarri e i suoi sperano che sia pronto, l’apprendistato è durato solo un mese. Ha fisicità, è alto 1 e 94, questo lo aiuta sui raid aerei e nella copertura dello specchio. Dal primo giorno ha iniziato ad allenarsi sul gioco coi piedi, prerogativa di Sarri. Ha scelto il numero 40, non c’è un motivo preciso. Aveva pensato all’1, poi ha evitato: «Abbastanza pesante per un portiere e non mi sento ancora pronto».

Nel frattempo, si legge, Provedel sarà operato domani. Oggi il ricovero presso il Concordia Hospital, domani mattina l’operazione chirurgica. Stagione finita per Ivan Provedel, che tra 24 ore si sottoporrà all’intervento di stabilizzazione artroscopica della spalla destra. La risonanza magnetica, svolta venerdì presso la clinica Villa Mafalda, ha evidenziato una lesione del legamento gleno-omerale associata a interessamento del cercine glenoideo. Il portiere ha stretto i denti dalla trasferta contro la Juventus (8 febbraio), ha giocato grazie agli antidolorifici, il persistere della problematica ha spinto lo staff medico biancoceleste a esami strumentali di approfondimento: hanno chiarito l’esigenza dell’operazione immediata.

Sarà, conclude il quotidiano, effettuata dal dott. Giovanni Di Giacomo, chirurgo ortopedico, responsabile del reparto di Ortopedia e Traumatologia presso il Concordia Hospital di Roma, è specializzato in chirurgia della spalla. Poche settimane fa ha operato Rovella per la frattura scomposta della clavicola destra rimediata a Cagliari. Provedel sarà dimesso mercoledì, rimarrà ai box per quattro-cinque mesi.

Categorie
ESCLUSIVE

‘SVB’ – Rambaudi: “Lazio-Sassuolo, mi aspetto una bella partita. Provedel assenza pesante, Motta da scoprire” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Non credo riapra il campionato la vittoria del Milan, però nell’Inter credo ci sia un campanellino d’allarme: quando ci sono gare utili a chiudere i discorsi, vedi Bodo e derby, i nerazzurri inciampano.

Il colpo di mano di Ricci per me non è volontario. Ma allora mettiamo un uomo di campo al Var, che riesce a capire certe dinamiche. Si devono semplificare le cose, è diventato tutto complicato. Parliamo dell’episodio di Milan-Inter, ma anche di quello nel finale di Lecce-Cremonese. Io continuo a non parlare di maafede, è questione del livello arbitrale.

Motta? Portiere tutto da scoprire, sicuramente quella di Provedel è una perdita importante. Ora vediamo che personalità ha questo ragazzo, un conto è la B un conto è la Lazio, ma se lo hanno preso immagino abbiano intravisto qualcosa.

Lazio-Sassuolo? Quella dell’andata è un’altra partita. Il Sassuolo gioca bene, sia a campo aperto che chiuso; le transizioni sono la loro arma migliore. Bisogna essere bravi nel cercare di farli andare su ciò che sanno fare meno, ossia correre indietro, giocando nella loro metà campo. Secondo me sarà, tecnicamente, una bella partita.

Koné giocatore che interpreta bene la partita, profilo importante”.

Categorie
INFERMERIA RASSEGNA STAMPA

Lazio, un mese in campo con il dolore: stagione finita per Provedel, tocca a Motta

Pessime notizie per la Lazio e per Maurizio Sarri: la stagione di Ivan Provedel è finita in anticipo. Come riportato dal Corriere dello Sport, il portiere biancoceleste dovrà sottoporsi a un intervento chirurgico alla spalla destra martedì prossimo, con tempi di recupero stimati in 4-5 mesi.

La vicenda ha dell’incredibile: l’infortunio risale addirittura alla sfida contro la Juventus dello scorso 8 febbraio. Da allora, Provedel ha giocato sul dolore, stringendo i denti grazie agli antidolorifici e saltando le sedute di allenamento settimanali pur di difendere i pali della Lazio.

Il bollettino medico parla chiaro: il portiere biancoceleste ha portato una lesione del legamento gleno-omerale associata a interessamento del cercine glenoideo. Si tratta di un danno serio che compromette la stabilità dell’articolazione, rendendo impossibile per un portiere continuare l’attività agonistica senza un’operazione di stabilizzazione artroscopica.

Con Provedel fuori causa fino all’estate, le chiavi della porta laziale passano nelle mani del giovane Edoardo Motta.

