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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE’ – Cardone: “Lazio, serve di più per aumentare i ricavi. Champions senza sponsor grida vendetta” (AUDIO)

L’obiettivo della Lazio deve essere quello di aumentare i ricavi… GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

L’obiettivo della Lazio deve essere quello di aumentare i ricavi e abbassare gli ingaggi, sia per motivi di efficienza aziendale, sia per rientrare nei nuovi parametri. Anche lo stadio sarà molto importante per la Lazio e anche grazie a Radiosei – poi confermata dal Presidente – abbiamo saputo che tra fine aprile e inizio maggio ci sarà la presentazione del progetto preliminare per fare dello stadio Flaminio la casa della Lazio. Per una società che si autofinanzia come la Lazio sono tutte cose di cui tenere conto perché aumenti di capitale non si fanno.

Quindi obbligatoriamente andrebbero aumentati i ricavi, mentre la Lazio non dà l’impressione di volerlo fare fino in fondo. Pensare di andarsi a giocare un ottavo di finale di Champions contro il Bayern senza lo sponsor sulla maglia è qualcosa di inconcepibile.

La Lazio deve andare a incidere e migliorare l’aspetto ricavi, ma anche l’aspetto comunicazione. Intendo la filosofia comunicativa della società, non gettando croci addosso a chi ci lavora adesso, tramite la quale si deve informare il tifoso delle strategie per renderlo partecipe delle mosse. Un po’ come fa l’Atalanta. Essere chiari con i propri sostenitori è molto importante.

Mi sembra molto interessante l’intervista del direttore Fabiani soprattutto su Zaccagni e su Guendouzi e sono contento che sia intervenuto a Radiosei. Uno dei motivi per cui la Lazio non sta facendo un buon campionato è anche per il fatto che Zaccagni abbia subito quattro infortuni traumatici in stagione. Questa è stata una sfortuna per la Lazio e per l’allenatore precedente”.

Alessio Buzzanca

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ESCLUSIVE

Lazio, rischio Auronzo, lettera recesso del contratto dal comune: ma la partita è ancora aperta. La situazione

Tutto da rifare per la Media Sport Event di Gianni Lacchè, la società che cura l’organizzazione del soggiorno della Lazio ad Auronzo.

Il sindaco di Auronzo Dario Vecellio Galeno ha infatti recapitato alla società di Lacchè una lettera ufficiale di recesso unilaterale del contratto che lo lega per la prossima estate. Il 10 aprile infatti è scaduto il termine ultimo per indicare la struttura ricettiva che la Lazio avrebbe occupato. La Media Sport Event ha in effetti indicato la struttura ricettiva (l’hotel Auronzo), ma attualmente non risulta ancora giuridicamente disponibile. Con queste premesse e senza più garanzie, è dunque impossibile che la Lazio possa andare in ritiro sotto le Tre cime di Lavaredo.

Tutto finito? Non ancora. L’Hotel Auronzo – unico in valle a poter ospitare la Lazio – sotto procedura fallimentare, attende la prossima asta a maggio per conoscere il nuovo proprietario. Intanto però sta per essere pubblicato un bando per aggiudicare la gestione per il periodo estivo della struttura ricettiva e sarebbero ben tre le società che hanno fatto pervenire manifestazioni di interesse al giudice del procedimento.

Alla luce di tutto ciò il presidente Lotito avrebbe contattato il sindaco di Auronzo per ricomporre la vicenda che certamente potrà essere risolta a livello politico e con la semplice volontà di andare avanti.

Anche perché Gianni Lacchè ha tutte le intenzioni – nel caso in cui la cosa dovesse finire male – di trascinare il comune di Auronzo in tribunale con tutte le conseguenze che ne derivano. Oltre a informare i valligiani del danno economico che questo scellerato colpo di testa potrebbe produrre ai commercianti di zona che per un mese – grazie alla Lazio – vedono il tutto esaurito in un periodo di non altissima stagione.

Alessio Buzzanca

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Abbate: “Il mercato parte da giovani e parametri zero. Fabiani era su Reijnders e Pulisic, poi… (AUDIO)

La Lazio sta valutando al momento giocatori giovani o a parametro zero… ALBERTO ABBATE (Il Messaggero) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“La Lazio sta valutando al momento giocatori giovani o a parametro zero, insomma si valutano occasioni. Come ad esempio Barak che è fuori dai piani a Firenze e che con Tudor fece benissimo. Poi se si farà cassa vendendo giocatori, si faranno altri ragionamenti.

