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‘NMM’ – Teodori: “La protesta del tifoso Lazio per svegliare la città che dorme. E sulla comunicazione…” – (AUDIO)

La firma di RDS, Gianluca Teodori, è intervenuto oggi pomeriggio ai microfoni di Radiosei per parlare del momento Lazio. Parole relative anche alla querelle Lotito-Sarri e alla comunicazione di Formello.

“La protesta del tifo e la comunicazione Lazio? Questa comunicazione è divisiva. Ha inasprito di più la protesta, col video del Pinguino abbiamo rasentato la lite. Non so se gli stati generali del 30 marzo si terranno in quella data. Ma prima si apre il tavolo e poi si insultano nuovamente i tifosi…”.

“Penso al tono furibondo e la “cacchio” di storia della Lazio. Non credo ci siano le condizioni (per ricucire, ndr). Lotito nella presentazione del Flaminio si è tenuto solo mentre leggeva il comunicato iniziale, per poi cambiare alla fine della conferenza”.

“L’ultimo capitolo della protesta mira anche all’indotto economico dovuto alla presenza dei tifosi allo stadio. Noto, con amarezza, che le performance di Lotito al telefono ha avuto poca eco. Mi riferisco ai grandi mezzi di informazione. Anche la tempistica di questa telefonata è particolare, arriva a poche ore dalla semifinale di Coppa Italia”.

“la protesta del tifoso della Lazio vuole incidere sulla città che dorme, anche perché la Lazio è un patrimonio di tutti”.

GLP

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‘NMM’ – Parrotto: “I tifosi della Lazio meritano altro. Koné la vera sorpresa del Sassuolo” – (AUDIO)

Il direttore di SassuoloNews, Antonio Parrotto, è intervenuto ai microfoni di Radiosei per anticipare i contenuti di Lazio-Sassuolo e della sfida sulle panchine Sarri-Grosso.

“La Lazio sta facendo benissimo. la squadra costruita dal ds Palmieri era una buona squadra, ma su Grosso c’era qualche dubbio. Il tecnico abruzzese infatti in A aveva alle spalle solo la particolare esperienza di Brescia”.

“La squadra in B era un’eccezione, dopo 11 anni consecutivi in serie A. Un cammino così, dopo 28 turni, non me l’aspettavo. Merito di società, giocatori e l’allenatore. Una squadra solida, coraggiosa e che può togliersi belle soddisfazioni”.

“Koné è la vera sorpresa? Sì, un classe 2002 che veniva comunque dal Marsiglia. Lui divenne famosa per la lite con De Zerbi che lo mandò via dall’allenamento urlandogli “chiama il tuo agente”. Il ragazzo h ammesso di avere un carattere fumantino, ma è un passo avanti per crescere. E’ la sorpresa del Sassuolo. Si parla molto dell’attacco, ma il centrocampo Koné-Matic-Thorstvedt è il cuore pulsante della squadra”.

“La situazione della Lazio è assurda, penso alla classifica. Tra tifosi e Lotito si è arrivati a un punto di non ritorno. Quando si gioca nel deserto e i tifosi non possono più sognare, vuol dire che a perdere è il calcio. Il Sassuolo qui l’ultima volta nel 2020, stadio vuoto ma per il Covid. I tifosi della Lazio meritano ben altro”.

GLP

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‘QUELLI CHE…’ – Lazio, Mirra: “Zaccagni deve ritrovare continuità, Isaksen e Maldini hanno potenziale ma…” (AUDIO)

VINCENZO MIRRA in studio durante ‘QUELLI CHE…’

“Lazio-Atalanta ci ha detto che la squadra ha alti e bassi: la sfida di Torino è stata brutta ma quella contro la Dea è stata una partita vera, dove la Lazio ha dimostrato qualcosa di bello. Con uno stadio degno della semifinale, sono d’accordo con Sarri, avrebbe vinto. Complimenti alla squadra e all’allenatore.

