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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘SVB’ – Rambaudi: “Lotito può scrivere quello che vuole, ma è aria fritta. Serve una conferenza” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Lotito può scrivere quello che vuole, ma è aria fritta. Se vuole riprendere in mano la situazione con passione, umiltà, fa conferenza stampa con tutte le parti e risponde alle domande in modo costruttivo, sincero, col cuore. La gente lo capisce se parli in maniera chiara e sincera.

Ha fatto delle cose buone e altre meno, lo deve dire. Si può sbagliare nella vita, ma si può anche rimediare se uno ha voglia e capacità di farlo. A me della lettera non interessa niente, non è comunicare. Io voglio il contatto. Serve una conferenza con giornalisti, tifosi, con tutto l’ambiente.

La cosa più brutta è che arriva il messaggio che sia normale che la Lazio si trovi lì, a metà classifica, a galleggiare. Una volta c’era anche il controbattere alla Roma, qui il bello è anche questo: da entrambe le parti c’è sempre stata questa voglia di competere con l’avversario. Ora sembra essere venuto meno anche questo aspetto.

Se togli i sogni, nel calcio togli tutto. Oltre ai soldi servono idee. Ci vogliono capacità, conoscenza, amore in quello che si fa. La prima cosa che deve cambiare è la comunicazione con il proprio popolo, con la sua gente. Io credo che le persone possono sempre cambiare, migliorare. Questa storia della lettera non la condivido, avrei fatto in maniera diversa organizzando una conferenza stampa con tutte le componenti”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, il mercato riparte con le prime spese. Da Muriqi invece soldi utili

Conferme sull’esterno sinistro danese Asp Jensen, classe 2006.

Il mercato è appena iniziato e subito bisogna far fronte a impegni pregressi. Come sottolinea La Repubblica, servono 18 milioni per il riscatto di Dia (11,3) e per l’ultima rata da versare alla Juve per l’acquisto di Rovella e Pellegrini. Utili, a questo proposito, i circa 7 milioni inviati dal Maiorca per la cessione di Muriqi al Fenerbahce (15). Altri fondi dovrebbero arrivare dall’Olympiacos, interessato a Cancellieri, e dall’Inter, che tratta Provedel: ieri l’incontro tra i nerazzurri e l’agente del portiere, non c’è ancora l’accordo ma si continua a lavorare. La Lazio chiede 5 milioni, l’Inter ne offre la metà. Va conclusa anche l’operazione con l’Al-Sadd per Romagnoli (3 milioni). In entrata, conferme sull’esterno sinistro danese Asp Jensen, classe 2006, come obiettivo per l’attacco. Non è un mercato per i sogni, no.

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INFERMERIA

Lazio, pubalgia Isaksen: no all’operazione, ha scelto la terapia conservativa

Come riportato dal Corriere dello Sport, Gustav Isaksen ha scelto la strada della terapia conservativa per trattare la pubalgia che lo tormenta da tempo. Seguirà così le orme di Nicolò Rovella: riposo alternato a fisioterapia, finché non sarà giunta l’ora di aggiungere carichi di lavoro. La speranza, ovviamente, è che il percorso conduca a un esito differente a quello cui è stato costretto il compagno di squadra, obbligato infine ad operarsi. Secondo i piani, trenta giorni a partire dalla data zero del ritiro dovrebbero bastare per farsi trovare pronto al via del campionato.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Marusic è l’ultima bandiera: ora punta la Top 5 dei più presenti di sempre

Al momento è il sesto giocatore più presente di sempre nella storia del club.

Marusic si prepara a iniziare la sua decima stagione con la Lazio e lo farà con lo stesso spirito con cui è arrivato nell’estate del 2017: lavorando in silenzio, senza cercare riflettori, ma mettendosi sempre a disposizione della squadra. Il rinnovo firmato lo scorso gennaio fino al giugno del 2028, evidenzia il Corriere dello Sport, è stato molto più di una semplice operazione contrattuale. È stato il riconoscimento di una fedeltà rara nel calcio moderno.

Marusic è diventato una vera bandiera, uno di quei giocatori che hanno attraversato epoche diverse restando sempre indispensabili. Quando prenderà il via il prossimo campionato, soltanto Patric, arrivato nel 2015, potrà vantare una permanenza più lunga e continuativa nella rosa biancoceleste. Per il resto, nessuno conosce la Lazio di oggi meglio del montenegrino.

