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FORMELLO

FORMELLO – Scarico post partita, tanti assenti: Rovella e Patric ancora out

Lazio chiamata a smaltire i postumi della bruttissima sconfitta di Firenze, frutto di un atteggiamento arrendevole e poco combattivo. Al ritorno sui campi di Formello la squadra di Sarri è in formato ridotto, fra indisponibili e influenzati sono appena una quindicina i ragazzi ad esser scesi in campo. Fra i disponibili, l’unico a non aver svolto la seduta odierna è Pedro. Provedel, Casale e Romagnoli sono ancora alle prese con la ricaduta influenzale. Esentati dall’allenamento anche gli infortunati: Rovella e Patric sono infatti ancora fermi per i problemi fisici.

Lavoro di scarico a ritmo leggero per Luis, Guendouzi, Lazzari e Cataldi. Gli altri, invece, presenti normalmente sul campo d’allenamento agli ordini del tecnico toscano e dei suoi collaboratori. Sarri domani ha concesso ai suoi una giornata di riposo, utile a riprendere anche le energie nervose prima della doppia seduta di giovedì in vista della partita, fondamentale, contro il Milan.

Il tempo per ritrovare la condizione stringe, soprattutto con il doppio impegno campionato-champions alle porte. Per i tre influenzati la giornata di riposo di domani potrebbe essere fondamentale per ritrovare forze e condizione. Restano da valutare i tempi di recupero dei problemi di Patric (problema pubico) e Rovella (ancora alle prese con la pubalgia): difficile pensare ad un ritorno prima dell’impegno contro i rossoneri di venerdì.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Oddi “Perdiamo le partite senza scendere in campo. La Lazio non sa dove può arrivare” (AUDIO)

Giancarlo Oddi in diretta a ‘NMM’

“Se si pensa alle altre partite è dura, non possiamo fare queste prestazioni: loro tiravano in porta e noi guardavamo cosa facevano loro. Abbiamo avuto la fortuna di andare in vantaggio, che poteva darci una spinta. Questa è la più brutta partita del campionato fino ad ora. Non è possibile fare questa partita dove loro fanno quello che vogliono: abbiamo subito e basta senza fare altro. In panchina c’erano anche altri giocatori, che almeno si provi a fare qualcosa. La prestazione è tutto: se perdi avendo fatto una buona partita pazienza, ma noi perdiamo partite senza scendere in campo. Il gol a fine primo tempo ha peggiorato la situazione invece che spronarci.

Non c’è mai stato un momento in cui ci siamo svegliati: ho visto una squadra piatta. Chiaro che mancavano dei giocatori, ma anche gli altri hanno degli infortuni. Purtroppo non si riesce a capire cos’è: un tempo lo fai bene e l’altro male. La colpa è di tutti quanti, se vogliamo bene alla Lazio non dobbiamo esagerare. Quello che mi fa pensare è che avendo migliorato la rosa dei titolari, ora stiamo andando peggio: a questo punto o i giocatori non sono adatti, o l’allenatore non li allena bene o ancora è colpa della società. Per me i colpevoli sono sempre i giocatori, perchè scendono loro in campo. Ora come ora la Lazio può perdere con chiunque.

Sovraccarico di impegni

L’analisi della partita di ieri è quella fatta un po’ da tutti: brutta e senza reazione. La Lazio ha dei cali che l’ha portata ad essere una squadra che non sa dove può arrivare. Lo scorso anno sei arrivato secondo con merito, non era solo fortuna. Ora andare avanti in campionato, Champions e Coppa significa più partite. L’Inter aveva tre squadre, quindi è arrivata a fare tre finali. Ora la Lazio se arriva quinta siamo contenti, ma con queste prestazioni non andiamo da nessuna parte, se arrivi sesto o settimo hai fallito. Le prime quattro posizione ora come ora possiamo scordarcela, anche se il campionato è lungo. Non mi sorprenderebbe però che se i giocatori stessero bene si potrebbero fare anche cinque vittorie. Ci si deve rendere conto che possiamo giocare con il Bayern vincendo e perdere contro la Salernitana che non aveva ancora vinto una partita. Se una squadra perde come fa la Lazio significa che non ha la testa.”

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APPROFONDIMENTI

Immobile, nella furia dopo il cambio c’è tutto il nervosismo del momento no

Minuto 78 di Fiorentina-Lazio, incontro importantissimo da ambo le parti e valido per la ventiseiesima giornata del campionato di Serie A. Biancocelesti sotto per 2-1 contro i padroni di casa, dopo due reti in rapida successione della Viola nel giro di appena dieci minuti. La Lazio fatica mentalmente a restare in gara, gli errori sono tanti e l’incisività dentro la gara è poca. Si alza la lavagnetta luminosa a bordocampo, cambio nella Lazio: fuori il 17, Immobile; dentro il 19, Castellanos.

