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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Regalia “Quando Calleri mi propose la Lazio ho accettato subito. E Rijkaard alla Lazio…” (AUDIO)

Per i suoi 90 anni gli auguri di Radiosei e Gabriella Grassi a Carlo Regalia

“Ricordo quando prendemmo la Lazio, una passione incredibile per il calcio. Avevamo un entusiasmo incredibile, quando Calleri me lo propose accettai subito. Diciamo che ha creato le basi perchè poi la prendesse chi l’ha presa per vincere il titolo. Gabriella Grassi aveva la situazione sempre in mano. Calleri era il decisionista, la cosa o la faceva o non la faceva: non c’era mai il vediamo domani. Ha capito subito la situazione, ma da appassionato di calcio aveva una voglia di entrare e fare sempre qualcosa.

Per Rijkaard non eravamo in grado di soddisfare le esigenze della società proprietaria del giocatore. Mi ricordo la diffidenza verso Calleri, tutti erano portati a stare con gente che prometteva e poi spariva dal lunedì al sabato. I Calleri sono stati onesti con i tifosi, senza mai promettere chissà che cosa: hanno detto che la prendevano perchè potevano salvarla, poi si sarebbe visto”.

Chiosa poi Gabriella Grassi: “Quando poi i Calleri si resero conto che per fare una squadra che vince ci voglio tanti tanti soldi fecero un passo indietro, non hanno mai voluto prendere in giro nessuno”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, il motore ha un nome e cognome: Mattéo Guendouzi.

Non sarà certo il sostituto di Milinkovic-Savic in quanto a gol e sostegno offensivo che può dare all’azione, ma con Guendouzi Sarri ha trovato un nuovo “motorino” a centrocampo. Nella Lazio, squadra che dati alla mano è fra quelle che corrono di più, il francese è un elemento dinamico diventato ormai insostituibile: parlano da sè gli oltre 12km corsi contro il Torino e la distanza analoga corsa nella sfortunata trasferta di Firenze.

L’edizione odierna del CdS fa il punto sugli ultimi numeri della mezzala ex OM. Con 21 partite di fila (e probabilmente contro il Milan taglierà quota 22) e 2418 minuti giocati da inizio stagione, Guendouzi si sta ritagliando sempre più un ruolo da protagonista nelle gerarchie del tecnico, tanto che Sarri lo ritiene ormai veramente un insostituibile. Contro il Milan, nella stessa posizione in campo, Guendouzi si troverà davanti Loftus-Cheek. L’inglese è sempre stato un pallino di Sarri fin dai tempi del Chelsea ma, in sua assenza, ha dovuto accontentarsi (si fa per dire) del francese. Sarà un confronto anche su questo fronte, fra l’anima – attuale – della Lazio e quella che Sarri avrebbe desiderato a inizio campionato.

La stagione del francese

I numeri della sua stagione poi sono da fuoriclasse, nel 2024 è il giocatore che nella Lazio ha recuperato più palloni, 40. Mentre in Serie A è quello che da gennaio ha giocato più gare da titolare mettendosi in tasca ben 8 gettoni di presenza. Da sottolineare, poi, l’intesa che il ragazzo sta sviluppando con Luis Alberto: contro il Toro è stato lo spagnolo a mandarlo in porta, favore ricambiato a Firenze dove Luis ha colpito su palla offerta dal francese.

Una lieta novella, sponda Guendouzi, arriva anche dal mercato. Per l’obbligo di riscatto è praticamente tutto fatto. Al netto di una rotta senza precedenti e che ora appare decisamente lontana, fra poche giornate dovrebbe scattare l’obbligo matematico del riscatto. Questo è infatti condizionato al raggiungimento almeno della 12esima posizione. Ai francesi del Marsiglia pronto un pagamento da 15 milioni, che potrebbe lievitare fino a 18 in caso del raggiungimento di determinate condizioni individuali e di squadra.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Abbate “Lazio imprevedibile, ma ora è esausta. Marusic scelta obbligata su Leao. In attacco palla a Ciro” (AUDIO)

Alberto Abbate in diretta a ‘NMM’