La sua forza è sempre stata la versatilità: terzino destro o sinistro, quinto di centrocampo, centrale nella difesa a tre e pure in quella a quattro in emergenza, esterno offensivo. Anche nell’ultima stagione, una delle più complicate vissute dalla Lazio negli ultimi anni, è stato ancora una volta, si legge, il giocatore più utilizzato: 3.192 minuti giocati, più di chiunque altro, scendendo in campo in 38 delle 42 partite disputate dalla Lazio durante la stagione.

Con le presenze accumulate nell’ultima stagione, conclude il quotidiano, ha raggiunto quota 354 partite ufficiali con la maglia biancocelste, diventando il sesto giocatore più presente di sempre nella storia del club. Nell’ultimo campionato ha superato autentiche leggende come Vincenzo D’Amico, Luca Marchegiani, Ciro Immobile, Sergej Milinkovic-Savic e Aldo Puccinelli. Nomi che hanno segnato epoche diverse della storia laziale e che oggi si trovano alle sue spalle. Adesso il prossimo traguardo si chiama Top 5. Davanti a lui c’è Senad Lulic, fermo a quota 371 presenze. Un obiettivo assolutamente alla portata già nella prossima stagione. Poco più avanti c’è Paolo Negro con 376. Anche in questo caso, mantenendo gli attuali ritmi, il sorpasso è più che probabile. Più complessa la rincorsa a Pino Wilson, terzo a quota 394. Servirebbe praticamente un’altra stagione da protagonista assoluto.

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CALCIOMERCATO

Lazio, Provedel: l’agente incontra l’Inter. Entra nel vivo la trattativa tra i due club. Ma c’è anche il nodo Mandas…

La questione portiere tiene banco in casa Lazio tra notizie di calciomercato in uscita e decisioni da prendere. Come riportato da Gianluca Di Marzio, l’agente di Ivan Provedel si trova nella sede dell’Inter. I nerazzurri, che hanno messo nel mirino il portiere biancoceleste per affiancarlo a Josep Martinez nella prossima stagione, sarebbero pronti a proporre alla Lazio un corrispettivo economico di circa 3 milioni di euro. L’intenzione biancoceleste è quella di partire da una valutazione di 5 milioni e non è da escludere che l’incontro di questo pomeriggio possa essere utile per avvicinare le parti con l’agente a fare da intermediario tra i due club. Tutto, però, si lega anche al destino di Mandas: il Bournemoth ha tempo fino al 15 giungo per riscattare o trovare una nuova intesa con la Lazio per il portiere greco. Difficile pensare che da Formello abbiano l’intenzione di privarsi di entrambi gli estremi difensori, promuovendo come titolare Motta.  

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Gregucci: “Lazio, vedo l’oblio, il totale buio. Non esiste società senza popolo e tifosi alla stadio” (AUDIO)

ANGELO ADAMO GREGUCCI in collegamento a ‘NMM’

“Stiamo vivendo momenti drammatici, io l’ho definita la sacra del masochista. Quando anche i tifosi che hanno vissuto momento sportivi anche più difficili ti dicono che non andranno più allo stadio e non vogliono più parlare di Lazio, significa che siamo arrivati ad un punto terribile. Abbiamo superato la fase della tristezza. Vuol dire che è successo qualcosa di grosso, davvero. L’unione c’è, ma non andare più allo stadio porta inevitabilmente dei danni alla bandiera. Non esiste società senza popolo e tifosi allo stadio. Le società che fanno letteratura, sono quelle gestite dai tifosi e dell’azionariato popolare. Io penso che il calcio futuro non sarà degli sceicchi, ma dell’azionariato popolare o comunque questa idea del club.