Immobile esce dal campo nervoso e inevitabilmente deluso da una prestazione, un’altra, decisamente sotto la sua media. Pochi palloni giocabili, appena 28 toccati e una sola conclusione tentata (e poi ribattuta). Qualcuno fra gli spalti, vicino alle panchine, urla qualcosa verso il capitano biancoceleste: Immobile diventa una furia. Un tifoso della fiorentina grida diverse offese all’indirizzo del bomber azzurro, Ciro non ci sta: si lancia verso le balaustre e tenta di scavalcarle. Ci vogliono quattro persone, fra cui il team manager Derkun, per calmarlo. L’uomo è stato segnalato alla procura federale e nei prossimi giorni è attesa la decisione in merito, ma questo esatto momento rispecchia pienamente il periodo difficile che sta vivendo il 17 biancoceleste.

La stagione difficile di Immobile, oltre la furia

Oltre la prestazione, deludente, del Franchi e la furia di Immobile, la stagione vissuta fino ad ora dall’attaccante è ben lontana dalle sue migliori. 31 presenze fra tutte le competizioni collezionando 10 reti, di media uno ogni 185 minuti passati sul rettangolo di gioco. I numeri sono lontani da quelli del miglior Immobile, complice anche la sequela di fastidi ed infortuni che ne hanno condizionato gli ultimi mesi. Fatica lui, l’uomo simbolo, e di conseguenza fatica anche il resto dell’attacco biancoceleste. Ora arrivano in rapida successione Milan e Bayern, due notti da grande giocatore, che in Immobile hanno sempre suscitato emozioni particolari e nelle quali ha sempre mostrato il proprio killer instinct. E allora quale migliore occasione per cercare il riscatto, personale e di squadra? Servono punti se si vuole continuare anche solo a sognare in un posto per la Champions, ma ancor di più serve convincere e autoconvincersi di essere ancora in grado di imporsi sul campo.

Salvatore Daniele Morgante

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PRIMAVERA

Lazio Primavera, date e orari dei prossimi impegni

La Lega ha reso noto le date e gli orari dei prossimi impegni del campionato giovanile fra la 25° e la 27° giornata: doppio impegno con orari mattutini per la Lazio Primavera di Sanderra. Occhi puntati sullo scontro diretto della 26° giornata contro il Milan.

25ª giornata

Lazio-Bologna, lunedì 11 marzo ore 15:00

26ª giornata

Milan-Lazio, domenica 17 marzo ore 10:45

27ª giornata

Lazio-Sampdoria, lunedì 1° aprile ore 11:00

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DICHIARAZIONI

Sarri in conferenza: “Ognuno ha le proprie responsabilità. La società a luglio è stata chiara su chi faceva il mercato” (AUDIO)

Il tecnico biancoceleste davanti ai giornalisti in Sala Stampa commenta Fiorentina-Lazio 1-2.

Quanta responsabilità sul mercato estivo nella situazione attuale?
“Ognuno si prende le sue responsabilità. A luglio la società è stata chiara, se chiedo un giocatore A e tu mi fai scegliere fra C e D non è che io ho fatto il mercato. Stasera abbiamo delle attenuanti, non alibi. La prestazione è stata brutta e la piattezza mentale evidente. Non ci ha scosso nulla, una prestazione pesante ma se si parla di attenuante al momento ce ne sono. Ma abbiamo le nostre responsabilità, la mia paura era arrivare ad una partita di questo tipo con tutti i problemi che avevamo.

Siamo andati in campo con 2-3 giocatori influenzati e altri che sono entrati senza allenarsi da tanto tempo. Brutto non aver saputo approfittare della fortuna di essere andati in vantaggio, stasera la squadra era mentalmente devastata. Saper fare quattro competizioni ci vuole una struttura materiale forte, ma anche gente mentalmente abituata a giocare ogni tre giorni e questo non si crea con un anno di Champions”

Era possibile spezzare il ritmo della Fiorentina con più palleggio?
“Ho visto una squadra stanca sotto tutti gli aspetti, che voleva tenere una linea difensiva alta senza coprire la palla. Quando volevamo palleggiare si sbagliava molto, basti pensare al gol del pareggio. Eravamo a metà strada in tutte le cose che facevamo, così diventa complicato. Provedel, Casale, Romagnoli, Cataldi, tutti ragazzi che in condizioni normali non dovevano giocare”

