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STATISTICHE

Lazio, fischi Olimpico ed Europa appesa ad un filo: Baroni come Zoff in casa

Una chance persa, la Lazio non sa più vincere in casa, Baroni sta eguagliando Zoff, è arrivato a 5 pareggi interni di fila, negli anni ‘90 il Mito arrivò a sei. L’ultimo successo il 9 febbraio contro il Monza poi tutte sconfitte o pareggi, la penultima vittoria è addirittura nel mese di novembre con il Bologna. I biancocelesti sprecano una grossa occasione ieri sera e devono ringraziare Pedro per il punto strappato. Come sottolineato dal Corriere dello Sport, lo spagnolo – con la doppietta negli ultimi minuti – tiene in galla la Lazio per la corsa europea.Altri passi falsi non sono ammessi, il finale di stagione dovrà essere approcciato in maniera diversa rispetto alla gara vista ieri. I fischi dell’Olimpico servono a tecnico e squadra come una voglia di rivalsa. Domenica tocca all’Empoli partita che i biancocelesti non possono fallire.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Baroni: “Amarezza e consapevolezza Europa. Lotteremo fino alla fine. Futuro? Non ci penso…”(AUDIO)

La Lazio batte 2-0 il Genoa a Marassi e rialza la testa dopo l’eliminazione dall’Europa League. Il tecnico biancoceleste Marco Baroni, a Dazn, ha così commentato il successo:

“E’ chiaro che il ritorno dei giocatori importanti è fondamentale per noi e il nostro gioco, ma io non posso parlare degli assenti per non indebolire chi c’è. Taty bel gol, contento anche per Dia che si è mosso bene, ma brava tutta la squadra in questo stadio contro una squadra che ha ritmo. Bravi i ragazzi.

Dopo giovedì l’amarezza è tanta e c’è, ma c’è anche la consapevolezza di aver fatto un grande torneo e pure una partita di spessore. Deve essere un punto di partenza, alla squadra ho detto che da oggi dobbiamo giocarci tutte le gare per rimanere in Europa perché la squadra ha dimostrato di meritarselo. La testa deve essere gara dopo gara, lotteremo fino alla fine per prenderci un posto.

Mi dispiace per Belahyane ma non dobbiamo colpevolizzarlo. Era dispiaciuto, sa di aver commesso un errore; è giovane, è un’opportunità di crescita. Fortunatamente la squadra è rimasta solida. Con la parità numerica è diventata un’altra partita ma ho visto determinazione e questo è stato un altro passo.

Le voci su di me? Non mi danno fastidio, sono concentrato sulla squadra; dobbiamo pensare solo al lavoro, abbiamo fatto un percorso molto bello, la squadra ha espresso anche un bel calcio e noi dobbiamo pensare solo al quotidiano e al prossimo avversario. Settimana corta, pensiamo a recuperare”.

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ESCLUSIVE

‘9 GENNAIO’ – Crespo: “Che ricordi la mia Lazio piena di campioni. Da tecnico ora voglio l’Europa. Alla squadra di Baroni dico…” (AUDIO)

HERNAN CRESPO in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

“Da giocatore mi sono tanto divertito, ho fatto quello che mi appassionava dando il meglio di me. Sicuramente non mi sono mai risparmiato, ho sempre rispettato professione e tifosi. Come tecnico sono molto della scuola Ancelotti. Per stile e gestione del gruppo mi rivedo molto in lui. Cerco di avere un’atmosfera di lavoro tranquilla e serena, consapevoli delle grandi pressioni e delle responsabilità. La mia personalità non è cambiata, voglio essere competitivo rispettando le regole. Il calcio è dinamico ed in costante aggiornamento, ma ci sono dei punti fermi che non cambiano. E’ fondamentale dare un’identità di gioco, una riconoscibilità che ti renda protagonista. Si gioca per vincere, ma dare una filosofia è fondamentale anche per migliorare il singolo giocatore. Se questo accade tutti sono felici, club e tifosi compresi. Poi ci sono cose che non puoi controllare, come il risultato anche se sarai giudicato in relazione a questo. Il fulcro di tutto è il giocatore, l’idea è quella di aggiungere valore. Sono tanti i tecnici che ho avuto da calciatore che mi hanno lasciato qualcosa. Da Eriksson a Mancini, passando per Mourinho.