Il mercato sarà sulla falsa riga di quello della scorsa estate. Ovvio che se partirà un big, sarà adeguatamente sostituito.

La cosa che mi spiace di più dell’addio di Anderson è che nella partita in cui fa due goal ed è tra le ultime con la maglia della Lazio, si è beccato insulti e fischi.

Fabiani era Su Reijnders e Pulisic la scorsa estate, poi non se ne fece nulla anche perché a Sarri non convincevano.

Su Kamada da quanto so io ha deciso a dicembre scorso di andarsene. Ha due offerte importanti dalla Germania e deciderà a fine campionato dove andare tra le due, ma non eserciterà la clausola che gli permetterà di rimanere alla Lazio e quindi è già out.

La sorella di Felipe Anderson a ottobre ha trovato un accordo con la Juve ed è andata dalla Lazio dicendo la situazione. La Lazio ha tergiversato e Juliana ha continuato a trattare anche con altre squadre. Che alla fine non sarebbe andato alla Juventus, io ci credevo. Alla fine ha scelto il Brasile perché ha fatto una scelta di vita per poter tornare con tutta la famiglia in Brasile”.

Alessio Buzzanca

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Giordano: “Anderson? La Lazio più di così non poteva fare. Ciclo concluso, rinnovamento da affrontare senza paure” (AUDIO)

Parallelismo di tecnica e carriera tra Anderson e D’Amico… BRUNO GIORDANO in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Parallelismo di tecnica e carriera tra Anderson e D’Amico ci può stare, anche se Vincenzo ebbe seri problemi fisici soprattutto al ginocchio che lo condizionarono per tutta la carriera.

La Lazio più di fare le offerte presentate al brasiliano non poteva fare. Offrire circa 3 milioni l’anno per 5 anni e un ruolo in società è stata un’ottima offerta. Quella di Felipe è stata certamente una scelta di vita e infatti non è andato alla Juve, ma è tornato nel suo paese. Probabilmente la Lazio avrebbe dovuto fare qualcosa uno o due anni fa per rinnovare ed eventualmente vendere.

E’ vero, molti giocatori andranno via. Vorrà dire che si dovranno fare più cose sul mercato per tirare su un squadra competitiva.

La sparata di Luis Alberto evidentemente ha radici più profonde, ma il giocatore dovrebbe capire che nessuna società ti dà la lista gratuita con 4 anni di contratto, perché si farebbe un danno economico. Tanto più che al Liverpool vanno riconosciuti anche dei soldi, quindi sarebbe addirittura una perdita.

Non mi piacciono i contratti di giocatori già fatti con clausole che prevedono soldi al precedente proprietario.

Luis Alberto deve ricordarsi che la sua carriera è solo biancoceleste perché prima non lo conosceva nessuno e dopo la Lazio chissà dove andrà. Se lo conoscono in Europa è merito della Lazio. Servirebbe riconoscenza e in un momento in cui la Lazio è in difficoltà avrebbe dovuto evitare quelle dichiarazioni.

Questa estate servirà chiarezza e dare a Qudor una squadra quasi completa a inizio ritiro. Senza fare i giochetti arrivando all’ultimo per chiudere i contratti.

Comunque siamo ancora in una fase iniziale e dobbiamo aspettare senza dare subito giudizi. Immagino che anche l’allenatore vorrà dire la propria sulle necessità di mercato. La Lazio deve fare adesso chiarezza e capire chi voglia rimanere e chi no. Il ciclo va a concludersi e non ci dobbiamo far prendere dalla frenesia”.

Alessio Buzzanca

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‘QUELLI CHE…’ – Bezzi: “Lazio, quale futuro? Troppe bizze nello spogliatoio e Tudor troppo brusco” (AUDIO)

La situazione in casa Lazio è molto ingarbugliata… GIANNI BEZZI (RaiSport) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Alla luce degli ultimi fatti la situazione in casa Lazio è molto ingarbugliata. E’ arrivato un nuovo allenatore, ma non si vedono cambiamenti importanti, anzi si vedono molti giocatori che vogliono andare via o che comunque fanno le bizze. Il titolo sarebbe: ‘ Lazio, quale futuro?’.