Difesa peggiorata? Sarri ha lo stesso modulo, quindi tatticamente non è cambiato niente, penso sia un momento che può capitare ma anche che gli avversari prendono le misure e cercano di sfruttare gli errori, vedi i gol presi contro la Juventus. Vero anche che non è coinvolta solo la linea difensiva, soprattutto con il 4-3-3.

Le reti incassati subito dopo aver segnato? Oltre all’aspetto mentale, che è determinate, parlerei soprattutto di quello caratteriale. Dipende dai calciatori che hanno la personalità, che non hanno l’ansia della vittoria, che non si schiacciano e continuano ad andare in avanti. Qui c’entra poco l’aspetto tattico, subentra la capacità di gestire il momento.

Zaccagni deve trovare la sua continuità e lo può fare solo giocando; prima o poi si sblocca, è un giocatore su cui la Lazio può e deve contare. Isaksen è questo, deve trovare fiducia, soprattutto nelle conclusioni; potenzialmente è uno che potrebbe fare 10 gol ma non ha la ‘cattiveria’, discorso simile per Maldini. Davanti abbiamo interpreti con tecnica ma con poca vena realizzativa.

La Lazio al campionato non può chiedere granché. Sarri, se sarà il futuro allenatore, dovrà lavorare in prospettiva. La priorità immediata è la Coppa Italia : l’Atalanta è superiore alla Lazio, se non avesse avuto il difficile momento all’inizio avrebbe lottato tranquillamente per le prime quattro posizioni. Detto questo, la Lazio, non credo possa rientrare in campionato, l’obiettivo è quindi Bergamo: lavorare bene in queste gare per prepararsi alla sfida clou”.

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Lazio, Ruberto torna nel mirino dei biancocelesti: i dettagli

Uno sguardo al futuro: la Lazio torna a pensare all’attaccante del River Plate.

Maldini resta un’incognita legata all’eventuale riscatto (14 milioni) concordato con l’Atalanta, da Ratkov si aspettano segnali più concreti, mentre il destino di Dia e Noslin, riporta il Corriere dello Sport, dovrebbe essere lontano da Roma a partire dall’estate. Un quadro d’incertezza ancora in grande evoluzione nel reparto offensivo, che spinge la Lazio a continuare a sondare il mercato. In tal senso, dall’Argentina sono sicuri che il club biancoceleste non abbia mai smesso di seguire Agustín Ruberto, attaccante classe 2005 del River Plate. Il nome era già circolato a gennaio, quando da Roma sarebbe stato effettuato un primo sondaggio (insieme al Porto). L’interesse però era stato congelato a causa dei tempi di recupero per il grave infortunio al legamento crociato che aveva costretto il giocatore a un lungo stop. Ora lo scenario potrebbe cambiare. Ruberto sarebbe tornato in buone condizioni fisiche dopo mesi di recupero e sarebbe nuovamente disponibile.

Il ventenne argentino, si legge, ha già collezionato 21 presenze con la prima squadra dei Millionarios, segnando due gol. Numeri ancora limitati, ma che non raccontano completamente il suo potenziale. L’attaccante ha attirato l’attenzione degli osservatori soprattutto grazie alle prestazioni con le giovanili del River e con la nazionale Under 17 dell’Argentina, dove ha realizzato 25 reti in 32 presenze. Un rendimento che lo ha inserito da tempo tra i prospetti più interessanti del calcio sudamericano.

Ad ogni modo, conclude il quotidiano, il River si è tutelato con una clausola rescissoria molto più alta: 30 milioni, che salgono a 35 negli ultimi giorni di mercato. La Lazio osserva, per ora nessuna offerta formale. Ma in un reparto offensivo così pieno d’incertezze, il profilo resta monitorato.

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Lazio, ora una nuova sfida per Tavares: la continuità

Il portoghese è una sorta di nuovo innesto per Sarri: adesso ha ritrovato spazio e non vuole fermarsi.

