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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Di Bello, perdita del controllo o accanimento. Ma perché quel post se davvero è mortificato?” (AUDIO)

STAFANO MATTEI (RAI) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Il problema è che ci sono stati tanti arbitraggi strani e sfortunati nella stagione della Lazio, ma quanto accaduto venerdì sera con il Milan ha un sapore diverso. Ho c’è stata la perdita di controllo della partita o un accanimento. Nel momento in cui Rocchi fa sapere che Di Bello fosse mortificato, non mi aspetto che lo stesso arbitro, poi, si esprima in questo modo sui social sfidando di fatto la Lazio ed i suoi tifosi. Chiaro, poi, che sullo sfondo c’è la battaglia politica di Lotito che vuole tirare fuori l’AIA dalle componenti federali.

Io non ricordo precedenti di un direttore di gara che dopo una pessima prestazione commenti attraverso i propri social. Se un arbitro è davvero mortificato poteva chiedere scusa e chiudere così il discorso. Ieri vedevo Napoli-Juventus, ad ogni contatto sulla testa dei calciatori l’arbitro ha interrotto puntualmente il gioco. C’è stato un evidente richiamo da parte di Rocchi ai direttori di gara dopo quanto avvenuto all’Olimpico in occasione dell’espulsione di Pellegrini”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, l’Allianz 24 anni dopo Stamford Bridge: si può aggiornare la storia Champions

Quella del 2000 era un’altra Lazio, più ricca e piena di fuoriclasse. E fu l’unica Lazio, sotto la guida di Eriksson, a raggiungere i quarti di Champions. Il 22 marzo 2000 ci fu la rimonta a Stamford Bridge firmata Simone Inzaghi e Sinisa Mihajlovic (un gol impossibile su punizione) che portò all’eliminazione del Chelsea. All’epoca Eriksson aveva un solo risultato disponibile e quella fu forse la notte di Champions più bella della storia biancoceleste. 

La Lazio di Lotito e Sarri non è minimamente paragonabile a quella di Eriksson e Cragnotti, ma il match di domani entrerà di diritto nella storia del club. Non si gioca una partita del genere da 24 anni. La partita di tre anni fa, sempre con il Bayern, non aveva tutta questa importanza dal momento che già la gara dell’andata all’Olimpico finì 1-4 per i bavaresi. 

Nella prima partecipazione Champions dell’era Lotito (2007/08) la Lazio non riuscì a superare il girone, ma la sfida contro il Real Madrid all’Olimpico terminata 2-2 rimane uno dei punti più alti, insieme a Lazio-Borussia 3-1 e alla partita del 14 febbraio. Sarri potrebbe eguagliare Eriksson, che nel 2000 si fermò ai quarti pagando il 5-2 contro il Valencia in Spagna. 

Da allora, la Lazio ha quasi sempre recitato da comparsa in Europa. Con Mancini nel 2002/03 ci si fermò alla Semifinale di Coppa Uefa perdendo 1-4 contro il Porto di Mourinho, mentre in tempi più recenti si è arrivati ai quarti di Europa League solo due volte: con Petkovic nel 2013, poi eliminati dal Fenerbahce, e nel 2018 con Inzaghi, con la disfatta di Salisburgo. 

Corriere dello Sport

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RASSEGNA STAMPA

Lazio feroce per l’impresa, Sarri verso Monaco: “Trasformiamo la rabbia in carica agonistica”

Per due giorni le polemiche contro Di Bello, difeso dalla moglie con una lunga lettera, si fanno da parte. Anzi dovranno essere trasformate in carica. Perché la Lazio e i suoi tifosi da 24 anni aspettavano di vivere una notte come quella di domani a Monaco per sognare i quarti di finale. Servirà però l’impresa contro la corazzata tedesca per difendere l’1-0 di tre settimane fa all’Olimpico. Sarri crede nell’impresa e, come riporta Repubblica, ieri alla squadra ha mandato un messaggio chiaro: “Dobbiamo giocare con lo stesso spirito, con la stessa ferocia che ho visto l’altra sera all’Olimpico, trasformando la rabbia in carica agonistica”.