Questa proprietà doveva scendere e parlare con il proprio popolo. Questo non è accaduto. Non si può rubare un sogno ed il mercato a saldo zero fa esattamente questo. L’ideale sarebbe trovare un dialogo, ma che lo scenario sia compromesso è evidente. Non comunicano quale dovrebbe essere lo sviluppo e la visione. Vedo l’oblio, il totale buio. Certamente, per quanto sia un uomo pulito ed un personsaggio integro, non può essere un solo uomo, in questo caso Gattuso, a cambiare le sorti. La soluzione la vedo complicata, in particolare dal punto di vista dell’empatia e del rapporto tra le parti. L’unita Lotito l’ha creata, mettendoci tutti dall’altra parte”

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SOCIETA'

Lazio sugli scudi in Borsa, voci di comunicazioni di Lotito al mercato entro la settimana

Il titolo della Lazio vola in Borsa. Nella giornata odierna, il club biancoceleste sta guadagnando il 5% a Piazza Affari e ha raggiunto quota 1,64 euro per azione arrivando ai massimi addirittura da dicembre 2020. Va detto che nell’ambiente romano, soprattutto quello di stampo politico-istituzionale, stanno circolando voci secondo le quali il proprietario e presidente Claudio Lotito dovrebbe effettuare una comunicazione entro la settimana a Borse chiuse. 

Da diversi mesi il clima in casa Lazio è rovente, con i tifosi in piena contestazione e intenzionati a non rinnovare l’abbonamento, dopo avere disertato l’Olimpico per diverse giornate della Serie A 2025/26. 

Sulla stagione della Lazio, che ha concluso il campionato di Serie A al nono posto in classifica e con l’addio di Maurizio Sarri, ha pesato il blocco del mercato estivo. Anche nella sessione di gennaio il club ha venduto alcuni dei suoi pezzi pregiati – Guendouzi e Castellanos su tutti –, rimpiazzandoli con giovani calciatori, molti dei quali non si sono rivelati utili alla causa. 

Sullo sfondo resta il progetto di riqualificazione dello stadio Flaminio, presentato nei mesi scorsi durante una conferenza stampa e per il quale proseguono le interlocuzioni con il Comune di Roma. Calcioefinanza..it

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RADIOSEI

Lazio, non è più sufficiente farsi bastare poco sperando che diventi tutto, senza far nulla affinchè accada

Negli ultimi giorni si è solo apparentemente consolidato ció che già negli ultimi mesi si stava manifestando, una realtà distopica generata ad immagine e somiglianza del proprio creatore. In realtà, nei riflessi sul futuro della Lazio si sta andando oltre. E’ stata emessa una sentenza definitiva. Non solo per ciò che hanno scelto di fare o faranno i tifosi, al netto del tentativo sempre più goffo di criminalizzare un dissenso univoco e trasversale; anche per ció che non è in grado di fare questo club, questa società, questo presidente per invertire la rotta. Sento ancora parlare di mancanza di volontà, ma la verità è che sono evidentemente esauriti gli argomenti che possano andare oltre il tentativo sposare responsabilità, anche comunicative, sugli altri. Perchè quando il gioco si fa duro, Lotito gioca a fare la ‘vittima’, la parte lesa, il frainteso, l’ammortizzatore sociale. Il fatto, però, è che non più solo una questione di mancanza di rispetto e considerazione: il nocciolo della questione è che non c’è più un reale motivo, un appiglio, una visione, una reale intenzione di rilancio che possa legittimare la necessità di continuare a possedere questa società.

Il tentativo di minimizzare, normalizzare, far passare il messaggio che un’intera comunità debba accontentarsi di quello che passa il convento è ufficialmente fallito. Questo è stato il vero effetto della contestazione/diserzione che ha animato gli ultimi cinque mesi della stagione. Ha risvegliato coscienze, attirato attenzioni illustri, argomentato e dato eco ad una mobilitazione che ha sortito l’effetto più grande. Quello di porre fine alle premesse basilari per proseguire ad oltranza senza le condizioni necessarie.

Anche nella forma, poi, Lotito si è trasformato nel proprio carnefice. Anche l’arroganza, la prosopopea, il narcisismo, l’egocentrismo e l’orgoglio personale devono avere un limite, oltre il quale conviene non andare. Superandolo, ha servito l’assist più invitante ad un intero popolo che ora si prepara a dare corpo non più ad una semplice manifestazione di dissenso, ma ad impartire una lezione storica travestita da boicottaggio.