Meno arrembante magari, però più disciplinato e centrato. Non solo spinta offensiva, ma giocatore completo, attento, dentro la partita dall’inizio alla fine. La sfida contro l’Atalanta in Coppa Italia, riporta il Corriere dello Sport, è stata probabilmente la fotografia più chiara della sua rinascita. Sarri lo ha spiegato al termine della gara: «Tavares è cambiato negli ultimi due mesi a livello difensivo e si è visto sul campo. Ha fatto una partita serie a attenta, con inserimenti offensivi con logica. Il merito è suo, deve essere bravo a non perdersi nuovamente».


Se la qualità atletica e la capacità di spingere non sono mai state in discussione, quello che negli ultimi tempi è cambiato è soprattutto l’atteggiamento. Più concentrazione, più disciplina, maggiore attenzione nella fase difensiva. Un salto di maturità che Mau aspettava da tempo. Contro l’Atalanta la sua prestazione è stata totale. Non solo il cross da cui è nato il gol del momentaneo 2-1 di Dia, ma una partita dominata anche nei numeri. Tavares, si legge, ha chiuso la gara con il maggior numero di recuperi tra i giocatori della Lazio: otto. Un dato, conclude il quotidiano, che testimonia la sua crescita nella fase di non possesso, spesso il punto critico del suo gioco. La sua presenza è stata costante anche nella costruzione. È stato il giocatore che ha toccato più palloni in assoluto: 122, con un margine enorme rispetto al secondo, Gila, fermo a 82. Lo stesso discorso vale per i passaggi completati: 91, ancora davanti allo spagnolo (68), con una percentuale di precisione del 92%. Numeri da regista aggiunto, per un esterno difensivo che ha interpretato la partita con personalità. La sua influenza si è vista soprattutto nella metà campo offensiva. È stato il primo della Lazio per numero di cross tentati (7) e anche per passaggi riusciti nell’ultimo terzo di campo (26). Dati che raccontano quanto la manovra biancoceleste sia passata dalle sue accelerazioni e dalla sua capacità di creare superiorità. A tutto questo si aggiunge la dimensione atletica, storicamente croce e delizia del lusitano. Tavares ha percorso complessivamente 10,920 chilometri (solo Cataldi e Dele-Bashiru hanno fatto meglio), ma il dato più impressionante riguarda la velocità: media di corsa di 19,580 km/h e sprint massimo di 28,038 km/h, la più alta tra tutti i giocatori della Lazio schierati dall’inizio.

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PROGETTO STADIO

Lazio, il piano economico-finanziario del Flaminio: banche e fondi istituzionali contribuiranno per oltre metà investimento

La costruzione del nuovo stadio della Lazio sarà sostenuta principalmente da banche e fondi istituzionali, che contribuiranno con oltre la metà dell’investimento complessivo. Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, 284 milioni di euro, pari al 59,17% del totale, arriveranno proprio da investitori istituzionali, come confermato dallo studio Fiori, incaricato di monitorare il progetto per l’area del Flaminio.

L’investimento complessivo previsto ammonta a 480 milioni di euro per la riqualificazione dello stadio. La parte restante, pari al 40,83%, sarà gestita tramite una società veicolo, una Newco che verrà costituita dopo il via libera del Campidoglio. Questa società, controllata direttamente dalla Lazio, opererà con un capitale sociale iniziale di circa 10 milioni di euro e riceverà finanziamenti dai soci compresi tra 75 e 80 milioni, da erogare entro il 2027. Il rimborso dei finanziamenti è previsto tra il 2086 e il 2114, considerando anche 66 milioni di flussi finanziari nei primi anni e la cessione del credito Iva da 45 milioni, indispensabile perché nella fase iniziale non ci saranno entrate operative ma solo emissione di fatture.

Come si gestiranno le finanze sul Flaminio?