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Lazio, nell’inferno dell’Allianz guida Luis Alberto: le idee di Sarri

Dopo esser tornato sui suoi livelli in campionato, c’è bisogno del vero Mago anche in Champions League. I due risultati utili su tre farebbero pensare ad un’impresa fattibile, ma è tutt’altro che facile. La Lazio è attesa da un vero e proprio inferno tra campo e spalti, visto che l’Allianz sarà sold out (75mila spettatori). Luis Alberto è l’unico che può dare qualche speranza, se gioca come sa fare. Nei tre gol segnati contro Torino e Fiorentina c’è sempre stata la sua firma (2 assist e 1 gol) e, nonostante non sia andato a segno, si è fatto notare anche contro il Milan. Luis è ormai nel podio dei centrocampisti goleador della Lazio a quota 51 e non vuole fermarsi. Chissà se proprio a Monaco aggancerà la doppia cifra tra gol e assist. 

Sarri ci spera e domani punterà ancora sul numero 10, così come tutta la vecchia guardia. Tra i pali ci sarà Provedel, Gila si è ripreso dai fastidi alla caviglia e giocherà con Romagnoli. Soliti ballottaggi sulle fasce, ma ad ora la coppia Hysaj-Marusic sembra in vantaggio su Marusic-Pellegrini. Davanti spazio al tridente Felipe Anderson-Immobile-Zaccagni, mentre a centrocampo Cataldi sembra il favorito in regia. Guendouzi ovviamente ci sarà. Reduce dall’espulsione contro il Milan, che probabilmente gli costerà almeno due giornate, il francese avrà un motivo in più per dare tutto in Champions, in quella che sarà la sua 23esima gara di fila.

Ieri la squadra ha lavorato sulle palle inattive, assenti Patric, Rovella (non partiranno) e l’influenzato Sepe. Stamattina ci sarà la rifinitura a Formello e la partenza da Fiumicino alle 15.45. Alle 18 Sarri tornerà a parlare in conferenza assieme a un tesserato. 

Il Messaggero

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‘QUELLI CHE…’ – Lazio-Milan, Corino: “Non voglio più vedere una squadra passiva. Stasera mi aspetto…” (AUDIO)

Il Milan sta ritrovando forma ed elementi, LUIGI CORINO in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Troviamo una squadra che sta ritrovando forma ed elementi. Anche la Lazio però piano piano sta ritrovando qualche giocatore, ma onestamente non so quale sia la condizione fisica anche in vista di martedì. Spero di non vedere mai più quello che ho visto a Firenze, ma vorrei vedere al di là del risultato un squadra che si impegna. Che lotti e faccia una bella partita, poi si può anche perdere, ma senza arrendersi.

Sento tante chiacchiere di tifosi e giornalisti sia su Pioli che su Sarri dal punto di vista tecnico tattico e la cosa mi fa sorridere.

Pioli è un grandissimo allenatore e non c’è alcun motivo per contestarlo. Anche Sarri sembra diventato lo scemo del villaggio, ma è un grandissimo allenatore che non può essere giudicato su una partita o su mezza stagione che non va. Ci sono tanti elementi da valutare e le colpe non sono da addebitare solo a Pioli e Sarri se le cose non vanno.

Non è detto che la Lazio stasera attenda per ripartire. Deve fare qualcosa anche per ritrovarsi e aiutarsi e cambiare il piano potrebbe essere in questa direzione. Passivi come siamo stati nelle ultime due partite non è possibile farlo più, quindi penso che stasera qualcosa di diverso lo vedremo. Poi ci saranno momenti in cui dovremo difenderci, però…”

Alessio Buzzanca

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‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio-Milan, probabile Castellanos dal 1′. C’è spaccatura profonda Figc-Lega che finirà in tribunale” (AUDIO)

La formazione per stasera, GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“La formazione per stasera? Provedel, Marusic, Gila, Romagnoli e Pellegrini (col ballottaggio Hysaj), poi Guendouzi, Vecino, Luis Alberto, Anderson, Zaccagni e uno tra Castellanos e Immobile col primo leggermente favorito e il secondo subentrante per preservarlo per Monaco. Ma il dubbio ce lo portiamo dietro.

