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TIFOSI

Lotito, è record di petizioni contro: anche i tifosi della Reggina non lo vogliono

I tifosi della Reggina tramite Change.org hanno diffuso una raccolta firme contro il presidente della Lazio Claudio Lotito, il quale è interessato all’acquisizione della società calabrese. Il comunicato:

“Siamo appassionati di Reggina, e la nostra vita è scandita dalle emozioni che solo il calcio, e in particolare questo club, sa regalare. Negli ultimi tempi, però, l’ombra di Claudio Lotito si è profilata all’orizzonte della nostra amata squadra, creando preoccupazione e tensione tra noi sostenitori. Fermo restando Il rispetto per le persone, le istituzioni e le scelte tra molti tifosi emerge un pensiero a cui si voleva dare forma.

Lotito, noto per la sua gestione controversia della Lazio e la sua influenza in lega, non rispecchia le preferenze della tifoseria della Reggina ciò che chiediamo, dal momento che avverrà la cessione, è che vengano considerate tutte le offerte e le motivazioni dei soggetti interessati all’acquisto del club.

Sempre nel rispetto delle persone, temiamo che il coinvolgimento del Presidente Lotito possa distorcere la identità e autonomia del nostro club, e rappresentarlo in maniera non positiva in giro per l’Italia, laddove al momento è noto prevalentemente per il malcontento di una tifoseria ben più numerosa, della Lazio, di cui è proprietario. Fermo restando che tra qualche anno sarà tenuto a cedere comunque la Reggina ad altri per questioni di regolamento.

Chiediamo un impegno concreto affinché Lotito, laddove ci siano concorrenti con forti motivazioni rimanga, lontano dalla nostra squadra. Proteggiamo la passione e orgoglio che contraddistinguono la Reggina, un club che rappresenta non solo un gruppo di atleti, ma l’intera comunità di Reggio Calabria.

La nostra storia, il nostro orgoglio e le nostre speranze per il futuro dipendono dalla capacità di preservare le caratteristiche uniche che ci definiscono e di non lasciare che la Reggina diventi succursale, o punto di appoggio o merce di scambio“.

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CALCIOMERCATO

Lazio, non solo i big per incassare e liberare: via Lazzari, Pellegrini e Cancellieri

“Un piccolo tesoretto può arrivare dalle cessioni minori come Cancellieri, Lazzari e Pellegrini, tutti in scadenza e considerati fuori dal progetto tecnico di Gattuso”. Così recita l’edizione odierna de “Il Corriere dello Sport” con l’articolo dal titolo “Cancellieri, Pellegrini e Lazzari via”. Bisogna fare i conti anche con le cessioni, specialmente dopo l’annuncio del mercato a saldo zero, con Gattuso che non vede nelle sue idee tattiche sia Pellegrini sia Lazzari sulle fasce difensive e nemmeno Cancellieri come esterno d’attacco. Quello che ha più mercato è sicuramente il numero 22, che ha più richieste dall’estero con la Lazio che ha l’intenzione di ascoltare tutte le offerte e valutare una possibile cessione, stesso discorso quindi che vale anche per Pellegrini e per Lazzari, che dopo sette stagioni in biancoceleste, è pronto a dire addio.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Rambaudi: “Lazio caduta nell’anonimato, non deve passare il messaggio che sia normale” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Che si faccia un aumento di capitale. Prima di iniziare vanno sistemate le cose, va capita la gravità della situazione. C’è bisogno di rimettere le cose al loro posto e iniziare un percorso in maniera costruttiva. Tutto dipende da Lotito.

La Lazio è caduta nell’anonimato e non deve passare il messaggio che sia normale. Serve mettere un punto e andare a capo, così non si va avanti. Bisogna consegnare all’ambiente entusiasmo ed appartenenza.

Gila? Anche se dovesse rimanere, continueranno ad esserci critiche, polemiche e depressione. Non mi cambia molto se resta o meno. Chiaro che a livello tecnico lo spagnolo sposta, ma con questo clima non mi fa la differenza”.