Atteggiamento rinunciatario?
“Questa è la stessa domanda che mi fai da quattro mesi, vorrà dire che ti scriverò una lettera. Questa non è una domanda di calcio, ma di gestione. Stasera la squadra non ha fatto il tipo di calcio che piace a me, ma invece di essere malizioso si può pensare che non si è riusciti. Negli ultimi 20 anni la Lazio è sfuggita molto di mano, non è successo spesso che a fine febbraio la Lazio fosse in corsa per tre competizioni”

Rischio di essere a fine ciclo?
“I cicli finiscono in maniera inevitabile, questa è una squadra con l’età media alta e piano piano andrà rifondata come è normale che sia. Però c’è anche una buona base da cui ripartire”

Attenuanti?
“Questa è una squadra che ha alti e bassi, anche lo scorso anno ci sono state partite a livello di questa sera. E’ una squadra che a livello di forza mentale, oltre la volontà, ha sempre fatto un po’ di fatica. Il gruppo squadra vive in un certo ambiente, quindi sicuramente prende anche da lì. Io non posso cambiare l’ambiente, posso cercare la squadra: se diventa mentalmente forte dell’ambiente se ne sbatte”

Dichiarazioni post partita di Luis Alberto?
“Non so se si riferiva a qualche compagno di squadra, con me non ha parlato. Lui è molto collaborativo, quindi si riferisce a qualche discussione fra giocatori in campo o fuori.”

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DICHIARAZIONI

Luis Alberto: “Oggi dobbiamo parlare meno e allenarci di più, la nostra gente non merita questa Lazio…” (AUDIO)

Luis Alberto, unico marcatore biancoceleste della sfida, ai microfoni di Sky Sport commenta a caldo la prestazione dei suoi compagni nella sconfitta, amara ma meritata, di Firenze al “Franchi”: “Oggi abbiamo fatto poco, non so cosa dire. E’ stata una partita in cui siamo stati fortunati, non meritavamo di finire il primo tempo in vantaggio 1-0. Nel secondo tempo non abbiamo saputo cogliere l’occasione e ci siamo fatti due gol da soli. Oggi era importantissima, se sbagli troppo poi paghi. Non siamo stati all’altezza, non voglio parlare tanto.

Dobbiamo migliorare, mancano ancora 14 partite alla fine del campionato e non dobbiamo mollare. In questi mesi sarà dura, siamo lontani da dove vogliamo arrivare. Ora dobbiamo parlare meno e allenarci di più. Se iniziamo a pensare al Bayern siamo fuori di testa, dobbiamo pensare solo al Milan. Sarà tosta e dobbiamo arrivarci bene recuperando anche alcuni giocatori. La nostra gente non merita questa Lazio, speriamo di fare bene.

La responsabilità è di tutti, con il Torino abbiamo sofferto ma eravamo lì e la squadra stava dando un segnale vero. Non abbiamo saputo approfittarne, invece di fare un passo avanti ne abbiamo fatto uno indietro”

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DICHIARAZIONI

Sarri: “Con questo atteggiamento non si poteva portare a casa nulla. Non abbiamo struttura per fare quattro competizioni” (AUDIO)

Parla Maurizio Sarri

Ai microfoni del club biancoceleste parla Maurizio Sarri, che commenta la prestazione deludente dei suoi ragazzi oggi contro la Fiorentina: “Non ho visto grande differenza fra primo e secondo tempo, non meritavamo il vantaggio e con quell’atteggiamento il risultato non si poteva portare a casa. Squadra stanca sotto tutti i punti di vista, siamo andati in campo con 2-3 giocatori che avevano sintomi influenzali e altri che avevano bisogno di tirare il fiato. La situazione non era type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ ideale ma siamo stati troppo piatti di fronte allo svantaggio. Spero sia frutto del calendario e dell’accumulo di stanchezza mentale che ci ha fatto spegnere la luce.

Abbiamo fatto un pezzo di campionato dove avevamo difficoltà ad andare in gol e ci è pesato. Ora stiamo ritrovando la rete ma stiamo perdendo un po’ di solidità: la mia preoccupazione è che non abbiamo la struttura mentale e materiale per fare quattro competizioni. Zaccagni negli ultimi 40 giorni ha fatto 2 allenamenti, Vecino uno solo: abbiamo forzato i rientri e ora speriamo possano salire di condizione e darci una mano.”

