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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Dopo le parole di Lotito aspetto i fatti. E su Tare-Modric…” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Parto da una della frasi famose di Lotito: ‘Io faccio i fatti e non le parole”; ecco, adesso io dopo le parole del presidente, aspetto i fatti.

Da quello che c’è stato detto dalla società la garanzia data a Sarri è in primis quella di non vendere i big e poi fare mercato ma non so con quali soldi. La Lazio non ha molti giocatori di un certo livello, se li inizi a togliere è difficile fare una squadra livello-Europa. Da non dimenticare poi i vari giocatori che rientrano dai prestiti, oltre ai vari Basic e Hysaj.

Tare alla Lazio ha sempre puntato su calciatori da scoprire mentre al Milan va su Modric, che ha un’età ma sappiamo benissimo la qualità che possiede.

Inzaghi ha sicuramente fatto bene in Europa, però non ha fatto altrettanto bene in Italia con il pontenziale tecnico che aveva a disposizione. La possibilità che salutasse c’era, dubito che il club stia scegliendo solo ora l’alternativa. Tuttavia, dopo quanto accaduto nella finale, sostengo che l’ammiraglio dovrebbe abbandonare per ultimo la nave. Ok i soldi, ma a quei livelli lì cambiano poco”.

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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Lazio, si decide il futuro di Marusic: tra cinque giorni scade…

Dopo otto anni nella Capitale Marusic sta valutando quale sarà il suo futuro.

Sembrava vicino all’addio, ora con il ritorno di Sarri qualcosa potrebbe cambiare per il montenegrino. Con il tecnico toscano potrebbe rilanciarsi e per l’allenatore sarebbe importante avere almeno tre quarti del reparto già collaudato (Adam ha già lavorato con Sarri per due stagioni ed ha assimilato concetti e meccanismi).

Come riporta il Corriere dello Sport però il futuro del calciatore resta avvolto nell’incertezza. Il contratto del classe ’92 scade nel giugno 2025, con un’opzione unilaterale che può estenderlo fino al 2026. Questa clausola è legata alla permanenza della Lazio in Serie A, condizione che si è ovviamente verificata. Tuttavia, Marusic si aspettava un adeguamento economico e un accordo più lungo, fino al 2027 con opzione per il 2028. Era una promessa verbale, mai messa nero su bianco. Un dettaglio che ora rischia di pesare tantissimo sul rapporto tra giocatore e società. In un incontro tra Lotito e l’agente del terzino, andato in scena alla vigilia della sfida con l’Udinese, il patron ha comunicato che considera già valido il contratto fino al 2026, chiudendo le porte a una risoluzione.

Questo irrigidimento, si legge, potrebbe così spingere Marusic a considerare una via alternativa per liberarsi, cioè l’articolo 17 del regolamento FIFA. Questo consente a un calciatore di liberarsi unilateralmente a determinate condizioni, a patto che siano rispettati limiti temporali precisi. Uno di questi, sono i 15 giorni di tempo (a partire dall’ultima partita giocata) a disposizione per usufruirne. Nel caso specifico, il montenegrino era in campo lo scorso 25 maggio contro il Lecce, epilogo della stagione. Ad oggi sono passati 10 giorni da quella gara, ne restano altri 5 per fare eventualmente questa mossa. Se il giocatore dovesse decidere di percorrere questa strada, comunque, non potrebbe trasferirsi in un club della Serie A nei successivi 12 mesi, ma potrebbe raggiungere campionati esteri.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Dele-Bashiru deve convincere Sarri: il nigeriano punta tutto sul ritiro estivo

Arrivato a Roma la scorsa estate ora Dele-Bashiru è atteso dall’esame con il nuovo tecnico.

Il centrocampista ha svolto più ruoli con Baroni: ha iniziato da trequartista dietro la punta, a volte è stato utilizzato come esterno a sinistra, poi è iniziata si è spostato a centrocampo
 
Come sottolinea il Corriere dello Sport, Sarri, per caratteristiche, lo utilizzerà come intermedio del 4-3-3. Per Dele-Bashiru, si legge, sarà fondamentale la preparazione atletica di luglio a Formello: ogni seduta potrà dare indicazioni preziose alla società e all’allenatore sulle esigenze da ricercare sul mercato.

Il nigeriano ha contrasto, progressione e fisicità. Potrebbe però faticare nel palleggio e, a prescindere, avrà bisogno di una seconda fase di apprendistato con Sarri in panchina. Vanno riassimilati i concetti di pressing e fase difensiva, ci sarà la necessità di una crescita dal punto di vista tattico.
 
Tuttavia nel primo triennio nella Capitale (2021-2024) il toscano, ricorda il quotidiano, ha avuto a disposizione centrocampisti di ogni tipo: Milikovic e Luis Alberto come titolari di riferimento, tra le alternative ha lavorato anche con Kamada, Vecino, Basic e Akpa Akpro.

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CALCIOMERCATO

Lazio, non solo Zaccagni: anche Rovella nel mirino di una big italiana

L’obiettivo della Lazio è quello di trattenere i big per ripartire al meglio con mister Sarri ma Rovella e Zaccagni sono finiti nel mirino di alcuni club.

