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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Sassuolo-Lazio, Cardone: “Rovella non dovrebbe essere a rischio convocazione. Ecco la probabile formazione…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Rovella, pur non giocando, è tornato dalla Nazionale con un leggero affaticamento all’adduttore; non c’è grandissima preoccupazione, però visto ciò che ha passato con gli adduttori e per non rischiare niente, dobbiamo attendere per capire che decisione prenderanno. Se non può giocare al massimo, chiaro che si può pensare anche alla panchina domenica. La sua convocazione non mi sembra che sia in dubbio, vediamo come procederà la settimana; se domani non lo vedremo in gruppo magari faremo valutazioni diverse. Il centrocampista è troppo importante, è il perno del centrocampo. Non solo per quello che dà lui a livello di prestazione, ma anche per come funziona il resto in sua presenza. Ad ogni modo, qualora mancasse Rovella, il posto sarebbe di Cataldi.

Il Sassuolo tra centrocampo e attacco è temibile, Berardi ci segna sempre; ha 31 anni ma dopo l’anno in B vuole tornare protagonista in Serie A. Laurienté è sempre pericoloso, poi c’è Pinamonti. Il loro punto debole è la difesa.

Il probabile 11 della Lazio domenica? Provedel; Marusic, Gila, Romagnoli, Tavares; in mezzo al campo dipende da Rovella: se c’è lui potrebbe avere spazio Belahyane, altrimenti direi Cataldi in mezzo, Dele-Bashiru a sinistra con Guendouzi a destra; davanti ripartirò Cancellieri in attesa che Isaksen possa trovare la miglior condizione, confermati poi Castellanos e Zaccagni”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Insigne vuole solo i biancocelesti e Sarri vuole incrementare il bottino degli esterni

L’ex Napoli vorrebbe tornare a lavorare con Sarri, il tecnico aspetta le mosse di gennaio della società.

Il mercato bloccato della Lazio non ha permesso a Sarri di avere aiuti in estate ma la società sta lavorando per sistemare la situazione economica e muoversi a gennaio per rinforzare la rosa.

Tra i nomi accostati alla Lazio, anche quello di Insigne. Stando a quanto riporta Il Messaggero, l’ex Napoli vuole solo la Lazio e – al netto della corrente avversa a Formello – è convinto che a gennaio avrà l’aquila sul petto. Il classe ‘91 vuol ricomporre il binomio da sogno con Sarri e ha declinato momentaneamente ogni proposta (dal Parma al Sassuolo) pur di attendere il fatidico 30 settembre,
data di chiusura della trimestrale in cui il club dovrà mostrare d’aver risanato l’indicatore del costo del lavoro allargato. Per Lorenzo,
che non intende rimanere un anno ai box, la Lazio è la priorità assoluta.


Il Comandante, conclude il quotidiano, ha un tremendo bisogno di incrementare il bottino degli esterni offensivi titolari. Infatti, con Pedro destinato al ruolo di subentrante, Zaccagni (38) e Isaksen (19) contano appena 57 gol in carriera nei campionati europei, per il
danese sono appena 9 in 86 gare in biancoceleste.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, con il Sassuolo test per Dele-Bashiru: le gerarchie dopo il recupero di Vecino

Dele deve ancora inserirsi al meglio nel centrocampo di Sarri e ora l’uruguaiano potrebbe prendersi la titolarità.

L’allenatore biancoceleste è alla ricerca della mezzala sinistra. Dele-Bashiru è stato il titolare nelle prime due uscite di campionato, Belahyane è subentrato, mentre Vecino era out per infortunio.

L’impatto di Dele, evidenzia il Corriere dello Sport, non è stato semplice. Al debutto di Como, schierato da mezzala sinistra, Dele-Bashiru era apparso spaesato: fuori dal gioco, lontano dai meccanismi del sistema del Comandante, incapace di dare continuità alle giocate. Contro il Verona si sono intravisti segnali di crescita: maggiore presenza in mezzo al campo, più attenzione nelle letture difensive e un paio di recuperi che hanno fatto intravedere le sue potenzialità. Ma per convincere davvero l’allenatore servirà molto di più. Anche perché adesso lo scenario si complica. Vecino, fermato ad agosto da un problema muscolare e rimasto fuori per settimane, tornato disponibile, rappresenta un concorrente di alto spessore con
cui confrontarsi. Sarri lo considera come uno dei suoi fedelissimi, un centrocampista di equilibrio e sostanza, capace di garantire fisicità, inserimenti e personalità nei momenti decisivi. La sua presenza rimette in discussione le gerarchie e rischia di ridimensionare lo spazio del nigeriano.