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CALCIOMERCATO

Lazio, riscatto Mandas: oggi scade il termine a favore del Bournemouth

Resta il nodo Christos Mandas. Oggi scade il termine per il Bournemouth sul riscatto fissato a 17 milioni. La risposta del club inglese è attesa e può pesare molto sui conti biancocelesti. Una conferma dell’operazione permetterebbe alla Lazio di fare un passo enorme verso l’obiettivo economico, evitando magari sacrifici ancora più dolorosi.Il Tempo

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, dal medico sociale alla clinica di riferimento: cambia tutta l’area sanitaria

Non c’è solo il mercato. La Lazio ha completato anche la riorganizzazione dell’area sanitaria, una svolta annunciata dopo una stagione segnata da troppi problemi fisici. Il club ha deciso di cambiare struttura e uomini di riferimento, nel tentativo di ridurre gli errori e migliorare la gestione degli atleti.

Emanuele Gregorace sarà il nuovo responsabile dell’area medica. Esperto di diagnostica per immagini ed ecografia muscolo-scheletrica, prenderà il posto di riferimento nel nuovo assetto. Francesco Franceschi sarà invece il consulente ortopedico, mentre Rodia resterà a disposizione come consulente esterno. Cambia anche la clinica di riferimento: dopo il divorzio da Villa Mafalda, la Lazio si affiderà a Villa San Pietro.Il Messaggero

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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Lazio, servono 20 milioni entro il 30 giugno per sbloccare l’indice. Lotito “risolve” con le cessioni?

La Lazio deve fare cassa. L’obiettivo è chiaro: recuperare circa 20 milioni entro la fine del mese per rientrare nei parametri e sbloccare poi il mercato in entrata. Non è più soltanto una questione tecnica, ma soprattutto economica. Prima di pensare ai rinforzi, il club biancoceleste deve alleggerire il monte ingaggi e trasformare alcuni esuberi in risorse immediate.

La situazione è stata superata di poco, ma il margine da colmare resta importante. Per questo a Formello si lavora su più tavoli, con la necessità di chiudere operazioni rapide e funzionali. La strada scelta è quella delle cessioni: non una sola uscita, ma un pacchetto di addii capace di riportare la Lazio dentro i paletti.

Romagnoli verso l’Al-Sadd

Il primo nome in uscita è quello di Alessio Romagnoli. La sua cessione all’Al-Sadd dovrebbe portare nelle casse biancocelesti circa 4 milioni, oltre al risparmio di uno stipendio pesante. Un’operazione che non risolve da sola il problema, ma rappresenta un passaggio concreto nella strategia impostata dalla società.

Non c’è solo Romagnoli. La Lazio continua a lavorare anche alla partenza di Matteo Cancellieri, per il quale resta viva la trattativa con l’Olympiakos. L’esterno è uno dei profili individuati per generare un’altra entrata utile, anche se serve ancora trovare l’intesa definitiva.

Tra i dossier più caldi c’è anche quello di Ivan Provedel, vicino all’Inter. La sua uscita sarebbe un altro tassello del piano cessioni, ma il caso più delicato resta Mario Gila. Lo spagnolo non è considerato ufficialmente in vendita, ma davanti a un’offerta importante il discorso potrebbe cambiare.

La valutazione è intorno ai 30 milioni, anche se metà della cifra spetterebbe al Real Madrid. Per questo la Lazio deve fare bene i conti: cedere Gilasignificherebbe incassare, ma anche perdere uno dei difensori più affidabili della rosa. È il vero rebus del mercato biancoceleste, soprattutto perché Gattuso vorrebbe evitare di smontare subito la struttura della squadra.La priorità non è ancora costruire, ma liberare. Il Tempo

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Lazio, LeastSquares: “Svalutazione, bassa liquidità e protesta, così non si risale. Sblocco saldo zero con crediti futuri” (AUDIO)

Intervista all’esperto economista ‘LeastSquares’ (su X) ai microfoni di Radiosei nella trasmissione ‘Sei Volte Buongiorno’

“La normativa della FIGC ha imposto una restrizione sul limite del costo allargato, che ha sostituito il vecchio indicatore di liquidità. A parità di altre condizioni, così diventa più difficili mantenere i i costi relativi entro questa soglia. Era un risultato abbastanza atteso quello della Lazio.

Questa sanzione ha delle conseguenze che però vanno inquadrate nell’ottica delle modifiche introdotte a dicembre, che hanno agevolato diversi club; prima se un club non rispettava la soglia aveva sicuramente il mercato a saldo zero e non poteva fare adeguamenti di contratto, l’aspetto che è cambiato riguarda le modalità con cui sanare questo sforamento. Prima serviva un aumento di capitale o un finanziamento soci, adesso i club possono rinnovare con adeguamento contrattuale i calciatori in scadenza entro la stagione successiva e per ripianare il gap ci sono diverse possibilità. Ora le NOIF sono meno restrittive e danno maggiore possibilità di azione ai club. Due volte Lotito immise cifre vicine ai 2,5/3 milioni.