Stando a quanto riporta La Repubblica, Zaccagni ha sposato la Lazio, il Comandante ha messo il veto sulla sua eventuale cessione, ma il capitano è uno degli obiettivi di Antonio Conte per il nuovo Napoli. Il tecnico campione d’Italia lo considera secondo solo a Chiesa per il ruolo di ala sinistra, quindi è assolutamente probabile che un’offerta presto verrà recapitata a Lotito dal suo collega De Laurentiis.

Stesso discorso, si legge, per Rovella, da giorni corteggiato in maniera insistente dall’Inter: piace a Marotta e al ds Ausilio, il mediano però ha deciso di restare alla Lazio – ormai ne è diventato tifoso – e si suppone che verrà accontentato. Lo stesso Sarri ha chiesto che Rovella e Gila facciano parte della nuova squadra.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Rambaudi: “Lotito deve far valere il tifoso che c’è il lui, ecco perché…” – (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Scelte come De Bruyne e Modric che ben vengano, il loro curriculum parla. Al loro passato, ma anche al presente, non c’è bisogno di aggiungere altro. Vengono ad arricchire il nostro campionato.

Il comunicato della Nord? L’ambizione di lottare con i grandi, questo manca ora alla Lazio e il tifoso lo capisco perché è giusto che voglia sognare grandi palcoscenici. Il presidente dovrebbe far emozionare il suo popolo.

Le parole di Lotito su Baroni? Da queste si può evincere che magari ci sono state visioni diverse tra tecnico e club. Ma ripeto, il presidente deve far valere il tifoso che c’è il lui perché la piazza ha bisogno di adrenalina”.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Lotito: “Promesse a Sarri? Si dimise per colpe ambientali, ora ho fatto pulizia. E su Baroni…” (AUDIO)

Al termine dell’evento che si è tenuto allo stadio Olimpico sulla lotta al bullismo, si è intrattenuto con i cronisti presenti il presidente della Lazio Claudio Lotito:

“Penso che questo club, da quando sono presidente, abbia dimostrato sensibilità e capacità di evidenziare una serie di problemi. Quando diventai presidente dissi che volevo un calcio didascalico e moralizzatore, che doveva insegnare i comportamenti. Ogni individuo è un mondo a parte e va educato ai valori fondanti: spirito del gruppo e sensibilità verso gli altri. Il calcio deve essere utilizzato in termini costruttivi, non solo per il risultato sportivo. Lo facciamo nelle scuole, nelle carceri e negli ospedali. Aiutiamo le persone meno fortunate nel riacquisire un sorriso attraverso una squadra che li supporta.

Sarri? L’ho detto nel comunicato ufficiale: è un allenatore che io ho voluto a tutti i costi perché ha interrotto prematuramente un percorso che avevamo intrapreso.

Baroni? Non l’ho esonerato. Il mister ha fatto una scelta. Nella vita io sono abituato a non misurare le persone per i risultati ma per la tenuta psicologica. Lui ha fatto una scelta perché sono venute meno alcune aspettative. La piazza aveva assaporato alcune possibilità. Non è un problema solo della Lazio, perché altre squadre del Nord alla fine non hanno vinto nulla. Per questo dico che il calcio è legato a situazioni imprevedibili. Siamo passati da una prima parte di stagione dove eravamo primi in tutto, poi ci siamo persi per strada.

Con Sarri abbiamo fatto una scelta di una persona che incarna i valori nei quali crediamo. Se si poteva continuare con Baroni? Io non l’ho esonerato.

Promesse a Sarri? Il rapporto tra me e lui è di stima reciproca e di affetto. C’è una grande considerazione familiare. Io non sono mai andato a cena con mia moglie a casa di nessun allenatore, con Sarri l’ho fatto. All’epoca si dimise perché non c’erano più le condizioni per colpa ambientale e non della società. Ora, ho portato avanti un’attività di pulizia”.

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CALCIOMERCATO ESCLUSIVE

‘NMM’ – Cardone: “La Lazio ha due priorità. Zaccagni-Napoli? Situazione da monitorare, ma Sarri…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘NMM’

“Non è vero che Sarri non aveva alternative, la Lazio ha anche anticipato le tempistiche perché i dirigenti della Fiorentina si sono fatti avanti nella notte, dopo il colloquio positivo tra il tecnico e Fabiani che si è tenuto in Toscana. Sono state ore convulse.

Oggi incontro importante tra Inzaghi e la società nerazzurra: se Marotta lo convincesse a non andare all’Al Hilal che gli offre un biennale da 50 milioni complessivi sarebbe un colpo di scena. Il tecnico è intenzionato ad accettare, se non dovesse farlo significa che il club gli ha promesso un mercato stile Napoli e gli ha fatto sentire fiducia vera.

Con Sarri c’è la possibilità concreta di trattenere i big. Su Pio Esposito abbiamo un certezza: che piace molto al tecnico. Il suo procuratore è Mario Giuffredi, lo stesso di Zaccagni e Hysaj; ha un buon rapporto con la Lazio e anche questo sarebbe un dettaglio favorevole.