Categorie
INFERMERIA

Lazio, guaio Provedel: “Lesione al legamento della spalla, si opera”. Stagione finita?

La Lazio perde Ivan Provedel. Il portiere ha rimediato un infortunio non banale e sarà operato: di seguito il comunicato ufficiale.

Infortunio Provedel: la nota della Lazio

“Nel pomeriggio odierno, a seguito di un consulto tra lo staff medico composto dal Prof. Ivo Pulcini, dal Prof. Fabio Rodia e dal medico sociale dott. Italo Leo, la S.S. Lazio comunica quanto segue.

Nella giornata di ieri, il calciatore Ivan Provedel, a seguito del persistere della sintomatologia dolorosa alla spalla riconducibile a un precedente trauma di gioco, è stato sottoposto ad esami strumentali di approfondimento.

La risonanza magnetica, effettuata presso la clinica Villa Mafalda, ha evidenziato una lesione del legamento gleno-omerale associata a interessamento del cercine glenoideo.

Nei prossimi giorni l’atleta sarà sottoposto a intervento di stabilizzazione artroscopica della spalla”.

I tempi di recupero di Provedel non sono stati annunciati ufficialmente dalla Lazio e verranno quantificati solamente dopo che il portiere si sarà sottoposto all’operazione già programmata alla spalla infortunata.

La certezza è che il guaio rimediato da Provedel è serio: il calciatore dovrà rimanere lontano dai campi di gioco per alcuni mesi, tanto che la sua stagione rischia seriamente di essere già conclusa.

Categorie
DICHIARAZIONI

Pellegrini: “Auguro alla Lazio dieci anni da top. Sarri ti entra dentro, il passato alla Roma…”

Luca Pellegrini oggi festeggia 27 anni, e lo fa con la maglia della Lazio di cui è tifoso. Il mancino si è confessato in un lungo colloquio ai canali ufficiali del club.  Di seguito le sue dichiarazioni:

“Da un punto di vista emotivo, il momento più bello è stato l’arrivo a Roma, insieme col gol a Udine. Difficile dire quale dei due sopra all’altro”. 

“La paternità? Ciò che fai in campo è anche figlio di ciò che fai fuori, ho capito che prima vivevo il calcio diversamente, reagivo ai problemi da campo come se fossero cose serie, con l’arrivo di Sebastiano ho capito che le cose importanti sono altre. Non vuol dire che ci tieni meno, non smetti comunque mai di pensarci, ma ti dà più equilibrio”.

“Rispetto al passato, mi piacerebbe giocare con Di Canio e Mihajlovic”.

“La Lazio bellissima del 2020? Io giocavo con il Cagliari, volavamo in quella stagione poi abbiamo avuto una flessione clamorosa, la Lazio ha continuato sparata fino al Covid. Pensavo potesse essere l’anno giusto per lo scudetto, per una serie di fattori che ti ci potevano far pensare alla grandissima. Ciro segnava un gol a partita, Caicedo entrava e segnava, poi Correa, Sergej, Luis, una Lazio che volava. Dal Covid poi non so cosa sia successo. In quel Cagliari – Lazio un po’ il culo mi rodeva (ride, ndr), ma poi ha lasciato spazio anche al discorso del tifo”. 

“Gli allenatori che mi hanno dato di più? Difficile fare una classifica, da ognuno puoi imparare tanto. Con Glasner ho fatto 5 mesi, poi sono venuto qui. Tutti avevano idee di gioco interessanti, Glasner prediligeva molto la parte fisica, l’intensità, forse anche per il campionato. Con Allegri ho avuto un bellissimo periodo alla Juve in cui ho imparato tanto, ero giovane, col passare del tempo cose che in quel  momento non vedi in maniera lucida poi le capisci, aveva ragione su tante cose. Sarri è un maestro, l’ho sempre detto, da lui puoi imparare veramente tanto, ti lascia tanto, anche se può non sembrare. Quando se ne andò gli scrissi un messaggio, gli dissi tante cose che sono riuscito a capire con il tempo, emotivamente devi capirlo, se ti insulta vuol dire che ti vuole bene. Con Baroni abbiamo fatto 5 mesi molto buoni, poi ho avuto l’episodio fuori rosa… Forse primo Sarri a pari merito con Maran, ho avuto tanti bei momenti con lui”.