La sfida col Sassuolo, conclude il quotidiano, diventa così una sorta di esame per Dele-Bashiru. Da un lato la possibilità di confermare sul campo i progressi mostrati con la maglia della sua nazionale, dall’altro la necessità di resistere alla concorrenza di Vecino.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Taty alla ricerca del bis: è il momento del salto definitivo

Autore di un’ottima prova col Verona, Castellanos vuole ripetersi contro il Sassuolo

Ha lavorato a Formello in questi giorni e vuole dare seguito alla prestazione fatta all’Olimpico contro l’Hellas: Castellanos, sottolinea Il Messaggero, vuole il bis contro il Sassuolo domenica pomeriggio
a Reggio Emilia e poi il primo acuto in un derby contro la Roma.

Solo due volte il Taty ha firmato due reti consecutive dal suo
sbarco in Serie A: l’anno scorso contro Milan ed Hellas alla terza e quarta giornata, poi a febbraio contro Cagliari e Monza,
prima dell’infortunio col Napoli e la lunga astinenza, con la sola eccezione della magia di Genova. Un digiuno proseguito
tutta l’estate sino al debutto al Sinigaglia, complice un gol annullato per il fuorigioco di una spalla. Sfortuna scacciata con una prestazione divina. Ma ora che la via sotto porta è di nuovo tracciata, c’è la controprova di continuità, un esame a oltranza.

Per tenersi il posto fisso e ripagare la fiducia, conclude il quotidiano, l’ex Girona deve dare tutto nella prossima trasferta e sbloccarsi
nella stracittadina. Il tris d’oro è solo il primo obiettivo, ma sarebbe già un record italiano per l’argentino. A 26 anni è il momento del salto definitivo.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Rambaudi: “Contro il Sassuolo servono conferme. Sfida utile anche per il derby” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Rovella? Se è un affaticamento è possibile un recupero prima di Sassuolo-Lazio, io mi auguro che ci sia domenica. Non mi interessa ora pensare al derby, devi vincere questa partita e dare continuità. Servono conferme.

Le scelte a centrocampo dipenderanno da come si vorrà impostare la partita. Con Bela hai più palleggio, io credo comunque che debba continuare come contro il Verona.

Col Sassuolo è già una sorta di test. Io pensavo che avremmo fatto 9 punti in queste prime tre giornate, anche per dare entusiasmo. La sfida di domenica diventa determinante per capire quale strada è stata intrapresa; la vedo anche come una vitamina per affrontare il derby con più consapevolezza.

Derby? Alla quarta non c’è una migliore e una peggiore, c’è solo un cantiere aperto. Influenza l’esterno, è chiaro. Se dovessi vincere il derby andrei in ritiro subito perché poi i giocatori non abituati si fanno condizionare, qualora dovessi perdere credo che le inevitabili critiche servirebbero per formare la personalità, il carattere e l’unione di un gruppo.”.

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ESCLUSIVE

‘9 GENNAIO’ – Casiraghi: “La Lazio la mia squadra del cuore, quest’anno potrebbe stupire. E su Castellanos…” (AUDIO)

L’ex attaccante della Lazio PIERLUIGI CASIRAGHI in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

“Quelli alla Lazio sono stati gli anni più belli per me, sotto tutti i punti di vista, quindi sia quello professionale che personale. Sono stato cinque anni a Roma e ci sono stato benissimo, ho solo bei ricordi.

Ricordi? I primi che vengono in mente sono legati alle partite, soprattutto a quelle che vinci; tra l’altro siamo stati fortunati a perdere pochi derby, io personalmente ne ho perso 1 al massimo 2, ma comunque in generale sono stati anni belli perché sono stati di crescita, fino poi ad arrivare allo scudetto; c’è stata una crescita esponenziale di tutto l’ambiente.

A posteriori mi dispiace di essere andato via prima dello scudetto, ma era arivato il momento; c’è stata una sorta di rinnovamento, è stato giusto così.

La Lazio la mia squadra del cuore? Direi di sì, sono stati anni belli e poi è nato mio figlio a Roma quindi c’è un pochino tutto in quegli anni lì: la mia maturità calcistica e anche la mia crescita personale.

Il calcio è cambiato tantissimo, noi prima di Formello eravamo al Maestrelli quindi il rapporto sia con i tifosi che con i giornalisti era più stretto. Ma sono i tempi che cambiano ed è giusto anche così.

Paragonare il calcio di ora a quello vecchio è difficile, adesso non ci sono grandi attaccanti, forse è il ruolo che manca di più. L’eccezione può essere Kean che sta facendo bene da un paio d’anni; tant’è che siamo andati a prendere Retegui che è italo-argentino.

La Lazio attuale è una delle squadre, volente o nolente, che ha cambiato meno; l’arrivo più importante forse è stato quello dell’allenatore e questa credo sia una certezza. Conosce bene il calcio italiano e l’ambiente, è un plus; come un plus può essere il fatto di non aver cambiato tanto. La Lazio in questo momento magari è un po’ sottovalutata, ma questo può essere un bene perché non ci sono troppe aspettative; lavorare sotto traccia può sorprendere a livello di risultati. Ovvio che c’è un livellamento importante verso l’alto, tante squadre sono sullo stesso piano, quindi la differenza la farà la costanza di rendimento e su questo Sarri può dare una mano perché è un allenatore che sta sempre sul pezzo. La Lazio può essere una sorpresa, poi sarà il campo a decidere.