Questa confusione non fa il bene della Lazio. Guendouzi è stato uno dei pochi giocatori azzeccati nella campagna acquisti della Lazio, arriva Tudor e lo mette in panchina. Entra e fa fare il gol vittoria e torna in panchina.

Tudor avrebbe dovuto iniziare con più cautela con questi cambiamenti. E invece abbiamo visto Anderson terzino, Lazzari a sinistra, Guendouzi in panchina… la cosa strana è che il francese a Marsiglia ha giocato due grandi stagioni, ma quando arrivò Tudor ci furono delle frizioni e le presenze del francese calarono. Ora si incontrano alla Lazio ed entrano subito in collisione. Allora c’era qualcosa di serio tra i due se c’è subito stato uno screzio.

Poi leggo i primi nomi del mercato e vedo scommesse e giocatori a parametro zero sconosciuti e mi chiedo, quale futuro?

Nella Lazio mancano figure importanti che hanno fatto parte del passato e che possono aiutare a risolvere questioni come quelle di Guendouzi o di Luis Alberto o altre… Non può fare tutto una persona”.

Alessio Buzzanca

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RASSEGNA STAMPA

Il 12 maggio all’Olimpico un grande ritorno…

Come riportato dal Messaggero, il 12 maggio per le celebrazioni dei 50 anni dal primo scudetto della Lazio, potrebbe essere presente all’Olimpico un vero type=’text/javascript’ idolo dei tifosi laziali. Svena Goran Eriksson infatti potrebbe essere presente allo stadio per salutare il suo pubblico e ricordare anche il secondo scudetto biancoceleste.

Alessio Buzzanca

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FORMELLO

Lazio-Salernitana, i convocati di Tudor: sei assenti

Igor Tudor ha diramato la lista dei convocati per la partita di questa sera tra la Lazio e la Salernitana. Sono molti gli assenti per i biancocelesti: la lista comprende Provedel, Immobile, ZaccagniGuendouziRomagnoli Pellegrini. Confermato, invece, il rientro di Rovella – già convocato nel derby – e quello di Lazzari. Di seguito l’elenco completo:

Portieri: Mandas, Renzetti, Sepe;

Difensori: Casale, Gila, Hysaj, Lazzari, Marusic, Patric;

Centrocampisti: André Anderson, Cataldi, Kamada, Luis Alberto, Rovella, Vecino;

Attaccanti: Castellanos, Felipe Anderson, Isaksen, Pedro

Alessio Buzzanca

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Catastrofismo Lazio, ma è l’organizzazione che non va. Formazione? Si torna alla normalità” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“La Lazio dovrebbe cambiare il modo di comunicare con la tifoseria e di rispettarla di più. Andrebbero fatte delle scelte in questo senso.

Purtroppo il catastrofismo è un male dell’ambiente Lazio e sui risultati non possiamo troppo lamentarci. Ciò che non va è l’organizzazione: la gestione dei biglietti, il ritiro senza dirigenti al seguito, la comunicazione, il rapporto coi tifosi. Ecco, su questo la Lazio deve assolutamente crescere.

C’è anche da dire che se la dimensione della Lazio è l’Europa League, poi però non capisco perché lo stadio lo lasciamo vuoto. E’ evidente che c’è qualcosa che non funzioni e che deve essere migliorato.

Per quanto riguarda la partita di stasera, la formazione sarà quella provata ieri con Marusic e Lazzari esterni, ma invertiti: Lazzari a sinistra e Marusic a destra. Davanti alla difesa la cerniera inedita Vecino-Kamada-

Davanti si torna alla normalità con Anderson e Luis Alberto trequarti dietro la punta. Gli infortunati cominceranno a rientrare da venerdì prossimo contro il Genoa, ma è presto per dire chi ci sarà al 100%.

Sulle dichiarazioni di Patric, evidentemente ha detto quelle cose perché ritiene che ci sia qualcuno intorno a sé che ha bisogno di ascoltare quei discorsi. Tra l’altro intervista pubblicata proprio sul match program dalla società stessa”.