È arrivata la sentenza, la più logica visto quanto non fatto per evitarla. E’ giunta la risposta alla famosa domanda che è stato legittimo porsi in questi mesi: “Dove porterà tutto questo?”. Ad un fragoroso, ma apparente abbandono per urgenza di cambiamento. Alla manifestazione pratica del “noi o lui”, di uno slogan che fino a poco tempo fa era ostaggio di un vincolo morale. La Lazio, oggi, è tutto ció di cui un tifoso non puó sentirsi rappresentato. Una scatola svuotata dall’arroganza, dall’assenza totale di sentimento, dall’indifferenza (intesa come il contrario di ambizione), dall’eleganza, dalla visione, dalle capacità imprenditoriali e sportive di chi la gestisce. È la raccolta inevitabile, ma tutt’altro che scontata, di ció che è stato seminato in oltre due decenni. Eccola, la resa dei conti che arriva dopo il punto più basso.

Il proprio carnefice ha fatto il vuoto ed ora non resta che aspettare di vedere come se la cava o fino a che punto decide di far sprofondare la ‘Prima squadra della Capitale’, sull’altare del proprio bisogno individuale. Ai più distratti, potrebbe sembrare la fine, ma per ricominciare e migliorare è doveroso fare dei sacrifici. Non è sufficiente farsi bastare poco sperando che diventi tutto, senza far nulla affinchè possa accadere. I tifosi della Lazio non si vedranno, ma ci sono. Sono vivi e uniti, tanto appassionati da mettersi nelle condizioni di scrivere una pagina di storia tutta loro. Tanto da rimettersi al centro della narrazione, con l’unico scopo di riappropriarsi della propria concezione di Lazio. Per abbattere degli steccati che non li rendono liberi di vivere la propria passione con l’orgoglio e la dignità della propria ‘cazzo di storia’. “La Lazio ha un nome e cognome, Claudio Lotito“: ora dimostri ad un popolo intero come si gestisce la sua azienza senza clienti, consensi, credibilità, soldi e umiltà. “Che problema c’è – diceva settimane fa – , faccio un aumento di capitale e risolvo il problema“. Bene, aspettiamo con ansia e ottimismo che questo primo step si concretizzi. Lo faccia e dimostri di potersela permettere senza poter meramente speculare sul capitale umano e materiale della propria gente. Daniele Baldini Radiosei

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Lazio, Cardone: “Lotito indirizzato dalla politica, dalla Consob nessuna comunicazione di movimenti anomali. Rovella e Gila…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“La notizia che riguarda la Reggina ha dato vita ad un tam tam mediatico che ha diviso l’ambiente. C’è chi lamenta il fatto di vedere Lotito che pensa ad altro anziché alla Lazio e chi crede che l’interesse per la Reggina lo porti a lasciare la Lazio. La politica lo ha indirizzato lì, lui si fa garante di questa cordata per l’acquisizione del club.

Dalla Consob fino a poco fa non era arrivata nessuna comunicazione di movimenti anomali, quindi non mi aspetto smentite su nulla, per ora.

In vista dell’estate, la situazione-Lazio è preoccupante. Nel tempo ho detto che la critica era sproporzionata agli avvenimenti, ora non lo è più.

Il fatto che Rovella sia in bilico spero venga smentito dai fatti. Dal Rovella che sta bene dovremmo costruire la nuova Lazio e il giocatore piace tantissimo a Gattuso. Perdere pilastri come lui e Gila sarebbe di una gravità clamorosa. Siamo fautori del player trading ma non non dello smantellamento.

Pellegrini e Cataldi sono contenti di restare alla Lazio, vorrebbero rimanere”.

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Lazio, Sala: “Difficile trattenere Gila e Rovella, mi spaventano le alternative” (AUDIO)

CRISTIANO SALA in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“In questo momento storico, se dovessi fare una campagna elettorale, preferirei farla da presidente della Reggina che da presidente della Lazio. Quello della Reggina, da imprenditore, è un grande affare; se si dovesse concretizzare, aspettiamo magari Lotito in A con la Reggina e a quel punto dovrà fare una scelta.

Come fai a dire a Gila e Rovella di restare se arriva la chiamata di un grande club? Sono due ottimi giocatori, meritano di fare il salto di qualità. Se per Rovella arrivassero 45 milioni è normale che da Formello ne approfitterebbero, quello che mi spaventa è il capitolo alternative”.