Come evidenziato da Scibetta e riportato dal quotidiano economico, gli eventi e gli spettacoli contribuiranno poco ai bilanci: dei 37,5 milioni di ricavi attesi nel primo anno, appena 1,7 e 3,7 milioni proverranno rispettivamente da convegni e concerti, ipotizzati in cinque occasioni annuali. Il prossimo passo sarà la Conferenza dei servizi per ottenere l’autorizzazione ai lavori, con inizio previsto nel primo semestre del 2027 e termine intorno al 2031, in vista degli Europei del 2032 in Italia e Turchia.

L’intervento prevede anche significative opere urbanistiche, pari al 25% del costo totale, come l’istituzione di una Ztl nei giorni di partita, la riqualificazione del ponte Bailey per collegare Tor di Quinto al Flaminio, nuova illuminazione con 1.200 pali, incremento del verde del 30%, rigenerazione di aree degradate e miglioramento della mobilità attraverso trasporti pubblici e la futura fermata Flaminio.

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Lazio, Isaksen-Maldini-Zac: Sarri ha scelto il tridente

Numeri offensivi da migliorare e per farlo Sarri ha scelto gli interpreti.

Isaksen a destra, Zaccagni a sinistra, Maldini falso nove: i titolari, sottolinea il Corriere dello Sport, nella testa di Sarri sono chiari. Contro l’Atalanta i primi segnali di affiatamento. Il tecnico adesso cerca la continuità di rendimento con l’aiuto aggiuntivo degli ingressi dalla panchina, esattamente come successo con Dia mercoledì sera. L’attacco è stato il tallone d’Achille della Lazio in questa stagione, sono risultate insufficienti le marcature e le azioni da gol create. Troppi problemi fisici, troppe alternanze. Le gerarchie sono state mutevoli per il rendimento non all’altezza e non hanno contribuito all’alchimia offensiva.

Ora, conclude il quotidiano, si può lavorare con costanza sul tridente scelto fin dall’arrivo di Maldini, ma avuto a disposizione soltanto due volte: a Cagliari e tre giorni fa. Quando Maldini si è aggregato, si è infortunato Zaccagni (lesione muscolare all’addome). Quando il capitano è rientrato, si è fermato l’ex Atalanta per un’infiammazione al rotuleo. E Isaksen, ritrovato il posto sulla fascia nei confronti di Cancellieri, è rimasto a riposo a Torino nella trasferta che ha preceduto la semifinale d’andata di Coppa Italia. Sarri – dovessero esserci indicazioni positive dalle sedute del weekend a Formello – dovrebbe rischierarli insieme contro il Sassuolo per cominciare ad affinare la sintonia tra gli interpreti. L’obiettivo è presentarsi al top per la gara di ritorno con l’Atalanta in programma ad aprile.

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Lazio, Dele-Bashiru si è guadagnato la riconferma per le prossime partite

La semifinale contro l’Atalanta ha ridato spazio e visibilità al centrocampista nigeriano.

Se fino a qualche settimana fa Dele-Bashiru aveva perso il posto, scalzato pure da Belahyane che sembrava totalmente fuori dal progetto e che a gennaio era con la valigia in mano, la semifinale contro l’Atalanta ha ridato spazio e visibilità al centrocampista nigeriano. Una prestazione maiuscola, il migliore in campo. L’uomo ovunque: non solo il gol col cucchiaio (e chi lo avrebbe immaginato in grado di piazzare un colpo così delicato e con quella freddezza), ma pure muscoli e tanta quantità in mezzo al campo. Nel match in questione, riporta Il Messaggero, la percentuale di passaggi riusciti s’è fermata al 95%, il migliore della Lazio almeno in quelli che hanno iniziato la partita. Nel ruolo di interno destro, poi, rende sicuramente meglio di Basic fermo ai box dalla sfida alla Juventus e si è guadagnato la riconferma per le prossime partite. Di certo lasciarlo fuori adesso per il Comandante diventa complicato.

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Lazio, ripresa dopo un giorno di riposo: rientro Basic, Gila…

Un giorno di stop ora testa al Sassuolo: Sarri ritrova la squadra nel pomeriggio.