Il Milan ha recuperato tutti. Mancano solo Jovic che è squalificato e il lungodegente Pobega. Rientra persino Tomori… tipico da Lazio

Stasera secondo me è dura, ma il Milan è una squadra che concede sempre importanti occasioni da gol all’avversario perché non ha un centrocampo di mediani veri, come Bennacer e Adli.

C’è una spaccatura profonda tra Lega Serie A e Figc e la prima ha intenzione di adire vie legali nei confronti della Federazione perché pensa di contare troppo poco nelle decisioni rispetto al fatturato che produce ogni anno. Lega Pro e Serie C messe insieme contano di più nelle votazioni per le riforme e questo per la Serie A è inaccettabile. Certo, la mattina di Lazio-Milan un attacco frontale alla Federcalcio da parte di Lotito – anche se non a titolo personale, ma a nome della Lega – fa un po’ paura ai tifosi.

Io sono ancora arrabbiato perché a Firenze si era messa perfetta con grande fortuna ed era l’ideale per stare con le linee strette e andare a fargli male in contropiede”.

Alessio Buzzanca

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Lazio, un’intera stagione in due partite. Ma con le big è stato un crollo…

I cinque giorni che possono cambiare la stagione della Lazio. Oggi il Milan, martedì il Bayern a Monaco: Sarri si prepara a due gare decisive. Lo sottolinea Repubblica, che racconta la promessa fatta dalla squadra al tecnico durante la cena di mercoledì sera: il gruppo continuerà a credere alla Champions e non mollerà. Oggi all’Olimpico arriva il Milan e la Lazio dovrà invertire il trend con le big del campionato. L’anno scorso chiuse con una media punti di 1,79 negli scontri diretti, quest’anno è solo di 1,3(con 3 vittorie contro Fiorentina, Atalanta e Napoli).

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Champions, il confine della Lazio: la storia e i cicli si ripetono

La storia e i cicli si ripetono

La storia e i cicli si ripetono, non cambia solo il copione. Ripensando alla prima Champions dell’era Lotito si torna con la mente alle dimissioni di Sabatini, rientrate solo su invito di Delio Rossi nel settembre 2007. In tempi più recenti, però, Pioli Inzaghi hanno ballato e tremato più di Sarri. Gestire un secondo posto, che mancava dal 1999, partendo dalla cessione di Milinkovic forse imponeva uno sforzo superiore e l’acquisto di giocatori pronti. E’ arrivato Guendouzi e nelle estati scorse Zaccagni, Felipe e Pedro. 

Come scrive il Corriere dello Sport, però, Lotito allungando e ringiovanendo la rosa potrebbe aver inviato un messaggio non troppo ambizioso ai titolarissimi: ha preso Rovella, seppur buono, Isaksen, che si è anche inserito abbastanza rapidamente, e Castellanos, a cui si augura di far parte del gruppo degli “acquisti del secondo anno” come Caicedo e Luis Alberto. Se non alzi subito il livello, è poco comprensibile arrabbiarsi per le dichiarazioni di Sarri.

Bisogna ricordare che il recupero con il Torino è nato dalla Supercoppa a Riyad, fortemente voluta da Lotito. Poi quattro/cinque infortuni concentrati in un ciclo tremendo di partite dal 14 al 26 febbraio ha fatto saltare le rotazioni. Con gli stessi undici o quasi, Sarri ha battuto il Bayern, ha perso immeritatamente contro il Bologna, ha vinto contro il Torino e perso male a Firenze. Si è in ritardo in campionato, ma sono stati centrati gli ottavi di Champions (per eliminare il Bayern e arrivare ai quarti ci vorrà un miracolo) e la semifinale di Coppa Italia battendo la Roma. Non è poco.