Ora i club possono utilizzare anche crediti futuri; se vai per questa strada poi i crediti associati ai ricavi futuri che utilizzerai per sbloccare non entreranno nel computo dell’indicatore successivo.

Il fatturato della Lazio non si allontana troppo da quello dell’Udinese, dovesse continuare un trend del genere la Lazio si assesterebbe in questa posizione di classifica. Non credo si possa sprofondare, ma è sempre più difficile risalire. Oggi competi con club che si sono attrezzati moltissimo e quindi ogni anno è più complicato. La Lazio ha già una bassa liquidità, ora c’è anche la protesta.

Dal punto di vista economico-finanziario, questa gestione potrebbe andare avanti per tanti anni. Il club può rimanere in equilibrio ma oggi il valore di mercato della Lazio è in flessione, quindi il punto è quanto Lotito sia disposto a sopportare una svalutazione del club”.

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ESCLUSIVE

‘9 GENNAIO’ – Bisignani: “Lotito non si fa aiutare, non vende e chiede cifre folli per la Lazio. I fondi ci sono, ma…” (AUDIO)

LUIGI BISIGNANI in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

“Stavo ascoltando un grande laziale che è l’assessore ai grandi eventi e allo sport del Comune di Roma che è Alessandro Onorato, che sta facendo la sua convention qua a Roma. Sul Flaminio? Ancora non ha detto nulla ma certo, il Flaminio è il sogno per tutti noi biancazzurri.

Dunque, partiamo dalla lettera. La lettera è stato certamente un tentativo di Lotito, il quale per la prima volta però, dobbiamo dirlo e dobbiamo riconoscerlo, ha detto che le cose non vanno bene e che perciò vanno sistemate. Questo per uno come Lotito è secondo me un grande gesto dal quale dobbiamo partire. Ecco, quello che mi sarei aspettato nella lettera, oltre al fatto di dire che le cose non vanno bene, è che cosa bisogna fare per farle andare meglio. Questa è una domanda che purtroppo nella lettera manca ed è quello che tutti i tifosi della Lazio si aspettavano di sentire. La lettera mi è sembrata sinceramente un po’ artificiale.

Innanzitutto arriva troppo tardi perché la frattura ormai è veramente molto profonda. Mi sarei aspettato delle note programmatiche. Se si parla poi del Flaminio, il Flaminio è un grande investimento, un investimento davanti al quale bisogna capire come ci si presenta, con quali fondi, chi lo supporta, perché costruire uno stadio è un’operazione molto complicata, calcolando che questo stadio è ancora un libro dei sogni. Inizia appena adesso la conferenza dei servizi, bisogna sentire ancora il parere della sovrintendenza, per cui stiamo parlando da qui a sette anni, sei anni. Mancano dei numeri economici che sono fondamentali per un progetto del genere

Lazio 2032? È una delle tante promesse e poi mi viene anche un po’ di rabbia, perché se voi leggete o se avete visto il Sole 24 Ore di oggi, dice che c’è l’interesse dei fondi internazionali per i grandi stadi o per gli stadi che si fanno in Italia. I fondi hanno tutto l’interesse a partecipare alla costruzione di stadi e allo sviluppo del calcio italiano. Se vedete l’articolo del Sole 24 Ore parla proprio di questo, l’interesse, il grande interesse dei fondi internazionali a partecipare accanto alle squadre di calcio per la costruzione degli stadi che sono un bene per tutta la comunità.

Mi piacerebbe che il Presidente Lotito, che riconosciamo ha fatto anche tante cose buone per la Lazio, si mettesse un attimo in discussione, sentisse un mondo che è un po’ diverso. Lui non se la può prendere solo con i tifosi, lui dovrebbe interloquire con tutti quei mondi, con tutte quelle grandi entità internazionali che potrebbero dare una mano alla Lazio. Un esempio per tutti, la famiglia Percassi e l’Atalanta, nessuno lo può costringere a vendere, ci mancherebbe altro, un liberale, un democristiano come me una cosa del genere non la direbbe mai. Però, santo Dio, apriti un attimo al mondo, oppure se non riesci ad aprirti il mondo fai un aumento di capitale, fai qualcosa. I tifosi hanno bisogno di qualche certezza.

