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ESCLUSIVE

“QUELLI CHE…” – Montesano: “Amo le Lazio di Maestrelli e Fascetti. Lotito deve accontentare Sarri” – (AUDIO)

Enrico Montesano è intervenuto stamattina ai microfoni di Radiosei in occasione del suo 80° compleanno, parlando anche di Lazio e del Sarri-bis.

“I miei ricordi più belli legati alla Lazio sono due. Il primo riguarda la mia presenza nello spogliatoio di Maestrelli che mi diceva: “Come stai? Giochi al posto di Garlaschelli?”. In secondo luogo, non posso scordare il ritiro di Gubbio con Fascetti nella Lazio dei -9. Un’avventura incredibile.”

“Ripeto quanto dissi all’avvento di Baroni. Il tecnico deve essere un grande chef ma ha bisogno degli ingredienti di prima qualità, ora Sarri va accontentato”.

“Lotito? La Lazio a suo modo l’ha sistemata, ora però deve accontentare Sarri. Non si può perseverare in certi errori”.

“Chi ringraziare per la mia carriera? Penso a Castellano e Pipolo che mi chiamarono per un varietà nel 1968. Oltre a loro due , entrambi laziali scatenati, devo ricordare Lando Fiorini che mi volle al Puff. Perse una scommessa con me sul derby e dovette fare una passeggiata in mutande al Gianicolo”.

“Ovviamente, Garinei e Giovannini mi vollero al Sistina per il Rugantino con Aldo Fabrizi e Alida Chelli”.

GLP

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CALCIOMERCATO

Fascia sinistra: una big di serie A punta Tavares

Il 1 agosto è ancora lontano ma le big di serie A già pensano a rinforzare la rosa sul mercato. Anche a causa della scarsa competitività economica dei club tricolore, si cerca di anticipare i tempi.

In casa Lazio c’è un giocatore che ha segnato la propria stagione con due facce decisamente diverse. Parliamo di Nuno Tavares, fresco di rinnovo con i biancocelesti al 2029 dopo essere stato riscattato dall’Arsenal per circa 5 milioni.

Il lusitano, in 23 gare di campionato ha fornito 8 assist. Scendendo nello specifico però, queste 8 assistenze si sono fermate lo scorso 31 ottobre nel vincente 5-1 a Como. Per lui anche 1 assist in sei sfide di Europa League, il 23 gennaio in Lazio-Real Sociedad 3-1.

Secondo la Gazzetta dello Sport, anche una big di serie A avrebbe puntato l’ex Gunner. Parliamo della Juventus, soprattutto alla luce della possibile conferma di Igor Tudor sulla panchina bianconera. Il croato infatti ha allenato Tavares nel Marsiglia nella stagione 2022-2023.

Probabilmente l’annata più continua per il mancino che in Ligue1 giocò 31 gare regalando 6 assist (2350′), senza dimenticare le si gare da titolare in Champions, mai sostituito, oltre alle due presenze in Coppa di Francia.

La lazio, forte del fresco rinnovo, crede nelle potenzialità di Tavares. L’ultima parola spetterà a Sarri che l’avrà a disposizione dal 14 luglio a Formello nel ritiro estivo.

GLP

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CALCIOMERCATO

Marusic ancora in bilico: spunta un danese per la fascia destra della Lazio

Mentre Maurizio Sarri prende le misure per non sbagliare i primi passi nella sua seconda avventura a Formello, la Lazio comincia a muovere i primi passi, seppur leggeri, di mercato.

Come scrive Il Corriere dello Sport, sulla fascia destra della Lazio resta da decidere il destino di Adam Marusic. Il montenegrino fino a lunedì potrebbe liberarsi a zero, sfruttando l’articolo 17 della Fifa. Prassi sì esistente ma difficilmente azionata dai calciatori durante il mercato.

La Lazio pensa ad un talento dell’Ajax

A prescindere dal destino dell’ex Ostenda, 33 anni ad ottobre, la Lazio si starebbe muovendo per centrare un colpo sulla fascia destra. Il nome lanciato oggi da Piazza Indipendenza è quello di Anton Gaaei, 23 anni il prossimo 19 novembre. Il giocatore danese, 16 gare con l’Under 21, è vincolato all’Ajax fino al 2028.