Nel Deportivo Defensa y Justicia ho avuto la grande soddisfazione di vincere, come se il Cagliari vincesse l’Europa League. In Asia abbiamo fatto il triplete domestico con una semifinale di Champions League. Sono arrivati successi continentali anche in Brasile con il San Paolo e con l‘Al-Ail. Sono orgoglioso di poter dire che con Lippi e Scolari, siamo gli unici tecnici ad aver vinto in tre continenti diversi.

La mia intenzione è approdare in Europa di poter fare qualcosa di bello e di dare continuità alle vittorie. Ho vissuto per venti anni in Italia e sono molto aperto anche ad un’esperienza in un calcio che conosco bene. La cosa fondamentale è sposare un progetto importante e convincente.

Approdare alla Lazio è stato tornare in una metropoli. Mi ha ricordato quanto vissuto nel River. Era una grande Lazio e campione d’Italia in carica. Abbiamo pagato un po’ la mancanza di fame dopo quel successo. Poi è stato più complicato, era iniziato un momento di decadenza, è stato quasi il tramonto dell’era Cragnotti. Ricordo il 4-0 contro la Juventus, la vittoria in Supercoppa Italia 4-3 contro l’Inter. Momenti bellissimi, anche solo le partitelle che facevamo in allenamento. Era complicato segnare anche lì, affrontare Mihajlovic, Nesta, Stam, Couto. Era più difficile segnare in partitella che in partita (ride, ndr). Questo rende l’idea di cosa fosse quella Lazio ed il calcio italiano. Giocare con Nedved, Veron, Simeone, Nesta, era una Lazio grandiosa. Nei derby affrontavamo Emerson, Samuel, Candela, Batistuta. Era tanta roba quel calcio italiano delle sette sorelle.

Contraccolpo Europeo per la Lazio di Baroni? Vincere non è mai semplice. E’ importante essere riusciti ad arrivare ai quarti di finale di Europa League, ma non è mai sufficiente. Il pensiero è che il Bodo fosse alla portata, ma la Lazio ha dato il massimo ed è uscita ai rigori. Il dolore che ne è derivato deve essere la base per ripartire e continuare a costruire. Se esci con l’amaro in bocca vuol dire che potevi fare parte delle prima quattro. Non è poco, è una buona base per costruire il futuro”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Lazio, ferita profonda da sanare. I limiti sono venuti fuori, l’origine del male…” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

«Ero sicuro che la squadra avrebbe fatto una partita di carattere e cuore. Il problema è che oltre alla prestazione, improvvisamente sono venuti fuori i limiti dei singoli. La squadra, finché ha avuto il suo zoccolo duro, ha giocato e retto. Zaccagni aveva 80 minuti, Castellanos è rimasto in campo per assenza di alternative. Sono entrati giocatori impresentabili. L’infortunio di Tavares ha costretto Taty a rimanere in campo, non capisco se il portoghese stia bene o no. Il calendario è stato favorevole, la Lazio ha affrontato Viktoria Plzen e Bodo, mi chiedo se sia davvero una squadra da semifinale. Adesso c’è da sanare una ferita profonda, in queste ultime sei partite. I tifosi non sono da Champions, sono da scudetto, non meritano questo.