“A livello di testa, se ci limitiamo agli ultimi 2 giorni, è ovviamente un momento particolare e negativo anche per via della gara con la Fiorentina. Le indicazioni da Formello sono comunque quelle di una squadra carica che non ha mollato le aspettative di arrivare in Europa. Poi però la squadra è fisicamente spremuta, e anche stasera credo che alcuni giocatori scenderanno in campo. Marusic ad esempio non sta benissimo, ma come fai a toglierlo in questo momento dato che è l’unico terzino in grado di marcare Leao? Dovrebbe farcela a giocare, e dall’altro lato dovrebbe andare Hysaj. In attacco c’è il ballottaggio fra Taty e Immobile, ma Ciro dovrebbe essere in vantaggio. A centrocampo è avanti Cataldi su Vecino.

La Lazio di questa stagione è imprevedibile, non puoi dire cosa ti troverai davanti. E’ la squadra che col Torino gioca male e poi trova lo spunto per i tre punti, poi a Firenze fa lo stesso ma cade. A livello di singoli, Gila con il Torino è fra i migliori in campo e poi si prende due gialli in 15 minut; Luis sparisce due partite e poi trova il gol a Firenze. Qui anche i singoli fanno prestazioni super e horror nello stesso tempo, non solo la squadra. E’ impossibile fare pronostici, può esserci un crollo oppure fare la partita della vita come con il Bayern.

Nelle scorse partite c’era un problema mentale: le prestazioni con Lecce e Salernitana erano diverse da quelle di ora. Adesso la squadra è proprio spremuta fisicamente, le sconfitte di adesso sono sconfitte fisiche dove non si ha la forza di reagire. Nella partita con il Bayern è stata messa tutta l’energia fisica e mentale, pagandola successivamente. L’unica partita dove hai messo energie sono i 45 minuti con il Bologna, poi le partite dopo tutto è crollato fisicamente. Zaccagni ha un tempo, se parte dall’inizio non ha chiaramente i 90 minuti ma negli ultimi due allenamenti non ha sentito dolore.”

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Giordano “Non è Sarri a dover fare il mercato. Ora non è il momento dei processi ma di pedalare” (AUDIO)

Bruno Giordano in diretta a ‘NMM’

“Nessuno può dire che si sia giocato bene l’altra sera, mi sembra di portare il pensiero di qualsiasi tifoso biancoceleste vedendo quella partita. L’Avellino in Serie C a Firenze fa una figura migliore della nostra e non subisce quello che ha subito la Lazio in novanta minuti. Non abbiamo mai visto il gioco del Napoli di Sarri, se non in 6-7 circostante in oltre 100 partite.

Leggendo le dichiarazioni di Sarri, quando si parlava di mercato gli veniva l’allergia e ora pretendiamo che lui alla Lazio faccia mercato. Al Napoli e alla Juventus non ha mai deciso un giocatore, ha sempre usato il materiale che aveva a disposizione. Al Napoli aveva dei meccanismi belli, fame e tanta qualità. Se gli stessi ingredienti li metti in questa Lazio allora puoi vedere quel gioco. Sarri è stato intelligente, ma non tutte le volte puoi giocare lo stesso calcio con uomini differenti. Anche solo un uomo in meno può cambiare tutto, in positivo o in negativo. La mia delusione viene dal fatto che ci avevano detto che con il suo arrivo sarebbero arrivati acquisti stellari. Lui però è un allenatore di campo e questo fa, prova a migliorare i suoi giocatori: nella sua carriera non ha mai preso decisioni di mercato.

Un allenatore si mette con il DS e parla delle caratteristiche fisiche e geometriche che gli servono. Sarri ama la geometria nel suo calcio, ma non ci sono le possibilità di fare acquisti straordinari. Se dei giocatori non hanno le sue caratteristiche, bisogna cercare di cambiare modulo. A me piace quando è più compatto e sfrutta le qualità della Lazio, se ci mettiamo a palleggiare facciamo la fortuna degli altri. Se si torna a parlare di mercato lo spogliatoio non è tranquillo.

C’è da dire che a fine mercato eravamo tutti contenti, erano arrivati 4-5 giocatori di livello. Ora non è il momento di fare processi, ci sono ancora 3 mesi. Non possiamo dire ogni tre settimane se il mercato sia giusto o meno, ora è il momento solo di lavorare. L’allenatore è importante, ma quelli che determinano sono i calciatori che vanno in campo: non dobbiamo dare alibi perchè tutte le squadre hanno problemi. E’ il momento di pedalare.”