Alessio Buzzanca

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‘QUELLI CHE…’ – Prandi: “Inutile cambiare per cambiare: Tare era meglio di Fabiani. Catastrofismo laziali esagerato” (AUDIO)

ANDREA PRANDI (La7) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“La Lazio manca di sogni e di progetto. Tutto questo disfattismo e catastrofismo lo trovo però esagerato. Con tutti gli infortuni e gli errori, la Lazio era agli ottavi ben figurando contro il Bayern che meritava di vincere contro la squadra che forse vincerà la Premier. Noi non dobbiamo fare da specchio a quello che fanno a Trigoria, non ci deve interessare. Tra l’altro seguendola, la Roma sta ottenendo più di quello che merita, non è una squadra che possa ambire ad arrivare terza in campionato o a vincere l’Europa League.

Al derby ad esempio ho visto solo una squadra al livello della Lazio che ha approfittato della nostra poca organizzazione momentanea.

Ciò di cui dobbiamo soprattutto lamentarci è la scarsa organizzazione societaria, è lo stato di abbandono che dà l’attuale gestione.

I romanisti sono anni che soffrono la superiorità della Lazio, di certo non solo le tre settimane tra andata e ritorno contro il Bayern. Come ad esempio l’anno del Covid con la Lazio in rincorsa scudetto.

Il presidente è questo e non lo scopriamo oggi, ma non buttiamo via tutto. Il cambiamento porta sempre qualcosa di positivo? Siamo sicuri che aver cambiato Tare con Fabiani sia stato utile? Per me abbiamo peggiorato e sarebbe stato meglio tenere Tare”.

Alessio Buzzanca

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‘SVB’ – Teodori: “Lotito non riesce a seguire la Lazio. Vanno riempite caselle staff. Gestione casareccia non funziona” (AUDIO)

GIANLUCA TEODORI (Caporedattore RDS e Radio Serie A) a ‘SVB’ su gestione Lotito e stagione Lazio

“Ho incrociato Sarri a Ryadh e ho avuto la percezione di una persona che probabilmente aveva perso le motivazioni. E il perché forse va cercato nel ritiro precampionato.

Tudor mi sembra un tecnico dal pensiero molto chiare e dalla personalità molto spiccata, ma si è trovato in una situazione complessa. Del resto anche le sue scelte poco chiare e cambiate da partita a partita, danno l’impressione di un cantiere aperto. Ho l’impressione che la squadra abbia perso entusiasmo e questo ricade sulle spalle di chi mette la formazione in campo.

Forse andava scelto un traghettatore fino a giugno, ma al di là di questo non capisco fare a Tudor un anno e mezzo di contratto. Che significato ha? Se credi in un progetto, gli fai due anni di contratto. Non ha senso iniziare la nuova stagione ad agosto con un allenatore in scadenza. Ecco perché era meglio un traghettatore e in estate pensare a un altro allenatore. Si erano fatti i nomi di Palladino, di Gilardino…

Anche in altre squadre ci sono fine prestiti, giocatori che vanno via, ma evidentemente la situazione è gestita meglio.

Anche la gestione del finale di stagione che richiederebbe polso, mi sembra che trovi una squadra già al mare. Se il primo comunicato dopo la sconfitta al derby è quello dei biglietti in vendita per Lazio-Salernitana, vuol dire che non si è avuta reazione. L’ambiente è da rianimare.

Da quanti anni aspettiamo una comunicazione chiara dalla Lazio di Lotito che ci spieghi gli obiettivi.

Un minimo di orizzonte va disegnato. Non si può andare in ritiro senza dirigenti e poi arriva Lotito e fa il proclama dicendo che il mercato lo fa lui. Il presidente ha dimostrato in questa stagione di non seguirla o di non riuscire a seguirla la Lazio. Io ad esempio ho due incarichi quest’anno e faccio fatica a fare bene tutto. Se lui è in Senato o in Commissione non può seguire contemporaneamente una squadra di A. Fare il presidente di A non è facile, ma nemmeno obbligatorio. Ecco a cosa servono gli staff. La differenza tra la Lazio e i grandi club la sto toccando in questi giorni: con la Lazio non c’è interlocuzione, da altre parti ti danno 20 nominativi. Non è un modello di gestione casareccio, rimediato e autarchico che ti può portare lontano. Va bene per una stagione, ma poi le caselle vanno riempite. Altrimenti Inter e Milan sarebbero pazzi a dotarsi di struttura. La differenza sotto questo profilo è abissale. Perché la Serie A è questa. Poi se dobbiamo sperare nel ritorno di Tare, però…”

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Alessio Buzzanca