Sul gol dei norvegesi Tchaouna si sposta e fa crossare il giocatore, mentre Hysaj si fa sovrastare da un giocatore sconosciuto. Mi chiedo se un allenatore cosa avrebbe voluto fare un allenatore come Conte con questo organico. Se non capiamo qual è l’origine del male della Lazio perdiamo tempo“.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Frustrazione Lazio, Cardone: “Il sintetico, il karma lista e l’ennesimo gol preso a difesa schierata. Su Guendo e Tavares…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Sul 3-0 per la Lazio la rimonta era diventata un fatto. Discuteremo molto dei rigori, delle scelte di Baroni, della rabbia di Guendouzi, ma nel gol che la Lazio prende nel secondo tempo supplementare ci sono undici giocatori in area. Ancora una volta la Lazio è riuscita a prendere questo tipo di gol, nessuna ripartenza, sempre difesa schierata in area piccola, ed ancora una volta in casa. Parleremo di mille cose, compresa la discutibile sostituzione di Zaccagni e non di Castellanos che avrebbe dovuto giocare un’ora. Ma il fulcro della serata eccezionale e di grande amore andata in scena ieri è quella rete presa. Incredibile, c’era tutta la terza linea schierata ed è la tredicesima volta di fila che si incassa una rete all’Olimpico.

La grande attenuante di questa eliminazione sono le condizioni del campo di Bodo, di un terreno sintetico e condizioni atmosferiche assolutamente condizionanti. Quella non è stata una partita normale, quantomeno particolare. Lo stesso Baroni, uno davvero mite e contenuto, è arrivato a dire che è stato apparecchiato il match ai norvegesi. Parlo di attenuanti, non di causa unica ovviamente.

Poi c’è anche una questione di karma. Dalla lista Uefa è stato escluso Pellegrini ed il gol decisivo lo prendi con l’errore di Hysaj e dopo l’infortunio di Tavares. Quello di schierare il portoghese non era un rischio calcolato, ma un rischio e basta. Si sapeva che giocando sarebbe andato incontro all’ennesimo infortunio. La gara era talmente definitiva che si è fatta, con il ragazzo questa scelta.

Poi andrà approfondita la scena inquietante che ha visto protagonista Guendouzi a fine partita. Probabilmente ci si aspettava dal dischetto giocatori più esperti come Romagnoli e Vecino. Zaccagni ha escluso che il francese si riferiva alla scelta dei rigoristi, ma viene difficile pensare che sia così. Credo e spero che sarà una cosa che si possa rimarginare subito”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, partite sognate e segnate: frammenti di una serata laziale ed ingiusta

L’errore di Helmersen al 91’ e la partita ancora incredibilmente viva. Il 2-0 di Noslin al 93’ e l’Olimpico in deliquio. I supplementari: subito le lacrime di Nuno Tavares, un nuovo infortunio. Il bacio di Noslin e Baroni che chiede l’applauso del pubblico. Il gol di Dia. Improvviso eppure atteso. Lo shock del 3 a 1. Di Helmersen, sempre lui. Poi espulso. I rigori. Già, i rigori.

Frammenti di una serata drammaticamente laziale e ingiusta. Cosa posso dire della squadra di Baroni che alla 46esima uscita stagionale è stata eliminata ai rigori? Vado di aggettivi, che è facile: concentrata, continua, rabbiosa, perfino ossessiva, coinvolgente, a tratti esaltante. Ma anche imprecisa e sfigatissima: ci ha provato in ogni modo e da ogni dove: dalle fasce, dal centro, di testa, di piede, di tacco (ha fatto centro) e di sponda, negli ultimi venti minuti del primo tempo e per quasi tutta la ripresa ha praticamente affittato il pallone, concedendo pochissimo ai norvegesi.

Isaksen, Guendouzi e Rovella sono stati addirittura commoventi per impegno e produttività.

Il Bodø, sul naturale, era alla portata, molto meno sul sintetico dove la prestazione della Lazio fu indecente. Si è rifatta ieri. Ma senza gli interessi. 