Ora il progetto della Lazio parte dalla permanenza dei giocatori che Sarri ha chiesto che rimangano: Rovella, Romagnoli, Provedel, Guendouzi e Gila. Cedere gli esuberi nel frattempo è la priorità.

Zaccagni-Napoli? È qualcosa a cui bisogna prestare attenzione. Se dovessi concretizzarsi non dico l’operazione ma anche solo la trattativa, Sarri farebbe scattare il veto. Sappiamo quanto il tecnico reputi importante il calciatore. È una situazione sotto traccia, che va monitorata con attenzione”.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Lazio, D. Rossi: “Le idee non bastano, servono i calciatori. Sarri? Ecco i pro e i contro del suo ritorno…” (AUDIO)

Delio Rossi in collegamento a ‘NMM’

“Non mi è piaciuto il finale di stagione e neanche le modalità dei saluti: sembra che Baroni abbia fatto un’annata fallimentare. Per me ha fatto bene poi sicuramente poteva fare meglio; la macchia è quella col Bodo ma per mesi la Lazio ha fatto un bel calcio. Se avesse invertito i risultati e avesse fatto male prima e bene nel finale, le cose sarebbero andate diversamente.

Sarri è un allenatore importante, che si conosce e che conosce l’ambiente. Nel momento stesso che c’è il ritorno di un tecnico così importante ci sono i pro, che sono tanti, ma anche i contro perché nei ritorni si danno per scontato certe cose.

In un calciatore nuovo inizialmente vedi solo l’aspetto positivo e se rimane un anno cominci a notare i difetti: questo vale anche per gli allenatori ma credo che Sarri lo abbia preso in considerazione.

Pro e contro? I pro sono che sicuramente, essendo un allenatore di campo, lavorerà bene per giocare una volta a settimana e da questo trarrà quindi benedici, poi il fatto che conosca alcuni calciatori lo agevolerà. Contro? Si può rischiare di non dare valore a certe cose, che non si sono evidenziate neanche prima. Deve essere bravo a portare nella sua filosofia pure qualcosa di leggermente diverso rispetto alla passata esperienza qui, la sua squadra era diventata un po’ monotona.

Molte volte si impara di più da un momento negativo: Sarri è un allenatore bravo, capace, quindi avrà fatto tesoro di alcune esperienze. Si rimette in discussione dove è arrivato secondo facendo un certo gioco: questo significa che da lui si aspettano ancora quello e se lui è tornato sui suoi passi è perché crede che questo possa ripetersi.

La squadra allenata da Baroni inizialmente dicevamo che poteva stare in un range che va dal quarto all’ottavo posto; l’anno prossimo, con questa rosa, credo che valga lo stesso discorso. Solo le idee, senza i giocatori, non penso colmino i gap”.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Rambaudi: “Il ritorno di Sarri è un’occasione per tutte e due le parti. Ecco cosa mi aspetto…” – (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“L’anno prossimo mi aspetto una crescita, anche rinforzi per la squadra e poi che si possa lottare fino all’ultimo per la Champions. Mi aspetto pure che Sarri sia il valore aggiunto che tutti credono e sperano. Mi aspetto che si imponga sui giocatori da scegliere per fare un’annata ad alto livello, come in parte è stata questa.

Sarri viene alla Lazio perché ha avuto delle garanzie, non credo avrà una rosa lunga. Io voglio una squadra che abbia ambizione, voglio vedere che si migliori questa stagione; serve ricreare entusiasmo e lottare.

Io sono ancora molto arrabbiato per la mancanza di continuità del lavoro, per quello che è secesso a gennaio e per la mancata Europa.

Il ritorno di Sarri è un’occasione per tutte e due le parti: la Lazio così valorizza i giocatori che ha”.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Rambaudi: “Il 4-3-3 di Sarri? Prima vanno chiariti gli obiettivi. E sul possibile vertice basso…” – (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Il giro di panchine me lo aspettavo. L’unico è Palladino che mi ha sorpreso, non immaginavo le sue dimissioni. Gasperini alla Roma? Era nei pensieri del club già da anni; lui quello che tocca fa brillare, quindi anche per la società è importante, visto che sa valorizzare. Non so se qui si potrà ripetere. L’operazione è giusta, perché la società vuole pure valorizzare il patrimonio che ha.

Sarri? Analizzando il tutto, anche qui si fa un’operazione di ‘facciata’. Sarri, come Gasp, valorizza quello che ha. La questione-Sarri credo sia legata al fatto che prendi un ottimo addestratore e poi lui sa convivere meglio con calciatori che devono crescere.

Con Baroni deve essere successo qualcosa di forte; dopo le dichiarazioni di Fabiani, quelle di marzo, le parti si sono un po’ allontanate. Prima andava tutto bene, tutti erano sul carro, poi si è arrivati a questo finale. Dal mercato in poi immagino sia accaduto qualcosa.

4-3-3 di Sarri? Prima di capire come giocare, devono essere chiari tutti: qual è l’obiettivo? Senza buttare il fumo negli occhi. Vertice basso? Rovella”.