L’ostilità che lui ha verso i fondi arriva dalla presunzione di dover fare tutto da soli, ma in politica, nelle imprese, nelle aziende, da soli non si fa niente. Se mi permetti tu hai parlato del Messaggero che ha scoperto adesso con la lettera di Lotito quello che è il sentimento dei tifosi della Lazio. Per questo, con Il Tempo questi argomenti li stiamo trattando da settimane, giorno per giorno e sono argomenti che abbiamo messo proprio nell’interesse della Lazio e anche per far ragionare sommessamente Lotito che prima o poi dovrà uscire dal suo bunker e confrontarsi con le realtà che amano la Lazio da generazioni, come il mio caso e come tantissimi di noi.

Tra le domande che ho fatto vorrei una risposta in particolare a quella del sogno, è quella che mi ha spinto all’inizio a scrivere la prima lettera, è quella del nonno. Io sono un nonno di nipotini che ho fatto diventare grazie anche ai miei figli Laziali, ma come fa un bambino di 7 anni, penso a Sebastiano, penso a William più grande, penso al piccolo Luigi, a diventare Laziale? Come si fa? Noi vediamo che la Roma è presente ovunque nel merchandising: vai alla stazione Termini e ci sono gli angoli della Roma, tutta la città pulsa un po’ di Roma, perché noi che siamo la squadra più antica della Capitale non abbiamo questo tipo di feeling con la città e perché Lottito non investe in quello che è il merchandising, in tutto quello che serve ad una società moderna per riuscire a creare attorno a sé quell’amore che io da nonno e i miei figli da padre stanno dando ai nipotini? 

È difficile portare un nipotino di 8 anni allo stadio e vedere lo stadio vuoto, la Lazio che perde, nessun tipo di campagna acquisti: è molto molto penoso, credetemi. E lo dice un tifoso della Lazio che ha sempre sofferto per la Lazio, perché noi abbiamo avuto momenti grandiosi con Lenzini e con Maestrelli, con Cragnotti, ma abbiamo anche avuto momenti di grandissima difficoltà in cui però siamo sempre stati attorno alla squadra e attorno alla nostra squadra.

Io sono riuscito a portare tutti i miei figli a diventare della Lazio perché seguendo con grande affetto e rispetto il Presidente Andreotti per tanti anni, sapevo che uno dei suoi principali crucci è che il figlio Stefano, tra l’altro grandissimo tifoso laziale, non fosse romanista come lui e persino il nipote che si chiama Giulio è della Lazio e sono abbonati alla Tribuna Tevere come tutti i veri grandi laziali. 

C’è certamente un’attesa inutile ma la pressione che stiamo facendo, che è una pressione di affetto e di amore perché dietro a noi c’è solo l’amore per la Lazio, il grande tifo della Lazio, io credo che alla fine spingerà Claudio Lotito, che è una persona troppo intelligente e che ha scadenze troppo importanti sia politiche che imprenditoriali, a capire che qualcosa deve fare. Io spero che tutto questo grande movimento, che grazie soprattutto a Il Tempo stiamo portando avanti, anche al Corriere dello Sport che so che finalmente se ne occupa in maniera seria, credo che spingerà Lotito, anche all’interno di quello che sta succedendo in Forza Italia, a ripensare un po’ le sue posizioni.

Quando si parla di proposte economiche, bisogna essere molto cauti. E secondo me stiamo sognando delle cose che non esistono, perché in questo momento la Lazio non è sul mercato. Lotito non ha nessuna intenzione oggi di vendere e non c’è nessuna offerta, come lui dice. C’è stata una polemica quando io parlavo della vecchia richiesta, ma era 7-8 anni fa, è per dire che c’è un grandissimo interesse dei fondi e dei grandi imprenditori anche internazionali attorno al calcio italiano e perciò anche attorno alla Lazio. Ma con un Lotito così chiuso che non è venditore e che comunque se fosse venditore chiederebbe delle cifre fuori dal mercato, non facciamoci illusioni, non pensiamo che arriva il Principe Azzurro col cammello o col jet a comprare la Lazio. In questo momento la Lazio secondo me non è sul mercato perché c’è un Presidente che chiede cifre astronomiche davanti invece a un mondo dei fondi che sarebbe prontissimo a fare delle offerte che fossero ragionevole.