“Il mio passato alla Roma? Quando entro in un gruppo di lavoro io sono abituato a dare il 110%, non era semplice nei derby ma devi essere abituato a vederlo come una professione. Non tutti hanno la fortuna che ho io adesso di giocare con la squadra che tifavi da bambino, sei costretto a mettere dei limiti e quindi si sicuramente non era il massimo nei derby, ma è lavoro”. 

“Lavorare con Ronaldo? Non sai mai quante cose avresti potuto imparare con un professionista come lui, abbiamo condiviso 5 mesi insieme tra ritiri e altro. Impari tante cose, non solo a voce, lui era uno che cercava di spiegarti perché certe cose non andavano bene. Una volta dopo un doppio allenamento si è levato maglietta e pantaloncini, faceva caldo a Torino a luglio, e si è messo a prendere il sole, dopo due settimane di doppio allenamento. Io l’ho guardato, lui mi ha detto mettiti qua vicino a me, il sole fa bene alla pelle, mi ha dato una spiegazione scientifica. Lui era sereno all’allenamento dopo, io ero cotto. Ti dà tanto, un po’ di rimpianto c’è, vivendolo di più magari avrei imparato più cose”.

“Il talento di Douglas Costa? Aveva una leggerezza incredibile, poteva essere molto di più, nonostante abbia fatto comunque tanto. Rabbia, esplosività, tecnica clamorosa”.

“Il calcio dopo Messi e Ronaldo? Difficile si riproponga una cosa del genere, sono due calciatori che si sono divisi la scena mondiale per vent’anni allo stesso livello, sarà impossibile riproporlo. Ad oggi vedo Yamal, Mbappé che potrebbero essere paragonati, ma tra dieci anni non so se saranno ancora loro”.

“Quale evento vorresti cancellare della tua carriera? L’intervento al crociato. Senza quello magari non sarebbero arrivati tutti gli altri, anche se poi mentalmente li terrei tutti perché mi hanno fatto diventare la persona che sono oggi”.

“Qualche rimpianto tecnico? Sono sempre stato altruista, qualche volta tirare in porta di più non sarebbe male”.

“La chiamata della nazionale? Onestamente non è un pensiero giornaliero che ho. Sogno di tutti, se mi chiamassero domani ci andrei scalzo fino a Coverciano, ma oggettivamente credo ci voglia qualcosa di più per stare in quel giro”.

“Atleti per cui provi ammirazione? Kobe Bryant, Djokovic, Cristiano Ronaldo, Sinner”. 

“Un desiderio da ottenere con la bacchetta magica? …Augurerei alla Lazio un periodo come quello della Juventus, dieci anni al top mondiale e non accontentarsi”.

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Dal pienone al vuoto, 12 anni dopo Lazio-Sassuolo è sempre contestazione

Lunedì sera, data di Lazio-Sassuolo di Serie A, si avvicina a grandi passi. La sfida sarà un appuntamento chiave per cercare di mettere assieme punti dorati in classifica ma rappresenta anche un interessante ricorso storico per la protesta dei tifosi biancocelesti che sta caratterizzando questo periodo della stagione. 12 anni fa, infatti, proprio in occasione di una sfida agli emiliani, andò in scena la prima protesta di rilievo contro Claudio Lotito

Sono passati dodici anni da un Lazio Sassuolo datato 23 febbraio 2014 nel quale andò in scena uno dei primi atti di ribellione contro la società biancoceleste, se non il primo in assoluto di cui si abbia vivida memoria.

Tra corsi e ricorsi storici, ci ricorda il Corriere dello Sport, il clima è oggi più teso che mai e lunedì sera andrà in scena un altro Lazio Sassuolo dal forte significato emotivo per i tifosi. I gruppi organizzati, e i molti che hanno aderito alla loro azione, diserteranno nuovamente lo stadio. Questa volta, non si presenteranno neanche a Ponte Milvio. 

Il 2014 è lontano, almeno sul calendario. Erano altri tempi. Gli slogan Lotito ladro di sogni”, “Libera la Lazio” e“Lotito vattene” sono ancora attuali ma sul campo è cambiato molto. 12 anni fa era la Lazio di Reja, che subentrò all’esonerato Petkovic. Contro il Sassuolo, i biancocelesti schieravano Berisha, Konko, Biava, Dias, Radu, Alvaro Gonzalez, Ledesma, Mauri, Candreva, Klose e Lulic. Maurizio Sarri non aveva ancora neppure esordito in Serie A. Tanto è cambiato, si è scritto, ma qualcosa no:  l’avversione del mondo biancoceleste per Lotito.