Castellanos? Forse è l’unico attaccante vero che ha la Lazio, poi c’è Dia e gli altri sono esterni. Ha il peso dell’attacco, è un ottimo giocatore, vede la porta, sa giocare anche spalle alle porte e si sacrifica per la squadra. Può far bene, può crescere tanto; ha le qualità e l’attitudine giusta”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE..’ – Mattei: “La Lazio è in un labirinto, è una società senza portafoglio” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Dopo l’11 a 1 della Norvegia, l’Italia quasi sicuramente si giocherà il Mondiale di nuovo ai playoff ed è certamente un rischio, perché si incontrerà una avversaria più forte di Israele. Quasi sicuramente quindi la Norvegia andrà ai Mondiali e l’Italia si giocherà tutto con uno spareggio, in 180 minuti, un terno al lotto.

Tutti ci auguriamo che l’Italia vada al Mondiale ma in caso di terzo flop vorrei capire cosa succederà. Tutto il sistema andrebbe rivisto ma qui la poltrona è importante.

Il ritorno di Milinkovic? È fantacalcio.

Quando leggevo di Simic, non capivo se era incompetenza o strategia visto che la Lazio prima deve vendere. La società non ha rapporti, Lotito vuole sempre l’ultima parola e così gli altri club preferiscono trattare con altre squadre.

Gli esuberi resteranno, non li hai venduti col mercato aperto, figuriamoci a gennaio, ma servirà comunque cedere un pezzo importante e Mandas sembra l’indiziato. La verità è che la Lazio è una società senza portafoglio; quando leggo alcuni nomi so già che sono irraggiungibili. La Lazio è entrata in un labirinto economico e non riesce a trovare l’uscita. Il blocco è stato una salvezza per la società che tanto non aveva i soldi per fare il mercato che voleva Sarri”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Simic era un obiettivo concreto. Insigne? La società smentisce” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Il fatto che siano tornati in gruppo Pedro, mai stato in dubbio comunque, e Vecino sicuramente è importante; anche Isaksen è recuperato. Non credo che partiranno titolari col Sassuolo, ma sono recuperi decisamente importanti. Per Lazzari si può escludere la lesione, lunedì farà nuovi accertamenti ma potrebbe esserci in panchina al derby.

Italia? In caso di fallimento voglio sperare che ci sia un cambiamento ma non è possibile un altro fallimento.

Simic? Non saranno contenti a Formello, era un obiettivo della Lazio. Il mercato arabo chiude il 12, lì comunque è cambiato tutto, facile che ora vadano anche i ragazzi giovani; è un altro calcio, su questo non ci sono dubbi.

Sponsor? Siamo in attesa che qualcosa si sblocchi.

Insigne? La società smentisce, quindi prendiamo atto ma se insisterà Sarri credo che dovrà essere accontentato”.

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CALCIOMERCATO

Mercato Lazio, Simic verso l’Arabia: le ultime

Era stato accostato alla Lazio ma il 20enne sta per scegliere un’altra destinazione.

Il difensore dell’Anderlecht Jan-Carlo Simic è pronto a volare in Arabia, destinazione Al Ittihad. Come riporta l’esperto di mercato Fabrizio Romano, l’accordo tra le due società è stato raggiunto per una cifra di circa 20 milioni di euro (bonus compresi). Il giocatore invece firmerà un contratto di quattro anni. Su di lui c’era anche la Lazio, che da tempo lo seguiva in accordo da Sarri. Era un nome per gennaio dopo lo sblocco del mercato, ma la società araba ha anticipato tutti.

Il classe 2005 era finito anche nel mirino della Lazio che, dopo il blocco di mercato, si stava muovendo in vista della sessione di gennaio.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Oddi: “Bene Cancellieri e Provstgaard, a Belahyane va data fiducia” (AUDIO)

GIANCARLO ODDI in collegamento a ‘SVB’

“Italia? I giocatori hanno ripreso già dall’allenatore, che è sempre stato un centrocampista tosto. Certo, sarà dura ma ci sono ancora possibilità per fare bene.

Dele-Bashiru fino ad ora ha fatto fatica. Se Vecino è a posto fisicamente gli darei un po’ più di fiducia, io ho sempre ammirato molto i calciatori uruguaiani, giocatori forti, ‘cattivi’ in campo e fuori. A Belahyane va data fiducia. Credo che Dele parta terzo tra i tre, in vista della sfida in casa del Sassuolo.

Isaksen se sta bene meriterebbe di giocatore. Già avere due o tre giocatori in un ruolo è importante. Cancellieri l’ho visto benino, come Provstgaard; per il danese però il discorso è diverso, non può sostituire Romagnoli ma è un buon prospetto”.