Io credo che tutta questa azione servirà per farlo ragionare, per farlo stare con i piedi per terra. Non credo che lui voglia continuare con questo scontro così, però questo lo aspetta lui. Certamente c’è l’interesse dei fondi, basta leggere il giornale di stamattina, se comprano squadre di Serie C immaginati se non c’è qualcuno che vuole partecipare a un grande sogno in una città come Roma che ha una piazza incredibile. Roma dovrebbe essere un veicolo straordinario per un fondo con tutte le sue bellezze e con tutto quello che rappresenta. Ricordiamoci sempre che siamo la prima squadra della Capitale.

Io ho conosciuto bene Berlusconi, quando c’erano delle critiche lui la prima cosa che faceva telefonava, parlava, cercava di capire. Una squadra di calcio senza tifosi, uno stadio vuoto, non è etico visto che lui parla sempre anche di etica. Non so se lui leggerà le mie domande, certamente spero che qualche collaboratore cominci a ragionare, non a rispondere a me che sono, come ho detto e come concludevo il pezzo, un vecchio raccattapalle dell’era Lorenzo, ma si insomma faccia delle riflessioni perché noi vogliamo la Lazio grande, come vogliamo sognare, noi vogliamo una campagna acquisti adesso, vediamo che succede la settimana prossima con tutte le regole che ci sono e che speriamo consentano alla Lazio di poter avere finalmente una rosa dopo due anni di campagne acquisti ridicole.

La Reggina e i risvolti politici? Andreotti diceva che a pensare male si fa peccato, ma spesso ci si indovina. Certo c’è un grande rapporto tra Lotito il governatore della Calabria, un eminente personaggio di Forza Italia che è Occhiuto, un allenatore che è calabrese, un collegio elettorale in Molise che probabilmente non gli viene ridato… Certo la Reggina è sicuramente un modo per avvicinare il pubblico calabrese, ma non voglio pensare che una persona intelligente come Lotito, che certamente vuole essere ricandidato, finisca per fare quello che sarebbe ancora un errore più importante perché poi se la Reggina venisse promossa deve lasciarla, ricominciamo con quello che è successo con la Salernitana: alla fine aveva fatto un affare poi si è incaponito e l’ha dovuta svendere, non credo che lui rifaccia un errore del genere, sarebbe un peccato mortale”.

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Lazio, giorni decisivi per l’intreccio Provedel-Mandas: l’Inter ed il greco hanno fretta

L’intreccio dei portieri entrerà nel vivo la prossima settimana.

Il manager di Provedel ha parlato con l’Inter e riparlerà
con la Lazio. Non c’è accordo sull’ingaggio con i nerazzurri, l’offerta è 1,5. Provedel alla Lazio guadagna oltre 2 milioni. L’Inter gli propone il ruolo di vice Martinez, ma con la possibilità di giocarsi il posto. Martinez, tra l’altro, guadagna meno di 2 milioni. L’incontro con la Lazio servirà per provare a trovare un accordo sul prezzo in uscita. Mandas rientrerà, non sarà riscattato dal Bournemouth. Resterà
alla Lazio, riporte il Corriere dello Sport, solo se giocherà titolare. Lo stesso vale per Provedel, ad un anno dalla scadenza.

La società, si legge, ha deciso di tenere Motta da vice. Gli darà un anno in più di apprendistato per crescere, per quanto farlo in panchina non è il massimo. Avrà la possibilità di giocare in Coppa Italia se Gattuso gli offrirà questa chance. L’intreccio Provedel-Mandas va risolto in tempi brevi. L’Inter, conclude il quotidiano, non vuole attendere molto per chiudere l’acquisto del secondo portiere. Mandas vuole decidere il suo futuro in tempi brevi. Ecco perché la prossima settimana sarà decisiva.

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Lazio, Muriqi a un passo dal Fenerbahce ma l’incasso è minimo

L’incasso per la Lazio è di 2,7 milioni, non di 7.

Doccia gelata su Muriqi, ceduto dal Maiorca al Fenerbahce per 15 milioni: l’incasso per la Lazio, sottolinea La Repubblica, è di 2,7 milioni, non di 7, perché la percentuale del 45% è sulla plusvalenza realizzata dal club spagnolo (6 milioni, lo aveva pagato 9) e non sull’introito totale.

Il kosovaro lascerà la Spagna da vice capocannoniere e tornerà in Turchia, al Fenerbahce, da cui i biancocelesti lo avevano prelevato. E proprio il trasferimento porterà soldi nelle casse del club. Quest’anno, nonostante la retrocessione, ha chiuso al secondo posto la classifica marcatori con 23 gol, dietro solo a Mbappé a 25.