Comunque bella, questa Lazio. Bella, libera, decisa. Imperfetta anche, ma ci sono partite in cui sembra dimenticarsene: troppo importante il risultato. Baroni incoraggia il calcio verticale in cui tutto è contemplato, anche il pallone portato per trenta, quaranta metri. Guendouzi, inesauribile, e gli esterni praticano con disinvoltura l’area-area senza fermarsi all’errore.

Ci sono partite sognate e altre segnate. Non importa che specifichi a quale specie appartiene questa. L’editoriale del direttore del Corriere dello Sport Ivan Zazzaroni

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EUROPA LEAGUE

Tre reti non bastano: termina ai rigori il sogno europeo della Lazio

Succede di tutto all’Olimpico: la Lazio chiude sul 2-0 i tempi regolamentari (Castellanos al 20’e Noslin allo scadere), ai supplementari finisce 3-1 (99′ Dia e 109′ Helmersen) poi spazio ai rigori. Dal dischetto sbagliano Tchaouna, Noslin e Castellanos: Bodo/Glimt in semifinale.

PRIMO TEMPO

Baroni conferma Mandas tra i pali; Lazzari a destra e Marusic trasloca sulla corsia opposta con Gila e Romagnoli al centro; in mezzo al campo gli inamovibili Guendouzi e Rovella; davanti Isaksen, Pedro e Zaccagni alle spalle di Castellanos. Parte forte il Bodo/Glimt ma tempo qualche minuto e la Lazio viene fuori ed inizia ad attaccare. Al 21′ è Castellanos a sbloccare la gara di tacco, dopo un assist di Isaksen su recupero perfetto di Lazzari. I padroni prendono coraggio, spinti in ogni istante dai tifosi laziali, e creano diverse occasioni per raddoppiare, fino al colpo di testa di Zaccagni che finisce sulla traversa allo scadere dei primi 45′. Si va all’intervallo sul risultato di 1-0.

SECONDO TEMPO

Nessun cambio all’intervallo. La Lazio parte forte come aveva chiuso la prima frazione di gioco, il Bodo ha un’occasione al 60′ ma nel frattempo i biancocelesti continuano a creare i presupposti per il raddoppio. Le prime mosse di Baroni arrivano al 68′: in campo Tavares e Dia, fuori Marusic e Pedro. A 10′ dalla fine spazio anche a Tchaouna, e Vecino, out Isaksen e Rovella. Quasi allo scadere Zaccagni lascia il posto a Noslin. E quando tutto sembrava finito, in pieno recupero, Noslin sigla il 2-0 che tiene in vita i suoi: Lazio ai supplementari.

PRIMO TEMPO SUPPLEMENTARE

Neanche il tempo di iniziare i supplementari che si ferma di nuovo Tavares: il portoghese lascia il campo in lacrime per l’ennesimo stop, abbracciato prima dai compagni poi dal tecnico e dai calciatori in panchina, entra Hysaj. Passano 10’e la Lazio ribalta tutto: cross di Guendouzi per l’incornata vincente di Dia che sigla il 3-0 (100′).

SECONDO TEMPO SUPPLEMENTARE

Riprende l’ultimo quarto d’ora di gara con il Bodo/Glimt che si fa vedere in avanti e la Lazio risponde con un’altra occasione. Al 109′ gol dei norvegesi: di testa Helmersen. E’ 3-1 e tutto da rifare per i biancocelesti perchè dopo il 2-0 dell’andata, la situazione è di parità. La situazione non cambia al 120′: si va ai rigori.

RIGORI

Inizia Hauge, para Mandas. In gol Dia e Fet. Parato il rigore di Tchaouna. Gol Sorli. Noslin tira fuori. Segna Moe. In gol anche Guendouzi. Berg spara alto. Ultimo rigore sui piedi di Castellanos: parato. E la Lazio saluta l’Europa League: Bodo/Glimt in semifinale.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, la semifinale vale altri 4,2 milioni: quanto ha incassato dall’Europa

Se la Lazio dovesse qualificarsi per la semifinale di Europa League, come sottolineato dal Corriere dello Sport, riceverà altri 4,2 milioni dalla UEFA e potrebbe fare ricavare parecchio da un’eventuale sold out nella semifinale giovedì 8 maggio contro Eintracht Francoforte o Tottenham.