Con i lancieri – è arrivato in Olanda nel 2023 dal Viborg per 4,7 milioni – in questa stagione in campionato ha giocato 25 gare, conditi da 3 gol e 4 assist. Per lui in Europa League 14 gettoni complessivi, di cui 4 nei preliminari.

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…” – Bezzi: “A Formello un vero terremoto. La Lazio poteva vincere l’Europa League…” – (AUDIO)

Gianni Bezzi è intervenuto stamattina ai microfoni di Radiosei per commentare il momento Lazio, soprattutto alla luce del ritorno di Sarri a Formello, con grandi rimpianti per l’Europa League.

“A Formello c’è stata una sorta di terremoto. Penso anche alla mancata qualificazione in Europa, vedi lazio-Lecce: una brutta pagina di calcio”.

“Baroni fino ad un certo punto ha fatto un buonissimo lavoro, poi è scivolato come è accaduto anche a Simone Inzaghi, scivolato sulle giocate di Pedro. La Lazio con l’Atalanta era la pià divertente del campionato, poi Baroni ha pagato pegno con il mercato di gennaio”.

“Vedendo la finale di Europa League mi è venuto un nodo alla gola, vedendo cosa avrebbe potuto fare rinforzando la squadra con il mercato di gennaio. La Lazio avrebbe potuto vincere il trofeo. Se i risultati non arrivano, oltre al tecnico Baroni, anche il ds Fabiani si sarebbe dovuto dimettere…”.

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PROGETTO STADIO

Flaminio e Conferenza Servizi: la Lazio al lavoro per ultimare la documentazione

Mentre i tifosi della Lazio fremono per il sì di Maurizio Sarri ad esito di una stagione che vedrà i biancocelesti fuori dall’Europa dopo otto anni, il club continua a lavorare per provare a regalarsi un sogno.

Il presidente della Lazio e lo staff designato per definire gli ultimi dettagli, stanno operando per consegnare in Campidoglio la documentazione idonea per proseguire l’iter per la riqualificazione dello Stadio Flaminio.

Come moto, la giunta del Campidoglio ha negato il pubblico interesse al progetto della Roma Nuoto per il Flaminio. Un no che ha comportato il ricorso al tar degli stessi proponenti. Il Senato capitolino ha bocciato la suddetta proposta, ritenendo l’opera di Nervi nata per ospitare gare di calcio.

Come nuoto, il progetto della Roma Nuoto per il Flaminio di fatto abbassava la capienza a sole 7000 unita, facendo diventare il catino ai piedi dei Parioli un altro club sportivo polivalente a Roma Nord.

Il Campidoglio attende quindi che Lotito possa consegnare tutte le carte necessarie ad attivare la Conferenza Servizi Preliminare (CSP). Senza l’avvio di questa fase, nessuno potrebbe permettersi di dire “si farà” o “non si farà”. La CSP del Campidoglio per il progetto Lazio-Flaminio infatti rappresenta un ostacolo da superare, con tante componenti da mettere d’accordo.

Al momento, oltre alla mobilità e ai parcheggi, i primi scoli si chiamano capienza e copertura. Lotito vorrebbe avere almeno 50.000 presenti, ma saggezza vorrebbe che anche 40/42.000 seggiolini dovrebbero bastare a trovare la quadra.

Lazio e Flaminio: i principali ostacoli

La copertura, diversamente, andrebbe ad incidere tanto sul paesaggio, tanto sulla capacità di fare reddito. Poter “chiudere” il Flaminio, magari con un tetto a scomparsa, vorrebbe poter dire realizzare eventi di arte e spettacolo senza incidere sulla vivibilità dell’intero quartiere.

Se in Campidoglio la disponibilità a valutare la fattibilità del Flaminio targato Lazio, in CSP il primo nemico potrebbe avere il volto della Soprintendenza Nazionale. Ente questo che in passato aveva già storto la bocca per progetto molto meno invasivi rispetto a quello ipotizzato dallo studio Casamonti, nome top a cui si è affidato l’azionista di comando della Lazio.

I giorni passano, il gruppo di lavoro scelto da Lotito è di assoluto livello ma bisogna stringere. Il sindaco Gualtieri spera che la CSP per il progetto Lazio possa partire prima dell’estate. Se tuto slittasse a settembre 2025 potremmo parlare di una chance sprecata. Un po’ come fatto dalla Lazio perdendo in casa col Lecce, ko costato l’Europa a Zaccagni e compagni.