Il tecnico biancoceleste ha poi avuto modo anche di parlare ai microfoni di DAZN, ampliando quanto detto: “Penso che non siamo attrezzati per fare quattro competizioni, che prima o poi dovessimo pagarla era scritto nel cielo. Speravo che la botta di fortuna ci potesse dare una scossa, ma la squadra non ha reagito: era cotta dal punto di vista sia fisico che mentale ma anche da zoppi si può fare meglio di questa sera. Nella corsa Champions siamo messi male, dobbiamo concentrarci partita per partita ma la nostra struttura mentale ci rende difficile concentrarci. Ogni 4-5 partite abbiamo questi passaggi a vuoto.

L’aspetto positivo è che peggio di così non possiamo fare, quindi speriamo in qualche miglioramento. La sconfitta può essere salutare, le vittorie ti ammorbidiscono e le sconfitte ti fanno incazzare. Ora speriamo fisicamente di riprenderci, recuperare gli influenzati e chi sta uscendo dagli infortuni”.

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APPROFONDIMENTI

Lazio: cinismo e Immobile, ecco le armi di Sarri a Firenze

La Lazio sembra aver superato uno dei grandi problemi del suo campionato, quello del gol. La squadra di Sarri va in rete da quattro partite di fila in Serie A, cinque se si considera anche l’andata degli ottavi di Champions contro il Bayern Monaco. E insieme ai gol, tornano anche due armi a disposizione del tecnico: il cinismo sotto porta e Ciro Immobile.

Contro il Torino i biancocelesti non hanno espresso il loro miglior gioco, ma sono stati incredibilmente cinici con 2 reti messe a segno con soli 4 tiri nello specchio della porta, un trend già visto con il Cagliari dove le reti furono 3 con sole cinque conclusioni utili. Lucidità sotto porta, dunque: qualcosa che alla Lazio è sembrato mancare nella prima metà del campionato dove si creava poco e si sprecava di più. Il cambio di marcia – e di mentalità – sembra essere arrivato: i tiri in porta arrivano, ed il tasso di realizzazione è alto. Una condizione dovuta più all’atteggiamento che alla disposizione tattica, con i biancocelesti che appaiono ora più consapevoli e liberi mentalmente.

L’altra arma di Maurizio Sarri è il suo capitano, Ciro Immobile. L’attaccante ha ritrovato una buona condizione fisica e, al netto della botta presa contro il Torino, dovrebbe essere lui a guidare l’assalto alla Viola nella trasferta di Firenze. Contro la Fiorentina, lo storico di Immobile è da sentenza: sono 8 le reti segnate contro i toscani. L’ultimo centro è arrivato proprio nella gara d’andata trasformando il calcio di rigore decisivo per l’1-0 finale dell’Olimpico e trovando la rete anche negli ultimi due appuntamenti del Franchi . I numeri sono dalla sua e Immobile proverà a interrompere il mini-digiuno dal gol che dura da due gare.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Zauri “Lazio, con la Fiorentina altro dentro o fuori. Manca uno come Milinkovic, ma per sostituirlo…” (AUDIO)

Luciano Zauri in diretta a ‘NMM’

“La vittoria col Toro ha dato slancio, quella con la Fiorentina in caso di vittoria staccherebbe i viola dalle zone europee e lancerebbe la Lazio. Fin dove può arrivare non si sa, fino ad oggi il cammino è stato altalenante. La vittoria in coppa è stata stimolante, ma in campionato è stata sempre lì: nè alto nè basso. La Lazio partiva con una spada di Damocle sulla testa, migliorare il secondo posto era impossibile e ritrovandosi da subito a rincorrere è incappata in qualche sconfitta. Probabilmente negli uomini è migliorata rispetto alla scorsa stagione. Per sua bravura la Lazio è andata avanti in coppa, quindi concentrandosi su più fronti il campionato è venuto meno. Anche gli infortuni hanno contribuito: Zaccagni c’è stato poco, Immobile a tratti. La classifica la fanno soprattutto gli attaccanti, se mancano per infortunio lo senti.

In partita un conto è quello che prepara l’allenatore e un altro quello che si fa in campo. La Fiorentina è una squadra brava a giocare a calcio, la Lazio quando è messa in condizione di ripartire in campo aperto con Felipe, Isaksen e altri è devastante. Sarri è uno che mi avrebbe insegnato tanto, è fonte di ispirazione: il suo 4-3-3 è bello da sviluppare anche per via dei giocatori che ha, come Luis Alberto. Credo che per caratteristiche Sarri abbia rimodulato la sua squadra a seconda delle esigenze. Per me la Lazio ha molto margine di crescita, se dovesse uscire dalla coppa per assurdo sarebbe un vantaggio per il campionato. Avere una settimana per preparare queste partite è utile, e la Lazio lo ha dimostrato lo scorso anno. Però testa alla Champions, che è l’obiettivo più grande.