Ogni volta che la Lazio raggiunge la Champions poi Lotito cambia allenatore. Inzaghi ha salutato nel 2021 dopo aver sostituito Pioli, appunto, nel 2016. Dopo cinque anni Simone si è reso conto che non sarebbe potuto andare oltre con la Lazio e ora eccolo lanciatissimo verso lo scudetto con l’Inter. Corriere dello Sport

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‘QUELLI CHE…’ – De Grandis: “Altro che colpa di Sarri: la Lazio è scarsa! Non puoi dare colpa all’allenatore se non gli hai fatto il mercato che chiedeva” (AUDIO)

Stefano De Grandis (Skysport) in collegamento a Radiosei

Un momento complicato

“Già a Torino la Lazio aveva avuto difficoltà, ma pensavo che la vittoria potesse essere utile a riprendersi un po’. Invece la situazione evidentemente è peggiore di quanto si pensi. La Lazio ha problemi nei terzini, nelle ali e ha difficoltà nel palleggio. Il Milan mi piace: ha valori assoluti, una grande batteria d’attacco. Non mi piace la difesa, ma la Lazio attuale non sembra in grado di poterla mettere in difficoltà”.

Sarri primo colpevole?

“Non sono tanto dispiaciuto per l’andamento della stagione attuale, ma perché leggo attacchi a Sarri come se fosse responsabile, mentre per me la squadra è scarsa. Infatti erano stati chiesti altri giocatori. Non c’è un centravanti che faccia gol, le ali faticano, Zaccagni si è fatto male, Luis Alberto gioca una partita sì e tre no… mettere tutto questo in capo a Sarri mi sembra un’ingiustizia”.

Le discussioni tattiche e delle scelte del mister

“Ci si lamenta di Sarri perché fa giocare dei terzini come se in panchina ce ne fossero di più bravi. Ma non ce ne sono di più bravi. La Lazio ha speso nel totale dei cartellini 40 milioni di euro a fronte di 36 milioni di incassi, poi ci sono i proventi da Champions. Non dico che ti devi rovinare, ma andava fatto molto di più. Andavano presi giocatori che voleva Sarri. Non dico tutti, ma almeno qualcuno. Sarri non sapeva nemmeno chi fosse Castellanos e non è il tipo di attaccante giusto per il gioco del mister. Allora prima gli fai la squadra che chiede e solo poi, se le cose vanno male, lo puoi cacciare. Non puoi rivendicare il mercato e contemporaneamente dare la colpa a Sarri”.

Dario Cadeddu

29/02/2024

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Il monte-ingaggi come parametro per definire la dimensione. Quello della Lazio è il sesto…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

Ho sempre considerato come parametro per valutare le ambizioni del club ad inizio stagione è il monte-ingaggi. Quello della Lazio è il sesto. Se poi fai uno scatto in avanti con il raggiungimento della Champions puoi alzare il livello delle aspettative e degli investimenti, ma sempre parzialmente. La Lazio è lì, quando arrivi secondo o quarto hai fatto il massimo, viceversa quando arrivi quinto e sesto hai fatto il tuo. Se poi arrivi settimo/ottavo hai fatto male, possiamo dire che hai fallito a meno che non si vinca un trofeo. Fino a quando il presidente della Lazio è questo, il monte-ingaggi è questo, è inutile immaginare o pensare di poter spingere per qualcosa di diverso da questo scenario. La Lazio ha fatto la nozze con i fichi secchi per 15 anni, le risorse della Lazio sono queste. I tifosi non devono accontentarsi, noi dobbiamo stimolare questa gestione di fare di più, ma la dimensione resta sempre quella che è rispecchiata dal monte-ingaggi generale. Lotito continua ad applicare il suo metodo all’interno di questo quadro generale”.

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