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DICHIARAZIONI

Lotito: “Non seguo la Lazio da giorni. Matrimonio indissolubile, non ho sentito Sarri”

Torna a parlare Claudio Lotito, soprattutto in risposta alle dichiarazioni uscite in mattinata su ‘Il Messaggero’ circa il suo rapporto con Maurizio Sarri e la situazione societaria. Intercettato dai microfoni di tag24, il presidente biancoceleste è stato perentorio nelle sue dichiarazioni:

“Non so niente di cosa hanno scritto i giornali. Non seguo la Lazio da giorni. Mica faccio il disoccupato! Ho un sacco di cose da fare, non telefonatemi per queste cose. Con la Lazio non si tratta di non provare amore, è che mi manca il tempo. Il tempo è cinico, solo l’amore è eterno e io invece sono i legami indissolubili. Il matrimonio per me è indissolubile e con la Lazio è un matrimonio indissolubile. Di Sarri non so nulla, mica l’ho sentito”.

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APPROFONDIMENTI

Ricavi stadio, Lazio solo sesta: 20 milioni in meno della quinta

Sponsor, premi UEFA, diritti televisivi: tutto fa brodo oggi in un sistema calcio alla disperata ricerca di denaro e liquidità che possano mantenere oliati tutti i meccanismi. Fra tutte le voci a bilancio, una in particolare negli ultimi anni sta ritrovando importanza: i ricavi da stadio. Gli incassi derivanti dalle strutture sportive durante le partite casalinghe stanno tornando a rivestire un ruolo di primo piano per le società di primissimo livello, sia a livello nazionale che internazionale.

L’ultima analisi rilasciata da Calcio e Finanza ha fatto il punto sui ricavi da stadio in Italia ed il dato che salta fuori, per la Lazio, è tutt’altro che roseo. Nella particolare classifica di chi guadagna di più al botteghino, infatti, i biancocelesti sono solo sesti, con 17.9 milioni di euro. Se il dato dei biancocelesti è generalmente in linea con quello della Fiorentina, settima con 14.1 milioni, il distacco con le prime cinque squadre è abissale.

Ricavi da stadio, la differenza tra la Lazio e le altre

Le prime due posizioni sono occupate dalle milanesi: 79 milioni di euro di ricavi per l’Inter e 72.9 milioni per il Milan. Certo, sul piatto della bilancio nel caso delle due squadre di Milano pesa un impianto come San Siro ed un tasso di riempimento che, in media, sfiora il 96%. Poco sotto segue la Juventus, con i ricavi dell’Allianz Stadium che nel 2023 hanno toccato i 61,5 milioni. Chiudono le ultime due posizioni della top-5 Roma (49.2 milioni di euro) e Napoli (37.9 milioni di euro).

Insomma, fra Napoli e Lazio la differenza è di 20 milioni esatti. Un divario enorme, che forse meglio di ogni altro dato evidenzia quelle che sono le carenze progettuali che in questi anni sono stati il trait d’union fra i biancocelesti e l’Olimpico. Notti come quelle contro il Bayern non sono certo una novità, e uno stadio interamente a tinte biancocelesti lo si è visto più volte. Con una percentuale media di riempimento prossima al 63%, però, anche sotto questo aspetto si potrebbe lavorare a quel famoso “salto di qualità” di cui si parla da anni nell’ambiente Lazio.

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APPROFONDIMENTI

Lazio, speranze quarto posto al lumicino: ora è (quasi) impossibile. Ecco il dato sulla media punti

A Firenze i biancocelesti hanno perso il loro settimo scontro diretto di questa stagione su 12 giocati: appena 11 i punti raccolti negli scontri contro i rivali alle posizioni europee su 36 disponibili, meno di uno su tre. Sono proprio queste partite, contro le squadre che contano, dove Sarri deve fare punti. E a patirne è proprio la situazione di classifica, con la corsa al quarto posto che si fa via via sempre più complessa e – a tratti – anche impossibile.

Dati alla mano, nelle ultime sei stagioni (a partire dal 2017/18) la media punti necessaria a raggiungere il quarto posto, e dunque la certezza della Champions, è stata di 73 punti. Ad oggi, in attesa della sfida al Milan, la Lazio ne ha 40 e al ritmo attuale le proiezioni danno i biancocelesti a fine campionato con soli 58 punti,. Insomma, circa una quindicina in meno di quelli che in realtà servirebbero per avere la Lazio in Champions.

Se si mette mano alla calcolatrice si nota che, per riuscir a centrare la media punti da Champions la Lazio dovrebbe ingranare la quinta e iniziare a correre ad una media di 2,75 punti a partita, significa praticamente vincerle tutte. Un ritmo ad oggi difficilmente sostenibile per quanto visto in campo: basti pensare che l’Inter – ingiocabile per chiunque e schiacciasassi del campionato – ad oggi ha avuto una media di 2,64 punti a partita e la Juventus dei 102 di Antonio Conte finì il campionato con una media di 2,68. I biancocelesti, insomma, da qui alla fine dovrebbero praticamente quasi raddoppiare il proprio andamento, che ora si attesta ad un modestissimo 1,53 punti a partita.

Una speranza chiamata Dea

Da qui a fine stagione la Lazio affronterà altri quattro scontri diretti contro Milan (27esima), Juventus (30esima), Roma (31esima) e Inter (37esima). Risultati più o meno positivi in queste sfide cardine possono sicuramente rendere più o meno complesso raggiungere quel traguardo che ad oggi sembra impossibile. O quasi. C’è infatti un precedente, in Italia, di una squadra che questa scalata è riuscita a farla. Nella stagione 2018/19 alla 26esima giornata l’Atalanta di Gasperini si trovata ottava a quota 41 punti, appena uno in più della Lazio di Sarri ad oggi. I bergamaschi da quel momento cambiarono nettamente marcia, inanellando una scia di 28 punti in sole 12 partite (2,3 di media) e riuscirono a strappare il terzo posto qualificandosi per la Champions. Impossibile, allora, è nulla e sperare resta lecito. Certo, il Milan rischia di essere davvero un capolinea ma il destino è ancora tutto nelle mani dei biancocelesti.

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APPROFONDIMENTI

Traguardo Vecino, nel buio di Firenze rompe un record di Serie A

Quella del Franchi non è stata la migliore prestazione stagionale della Lazio, è vero. Anzi, forse proprio contro la Fiorentina i biancocelesti hanno offerto una delle peggiori performance di questa stagione, dove sono apparsi svogliati e fuori dalla gara fin dall’inizio. Un piccolo motivo per sorridere, però, forse c’è e riguarda uno degli uomini simbolo di questa squadra.

Subentrato a Danilo Cataldi al 62′ della sfida di Firenze, Matias Vecino ha fatto segnare la sua presenza numero 267 nel massimo campionato Italiano, segnando un nuovo record. Con questo traguardo, Vecino diventa il calciatore uruguaiano con più presenze nella storia della Serie A. Il centrocampista biancoceleste si lascia alle spalle un veterano del nostro campionato come Paolo Montero (266 presenze). Chiude il podio, invece, Walter Gargano con 239 presenze. Un traguardo importante per il centrocampista, se si considera che nella classifica spuntano anche nomi di grande blasone come Alvaro Recoba (216) e Edinson Cavani (213).

Il nativo di San Jacinto classe 1991, in due stagioni con i biancocelesti ha totalizzato 51 presenze in A, aggiungendoci anche 5 gol. La squadra con cui è sceso in campo più volte nel massimo campionato tricolore resta l’Inter, con cui Vecino ha totalizzato 104 presenze.

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SERIE A

Lazio-Milan: Pioli conta i suoi diffidati, Sarri senza squalificati

E’ già antivigilia di Lazio-Milan, 26esima giornata di Serie A e punto cruciale nel percorso stagionale dei biancocelesti. La squadra di Sarri ha un disperato bisogno di fare punto negli scontri diretti. Ma contro un Milan simile a quello visto contro Atalanta e Rennes sarà difficile: i rossoneri sono forse nella loro forma migliore di questa stagione.

Forse, però, uno spettro per Pioli potrebbero essere i diffidati: il ‘Diavolo’ all’Olimpico arriva con ben 4 giocatori sulla lista dei diffidati in attesa di Lazio Milan. Con lo scatenato Empoli di Davide Nicola (12 punti in 6 gare) alla prossima giornata, il Milan difficilmente potrà permettersi di perdere tasselli fondamentali al suo gioco. Occhi puntati, quindi, sulla gara di elementi di primissimo piano nell’undici di Pioli come Leao, Loftus-Cheek, Musah e Florenzi.

Discorso diverso invece per Maurizio Sarri: il tecnico biancoceleste inizia a trovare maggiore spazio di manovra e rotazione in rosa. Non solo il rientro in gruppo e fra i convocabili di Mattia Zaccagni, ma anche l’assenza totale di giocatori squalificati. La Lazio si prepara infatti ad ospitare il Milan con il solo Pellegrini sulla lista dei diffidati per . Continua invece a tenere banco lo stop per infortunio di Patric e Rovella.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Gregucci “Lazio, hai forza identitaria e dignità? La Fiorentina ti ha asfaltato” (AUDIO)

La bandiera biancoceleste Angelo Adamo Gregucci interviene a ‘NMM’ per parlare del momento della Lazio dopo la sconfitta con la Fiorentina per 2-1.

“Non sanno neanche loro quale sia il problema, non hanno una forza type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ identitaria. Sei alla vigilia di partite fondamentali dove trovi avversari talmente forti da darti motivazioni, ma essere asfaltati dalla Fiorentina significa non avere dignità. Ai giocatori dico che oltre al logo davanti, sul retro c’è anche il proprio cognome, quindi bisogna dare tutto. Bisogna rappresentarsi meglio, tirare fuori i coglioni in queste prestazioni altrimenti è la fine. La Fiorentina sembrava il Real Madrid, ci hanno letteralmente asfaltati.

Siamo carenti a livello strutturale, ma queste mancanze non giustificano il tipo di prestazione fatta. La Fiorentina pressa, ma sicuramente è un elemento che Sarri e il suo staff avranno affrontato, la giocata per andare in porta l’abbiamo fatta. Ma dopo il gol non è cambiato niente, nemmeno a livello di entusiasmo: a inizio secondo tempo avevo la consapevolezza che non fosse cambiato nulla. Penso che la Lazio abbia una struttura, ma ha una debolezza sull’identità del gruppo e sulla forza d’insieme. Lo scorso anno Romagnoli e Casale li volevamo in nazionale a furor di popolo, e ora non riescono a giocare contro la Fiorentina? Non ci credo. C’è una debolezza a livello di empatia del gruppo, bisogna guardarsi in faccia e superare le difficoltà tutti insieme. Ora come ora nessuno ha le chiavi per portarci fuori da questa situazione.

Sarri parla di cilindrata e tenuta mentale, ma la forza di una squadra di fare quadrato e costruire un muro non l’ho vista nella Lazio. E’ un aspetto preoccupante per dei giocatori che sono arrivati secondi. Può darsi che a questo livello ogni tre giorni non è ‘giocare’ quanto più ‘rappresentarsi al meglio’. In questo abbiamo problema, non siamo Maldini e Baresi che sono sempre al 100%. Manca la componente fondamentale, che è la Mentalità. Questa squadra non può avere più impegni settimanali contemporaneamente, ci sono giocatori che si fermano spesso, non c’è equilibrio perchè non è solida quando scende in campo. Non penso che aver rinnovato il contratto a Luis Alberto sia un errore, ricordiamoci il giocatore dell’anno scorso.

Bisogna avere gli attributi di essere squadra ogni tre giorni. Non esiste un allenatore che non sbaglia, ma riappropriamoci di una squadra che deve combattere: gli uomini si vedono nel momento di difficoltà. La Fiorentina ha fatto un tiro a segno. Mi rifiuto di pensare che una squadra si faccia prendere a pallonate, se si guardano in faccia non importa chi gioca: è quando le cose vanno male che si vedono i grandi giocatori. La Fiorentina è tatticamente facile da leggere, a patto che tu in campo abbia 10 persone lucide.”

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