La Champions è più redditizia, ma anche i premi di Europa League sono aumentati dal 2024/25. Finora, grazie ai risultati ottenuti, la Lazio ha già incassato circa 14,7 milioni dal campo e circa 9 milioni dai diritti commerciali, per un totale tra i 23 e i 24 milioni.

I premi UEFA comprendono 4,3 milioni per la partecipazione, 2,85 milioni per sei vittorie e un pareggio nel girone, 600.000 euro per il piazzamentot ra i primi otto, 2,7 milioni per il primo posto nel girone, 1,75 per gli ottavi e 2,5 per i quarti. Eliminare il Bodø Glimt frutterebbe altri 4,2 milioni; se passa il turno, dunque, Lotito toccherebbe quota 27 milioni.Non solo: arrivare in finale ne vale 7 e vincerla altri 6. 

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EUROPA LEAGUE

Lazio-Bodo, probabili formazioni

Dopo la sconfitta per 2-0 in Norvegia, la Lazio cerca la rimonta contro il Bodo/Glimt nel ritorno dei quarti di Europa League. Tavares recuperato e convocato: partirà dalla panchina. Pedro in vantaggio su Dia alle spalle di Castellanos

Lazio-Bodo/Glimt, le probabili formazioni 

Lazio (4-2-3-1): Mandas; Lazzari, Gila, Romagnoli, Marusic; Guendouzi, Rovella; Isaksen, Pedro, Zaccagni; Castellanos. All. Baroni

Bodo/Glimt (4-3-3): Haikin; Sjovold, Bjortuft, Gundersen, Bjorkan; Evjen, Berg, Saltnes; Hauge, Hogh, Blomberg. All. Knutsen.

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FORMELLO

FORMELLO – Lazio, rifinitura anti-Bodo: Pedro sorpassa, Tavares verso la panchina (FT/VD)

FORMELLO – “In campo senza risparmio e senza rimorso, prepariamo la partita più importante della stagione“. Così Baroni pochi minuti fa in conferenza stampa alla vigilia del Bodo/Glimt: dalle parole al campo, in particolare alla rifinitura di questo pomeriggio che segue il giorno di riposo concesso ieri dal tecnico toscano. Tutto in una seduta per ricaricarsi e dare tutto, oltre che per studiare ed iniziare a mettere in pratica la strategia giusta. “Fare la partita senza ansia” e probabilmente con le due punte titolari dall’inizio che mancano in coppia da oltre due mesi. “Taty con Dia è una soluzione“, non l’unica: in ballottaggio resta anche Pedro. Non solo, l’ultima seduta ha lasciato la sensazione che lo spagnolo sia in corsia di sorpasso. Il ragionamento va fatto anche sul minutaggio dell’argentino e su una possibile staffetta con l’ex Salernitana.

Gli altri dubbi riguardano la difesa (Mandas in vantaggio su Provedel, Isaksen-Zaccagni esterni alti e Guendouzi-Rovella in mezzo): Gila questa volta è in vantaggio su Gigot per far coppia con Romagnoli; mentre tre terzini – Lazzari, Marusic ed Hysaj – si giocano due maglie. Possibile convocazione (e panchina) per Tavares: è reduce dall’ennesimo guaio muscolare. Clinicamente superato, dopo la sessione di questo pomeriggio si tireranno le somme e si valuterà se potrà far parte della compagnia.

PROBABILE FORMAZIONE (4-2-3-1): Mandas, Lazzari Giga Romagnoli Marusic; Rovella Guendouzi; Isaksen Pedro Zaccagni; Castellanos.

ECCO ALCUNE IMMAGINI DELLA RIFINITURA DI FORMELLO, APERTA AI MEDIA NEI PRIMI 15′: