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RASSEGNA STAMPA

Derby Champions: il Torino recupera un big contro la Roma

Mai come in questo campionato, l’ultima giornata servirà a dare verdetti importanti. Parliamo sia di piani alti della classifica sia di lotta per non retrocedere. Proprio in ottica Champions, Lazio-Lecce, Torino-Roma e Venezia-Juventus si disputeranno in contemporanea.

Restando al derby capitolino per il quarto posto, ultimo utile per accedere alla prossima Champions, come scrive la Gazzetta dello Sport, il Torino recupera un giocatore. Parliamo del macedone Elmas, arrivato a gennaio e subito in grado di fare la differenza.    

Ieri l’ex Napoli ha svolto l’intera seduta in gruppo e va considerato completamente recuperato per la gara contro la Roma.  Paolo Vanoli potrebbe schierare Elmas trequartista di sinistra nel 4-2-3-1. Ancora out, salvo miracoli dell’ultima ora, Sosa e Njie: entrambi ieri hanno seguito un protocollo individuale.

Chi potrebbe essere della contesa è Coco. Lo stopper è reduce da  un intervento alla mano ma appare disponibile per domani sera. Il centrale proprio oggi dovrebbe effettuare il provino decisivo.

GLP

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Sala: “Baroni perfetto per questa Lazio. Ecco perché la Conference sarebbe utile…” (AUDIO)

Il giornalista del Messaggero, Cristiano Sala, è intervenuto stamattina a Radiosei per commentare la stagione della Lazio in occasione dell’ultima gara di campionato col Lecce, parlando anche dell’ipotesi Conference League. .

“La gara meno scontata secondo me è Venezia-Juventus, segue poi Lazio-Lecce, a Torino non vedo molte chance. Penso anche ai rapporti Cairo-Lotito, inoltre battendo la Roma il Toprino farebbe un favore alla Juventus”.

“Le difficoltà in casa della Lazio? Io darei per scontato che la Lazio dia il massimo col Lecce, mettendo testa e motivazioni. Mi aspetto una vittoria, anche per i tifosi. Bisogna evitare di mangiarsi le mani laddove Juve e Roma non vincessero”.

“Da lunedì si lavora per la prossima stagione. La Conference è una grande opportunità, sperimenta una rosa diversa. Penso a qualche giocatore della Primavera. Un laboratorio anche per il rapporto con i tifosi. La Lazio deve ragionare anche su chi arriva da dietro”.

“Taveres potrebbe cambiare il mercato della Lazio. Io lo terrei assolutamente, lui ha fatto la metà bella del campionato della Lazio. Sorpresa assoluta di tutti i campionati europei. Poi ha avute problematiche misteriose. La Lazio ha bisogno di giocatori del livello di Tavares. Calciatori che sappiano cambiare la gara con uno spunto”.

“Sperando che Sarri non vada mai alla Roma, Baroni per la Lazio che verrà credo sia l’allenatore giusto. Conosce l’ambiente,s a evitare il peggio e giocatori come Noslin gli devono tanto”.

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NEWS

Lotta Champions: l’Udinese perde altri due pezzi per la Juventus

A due turni dalla fine la lotta per il quarto posto, ultimo utile per la Champions, è ancora molto trafficata. Domani sera, ore 20,45, si affronteranno Inter-Lazio, Milan-Roma, Juventus Udinese e Fiorentina Bologna.

Lazio e Juventus hanno 64 punti, +1 sulla Roma e +2 sul Bologna. La Vecchia Signora, calendario e confronti diretti alla mano, sembra essere la favorita. Detto che i sabaudi chiuderanno il campionato in casa del Venezia, domani sera a Torino arriverà una squadra decimata. Oltre agli squalificati Atta e Lucca, i bianconeri dovranno rinunciare ad altre due pedine importanti.

“Quella col Monza è stata una sconfitta che non ci aspettavamo, contro l’ultima in classifica e in casa nostra. Ci è rimasto ovviamente l’amaro in bocca dopo questa prestazione. Però è andata così, sappiamo com’è andata, non eravamo soddisfatti della partita, eravamo frustrati e tristi. A ciò si è aggiunto l’infortunio di Jaka Bijol, anche Martin Payero non sarà a disposizione, si è infortunato fino a fine stagione”. Queste le parole del tecnico Runjaic in sede di presentazione del match contro la Juventus.

Udinese che perde due big in difesa e a centrocampo, ottima notizia per Tudor e la corsa Champions della Juventus.

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APPROFONDIMENTI NEWS

Flaminio alla Lazio: ecco cosa serve per avviare la Conferenza Servizi

Dare alla Lazio le risorse economiche per affrancarsi dalla “schiavitù” dei diritti tv. Patrimonializzare le casse di Formello è uno dei refrain che Claudio Lotito ripete più spesso da presidente della Lazio. Lotito sogna il Flaminio.

Proprio per accrescere gli introiti di Piazza della Libertà, il senatore di FI vorrebbe regalare ai tifosi la casa dei loro sogni. Lo stadio Flaminio sarebbe l’optimum per la Lazio. Il Campidoglio ha bocciato il progetto della Roma Nuoto, ma questo non ha accelerato l’iter della proposta della Lazio.

Palazzo Senatorio infatti lo scorso 29 aprile aveva bocciato la suddetta proposta, non ritenendola in grado di soddisfare le esigenze originali per le quali era stato realizzato l’impianto dei Nervi. Già il 3 aprile però, si era capito che le carte della Lazio fossero ancora insufficienti per incardinare la Conferenza Servizi Preliminare.

«Al momento la proposta progettuale della S.S. Lazio non si configura come progetto di fattibilità così come richiesto dalla normativa vigente ai fini dell’iter amministrativo». Così scriveva infatti il dipartimento Sport del Campidoglio alla richiesta di accesso agli atti proveniente dall’avvocato di Federsupporter, Luciano Cucculelli.

Al momento il progetto di fattibilità della Lazio non avrebbe ancora varcato le porte di palazzo Senatorio. Ribadendo come il materiale presentato da Lotito dovrà essere il più inattaccabile possibile, giova ripetere come quella per il sì alla riqualificazione del Flaminio si presenta, per tutti i contendenti, come una montagna da scalare con infiniti curvoni.

Già prima dell’avvio della Conferenza Servizi infatti, sono stati annunciati ricorsi preventivi sia da comitati cittadini, sia soprattutto da Elisabetta Margiotta Nervi, segretaria generale della Pierluigi Nervi Project Foundation.

Foto: flaminio-stadio-PJN-PROJECT-BRUXELLES

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CALCIOMERCATO

Mercato Lazio, fascia sinistra da rifare: contatti per un ex Barcellona

La Lazio sogna ancora di agganciare la qualificazione alla Champions League. In attesa di affrontare domani sera l’Inter a San Siro, a Formello si lavora già per il prossimo mercato.

Il ds della Lazio, Angelo Fabiani, tra le priorità del mercato potrebbe avere quella di ritoccare la fascia sinistra. nel mirino potrebbe essere finito Junior Firpo. Il dominicano nel 2019 era stato ceduto dal Betis al Barcellona per 20 milioni di euro. Due anni dopo la cessione al Leeds per 15 milioni.

Lazio su Junior Firpo: arriverebbe da svincolato

L’esterno mancino, 29 anni il prossimo 22 agosto, nella stagione attuale, in ha registrato 4 gol e 10 assist in 32 sfide di Championship. Da aggiungere due gare in FA Cup e 1 in EFL Cup. Secondo Il Corriere dello Sport, gli agenti della You First – società che gestisce anche Luis Alberto – giovedì scorso avrebbero incontrato proprio Fabiani.

Junior Firpo, già trattato in passato dalla Lazio, ha il contratto in scadenza a giugno 2025. Per tesserarlo quindi basterebbe soddisfare le sue richieste di ingaggio, oltre ovviamente al “solito” balzello della ricca commisione per i propri agenti.

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RASSEGNA STAMPA

Castellanos: “Non sono un bomber? In Italia fissati con i numeri. Sul futuro alla Lazio…”

Castellanos ha rilasciato una lunga intervista a Repubblica. Il centravanti si è espresso sul suo modo di stare in campo, lasciando aperto il suo futuro con la maglia della Lazio.

«L’Inter lotta per lo scudetto, sono fortissimi, ma noi vogliamo 6 punti in 2 gare per il quarto posto. Per la stagione che abbiamo disputato, meritiamo la Champions. Riscattarci dal 6-0 dell’andata è una motivazione in più. Ho saltato quella partita e quella di Coppa Italia, non vedo l’ora di giocare questa sfida così importante. Di sicuro i napoletani faranno il tifo per noi».

“La sua stagione: 38 gare, 14 gol, 5 assist, 4 rigori guadagnati. Cosa pensa quando dicono che lei non sia un bomber? Qui in Italia c’è questa fissazione dei numeri, come se contasse solo quanti gol segni. Io non la penso così, è fondamentale che la squadra funzioni e vinca. Lavoro per il collettivo»

“Ha sempre giocato da 9? No, da piccolo a Mendoza, la mia città, tra le montagne, a due ore di volo da Buenos Aires, il mio ruolo era il 10, alle spalle della punta. Ho iniziato a 5 anni, nell’accademia di Leopoldo Luque. Giocavo anche a futsal, ha contribuito ad affinare la mia tecnica”.

“L’anno prossimo c’è il Mondiale. Voglio giocare le mie carte facendo bene nella Lazio. So che il ct Scaloni ha fiducia in me, è uno stimolo in più». I suoi centravanti di riferimento? «Adoravo Luis Suarez e Ibra: grande tecnica, lavoro per la squadra e gol. Come piace a me».

“Ledi in campo sembra mettere molta rabbia. È il mio modo di vivere le partite. Curo ogni dettaglio, le sponde, le rifiniture, i duelli individuali”.

“Quanto è pesante l’eredità di Immobile, 207 gol nella Lazio? «Sento molto questa responsabilità. Ma sono al secondo anno, Baroni ha fiducia in me, i tifosi anche, sto bene qui e mi piacerebbe restare. Vedremo cosa accadrà in estate. La coppia con Dia? C’è intesa”.

“Undici vittorie in trasferta e invece in casa un successo nelle ultime 11. C’è una spiegazione? In casa gli avversari si chiudono ed è più difficile. Ma in realtà io penso sia una coincidenza, sono le cose strane del calcio»

A quel rigore sbagliato contro il Bodø/Glimt pensa ancora? «Oh sì, sì. Pesa. Ma se tornassi indietro lo tirerei di nuovo nonostante i crampi, era normale assumersi quella responsabilità. Solo, lo calcerei in modo diverso».

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Stoppini: “Dopo Napoli-Genoa l’Inter è più leggera. Con La Lazio solo Lautaro out ” – (AUDIO)

Il giornalista della Gazzetta dello Sport, Davide Stoppini, è intervenuto stamattina ai microfoni di Radiosei per anticipare i temi di Inter-Lazio, gara decisiva nel cammino Champions dei biancocelesti.

“L’Inter ora ci crede di più. Al di là delle parole di Inzaghi già prima di Napoli-Genoa, il clima ora è cambiato. Il pareggio degli azzurri ha cambiato forse qualche scelta di formazione”.

“In casa nerazzurra, quella di domani è considerata l’ultima chance per effettuare un ribaltone insperato. Mi sembra un’Inter più leggera rispetto ad un mese fa, quando c’era sulle spalle la “scimmietta” del potenziale Triplete. Ora dal campionato hai tutto da guadagnare”.

“Col Torino l’Inter ha fatto bene, si sono visti volti distesi come non si osservava da tempo. Anche in termini di infermeria, Inzaghi aveva fatto un po’ di pretattica. In realtà per la Lazio recupera tutti, mancherà solo Lautaro tra i convocati. Immagino che Pavard, Mkhytarian e Frattesi possano entrare a gara in corsa”.

 “Il gruppo di lavoro di Inzaghi, a Milano da 4 anni, è sensibilmente cresciuto con Inzaghi. Mi riferisco alla gestione e all’aspetto mediatico. Inzaghi in tal senso si è tolto qualche sassolino dalle scarpe. Ad aprile c’è stato un calo evidenziato dalle tre sconfitte, figlia anche dell’età media della squadra. Stagione inedita, forse abbiamo sottovalutato la nuova formula Champions. Le due partite in più, inserite nel mese di maggio, evidentemente hanno portato via energie importanti”.

“Domani dovrebbero giocare Sommer in porta. Nei tre centrali qualche dubbio su chi tra Bastoni e Carlos Augusto affiancherà Bisseck e Acerbi. In mediana Barella, Calhanoglu e Zielinski, quest’ultimo è considerato il sostituto naturale di Mkhytarian. Thuram e Taremi di punta”.

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PRIMAVERA

Lazio Primavera: a Lecce l’ultima recita della stagione

Lo scorso 10 maggio Al Fersini, con il gol incassato da Braschi al 50′, la Lazio Primavera è stata sconfitta 1-0 dalla Fiorentina. Un ko pesante che ha chiuso la corsa al sesto posto in campionato, ultima casella utile per l’accesso ai playoff scudetto.

La squadra di Sergio Pirozzi – tecnico arrivato a stagione in corso al posto di mister Stefano Sanderra, costretto ai box per motivi personali – ha sperato fino all’ultimo di giocarsi il pezzetto di stoffa tricolore, ma la qualità del gruppo si è rivelata inferiore rispetto a quella dello scorso anno.

La Lazio chiuderà l’annata in casa del Lecce, appuntamento domenica 18 maggio alle 11. Gara di fatto già da sandali e ombrelloni, con i giallorossi attualmente a quota 49 punti, anch’essi senza alcun obiettivo da centrare.

Quella in conclusione appare quindi una stagione di passaggio, contraddistinta da un inizio faticoso dovute alle tante cessione di big e all’addio di calciatori di qualità, Sardo su tutti. In estate possibile nuova rivoluzione, vedremo chi siederà sulla panchina di Formello.

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ESCLUSIVE

‘SPECIALE 14 MAGGIO’ – Pinzi: “Uno scudetto da tifoso della Lazio nello spogliatoio. Eriksson? Ecco con chi perse la pazienza…” (AUDIO)

L’ex centrocampista della Lazio, nonché accesissimo tifoso biancoceleste, Giampiero Pinzi, è intervenuto stamattina ai microfoni di Radiosei per ricordare lo scudetto vinto il 14 maggio 2000.

“Il 14 maggio 2000 ho avuto il privilegio di passare dagli spalti allo spogliatoio. L’ho vissuto da tifoso dentro lo spogliatoi. Un sogno che si ripeteva tutti i giorni, facendo parte di quel gruppo storico”.

“Anche il 26 maggio 2013 ero allo stadio. Io il 14 maggio al Circo Massimo ho scelto di essere tra i tifosi. Paradossalmente il 14 maggio, per protesta non andai allo stadio ma ero a Bracciano a pranzo con i Marchegiani mi voleva sul pullman della squadra ma dissi di no. Già a Bologna il 7 maggio 2000 salgo con la squadra ma vedo la gara dagli spalti”.

“Quella Lazio aveva una grandissima personalità. Le partitelle tra noi a Formello erano una guerra, si andava spesso oltre i limiti. Per me ogni palla  portava con sé grandissima tensione. Faccio fatica a sceglierne uno perché era uno spogliatoi pieni di campioni”.

“La mentalità si forma in allenamento. Eriksson? Posso dire che non ha mai alzato la voce, mi stimava molto ma c’era una concorrenza incredibile. Solo una volta si arrabbiò con Sergio Conceicao che in allenamento rispose in portoghese. Sven conosceva il portoghese, rispose per le rime tanto che Conceicao lasciò l’allenamento prima, uscendo a testa bassa”.

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ESCLUSIVE

‘SPECIALE 14 MAGGIO’ – Paglia: “Lo scudetto fu il suggello massimo. Andai a Via Allegri a calmare i tifosi. Ecco perché Cragnotti fu decisivo…” – (AUDIO)

;L’ex responsabile delle Comunicazioni della Lazio, Guido Paglia, è intervenuto stamattina ai microfoni di Radiosei per ricordare lo scudetto vinto il 14 maggio 2000.

“Il 14 Maggio è stato sia il suggello del lavoro fatto, ma è stato il Padreterno che ci ha restituito quanto tolto l’anno prima. C’era ottimismo ma sullo spareggio, ma bisognava essere pazzi nel pensare che il Perugia battesse la Juventus. Ci fu l’eccezione Paolo Negro che credeva alla vittoria già al termine dei tempi regolamentari”.

“Io mi sono perso il momento delle 18:04 perché ero a fare l’annuncio per la gente che aveva invaso il campo. La paura era che ci sanzionassero per l’invasione di campo. Il mercoledì prima del 14 Maggio, Cragnotti ara ad Hannover mentre i tifosi protestavano a Via Allegri. Massimo Cragnotti decise di non andare sotto la sede Figc, alla fine andai io. I tifosi più esacerbati mi chiesero addirittura di schierare la Primavera”.

“Al rientro da Hannover Cragnotti fece gli incontri dovuti per avere garantita la regolarità del campo e la designazione di Collina fu un chiaro segnale in tal senso”.