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LUTTO

L’Inter piange nel giorno della finale Champions: addio ad Ernesto Pellegrini

Una bruttissima notizia scuote il mondo Inter proprio a poche ore dalla finale di Champions League che stasera vedrà i nerazzurri affrontare il Paris Saint Germain.

Come riportato dall’Ansa, a 84 anni si è spento Ernesto Pellegrini, presidente dell’Inter dal 1984 al 1995. A dare la notizia della scomparsa dell’imprenditore è lo stesso sito del club meneghino.

“Ci ha lasciato il Presidente Ernesto Pellegrini – si legge nella nota – Per undici anni ha guidato l’Inter con saggezza, onore e determinazione, lasciando una impronta indelebile nella storia del nostro Club”.

Come ricorda il club, Pellegrini da sempre è stato un acceso sostenitore nerazzurro. “Ero innamorato dei colori nerazzurri – disse -, orgoglioso. E sognavo: un giorno…”. Nel 1965 Pellegrini diede vita ad un’azienda che si occupava di ristorazione.

“Nel 1984, quando ne ebbe l’opportunità – ricorda ancora la società – realizzò il sogno che cullava da quando era bambino”, comprando l’Inter dal presidente Fraizzoli, divenendo il 18° presidente. Nel 1995 la cessione della società a Massimo Moratti.

Questo il suo bilancio: lo scudetto dei record del 1989, la Supercoppa Italiana e le due Coppe Uefa (1991 e 1994). Nel 2020 l’Inter ha eletto Pellegrini nella Hall of Fame del Club, consegnandogli il Premio Speciale.

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ESCLUSIVE

“QUELLI CHE…” – Mirra: “Se cambi Baroni dopo 12 mesi allora qualcosa non va. Bisogna capire i motivi del fallimento Lazio” – (AUDIO)

Vincenzo Mirra è intervenuto stamattina ai microfoni di Radiosei nella trasmissione “Quelli che hanno portato il calcio a Roma” per parlare di Lazio e commentare l’addio a Baroni.

“Se parlassi di pancia direi che per la Lazio è stato un disastro mancare la qualificazione in Europa. Di contro non posso non pensare ai primi mesi straordinari di Baroni. Bisogna capire da dove nasce l’involuzione degli ultimi mesi. Se non risolvi il problema alla fonte le difficoltà restano”.

“La scelta di cambiare Baroni dopo soli 12 mesi allora mi indica qualcosa non mi torna. La Lazio parlava di progetto ma se cambi ancora, allora qualcosa non va bene”.

Mirra: “Se Sarri torna allora il suo addio aveva nomi e cognomi…”

“Il ritorno di Sarri? Di positivo c’è il fatto che senza Coppe lui ha sempre detto di poter lavorare meglio. Se è tornato a parlare con la Lazio potrebbe voler dire che i motivi delle sue dimissioni avevano nomi e cognomi che ora non ci sono più. Ora conosce l’ambiente e se dovesse sbarcare a Formello vorrebbe poter dire riuscire ad ottenere quello che non aveva avuto la scorsa stagione”.

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DICHIARAZIONI

L’ultimo sogno di Pedro: “Voglio vincere con la Lazio. Avremmo potuto alzare l’Europa League…”

Pedro è l’ospite del match program ufficiale della S.S.Lazio in vista del match di domani sera all’Olimpico contro il Lecce. Di seguito le dichiarazioni più significative del campione spagnolo.

“Dobbiamo giocare al massimo l’ultima partita della stagione, abbiamo ancora la possibilità di andare in Champions. Giocare in Europa anche l’anno prossimo dipende solo da noi”.

“Hai segnato 14 gol, non accadeva dal 2014: come sei cambiato? E’ cambiato tanto. Ho più esperienza ma con la Lazio mi sento davvero bene e mi diverto molto. So che ogni momento può essere l’ultimo. Baroni è stato determinante nel gestire il mio ruolo in campo  e con la squadra. Mi trovo benissimo con lui”.

“Ho ancora il rammarico per l’Europa League perché avremmo potuto arrivare in finale e vincerla. Purtroppo il calcio a volte è crudele. Con la Champions sarebbe un’ottima stagione. La Lazio deve avere la mentalità e la voglia di vincere un trofeo, ha un potenziale incredibile e calciatori di qualità”.