La Lazio si ritroverà nel pomeriggio a Formello: seduta prevista alle 15, poi domani alle 16 verrà svolta la rifinitura. Ci sono due allenamenti per preparare il monday night con il Sassuolo. Sarri, evidenzia il Corriere dello Sport, ha recuperato quasi tutti i pezzi dall’infermeria, ora attende Basic in gruppo. Rientrato il croato, rimarrebbero fuori soltanto Rovella (operato per la frattura della clavicola destra) e Gigot, che martedì eettuerà dei test atletici all’Isokinetic per valutare le proprie condizioni dopo la lunga fase riabilitativa.

A settembre il centrale era stato operato alla caviglia, non ha ancora esordito in stagione, dai responsi della prossima settimana verranno ipotizzati i tempi di un suo ritorno in gruppo, finalmente. Oggi intanto, conclude il quotidiano, scatteranno le prove tattiche anti-Grosso. Sarri deve decidere se confermare Gila o non rischiarlo dopo gli sforzi di Coppa. Lo spagnolo aveva saltato Cagliari e Torino per un’infiammazione del tendine rotuleo del ginocchio sinistro (in caso di riposo Provstgaard in pole su Patric).

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Lazio, la meno fallosa e la più punita con i cartellini: i numeri parlano chiaro

La Lazio resta la formazione meno fallosa di A (283) dopo il Milan, ma (con 51 gialli e 7 rossi).

Se Baroni chiuse il 2024/25 al 15° posto per falli commessi ma con lo scettro del club più sanzionato (86 gialli e 7 rossi, un cartellino ogni 5 infrazioni), Sarri rimane in scia e può recriminare. Tutto iniziò, riporta Il Messaggero, il 9 novembre col mancato giallo all’interista Lautaro per un intervento ruvido su Zaccagni che per Mau «avrebbe innervosito persino Padre Pio». Da lì la proposta di noleggio di arbitri stranieri e il richiamo della società a placare le acque. Il tecnico avrebbe rotto il silenzio a dicembre a Parma davanti ai rossi «frettolosi e privi di buon senso» a Zaccagni e Basic, poi a febbraio da Bologna: «Ferguson andava espulso, ma ci è successo di peggio».

In effetti, si legge, tra emergenza infortuni, cessioni illustri e torti eclatanti (ben 12 per il dossier social del club), si annoverano anche provvedimenti disciplinari discutibili. «Solo una squadra fa meno falli di noi, eppure siamo i più espulsi. Sarà sfortuna», pungeva a fine 2025. Tre mesi dopo, la stoccata è ancora valida: la Lazio resta la formazione meno fallosa di A (283) dopo il Milan, ma (con 51 gialli e 7 rossi) anche la più colpita dal Giudice Sportivo e la più espulsa d’Europa dopo l’Oviedo (8), assieme a Chelsea e Rayo. I biancocelesti ricevono in media un cartellino ogni 5 irregolarità, mentre per finire sul taccuino dell’arbitro alla Juve ne servono 11, al Napoli 10, alla Roma 8.

L’oggetto più comune delle lamentele, conclude il quotidiano, è la gestione incongrua delle ammonizioni, spesso foriere di assenze pesanti. In una stagione in cui Provstgaard è l’unica pedina di movimento sempre a disposizione, Mau conta già 10 calciatori squalificati, per 16 turni complessivi. A collezionare più gialli (6) sono i titolari della corsia mancina Pellegrini (perlopiù per interventi scomposti) e Zaccagni, incline a falli di frustrazione in ripiegamento. Rimostranze a parte, per paradosso è l’eccesso di fair play a penalizzare la Lazio lontano da Roma: in trasferta Sarri ha la squadra più corretta d’Europa. Un dato che testimonia scarsa malizia nei momenti di sofferenza. Appena 5 calci di punizione concessi al Torino, 4 alla Juve, 6 a Lecce e 7 a Verona, 8 a Parma e 5 a Bergamo.