Rispetto allo scorso anno la squadra segna meno, ma per mancanza di attaccanti dovuta agli infortuni. Anche a livello difensivo ha dovuto cambiare tantissimo fra Casale, Patric, Gila. Quando fatichi a mettere in campo giocatori con continuità poi mancano gli equilibri. I calciatori ci sono stati a tratti, la difficoltà è stata questa: ci sono giocatori che Sarri non ha mai avuto. Zaccagni non c’è stato, di Immobile non ricordo 3 partite di fila. L’anno scorso qualcuno di questi ragazzi ha dato il 110%, quindi se ora dà il 90% sembra mancare qualcosa. Sostituire Milinkovic significava investire 80-90 milioni, cosa che la Lazio non farà mai. Sono mancate quelle caratteristiche, un calciatore che spesso la risolveva sui calci piazzati o sul lancio lungo. Per forza di cose si è dovuto manovrare e giocare sul corto, in Serie A le squadre sono organizzate è difficile sorprenderle se sanno come giochi.

La Lazio deve andare a Monaco per vincere e passare il turno perchè ha dimostrato di potersela giocare con tutti quando sta bene e ha modo di far male soprattutto in campo aperto. Il Bayern può soffrire in ripartenza perchè fara la partita. Con la Fiorentina è quasi un dentro o fuori, ma se l’obiettivo è quello del quarto posto bisogna andare a Firenze per cercare di vincere. In questa stagione forse la squadra che gioca meglio è il Bologna, fa un bel calcio dinamico da inizio campionato e fa tanti gol prendendone pochi.

Il problema della Lazio è che ha tutti terzini buoni, di cui l’unico mancino è Pellegrini. Chiunque tu faccia giocare la Lazio non cambia faccia, il problema è che dovendoli cambiare spesso non riesci a dargli continuità ottenendo sempre delle mezze prestazioni. Non hai una coppia di titolari, questo fa sì che il rendimento sia lontano dall’eccellenza. Gila è la rivelazione di questa stagione, è un po’ un oggetto misterioso ma ha dimostrato di valere giocando con qualità.”

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APPROFONDIMENTI

Lazio, negativo di 60 milioni dal mercato nelle ultime cinque stagioni

Il tema Lazio-mercato resta sempre caldo anche fuori dai mesi “clou”. Non solo per via della questione rinnovi, che ieri ha visto nel prolungamento di Provedel uno dei primi passi veramente concreti in questa direzione, ma anche per tutti i risvolti e le indicazioni che i dati possono offrire. L’ultimo rapporto settimanale del CIES ha centrato la propria analisi sull’attività dei club sul mercato in relazione alla spesa netta. Con “spesa netta”, specifichiamo, si intende la differenza fra entrate e uscite registrate nel corso delle finestre di mercato.

Lazio in negativo di 60 milioni sul mercato

Nel caso italiano, in particolare, emerge una certa dualità fra società più virtuose come Sassuolo (+132 milioni), Udinese (+130 milioni) o Atalanta (+126 milioni) e squadre più spendaccione come Juventus (-220 milioni), Milan (-205 milioni) e Napoli (-138 milioni). C’è poi un gruppo di realtà, e fra queste i biancocelesti, intrappolati nel limbo di chi spende poco e guadagna ancora meno. La Lazio è infatti una delle squadre che ha speso meno sul mercato negli ultimi cinque anni, registrando comunque una delle spese nette peggiori fra le squadre di Serie A. Il saldo segna infatti un negativo di 59 milioni di euro (di cui 19 solo nella stagione attuale).

Mercato, i biancocelesti fra i meno attivi

Fra gli altri dati proposti dall’osservatorio, a catturare l’attenzione non è tanto la prima posizione in assoluto di due colossi come Chelsea e Manchester City come club che hanno generato il maggior volume di scambi negli ultimi 5 anni. Sono infatti oltre due miliardi e mezzo di euro il volume circolante di affari nel mercato dei londinesi. I Citizens invece si fermano, per così dire, solo a 1.7 miliardi di euro in cinque anni. Il dato interessante arriva proprio dall’Italia, e riguarda ancora la Lazio.

I biancocelesti infatti sono fra le squadre che hanno generato un volume (cioè la somma di entrate ed uscite) di mercato minore nel corso delle ultime cinque stagioni. La squadra di Claudio Lotito ha infatti visto la circolazione di poco più di 342 milioni di euro, posizionandosi addirittura undicesima in questa particolare classifica. I biancocelesti si posizionano infatti dietro l’Hellas Verona (366 milioni) e poco davanti al Torino (339 milioni).