“Sono convinto si possa vincere, i nostri tifosi meriterebbero questa soddisfazione. Futuro? Mi piacerebbe tantissimo vincere un trofeo con la Lazio. Amo essere qui, non avrei mai pensato di terminare la mia carriera in questo storico club che mi stima tantissimo“.

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APPROFONDIMENTI

La Lazio in Europa? Ecco cosa cambierebbe con la Conference

Battere il Lecce per dare un senso tangibile alla stagione. La Lazio di Marco Baroni domani sera all’Olimpico deve ritrovare una vittoria che in casa manca dal ko inflitto al Monza lo scorso 9 febbraio.

La Lazio con un punto sarebbe matematicamente in Conference League, per accedere sia in Europa League sia in Champions bisognerà attendere i risultati di Torino Roma e Venezia-Juventus. Come noto, oltre al vantaggio in classifica, +1 per i giallorossi e +2 per la Vecchia Signora, le compagini allenate da Ranieri e Tudor sono in vantaggio anche negli scontri diretti.  

Come ricorda Il Corriere dello Sport, arrivando sesta la Lazio centrerebbe la nona qualificazioni consecutiva ad una coppa continentale. Delle attuali 8 apparizioni, sei sono state in Europa League, due nelle Champions  2019-20 e 2022-23.

Restando al gradino più basso delle competizioni europee, la Conference muterebbe anche il programma per la preparazione estiva della Lazio. Gli spareggi della suddetta competizione sono previsti infatti  il 21 e il 28 agosto, con l’esordio in campionato in mezzo alle due sfide.

Andando a fare i conti dell’oste,  la Uefa nel 2024 per il triennio Conference  aveva stanziato 285 milioni, +50 milioni rispetto all’edizione precedente. I 36 club che accederanno alla fase a gironi incasseranno 3,17 milioni. Ogni successo incrementerà le casse societarie di 400.000 euro, di 133.000 per ogni pareggio. Il format attuale prevede che in base alla classifica finale della prima fase, le partecipanti avranno diritto ad un bonus medio di 28.000 euro.

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CALCIOMERCATO

Lazio e il centravanti che verrà: all’Olimpico la sfida Krstovic-Castellanos

Domani sera all’Olimpico Lazio e Lecce si giocheranno le residue speranze di dare un significato “storico” alla propria stagione. I padroni di casa sperano in un doppio passo  rispettivamente della  Roma nella Torino granata e della Juventus a Venezia.

I salentini dal canto loro devono espugnare il catino capitolino per essere certi della permanenza in serie A, diversamente sarebbe serie B. Come accade in queste sfide, gli attaccanti potrebbero fare la differenza. In casa Lazio Castellanons in 28 gare di serie A ha segnato 10 gol, fornendo 5 assist. Zaccagni&Co con 61 reti vantano il terzo attacco del campionato, dietro Inter (79) e Atalanta (76).

Buio pesto invece per i pugliesi. La squadra di Giampaolo ha bucato la porta avversaria solo 26 volte, ultima nella suddetta classifica. Di questi 26 sigilli, ben 11 portano la firma di  Nikola Krstovic, autore anche di quattro assist in 36 recite nel massimo campionato.

L’assist di domenica scorsa a Ramadani, valso l’1-0 interno col Torino dopo un digiuno lungo 13 giornate, ha dato ai salentini l’ultima ancorà di salvezza. Proprio il centravanti montenegrino, contratto in scadenza nel 2027 con opzione per un altro anno, sarebbe finito nel mirino della Lazio.

L’ariete montenegrino già a gennaio poteva cambiare aria, ma dopo la cessione di Dorgu, il ds Corvino ha detto no ai 15 milioni offerti dal Betis Siviglia. L’uomo mercato di Sticchi Damiani nell’estate 2023 scovò Krstovic nel Dunajska Stredap, versando al club slovacco circa 4 milioni di euro. La punta di Golubovci aspira al grande salto, proprio contro una delle sue principali contendenti domani vorrà mettersi in mostra, in primis per fare l’ultimo regalo al Lecce.

La Lazio, come noto, tra la priorità del prossimo mercato ha proprio quella di rafforzare la propria linea offensiva. Krstovic alla Lazio potrebbe arrivare sia con la conferma del Taty, ma soprattutto in caso di partenza dell’argentino. Castellanos ha molto mercato in Spagna e Premier, si attendono sviluppi. Per Krstovic, in ogni caso, la base d’asta resta di 15 milioni, non un euro in meno.